Pink Magazine Italia – Ottobre 2017

Il numero di ottobre propone iniziative che scoprirete anche nei mesi a seguire. Stiamo crescendo grazie a voi e abbiamo preso importanti decisioni, i cui frutti saranno visibili a breve. In copertina, la magnifica Coco Chanel, che è nei nostri pensieri da quando si è decisa l’apertura di uno spazio dedicato alla moda, alle tendenze per “abbinarlo” – è il caso di dirlo – ai libri: stiamo parlando del nostro fashion blog Coco And The City, che potrete seguire sul nostro sito, su Instagram e su Facebook. Abbiamo poi nuove rubriche dedicate ai libri e agli amanti della lettura, nuove collaborazioni e molteplici novità: dallo spazio dedicato ai cosiddetti “Booklovers”, passando per il fantasy e arrivando infine al coaching. Tra le interviste che troverete in questo numero spiccano quella ad Annalisa Zanni, direttrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano e quella all’artista Matt Kish. Non vi resta che leggere… e non ci potrebbe essere augurio migliore per noi!

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Il caso Fitzgerald

I consigli di lettura di Antonella Maffione.

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È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d’arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un’operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell’unico indizio l’FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C’è un mandante o si tratta di un’iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell’isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?

La trama del libro ruota attorno all’affascinante mondo dei libri antichi e rari. Infatti, l’autore affacciandosi in punta di piedi e scrivendo “da dilettante” a riguardo, immagina che cinque manoscritti originali del romanziere Scott Fitzgerald vengano rubati dal caveau della Princeton University da una banda specializzata.
L’autore è riuscito a confezionare un libro dalla trama accattivante, ambientato nel mondo delle librerie indipendenti e circondato da scrittori alle prese con le loro insicurezze, gelosie e soprattutto il loro ego, desiderosi di acclamazione da parte della critica. I protagonisti principali della storia sono: Bruce, un uomo affascinante e lettore vorace, amante di libri rari e antichi; Mercer, una scrittrice in crisi con un libro da terminare.
Attraverso la suspense e il brivido tipici della caccia all’uomo, l’autore ci regala una storia vivace, nella quale i personaggi con le loro lunghe chiacchierate sui libri catturano la nostra attenzione e ci mostrano quanto sia affascinante il mondo dei libri e del collezionismo.

Le fragilità del cuore

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Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una  persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore…
Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.

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Il colore della nebbia

La quotidianità di una città di provincia viene scossa dal ritrovamento del cadavere di una bambina di otto anni, uccisa e abbandonata in un fosso, nella campagna vicina. Una ragazzina che ne ha tredici uccide, invece, una sua compagna di scuola perché ha osato mettersi con il suo fidanzatino.

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È così che i fatti di cronaca iniziano a rincorrersi, a lambire e poi a sconvolgere le vite dei protagonisti di questo romanzo, il privato dei quali, del resto, si annida ipocritamente tra malesseri, disagi psichici, violenze domestiche, bullismo adolescenziale, tradimenti. Il susseguirsi vorticoso di accadimenti e rivelazioni, unito a un’efficace caratterizzazione dei personaggi – oltre venti voci narranti che ci squadrano come i molteplici occhi di un solo perturbante insetto –, tiene alta la tensione narrativa, e accompagna il lettore verso un finale non consolatorio.

Il morboso accanimento mediatico verso i fatti di cronaca nera, la violenza tra i giovanissimi, l’incapacità degli adulti di essere pienamente responsabili delle proprie azioni entra nei nervi della scrittura di Eliselle e dei suoi personaggi con lucidità priva di sconti o indulgenze. Un ritratto del malessere di questo scorcio di provincia italiana, soffocata in una coltre di nebbia perenne, e dunque così avara di bellezza.

Un romanzo amaro, attualissimo, intinto nella pece.

Le Messaggere di Magdala

Francesca è un canale aperto, lei può sentire ciò che ad altri non è dato di udire, non ha paura di Magdala, ma si sente confusa e vorrebbe una vita normale. Cosa è poi mai questa fantomatica normalità? Dove finisce la realtà e comincia la fantasia? Con l’amica Gioia, scoprono di avere un compito molto importante, che è stato affidato loro da un’altra dimensione. Crederci permette di compiere un salto quantico. Il libro di Margherita Pink è ispirato dai suoi sogni, speranze, visualizzazioni e ha deciso di: “lasciar semplicemente fluire e far scorrere in sé ciò che già è”.

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FRANCESCA E GIOIA
«Mia madre ha definitivamente lasciato mio padre».
«Te lo aspettavi già da tempo, no? Inoltre non sei ne la prima, né sarai l’ultima: ne abbiamo tanti di esempi in classe. Se vuoi piangere fallo, ho un pacchetto di fazzoletti con me».
«Non mi va. E poi sei cinica. Non si dice così ad un amica».
«Io sono concreta. Sei tu quella che sa volare alto: io esito per le cose terrene. E in questo momento mi sembri morire dalla voglia di farlo, quindi ti ho solo suggerito di far uscire la tua frustrazione. Mia madre dice che piangere fa venire gli occhi belli».
«Hai ragione tu e ha ragione anche lei, ma piangerò dopo. Adesso passeggiamo: raccontami del tuo cane. Voglio parlare di cose facili, per favore».
Un parco, il sole, l’estate in arrivo e le grida dei bambini che si rincorrono fanno da sfondo a queste due amiche, Gioia e Francesca. Sono delle adolescenti. Si conoscono fin da piccole: due storie diverse ma unite. Unite da cosa? Solo amicizia? O un filo sottile che si è formato molto tempo prima…o molte vite prima?
Riecco la voce. Francesca si ferma e ascolta. Tira fuori dallo zaino il suo blocchetto e comincia a scrivere: “Conquiste nelle parvenze più alte con gloria innalzata per scoprire la realtà più profonda che da tempo è, e riemerge in voi nell’infinito amore per sorprendervi, per scoprirvi, per onorare ogni venuta, ogni rinascita, nulla sarà uguale perché tutto è trasmutabile, il respiro del mondo è in voi ricolmo, riposti in ogni forma i grandi doni sono, con coraggio accoglieteli e coglieteli come germogli fioriti, è nel vostro tempio che ciò avviene, sospesi fra due mondi non perduti, compresi e vissuti, per coloro che arrivano tutto si sta preparando e tutto sarà pronto, comete brillanti giacciono su di voi come potenze, è sempre più vicino il giorno che cangerà il vostro essere, nuove conoscenze sepolte come gemme riemergeranno e sbocceranno. Sentite il richiamo e la sua eco che destare vi fa, respirate profondamente e liberatevi, con immensa gratitudine vi do il mio amore e la mia benedizione, Magdala”.
Gioia sa, è l’unica che conosce insieme alla nonna di Francesca. È così da molto tempo, ormai, e lei non chiede più spiegazioni: lascia che arrivi il messaggio e poi, anche con un po’ di invidia, trae le sue conclusioni.
A Francesca accade e basta. Non ha scelto questa cosa: avviene soprattutto quando è più triste, quando si sente sola e sente una morsa allo stomaco. Arriva puntuale, quella “voce”, nell’orecchio sinistro. Una comunicazione che le giunge da non sa dove, le da sempre un gran senso di pace, le dona forza, le lascia speranza.
La prima volta era accaduto quando aveva poco più di dieci anni. Si era chiusa in camera. Era il suo compleanno ma i suoi genitori non c’erano, entrambi via per lavoro: uno in America e l’altra a Bruxelles per le sue sciocche riunioni. C’era una torta in tavola e le sue amiche la stavano aspettando per spegnere le candeline.
«Francesca, scendi! Qui abbiamo voglia di mangiare la torta!». Era nonna Rina a parlare: la persona che aveva sostituito i suoi genitori in tutto e per tutto.
Si era soffiata il naso e si stava buttando dell’acqua fresca sul viso per cancellare le tracce delle lacrime, così piccola e già così matura. Mentre aveva la faccia ancora sprofondata nell’asciugamano l’aveva chiaramente avvertita, anzi, udita. Era una voce di donna. Calma, sicura e dolcissima: “Niente accade a caso, non essere triste, tutto si compirà perché così è stato, è, e sarà sempre. Non sei sola, io sono sempre con te, tutti siamo con te, non temere niente e nessuno, poiché nulla è ciò che sembra”.
Francesca era letteralmente trasalita, ma la tenerezza di quelle parole le era arrivata dritta al cuore: le aveva davvero lasciato un senso di serenità ed era riuscita a non mettersi ad urlare per lo spavento.
“Un sorso di acqua. Forse meglio controllare se la televisione o la radio sono rimaste accese. No, sono spente. La finestra che dà sul piazzale? Chiusa anche quella. Allora è davvero così. Ho sentito quello che ho sentito”.
«Francescaaaaaaa, ti dobbiamo venire a prendere?».
Rapido cambio tattico di maglietta.
«Arrivoooo, mi sto solo cambiando, mi sono macchiata!», una piccola bugia a fin di bene.
“Ok, Francesca. Ora tu non ci pensi più: scendi dalle scale, vai in sala e festeggi i tuoi dieci anni. Al resto ci pensi dopo”. Questa è Francesca che parla con Francesca; a volte a voce alta, a volte dentro di sé. Ecco perché per tutti è Francesca la stramba, o Stramby direttamente. Per tutti tranne che per Gioia, che essendo un poco più grassa delle sue compagne di classe e portando gli occhiali è ugualmente isolata, o comunque presa regolarmente per i fondelli. Legano dal primo giorno di scuola, loro due. Uno sguardo, un sorriso e si siedono allo stesso banco, in prima fila sulla sinistra.
«Pronto! Dove sei? Terra chiama Stramby! Che messaggio fantastico! Francesca, questa volta ci sono andati giù pesante questi messaggeri. Chi erano, o dovrei dire chi era?».
«Mi dice che si chiama Magdala, ma io non conosco nessuna Magdala e neanche ho tanta voglia di saperne di più!».
«Perché non ti rilassi? Guarda che se capitasse a me sarei la più felice di questo mondo, almeno avrei qualcuno che mi guida, invece di dover prendere tutte le decisioni io».
«Ma che cavolo dici? Mica mi fa l’interrogazione al posto mio a scuola! O mi dice se devo andare a sinistra o destra! Me la devo fare io, la mia strada».
«Sì ma, Francesca…lo devi ammettere: è fantastica questa cosa. Accade sempre quando sei un poco sottosopra. Sarai anche la Stramby, ma io ti adoro così. Mi fai sentire l’amica di una tipa speciale».
«Giura che non lo dirai a nessuno!».
«Non lo farò mai! Mi si incollino i piedi a terra all’istante! Lo sai perfettamente che per te darei la vita!».
Francesca respira. Un bel respiro grande e profondo, che le arriva fino alla pancia. Poi si gira verso Gioia, l’abbraccia e finalmente piange.
«Mi racconti di Bobo?».
«Bobo è sempre più grasso, ma tanto siamo tutti obesi. Mia madre continua a dargli da mangiare troppo: è sempre stata la sua fissazione, ci vuole vedere scoppiare! Anche mio fratello ha qualche chilo di troppo ma per fortuna ha cominciato a fare pallacanestro, altrimenti sarebbe un barile! Comunque è troppo forte: l’altro giorno, dopo aver fatto colazione, ha avuto il coraggio di andare dalla vicina di casa. Sai, è passato sotto la staccionata mezza rotta ed è tornato con gli avanzi della cena! Uno stinco di maiale grosso come la caviglia della donna cannone!». Le due si guardano e scoppiano a ridere. Francesca si soffia il naso: sente che sta un po’ meglio, ma subito ricomincia con i suoi quindici minuti di autocommiserazione.
«Almeno tua madre ve lo fa, da mangiare. La mia è sempre stata via per lavoro e beh, anche mio padre non è stato un granché presente. Meno male che c’è stata nonna Rina con le sue parole, i suoi abbracci, il suo esserci quando serviva sempre. Senza di lei mi sentirei figlia di nessuno».
«Francy, lo vedi che in fondo non sei sola? Ti lamenti perché i tuoi non ti sono stati accanto ma chi è tra noi due che ha lo smartphone, il tablet e tutte le estati da quando ha undici anni si fa un mese di vacanze studio all’estero? Abbiamo diciassette anni e io ancora non ho neanche preso l’aereo! Meno male quest’anno con la scuola ci fanno fare lo stage in Spagna: imbranata come sono rimarrò incastrata al check-in!». Ancora una fragorosa risata. Un altro abbraccio e la passeggiata continua.
Visita il profilo dell’autrice qui: Margherita Pink

Abc make-up: come armonizzare un naso aquilino

Hai un naso piccolo, grosso o aquilino e ti sei sempre chiesta come armonizzare i tuoi tratti?

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Ecco alcuni consigli per te!

Ognuno di noi ha tratti somatici differenti e il naso ci dà subito la percezione della bellezza . Il make up ci permette di armonizzare i tratti del viso senza stravolgerne i connotati.

Il naso aquilino si presenta con una sporgenza ossea sul dorso all’altezza degli occhi. Per la correzione sono necessarie una cipria chiara e una cipria scura da applicare con un pennello di medie dimensioni.

Si procede schiarendo l’attaccatura superiore, sopra la gobba, nella parte finale del dorso che collega il naso alle sopracciglia,  e scurendo invece la gobba.

Per distogliere ulteriormente l’attenzione è utile valorizzare gli occhi e scegliere un’acconciatura che lasci i capelli che sfiorano i lati del viso.

 

Per i vostri SOS di bellezza, scriveteci:  segreteriapink@gmail.com oggetto “rubrica beauty”.

Fantafestival: al via la 37^ edizione

Al via dal 22 al 26 novembre la 37^ edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), diretta da Alberto Ravaglioli. Un appuntamento ricco di anteprime esclusive, eventi speciali, incontri, retrospettive, dibattiti e sezioni competitive.

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Tra gli incontri attesi Luigi Cozzi, regista di Star Crash – Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione e protagonista del documentario a lui dedicato Fantasticozzi, diretto da Felice M. Guerra, e l’effettista e regista Sergio Stivaletti, che presenterà in anteprima una clip tratta dalla sua ultima fatica dietro la macchina da presa: Rabbia Furiosa, liberamente ispirato al terribile fatto di cronaca riguardante il cosiddetto “Canaro della Magliana”.

Il 23 novembre si terrà un appuntamento dedicato al fantastico televisivo, volto a riportare alla luce l’unico esempio di serie televisiva fantascientifica realizzata per il circuito delle emittenti locali. Alla presenza degli autori e del cast artistico e tecnico, infatti, verranno proiettati tre episodi di un piccolo tesoro perduto della storia della TV italiana: la sconosciuta Ora Zero e dintorni, realizzata nel 1979 e di stampo antologico con ambientazione post-atomica.

Sabato 25 novembre sarà dedicato, invece, ad un grande del piccolo schermo fantastico (e non solo) tricolore: Biagio Proietti. Per l’occasione verranno proiettati il rarissimo Storia senza parole, appassionante giallo senza dialoghi, e La casa della follia, uno dei migliori episodi della serie Il fascino dell’insolito, tratto da un racconto del grande Richard Matheson. Alla serata parteciperà lo stesso Proietti, pronto a rispondere alle domande del pubblico e a raccontare la sua vita e la sua carriera.

Il 24 novembre, il Fantafestival dedicherà la serata al rapporto tra Cinema e Fumetto di genere fantastico: oltre alla presentazione dei progetti editoriali di Bugs Comics il ricco programma di proiezioni prevede, tra l’altro, il documentario Splatter – La rivista proibitae il primo cortometraggio da regista di Claudio Chiaverotti, sceneggiatore Sergio Bonelli Editore di Dylan DogBrendon e Morgan Lost: l’horror I vampiri sognano le fate d’inverno?

Domenica 26 novembre in chiusura, invece, sarà la volta di un omaggio al recentemente scomparso maestro del cinema horror George A. Romero: la proiezione su grande schermo della versione restaurata del cult Zombi. Il film sarà proiettato nella versione europea della pellicola, con il montaggio di Dario Argento e le musiche originali dei Goblin e sarà introdotto proprio dallo stesso Argento, che con il padre degli zombi ha condiviso lavoro e amicizia. Un omaggio oltretutto preceduto da un’intervista esclusiva allo stesso Romero realizzata da Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer.

Anche quest’anno la sezione Panoramica Italia si propone come vetrina privilegiata del lavoro dei giovani autori italiani di cinema fantastico e ospiterà, tra gli altri: il misterico fanta-horror The Antithesis con Crisula Stafida (Tulpa – Perdizioni mortali) e Marina Loi (Zombi 3); The Wicked Gift, opera prima di Roberto D’Antona, giovane attore/regista indipendente che ha già all’attivo diversi cortometraggi e webserie di genere e Almost Dead, thriller-horror di Giorgio Bruno, premiato a Miami al MiSciFi 2017 come “Miglior Thriller”.

Il 37° FANTAFESTIVAL dedica due proiezioni notturne agli Z-Movies e a due registi che sono riusciti ad entrare nella storia del cinema orgogliosamente dalla porta sul retro.

Andrea Marfori, regista del cult-trash horror Il Bosco 1, presenterà Zombie Soviet Invasion, episodio pilota di quella che è stata definita la risposta russa a The Walking Dead e il mediometraggio The Unfortunate Life of Georgina Spelvin Chained to a Radiator.

Protagonista della seconda serata Z-Movies sarà Marco Antonio Andolfi, regista e protagonista del film La Croce delle Sette Pietre. In occasione del trentennale di quello che è conosciuto anche come Il lupo mannaro contro la Camorra, sarà proiettato anche il mediometraggio sequel del film del 1987: Riecco Aborym!

Inoltre, all’inizio di febbraio il FANTAFESTIVAL organizzerà, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, un’interessante rassegna sulla seconda generazione dei maestri del fantastico italiano.

Novità Rizzoli

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Giovanni si risveglia dal coma nel luglio del 2017. Aveva vent’anni quando la sua vita si interruppe. L’ultimo ricordo, prima dell’incidente, è in piazza San Giovanni, il 13 giugno 1984. Insieme al padre e alla fidanzata sta partecipando al dolore collettivo per la morte di Enrico Berlinguer. Dopo oltre trent’anni la vita ricomincia. Giovanni rinasce, adulto. Tutto è cambiato. Si trova in un nuovo secolo, in un nuovo millennio. Non c’è più il mondo che ha lasciato: i partiti, gli stati, i personaggi. Il modo di vivere, di sapere, di comunicare è stravolto, per lui un universo ignoto. Giovanni è come un bambino cinquantenne. Deve imparare una vita inedita e conoscere, accettandolo, il destino di chi ha amato quando ne aveva venti. Ad aiutarlo a rinascere ci sono Giulia, la suora tormentata che l’ha accudito per buona parte della degenza, Daniela, la psicologa dalla malinconia sottile, e suo figlio Enrico, ragazzino saggio e disilluso. Quando non celebra solo la memoria collettiva di un’epoca lontana ma radicata nelle coscienze. È il racconto del presente, meraviglioso e terribile, riconosciuto con la nitidezza di occhi che lo incontrano per la prima volta. È il romanzo per ognuno di noi: per chi ha vissuto, senza mai sentirsi solo, la forza di un ideale oppure lo ha mancato per ragioni anagrafiche e ne avverte la potenza o il rimpianto. Quando è la storia di una vita rammendata, è un romanzo di politica e d’amore, scritto con leggerezza e passione.

 

 

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Ogni donna è una voce, uno sguardo, una sensibilità unica e irripetibile. Lo sono anche Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa stregata dall’assenza prolungata di un uomo. Tanto Gesuina, più di sessant’anni e un’instancabile curiosità per il gioco dell’amore, è aperta e in ascolto del mondo, quanto Maria, sua figlia, vorrebbe fuggire la realtà, gli occhi persi tra le carte di traduttrice e i sentimenti rarefatti rivolti a un altrove lontano. Il ponte tra questi due universi paralleli è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta, che del cuore conosce solo il ritmo istintivo dell’adolescenza. Ma il fragile equilibrio che regola la quotidianità di queste tre generazioni è destinato a incrinarsi quando un uomo irrompe nelle loro vite, e ristabilirne uno nuovo significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà.Tre donne illumina i percorsi nascosti e gli equilibri impossibili del desiderio, li fotografa con un taglio inedito che ne coglie le delicate sfumature in tutte le età della vita.

 

LINEA D’OMBRA FESTIVAL XXII EDIZIONE 6-9 DICEMBRE 2017 – SALERNO

La ventiduesima edizione di Linea d’Ombra Festival si terrà a Salerno da mercoledì 6 a sabato 9 dicembre 2017 al Teatro Augusteo, alla Sala Pasolini e al Cinema Apollo.

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Il festival diretto da Peppe D’Antonio e Luigi Marmo presenta quattro giorni e quattro notti di eventi che indagano il vasto mondo della creatività giovanile, attraverso le quattro sezioni del programma: cinema, musica, performing art e – da quest’anno – realtà virtuale, ultima frontiera dell’audiovisivo contemporaneo, per la prima volta in una rassegna al Sud Italia.

Sono 30 le opere selezionate per il concorso internazionale CortoEuropa, dedicato ai cortometraggi di finzione realizzati da autori europei nell’ultimo biennio. I lavori scelti, tra i circa 2.000 iscritti al concorso, provengono oltre che dall’Italia anche da Germania, Spagna, Belgio, Francia, Grecia, Olanda, Regno Unito, Svizzera, Svezia, Slovacchia. Uno spaccato significativo delle nuove produzioni europee.

Sempre per la sezione cinema, nella notte tra l’8 e 9 dicembre si terrà la consueta maratona cinematografica notturna con premio finale, quest’anno dedicata ai fratelli Coen. Dalle ore 23 di venerdì 8 dicembre fino all’alba del giorno seguente passeranno in rassegna sul grande schermo alcune delle pellicole più significative dei due registi, sceneggiatori e produttori di Minneapolis. Tra i titoli selezionati, “Il grande Lebowski”, “L’uomo che non c’era”, “Fratello, dove sei?”, “Non è un paese per vecchi”, “Barton Fink – È successo a Hollywood” e “Fargo”. Un’occasione unica per i veri cinefili che possono già iscriversi compilando l’apposito modulo presente sul sito http://www.lineadombrafestival.it

Altro appuntamento significativo di questa sezione è l’omaggio a due grandi sceneggiatori del cinema italiano, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, in arte Age&Scarpelli. Dalla loro penna hanno preso vita film cult firmati da registi come Monicelli, Germi, Scola, Risi, Steno, Comencini, Zampa, Leone. Dal 6 al 9 dicembre nella sala cinema del Teatro Augusteo, infatti, saranno proiettati un documentario di Paolo Virzì “La strana coppia. Incontro con Age e Scarpelli” e tre capolavori assoluti: “I soliti ignoti” e “L’armata di Brancaleone” di Mario Monicelli, “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola.

Novità assoluta dell’edizione 2017 di Linea d’Ombra – che quest’anno lancia il tema/provocazione “senza tema” – è il contest teatrale “La quarta parete e poi c’è WhatsApp”: un esperimento di metateatro 2.0, dove lo spettatore, attraverso l’app di messaggistica più usata al mondo, potrà interagire con gli attori presenti sulla scena. Si tratta di un contest dedicato ai corti teatrali, pensato specificamente per la Sala Pasolini, che prevede la partecipazione di tre realtà del panorama teatrale salernitano – The LAAVers, Live e Teatro Grimaldello – selezionate dal curatore della sezione Performing Art, Antonello De Rosa, attore, regista e direttore artistico di Scena Teatro.

L’idea del contest individua come tema il ruolo ”sociale” di WhatsApp, applicazione che vede scambiarsi tra gli utenti 55 miliardi di messaggi al giorno. Un utilizzo creativo di questo strumento, che irrompe prepotentemente nella vita quotidiana, condizionando, in maniera attiva e passiva, la nostra percezione della realtà. Il teatro, con la sua performance live, supera la quarta parete e attraversa gli smartphone degli spettatori. Non si snatura ma gioca con gli strumenti moderni per mettere ancora una volta l’accento su un elemento essenziale: la storia.

Per partecipare al contest come spettatore è necessario inviare un messaggio WhatsApp al numero di telefono messo a disposizione e gestito da ciascuna compagnia, entro e non oltre il 30 novembre. Tutte le info sono presenti nell’apposita sezione del sito http://www.lineadombrafestival.it.

La XXII edizione di Linea d’Ombra Festival è promossa dal Comune di Salerno, organizzata dall’Associazione SalernoInFestival con il sostegno della Regione Campania e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno.

INFO: tel.089 662565 – http://www.lineadombrafestival.itinfo@lineadombrafestival.it.

All I want for Christmas is…book!

Ci siamo booklovers!

Il Natale è sempre più vicino e da giovedì in libreria troverete queste bellissime letture Newton Compton. Iniziamo a vivere lo spirito natalizio anche tra le pagine dei libri.

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Ava confeziona cappelli su misura, ma la sua vita è tutt’altro che perfetta. I clienti scarseggiano, ci sono le spese da pagare, un ex fidanzato assillante e, come se non bastasse, il Natale è alle porte. Ava detesta le festività natalizie, soprattutto da quando non c’è più sua nonna, l’unica nella sua famiglia che le abbia mai fatto assaporare lo spirito del Natale. In una fredda sera di dicembre, nella vita di Ava piomba Sam Jermyn, il capo della sua coinquilina Izz. Tra i due volano scintille, e non in senso del tutto positivo. Sam non si lascia scoraggiare dalle resistenze di Ava e, deciso ad aiutarla, le commissiona un cappello per una persona che gli sta molto a cuore. Complice la magia di un Natale che si rivelerà indimenticabile, Ava si ritrova così a impegnarsi in una promessa che le cambierà la vita.

 

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Meg e Mitch hanno realizzato il loro sogno. Stanno per sposarsi e vivono sulle cime innevate delle Montagne Rocciose canadesi, dove abita anche una coppia di amici, Tuck e Lucy. Meg e Lucy si comportano come due sorelle, mentre Tuck e Mitch sono riusciti a trasformare la loro passione per lo snowboard in una professione di successo. Tutto sembra andare per il verso giusto, finché un giorno una tempesta di neve improvvisa colpisce la zona portando con sé la tragedia. Mentre Mitch è fuori casa impegnato in una missione di salvataggio, Meg, rimasta sola nella sua baita, cerca disperatamente aiuto tramite una radio satellitare. Dopo vari tentativi, riesce a mettersi in contatto con una voce sconosciuta che giunge da molto lontano. La voce di qualcuno che può vedere ciò che lei non potrebbe neppure immaginare… E così, mentre i giorni passano e la neve inizia a sciogliersi, Meg è costretta ad aprire gli occhi sul proprio passato e sulle persone che la circondano, e si rende conto che quel sentimento di amicizia in cui riponeva tanta fiducia e che adesso dovrebbe sostenerla forse non era esattamente quello che lei pensava…

Un libro in b&b

Ciao booklovers,

oggi vi segnaliamo un progetto curato dall’associazione Elle Emme della scrittrice Lorena Marcelli in collaborazione con l’associazione RIVE D’ABRUZZO B&B.

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Come spiega la stessa curatrice:

“Il nostro progetto partirà in primavera, da Roseto degli Abruzzi, in collaborazione con le strutture ricettive che fanno parte dell’Associazione B&B Rive d’Abruzzo. Stiamo creando l’Albo degli Autori di “Fuori dal Coro” – All’Albo può iscriversi chi ha pubblicato Self o con Case Editrici Non a Pagamento, e vuole entrare a far parte degli autori che verranno coinvolti nei progetti dell’Associazione Elle Emme, titolare del format “Fuori dal Coro”.

L’iscrizione all’Albo costa € 7,00 (durata un anno dalla data di iscrizione) e prevede, oltre ai progetti, l’invio a casa del volume “Il Piano B”, la guida fra i Lit blog italiani, del valore di € 6,00. Gli autori iscritti all’albo saranno coinvolti nelle presentazioni che organizzeremo nelle stesse. In base alla residenza degli autori si contatteranno i B&B del territorio di riferimento e si creerà un circuito culturale/enogastronomico legato alle tradizioni locali.

Verrà aperto il blog degli “Autori Fuori dal Coro” e verranno segnalate le pubblicazioni degli stessi. Ogni autore avrà una “Pagina autore” dedicata e aggiornata. Gli autori “Fuori dal Coro” potranno partecipare ad “Alziamo la voce per leggere” un’iniziativa che coinvolgerà tutte le città di residenza degli iscritti, e che si svolgerà contemporaneamente nelle stesse nell’autunno 2018.  (Letture in piazza e presentazioni all’aperto)”

Per ulteriori informazioni: Elle Emme Associazione