Pink Magazine Italia – Summer Issue

Eccoci arrivati anche quest’anno all’attesa edizione estiva del nostro magazine, in cui troverete consigli di lettura, interviste e retrospettive. Partiamo dai libri, come sempre. Abbiamo scelto e letto per voi alcune interessanti novità, che vi terranno compagnia sia se decidiate di restare in città, sia nel caso partiate in vacanza. Letture frizzanti, leggere ma anche impegnate. Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Abbiamo inoltre intervistato Martin Rua, Diego dalla Palma e Stefano Muroni, tutti artisti eccezionali che ci hanno parlato a cuore aperto, svelandoci qualche segreto legato al loro grande successo. Ci siamo poi dedicati a Jane Austen e Charlotte Brontë, alla nuova Cruise Collection di Chanel, alla saga di Indiana Jones e ai viaggi. Insomma un numero tutto da gustare… magari sotto l’ombrellone. Buone letture e buona estate!

Cinzia Giorgio

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InterNos #Cinema

Ciao Pink readers,

oggi vi segnaliamo un cortometraggio di pregio da non perdere!

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Lucio, insegnante di italiano residente in Francia, vive un profondo disagio esistenziale da quando una sceneggiatura cinematografica scritta insieme ai suoi amici lo vede protagonista di un tragico destino.

Deriso e sbeffeggiato per questo suo atteggiamento di passiva rassegnazione, di lento e progressivo consumarsi e crogiolarsi nella più cupa disperazione, una volta giunto a Roma per le riprese del film, Lucio decide di stupire i suoi amici con un gesto estremo..

Si assiste così ad una grottesca processione di amici cinici e indifferenti, che simboleggiano il frutto della società odierna, aggrappata ad un materialismo dirompente, assuefatta alle immagini di morte e crudeltà, distratta dalla confusione e dalla velocità di un mondo sempre più improntato all’individualismo.

Dinanzi a tale decadenza di costumi e sentimenti, Lucio oppone il suo fermo rifiuto…

 

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Guarda il trailer qui InterNos

 

John Fante Festival

La XII edizione del JOHN FANTE FESTIVAL “Il dio di mio padre”, diretta da Giovanna Di Lello, si svolgerà dal 25 al 27 agosto a Torricella Peligna (CH). La manifestazione, fin dalla prima edizione, è organizzata dal Comune di Torricella Peligna per ricordare e omaggiare lo scrittore americano John Fante (1909-1983), il cui padre Nicola era un muratore originario proprio di questo piccolo paese abruzzese.

Tra gli ospiti presenti in questa edizione, che affronterà il tema delle migrazioni passando per John Fante e la letteratura outsider: Jim e Victoria FanteGianrico CarofiglioMatteo NucciFrancesco DuranteLeonardo ColombatiEdoardo CamurriLuca BriascoCarlo ParisCarmen PellegrinoOmar Di Monopoli,Matteo Marchesini, Nada, che si esibirà anche in un concerto insieme a Julian Barrett.

Venerdì 25 agosto, giornata nella quale sarà annunciato il vincitore, saranno ospiti del Festival anche i tre finalisti del Premio John Fante Opera Prima 2017: Tommaso Avati autore di Ogni città ha le sue nuvole (Sem), Valerio Callieri autore di Teorema dell’incompletezza (Feltrinelli) e Giacomo Mazzariol autore di Mio fratello rincorre i dinosauri (Einaudi).

 

 

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“Presi il rotolo dei soldi e tornai alla betoniera. Era ridotta male e molto rovinata, come le mani di mio padre, era una parte della sua vita, così stranamente antica, come fosse venuta da un paese lontano, da Torricella Peligna. L’abbracciai e la baciai, e piansi per mio padre e tutti i padri, e anche per i figli, perché eravamo vivi in quell’epoca, per me stesso, perché sarei dovuto andare subito in California, e non avevo scelta, avrei dovuto farcela.”

1933, Un anno terribile, John Fante

Direttore Artistico
Giovanna Di Lello +39 347 923 5255 direzione@johnfante.org
Segreteria Festival
Francesca Graziani +39 349 444 4594 festival@johnfante.org
Ufficio Stampa
Francesca Comandini +39 340 382 8160 press.francescacomandini@gmail.com

http://www.johnfante.org/

Un imprevisto chiamato amore

Laura D’Amore ha letto per voi l’ultimo romanzo di Anna Premoli e ve lo consiglia per la nostra rubrica #LibriPerLeVacanzePink

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Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è appena arrivata a New York intenzionata a realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere a causa della malattia della madre, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un ricco primario piuttosto avanti con gli anni. Ma nel piano non aveva certo previsto che, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, sarebbe svenuta ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo…

“Gli opposti si attraggono ma amano i propri simili..”

Jordan vuole sembrare la classica bella ragazza ma senza cervello. Si trasferisce a New York con nessun sogno nel cassetto, soltanto un piano ben definito per sposarsi con un medico ricco e di successo. Rory invece è un uomo attraente, per niente ricco e molto esigente. Anche lui si trova a New York, ma  per conseguire la specializzazione in medicina. Il destino li fa incrociare subito, così lei si ritrova svenuta sul pavimento della caffetteria durante il suo primo giorno di lavoro ai piedi dell’unico medico che non avrebbe mai dovuto avvicinare. Lui, invece, si prende subito eccessivamente cura di questa bellissima donna, dando la colpa alla sua eticità di medico. I due però sembrano non riuscire a stare lontano l’uno dall’altra ed, ignorando l’attrazione fisica che li unisce, decidono di diventare amici. Rory inizia così ad aiutare Jordan, trovandole un appartamento dignitoso in cui vivere ed avvicinandola alla lettura e alla scoperta del piacere della conoscenza, per farle finalmente sfatare la convinzione che l’unica cosa che lei abbia è la bellezza fisica. Jordan, dal canto suo, scoprendo in lui un uomo particolarmente disordinato, si ritrova spesso e volentieri a sistemargli casa. L’attrazione tra i due diventa sempre più forte finché una notte non cedono alla passione. Sarà finalmente l’inizio di una relazione sentimentale o si allontaneranno definitivamente? Riusciranno a capire che una vita senza amore, non è una vera vita? E soprattutto, sono davvero due persone totalmente opposte o hanno solo bisogno di scoprire chi sono davvero?

Il romanzo mi ricorda tanto la mia serie televisiva preferita, Grey’s Anatomy, e forse anche per questo l’ho letto tutto d’un fiato. Il romanzo affronta diversi argomenti, come la teoria degli opposti, il mito della donna bella ma stupida e un tema inusuale, come il problema della sanità americana. L’autrice, come sempre, non lascia nulla al caso, tutto è spiegato nei minimi dettagli ma senza mai risultare noioso o scontato. Insomma, un nuovo capolavoro da non perdere!

Dovrei proteggerti da tutto questo

Quattro generazioni di donne raccontate in un memoir appassionato e potente che attraversa quasi un secolo di storie di famiglia.

 

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Da bambina Nadja Spiegelman era convinta che sua madre fosse una fata. Françoise Mouly, art director del «New Yorker» e madre di Nadja, esercitava su di lei un potere in grado di sopraffare la realtà, più di quanto facesse il padre Art Spiegelman, autore del celebre graphic novel Maus, o la maggior parte delle madri delle sue amiche. Diventando adulta, per dare un senso alla complessa e difficile relazione madre-figlia, Nadja ha interrogato madre e nonna sulle storie di famiglia tenute zelantemente sotto chiave. Il risultato è un memoir schietto e appassionato che ripercorre quasi un secolo di avventure familiari, a volte drammatiche, altre volte illuminanti, e che fa ragionare sugli infiniti modi in cui il ricordo modifica il passato e agisce sul presente.

 

Il secondo romanzo della nuova collana Rive Gauche.
Comincia la passeggiata di Edizioni Clichy sulla sponda inesplorata della narrativa americana.

Rogas edizioni: Juvenilia di Jane Austen

Estate dedicata a Jane Austen, un classico sempre contemporaneo che non può mancare nella libreria di una vera booklover!

Rogas edizioni ci propone un’edizione straordinaria delle opere giovanili della scrittrice.

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«A quindici anni, Jane Austen si faceva poche illusioni sugli altri e nessuna su se stessa. Ciò che ella scrive è finito, distillato ed è nel giusto rapporto, non col presbiterio, ma con l’universo.» 
(Virginia Woolf)
Gli Juvenilia sono le opere scritte da Jane Austen adolescente, dal 1787 al 1793 e corrette anche in seguito fino alla vigilia della pubblicazione di Sense and Sensibility (1811). Il timore che la singolarità e la tagliente ironia di questi scritti giovanili potessero nuocere allʼimmagine della scrittrice impedì la loro diffusione per lungo tempo. I ventisette brani sono raccolti in tre quaderni manoscritti, intitolati dallʼautrice come si soleva fare coi volumi dei romanzi contemporanei (Volume the First, Volume the Second, Volume the Third). Si tratta di materiale eterogeneo, sia per quanto concerne la lunghezza che il genere: troviamo frammenti, romanzi brevi, romanzi epistolari, pezzi teatrali, versi e perfino un saggio storico. Allʼindomani delle prime novecentesche pubblicazioni, Virginia Woolf espresse sorpresa ed ammirazione per questi scritti giovanili, ma fu G. K. Chesterton il primo ad annoverare Jane Austen nella tradizione dellʼeccentrico, del burlesque e della parodia, accanto ad autori come Chaucer, Defoe, Swift, Fielding, Sterne, Butler.
Come emerge dalle più recenti biografie, Jane Austen (Steventon, 1775 – Winchester, 1817) non condusse affatto una vita appartata e ignara, pur essendo assai legata alla famiglia e, in particolare, alla sorella Cassandra. Per una gentildonna della sua classe sociale (gli Austen appartenevano alla pseudo-gentry, ossia alla piccola aristocrazia terriera, che non possedeva terra) si può dire che Jane avesse viaggiato abbastanza, fin da bambina: dai pensionati scolastici di Oxford, Southampton e Reading, alle frequenti lunghe visite presso parenti e amici, fino ai soggiorni a Bath (dove abiterà con la famiglia per cinque anni) e a Londra. Non vʼè, inoltre, alcuna prova che ella non amasse la vita di città, e Bath in particolare. Dʼaltronde, come ha suggerito il biografo David Nokes, la mancata produzione letteraria negli anni trascorsi nella nota stazione balneare potrebbe essere attribuita allʼattiva vita mondana dellʼautrice. Jane Austen crebbe in un ambiente intellettualmente stimolante, insieme ai suoi fratelli e agli allievi del padre. Il reverendo George Austen si era formato a Oxford e aveva sposato la nipote del preside, Cassandra Leigh, una donna dotata di spirito e di buonsenso. La giovane Jane scrisse per il periodico fondato dai fratelli studenti a Oxford e, come dimostrato dai Juvenilia, fu prolifica autrice di burlesques e nonsense, parodie e brevi commedie. Il padre incoraggiò sempre il suo talento, finanche contattando editori per promuoverne i primi manoscritti. Fu autrice di opere che hanno segnato la storia della letteratura inglese. Ricordiamo i sei romanzi canonici: Ragione e sentimento (Sense and Sensibility, 1811), iniziato nel 1797 col titolo Elinore and Marianne; Orgoglio e pregiudizio (Pride and Prejudice, 1813), rielaborazione dellʼinedito giovanile First impressions, la cui stesura era cominciata nel 1796; Mansfield Park (1814); Emma (1816); Persuasione (Persuasion) pubblicato postumo insieme a Lʼabbazia di Northanger (Northanger Abbey) nel 1818.
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Una parete sottile

I consigli di lettura di Antonella Maffione #LetturePerLeVacanzePink

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“Per anni… ho vissuto con l’orecchio destro schiacciato contro una parete sottile”. Fin dall’età di tre anni, il giovane protagonista di queste pagine abita con la madre in un bilocale del centro storico di una città di provincia nel nord Italia. Una casa modesta, che è la frazione di un appartamento ben più vasto e nobile nel quale vive una famiglia numerosa, due genitori e quattro figli che sembrano il ritratto dell’esistenza armoniosa. Dal sottile tramezzo che divide le due abitazioni, e che passa proprio per la sua stanza, il ragazzo sente le voci e i rumori della truppa chiassosa e felice che gli vive accanto: le grida dei saluti, del gioco e dei dispetti delle sorelline, le cartelle sbattute, le corse nel lungo corridoio, e poi gli scambi fra i due genitori, che sembrano costanti confidenze, parole sussurrate da vicino. Ma sono soprattutto le note del pianoforte, magistralmente suonato dalla madre dei quattro ragazzi, una signora bionda che per la famiglia ha rinunciato alla carriera di concertista, a invadere la stanza e il tempo del ragazzo. Lui, che è un tipo solitario, legge molto ma non sa nulla di musica, e quell’ascolto involontario lo emoziona e lo turba fino a sconvolgerlo. Quando poi, per un’improvvisa malattia del marito, la pianista resterà vedova e affronterà gli anni del lutto chiedendo aiuto al suo strumento, il giovane sarà costretto a seguirla in un viaggio attraverso il dolore che gli apparirà tanto irresistibile quanto incomprensibile…

“Senza la musica la vita sarebbe uno sbaglio”. Friedrich Nietzsche

La vera protagonista del romanzo è la musica, che trasforma ogni nota in un alfabeto di sentimenti. Attraverso una scrittura poetica e sensibile, l’autore racconta la storia di un giovane, che dall’inizio della scuola elementare fino all’esame di maturità, ha vissuto con l’orecchio schiacciato contro la parete sottile della sua stanza, per ascoltare voci e  rumori che provenivano dalla casa accanto, abitata da una famiglia numerosa. Ma a “paralizzarlo” e a lasciarlo “tramortito” era la musica del pianoforte, che suonava la padrona della casa affianco. Quella musica lo destava dalla sua solitudine, stimolandogli la fantasia e saziando la sua curiosità.
Quando la “dea” del pianoforte prendeva a suonare, le emozioni del giovane prendevano vita, era come se assistesse ad un bellissimo film.

“Quella musica e’ tutto per me, il suo canto mi annulla e mi trascina aldilà della parete…”

Purtroppo, un giorno la pianista viene investita da un forte dolore: la perdita del marito. Il giovane involontariamente si trova ad affrontare con lei questo dolore attraverso la musica. La melodia di colpo diventa malinconica; l’unico e il solo modo per raccontare e confidare le proprie emozioni è il pianoforte. Ogni nota è talmente struggente da affrontare ogni declinazioni della disperazione. Non poteva arrendersi, doveva risollevarsi per proteggere la sua dignità e la vita dei suoi figli.

“Parla per guadagnare tempo, per consentire a qualche istinto vitale di farsi largo dentro di lei e al suo sentimento di rinunciare all’attesa e imparare a ricordare. Era semplice, ma non facile. E lei ce l’aveva fatta così disse la musica aspra”. 

Ecco che avvenne il cambiamento. La pianista non ripetette più la stessa melodia malinconica, ma procedette con determinazione, guardando avanti a sé, e concludendo quel suo viaggio straziante nella musica.
Quella stessa musica triste, era stata un rifugio per l’ascoltatore, era riuscita ad aprire un cuore fragile dietro il quale erano state velate emozioni che non avevano mai preso vita.

 

 

Non ditelo allo scrittore di Alice Basso

Il nuovo capitolo della movimentata vita di Vani Sarca (suo malgrado) si intitola Non ditelo allo scrittore.

Ironia (s.f.): alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l’apparente dissimulazione della sua vera natura o entità.

Parafrasi: prendere in giro le persone senza che se ne rendano conto.

Vani Sarca, la protagonista di “Non ditelo allo scrittore”, possiede questo specile super potere con cui riesce a rendere le sue storie incredibili. Argute, divertenti, inaspettate e con quella suspense tipica dei gialli che ti tiene con il fiato sospeso.

Due sono i progetti di cui si dovrà occupare, 14 la date del giorno più odiato, ma allo stesso tempo fonte di strabilianti rivelazioni, 24 le ore in cui finirete di leggere il romanzo, è impossibile anche solo ipotizzare una pausa, fidatevi … prendetevi un giorno feriale per questo, ne varrà la pena.

Alice Basso è un’autrice che ho imparato ad apprezzare dal suo romanzo di esordio “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome.” Per poi ritrovarmi ad attendere con trepidazione l’uscita di un nuovo capitolo della coppia investigativa Sarca-Berganza, e dire che a me i gialli non sono mai piaciuti. Ma è proprio questo il punto “Non ditelo allo scrittore” non è un giallo, non è un romanzo rosa, non è una fiction comica … è tutti questi generi fusi insieme per creare una cosa nuova, fresca, che non può passare inosservata.

“Ti sembra che il Destino: 1) Esista, 2) sia un bastardo, 3) lo sia specificamente con te. La verità è che le gigantesche botte di sfortuna proprio nel momento peggiore sono una cosa che accade (e che accadano nel momento peggiore è precisamente ciò che le rende delle gigantesche botte di sfortuna).”

Ironia non è solo la parola chiave per descrivere il carattere della protagonista, ma è il termine che svela l’essenza della scrittura dell’autrice che riesce ad inquadrare con un punto di vista originale anche i concetti e le situazioni più banali facendo spesso ridere il lettore. E se c’è una cosa complicata, vi posso assicurare che questa è una di quelle. Gli scrittori hanno sempre quella paura che parte dalla base della spina dorsale di essere gli unici a ridere delle proprie battute. Come quel momento in cui vedi un video divertente, lo mandi al tuo migliore amico e lui ti dice “ah, sì … carino.” Parlo proprio di questo tipo di delusione, che è sempre dietro l’angolo se tenti di scrivere delle battute divertenti; ma Alice Basso non deve averne paura perché semplicemente lei è una maestra in questo campo.

Empatia (s. f.): In psicologia, in generale, la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale.

Altro termine in sintonia con il romanzo… perché Vani è un esemplare di genere femminile con un’empatia talmente sviluppata che a volte fa paura. E’ questa caratteristica a renderla così brava nel suo lavoro da ghostwriter e nella sua collaborazione con la polizia. Lei entra nella mente delle persone che lo voglia o no. Quando però si tratta della sua di mente, bè in quel caso … è tutta un’altra storia.

Il filone che ha intrapreso Alice Basso funziona e appassiona il letore. La qualità delle sue creazioni non è scemata come a volte accade con i sequel di una serie. Non vedo l’ora di leggere un altro capitolo della vita di Vani Sarca se ci dovrà essere e perché no, magari anche un nuovo progetto. Per adesso mi limito a comprare un impermeabile nero per Vanisarchizzarmi un po’ che in questa giungla chiamata vita può solo aiutare.

 

 

 

La piccola libreria dei cuori solitari

“Non c’è piacere più grande della lettura ” Jane Austen

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Nel cuore di Londra c’è una piccola libreria chiamata Bookends. Per quanto vecchia e malandata, è sempre stata un fantastico mondo di storie e di sogni per Posy Morland, sin da quando era bambina.

Ora che l’anziana proprietaria, Lavinia, è morta lasciandole in eredità il negozio, Posy si ritrova a fare i conti con la realtà: restano solo pochi mesi per pagare i debiti, rilanciare la libreria e scongiurarne la chiusura. Posy avrebbe già un piano: farne il paradiso dei romanzi d’amore, il punto di riferimento per tutte le lettrici romantiche.

Ma il nipote di Lavinia, Sebastian, imprenditore senza scrupoli, è convinto che puntare tutto sui gialli sia la strategia vincente sul mercato. Mentre tra i due la battaglia si fa sempre più accesa, Posy sfoga la propria collera nella scrittura. Pagina dopo pagina, intesse una trama di ambientazione ottocentesca dove tra i protagonisti – identici, guarda caso, a lei e Sebastian – scatta inaspettatamente la passione. E se la fantasia fosse già realtà?

Un meraviglioso romanzo per tutti gli amanti delle atmosfere letterarie. Posy rappresenta moltissime di noi booklovers cresciute con i romanzi di Jane Austen e delle sorelle Bronte. Non c’è niente di più coinvolgente delle storie d’amore, sanno rappresentare il sentimento più forte e a tratti devastante tra le emozioni umane. Perchè è da un romanzo che racconta di quello che sentiamo e proviamo che nasce l’amore per la lettura e per i libri. Posy dovrà scontrarsi con imprevisti e problemi, ma soprattutto con Sebastian che ha una visione dei libri più manageriale che emozionale.

Tra una pagina letta e una scritta, la protagonista ci fa innamorare del suo mondo e dei suoi sogni e ci fa ricordare la grande bellezza che solo la letteratura sa mostrarci.

Un viaggio non solo nella letteratura e nell’universo delle librerie, ma anche nella scrittura.

Una lettura che vi consiglio per la nostra rubrica #LetturePerLeVacanzePink, perchè non c’è niente di più necessario da portare in valigia di una bella storia!

 

Il labirinto degli spiriti

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi l’ultimo capitolo della Tetralogia di Zàfon. Ecco le sue impressioni.

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Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo “L’ombra del vento”, Carlos Ruiz Zafón torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. “Il labirinto degli Spiriti” è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di, raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

“Una storia che non ha un principio né una fine, ma soltanto porte d’ingresso”

Il labirinto degli spiriti, è il quarto tomo dell’opera conclusiva della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati. La storia è ambientata in una Barcellona di fine anni ’50. Pagina dopo pagina, ho assaporato ogni avvenimento, ogni personaggio; più leggevo e più scoprivo dettagli,  particolari importanti della storia, girovagando attraverso le strade tenebrose di Barcellona, stregata di libri.

“Ci sono libri che ci fanno perdere la nozione del tempo introducendoci in un mondo di parole che ci trattengono tutta la giornata o tutta la vita.”

L’autore attraverso un linguaggio magnetico ci (ri) conduce nelle vite , colme di segreti e ricordi, di vecchi personaggi: la famiglia Sempere, Bea, Fermin, che abbiamo imparato a conoscere e amare nei primi libri.
Daniel Sempere, non è più il ragazzo innocente che abbiamo incontrato nei libri precedenti, ma un uomo offuscato dall’odio e dalla vendetta per la prematura morte di sua madre Isabelle e attende di conoscere solo la verità. Ecco che, con una magistrale scrittura, l’autore ci conduce alla scoperta di avvenimenti che si avvicendano in maniera impressionante e aggressiva, regalando al lettore  particolari importanti della storia.

“Il racconto si assembla come una matrioska in cui ogni trama ogni personaggio conduce a un altro e questo, a sua volta, a un altro ancora e così via.”

Nonostante la mole del libro, Zafón non delude i suoi lettori, ancora una volta la magia della storia ci  affascina e ci trasporta in situazioni in cui la menzogna e l’illusione avvelenano gli uomini.

“Un libro non si finisce mai e che, con un po’ di fortuna, è lui ad abbandonarci per non farci passare il resto dell’eternità a riscriverlo.”