Pink Magazine Italia – Estate 2018

Carissimi amici, è arrivata l’estate e con l’estate sono arrivate tante novità in redazione. Abbiamo realizzato il nostro primo servizio fotografico di moda: siamo andati a Firenze durante le giornate di Pitti. Il volto di Pink Magazine Italia di questo nu­mero è Karen Swan, autrice di bestseller di fama internazionale. Ma troverete tanto altro ancora tra le pagine del nostro numero estivo. Non mancano recensioni, interviste, focus su moda, arte, musica, cinema e viaggi.

Buona estate e buona lettura!

Cinzia Giorgio

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Buone Vacanze!

La redazione di Pink Magazine Italia vi augura

Buone Vacanze! 

Ci rivedremo il 27 agosto 2018 con tantissime novità: libri, moda, life style, beauty, cinema, arte e spettacolo.

Raccontateci la vostra estate: mandateci le vostre foto più belle contrassegnandole con l’hashtag #PinkSummer e le pubblicheremo sui nostri social!

Enjoy And Have Fun Wherever You Are!

Promuovi la salute in pochi semplici passi

Ormai lo sanno anche i muri che la salute va preservata e come farlo, eppure guardandomi attorno continuo a vedere che sono ben pochi coloro che cercano di prendersi cura della propria salute in senso globale, sia fisico che psicologico ed emotivo. Fumiamo, beviamo, mangiamo cibo morto e tossico, non facciamo una regolare attività fisica, passiamo poco tempo al sole e all’aria aperta, sopprimiamo ogni sintomo con farmaci velenosi, sostiamo continuamente in stati emotivi nefasti come il senso di colpa, la rabbia o la paura, siamo sempre di corsa, dormiamo poco e male, si potrebbe continuare all’infinito con questo elenco. La conclusione è che non facciamo nulla per tentare di conservare la nostra salute, non c’è da stupirsi poi che le patologie del così detto benessere, stiano diventando una piaga endemica a cui sembra impossibile sottrarsi.

PRIMA ILLUSIONE: IGNORANZA

La convinzione che io non abbia alcun potere sul mantenimento o meno della mia salute, la credenza fatalistica che se “tanto mi devo ammalare, mi ammalo”, come se la così detta malattia fosse una sorta di punizione divina dall’alto che accade indipendentemente dal mio stile di vita. Questa è ignoranza! Tanto vale godersela, mangiare a più non posso, passare i pomeriggi davanti ai videogiochi, bere smodatamente alcolici e fumare un pacchetto di sigarette al giorno. Questa logica consiste sulla costante gratificazione immediata di ogni impulso e desiderio, che però si traduce ahimè nella sofferenza sul medio lungo periodo. Questo stile di vita ti predispone per patologie quali, diabete, tumore, ipertensione, obesità e molte altre. E tutto questo dipende per la maggior parte da te, dal tuo stile di vita più o meno salubre, dalla corretta alimentazione, movimento fisico ed atteggiamento emotivo.

SECONDA ILLUSIONE: PRESUNZIONE

Da evitare anche l’estremo opposto, ovvero la convinzione presuntuosa che se avrò uno stile di vita corretto ed ineccepibile, allora non mi ammalerò mai. Questa seconda convinzione ti porta nell’estremo diametralmente opposto, ovvero inizi a temere tutto ciò che ti può “fare male”, cominci una sorta di vita monastica in cui lentamente ti isoli, ti chiudi su te stesso e sulla tua ricerca della salute eterna, ma sostanzialmente non vivi davvero. Viviamo in un ambiente inquinato e saturo di metalli pesanti, aggiungiamoci l’elettrosmog, il wi-fi, e chi più ne ha più ne metta. Si può fare molto per ridurre l’impatto nocivo di tutto ciò, ma non ce ne si può sottrarre del tutto. Ci sono atleti in piena salute che muoiono a  trent’anni d’infarto e alcolisti/tabagisti ottantenni che non sembrano portare con sé nessun segno di malessere, perché? Non c’è una ragione, accade e basta.

VIA DI MEZZO

Come in ogni cosa la verità sta in mezzo, ogni eccesso in un senso o nell’altro alla lunga non paga. Ciò che dovrebbe spingerci dovrebbe essere vivere bene adesso, la qualità della vita di ogni singola giornata, senza pensare a voler diventare immortali o perennemente giovani. Uno stile di vita tutto sommato sobrio, senza eccessi, che contempli anche una buona dose di socialità e gogliardìa, sarebbe l’ideale. Intraprendendo un certo stile di vita, verrà naturale col tempo trovare la propria via di mezzo, ci si ritroverà più energici, più positivi ed entusiasti della vita. Si vedrà da soli che uno stile di vita sano ed attivo, coadiuvato con il giusto riposo, la corretta socialità ed un’alimentazione “leggera”, ci farà sentire in un modo che ci risulterà difficile poi “tornare indietro”

REPETITA IUVANT:

  • Alimentazione ipocalorica e vegetale
  • Attività fisica regolare (anche solo camminare)
  • Eliminare o ridurre al minimo alcool, tabacco e caffè
  • Ricorrere a farmaci solo quando è strettamente necessario
  • Prendersi del tempo per sé, meditare
  • Corretto riposo
  • Ridere più che si può
  • Dedicarsi a coltivare una passione
  • Esporsi al sole e all’aria aperta più che si può

Buona vita e buona salute!

Una coppia quasi perfetta di Emily Eden

Come volevasi dimostrare, perché ne ero sicura dal primo istante in cui ho visto la copertina di questo splendido libro, Una coppia quasi perfetta di Emily Eden, titolo recentissimamente pubblicato da Elliot edizioni, si è rivelato un piccolo capolavoro, foriero di delizia letteraria pura.

Ma chi era Emily Eden? E perché non ne avevo mai sentito parlare? Cerchiamo di sapere di più su di lei,  personaggio davvero curioso e brillante.

Nata a Westminster, il 3 marzo 1797, Emily era la settima figlia di William Eden, primo barone Auckland e sua moglie Eleanor Elliot. Oltre a scrivere resoconti del suo soggiorno in India, avvenuto verso la fine degli anni Trenta, quando con sua sorella Fanny raggiunse il fratello George Eden, primo conte di Auckland, governatore generale di quella terra (sottoforma di lettere successivamente raccolte nel volume Up The Country), Emily scrisse soprattutto due romanzi di grande successo, The Semi-Detached House (1859) e The Semi-Attached Couple (scritto nel 1829 ma pubblicato nel 1860). Entrambi i romanzi hanno un tocco comico che i critici hanno paragonato a Jane Austen, la quale, non a caso, era l’autrice preferita di Emily. Inoltre, le sue lettere furono pubblicate da Violet Dickinson, una cara amica di Virginia Woolf, lettere che contengono alcuni commenti memorabili sulla vita pubblica inglese, a riprova di quanto avesse già fatto in precedenza.

Ma c’è un’altra circostanza a renderla molto interessante e cioè la sua intima -si dice- amicizia con Lord Melbourne che li avrebbe visti a un passo dalle nozze.

Emily Eden non si sposò mai e stava abbastanza bene economicamente da non aver bisogno di scrivere per vivere, ma lo fece per seguire la sua passione e anche il suo talento. Dopo la morte di Caroline Lamb, gli amici comuni speravano sposasse Lord Melbourne, che le era diventato molto intimo, ma pare che lei affermasse di trovarlo “sconcertante” e di essere scioccata dalla sua volgarità. Il biografo di Melbourne, Lord David Cecil, osserva che potrebbe essere stata una cosa eccellente se si fossero sposati, ma “l’amore non è figlio della saggezza, e nessuno dei due voleva farlo”. (Cecil, David, Lord Melbourne Constable and Co. London 1965).

Forse lei era troppo impegnata a ritrarre spiritosi quadretti di vita inglese del diciannovesimo secolo con insuperabile arguzia e ironia, perfettamente mutuate dalla sua scrittrice preferita, con un tocco di conoscenza mondana e politica in più.

Il suo Una coppia quasi perfetta è un delizioso esempio di sorridente grazia e leggerezza soave, i personaggi che mette in campo vere e proprie macchiette caratterizzate in modo simpatico e spiritoso, la storia, tirata un po’ per le lunghe, piacevole e godibile per il modo in cui la si vede dipanare, anche grazie a un pizzico di melos, un intreccio sicuro e placidamente confluente in un lieto fine pacificatore.

Del resto Jane Austen ci insegnava che “tre o quattro famiglie in un Villaggio di Campagna è la cosa migliore per lavorarci su” (L. 107, alla nipote Anna, trad. jausten.it) e una Mrs Douglas incoerente e pettegola, potrebbe essere un’amica molto intima per Mrs Bennet e l’incipit tra i coniugi Douglas ricalca proprio il famoso battibecco coniugale dei predecessori di Longbourn. (Orgoglio e pregiudizio è citato a pag. 64 come un romanzo allettante presente nella biblioteca degli Eskdale).

La “coppia quasi perfetta” è quella di Helen Eskdale e Lord Teviot che convolano a nozze sotto tutti i buoni auspici del reciproco gradimento. Ma quello che in altri romanzi sarebbe l’happy ending, qui diventa l’inizio di un percorso difficile e accidentato, fatto di sottili compromessi, passi falsi e consapevolezze, per cercare di trovare quel delicato equilibrio così prezioso tra moglie e marito. Con l’aiuto di molti amici e familiari, da cui sono sempre contornati, in un variegato affresco di personaggi da società che arredano i salotti di città non meno che quelli di campagna, i due dovranno riuscire proprio in questa difficile impresa.

La fedele Tomkinson, devota alla sua Lady Teviot che si dispera perché il padrone non riesce a pronunciare per intero il suo cognome, l’indolente colonnello, la seminazizzania Lady Portmore, la dolce Eliza sono solo alcuni dei pezzi di un campionario quanto mai assortito e spassoso, assolutamente realistico e gradito.

L’ossimoro: “Lady Portmore era raggiante di contrizione” è solo uno degli esempi con cui Emily Eden gioca con uno stile lezioso e allo stesso tempo forbito e curato che discetta di politica non meno che di pizzi e merletti, di questioni diplomatiche piuttosto che di economia domestica.

Lettura consigliatissima alle amanti di Jane Austen e di Georgette Heyer.

Non ho paura di morire

Non ho paura di morire è un romanzo scritto da Diego Dalla Palma e Alessandro Zaltron edito da Salani.

Ho letto questo libro tutto d’un fiato ed è stato come percorrere un viaggio, passeggiando tra le vie di Taormina, Tel Aviv, Istanbul, Zara, Atene e Venezia.

Un romanzo epistolare, dal sapore pirandelliano, dove gli autori hanno raccontato i fatti in tre atti.

Valerio, attore di grande successo, alla soglia della vecchia scrive al suo amico Massimo, giovane giornalista, una lettera dove mette a nudo ogni suo pensiero e un proposito: mettere fine alla propria vita.

Un antitesi tra la vita e la morte, la gioventù e la vecchiaia, dove i protagonisti giocano la loro partita a scacchi dei sentimenti.

Un vero e proprio inno alla vita, un percorso ricco di emozioni dove Valerio ritrova il suo passato percorrendo un viaggio nei luoghi che ha amato, ricercando il vero senso della vita. Massimo inizia a intravedere il suo futuro. Insieme nel tempo che resta loro da vivere o da morire imparano il mestiere degli uomini liberi.

Marina Rei, Elektra Natchios e lo spumante

Drinking with L. A.
Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli

Delle numerose hit che ci ha donato in molti anni di carriera, “Ci sarò” è una delle mie preferite. Racchiude profondità, melodia e particolarità, e consente alla voce di Marina Rei di dispiegarsi al meglio. Eh, sì, Amici: la nostra ospite odierna è proprio lei, la cantante romana. Che ha acconsentito di sottoporsi alle cinque domande di “Drinking”. Ascoltiamola.

Se tu fossi una supereroina, che supereroina saresti e che superpoteri avresti?
Vorrei essere Elektra Natchios, una guerriera ninja con grandi doti nelle armi marziali e dai poteri psichici.

Quindi, hai scelto una delle creazioni di Frank Miller. Sicuramente una donna forte e completa! Hai la macchina del tempo: dove vai?
Avrei la curiosità di vedere come cambieranno le nostre vite nel futuro.

Che cos’è la disattenzione?
Una mancanza di rispetto.

Il tuo drink preferito?
Lo spumante.

Cosa puoi fare tu per salvare o per migliorare il mondo?
Prestare continuamente attenzione a chi e cosa mi sta intorno.

Capito, Amici? Non date mai per scontato nulla: né la felicità, né la presenza delle persone, che di quella felicità fanno parte, né i diritti, per i quali sempre bisogna essere vigili e tutelanti. Avere cura, sempre, di ciò che riteniamo prezioso, donandogli attenzione profonda e costante. Questo fa di noi autentici esseri umani, esseri umani moralmente responsabili. In alto le flûtes, Amici. Alla prossima!

Who’s Who
Per chi non lo sapesse ..

“Canzoni contro la disattenzione” è il nuovo progetto di Marina Rei e Paolo Benvegnù che vede i due artisti insieme in un tour estivo per restituire una narrazione unica e disarmante. Brani inediti, riletture di classici della canzone italiana e momenti significativi dei rispettivi repertori si intrecciano dando vita a un concerto di esposizione della memoria, di disobbedienza verso la disattenzione e di gioiosa appartenenza.

Irlanda in rosa

Tempo di sole e di vacanze, tempo di decidere una meta.

C’è chi opta per l’Irlanda, ma non per i motivi che si immaginerebbero.

In piena estate, Ren Parker nella terra di San Patrizio ci va per lavoro. Roba che nemmeno i milanesi più stakanovisti.

Ren svolge un mestiere piuttosto curioso: quello di procacciatrice immobiliare. Clienti facoltosi, arrivati da lei tramite il passaparola, le comunicano la zona in cui vorrebbero trovare la dimora dei loro sogni, le caratteristiche desiderate e il budget, e immediatamente la bella londinese si attiva.

Così, quando il signor Dempsey la contatta, Ren carica su una vecchia Fiat a nolo bagagli e assistente, e parte per Ballykiltara, ridente e verderrima cittadina nell’Anello di Tara. Il suo istinto da segugio immobiliare è già in azione.

Inizia così la caccia alla casa perfetta che tuttavia porterà Ren e Kiki, la sua assistente, verso bivi inattesi.

Il proprietario del loro albergo sembra così carino; e cos’è la misteriosa Welcome House, una sorta di rifugio un po’ fiabesco, e a chi appartiene?

Le coincidenze sembrano moltiplicarsi sul percorso della protagonista: sarà forse un’influenza del famigerato nomen omen, dato che il suo nome completo è Serendipity?

Ali McNamara è un’autrice anglofona di successo, che con la Newton Compton ha già pubblicato, in traduzione, numerosi romanzi.

L’estate delle coincidenze è l’ultimo, un romance soffice, da assaporare in viaggio, o per sentire un po’ di vento irlandese tra i capelli.

L’unico appunto che verrebbe da muovere alla protagonista è di iniziare a fare una bella distinzione tra i concetti di folle e rimbambita: la sua assistente che straparla, sbaglia le parole a caso e inanella gaffe una di fila all’altra, non è folle, come sostiene Ren. È rimbambita. O sotto acidi, decidete voi.

Dea Mitica (in tutti i sensi)

La cosa bella dei miti è che non passano mai di moda. E non stancano mai.

Chi ha rubato il fuoco agli dei, e le vacche al dio Sole? Da quale fatto è nata la guerra di Troia, e perché Elena è fuggita con Paride?

Persefone può fuggire dall’Ade, oppure in fondo in fondo ama il suo sposo? Afrodite, la più bella, la più desiderata, riuscirà a non struggersi d’amore per Adone, e a fare in modo che lui non la lasci?

Quante volte abbiamo sentito queste storie, e quante le abbiamo raccontate, da bambini e da adulti. Eppure eccole pronte a stupirci, di nuovo.

La casa editrice DeAgostini ha pubblicato una selezione di miti in due volumi: Grandi lotte e avventure, e Dee ed eroine, nella collana (dal nome azzeccatissimo) DeA Mitica. La selezione è più che esaustiva, raccoglie le leggende più amate e ricche di significati, e lo stile  narrativo accattivante. E l’idea di creare in appendice una sorta di enciclopedia degli eroi e delle eroine, in cui indicare i loro valori come fossero quelli dei protagonisti di un gioco di ruolo, è davvero simpatica.

Ma soprattutto i due volumi sono arricchiti da splendidi disegni. I colori sapienti e il tratto rendono molto difficile staccare gli occhi dalla pagina. Complimenti a Fabio Mancini, l’illustratore!

Questi libri sono un modo perfetto per dare vivacità e corpo ai sogni di bambini a cui leggere e rileggere le avventure degli abitanti dell’Olimpo, ma non solo a loro. Chi ha detto che esiste un limite d’età per innamorarsi di Ulisse, o per galoppare in sella a Pegaso?

Sei dove batte il cuore

Cioè a Milano, o in Puglia, in una casa vuota da affittare, in un centro sociale o al pianterreno di un palazzo signorile.

Vi è mai capitato di uscire di casa senza ombrello, e venire sorpresi da un temporale?

A Milano, dato che prevedere pioggia nel pomeriggio è facile come prevedere lacrime in un matrimonio, l’ipotesi è tutt’altro che remota.

E se ci si rifugia nell’androne di un palazzo in compagnia di un interessante sconosciuto?

Non è che un pianerottolo spoglio offra poi così tanti spunti di conversazione: a meno di non essere invitati per una passeggiata su per le scale, o sfidati ad indovinare quali storie si nascondono dietro ai nomi sulle targhette dei campanelli.

Un’uscita bizzarra, ma tutto sommato una valida alternativa al solito apericena con olive verdi. È quello che capita a Tessa, trent’anni, protagonista del romanzo Sei dove batte il cuore di Simona Giorgino, autrice che ha appena effettuato il passaggio dal web alla carta stampata per Newton Compton.

Tessa è la terrona fuori sede della situazione, leccese adottata (sì e no) da Milano e dalla sua bela Madunina, arrivata nella capitale dei nebbioni con una laurea in lingue orientali e una convalescenza da rottura amorosa.

Galeotto fu l’ombrello mancante, dunque, che le permette di incontrare in un giorno di pioggia Andrea e Giuliano… no. Volevo dire Brando. Brando il commercialista.

Affascinante e con la battuta pronta, tra lui e Tessa scatta subito qualcosa. Peccato che il bel Brando si volatilizzi alla fine del temporale. Ma a quanto pare Tessa è la reincarnazione del concetto di “periodi di magra e periodi di abbondanza”, perché sul suo cammino gli uomini spuntano come i funghi (dopo un temporale, appunto).

Il primo è Leo, ragazzo pugliese dal passato pesante, ospite della comunità di accoglienza presso cui è impiegata Tessa in quanto specializzata in lingua araba. Leo ha trent’anni, nonostante molti suoi comportamenti facciano pensare ad un ragazzo disagiato molto più giovane, e viene presentato come “scontroso e maleducato”… anche se la sua maleducazione da ruvido ragazzo di strada si riduce ad una iniziale risposta brusca, dopodiché si rivela un giovanotto piuttosto cortese e disponibile.

Poi c’è l’agente immobiliare appassionato di opere d’arte, che si occupa del trasloco di Tessa in modo via via più confidenziale.

Tessa però continua a pensare al suo incontro fugace col nome improbabile, che ha la capacità di apparire nei momenti più assurdi. Più che di coincidenza viene da pensare alle cimici nel telefono. E a proposito di telefono … benedetta ragazza, ma perché invece di aspettare che questo tizio ti cada tra le braccia sua sponte, e pensare subito di averlo perduto per sempre, non fai una ricerchina su Internet? Sai che fa il commercialista, e con un nome come il suo non credo sia impossibile trovarlo!

Ma Tessa è un’inguaribile romantica sognatrice, perseguitata dalle coincidenze. E diciamola tutta, le si vuole bene proprio per questo. E per la sua divertentissima amica Vanessa, pedinatrice seriale e milanesissima D.O.C. Tra un trasloco, un inseguimento e un viaggio in Puglia alla ricerca di un perdono possibile, la nuova stagione cui Tessa si affaccia promette parecchi fuochi d’artificio.

Ad alto tasso di zucchero, e con un dolce retrogusto di vaniglia, questo romanzo è perfetto per l’ombrellone, da portare in vacanza… sperando, magari, in un temporale/Cupido.

Consigli per un’estate piena di… libri!

Le figlie del Mare di Mary Lynn Bracht (Longanesi). Non si può scrivere facilmente di questo romanzo. Non si può, e non si deve. Bisogna andar cauti, pesare le parole; sfiorare le dita sulla tastiera per non far troppo rumore. Perché dal libro esce tanto frastuono e orrore. Il frastuono della guerra, l’orrore degli stupri perpetrati alle donne Coreane da parte dell’esercito nipponico. È la storia di due sorelle, è la storia di una famiglia coreana sotto l occupazione Giapponese. Dalla seconda guerra mondiale allo scontro interno tra il nord e il sud del paese. È un romanzo a due voci, ma che ti permette di ascoltare e conoscere questa piaga storica di tante, troppe donne che hanno vissuto la guerra e le sue mostruosità. Hana da ragazza rapita, abusata, sfruttata fino a essere privata anche dei diritti più basilari dell’ essere umano; a Emi bambina che ha vissuto il rapimento di sua sorella maggiore; il disfacimento della sua famiglia e del suo popolo. Due donne che raccontano da diverse prospettive a cui la vita le ha costrette, a farci provare cosa significa essere donna, durante una guerra. Io non sono nessuno per dirvi di leggere questo romanzo, ma sono le donne stesse racchiuse tra le pagine di questo libro, a invitarvi a leggerlo. Fatelo, non ve pentirete, anzi.
Dove nasce il Vento – vita di Nellie Bly, a Free American Girl di Nicola Attadio (Bompiani). In questo romanzo il messaggio che arriva forte e chiaro, è uno: la forza. La forza delle donne; la forza che ognuno di noi ha dentro di sé. Questo personaggio sconosciuto a tanti (compresa me, prima dell’acquisito del libro) si lascia conoscere e amare con estrema facilità, anche grazie alla scrittura fluida dell’ autore. Il libro narra la storia della vita di questa giovane e libera ragazza americana; che spezza gli stereotipi di una società impressa nei valori maschilisti, nell’ America di fine ‘800. Una giovane donna, pronta a lottare per vedere realizzati i suoi sogni, ma e sopratutto, i suoi diritti. Da giornalista donna, a imprenditrice di successo; Nellie non si tira indietro, mai. È lei la giovane cronista che si finge pazza e riesce a entrare in uno dei manicomi più inquietanti di New York. Utilizza i suoi occhi, le sue emozioni da camaleonte per poi riuscire a portare fuori questa realtà invivibile e invisibile; e scuotere le coscienze per far sì che il mondo non volti il viso per far finta di non sapere. Nellie Bly è una Donna con la D maiuscola, perché la sua vita sarà sempre un reportage. Dentro e fuori dal lavoro; Nellie non staccherà mai gli occhi dalle visioni più profonde che accompagnano la vita delle donne. Nellie è una donna moderna, che anticipa i tempi e detta i nostri futuri ritmi. Se noi donne, abbiamo conquistato tanto; lo dobbiamo a tante donne come Nellie. E lo dobbiamo a Nellie stessa. Consiglio vivamente la lettura di questo libro; perché a noi donne dona forza e fa nascere un sorriso sulle labbra; al mondo maschile lo consiglio ancor di più, per capire fino in fondo quanta potenza e forza ci sono nelle donne; non perché non lo si sappia, Ma per non dimenticare mai, personaggi unici come Nellie. Sono anche sicura che ci sia una Nellie in tutti noi, indistintamente dal sesso. La sua forza e unicità è comune a tutti. Dobbiamo avere il suo stesso coraggio e dispiegare le ali. Lei è arrivata in alto, come meritava. Noi ora dobbiamo solo non dimenticarla tra le pagine della storia. Questo romanzo ti aiuta anche in questo; a serbare il ricordo di Elizabeth (il suo vero nome) sempre acceso. Buona lettura e buon viaggio ad ali spiegate!
Mirtilla Amelia Malcontenta