Pink Magazine Italia – Ottobre 2017

Il numero di ottobre propone iniziative che scoprirete anche nei mesi a seguire. Stiamo crescendo grazie a voi e abbiamo preso importanti decisioni, i cui frutti saranno visibili a breve. In copertina, la magnifica Coco Chanel, che è nei nostri pensieri da quando si è decisa l’apertura di uno spazio dedicato alla moda, alle tendenze per “abbinarlo” – è il caso di dirlo – ai libri: stiamo parlando del nostro fashion blog Coco And The City, che potrete seguire sul nostro sito, su Instagram e su Facebook. Abbiamo poi nuove rubriche dedicate ai libri e agli amanti della lettura, nuove collaborazioni e molteplici novità: dallo spazio dedicato ai cosiddetti “Booklovers”, passando per il fantasy e arrivando infine al coaching. Tra le interviste che troverete in questo numero spiccano quella ad Annalisa Zanni, direttrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano e quella all’artista Matt Kish. Non vi resta che leggere… e non ci potrebbe essere augurio migliore per noi!

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13 & Thirteen reasons why

Dal libro alla serie di Netflix, scandalo del 2017, in molti hanno sentito parlare di Hannah Baker. Dalle pagine allo schermo risuona la sua voce, cupa, triste, ormai disillusa dalla vita, rassegnata a quell’effetto valanga che trascina chiunque, lettore o spettatore, insieme a lei in un vortice da brividi e, al contempo, così crudelmente reale.

Ciao. Sono Hannah Baker, in diretta e stereo”.

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Ambientato negli Stati Uniti del 2000, la storia inizia quando un ragazzo, Clay Jensen, inizia ad ascoltare dei nastri che qualcuno ha impacchettato e lasciato fuori dalla porta di casa. “Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori… Ve lo prometto.” Hannah è morta, a scuola non si è parlato d’altro per le ultime settimane; ma nelle orecchie di Clay c’è la sua voce, quella della ragazza di cui era innamorato fin dal primo anno di liceo. Hannah è morta, Hannah si è suicidata ingoiando delle pasticche mentre era sola in casa. A cosa serve conoscere il perché di quel gesto? Hannah è morta e i suoi segreti dovrebbero essere seppelliti con lei. Ma lui non ha voce in capitolo: lei ha deciso di uccidersi e di rivelare tredici segreti, tredici vicende che riguardano tredici persone.

Le Tredici ragioni del perché si è tolta la vita.

Pubblicato nel 2007, ma arrivato solo quest’anno in vetta alle classifiche mondiali grazie all’omonima serie prodotta da Netflix, con 13, Jay Asher ha aperto il proverbiale Vaso di Pandora. Da anni, ormai, l’argomento bullismo tra gli adolescenti è tra i più attuali in circolazione e chiunque di noi ne può dare conferma: che fossimo vittime, carnefici o semplici spettatori, sembra che in tutte le scuole ci siano i più forti che se la prendono con i più deboli. E se i più deboli sono delle ragazze e i carnefici i ragazzi – beh, ecco che arriviamo a 13.

Sia ben chiaro, non sono solo i ragazzi a ricoprire il ruolo dei cattivi. Tra i tredici vi sono anche tre ragazze che, per motivi diversi, svolgono il ruolo dei carnefici; ma qui la vittima è una ragazza e per quanto vogliamo parlare di potere rosa e di sorellanza, raramente il gentil sesso si schiera contro i ragazzi fighi della scuola, contro il proprio fidanzato o, semplicemente, quello che ti piace.

Il libro copre due anni della vita di Hannah, due anni in tredici avvenimenti con tredici persone che le hanno cambiato la vita. O, per meglio dire, distrutta.

Da un bacio in un parco giochi per bambini nascono pettegolezzi sul fatto che sia una ragazza facile, da una lista arrivano le molestie verbali e fisiche, con stalker che si appostano sotto le finestre per scattare fotografie e pseudo editori che pubblicano materiale rubato, il tutto condito da amiche non proprio amiche e altre che, semplicemente, se ne approfittano. E il ragazzo perfetto che guarda, troppo timido per parlare, a tratti troppo influenzato da quei pettegolezzi per guardare oltre le apparenze – fino a giungere alla violenza finale, l’incubo di tutte le donne, adolescenti o adulte, quella più sporca, più disgustosa, da parte di uomini con manie di potenza. Infine, per non far mancare nulla, gli adulti: i genitori che non capiscono, i professori che non vogliono vedere quello che succede ai ragazzi a cui dovrebbero insegnare non solo formule e nozioni ma a vivere, con gli altri e con se stessi, ad affrontare la vita. Gli adulti che, a volte, fingono di non accorgersi delle cose perché è più facile – anche quando queste vengono a bussare alla tua porta invocando disperatamente, con i gesti e le parole non dette, il tuo aiuto.

Ecco cos’è 13: un urlo di aiuto, uno straziante grido silenzioso in una sala affollata e rumorosa.

E quel che salta più di tutto all’occhio del lettore è lo stile della narrazione, quell’alternanza tra caratteri normali e corsivo, la storia di una ragazza e i pensieri di un ragazzo. È quel prendere e interrompere, il premere pause e play che dura una sera, il racconto di una macabra favola della buonanotte, con il C’era una volta ma senza il lieto fine alla sua conclusione. Nessun Principe Azzurro che uccide il drago e che salva la Principessa – il drago ha vinto, ha bruciato tutto e il mondo non ha fatto altro che riprendere in diretta l’avvenimento.

Negli USA hanno bloccato la visione di questa serie ai minori di quattordici anni perché affronta argomenti forti in maniera troppo cruda, quasi sperando che gli studenti più giovani non abbiano ancora provato sulla loro pelle il bullismo. Come ho detto, l’adulto si gira dall’altra parte, non volendo comprendere che gli adolescenti di oggi affrontano situazioni per loro sconosciute, che vivono esperienze che loro non hanno mai provato a quell’età o nella loro intera vita. E forse 13 avrà anche ampliato al massimo l’argomento, che tutto questo può succedere ad un’unica ragazza solo in un romanzo o in una serie tv – ma che si parli di uno, di dieci o di cento adolescenti, il risultato non cambia: il Vaso di Pandora è stato sollevato, il mondo ha aperto gli occhi sul mondo degli adolescenti… e, speriamo, che richiuderli non sia così facile.

IL COMPLESSO DI PEEPERKORN SCRITTI SUL NULLA

C’è un personaggio de La montagna incantata che è un ricco olandese delle colonie,un uomo di Giava,un piantatore di caffè. Si chiama Peeperkorn e ha il dono di parlare senza dire niente. Certe volte le sue frasi non sono neanche pronunciate. Per quanto non dicesse niente,commenta Mann, la sua testa aveva senza alcun dubbio un aspetto così importante, la mimica e i gesti erano stati decisi, penetranti, espressivi che tutti credevamo di aver udito cose notevolissime.

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Per scrivere di nulla, tentazione fortissima per qualsiasi scrittore dotato di un minimo di senno, amore per la propria lingua e cognizione sulla realtà in cui è costretto a vivere, ci vuole un certo coraggio. Niente di meglio, per una simile impresa, che un cultore di Letteratura Potenziale e di Patafisica. Dovrà metterci tutta la sua capacità di concentrazione, o d’astrazione, e scrivere dei riferimenti molto dotti riguardo a qualcosa che, in effetti, nonc’è. Ma il lettore non deve spaventarsi, questo librosi legge come se nulla fosse.

Questo libro non parla di niente, cioè parla del nulla nelle sue più autorevoli forme ed esemplificative espressioni. Ma lo fa, stranamente, con grande cognizione. Ci sono dietro Thomas Mann e Fred Buscaglione, ovviamente Manganelli, Cortázar, Mallarmé, Queneau e Jaroslav Haˇsek. Ma è come se non ci fossero.

 

LA COLLANA – PICCOLA BIBLIOTECA DI LETTERATURA INUTILE
L’energia intellettuale che da sempre caratterizza la città di Svevo, Saba, Bazlen e Stuparich, per una nuova editoria di cultura, intel­ligente e attenta alle esigenze dei lettori più raffinati.
La Italosvevo rinasce con una nuova collana di volumetti intelligenti e anticonvenzionali per contenere quel­la letteratura, di grande tradizione italiana, che non appartiene alla narrativa e difficilmente trova spazio nelle case editrici. Volumi di piccolo formato molto cura­ti nella veste grafica, copertina in brossura su carta di pregio con lunghe bandelle, ri­legatura filo refe, tagli laterali in tonso. Con questo nuovo progetto editoriale Italosvevo vuole catalizzare l’energia culturale che nasce dalla storica tradizione letteraria di Trieste e che tuttora ne fa una delle città più attive e ferventi, per esportarla in tutto il Paese.

Fai viaggiare la tua storia

Dopo il successo della prima edizione, torna il Premio promosso da Autogrill e Libromania dedicato al talento e alla passione per la scrittura: Fai viaggiare la tua storia.

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Autogrill, società leader nella ristorazione per chi viaggia, e Libromania, società nata dalla partnership tra DeA Planeta Libri e Newton Compton Editori attiva nell’editoria digitale e nella promozione editoriale, proseguono la loro collaborazione nel mercato librario e con Fai viaggiare la tua storia confermano il loro impegno nella ricerca della qualità e del talento.

Fai viaggiare la tua storia si rivolge ai tanti aspiranti autori di narrativa, che hanno un romanzo inedito nel cassetto e sono alla ricerca di una vera opportunità per farsi notare da un editore e arrivare a un vasto pubblico di lettori.

Per partecipare all’iniziativa occorre registrarsi su http://autogrill.libromania.net e candidare la propria opera tra il 18 novembre 2017 e il 28 febbraio 2018. La selezione sarà curata da Libromania insieme a una giuria di esperti, composta dagli scrittori bestseller Anna Premoli e Leonardo Patrignani, editor di narrativa e editori delle case editrici (tra cui Raffaello Avanzini – Newton Compton Editori – e Daniel Cladera – DeA Planeta Libri), che selezioneranno le opere finaliste, decideranno quale premiare con la pubblicazione in edizione cartacea e individueranno i dieci titoli da pubblicare in digitale.

I finalisti e il vincitore di Fai viaggiare la tua storia saranno comunicati in un evento dedicato, nell’ambito del Salone del Libro di Torino a maggio 2018. L’opera vincitrice sarà pubblicata entro luglio 2018 e sarà disponibile contemporaneamente nei punti vendita Autogrill e in tutte le librerie. Tutte le opere finaliste saranno pubblicate in eBook entro luglio 2018.

L’iniziativa alla sua prima edizione ha coinvolto oltre 1.000 aspiranti scrittori e le opere ammesse alla selezione sono state ben 620. Il bosco di Mila di Irma Cantoni è stato il romanzo trionfatore assoluto del Premio, un thriller originale e sorprendente disponibile da ottobre in libreria dopo un’anteprima in Autogrill di grande successo. Oltre a Il bosco di Mila, le 10 opere finaliste sono state tutte pubblicate in eBook e sono in uscita nella versione cartacea on demand.

«Siamo entusiasti di proseguire questa collaborazione con un partner così importante come Autogrill. Anche grazie a loro possiamo proseguire il nostro impegno nello scouting letterario e raggiungere così un bacino di autori esordienti e potenziali lettori ancora più ampio. Proporre la seconda edizione di Fai viaggiare la tua storia è per noi un motivo di orgoglio e una nuova sfida, che sono certo riuscirà a superare il successo della prima edizione» dice Stefano Bordigoni, Amministrato Delegato Libromania.

Il regolamento completo è disponibile sul sito http://autogrill.libromania.net.

Per informazioni sul concorso, scrivere a libromania@libromania.net

Il cacao, un valido alleato di bellezza

Tra i tanti, nuovi, alleati di bellezza, il cacao è uno dei più validi. Considerato prima solo come alimento negativo per la pelle, adesso è il protagonista di tantissimi prodotti e trattamenti.

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Il cacao è composto da acqua, zuccheri, ceneri, grassi, da una discreta quantità di proteine e fibre alimentari. Contiene magnesio, potassio, calcio, fosforo, ferro, zinco, rame, manganese, selenio e sodio, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina E, K e J e amminoacidi.

Le sue proprietà antiossidanti sono un vero alleato per mantenere la pelle giovane e elastica e per combattere i radicali liberi.

Con pochi e semplici ingredienti è possibile creare in casa scrub e maschere. La maschera al cacao è idonea sia per pelli normali, che per pelli miste.

Come preparare una maschera fatta in casa?

Semplice! Seguite queste istruzioni.

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Ingredienti:

– 2 cucchiaini di cacao (fondente)

– 1 cucchiaino di miele

– 1 yogurt magro

– ciotola.

Preparazione.

In una ciotola unire tutti gli ingredienti e mescolare fino ad avere un composto omogeneo. Se avete la pelle mista aggiungete al composto qualche cucchiaino di argilla bianca o di farina di riso.

Lasciate riposare in frigo mezz’ora.

Applicatela sul viso deterso e lasciatela in posa 10 minuti.

Volete altre ricette di bellezza?

Inviate una mail a  segreteriapink@gmail.com con oggetto “rubrica beauty”.

Il caso Fitzgerald

I consigli di lettura di Antonella Maffione.

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È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d’arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un’operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell’unico indizio l’FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C’è un mandante o si tratta di un’iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell’isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?

La trama del libro ruota attorno all’affascinante mondo dei libri antichi e rari. Infatti, l’autore affacciandosi in punta di piedi e scrivendo “da dilettante” a riguardo, immagina che cinque manoscritti originali del romanziere Scott Fitzgerald vengano rubati dal caveau della Princeton University da una banda specializzata.
L’autore è riuscito a confezionare un libro dalla trama accattivante, ambientato nel mondo delle librerie indipendenti e circondato da scrittori alle prese con le loro insicurezze, gelosie e soprattutto il loro ego, desiderosi di acclamazione da parte della critica. I protagonisti principali della storia sono: Bruce, un uomo affascinante e lettore vorace, amante di libri rari e antichi; Mercer, una scrittrice in crisi con un libro da terminare.
Attraverso la suspense e il brivido tipici della caccia all’uomo, l’autore ci regala una storia vivace, nella quale i personaggi con le loro lunghe chiacchierate sui libri catturano la nostra attenzione e ci mostrano quanto sia affascinante il mondo dei libri e del collezionismo.

Le fragilità del cuore

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Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una  persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore…
Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.

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Il colore della nebbia

La quotidianità di una città di provincia viene scossa dal ritrovamento del cadavere di una bambina di otto anni, uccisa e abbandonata in un fosso, nella campagna vicina. Una ragazzina che ne ha tredici uccide, invece, una sua compagna di scuola perché ha osato mettersi con il suo fidanzatino.

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È così che i fatti di cronaca iniziano a rincorrersi, a lambire e poi a sconvolgere le vite dei protagonisti di questo romanzo, il privato dei quali, del resto, si annida ipocritamente tra malesseri, disagi psichici, violenze domestiche, bullismo adolescenziale, tradimenti. Il susseguirsi vorticoso di accadimenti e rivelazioni, unito a un’efficace caratterizzazione dei personaggi – oltre venti voci narranti che ci squadrano come i molteplici occhi di un solo perturbante insetto –, tiene alta la tensione narrativa, e accompagna il lettore verso un finale non consolatorio.

Il morboso accanimento mediatico verso i fatti di cronaca nera, la violenza tra i giovanissimi, l’incapacità degli adulti di essere pienamente responsabili delle proprie azioni entra nei nervi della scrittura di Eliselle e dei suoi personaggi con lucidità priva di sconti o indulgenze. Un ritratto del malessere di questo scorcio di provincia italiana, soffocata in una coltre di nebbia perenne, e dunque così avara di bellezza.

Un romanzo amaro, attualissimo, intinto nella pece.

Le Messaggere di Magdala

Francesca è un canale aperto, lei può sentire ciò che ad altri non è dato di udire, non ha paura di Magdala, ma si sente confusa e vorrebbe una vita normale. Cosa è poi mai questa fantomatica normalità? Dove finisce la realtà e comincia la fantasia? Con l’amica Gioia, scoprono di avere un compito molto importante, che è stato affidato loro da un’altra dimensione. Crederci permette di compiere un salto quantico. Il libro di Margherita Pink è ispirato dai suoi sogni, speranze, visualizzazioni e ha deciso di: “lasciar semplicemente fluire e far scorrere in sé ciò che già è”.

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FRANCESCA E GIOIA
«Mia madre ha definitivamente lasciato mio padre».
«Te lo aspettavi già da tempo, no? Inoltre non sei ne la prima, né sarai l’ultima: ne abbiamo tanti di esempi in classe. Se vuoi piangere fallo, ho un pacchetto di fazzoletti con me».
«Non mi va. E poi sei cinica. Non si dice così ad un amica».
«Io sono concreta. Sei tu quella che sa volare alto: io esito per le cose terrene. E in questo momento mi sembri morire dalla voglia di farlo, quindi ti ho solo suggerito di far uscire la tua frustrazione. Mia madre dice che piangere fa venire gli occhi belli».
«Hai ragione tu e ha ragione anche lei, ma piangerò dopo. Adesso passeggiamo: raccontami del tuo cane. Voglio parlare di cose facili, per favore».
Un parco, il sole, l’estate in arrivo e le grida dei bambini che si rincorrono fanno da sfondo a queste due amiche, Gioia e Francesca. Sono delle adolescenti. Si conoscono fin da piccole: due storie diverse ma unite. Unite da cosa? Solo amicizia? O un filo sottile che si è formato molto tempo prima…o molte vite prima?
Riecco la voce. Francesca si ferma e ascolta. Tira fuori dallo zaino il suo blocchetto e comincia a scrivere: “Conquiste nelle parvenze più alte con gloria innalzata per scoprire la realtà più profonda che da tempo è, e riemerge in voi nell’infinito amore per sorprendervi, per scoprirvi, per onorare ogni venuta, ogni rinascita, nulla sarà uguale perché tutto è trasmutabile, il respiro del mondo è in voi ricolmo, riposti in ogni forma i grandi doni sono, con coraggio accoglieteli e coglieteli come germogli fioriti, è nel vostro tempio che ciò avviene, sospesi fra due mondi non perduti, compresi e vissuti, per coloro che arrivano tutto si sta preparando e tutto sarà pronto, comete brillanti giacciono su di voi come potenze, è sempre più vicino il giorno che cangerà il vostro essere, nuove conoscenze sepolte come gemme riemergeranno e sbocceranno. Sentite il richiamo e la sua eco che destare vi fa, respirate profondamente e liberatevi, con immensa gratitudine vi do il mio amore e la mia benedizione, Magdala”.
Gioia sa, è l’unica che conosce insieme alla nonna di Francesca. È così da molto tempo, ormai, e lei non chiede più spiegazioni: lascia che arrivi il messaggio e poi, anche con un po’ di invidia, trae le sue conclusioni.
A Francesca accade e basta. Non ha scelto questa cosa: avviene soprattutto quando è più triste, quando si sente sola e sente una morsa allo stomaco. Arriva puntuale, quella “voce”, nell’orecchio sinistro. Una comunicazione che le giunge da non sa dove, le da sempre un gran senso di pace, le dona forza, le lascia speranza.
La prima volta era accaduto quando aveva poco più di dieci anni. Si era chiusa in camera. Era il suo compleanno ma i suoi genitori non c’erano, entrambi via per lavoro: uno in America e l’altra a Bruxelles per le sue sciocche riunioni. C’era una torta in tavola e le sue amiche la stavano aspettando per spegnere le candeline.
«Francesca, scendi! Qui abbiamo voglia di mangiare la torta!». Era nonna Rina a parlare: la persona che aveva sostituito i suoi genitori in tutto e per tutto.
Si era soffiata il naso e si stava buttando dell’acqua fresca sul viso per cancellare le tracce delle lacrime, così piccola e già così matura. Mentre aveva la faccia ancora sprofondata nell’asciugamano l’aveva chiaramente avvertita, anzi, udita. Era una voce di donna. Calma, sicura e dolcissima: “Niente accade a caso, non essere triste, tutto si compirà perché così è stato, è, e sarà sempre. Non sei sola, io sono sempre con te, tutti siamo con te, non temere niente e nessuno, poiché nulla è ciò che sembra”.
Francesca era letteralmente trasalita, ma la tenerezza di quelle parole le era arrivata dritta al cuore: le aveva davvero lasciato un senso di serenità ed era riuscita a non mettersi ad urlare per lo spavento.
“Un sorso di acqua. Forse meglio controllare se la televisione o la radio sono rimaste accese. No, sono spente. La finestra che dà sul piazzale? Chiusa anche quella. Allora è davvero così. Ho sentito quello che ho sentito”.
«Francescaaaaaaa, ti dobbiamo venire a prendere?».
Rapido cambio tattico di maglietta.
«Arrivoooo, mi sto solo cambiando, mi sono macchiata!», una piccola bugia a fin di bene.
“Ok, Francesca. Ora tu non ci pensi più: scendi dalle scale, vai in sala e festeggi i tuoi dieci anni. Al resto ci pensi dopo”. Questa è Francesca che parla con Francesca; a volte a voce alta, a volte dentro di sé. Ecco perché per tutti è Francesca la stramba, o Stramby direttamente. Per tutti tranne che per Gioia, che essendo un poco più grassa delle sue compagne di classe e portando gli occhiali è ugualmente isolata, o comunque presa regolarmente per i fondelli. Legano dal primo giorno di scuola, loro due. Uno sguardo, un sorriso e si siedono allo stesso banco, in prima fila sulla sinistra.
«Pronto! Dove sei? Terra chiama Stramby! Che messaggio fantastico! Francesca, questa volta ci sono andati giù pesante questi messaggeri. Chi erano, o dovrei dire chi era?».
«Mi dice che si chiama Magdala, ma io non conosco nessuna Magdala e neanche ho tanta voglia di saperne di più!».
«Perché non ti rilassi? Guarda che se capitasse a me sarei la più felice di questo mondo, almeno avrei qualcuno che mi guida, invece di dover prendere tutte le decisioni io».
«Ma che cavolo dici? Mica mi fa l’interrogazione al posto mio a scuola! O mi dice se devo andare a sinistra o destra! Me la devo fare io, la mia strada».
«Sì ma, Francesca…lo devi ammettere: è fantastica questa cosa. Accade sempre quando sei un poco sottosopra. Sarai anche la Stramby, ma io ti adoro così. Mi fai sentire l’amica di una tipa speciale».
«Giura che non lo dirai a nessuno!».
«Non lo farò mai! Mi si incollino i piedi a terra all’istante! Lo sai perfettamente che per te darei la vita!».
Francesca respira. Un bel respiro grande e profondo, che le arriva fino alla pancia. Poi si gira verso Gioia, l’abbraccia e finalmente piange.
«Mi racconti di Bobo?».
«Bobo è sempre più grasso, ma tanto siamo tutti obesi. Mia madre continua a dargli da mangiare troppo: è sempre stata la sua fissazione, ci vuole vedere scoppiare! Anche mio fratello ha qualche chilo di troppo ma per fortuna ha cominciato a fare pallacanestro, altrimenti sarebbe un barile! Comunque è troppo forte: l’altro giorno, dopo aver fatto colazione, ha avuto il coraggio di andare dalla vicina di casa. Sai, è passato sotto la staccionata mezza rotta ed è tornato con gli avanzi della cena! Uno stinco di maiale grosso come la caviglia della donna cannone!». Le due si guardano e scoppiano a ridere. Francesca si soffia il naso: sente che sta un po’ meglio, ma subito ricomincia con i suoi quindici minuti di autocommiserazione.
«Almeno tua madre ve lo fa, da mangiare. La mia è sempre stata via per lavoro e beh, anche mio padre non è stato un granché presente. Meno male che c’è stata nonna Rina con le sue parole, i suoi abbracci, il suo esserci quando serviva sempre. Senza di lei mi sentirei figlia di nessuno».
«Francy, lo vedi che in fondo non sei sola? Ti lamenti perché i tuoi non ti sono stati accanto ma chi è tra noi due che ha lo smartphone, il tablet e tutte le estati da quando ha undici anni si fa un mese di vacanze studio all’estero? Abbiamo diciassette anni e io ancora non ho neanche preso l’aereo! Meno male quest’anno con la scuola ci fanno fare lo stage in Spagna: imbranata come sono rimarrò incastrata al check-in!». Ancora una fragorosa risata. Un altro abbraccio e la passeggiata continua.
Visita il profilo dell’autrice qui: Margherita Pink

Abc make-up: come armonizzare un naso aquilino

Hai un naso piccolo, grosso o aquilino e ti sei sempre chiesta come armonizzare i tuoi tratti?

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Ecco alcuni consigli per te!

Ognuno di noi ha tratti somatici differenti e il naso ci dà subito la percezione della bellezza . Il make up ci permette di armonizzare i tratti del viso senza stravolgerne i connotati.

Il naso aquilino si presenta con una sporgenza ossea sul dorso all’altezza degli occhi. Per la correzione sono necessarie una cipria chiara e una cipria scura da applicare con un pennello di medie dimensioni.

Si procede schiarendo l’attaccatura superiore, sopra la gobba, nella parte finale del dorso che collega il naso alle sopracciglia,  e scurendo invece la gobba.

Per distogliere ulteriormente l’attenzione è utile valorizzare gli occhi e scegliere un’acconciatura che lasci i capelli che sfiorano i lati del viso.

 

Per i vostri SOS di bellezza, scriveteci:  segreteriapink@gmail.com oggetto “rubrica beauty”.

Fantafestival: al via la 37^ edizione

Al via dal 22 al 26 novembre la 37^ edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), diretta da Alberto Ravaglioli. Un appuntamento ricco di anteprime esclusive, eventi speciali, incontri, retrospettive, dibattiti e sezioni competitive.

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Tra gli incontri attesi Luigi Cozzi, regista di Star Crash – Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione e protagonista del documentario a lui dedicato Fantasticozzi, diretto da Felice M. Guerra, e l’effettista e regista Sergio Stivaletti, che presenterà in anteprima una clip tratta dalla sua ultima fatica dietro la macchina da presa: Rabbia Furiosa, liberamente ispirato al terribile fatto di cronaca riguardante il cosiddetto “Canaro della Magliana”.

Il 23 novembre si terrà un appuntamento dedicato al fantastico televisivo, volto a riportare alla luce l’unico esempio di serie televisiva fantascientifica realizzata per il circuito delle emittenti locali. Alla presenza degli autori e del cast artistico e tecnico, infatti, verranno proiettati tre episodi di un piccolo tesoro perduto della storia della TV italiana: la sconosciuta Ora Zero e dintorni, realizzata nel 1979 e di stampo antologico con ambientazione post-atomica.

Sabato 25 novembre sarà dedicato, invece, ad un grande del piccolo schermo fantastico (e non solo) tricolore: Biagio Proietti. Per l’occasione verranno proiettati il rarissimo Storia senza parole, appassionante giallo senza dialoghi, e La casa della follia, uno dei migliori episodi della serie Il fascino dell’insolito, tratto da un racconto del grande Richard Matheson. Alla serata parteciperà lo stesso Proietti, pronto a rispondere alle domande del pubblico e a raccontare la sua vita e la sua carriera.

Il 24 novembre, il Fantafestival dedicherà la serata al rapporto tra Cinema e Fumetto di genere fantastico: oltre alla presentazione dei progetti editoriali di Bugs Comics il ricco programma di proiezioni prevede, tra l’altro, il documentario Splatter – La rivista proibitae il primo cortometraggio da regista di Claudio Chiaverotti, sceneggiatore Sergio Bonelli Editore di Dylan DogBrendon e Morgan Lost: l’horror I vampiri sognano le fate d’inverno?

Domenica 26 novembre in chiusura, invece, sarà la volta di un omaggio al recentemente scomparso maestro del cinema horror George A. Romero: la proiezione su grande schermo della versione restaurata del cult Zombi. Il film sarà proiettato nella versione europea della pellicola, con il montaggio di Dario Argento e le musiche originali dei Goblin e sarà introdotto proprio dallo stesso Argento, che con il padre degli zombi ha condiviso lavoro e amicizia. Un omaggio oltretutto preceduto da un’intervista esclusiva allo stesso Romero realizzata da Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer.

Anche quest’anno la sezione Panoramica Italia si propone come vetrina privilegiata del lavoro dei giovani autori italiani di cinema fantastico e ospiterà, tra gli altri: il misterico fanta-horror The Antithesis con Crisula Stafida (Tulpa – Perdizioni mortali) e Marina Loi (Zombi 3); The Wicked Gift, opera prima di Roberto D’Antona, giovane attore/regista indipendente che ha già all’attivo diversi cortometraggi e webserie di genere e Almost Dead, thriller-horror di Giorgio Bruno, premiato a Miami al MiSciFi 2017 come “Miglior Thriller”.

Il 37° FANTAFESTIVAL dedica due proiezioni notturne agli Z-Movies e a due registi che sono riusciti ad entrare nella storia del cinema orgogliosamente dalla porta sul retro.

Andrea Marfori, regista del cult-trash horror Il Bosco 1, presenterà Zombie Soviet Invasion, episodio pilota di quella che è stata definita la risposta russa a The Walking Dead e il mediometraggio The Unfortunate Life of Georgina Spelvin Chained to a Radiator.

Protagonista della seconda serata Z-Movies sarà Marco Antonio Andolfi, regista e protagonista del film La Croce delle Sette Pietre. In occasione del trentennale di quello che è conosciuto anche come Il lupo mannaro contro la Camorra, sarà proiettato anche il mediometraggio sequel del film del 1987: Riecco Aborym!

Inoltre, all’inizio di febbraio il FANTAFESTIVAL organizzerà, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, un’interessante rassegna sulla seconda generazione dei maestri del fantastico italiano.