La rosa Cherokee e il Sentiero delle lacrime

Esiste una rosa bianca bellissima perfetta, il suo nome è Rosa laevigata e appartiene alla famiglia delle Rosacee. Originaria del Sud Est asiatico, nel 1759 viene introdotta in Europa e nel 1780 negli Stati del Sud America dove si è velocemente naturalizzata, divenendo addirittura il fiore simbolo dello stato della Georgia dal 1916.

A questo fiore si accompagna una struggente leggenda, che lo vede protagonista, perché la Rosa Cherokee è il simbolo de “The Trail of Tears” (il Sentiero delle Lacrime); per conoscere questa storia, bisogna tornare indietro nel tempo, intorno al 1830 quando venne attuata la deportazione forzata delle “cinque tribù civilizzate” degli indiani d’America – che comprendevano: Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole, considerati “evoluti” dai coloni bianchi in quanto avevano adottato molti degli usi e costumi dei colonizzatori mantenendo con loro anche buoni rapporti. Continua a leggere

Eclettismo fiabesco a Roma

Eclettismo fiabesco a Roma: dal quartiere Coppedè alla Casina delle Civette

Ogni angolo della Città Eterna può stupire, ma allontanandosi dal centro battuto dalla maggior parte dei visitatori, la meraviglia nello scoprire l’inaspettato tra le costruzioni dei rioni moderni è sicuramente maggiore. È la sensazione che si prova quando attraversando la zona Nomentana, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento, e ci si imbatte nel quartiere Coppedè.

In verità non è un quartiere in senso stretto, ma più un agglomerato di architetture insolite, eccentriche e sorprendenti, progettate, tra il 1915 e il 1927, dal fiorentino “architetto decoratore” Gino Coppedè (da cui l’area ha preso il nome), e ben lontane dallo stile razionalista dell’epoca. Si entra nel “quartiere” da via Dora, passando sotto un grande arco monumentale che congiunge due palazzi detti “degli ambasciatori” ed è impossibile non osservarsi intorno, con il naso all’insù, per cogliere i particolari di quegli edifici che – loggiati, decorazioni, archi e torrette – sono eco del Liberty, ma anche del Barocco e del Medioevo.  Sotto l’arco, al centro, si può ammirare un grande lampadario in ferro battuto incastonato nel soffitto decorato.
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Donna Concetta e il teschio che suda

C’è un luogo unico al mondo, ampio e silenzioso nel quale la penombra della vita ascolta i primi sussurri della morte; un cimitero dove le anime dei morti incontrano i vivi.

Ogni giorno, da più di quattro secoli, le anime inquiete sfiorano l’aria e si fanno visibili tra i tanti teschi che riposano in questa vecchia cava di tufo, al centro di uno dei quartieri più intrisi di storia ed esoterismo di Napoli: il Rione Sanità.

La storia de “O Campusanto d’e Funtanelle”- il Cimitero delle Fontanelle – è una miscela di mistero, densa di sacro e profano. Il suo nome deriva da presenze d’acqua in loco fin da tempi remoti, e per un periodo fu utilizzato anche come cava per l’estrazione di tufo.

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10 motivi per visitare l’Argentina

Sono nata da una madre di origine argentina e da padre italiano. Da sempre a casa mia si è respirato un clima culturale che cercava di abbracciare due culture così lontano eppure tanto vicine. Ho vissuto per un anno e mezzo circa nel paese di Papa Bergoglio, in quel paese che sembra essere alla fine del mondo. Ho camminato vicino la casa del Pibe de Oro, ho passeggiato per Plaza de Mayo, ho visto l’immensità delle Pampas e capito che l’Argentina, nonostante le gravi difficoltà economiche resta una meraviglia del mondo. Sarà per il sangue sudamericano che mi scorre nelle vene, sarà per lo spagnolo latino-americano che è la mia seconda lingua, ma l’Argentina è un paese assolutamente da visitare.

Ecco dieci motivi che vi suggerisco di prendere in considerazione se non avete ancora deciso la meta del vostro futuro viaggio. Continua a leggere

Taj Mahal – L’amore che sfida il tempo

L’amore che sfida la supremazia del tempo

C’è una storia che non conosce la supremazia del tempo, non teme neppure l’ira dello scorrere incessante dei secoli. Una storia d’amore che fonda le sue radici in pilastri e basamenti di marmo bianco e arenaria rossa che risplendono alla luce di ogni alba nella lontana terra d’India: una favola d’amore profonda e inebriante, scheggiata dal dolore e dalla separazione che solo la morte può obbligare.

Agra. Capitale del Regno Mogul, anno 1654: il quinto Imperatore Shah Jahan (nome originario della Persia, il cui significato è Re del mondo) può finalmente ammirare il completamento dei lavori di costruzione del grande Mausoleo pronto a proteggere e custodire il corpo della sua adorata moglie Arjumand Banu Begum, conosciuta con il nome Mumtaz Mahal (che in persiano significa “gioiello del palazzo”).

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Il greco antico vive! La Grecia salentina e la scritta misteriosa

Mènin aèide teà pelèiadèo achilèos. Tranquilli, nessun errore di scrittura. I grecisti e gli amanti del classico riconosceranno subito in questi versi l’incipit dell’Iliade omerico.

I più refrattari del greco antico confermeranno che è una lingua tombale, i sognatori-realisti penseranno che la lingua vive, non solo nelle parole mediche, ma anche nella lingua parlata. Buona l’ultima.

Siamo nella Grecìa salentina, nove comuni del profondo sud della Puglia, dove si parla il griko (o meglio Greco salentino, riconosciuto come lingua minoritaria – come mi spiega Giorgio Vincenzo Filieri, Prof.re di Lettere epromotore culturale del territorio): Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino. Continua a leggere

Triora, l’antico borgo e le sue streghe

“Chi qui soggiorna, acquista quel che perde. Sul regal “trono” Triora giace vi trova il forestier salute e pace”

Triora – magico paese dell’entroterra ligure immerso nella Valle Argentina – t’accoglie così, con questa scritta incisa come benvenuto, il profumo del pane, che ho scoperto essere uno tra i più buoni d’Italia – e la cordialità dei suoi pochissimi abitanti (le ultime stime, dichiarano che non superano i 400!). Anche la strada di montagna che ho percorso per arrivarci è fiabesca, perché una nuvola “abbraccia” il sentiero che porta a destinazione, rendendo il viaggio suggestivo quanto surreale. Continua a leggere

5 ottimi motivi per visitare la Biennale di Venezia 2019.

L’11 maggio è stata inaugurata la 58^ Biennale di Venezia, uno degli eventi più importanti nel mondo dell’arte. Un’organizzazione colossale che coinvolge l’intera città lagunare e attira centinaia di migliaia di turisti. Se per molti è un immancabile appuntamento con l’arte, per alcuni non rientra fra le cose da vedere durante il periodo nel quale sarà aperta, dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Continua a leggere

Matera. Capitale Europea della Cultura 2019

Matera, la Città dei Sassi: da “vergogna d’Italia” a Capitale Europea della Cultura 2019

Nei prossimi giorni ci sarà l’inaugurazione ufficiale del calendario di eventi per celebrare Matera come Capitale Europea della Cultura 2019 con importanti ospiti internazionali e poi, in tre date, sarà la volta di un docufilm per la serie L’arte al Cinema, “Mathera. L’ascolto dei sassi”, un omaggio a questa città dal fascino antico ma che guarda con positività al futuro, riuscendo a capovolgere i pregiudizi e i luoghi comuni riferiti a molte città dell’Italia meridionale.

Una passeggiata per Matera significa percorrere i rioni Civita, Sasso Barisano e Sasso Caveoso, perdersi in un groviglio di case, di grotte, di scalinate, di vicoli tortuosi, di vicinati per scoprire angoli suggestivi di un insediamento rupestre tra i più antichi ed estesi al mondo. La Civita è l’area occupata dal castelvecchio longobardo e dalla cattedrale romanica di Santa Maria della Bruna, la parte più alta dell’insediamento, mentre a i due lati sono scavati in due valli profonde i rioni Sassi che si distinguono in Sasso Caveoso e Sasso Barisano, un groviglio di case e di grotte che si affacciano sulla gravina in armonia con un paesaggio unico al mondo. Il piano sopra i sassi, quello che guarda la Cattedrale per raggiungerla,  è considerato il centro storico della città ed è semplicemente chiamato Il Piano.

Per i buoni camminatori poi l’esperienza del trekking per le Gravine e il Parco delle Murge è una viaggio di scoperta, lento e silenzioso, nel seguire l’andamento sinuoso delle gravine, ammirare le cavità carsiche naturali frequentate dall’uomo nel Paleolitico, villaggi trincerati neolitici, casali rupestri, nuclei di grotte scavate a partire dalla preistoria, chiese rupestre affrescate, iazzi, masserie fortificate, conoscere le piante tipiche dell’ecosistema murgiano e l’uso che ne facevano un tempo i pastori.

Le abitazioni dei Sassi si presentano scavate e costruite allo stesso tempo, con i vicoli e le scalinate che sono il tetto della parte della in grotta delle abitazioni che si sviluppano nei livelli sottostanti. Nelle case e nei vicinati vi sono numerose cisterne per la raccolta d’acqua piovana che veniva convogliata soprattutto dal tetto delle abitazioni utilizzando delle grondaie di terracotta. Un’architettura che parla di secoli di storia custodita e trasferita ai posteri attraverso un piano di riqualifica urbanistica e di restauro conservativo, che ne ha consentito la sopravvivenza nella concreta visibilità. I Sassi, un tempo  additati come un esempio di “trogloditismo” , oggi rappresentano  uno dei più fulgidi esempi di civiltà e cultura rupestre in armonia con l’ecosistema che non trova confronti culturalmente omogenei nel mondo, poiché non è possibile documentare in altri luoghi la continuità della vita in grotta, come nella Gravina di Matera, dalla Preistoria fino ai giorni nostri.

In molti negli ultimi anni hanno scoperto la Città dei Sassi. I visitatori arrivano da tutto il mondo, non solo dalle altre aree dello stivale, diventando un orgoglio nazionale e ribaltando così quell’etichetta d’infamia con la quale era stata marchiata negli anni Cinquanta, quando sulla prima pagina della “Gazzetta del Mezzogiorno” fu definita “Vergogna Nazionale” da Palmiro Togliatti e in seguito Alcide De Gasperi impone lo sfollamento completo dell’abitato rupestre per ragioni igenico sanitarie, per poi pianificare e realizzare nuovi quartieri residenziali ai margini della città su iniziativa dell’imprenditore Adriano Olivetti e del sociologo Frederick Friedman.
Il valore dei Sassi, in special modo in virtù della conservazione del sito che mantiene ancora intatta la sua originalità, è stato riconosciuto dall’UNESCO nel 1993 con la seguente valutazione. “Il quartiere dei Sassi di Matera è, sul lungo periodo, il migliore e più completo esempio di popolamento in armonia con l’ecosistema, in una regione del bacino del Mediterraneo”. Matera è stata così tra le primissime città italiane e la prima del Mezzogiorno a essere inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Matera è diventata luogo d’attrazione di grandi maestri della fotografia quali Henry Cartier-Bresson, Mario Cresci, Franco Pinna, ma anche di scrittori del calibro di Carlo Levi, il quale descrisse Matera nel “Cristo si è fermato a Eboli”. Fu proprio quest’ultimo ad attirare una nuova attenzione sulla Città dei Sassi, poiché le operazioni di trasferimento degli abitanti dalle case-grotte, ritenute inabitabili, verso i nuovi quartieri, aveva condotto al completo isolamento dei Sassi destinati così a essere abbandonati non solo dalla presenza umana, ma perfino dalla memoria storica. Carlo Levi invece sostenne la necessità di non lasciare nella decadenza e nella rovina questi rioni, ma di provvedere alla tutela e alla valorizzazione dei Sassi.

Matera è considerata un palcoscenico naturale con le sue meravigliose location , i Sassi hanno ispirato e incantato numerosi cineasti italiani e internazionali, dagli anni Cinquanta fino a oggi sono stati oltre quaranta i film girati: Piera Paolo Pasolini che nella Città dei Sassi ambientò “Il Vangelo secondo Matteo” o più recentemente per “The Passion” di Mel Gibson e “Wonder Woman” (solo per menzionarne alcuni).

Provate a spingervi al tramonto, nella Contrada Murgia Timone, nel parco regionale della Murgia, e dal belvedere ammirate in un solo colpo d’occhio il fascino senza tempo di questa città, vi lascerà senza fiato. I Sassi scavati nella tenera e  bianca calcarenite, che si affacciano sulla gravina e l’omonimo torrente, si tingono delle sfumature del crepuscolo e, man mano che le ombre della sera scendono sulla città, si accendono le piccole luci tra le costruzioni rievocando le atmosfere di un presepe perenne, e sempre emozionante, in qualunque stagione.

Sara Foti Sciavaliere

 

La suggestiva Croazia: tra le stradine di Fiume e Abbazia

Solitamente, fino a che un luogo di cui sentiamo parlare non lo visitiamo di persona, ci facciamo un’idea tutta nostra. Ed è stato così per la Croazia: ho sicuramente sempre immaginato un luogo suggestivo e incantevole, anche grazie alle immagini che si possono trovare sul web, ma ho anche sempre pensato che i suoi abitanti fossero un pochino schivi e indifferenti… Niente di più sbagliato, e ora vi racconterò il perché.

Per prima cosa tengo molto a dare alcuni consigli pratici se decidete di visitare alcune cittadine caratteristiche della Croazia: se vi è possibile portate con voi un po’ di soldi in contanti, questo perché, non facendo parte dell’Europa, non tutti i ristoranti o alberghi accettano i pagamenti in Euro. Lì le monete ufficiali sono le Cune. Ma non preoccupatevi nel caso come noi partiste senza dar troppo peso alla cosa: troverete diversi botteghini per il cambio monete, non avrete difficoltà, una volta arrivati, nel cambiare i soldi.

Come dicevo all’inizio, essere lì, per l’esattezza visitare la città di Fiume e la cittadina di Abbazia, ha cambiato in me l’idea che mi ero fatta: entrare nei ristoranti dove servono dell’ottimo pesce (risotti ai gamberetti e pasta fresca ai frutti di mare da non crederci e a prezzi davvero speciali), essere accompagnati al tavolo con gentilezza e attenzione, il chiacchiericcio intorno dei commensali a voce bassa, i gesti, i modi gentili, saranno certamente cose scontate, ma vi assicuro che l’educazione riscontrata e la classe negli atteggiamenti, nel gesticolare delle donne, mi ha conquistata completamente.

Per le strade c’è attenzione, rigore, nonostante il croato sia una lingua difficile da parlare e capire, vi assicuro che anche chiedere una comune informazione, diventa semplice e per nulla complicato. Il modo di parlare così cortese, rende possibile una comunicazione con il tuo interlocutore. Non avrei mai pensato di sentirmi così a mio agio in una “terra sconosciuta”, io come poi i miei familiari, per tutti noi è stato così.

Ma ora parliamo dei luoghi: Fiume è una città che si avvicina molto, nell’aspetto, a una metropoli. Questo perché, seppur piccola, è davvero comoda e funzionale. Caratterizzata poi dal suggestivo porto sul quale si affaccia che, di sera, ci permette di ammirare luci artificiali che lo rendono ancora più affascinante.

Nella cittadina vi sono molti locali che mi hanno colpita in quanto quasi tutti sono accomunati da una stessa peculiarità: all’interno di essi le luci sono lievi e soffuse, creano un’atmosfera davvero romantica e per questo consigliati alle coppie di ogni età.

Abbazia, invece, a differenza di Fiume, ricorda già un piccolo borgo sul mare con i suoi banchetti e negozi caratteristici, piccole boutique, botteghe di souvenir.

Si affacciano sulla scogliera bellissimi locali, tra questi il bar Hemingway, molto grande, con tavolini all’aperto e davvero suggestivo.

Una piscina naturale creata sul mare, alberghi caratteristici e locali a picco sul mare. Per non parlare del curato giardino creato ad arte come un labirinto al di là della chiesa e del piccolo Santuario all’aperto con lumi, portati dai passanti, posizionati tutti intorno alla Madonnina.

Il tempo non è stato a nostro favore, ma vi dirò: ha creato ancor di più atmosfera su luoghi che, una volta visti, difficilmente vengono dimenticati.