5 ottimi motivi per visitare la Biennale di Venezia 2019.

L’11 maggio è stata inaugurata la 58^ Biennale di Venezia, uno degli eventi più importanti nel mondo dell’arte. Un’organizzazione colossale che coinvolge l’intera città lagunare e attira centinaia di migliaia di turisti. Se per molti è un immancabile appuntamento con l’arte, per alcuni non rientra fra le cose da vedere durante il periodo nel quale sarà aperta, dall’11 maggio al 24 novembre 2019. Continua a leggere

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La piccola libreria di Venezia: viaggiando anche a Firenze e a Parigi

Chi non sogna una libreria specializzata in classici? Margherita, la protagonista di questo romanzo, ne fa la sua professione e sceglie prima di tutto i classici come suoi compagni di vita. Riesce a trasmettere questo suo amore anche a noi attraverso il testo che è disseminato di citazioni e di richiami, scegliendo quello che si adatta di più alla situazione del momento per tematiche o messaggio.

Leggere un classico è confortante (cap. 17), la sentiamo ripetere senza stancarsi mai.

Le magnifiche coordinate geografiche di questo libro, scelte da Cinzia Giorgio, sono tre splendide città d’arte come Venezia, Firenze e Parigi. Mettere a frutto le sue competenze di storica dell’arte e la sua passione per i libri e la scrittura dev’esserle sembrato così naturale che il risultato è un inno alla lettura e alla bellezza di cui siamo circondati.

Venezia è colta nei suoi angoli più nascosti, meno frequentati dalla massa informe dei turisti che al loro passaggio travolgono i particolari più poetici:

Lei si sentiva saldamente legata a Venezia, al mare, allo splendore delle architetture così uniche e inconfondibili. Olimpia le aveva permesso di lavorare part-time presso la sede veneziana della Maison de Fleury, che stava aprendo i battenti. La sede della Maison si trovava a campo San Bartolomeo, a due passi da Rialto.

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Dopo aver salutato con un sorriso il volto allegro della statua di Goldoni, era andata a piedi dal commercialista per iniziare le pratiche per l’apertura della libreria, per poi arrivare fino al sestiere di Castello, dove si trovava la bottega di famiglia, per parlare con gli operai. Era tornata quindi verso Rialto. Si sentì felice come non le capitava da un po’ di tempo, da quando Alain era uscito dalla sua vita. Aveva camminato a lungo tra le calli e i campi senza avvertire la stanchezza.

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 Margherita si guardò intorno, soddisfatta delle decorazioni con cui avevano addobbato la libreria: un ritratto di Elisabetta I campeggiava accanto al leggio e c’erano rose bianche e rosse ovunque in ricordo della Guerra delle due Rose; sulla porta del retrobottega, che fungeva da camerino, Niccolò aveva attaccato uno stemma araldico mentre il leone di Venezia dominava l’angolo in cui vi erano i libri ambientati in laguna. La gente era accorsa in massa a quell’evento, nonostante l’acqua alta.

All’ingresso della libreria, il ragazzo di Niccolò offriva della cioccolata calda quasi come premio al coraggio di aver sfidato le intemperie. In realtà pioveva ma non tanto da inzupparsi, quindi gli avventori erano stati numerosi anche per la temporanea tregua meteorologica: l’acqua infatti non aveva ancora invaso tutte le calli.

Firenze è un colpo al cuore, un vecchio amore mai dimenticato, foriera di sentimenti ed emozioni pronte a ridestarsi alla vista di siffatto spettacolo continuo dell’arte.

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Continuarono a passeggiare arrivando fino a Ponte Vecchio, dove rimasero a contemplare l’Arno che scorreva sotto i loro piedi. Il sole stava tramontando e solo allora Margherita si rese conto che la giornata volgeva al termine.

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Aveva un pessimo senso dell’orientamento, ma le bastò seguire il flusso di turisti che dalla stazione di Santa Maria Novella si dirigevano verso il centro della città per ritrovarsi davanti all’immensa mole del duomo. Il battistero ne copriva in parte la facciata senza tuttavia sminuire l’effetto di meraviglia che si provava nel trovarsi al cospetto di una delle cattedrali più belle del mondo. Margherita si fermò a guardarla per qualche minuto rapita. Aveva una laurea in Storia dell’arte, era stata a Firenze moltissime volte, eppure Santa Maria del Fiore esercitava su di lei un fascino magnetico. Sospirò, sentendosi felice di essere lì e per un attimo dimentica della sua missione…

Parigi veglia da lontano, insieme a Olimpia, le vicende di Margherita e sprigiona il suo fascino irresistibile e senza tempo, ma anche rassicurante.

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Proseguirono assieme lungo boulevard Saint-Germain. Erano entrambe silenziose e il vento che arrivava gelido impediva loro persino di guardarsi negli occhi.

Quando arrivarono al ristorante furono accolte dal tepore del locale e dall’allegro chiacchiericcio degli avventori. Margherita gli preferiva la mistica quiete del Café de Flore nei rarissimi momenti in cui c’era poca gente, ma a volte le piaceva anche il trambusto goliardico che si respirava a Les Deux Magots.

 12Un vento gelido misto a nevischio soffiava da giorni sulla città. I parigini attraversavano frettolosi i grandi boulevard per infilarsi nelle stazioni del métro a godere di quell’effimero tepore che concedevano i sotterranei e i cunicoli della Ville Lumière. Margherita emerse dalla stazione Madeleine per incamminarsi verso boulevard de la Madeleine e svoltare in rue Vignon.

 

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Il nostro breve ma intenso viaggio è finito ed è proprio questo libro, La piccola libreria di Venezia, che dobbiamo ringraziare:

I libri salvano la vita. Se non la salvano la migliorano, se non la migliorano la colorano e se non la colorano allora state leggendo il libro sbagliato. Ricominciate da capo. Non conosco libro che non mi abbia aiutato in un momento critico della mia vita, né conosco libro che non mi abbia fatto compagnia. Anche il più brutto, mi ha lasciato qualcosa. Di fronte a un libro non si resta mai indifferenti, almeno se ben scritto, s’intende.

Quando si legge si entra nella mente dello scrittore, si apre un varco spazio-temporale che ci fa vivere davvero le vicende di cui leggiamo l’evolversi.

Perché come scrisse Emily Dickinson in una poesia: “Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane…”

Un viaggio lungo la Riviera del Brenta

Se andate in Veneto, un’esperienza che sicuramente consiglierei è la navigazione del Brenta al bordo del Burchiello. Un viaggio che con il lento scorrere dell’antico fiume accompagna alla scoperta della natura lussureggiante che dalle acque fluviali risale lunghe le rive, abbracciando i piccoli borghi e le ville che sfilano lungo il Brenta.

Il Brenta che collegava, insieme ad altri corsi, Venezia con Padova era il canale alla moda, luogo di delizia e prolungamento ideale del Canale di Venezia, dove fiorirono più di una quarantina di lussuose ville. Qui, non lontani dalla città, i nobili più facoltosi trascorrevano le loro vacanze, partendo da Venezia con una comoda imbarcazione chiamata Burchiello che risaliva il canale navigabile del Brenta. Questa imbarcazione era spinta a forza di remi da piazza San Marco, attraverso la laguna veneta sino a Lizza Fusina, da dove veniva trainata da cavalli, risalendo il “Naviglio Brenta” fino a Stra, e da lì, percorrendo il canale Piovego, si raggiungeva Padova. Il viaggio sul Burchiello era affascinante e divertente: nel lento procedere tra le ville e i salici piangenti, dame e cicisbei, nobili e avventurieri, commedianti e artisti animavano la vita di bordo rendendo piacevole e pittoresco il tragitto fluviale. Anche Goldoni fece uso di questo servizio che descrive in suo poemetto intitolato “Il burchiello”, ma numerosi personaggi impiegarono questo mezzo di trasporto: Michel de Montaigne, Giacomo Casanova, il poeta Giorgio Baffo, Lord Byron, Wolfgang Goethe e Gabriele D’Annunzio, solo per citarne alcuni nomi.

Sul finire del Settecento, con la caduta della Repubblica di Venezia per mano di Napoleone, il servizio fu interrotto, per poi riprendere solo negli anni Sessanta del XX secolo. Così ancora oggi il Burchiello, moderna e confortevole imbarcazione con un ampio spazio cabinato e uno superiore aperto e panoramico, solca le acque della Riviera del Brenta da Padova a Venezia, e viceversa, portando migliaia di turista in visita alle ville venete, sostando per visitare gli interni delle più belle e famose legate a nomi illustri quali il Palladio e il Tiepolo. Un viaggio suggestivo che, attraversando nove ponti girevoli – alcune dei quali ancora azionati manualmente – e cinque Chiuse – veri e propri ascensori d’acqua –, permette al turista di risalire (o scendere) un dislivello altitudinale di ben dieci metri esistente tra Venezia e Padova.

Partiti dal pontile del Portello, l’antico porto fluviale di Padova, il Borchiello scivola nel silenzio del mattino lungo il Piovego, increspando le acque tranquille tra le due verdi sponde. La navigazione procede nella meraviglia del paesaggio nella luce dorata del sole che si alza quieto dopo un inizio incerto, sbiadito da una leggera mattutina. Attraversate le chiuse di Noventa Padovana e Stra, qui si sosta per una visita guidata all’interno di Villa Pisani, il famoso Palazzo Ducale di terraferma: una sontuosa villa ornata in facciata da poderose sculture e decorate all’interno dai più celebri artisti del Settecento veneto. È definita la “Regina delle ville del Brenta”, la più spettacolare e imponente, con un corpo di fabbrica che si sviluppa intorno a un doppio cortile e su tre piani d’altezza, nella parte centrale, e due sulle ali laterali, per un’estensione pari a 114 locali. La facciata posteriore richiama quella principale con il coronamento di statue che segue la cornice superiore: quella centrale rappresenta Almorò Pisani ritratto come Capitano generale da Mar, uomo ambizioso e influentissimo che insieme al fratello Alvise, Procuratore della Repubblica di Venezia nel 1720, fece demolire la più modesta villa qui esistente già nel XVII secolo, per far costruire una dimora più consona alla loro potenza.

Analoga magnificenza rispecchia il parco, il più vasto e celebre della Riviera: un’evoluzione del giardino all’italiana seicentesco che si sviluppa con lunghe prospettive, boschetti dai sentieri intricati e irregolari, la coniugazione della spettacolarità con la praticità dell’uso, come testimonia il grande complesso delle scuderie che, a prima vista, pare un vero e proprio palazzo posto a rivaleggiare in splendore con la villa stessa. Non appena si varca la soglia dell’ingresso posteriore, subito si ha infatti un’impressione di grandezza, con lunghissima prospettiva della vasca che conduce verso le scuderie: il paragone con i giardini di Versailles viene spontaneo ma, in questo caso, tale impressione è solo in parte vera, poiché se in effetti il giardino è parzialmente ispirato al noto parco della reggia del Re Sole – essendo stato frequentato a suo tempo proprio da Alvise Pisani in veste di ambasciatore della Repubblica –, il parallelismo attribuibile alla lunga vasca che ricorda quella del Gran Canal è fuorviante, in quanto fu realizzata solo ai primi del Novecento quando la Villa era sede dell’Istituto per le ricerche idrotecniche dell’Università di Padova.

Procedendo si arriva a Mira, dove si trova la maggiore concentrazione di ville. Qui si possono ammirare i celebri prospetti che si affacciano sul Canale, le anse verdeggianti, gli angoli incontaminati dove i salici piangenti accarezzano con le loro fronde sinuose le acque del canale. Alla Riscossa di Mira un’altra sosta permette di visitare gli interni di Villa Widmann Rezzonico Foscari, tipica residenza estiva del XVIII secolo, è uno dei gioielli del tardo Barocco veneziano con importanti affreschi nelle sale e il suo delizioso parco. Costruita agli inizi del Settecento per volontà dei Serimann, nobili veneziani di origine persiana, la villa ottenne l’attuale aspetto solo nella metà dello stesso secolo, quando i Widmann, dopo aver acquistato l’immobile, lo rimodernarono adeguandolo al gusto rococò francese. Il corpo centrale divenne così un’accogliente dimora per feste e ricevimenti. Impreziosirono il salone principale, che si eleva su due piani inframmezzati da un suggestivo ballatoio, gli affreschi dai colori tenui di Giuseppe Angeli e di Gerolamo Mengozzi Colonna, collaboratore prediletto del Tiepolo. A nord della villa si estende un rigoglioso parco: tigli, cipressi e ippocastani fanno da sfondo a numerose statue in pietra tenera di divinità, ninfe e amorini, muti protagonisti di un mondo arcaico. Sul lato destro, dietro la barchessa, si apre un ampio spazio affiancato dalle serre e un romantico laghetto di creazione tardo-ottocentesca con numerosi cipressi di palude. Nelle vicinanze un gazebo in pietra e ferro battuto, circondato da ippocastani, per secoli probabile complice di incontri galanti.

La via d’acqua che collega Venezia a Padova si è trasformata nel corso dei secoli in una suggestiva passerella di ville, in principio poco più che case coloniche, poi vere e proprie dimore signorili di villeggiatura. E ancora oggi navigando sul Burchiello per quelle pigre correnti, fiancheggiando la riviera rigogliosa per natura e arte, si può immaginare di percorrere lo stesso piacevole viaggio degli abitanti della Repubblica nel XVIII secolo svelando scorci pittoreschi a ogni curva con le sue antiche dimore cariche di fascino antico, dalle quale la fantasia riesce a suggerire le balze variopinte degli abiti delle dame, le parrucche incipriate e i tricorni degli uomini. Luoghi dove il tempo sembra essersi davvero cristallizzato nel lento scorrere delle acque del Brenta.

Sara Foti Sciavaliere

Tutti i premi di #Venezia74

Ciao pink readers,

grazie al nostro inviato Riccardo Iannaccone  ( con il supporto di Chiara Apicella) abbiamo avuto modo di seguire in diretta sui nostri canali social tutti i momenti salienti di #Venezia74.

Vi anticipiamo che sul prossimo numero del nostro magazine ci sarà un approfondimento , con sorpresa, dedicato proprio alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Nel frattempo ecco a voi tutti i premi ufficiali.

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La Giuria di Venezia 74, presieduta da Annette Bening e composta da Ildikó EnyediMichel FrancoRebecca HallAnna MouglalisJasmine TrincaDavid StrattonEdgar Wright e Yonfan,  dopo aver visionato tutti i 21 film in concorso, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

LEONE D’ORO per il miglior film a:

THE SHAPE OF WATER  

di Guillermo del Toro (USA)

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:

FOXTROT

di Samuel Maoz (Israele, Germania, Francia, Svizzera)

LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:

Xavier Legrand

per il film JUSQU’À LA GARDE (Francia)

COPPA VOLPI

per la migliore attrice a:

Charlotte Rampling

nel film HANNAH di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio, Francia)

COPPA VOLPI

per il miglior attore a:

Kamel El Basha

nel film THE INSULT di Ziad Doueiri (Libano, Francia)

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:

Martin McDonagh

per il film THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh (Gran Bretagna)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:

SWEET COUNTRY

di Warwick Thornton (Australia)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI

a un giovane attore o attrice emergente a:

Charlie Plummer

nel film LEAN ON PETE di Andrew Haigh (Gran Bretagna)

Per tutti i premi delle altre sessioni potete cliccare qui: Tutti i premi ufficiali di Venezia 74

Reportage #Venezia74

Ciao Pink readers,

continua il viaggio del nostro inviato, super esperto di cinema, Riccardo Iannaccone nella Laguna delle meraviglie: Venezia.

Tra red carpet, film in e film out, incontri e interviste, sui nostri canali social vi stiamo facendo vivere la magia che solo la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia riesce a regalare.

Ovviamente non possiamo non aggiornarvi con una nuova carrellata di fotogrammi dal reportage in diretta.

Mi raccomando continuate a seguirci qui: Facebook Pink

 

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Pink a Venezia 74

Sta per iniziare l’evento cinematografico più atteso dell’anno e noi di Pink abbiamo un inviato d’eccezione Riccardo Iannaccone che vi farà vivere in diretta giorno dopo giorno le emozioni di Venezia.

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La 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è organizzata dalla Biennale di Venezia e si terrà al Lido di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre 2017.

La Mostra vuole favorire la conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e di industria, in uno spirito di libertà e di dialogo.

La selezione ufficiale dei film comprende le sezioni Venezia 74, Fuori Concorso, Orizzonti, Cinema nel Giardino, Venice Virtual Reality, Biennale College – Cinema, Venezia Classici, Proiezioni Speciali. Le sezioni autonome e parallele comprendono le sezioni Settimana Internazionale della Critica e Giornate degli Autori.

Il programma giornaliero delle proiezioni per il pubblico è consultabile qui: Programma Film

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Il portale Eduopen

Ciao booklovers,
14374692_1763025487301707_1618173298_o-pngOggi vi segnaliamo un corso davvero interessante organizzato dal portale Eduopen dell’Università Ca’ Foscari di Venezia: Linguaggio, identità di genere e lingua italiana.

“Come dare nome alle donne che svolgono funzioni di governo e direzione? Esiste il neutro come genere non marcato in italiano? Come fa riferimento alle donne la lingua italiana? Come interagisce la lingua nella costruzione di identità culturale e in particolare dell’identità di genere? In questo corso svilupperemo una metacompetenza linguistica sulle proprietà morfologiche, sintattiche e semantiche della lingua italiana che permetteranno di operare scelte linguistiche consapevoli e motivate nel rispetto delle pari opportunità di genere.”

Il corso è gratuito ed è articolato in 5 Sezioni che comprendono video-lezioni, forum di discussione e verifiche graduali dell’apprendimento.

Per maggiori dettagli ed informazioni potete consultare la pagina dedicata

https://learn.eduopen.org/eduopen/course_details.php?courseid=113