Un po’ come Sookie St. James

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Mi sono sempre chiesta, sin da piccolissima, del perché gli attori plus size, sia nei film che nelle serie tv, dovessero spesso interpretare parti nelle quali veniva quasi sempre fatto notare quanto fossero un bel po’ abbondanti.

Difficilmente ricordo di personaggi come loro che avessero ruoli fondamentali o ben definiti, solitamente erano sempre messi un po’ in sordina, o comunque rappresentati come non molto brillanti.

Devo dire, però, che negli anni anche questo aspetto è cambiato, una piccola ma importante rivoluzione c’è stata, e uno dei personaggi che è entrato in molti cuori è la bellissima e spontanea Sookie St. James, interpretata da Melissa McCarthy. Continua a leggere

Come trovare un equilibro tra le serie tv e la vita reale

Trovare il giusto equilibrio tra il tempo trascorso guardando serie tv e quello dedicato alla vita reale, è una di quelle missioni che si usa definire impossibili, o perlomeno difficili.

È infatti proprio questo il dilemma che più di tutti attanaglia le forze opposte della volontà di un telefilm-dipendente:“vado avanti con le puntate e resto indietro con la vita, o vado avanti con la vita e resto indietro con le puntate?”

Il rischio peggiore è che la tua vita perda il ritmo del tempo comune fatto di secondi, minuti, ore… guadagnandone uno illimitato fatto di trailer, episodi, stagioni. Non più “mi vesto tra dieci minuti”, ma “mi vesto a fine episodio”; non più “vado a dormire tra un’ora”, ma “vado a dormire tra due episodi”; non più “come va la vita?”, ma “come procede la stagione?”.

Che poi, pensandoci, non sembrerebbe neppure un rischio così grosso, dato che ognuno ha i suoi ritmi, no? Continua a leggere

Perfetti Outfit da… Serie tv!

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In un articolo dedicato alla serie tv Una mamma per amica ho parlato di come ha influenzato positivamente il nostro percorso di crescita interiore, facendoci affrontare ogni giorno con un sorriso in più. Questo argomento però mi ha portato a desiderare di approfondire altri aspetti, come per esempio la moda per chi non ha molto tempo, oppure molto interesse, ad ispirarsi a tutte le nuove tendenze che spesso sono difficili da seguire. Oppure, più semplicemente, non ci rappresentano.

Invece, sono assolutamente sicura di una cosa: le serie tv al femminile che più abbiamo amato ci hanno ispirato anche nella ricerca del nostro outfit perfetto.

Un outfit che può essere più semplice, un outfit allegro, oppure audace…

E allora, perché non prendere spunto dalle nostre serie tv preferite, dagli anni ’80 a oggi? La moda in questi ultimi anni non ha un solo stile ben definito, possiamo davvero non seguire un filone del tempo che è, ma solo ciò che più rispecchia la nostra personalità.

Prendiamo quindi spunti interessanti dalle beniamine delle serie tv… Continua a leggere

Forever F.R.I.E.N.D.S

Forever F.R.I.E.N.D.S

“Friends” l’intramontabile sit com andata in onda negli anni ’90, compie ben 25 anni e tutto il mondo ne celebra questo importante traguardo!

Dalla prima messa in onda, avvenuta sul network televisivo americano NBC il 22 settembre 1994, fino all’ultima puntata, trasmessa il 6 maggio 2004, sembra che Ross, Rachel, Monica, Chandler, Phoebe e Joey non passino mai di moda: continuano le repliche, continuano le risate. Una decade di amore, amicizia, condivisione e allegria. I sei amici in tutti questi anni, ne hanno fatta di strada, ma le loro carriere sono sempre e per sempre legate l’una all’altra da questa indimenticabile serie televisiva ideata da David Crane e Marta Kauffman. Continua a leggere

Netflix: un autunno pieno di novità!

«L’estate sta finendo, e un anno se ne va…», cantavano i Righeira negli anni Ottanta. Se anche voi vi state già proiettando verso fresche serate autunnali, fatte di felpe calde e tazze di tè, di colori avvolgenti e temperature miti e un buon film da vedere dopo cena, sappiate che Netflix ha in programma per settembre, ottobre e novembre una sfilza di nuove uscite che accontenteranno tutti.

Per esempio, dal 6 settembre prende il via la seconda stagione di Élite, serie tv spagnola a metà tra il teen drama e il thriller che annovera tra i protagonisti molti degli attori già visti (e amati) in La casa di carta: imperdibile questa seconda parte per seguire gli sviluppi sull’indagine dell’omicidio avvenuto nella prima stagione, e non faccio altri spoiler. Continua a leggere

Glitch: quando gli zombie sono più “umani” dei vivi

Forse sono un po’ in ritardo con questa recensione, dato che in Italia la serie è arrivata circa tre anni fa, ma ho finito giusto pochi giorni fa di vedere le due stagioni di Glitch su Netflix.

In questa serie made in Australia si parla di morti viventi in un modo davvero inusuale.

Ci troviamo a Yoorana – immaginaria cittadina australiana che dovrebbe essere non molto lontana da Melbourne – ed è una notte come tante quando, nel cimitero locale, sette persone risorgono dalle loro tombe.

Bene, adesso non aspettatevi il classico incipit apocalittico, con i non-morti che cominciano a cacciare i vivi, super affamati di cervelli, spietati e cattivi, brutti e sfatti.

No, i redivivi di Yoorana sono i primi a “svegliarsi” in stato confusionale: tremanti, sporchi di terra e in preda al panico più nero. Continua a leggere

Tom Riley. I miei demoni leonardeschi

 

L’attore britannico Tom Riley racconta del suo ruolo nella serie televisiva Da Vinci’s Demonsin cui interpreta il giovane – e insospettabilmente sexy – Leonardo da Vinci.

Nato a Maidstone – nella regione del Kent in Inghilterra – il 5 aprile del 1981, Tom Riley è un attore versatile e camaleontico. Si è dedicato alla recitazione fin dall’età di quattro anni, nel periodo scolastico aveva già scritto e diretto alcune opere teatrali. Dopo la laurea in letteratura inglese a Birmingham nel 2002 si è specializzato in recitazione alla London Academy of Music and Dramatic Art. Ha recitato poi in film come Happy Ever Afters (Indovina chi sposa Sally,2009), per la regia di Stephen Burke, ed ha anche partecipato a importanti produzioni televisive soprattutto britanniche (Miss Marple, Poirot, Doctor Who, per citarne alcune).

In Italia Tom è conosciuto per il ruolo di Leonardo da Vinci nella serie britannico-statunitenseDa Vinci’s Demons, scritta e ideata da David S. Goyer, già autore di Batman BeginsIl Cavaliere Oscuro. Trasmessa sul canale Starz dalla primavera del 2013 la serie si è da poco conclusa. Ne sono state fate solo tre stagioni e i fan di tutto il mondo chiedono a gran voce che riprendano i lavori per un’eventuale quarta serie. Tom appare piuttosto scettico riguardo alla possibilità che vi sia un prosieguo, ma è commosso per l’affetto che i fan hanno dimostrato fin dalla prima puntata.

La serie ha per protagonista il genio del Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci, e segue la sua vita, romanzando fantasiosamente su eventi della sua gioventù, che sarebbero rimasti ignoti fino ai giorni nostri.

Il casting era cominciato già nel gennaio del 2012, quando Tom Riley venne selezionato tra molti attori per la sua impressionante somiglianza con il genio rinascimentale. Per sceglierlo, pare che si siano basati sul famoso autoritratto leonardesco, ovvero il disegno a sanguigna su carta, databile 1515 circa, e conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Sembra che i produttori abbiano chiesto ai loro grafici un ringiovanimento dell’autoritratto torinese e che ne sia uscito un uomo molto somigliante all’attore inglese. Insomma, un’operazione fatta con tutti i crismi. Tra gli altri attori figurano anche Laura Haddock, che interpreta Lucrezia Donati – amante ufficiale di Lorenzo il Magnifico, che si concede più di una scappatella con il nostro Leonardo – e Lara Pulver, la bellissima Clarice Orsini, moglie di Lorenzo. Grande intesa sul set tra Riley e Gregg Chillin, interprete del fedele amico Zoroastro. Notevole anche la colonna sonora, composta da Bear McCreary, autore delle colonne sonore per le serie televisive Battlestar Galacticae The Walking Dead.

“Il mio Leonardo da Vinci”, dice Tom Riley, “è un personaggio moderno, insolente ma brillante. È un artista, un inventore, uno spadaccino, un amante focoso e un inguaribile idealista che ha una gran voglia di imparare e di scoprire il mondo”. A fargli da guida è un personaggio enigmatico, chiamato il Turco, che gli rivela l’esistenza di un misterioso testo esoterico, il “Libro delle Lamine”, che potrebbe condurlo a ritrovare la madre, Caterina oltre l’Atlantico.

Tom ammette di aver voluto dare al suo Leonardo un pizzico di spavalderia, pur sapendo che poteva essere criticato. L’idea, continua, era di far capire al pubblico che Leonardo era un genio, sì, ma “figo”, al quale non importava nulla delle convenzioni perché sapeva il fatto suo. Il mix che ne esce è una sorta di genio-sexy-ninja, poco fedele alla nostra idea di Leonardo. Gli storici dell’arte avrebbero arricciato i nasi e di questo Tom ne era ben consapevole quando aveva letto il copione. Tuttavia, secondo lui, la potenza del genio rinascimentale avrebbe messo tutto in secondo piano.

“Desidero ringraziare tutti i fan della serie tv, senza di loro, senza il loro supporto, tutto questo non sarebbe stato possibile. Siete meravigliosi, è un onore avervi come parte integrante della storia di Da Vinci’s Demons”, dice sorridendo. E ha ragione: la serie è stata un vero successo che rende incomprensibile la sua cancellazione.

Da Vinci’s Demonsè una serie fatta molto bene dal punto di vista tecnico e la si deve vedere sotto l’ottica non di una serie storica, assicura Riley, ma di una sorta di possibile alternativa alla storia ufficiale. Solo così si può arrivare ad amarla.

Leonardo seduttore, poi, a noi italiani fa pensare che se lo siano inventato di sana pianta per fare audience tra i giovani che amano Assassin’s Creede Game of Thornes: le abitudini sessuali dell’artista sono poco note e ci dicono più che altro che avesse tendenze omosessuali. I produttori, Goyer e lo stesso Riley scrollano le spalle: è evidente per loro quanto Leonardo amasse la vita e il sesso. E se lo dicono loro…

 

 

Le streghe di Melissa de la Cruz

La saga Witches of East End (Le streghe dell’East End, Leggereditore, 2011)  segue le vicende di tre donne: Joanna Beauchamp e le sue figlie Ingrid e Freya. Joanna si occupa di giardinaggio e ama ridipingere la vecchia casa in cui abitano a Long Island; Ingrid lavora in biblioteca mentre Freya fa la barista. I loro amici e gli abitanti del paese in cui vivono ignorano del tutto che le tre donne sono in realtà delle potenti streghe. Joanna è capace di riportare in vita i morti, Ingrid è una guaritrice mentre Freya aiuta a risolvere problemi d’amore. Le streghe dell’East End è il primo romanzo della serie ed è anche la prima prova di scrittura “per adulti” di Melissa de la Cruz, che si era cimentata finora nei romanzi Young Adult della serie Blue Blood. La Cruz ha una scrittura elegante, molto sensuale e sensoriale. Le sue streghe si muovono con naturalezza nel mondo umano, senza che il lettore abbia la percezione di un elemento paranormale stonato, messo a casaccio, come spesso succede nelle saghe di questo tipo. Devo ammettere di aver cominciato a leggere il libro senza grandi aspettative, anzi anche un po’ prevenuta. Eppure la Cruz è riuscita a farmi cambiare idea fin dalle prime battute. La descrizione delle scene di magia o delle scene di sesso è affidata alla dimensione sensoriale e percettiva, e non vi è nulla di assurdo (anche se si sta compiendo un incantesimo) o di volgare (negli amplessi della sensuale Freya).

Maledizione, doveva proprio essere così bello? Si riteneva immune a quel genere di cose: il cliché dell’uomo alto, moro e di bell’aspetto. Ma c’era qualcos’altro. Sembrava che, quando la guardava, sapesse esattamente chi era e com’era fatta. Una strega. Una dea. Non di questa terra, ma neppure estranea a essa. Una donna da amare, temere e adorare. Alzò lo sguardo da dietro il vaso e lo trovò ancora che la fissava. Era come se Killian avesse aspettato tutto quel tempo soltanto per quell’istante. Fece un cenno col capo, muovendosi verso una porta lì vicino. Davvero? Qui? Adesso? Stava davvero entrando in bagno con un altro uomo, il fratello del suo fidanzato, alla sua festa di fidanzamento? Sì. Freya avanzò, come stordita, verso quell’appuntamento. Chiuse la porta dietro di sé e rimase in attesa. Il pomello girò, e lui entrò, chiudendo a chiave la porta. Le labbra gli si incurvarono in un sorriso, una pantera con la sua preda. Fuori, nel bel mezzo del ricevimento, le rose centifolie presero fuoco.

Nel 2012 la casa di produzione americana Lifetime aveva annunciato l’intenzione di girare una serie televisiva tratta dai libri della Cruz. L’episodio pilota di Witches of East End era stato filmato a Macon, in Georgia e a Wilmington in North Carolina. Il cast stellare: Julia Ormond vestiva i panni di Joanna Beauchamp. Rachel Boston e Jenna Dewan-Tatum erano rispettivamente Ingrid e Freya. Dopo due stagioni, però, nonostante il successo di critica e i numerosi blog sulle Beauchamp, la Lifetime ha cancellato Witches of East Endper via degli scarsi ascolti della seconda stagione, a mio avviso migliore della prima. Peccato.

Jane The Virgin: quando la tv è ancora creativa

I corsi e ricorsi storici in televisione ci sono sempre stati, così come gli spunti, le emulazioni, e perché no, le vere e proprie imitazioni.

Oggi, al tempo di Netflix, che ha sbaragliato la concorrenza con serie originali, inaspettate, e di solito di un numero limitato di episodi, ai network americani restano poche carte sul tavolo.

Alcuni decidono di procedere con infinite stagioni di telefilm ormai in discesa, e come dicono gli americani di ‘mungere la mucca morta’, altri di riesumare vecchie serie chiuse da anni con reboot e remake, altri ancora tentano invano di seguire filoni che ormai stanno giungendo al termine.

La CW di certo non è mai stata molto affidabile sul fronte rinnovi/cancellazioni, e negli ultimissimi anni non è riuscita a mantenere il fascino delle serie veterane (come Supernatural, The Vampire Diaries e One Tree Hill) con i nuovi prodotti, ma tre anni fa, improvvisamente una idea apparentemente debole sul mercato americano, ha cambiato le sorti della rete, diventando una delle comedy/drama più seguite della tv a stelle e strisce, con successo di pubblico, critiche e portando a casa diversi premi.

Jane The Virgin racconta le vicende di una ragazza cattolica latina che vive a Miami con sua madre e la sua abuela (nonna) che viene per sbaglio inseminata artificialmente, e aspetta il figlio del suo capo (per il quale una volta aveva una cotta), pur restando una vergine. Apparentemente una trama debole, da soap opera, scusate da ‘telenovela’, ma il tutto sta proprio qui. La serie unisce elementi tipici della telenovela sud americana, a elementi delle commedie brillanti americane, a elementi di crime e di giallo, con l’elemento musicale che non guasta mai (vi dico solo che tra le guest ci sono anche Gloria Estefan, Charo, Paulina Rubio, Juanes e Britney Spears!), a input da romanzo. Sì, perché c’è una voce narrante onnisciente (o quasi!), che ci narra le disavventure della protagonista.

Lo so, lo so, vi siete un po’ persi, ma semplicemente si parte da questo incidente medico per narrare la vita di una ragazza che sogna di diventare una scrittrice e che vive una serie di inaspettati avvenimenti che cambieranno totalmente la sua vita. Una trama all’inizio solo divertente, che diventa commuovente e appassionante, perché riderete come Jane, vi emozionerete come Michael, rifletterete come abuela, canterete come Xiomara, vi sentirete una star come Rogelio, tramerete come Petra, cambierete come Rafael, e con la semplice trama da telenovela dovrete restare al passo per non sottovalutare il giallo da risolvere, degno di un qualunque altro crime.

Una serie creativa, mi piace definirla così, perché unisce elementi di vari ambiti televisivi e non riuscendo a farli convivere tutti insieme. Un riflesso sulla cultura mista americana, dove si fondono culture, religioni, stili di vita differenti.

A questo si aggiunge un cast eccezionale, all’altezza della difficile impresa del passare dal comico al drammatico, perché l’elemento pathos è sempre dietro l’angolo, e ogni volta che penserete che i sogni di Jane si stiano per avverare, qualcosa stravolgerà la trama… di nuovo.

Arrivano i Medici!

Ciao booklovers,
Ormai mancano pochi giorni alla messa in onda su Rai Uno,  la serie tv più attesa dell’autunno: I Medici. Come prepararci alla visione? Ci ha pensato la casa editrice Newton Compton con una proposta editoriale da non perdere, in uscita oggi.

strukul-mediciFirenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari…

Un romanzo storico eccezionale, coinvolgente e dalla scrittura magistrale. Quando la storia e il romanzo si incontrano danno vita a suggestioni uniche ed imperdibili.
Correte in libreria.

Isabella