I roseti di Paestum e la donna-fiore

Una vera eccellenza del suo tempo, la rosa di Paestum deve il suo nome alla ninfa Roda, figlia di Poseidone e Afrodite, allegoria della primavera e dalla quale il nome antico del fiore per eccellenza: di fatto, rodon per i Greci, rosa per la civiltà latina. Le leggende narrano che in origine fosse rossa, per il colore trasmesso ai petali da una goccia di sangue di Venere disperata per la morte di Adone, o, secondo altre tradizioni più delicate, per il rossore delle guance della dea della bellezza, sorpresa al bagno da Giove. Tra tutti i fiori il più amato, fu apprezzato nell’antichità per la sua bellezza, il suo profumo e le sue proprietà, un misto di virtù cosmetiche, medicinali e culinarie. Le rose pestane erano tanto pregiate da essere citate in qualità di termine di paragone, come faceva Marziale, per esempio, per descrivere la bellezza di chi raccontava nelle sue opere: “labbra rosse come le rose di Paestum” o “l’alito della fanciulla simile al profumo di un roseto di Paestum”. Continua a leggere

Pensate positivo! Il potere del Pink nella psicologia dei colori

Il colore rosa nell’immaginario comune rappresenta il sesso femminile, il famoso fiocco rosa ne è un classico esempio, ma non è sempre stato così.
Prima del diciannovesimo secolo il rosa era il colore legato alle nascite in generale, a tutte le nascite, quindi ad entrambi i sessi.

Negli anni ’30 e ’40, plausibilmente seguendo le teorie legate alla sessualità di Freud, gli uomini iniziarono ad indossare rigorosamente colori scuri,che rappresentavano la”durezza”, mentre il rosa, colore delicato, divenne il colore legato alle donne e alla femminilità.

Esiste una psicologia dei colori, ad ogni colore si affida una sorta di potere psicologico e a chi lo predilige alcune caratteristiche caratteriali e psicologiche. Continua a leggere

Il colore rosa: storia e curiosità

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Quando pensiamo al rosa pensiamo a un colore femminile, ricordiamo immancabilmente quei film romantici dei bellissimi anni Ottanta che ci hanno accompagnate in quelle fredde giornate d’inverno scaldandoci il cuore. Pensiamo ai romanzi d’amore che abbiamo imparato ad apprezzare sempre più nel tempo grazie alle nostre nonne e alle nostre zie. Associamo il colore rosa alle nostre riviste femminili preferite, al colore della femminilità per eccellenza… Ma, siamo sicure che sia davvero così? Il rosa è davvero un colore femminile in maniera unica e totale?

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Forse, per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un viaggio temporale: siamo nel Settecento, e il colore rosa è indossato in maniera totale non solo dalle donne, ma soprattutto dagli uomini. Un cultore di questo delicato colore è Luigi XV che lo porta davvero con grazia ed eleganza.

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Per tutto il Settecento e l’Ottocento vi è, quindi, un’accurata distinzione: il rosa, proveniente dal rosso, il colore della passione, e per questi motivi il colore maschile per eccellenza. Mentre l’azzurro è considerato un colore delicato, essendo poi la tinta del manto della Vergine Maria, viene associato, per questo, alle bambine.

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Dal Novecento in poi – dagli anni Trenta per l’esattezza – il rosa non è più di una sola tonalità delicata, di un tenue color pastello, ma cambia grazie al progresso della chimica che crea fantasie più accese e forti, portandolo ad avere più tonalità sino ad arrivare al Rosa Shocking, così chiamato dalla stilista e sarta italiana che lo ha inventato: Elsa Schiaparelli. Grande figura della moda all’inizio del XX secolo.

E fu così che dagli anni Quaranta in poi il rosa trova la sua strada e viene associato al mondo femminile soprattutto per ragioni riguardanti il marketing e a icone di stile che hanno fatto la storia del cinema e della mondanità dagli anni ’50 in poi come Marylin Monroe e Jacqueline Kennedy.

Solo negli anni Settanta, con la nascita del femminismo, il rosa entra in crisi perché considerato antiquato, preferendo per le bambine colori più neutri e decisi.

Nastro Rosa

E ritorniamo così agli anni Ottanta, anni in cui le neo mamme e i neo papà preparavano in anticipo corredini azzurri nell’attesa di un maschietto e rosa nell’attesa di una femminuccia, sino ad arrivare agli anni ’90, anni in cui il colore rosa si rafforza ancora di più come colore femminile, al di là di frivolezze, perché nasce nel 1996 il Pink Ribbon come simbolo della lotta al cancro al seno e sempre simbolo indiscusso di una battaglia importante.

E oggi, invece, come vediamo il colore rosa?

Sicuramente viene ancora molto utilizzato per preparare corredi alle bambine, anche se oggi vi sono molti altri colori che vengono preferiti: dal giallo, al verde, all’arancione… sia per le nuove nasciture che per i nuovi nascituri.

Invece, per quanto riguarda ragazzi e uomini. Ma quanto sono belle le camice o le polo rosa su di loro?

Non c’è nulla da fare: il rosa è un colore unico e speciale per tutti!