Sex Not Love di Vi Keeland #videorecensione

SEX, NOT LOVE (VERSIONE ITALIANA)

VI KEELAND

Dalla penna inconfondibile di Vi Keeland, ormai presenza fissa nelle classifiche bestseller americane e autrice da oltre due milioni di copie nel mondo, una nuova storia d’amore, sexy e travolgente.

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Bugie a Santorini di Pamela Boiocchi e Michela Piazza

Bugie a Santorini di Pamela Boiocchi – Michela Piazza (Dri editore)

“Clementina aveva capito che l’amore che fa scintille esisteva solo nei libri, pieni di uomini forti, rudi e bellissimi disposti a capitolare di fronte alle grazie femminili. Nella vita vera, la faccenda era piuttosto diversa.

E allora da dove cavolo era uscito questo Alex e basta, che sembrava un maschio da romanzo rosa?”

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Il matrimonio delle mie migliori amiche di Charlotte Butterfield

Il matrimonio delle mie migliori amiche di Charlotte Butterfield (Newton Compton Editore)

“I matrimoni. Ah, i matrimoni. Gioiose occasioni di celebrare l’amore. Gioiose occasioni in cui la lista degli invitati è come un sacchetto di caramelle fai da te nelle cittadine costiere. Immaginate il locale come un enorme sacchetto a strisce bianche e rosa e che, dentro di voi, si annidino gli ingredienti per un massiccio sovraccarico sensoriale. “

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Imperfetti sconosciuti di Daniela Volonté

Imperfetti sconosciuti, Daniela Volonté

“Ogni parola è una boccata d’ossigeno che mi fa stare meglio, tanto che nella mia testa continuo a ripetermi che in questo istante non sono sola, lui è all’altro capo di questo nostro mondo virtuale.”

Imperfetti sconosciuti è il romanzo del momento per capire che l’Amore quello vero, quello che rende le farfalle nello stomaco felici come un raduno di hippie a Woodstock, quello che ci permette di aprire le porte più blindate del nostro cuore, può arrivare in qualsiasi momento e in qualsiasi modo, abbattendo anche le più oscure reticenze e paure.

La storia che si dipana tra le pieghe di queste pagine ci porta a conoscere i protagonisti che trovano nelle parole la forza di conoscersi, nelle lettere digitate freneticamente sulla tastiera la via d’accesso per arrivare all’anima dell’utente all’altra parte dello schermo. In questa bolla virtuale incontriamo i protagonisti della storia:

Sabina Valli è una scrittrice che sta ultimando il suo romanzo, ma ha bisogno di alcune delucidazioni da fonti esperte per rendere perfetta una delle scene clou del suo libro. Per trovare confronto facile e diretto si affida alla Bibbia dei social: Facebook. Lo fa convinta di trovare un confronto e delucidazioni rapide che la porteranno a soddisfare la sua curiosità; ma a leggere il messaggio quasi per errore è Jacopo Smith, famoso chirurgo milanese; che si ritrova per vicissitudine lavorative e personali ad avere molto tempo da dedicare ai social network e decide di aiutare Sabi a fornirle le informazioni che ha richiesto. Sarà solo l’inizio della nascita di una chat zone dove i protagonisti, protetti dall’anonimato che regala il mondo virtuale; si lasceranno andare a confidenze e a verità. La chat diventerà un canale diretto tra le loro anime, i loro cuori. Le parole li uniscono, rendono questo rapporto da subito speciale.

Ma si può arrivare a provare un sentimento vero e forte per qualcuno di cui conosciamo virtualmente anima, cuore e segreti, ma di cui non sappiamo il suono della voce o il colore degli occhi? Sabi e Jacopo saranno capaci di portare questo rapporto allo step successivo, ovvero conoscersi di persona; permettendo agli occhi di avere la stessa importanza che fino ad ora hanno avuto le parole? Il loro sentimento sopravviverà all’impatto di esperienze e vicissitudini nella vita di tutti i giorni, oppure resterà imprigionato nella chimera virtuale nel quale è nato? Daniela Volonté è stata in grado di raccontarcelo attraverso la sua spiccata capacità di tradurre in parole la più grande realtà del secolo: si ha paura di viversi e ci si rifugia spesso nell’etere per trovare nuovo ossigeno; ma l’Amore conosce strade e modi davvero singolari per manifestarsi; a volte anche con un semplice segnale di messaggio ricevuto… leggere per credere. Nella lettura, che mi ha portato a finire il romanzo in poche ore, mi hanno aiutato a sognare i ritmi elettronici dei Subsonica.

“Jacopo è come un puzzle che sto mettendo insieme un pò alla volta. ho mille pezzi sparsi su un tavolo a cui, chat dopo chat, se ne aggiungono di nuovi. E mi fa impazzire non riuscire a trovare una collocazione precisa per ciascun tassello.”

Mirtilla Amelia Malcontenta

I love Londra

I LOVE LONDRA di Lindsey Kelk (Newton Compton)

«Angela». Alex fu il primo a spezzare il silenzio. «Li vuoi dei figli, vero?» «Non per cena». Mi chiamo Angela Clark, e quando sono agitata faccio battute. Brutte. Freddure, se possibile.

Questo romanzo è frizzante e brioso, l’autrice Lindsey Kelk ci accompagna tra le pagine di questa commedia con una scrittura fluida e unica, permettendo al lettore di conoscere a fondo le dinamiche che s’intrecciano tra i vari personaggi. Fulcro della storia è la dolcissima quanto goffa Angela Clark, giovane giornalista freelance inglese che dopo una cocente delusione d’amore fugge dalla sua amata Londra, a New York. Senza pensarci troppo, senza chiudere davvero il passato alle spalle: lascia i suoi genitori, il fidanzato fedifrago, la sua quotidianità scandita dai ritmi di questa metropoli per fuggire nella grande mela. New York l’accoglie a braccia aperte, regalandole il vero amore in Alex giovane musicista in ascesa, nuove amiche e il sogno lavorativo di sempre, fondare e dirigere una rivista. Ma il passato torna prepotentemente a bussare alla sua porta, quando deve tornare a Londra. Si riaffacciano i fantasmi del passato, il rapporto conflittuale con la madre e Mark, l’ex che le ha spezzato il cuore. Attraverso questo ritorno in patria, Angela metterà di nuovo alla prova se stessa, ora è una donna diversa e più forte, la vita l’ha temprata, New York l’ha cresciuta.

In una centrifuga di rocambolesche situazioni esilaranti e dolcissime, Angela, la sua famiglia e i suoi amici saranno fonte di risate e riflessioni per chi leggerà questo suo nuovo romanzo pubblicato da Newton Compton Editori.

Mirtilla Amelia Malcontenta

Irlanda in rosa

Tempo di sole e di vacanze, tempo di decidere una meta.

C’è chi opta per l’Irlanda, ma non per i motivi che si immaginerebbero.

In piena estate, Ren Parker nella terra di San Patrizio ci va per lavoro. Roba che nemmeno i milanesi più stakanovisti.

Ren svolge un mestiere piuttosto curioso: quello di procacciatrice immobiliare. Clienti facoltosi, arrivati da lei tramite il passaparola, le comunicano la zona in cui vorrebbero trovare la dimora dei loro sogni, le caratteristiche desiderate e il budget, e immediatamente la bella londinese si attiva.

Così, quando il signor Dempsey la contatta, Ren carica su una vecchia Fiat a nolo bagagli e assistente, e parte per Ballykiltara, ridente e verderrima cittadina nell’Anello di Tara. Il suo istinto da segugio immobiliare è già in azione.

Inizia così la caccia alla casa perfetta che tuttavia porterà Ren e Kiki, la sua assistente, verso bivi inattesi.

Il proprietario del loro albergo sembra così carino; e cos’è la misteriosa Welcome House, una sorta di rifugio un po’ fiabesco, e a chi appartiene?

Le coincidenze sembrano moltiplicarsi sul percorso della protagonista: sarà forse un’influenza del famigerato nomen omen, dato che il suo nome completo è Serendipity?

Ali McNamara è un’autrice anglofona di successo, che con la Newton Compton ha già pubblicato, in traduzione, numerosi romanzi.

L’estate delle coincidenze è l’ultimo, un romance soffice, da assaporare in viaggio, o per sentire un po’ di vento irlandese tra i capelli.

L’unico appunto che verrebbe da muovere alla protagonista è di iniziare a fare una bella distinzione tra i concetti di folle e rimbambita: la sua assistente che straparla, sbaglia le parole a caso e inanella gaffe una di fila all’altra, non è folle, come sostiene Ren. È rimbambita. O sotto acidi, decidete voi.

Sei dove batte il cuore

Cioè a Milano, o in Puglia, in una casa vuota da affittare, in un centro sociale o al pianterreno di un palazzo signorile.

Vi è mai capitato di uscire di casa senza ombrello, e venire sorpresi da un temporale?

A Milano, dato che prevedere pioggia nel pomeriggio è facile come prevedere lacrime in un matrimonio, l’ipotesi è tutt’altro che remota.

E se ci si rifugia nell’androne di un palazzo in compagnia di un interessante sconosciuto?

Non è che un pianerottolo spoglio offra poi così tanti spunti di conversazione: a meno di non essere invitati per una passeggiata su per le scale, o sfidati ad indovinare quali storie si nascondono dietro ai nomi sulle targhette dei campanelli.

Un’uscita bizzarra, ma tutto sommato una valida alternativa al solito apericena con olive verdi. È quello che capita a Tessa, trent’anni, protagonista del romanzo Sei dove batte il cuore di Simona Giorgino, autrice che ha appena effettuato il passaggio dal web alla carta stampata per Newton Compton.

Tessa è la terrona fuori sede della situazione, leccese adottata (sì e no) da Milano e dalla sua bela Madunina, arrivata nella capitale dei nebbioni con una laurea in lingue orientali e una convalescenza da rottura amorosa.

Galeotto fu l’ombrello mancante, dunque, che le permette di incontrare in un giorno di pioggia Andrea e Giuliano… no. Volevo dire Brando. Brando il commercialista.

Affascinante e con la battuta pronta, tra lui e Tessa scatta subito qualcosa. Peccato che il bel Brando si volatilizzi alla fine del temporale. Ma a quanto pare Tessa è la reincarnazione del concetto di “periodi di magra e periodi di abbondanza”, perché sul suo cammino gli uomini spuntano come i funghi (dopo un temporale, appunto).

Il primo è Leo, ragazzo pugliese dal passato pesante, ospite della comunità di accoglienza presso cui è impiegata Tessa in quanto specializzata in lingua araba. Leo ha trent’anni, nonostante molti suoi comportamenti facciano pensare ad un ragazzo disagiato molto più giovane, e viene presentato come “scontroso e maleducato”… anche se la sua maleducazione da ruvido ragazzo di strada si riduce ad una iniziale risposta brusca, dopodiché si rivela un giovanotto piuttosto cortese e disponibile.

Poi c’è l’agente immobiliare appassionato di opere d’arte, che si occupa del trasloco di Tessa in modo via via più confidenziale.

Tessa però continua a pensare al suo incontro fugace col nome improbabile, che ha la capacità di apparire nei momenti più assurdi. Più che di coincidenza viene da pensare alle cimici nel telefono. E a proposito di telefono … benedetta ragazza, ma perché invece di aspettare che questo tizio ti cada tra le braccia sua sponte, e pensare subito di averlo perduto per sempre, non fai una ricerchina su Internet? Sai che fa il commercialista, e con un nome come il suo non credo sia impossibile trovarlo!

Ma Tessa è un’inguaribile romantica sognatrice, perseguitata dalle coincidenze. E diciamola tutta, le si vuole bene proprio per questo. E per la sua divertentissima amica Vanessa, pedinatrice seriale e milanesissima D.O.C. Tra un trasloco, un inseguimento e un viaggio in Puglia alla ricerca di un perdono possibile, la nuova stagione cui Tessa si affaccia promette parecchi fuochi d’artificio.

Ad alto tasso di zucchero, e con un dolce retrogusto di vaniglia, questo romanzo è perfetto per l’ombrellone, da portare in vacanza… sperando, magari, in un temporale/Cupido.

A tu per tu con l’editore – Le Mezzelane

Il nome Mezzelane, si legge sul sito della case editrice, è un omaggio al territorio che ha visto nascere questa azienda della cultura: Santa Maria Nuova, un paese collinare in provincia di Ancona in cui, nel ‘700, si realizzò una particolare produzione di tessuti, un misto di lana e tessuti più ruvidi, le cosiddette mezzelane appunto, che, in seguito ricevette anche il marchio di qualità del governo pontificio.

Rita Angelelli è la fondatrice e la direttrice editoriale di questa ambiziosa azienda ed è una donna creativa di cui apprezzo la dinamicità e il coraggio imprenditoriale, e non solo.

Ciao Rita, grazie per la tua disponibilità. Tu conosci il mercato dell’editoria in maniera completa giacché lo vivi nel duplice ruolo di autrice ed editrice, insomma, sei una professionista vera. Puoi svelarci quali sono gli obiettivi che ha raggiunto la tua casa editrice e qual è il sogno più ambizioso a cui stai lavorando insieme al tuo team?

Ciao Simona e grazie per l’opportunità. Siamo nati in giugno 2016 e abbiamo pubblicato il nostro primo libro nel mese di luglio: un manuale di scrittura molto divertente scritto da me e dalla nostra capo editor Maria Grazia Beltrami. Una sorta di prova generale di quello che sarebbe accaduto subito dopo, quando il sipario del palcoscenico si sarebbe aperto e rivelato a tutti come lo avevamo pensato: una Casa Editrice dinamica, moderna, motivata. Da allora abbiamo pubblicato 85 autori e siamo in procinto di partecipare alla nostra prima “vera” fiera dell’editoria: Tempo di libri di Milano. Saremo lì con uno stand e tre appuntamenti pubblici. Sul palcoscenico si avvicenderanno diversi nostri autori e l’otto marzo abbiamo un’importante presentazione sulla violenza di genere. Questo delle fiere è uno dei tanti obiettivi che volevo raggiungere e quasi non mi sembra vero. Tutta l’attività editoriale è un continuo sognare, desiderare, e realizzare, ma il sogno mio più grande sarebbe quello di vedere uno dei nostri autori vincere un premio letterario che conta. Nel frattempo… stiamo lavorando a una nuova collana, che presenteremo i primi di marzo, della quale siamo orgogliosissimi.

Le Mezzelane è una vera casa editrice non a pagamento: quali caratteristiche deve avere un manoscritto per essere scelto e pubblicato con voi?

La storia deve essere originale, di banalità ne è pieno anche il mondo reale. Il manoscritto deve essere abbastanza corretto nella forma, senza buchi narrativi, con personaggi ben delineati e ambientazioni ben descritte. Per la poesia cerchiamo raccolte che abbiano un filo conduttore, un argomento, o più di uno, ma che sia ben esposto; non è importante la metrica, ma il suono dei versi, che deve essere una sorta di melodia che accompagna il lettore pagina dopo pagina.

Quanto peso ha l’autore nella scelta del manoscritto?

Chiediamo sempre che il manoscritto sia accompagnato da una biografia e da una sinossi. La mail ci indica già la persona con la quale verremo in contatto, ed è importante che ci sia qualcosa che ci incuriosisca, qualcosa che ci indichi il vero interesse a pubblicare con noi, che ci sia un pizzico della personalità dell’autore. Senza queste cose sarebbe solo un contatto sterile: io ti mando – tu mi pubblichi. A noi serve altro. Vogliamo autori motivati, che credano nel loro lavoro e nel nostro, che siano attivi. Gente che sta bene in mezzo al pubblico, che ha voglia di farsi conoscere per quello che scrive e sente. Noi investiamo tutto su chi scegliamo, e lo facciamo perché ci piace il nostro lavoro e ci piace farlo al meglio.

Com’è nata l’idea della nuova collana Live & Love?

Mi piacciono le storie d’amore e sono cresciuta a “pane & Liala”. Leggo tutt’ora tantissimi romance/rosa e difendo a spada tratta il genere, troppo spesso commentato con leggerezza. Per me è letteratura. Leggere il romanzo rosa, quando è scritto bene, significa prendersi un momento di relax e fare ritorno a quel romanticismo che molte volte manca nella vita di tutti noi, troppo presi dalla frenesia degli impegni personali e dei figli, dalla famiglia, dal lavoro; a volte si ha bisogno di sognare, di evadere da una realtà che ci sta troppo stretta per poi farci ritorno con più leggerezza. Le autrici di di Live & Love ci hanno dato fiducia, hanno condiviso con noi le loro storie, e noi speriamo che l’intera collana abbia il successo che meriti ed entri nelle case degli italiani (e non solo).

Nell’augurare a Rita Angelelli la realizzazione di ogni suo meritato sogno, la ringrazio per la sua generosa disponibilità e la saluto a nome di tutta la redazione e di tutti i lettori di Pink Magazine Italia. Arrivederci a presto.

Che cos’è un Chick lit?

Sono anni, ormai, che sentiamo parlare del genere chick lit e tutti, sentendo questo termine la prima volta, restano perplessi, insicuri su cosa sia, con idee che spaziano da una App per lo smartphone a un nuovo metodo per cucinare il pesce.

Ma se dico Anna Premoli e Felicia Kingsley? E se nominassi Sophie Kinsella? Ecco che la lampadina si accende subito e il nome chick lit non sembra più così strano.

Il chick lit è un genere letterario che ha iniziato a farsi spazio, all’interno della letteratura contemporanea, negli anni Novanta, in quegli anni in cui le donne hanno iniziato a prendere coscienza del proprio valore e potenziale all’interno della società contemporanea. È a loro che si rivolge questo genere – non che sia vietato agli uomini, ci mancherebbe -, a quelle giovani, brillanti donne che iniziano a farsi spazio all’interno della società moderna, che vogliono tutto senza rinunciare a nulla, dal lavoro dei sogni all’amore del per sempre.

Nonostante sia impossibile non notare alcuni elementi in comune con il tradizionale romanzo rosa, i romanzi chick lit sono un di più rispetto alla dolce e tenera ragazza in attesa che il principe azzurro accorra a salvarla – dicendo addio al femminismo!

Sono romanzi umoristici e post-femministi nella loro rappresentazione della vita e dei rapporti sentimentali, dove non è più necessario sottolineare che sì, una donna non ha più bisogno di un uomo per sentirsi appagata nella vita, che un uomo non è altro che un ‘più’ a contorno di se stesse. Le protagoniste, come le loro lettrici, sono, di norma, donne di età compresa tra i venti e quarant’anni, profondamente dinamiche e alla moda, immerse in grandi città come Londra o New York e che lavorano in settori importanti come l’editoria, la finanza e la moda. Ma la particolarità del nuovo genere contemporaneo femminile è lo stile della narrazione, perfetto per l’argomento: profondamente irriverente e incalzante, come la vita delle stesse protagonista, sugli argomenti sentimentali e, soprattutto, sessuali, quasi come a sottolineare, alla massima potenza, la libertà della donna. Le ragazze vengono spogliate prima dagli stereotipi delle casalinghe dedite solo alla famiglia, il cui unico intento è la felicità del proprio partner e dei figli, e poi dall’ultimo, imperioso tabù, ancora troppo radicato nel buon costume: alle donne piace il sesso, fosse anche per una notte soltanto.

E così sono le protagoniste di Anna Premoli e di Felicia Kingsley, forti e indipendenti, donne che all’amore credono poco, che si dedicano alla loro vita, al loro successo professionale. Donne alle quali, per puro caso, un giorno l’amore bussa alla porta, cogliendole del tutto impreparate e diffidenti, incerte se rinunciare a quella sudata indipendenza, e comprendendo che l’amore e la realizzazione personale, nella nostra epoca, non devono essere per forza in contrapposizione, che l’avere l’uno non neghi, di conseguenza, l’altro.

In fondo, le protagoniste dei romanzi non sono così distanti da noi donne reali. Da noi, cresciute con la copia, ormai sgualcita e rovinata, di Orgoglio e Pregiudizio sempre in borsa. Da noi, cresciute seguendo Carrie in giro per New York insieme a Samantha, Miranda e Charlotte, tra le avventura di una notte, i successi professionali e i grandi amori di Sex and the City. Da noi, cresciute guardando Bridget Jones, l’eterna pasticciona in cui tutte, almeno una volta nella vita, ci siamo identificate.

Il genere letterario chick lit non si limita ad essere una raccolta di libri che, chi più chi meno, centrano l’argomento: il chick lit siamo noi, ragazze che ancora non sanno cosa vogliono dalla vita, donne che non vogliono più accettare compromessi maschili. Siamo noi, a volte troppo disilluse per sperare ancora, che ci lanciamo nella carriera e nel bello perché sì, la vita non si limita ad un uomo. Siamo noi, donne d’ogni età, che ancora non smettiamo di credere nell’amore, che un giorno arriverà l’uomo giusto, magari con qualche macchia e un paio di cicatrici, e che del Principe Azzurro non sappiamo più cosa farcene.

La piccola libreria di Venezia

Dopo le emozioni destate con La Collezionista di libri proibiti non era semplice tornare ad affascinare e a emozionare il lettore con un’altra storia.

La piccola libreria di Venezia è tutto questo e molto altro in più. Cinzia Giorgio ha creato il posto che tutti noi lettori sogniamo, il nostro paradiso dei libri.

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L’amore per gli oggetti antichi che aveva unito le vite di Olimpia e Davide viene raccolto in eredità secondo una linea di successione abbastanza trasversale da Margherita, la figlia di lui, che apre con l’aiuto di Olimpia, una piccola libreria proprio a Venezia.

Se Margherita riesce a realizzare il suo sogno librario, non ha altrettanto coraggio per affrontare i suoi sentimenti e le paure del passato.

L’amore è un dio capriccioso, incostante e non ti lascia il tempo di riflettere: una persona che fino a pochi minuti prima non sapevi nemmeno che fosse al mondo, all’improvviso diventa il tuo mondo. (cap. 12).

Una rete reale di amicizie, affetti vecchi e nuovi sapranno essere il suo sostegno e indicarle la direzione giusta da prendere che non è mai quella della ragione, ma del cuore. Il passato, in forma di esperienza umana o nelle sembianze di un oggetto antico e nello specifico di un libro, può essere d’aiuto a decodificare il presente.

Ecco allora che Cinzia Giorgio si inventa per Margherita, alla quale regala la sua passione per i libri, un ruolo molto particolare: lei è la dottoressa dei libri, cioè colei che sa consigliare ai suoi clienti il romanzo giusto, in base non solo alla tipologia di lettore, ma anche all’umore e al momento particolare che sta attraversando quella persona.

Un classico è come un buon amico (cap. 17).

Le magnifiche coordinate geografiche di questo libro che Cinzia Giorgio ha scelto sono tre splendide città d’arte come Venezia, Firenze e Parigi. Mettere a frutto le sue competenze di storica dell’arte e la sua passione per i libri e la scrittura dev’esserle sembrato così naturale che il risultato è un inno alla lettura.

Chi non vorrebbe una libreria specializzata in classici (con tanto di sala interna adibita a cioccolateria)? Sarebbe il sogno di moltissime lettrici come me. Margherita ne fa la sua professione e sceglie prima di tutto i classici come suoi compagni di vita. Riesce a trasmettere questo suo amore anche a noi attraverso il testo che è disseminato di citazioni e di richiami, scegliendo quello che si adatta di più alla situazione del momento per tematiche o messaggio.

Leggere un classico è confortante (cap. 17)

Una scrittura piacevole, scorrevole, mai pesante, mai ridondante, scevra da fronzoli, eppure così estremamente significativa, mirata, che parla direttamente al cuore di ognuno.

Una storia d’amore, di libri, che conquista e fa sentire a casa. Deliziare con i riferimenti a Jane Austen e ai suoi romanzi era giocoforza facile, vista la nota predilezione per l’autrice inglese, ma anche quelli agli altri classici sono risultati interessanti ed efficaci. Tra gli altri, mi è sembrato di cogliere un indiretto e appassionato omaggio al finale di Piccole donne. Le frasi celebri che aprono ciascun capitolo e che contengono consigli o massime di vita sono state la caccia al tesoro che ha accompagnato il percorso di lettura di questo romanzo.

La parte più bella di tutta la letteratura è scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che tu non sei solo o isolato. Tu appartieni. Francis Scott Fitzgerald. (Cap. 6)

E se le vicende di Margherita ci hanno tenute sveglie, incollate alle pagine che si susseguivano in trepidante attesa del finale, non è ancora giunto il momento di riporre questo libro che riserva un’ennesima sorpresa diventando un prontuario di consigli letterari “quando, se, per…” ogni circostanza. Jane Austen è quindi perfetta per le questioni di cuore, Emily Bronte è la più indicata quando la passione acceca, per gli ipocondriaci è consigliabile Francis Hodgson Burnett e per distinguere tra sesso e amore basta rileggersi Le relazioni pericolose di de Laclos.

Margherita diventa allora la nostra libraia ideale, l’amica a cui ci siamo affezionate, la dottoressa dai cui consigli ci lasciamo curare e ci coccola con una tazza di cioccolata francese di Leonie.

In realtà, sapeva che spesso si commette l’errore di giustapporre la personalità di un personaggio a quella del suo creatore. Aveva letto da qualche parte che il coraggio di conoscere se stessi è un coraggio raro e che sono molti quelli che preferiscono incontrare il loro acerrimo nemico in campo aperto, piuttosto che il proprio cuore nell’armadio. Niente di più vero. (cap. 15).

Cinzia Giorgio, la nostra Margherita sei tu.

Domani tutti in libreria!