Cosa resterà di questi miei anni ’80

Immagine correlata

Erano gli anni ’80, per essere precisi quegli anni tra il 1985 e il 1988.

Abitavo ancora in un piccolo quartiere di Genova, era come un paese a sé, un piccolo mondo che racchiudeva un asilo, una scuola elementare, i giardinetti pubblici, la chiesa e, passando per una strada secondaria, si arrivava al campetto.

C’erano i negozi, tra cui la latteria dove andavo sempre a comprare la merenda da portare ai giardinetti.

Ricordo che, una volta uscita dal portone della palazzina in cui abitavo, correvo giù. C’erano ancora tante scale esterne da fare e, proprio di fronte, dall’altra parte della strada, c’era l’edicola.

Aspettavo quel giorno della settimana in particolare, forse era un mercoledì, tiravo fuori  le monete dal mio borsellino di Poochie che ovviamente avevo in coordinato all’astuccio, al diario, ai quaderni e alla cartella rigida, compravo il nuovo numero del giornalino di Cristina D’Avena: al suo interno a volte trovavi qualche gadget, delle novità sulle sigle dei cartoni. Era davvero un appuntamento immancabile. Continua a leggere

Ricordando Michele Bruno

Michele Bruno

Un ricordo personale di un grande artista

Nasce a volte in noi l’esigenza di condividere uno stato d’animo, una passione o un dolore. Questo è un mio ricordo personale di un artista di talento, generoso e buono: Michele Bruno.

Un ricordo che attraversa il tempo e mi riporta a scene della mia infanzia a Venosa, in cui raramente nei momenti felici Michele e la sua famiglia non ci fossero. Sono cresciuta con Tonia e Giovanni, i suoi figli. Quando noi bambini andavamo nel suo atelier, Michele ci accoglieva sempre con gioia, anche se interrompevamo il suo lavoro. Tonia era la mia migliore amica e Maria, la moglie di Michele, la considero da sempre una donna dolce come poche, che ha sempre un sorriso per tutti. Continua a leggere