Il corriere suona sempre due volte… e poi scappa

postmanSe il postino suona sempre due volte, il corriere, no, suona e scappa. Forse il tuo aspetto non è dei migliori? È lunedì e sono solo le nove del mattino, hai dimenticato di darti la matita in fretta e furia? No! Semplicemente, il corriere non aspetta. Scappa e lascia il malloppo che, solitamente, se sei da sola in ufficio, corrisponde a circa una ventina di scatole di circa diciotto copie ciascuna. Per non farsi mancare nulla…eh sì, perché il simpatico ragazzo in divisa (il colore sceglietelo voi tanto sono tutti uguali) è di corsa, ha lasciato il furgoncino in doppia fila, ha cinquantasette consegne da finalizzare in un’ora e quasi quasi ti impietosisci anche. E così, pensando ai tuoi piccoli muscoli ti fai forza e ti senti quasi fortunata a fare del movimento. Ma sapete perché? Perché poi arriva la parte più bella, quando prendi le forbici e tiri via lo scotch che chiude una delle venti scatole (si scoprì che le scatole erano ventuno, va beh) e prendi in mano la prima copia del libro che ti ha tormentato per settimane, per il quale hai trattato male editor, grafico, tipografo e mancava solo il corriere! Lo tieni in mano, lo apri, lo annusi, controlli che non manchi nulla e che sia tutto al suo posto. Ed è lì che si trova, tronfio e fiero di essere sopravvissuto, il piccolo refuso di emme!

Lara Palummo

 

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Il refuso segreto del correttore di bozze

correttore-bozzeChe i libri siano i vostri compagni di comodino o il regalo temuto di ogni Natale, da riciclare alla prima occasione, saprete certamente cosa è una bozza. Certo che sì, quel prototipo, digitale o cartaceo, di libro. L’embrione di quel rettangolo tridimensionale, o file da dare in pasto a un ereader, che si acquista in libreria, sugli store on line e non solo. La bozza, che può raggiungere un numero imprecisato di versioni, oltre che evoluzioni degne di uno sceneggiatore, è il primo pensiero del mattino e l’ultimo prima di andare a letto… del correttore di bozze? Sbagliato! Del suo autore, di chi ha concepito l’insieme di pensieri che compone il testo, nella migliore delle ipotesi rivisto dalla mamma in pensione o dall’amica aspirante editor. L’assegnazione di un libro a un determinato correttore di bozze, che nelle piccole case editrici fa spesso anche da editor (e psicologo), è un momento delicato. Tu, caporedattore, potresti rimpiangere quel momento tutte le volte che l’autore tornerà alla carica con modifiche infinite sulla base di presunte ed errate correzioni. Scriverà mail minatorie, chiamerà a ora di pranzo o quando stai per andare a casa per lasciarti alle spalle una giornata nel tuo centro ascolto, pardon, casa editrice! E sarà sempre più agitato perché tu… caporedattore sull’orlo d’una crisi da refuso, hai sbagliato redattore. Non è quello giusto per il tuo autore/titolo. E ormai è troppo tardi per rimediare. Spezziamo però una lancia (o penna rossa) a favore degli autori ansiosi…sono troppo divertenti e certamente ti mancheranno quando ne verranno degli altri, più petulanti, e sarà sempre peggio!

Lara Palummo