Emma, una ragazza con un dono speciale

Questa è una di quelle interviste che ti entrano sottopelle e per un bel po’ senti la loro presenza. Emma Orlando è una ragazzina di 13 anni, bella e spensierata come sanno esserlo solo le ragazze della sua età. Emma è affetta da autismo, ma se hai a fianco una famiglia con la F maiuscola che sa supportarti, stimolarti e pensare a te anche quando il mondo va a dormire, allora nulla potrà impedirti di arrivare dove vuoi. Questo è ciò che è accaduto a lei: giovane pittrice in erba che nel mescolare colori, provare nuove tecniche ha trovato forse la sua reale dimensione.

 

Arrivo a casa Orlando che è quasi ora di cena, ci sono tutti, papà Valerio, mamma Simona, i figli Alice, Emma e Diego. Mi fanno accomodare in salotto, dove già scorgo diverse tele accatastate le une alle altre, ma non rilevo confusione, ogni cosa ha un suo posto logico e il caos non regna sovrano. Immediatamente, oltre a mamma e papà, che fanno gli onori di casa scortandomi verso il tavolo, si palesano i ragazzi che diligentemente si posizionano sul divano, Emma sta nel mezzo. Non una mosca volerà durante l’intervista, nessuno dei tre si alzerà per tutto il tempo che io sarò lì; mentre papà e mamma racconteranno di Emma, ma anche di loro, perché famiglia è questo: fare quadrato e aiutarsi l’uno l’altro sempre.

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Non è colpa mia!

Non è colpa mia

Voci di uomini che hanno ucciso le donne.

Di Lucia Magionami e Vanna Ugolini

Morlacchi editore 

Una giornalista e una psicologa- psicoterapeuta uniscono le loro competenze per capire cosa passa nella mente e nel cuore degli uomini che hanno ucciso le loro donne, per tentare di riconnettere esperienze di femminicidi alla realtà dei fatti ma, anche, al contesto culturale e al percorso psicologico che porta uomini normali a diventare assassini e a non assumersene, però, nel profondo, la responsabilità.  Continua a leggere

Dimenticate dalla storia: le ragazze fantasma

Mettiti seduta, ti racconto una storia.

È una storia dell’orrore, anche se non è Halloween.

È una storia dimenticata, come la maggior parte delle storie vere.

Ti parlo di Amelia Maggia, detta Mollie, che morì il 12 settembre del 1922, negli USA.

Una strana malattia aveva iniziato a divorarle il corpo. Iniziò tutto dai denti, che le tolsero uno a uno, a causa dei continui ascessi.

In seguito le si sviluppò una forte infezione che contagiò le gengive con gravi ulcere, fino al punto che nel giro di poche settimane perse l’uso della mandibola.

Accusava dolori lancinanti alle ossa e quando le si ruppe l’anca non poté più camminare.

Poco più tardi, l’infezione alla bocca le era scesa fino in gola e, quando le prese la giugulare, Mollie morì per una emorragia inarrestabile.

Sul certificato di morte il medico scrisse: sifilide.

Mollie fu la prima di una lunga serie di donne che morirono in strane circostanze: a decine perirono in giovane età per problemi di salute gravissimi, con sintomi differenti e senza nessun legame all’apparenza.

Nessun legame a parte uno: il lavoro. Continua a leggere

Instapoets – La poesia al tempo di Internet

Nella frenesia moderna la poesia non attira moltissime persone soprattutto su carta stampata.

Così, con lo slogan:

Se il lettore non va dalla Poesia, la Poesia andrà dal lettore!

ecco che questa si reinventa invadendo quelli che oggi sono i maggiori social network, miriferisco agli ormai apprezzatissimi Instapoets.

I loro versi sono brevi, leggeri ed essenziali che colpiscono anche il lettore distratto o più svogliato, permettendo anche a lui di assaporare il gusto della poesia.

Accumulando followers e like hanno attirato l’attenzione di grandi editori che fanno a gara per una loro pubblicazione.

Fra le più famose, apprezzate e assolutamente PINK Instapoets c’è RUPI KAUR.

Giovane Poetessa 2.0 ed illustratrice di origini indiane, sposa e porta avanti senza indugi la sua battaglia femminista a colpi di versi.

Famosissima è la sua “foto scandalo” del 2015 che la ritrae di spalle con il pigiama sporco di sangue mestruale e che Instagram ha più volte censurato e lei caparbiamente tutte le volte ripubblicato.

Questo avvenimento è stato una cassa di risonanza enorme, tanto da far schizzare le vendite della sua prima raccolta autopubblicata “Milk and Honey” alle stelle divenendo un best seller 2016.

Quindi, anche se tante volte criticati, stavolta i social hanno dato un nuovo slancio alla poesia che come sempre è il manifesto migliore e relistico dei nostri tempi.

Francesca Ferrari

 

 

 

 

Calza le mie scarpe al Keiros

La prima della pièce Calza le mie scarpe è andata in scena ieri 9 giugno 2017 alle 21 al Teatro Keiros di Roma in via Padova 38/A. Uno spettacolo teatrale nato da una conversazione tra l’attrice Giovanna Barbero e la ricercatrice Miriam Polli, interpretato dalla stessa Giovanna Barbero, accompagnata dal musicista Francesco Santalucia, per la regia di Roberto Baldassari.

L’atto unico, intenso e coinvolgente, racconta attraverso il corpo, le sensazioni e le parole di Giovanna una breve storia del teatro attraverso l’alternarsi delle voci di cinque personaggi femminili: dalle potenti figure del teatro greco alla storia della danzatrice-mimo, protagonista dell’infamante ars ludicra del teatro latino; fino a giungere all’anno Mille in cui è una religiosa a parlare del suo amore per Cristo che trasmette attraverso il testo drammaturgico. Ci troviamo poi dinnanzi a una vivace interprete della commedia dell’arte e infine ascoltiamo le parole di un’attrice del XIX secolo, che ci racconta del suo modo di recitare, ritenuto da alcuni studiosi dell’epoca l’espressione manifesta di una nevrosi, in particolare dell’isteria. A fare da contorno e a dar voce a tutte queste donne, c’è lei, un’attrice dei nostri giorni, che non riesce più a vivere la sua vita reale poiché fagocitata dai suoi personaggi.

Quella di Giovanna Barbero è una recitazione intensa, che cattura lo spettatore fin dal suo ingresso sul palco, vestita di una tunica semplice che incarna la purezza delle donne. Assistere alle sue trasformazioni man mano che la storia si dipana davanti a noi è come venire trascinati nel vortice della storia globale e personale di un’attrice per parla a nome di tutte e per tutte le donne.

Molto suggestiva la cornice dell’intimo e delizioso Teatro Keiros, che fa da sfondo perfetto a questa pièce carica di suggestioni.

Info e/o prenotazioni: calzalemiescarpe.spettacolo@gmail.com

tel. 06 44 23 80 26

teatrokeiros@gmail.com

Fiori di Zucca – Spettacolo di Teatro e Danza – Ability

fiori-locandinaAlla fine di ogni incontro del DanceAbility TheatreLab sentivo il bisogno di scrivere sul mio diario di bordo frasi e parole che erano emerse durante il lavoro in sala e da queste subito nascevano nei miei pensieri immagini e disegni che scatenavano in me il desiderio di realizzare, cosi un giorno ho raccolto il tutto in un insieme e ciò che mi sono ritrovata davanti era uno spettacolo nel vero senso della parola.

Questo progetto, ho pensato, può essere una possibilità, perché l’Arte ama è da libertà. Preferisco parlare di progetto più che di spettacolo preferisco parlare di gruppo più che di compagnia, FIORI DI ZUCCA è un viaggio itinerante sbocciato già in due differenti versioni, e ancora diverso potrà divenire, proprio per la sua capacità di trasformarsi e adattarsi ai corpi che lo portano in scena.

Il pensiero da cui nasce la sua scrittura, la sua danza e la sua musica è l’integrazione tra relazione spazio tempo e designe cioè i principi base della DanceAbility nonché dell’Arte.

Il 21 gennaio, presso il Centrale Preneste Teatro, otto performer dalle diverse abilità si sono esimiti in una storia inedita di e con Giovanna Barbero che ne ha curato parole e danze il tutto accompagnato dal musicista Vito Caporale.

“Ciò che abbiamo provato a regale è la verità così com’è senza paura di usare parole per i più indicibili, senza nasconderci dietro ipocrisie ma mostrando con leggerezza e ironia quante le occasioni che ci possono essere se solo modifichiamo i punti di vista e di ascolto andando oltre a quel limite che spesso sentiamo come ostacolo che può diventare invece fonte di ricchezza e bellezza per la comunità, riuscire a lasciare lo sguardo degli occhi per accogliere quello del cuore.”

Una storia cornice di un padre a cui nasce un figlio con una disabilità, la sua paura e la solitudine sociale lo porta a disperarsi pensando ai gesti peggiori.

danceability-2È nel gioco, nel gioco della vita, che troverà gli strumenti per poter essere un buon padre. Dislessia, esclusione dal gruppo, ostacoli pratici per la propria indipendenza, indifferenza e isolamento, pericoli improvvisi che travolgono il vissuto di chiunque. Storie vere raccontate con ironia, corpi danzanti che si uniscono senza distinzione e realtà amare soffiate tra sorrisi che possono stupire appaiono, come in un sogno, a questo padre che rifiuta di vedere i diversi colori e le infinite sfumature. Ma alla fine accade qualcosa a cui il vero sguardo del suo cuore non potrà sottrarsi.

Un pubblico attento, in sintonia con ciò che accadeva in scena, ridendo alle battute, battendo le mani per sostenere momenti ritmati e dagli occhi lucidi che spesso non potevano trattenere le lacrime. Una forte energia riempiva il teatro dai corpi in scena ai corpi in ascolto.

“Sì, il feedback del pubblico è stato forte e inaspettato, gli applausi e le belle parole fanno piacere, ma quando queste sono piene di curiosità ed emozione è una bella soddisfazione e regala tanta forza. Tutto questo è accaduto perché il gruppo che mi ha circondata e che ha creduto in me, da chi era in scena a chi dietro le quinte, è un gruppo di bravi Artisti e Professionisti ma soprattutto di Belle Persone. Insomma siamo degli ottimi di Fiori di Zucca, quei fiori che hanno una peluria che allontana e infastidisce ma quando si schiudono sono un giallo caldo e si protendono chiedendo di essere colti; quei fiori che parrebbe strano vedere in un vaso per farsi ammirare eppure senza alcun timore pronti a sconvolgere facendo qualcosa che nessuno si aspetterebbe, come farsi friggere e mangiare! Noi siamo i Fiori di Zucca i Fiori non Fiori.”

danceabilityIl pubblico ha lasciato il teatro cantando alcune parole di una delle canzoni dello spettacolo che recitano così : “Togli la tua d’attore e guarda a te stesso con amore il viso strucca sei un fiore di zucca!”. Il progetto prosegue e nuove idee continuano a crearsi, grazie a tutte le persone che incontro durante i workshop, gli stage e il laboratorio.

Giovanna Barbero

www.giovannabarbero.com

www.facebook.com/giovannabarberoLAB

 

applausi-fiori

Un anno di DanceAbility

danceabilityIl 3 ottobre 2015 con una street parade performance in Galleria Sordi-Roma portavo a compimento un percorso di formazione con il maestro Alito Alessi certificandomi come insegnante di DanceAbility e entrando a far parte dell’Associazione DanceAbility International.

La DanceAbility è una disciplina la cui filosofia è che tutte le persone possono danzare e non vi è un modello estetico predefinito.

Il 19 dicembre 2015 unendo il mio percorso teatrale come attrice, performer e conduttrice di laboratori di teatro integrato a quello della danza ho inaugurato il mio progetto di DANCEABILITY THEATRELAB.

Uno spazio in cui il linguaggio della DanceAbility e quello del teatro offrono alla persona di potersi esprimere facendo nuove e diverse esperienze delle proprie abilità andando oltre i confini dell’abitudine e permettendo al proprio corpo qualsiasi esso sia di raccontarsi disegnando lo spazio, scandendo il ritmo per poter danzare con se stesso e con l’altro in un’interazione spontanea durante il lavoro insieme e in ascolto della sensazione.

Un laboratorio per bambini ragazzi e adulti visto come uno spazio aperto di conoscenza, partecipazione e incontro; il cui obbiettivo è fornire strumenti e opportunità stimolando la curiosità e l’apertura all’ascolto per espandere il proprio potenziale di espressione ed accrescere una maggiore consapevolezza.

La tecnica dell’improvvisazione teatrale ben si sposa con la danceability che parte dall’improvvisazione; tale tecnica è adatta a gruppi con diverse abilità poiché la sua flessibilità permette di non isolare nessuno.

Quando si improvvisa ci si relaziona con la memoria del passato e l’immaginazione del futuro dando vita ad una composizione di forme e suoni, gesti ed emozioni nel linguaggio del corpo.

giovannaDurante questo anno il DanceAbility TheatreLAB è diventato un appuntamento fisso settimanale; appuntamento spot con workshop quali “DanceAbility e Contact Improvvisation”.

Dal lavoro in sala abbiamo realizzato con un successo teatrale lo spettacolo FIORI DI ZUCCA di cui a gennaio 2017 vi sarà una nuova arricchita messa in scena; creato coreografie e performance ospiti di eventi sociali come “Il gran galà dello sport” per Caris Zero Indifferenza; “Sport e Disabilità” per Vivere da Sportivi Scuola di Fair Play ; “Famiglie solidALI” per “Una città per tutti Ass”.

Tante le persone da ringraziare per questo anno, da chi ha creduto in me dandomi l’opportunità di guidarli in percorsi di conoscenza e scoperta a mia volta condotta dalle loro anime a chi ha permesso di portare le creazioni alla vista di tutti.

Il progetto continua pieno di coraggio e ricco di nuove idee.

La DanceAbility e il teatro sono modelli pratici di inclusione sociale!

Giovanna Barbero

danceab

Per informazioni e curiosità :

www.barberogiovanna.com

www.facebook.com/giovannabarberoLAB

Giochi di mano: dalla parola alla china

giochiQuando si parla di violenza sulle donne, spesso si punta l’attenzione su immagini forti che sappiano scuotere le coscienze dall’interno. Pugni allo stomaco. Non sempre però è la forma di comunicazione più efficace.
Manuela Lunati scrittrice del romanzo edito RaiEri “Giochi di mano” ha sperimentato, grazie alla bravura dell’illustratrice Isabella Manfrini, la forza delle vignette per dare nuova forma al suo messaggio.

Una storia d’amore nata in Bosnia durante l’ultima guerra civile. Lui croato, forte e dispersivo, lei italiana, schiva, costruttiva, assistente volontaria nei giorni dell’assedio. S’incontrano, lei conosce l’amore per la prima volta, si sposano in Italia e lei cerca con generosità di avvolgerlo nel calore della sua famiglia d’origine. Durante il loro viaggio di nozze, in una Bosnia ancora sconvolta dalla guerra, dove la violenza è penetrata ormai fino al midollo delle persone, per la prima volta emerge la prepotenza del giovane marito. Comincia così una storia di sopraffazione. Lei rischia di disintegrarsi, affoga in presunte colpe, giunge alla difficile consapevolezza della distruttività del loro rapporto e finalmente al riscatto, ritrovando la stima di sé. “Disintossicarsi” dalla violenza significherà rischiare una nuova relazione, un nuovo matrimonio, un figlio e riuscire ancora a credere ad una quotidianità senza incubi.

giochi-di-manoIn un tour di mostre e presentazioni, tra le tappe, dal 17 al 23 Dicembre, anche il Comune di Porto San Giorgio, potete leggere tutte le informazioni sulla locandina.

La violenza sulle donne raccontata e illustrata dalle donne!

#PinkRibbons

Isabella

Lo straordinario viaggio di Nujeen

nujeenCiao booklovers,
Esce oggi un progetto editoriale da non perdere grazie a HarperCollins Italia in collaborazione con Unicef.

Lo straordinario viaggio di Nujeen. Dalla Siria alla Germania in sedia a rotelle per fuggire dalla guerra, la biografia dell’adolescente siriana Nujeen Mustafa, scritta a quattro mani con Christina Lamb, corrispondente di guerra britannica e già co-autrice del bestseller Io sono Malala.

“È impossibile non rimanere scossi dalla vicenda di Nujeen, una storia di grande impatto emotivo e di estrema attualità. Eppure basta guardare negli occhi questa ragazza, sentire le sue parole per comprendere che c’è ancora un futuro nel quale sperare. – ha commentato Paola Ronchi, Direttore Generale HarperCollins Italia – Nujeen Mustafa è soprattutto questo, un esempio di forza e determinazione, una voce spiazzante proprio perché, nonostante tutto, ha il coraggio di credere nel domani. Avere l’opportunità di poter raccontare al mondo la sua storia per noi è motivo di grande orgoglio.”

Pubblicata dal gruppo HarperCollins Publishers e tradotta in 9 lingue, la biografia avrà in Italia il sostegno di un partner d’eccezione, UNICEF, da sempre in prima linea per contribuire allo sviluppo della società, garantendo il rispetto dei diritti dei minori.

Istruzione, identità, disabilità, emergenza migranti, questi sono solo alcuni dei temi trattati in un libro che, a un mese esatto dalla pubblicazione italiana, fa già parlare di sé. Una storia raccontata con l’ingenuità e l’ottimismo di una ragazzina che non vuole rinunciare alla prospettiva di un futuro più luminoso.
Lo straordinario viaggio di Nujeen sarà inoltre presentato all’interno della cornice di Bookcity Milano 2016, in un evento che si terrà domenica 20 novembre, Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Ospiti d’eccezione dell’incontro saranno Christina Lamb, co-autrice della biografia, e i rappresentanti di Unicef.
“Ai bambini e agli adolescenti con disabilità devono essere offerte le stesse opportunità dei loro coetanei. Invece sono troppo spesso invisibili nelle politiche, nei dati e nelle società – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. In alcuni contesti di povertà, di guerra e di esclusione sociale non hanno neppure la possibilità di andare a scuola o di ricevere le stesse cure degli altri bambini, e hanno maggiori probabilità di essere soggetti ad abbandono e abuso, soprattutto le bambine – ha proseguito Guerrera. Ma i bambini sono prima di tutto bambini, sempre e ovunque. Coloro che hanno una qualsiasi forma di disabilità hanno gli stessi diritti e gli stessi sogni di tutti gli altri.”
La vicenda di Nujeen ha commosso tutto il mondo; Malala Yousafzai, autrice di Io sono Malala e Premio Nobel per la Pace, ha commentato così: “La storia di Nujeen, giovane donna straordinaria e profuga siriana, ricorda al mondo che i rifugiati, come tutti gli altri, sognano la pace, un’istruzione e una società migliore. Nujeen mi ha insegnato a sognare senza pormi dei limiti. È un’eroina. Tutti dovrebbero leggere la sua incredibile storia e trarne ispirazione.”

Eva non è sola!

eva

Ciao booklovers,
Oggi vi parliamo di un bellissimo progetto dedicato alla lotta alla violenza di genere.
Un’antologia che ha lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai centri antiviolenza.

Seguite la pagina facebook dedicata per tutti gli aggiornamenti

https://www.facebook.com/antologiacontrolaviolenzadigenere/

Lorena Marcelli, promotrice dell’iniziativa, ne spiega così i dettagli:

“Attraverso l’iniziativa di raccolta fondi, che ha una durata limitata nel tempo (si concluderà il 31 ottobre), abbiamo pensato di farvi diventare parte integrante e sostanziale del progetto “Eva non è sola”.

Non vi abbiamo chiesto soldi e basta. No! Ognuno di voi, per ogni 10 euro di donazione, riceverà una copia dell’antologia direttamente a casa.

In un’ottica di massima trasparenza e condivisione, alla fine di ottobre pubblicheremo i risultati della raccolta e il numero dei finanziatori. Se gli stessi ci daranno il permesso pubblicheremo anche i loro nomi.

Dopo il lancio ufficiale dell’antologia, che dovrebbe avvenire il 25 novembre, (in ebook l’antologia verrà pubblicata qualche giorno prima), trimestralmente vi daremo conto delle vendite e delle somme reinvestite nella ristampa dei volumi, oltre che delle somme che andremo a consegnare ai tre centri antiviolenza di cui, presto, vi parleremo.

Conoscerete i nostri autori fino alla fine di ottobre e, subito dopo, vi parleremo dei tre Centri e delle loro attività, delle associazioni che collaborano con noi e degli Enti Pubblici che concederanno il Patrocinio al progetto.

“Eva non è sola” siamo noi e siete voi e ogni nostro passo sarà sempre condiviso con tutti gli amici e le amiche di Eva.

La raccolta fondi si fa solo tramite produzionidalbasso.com perché ogni singola donazione, anche se fosse di un solo euro, deve essere tracciata e documentata.”

Isabella