Il labirinto degli spiriti

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi l’ultimo capitolo della Tetralogia di Zàfon. Ecco le sue impressioni.

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Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo “L’ombra del vento”, Carlos Ruiz Zafón torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. “Il labirinto degli Spiriti” è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di, raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

“Una storia che non ha un principio né una fine, ma soltanto porte d’ingresso”

Il labirinto degli spiriti, è il quarto tomo dell’opera conclusiva della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati. La storia è ambientata in una Barcellona di fine anni ’50. Pagina dopo pagina, ho assaporato ogni avvenimento, ogni personaggio; più leggevo e più scoprivo dettagli,  particolari importanti della storia, girovagando attraverso le strade tenebrose di Barcellona, stregata di libri.

“Ci sono libri che ci fanno perdere la nozione del tempo introducendoci in un mondo di parole che ci trattengono tutta la giornata o tutta la vita.”

L’autore attraverso un linguaggio magnetico ci (ri) conduce nelle vite , colme di segreti e ricordi, di vecchi personaggi: la famiglia Sempere, Bea, Fermin, che abbiamo imparato a conoscere e amare nei primi libri.
Daniel Sempere, non è più il ragazzo innocente che abbiamo incontrato nei libri precedenti, ma un uomo offuscato dall’odio e dalla vendetta per la prematura morte di sua madre Isabelle e attende di conoscere solo la verità. Ecco che, con una magistrale scrittura, l’autore ci conduce alla scoperta di avvenimenti che si avvicendano in maniera impressionante e aggressiva, regalando al lettore  particolari importanti della storia.

“Il racconto si assembla come una matrioska in cui ogni trama ogni personaggio conduce a un altro e questo, a sua volta, a un altro ancora e così via.”

Nonostante la mole del libro, Zafón non delude i suoi lettori, ancora una volta la magia della storia ci  affascina e ci trasporta in situazioni in cui la menzogna e l’illusione avvelenano gli uomini.

“Un libro non si finisce mai e che, con un po’ di fortuna, è lui ad abbandonarci per non farci passare il resto dell’eternità a riscriverlo.”

L’arte di essere fragili

Sminuire è molto più semplice che incentivare. Demolire è più facile che costruire. Dire a un ragazzo che non può farcela, be’, toglie dall’impiccio di doverlo aiutare durante il cammino per sviluppare quello che veramente può diventare.

Le immagini degli artisti, degli scienziati, degli attori, con cui i giovani si confrontano ogni giorno sono spesso distorte dalla visione offuscata che i media ci restituiscono e questo rende difficile comprendere che anche questi grandi personaggi sono stati bambini.

La Rowling ha fatto dire a Harry questo concetto prima di me e sicuramente qualcuno l’ha pensato prima di lei, ma non è questo il punto perché l’importante è ricordarsi che nella vita ognuno può tentare di essere quello che vuole, nonostante, anzi grazie a tutte le fragilità che ci caratterizzano rendendoci quelli che siamo, nel bene e nel male.

È complicato, ma non impossibile allenarsi a non ascoltare coloro che tenteranno di convincerci di non poter puntare sui nostri talenti perché potrebbero rivelarsi infruttiferi. Da che mondo è mondo non è detto che le nostre attitudini non possano essere trasformate, utilizzando il gergo economico, in qualcosa di redditizio. Non fraintendetemi, non voglio combattere “contro i mulini a vento” (Cervantes sarebbe fiero di noi) e fare dell’utopia il mio mantra: un piano “B” è necessario perché la vita è per definizione imprevedibile e i sogni in una visione cinica, ma realistica del mondo, a volte sono costretti a trasformarsi, però questo non deve precludere la nascita di nuove speranze.

Giacomo le aveva, le speranze, nonostante il suo cosiddetto “pessimismo cosmico” le ha sempre mantenute e ha cercato di renderle reali almeno attraverso la sua poesia.

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi, L’Infinito

Alessandro D’avenia in quest’opera riesce a mostrarci Leopardi come uno di noi. Una persona come tante, speciale come solo lui poteva essere, ma allo stesso tempo con le speranze degli altri e la voglia di vivere che bruciava nel suo giovane corpo nonostante tutti i suoi impedimenti.

Lo scrittore si rivolge direttamente a lui, al suo “Caro Giacomo”, in una lunga dissertazione che lo porta ad attraversare tutte le fasi della vita del poeta: l’adolescenza (l’arte di sperare), la maturità (l’arte di morire), la riparazione (l’arte di essere fragili) e la morte (l’arte di rinascere). Una lettura che mi ha ricordato il romanzo Memorie di Adriano della grandissima scrittrice Marguerite Yourcenar con la differenza che D’Avenia invece di raccontare la vita di Leopardi in prima persona sostituendo sé stesso al poeta, la racconta da un punto di vista esterno, come un amico che si è accostato a quest’ultimo cercando di entrare in sintonia con il suo mondo. Ha fatto quello che intimamente ogni lettore fa con ogni scrittore: cercare di comprenderlo e per questo a sua volta credere di essere capito.

Alessandro D’Avenia esprime le sue teorie con passione convincendoti della sua visione del mondo leopardiano e per riflesso della sua opinione su molti meccanismi della vita trattati attraverso le opere del grande poeta.

“Devo spaccare quell’armatura di paure che impedisce loro di capire che l’arte di imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di sapere essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti.”

In questo romanzo riconosciamo una padronanza retorica che raggiunge altissimi livelli, tanto che ammetto (mio malgrado) di aver dovuto consultare il dizionario qualche volta durante la lettura, ma questo è un bene, primo perché personalmente i libri ben scritti mi piacciono (e oserei dire a chi no), secondo perché è anche questo l’obiettivo di un buon romanzo: insegnaci qualcosa. La ricchezza stilistica è accompagnata da un’impronta quasi colloquiale, atmosfera che viene ricreata grazie all’utilizzo libero della punteggiatura.

Oltre alle nuove parole che entrano inevitabilmente a far parte del nostro vocabolario dopo la lettura, questo romanzo insegna ad accettarsi e insegna a farlo attraverso la storia di Leopardi: un personaggio profondo, sfortunato, ma allo stesso tempo sorprendentemente coraggioso che cerca di vivere nella terra di coloro che sanno di essere fragili, salvandosi.

I ragazzi devono comprenderlo, i grandi devono saperlo trasmettere.

La società corre a un ritmo alienante, è difficile rimanere al passo e si crede erroneamente che l’unico modo per farlo sia apparire sempre perfetti almeno all’esterno … questo ci logora, all’interno, rendendoci fragili, ma nel modo sbagliato, ovvero soli.

Per questo è stato importante per me leggere questo libro e credo che potrebbe esserlo per molte altre persone, perché insegna che non siamo gli unici e che la fragilità non è l’eccezione… anzi.

Link per l’acquisto: L’arte di essere fragili

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Giada è una bambina considerata da tutti perennemente manchevole, troppo minuta, “una raganella”, che vive malvolentieri a casa degli zii in provincia di Milano. Da che sua madre se n’è andata per trafficare con camion, alcolici e bar nelle colonie italiane in terra d’Africa, Giada non pensa ad altro che a raggiungerla in quella che lei chiama “la Grande A”, una terra che immagina piena di meraviglie e di promesse. Ma una volta giunta ad Assab, una cittadina avvolta nell’arsura e nell’aria salmastra, la vita sembra ruotare solo intorno al piccolo bar che Adi gestisce fino a notte fonda, dove Giada fa molte nuove conoscenze: da Hamed, il garzone che non sa scrivere, a Orlando, il compagno della madre animato dalla retorica fascista vecchio stampo; dalla gazzella Checco, che vive in casa come un animale domestico, a Giacomo Colgada, un giovane italiano farfallone che sembra la copia di un attore del cinema. Ed è proprio con lui che inizia la vera storia di Giada: il matrimonio imposto da Adi, le insidie di suocera e nuora, la fortuna economica, il boom del Circolo Juventus di Addis Abeba, gli incredibili viaggi con la jeep nel deserto, i dolorosi chiaroscuri di Giacomo che obbligano Giada al continuo raffronto con una donna dura e intraprendente come sua madre.

Link per l’acquisto: La Grande A

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A diciotto anni, Imi ha finalmente realizzato il suo sogno di vivere a Londra. A bordo di un vecchio treno malandato ha lasciato l’orfanotrofio ungherese dove ha sempre vissuto e, nella metropoli inglese, si è impiegato in una caffetteria della catena Proper Coffee. Il suo sguardo è puro, ingenuo e pieno di entusiasmo: come gli altri orfani del villaggio di Landor, anche lui non permette mai al passato di rattristarlo, né si preoccupa troppo di ciò che il futuro potrebbe riservargli. Le tante e minuziose regole che disciplinano la vita all’interno della caffetteria – riassunte nel Manuale del caffè cui i dirigenti della Proper Coffee alludono con la deferenza riservata ai testi sacri – gli sembrano scritte da mani capaci di individuare in anticipo la soluzione a qualsiasi problema pur di garantire il completo benessere di impiegati e clienti. La piramide gerarchica che ordina la Proper Coffee sembra a Imi assai più chiara e rassicurante del complesso reticolo di strade londinesi. Dovrà passare molto tempo prima che Imi – grazie al cinismo di un collega e ai consigli della sua padrona di casa – cominci a capire la durezza di Londra e la strategia delle regole riassunte nel Manuale del caffè. Tanto candore finirà per metterlo in pericolo: e sarà allora Morgan, il libraio iraniano, a prendersi a cuore il destino di Imi, coinvolgendo nel progetto Margaret, una grande scrittrice anziana e ormai stanca di tutto, ma ancora capace di appassionarsi alle piccole storie nascoste tra le pieghe della vita.

Link per l’acquisto: La piramide del caffè

Una corsa nel vento

Ciao booklovers,

Antonella Maffione ha letto per voi un bestseller della scrittrice più amata dalle lettrici italiane, Jojo Moyes (Mondadori).

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Londra. Henri Lachapelle sta insegnando alla giovane nipote Sarah a cavalcare. Ma quando la tragedia irrompe, Sarah è lasciata sola a fronteggiare le terribili conseguenze. In un altro angolo della città l’avvocato Natasha Macauley è costretta a dividere la casa con il suo carismatico ex marito. Quando la sua strada incrocia quella di Sarah, la vita sembra di nuovo offrirle una possibilità. Natasha però non sa che Sarah custodisce un segreto in grado di cambiare per sempre le loro vite.

Una corsa nel vento è un libro che cattura l’interesse del lettore molto lentamente, pagina dopo pagina, è una storia talmente appassionante che è difficile staccarsene. Tra silenzi e rimpianti, l’autrice ci regale una storia in cui traboccano sentimenti di vita reale, cuciti su personaggi che potrebbero far parte della nostra vita. E’ un libro che racconta sottovoce una storia di solitudine e di segreti, di legami inscindibili e dell’amore verso gli animali.

Dopo la morte della nonna, Sarah vive sola col nonno, il quale le ha donato la passione per l’equitazione, insegnandole salti sorprendenti che sfidavano la gravità.

“Un cavallo può fare cose bellissime, incredibili, se si riesce di chiederglielo nel modo giusto. Si tratta di liberare le sue capacità… e poi farglielo mettere in pratica. E ancora di più, di convincerlo a farlo perché lo vuole. Perché solo così può raggiungere la sua perfezione ”.

L’unico rifugio per entrambi sono le scuderie di Cowboy Jhon, solo in questo luogo riescono a scappare dal rumore e dal caos incessante delle strade di Londra. Quando Sarah monta in sella, respira l’odore del corpo caldo del suo cavallo, libera la mente da ogni pensiero diventando tutt’uno col suo splendido animale. Guardando Sarah a cavallo, il nonno ricorda con rimpianto la sua esperienza da cavallerizzo al Cadre Noir di Saumur, “un’arcana organizzazione di cavallerizzi francesi d’élite che esisteva dall’inizio dell’Ottocento”. Dopo un’infanzia disordinata, unirsi alla cavalleria fu per Henri un’ancora di salvezza. Infatti, quando cavalcava si sentiva “un uomo con le ali” creando un legame armonioso col suo cavallo.

“Penso che, se diventerò un cavallerizzo, sarò un uomo con le ali”. Senofonte, Sull’equitazione.

Non aveva fatto i conti con l’amore. Così Henri, oggi ricorda i sogni di una vita passata con nostalgia e malinconia.
Purtroppo, un giorno il meraviglioso legame tra il nonno e Sarah viene bruscamente interrotto…

Forse sarò di parte perché adoro la Moyes, ma voglio dirvi che questo romanzo merita di essere letto, l’autrice affronta problemi sociali interessanti e attuali. Il rapporto di amicizia tra la protagonista e il suo cavallo è meraviglioso. Sarah e Boo sono talmente in sintonia da condividere o meglio sentire le proprie emozioni. Il loro rapporto è così prezioso da permettere a Sarah di inseguire il suo sogno, dimenticando tutto e concentrandosi sul puro piacere di essere in armonia col suo animale, riponendo in lui tutte le sue speranze e quelle del nonno.

Link di acquisto: Una corsa nel vento

Charlotte Link in Italia!

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Torna la scrittrice tedesca più venduta dei giorni nostri, la regina dello psicothriller e delle classifiche dello Spiegel che ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo e 1 milione solo in Italia. La scelta decisiva è il nuovo atteso romanzo di Charlotte Link: avvincente, inquietante, sorprendente

«Charlotte Link non sbaglia un colpo! Realistico, avvincente, senza una sbavatura: La scelta decisiva non ha una parola di troppo!» Bild am Sonntag

Voleva solo essere d’aiuto. Non sapeva che la sua decisione gli avrebbe cambiato la vita.
Simon sceglie di passare le vacanze di Natale con i figli, nella casa al mare del padre, cedendo ancora una volta all’ennesima richiesta della ex moglie e mettendo alla prova per l’ennesima volta la pazienza della sua nuova compagna. Non solo: i piani all’ultimo momento saltano, e lui si ritrova da solo in un paese nel Sud della Francia, vuoto, triste e piovoso. Incerto sulle prossime mosse, Simon passeggia sulla spiaggia sotto l’acqua quando si imbatte in un alterco fra due uomini e una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon, quasi suo malgrado, le offre ospitalità. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo da cui cercherà di uscire seguendo le tracce, macchiate di sangue che conducono fino a Sofia e a un’altra ragazza: Selina. Sullo sfondo di una Francia ferita, in cui si respira ancora l’odore acre della paura degli attentati, le storie di persone apparentemente lontanissime fra loro, per un incredibile inanellarsi di eventi, si intrecceranno in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza, in una Bulgaria povera e disperata.
Avvincente, inquietante, sorprendente, La scelta decisiva è la riconferma dell’indiscusso talento di una delle maggiori autrici di thriller contemporanee.

Charlotte Link, nata nel 1963, è una delle scrittrici tedesche più affermate. In Italia Corbaccio ha pubblicato La casa delle sorelle, La donna delle rose, Alla fine del silenzio, L’uomo che amava troppo, La doppia vita, L’ospite sconosciuto, Nemico senza volto; la trilogia Venti di tempesta, Profumi perduti, Una difficile eredità; L’isola, L’ultima traccia, Nobody, Quando l’amore non finisce, Il peccato dell’angelo, Oltre le apparenze, L’ultima volta che l’ho vista, Giochi d’ombra, L’inganno (tutti anche in edizione TEA) e il memoir Sei nelle mie parole.

Il labirinto degli spiriti di Zafon

Ciao booklovers,
zafondopo tanta attesa, si conclude meravigliosamente una delle tetralogie più amate dai lettori. Abbiamo iniziato ad amare la penna di Zafon con L’ombra del vento e pian piano abbiamo seguito questa storia affascinante sino all’epilogo, adesso in libreria Il labirinto degli spiriti.

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Se cercate il perfetto regalo di Natale, lo avete appena trovato.

Isabella

Coco Chanel by Megan Hess

 

51cqih0nfdl-_sx335_bo1204203200_Gabrielle «Coco» Chanel è la donna che ci ha liberate di tanti tabù riguardanti non solo il nostro modo di vestire ma anche di pensare. Perché le rivoluzioni, a volte, passano dall’abbigliamento. Pensate al movimento hippie, per esempio, e potremmo andare avanti all’infinito, includendo nel nostro excursus storico anche Cleopatra, Veronica Franco, Maria Antonietta, la contessa di Castiglione e così via.

Le origini di Coco sono avvolte nel mistero, lei non ne parlava mai. Nacque povera, rimase orfana della mamma e crebbe in un orfanotrofio nella Francia rurale di fine Ottocento. Determinata ad affrontare la vita da protagonista, esordì con una minuscola boutique di modisteria a Parigi, e la trasformò in un brand di fama internazionale. Quanto basta per creare una leggenda. Il volume Coco Chanel. Un’icona di stile (Mondadori Electa, 2016) scritto e illustrato dall’australiana Megan Hess racconta la vita, i luoghi, gli amori, le intuizioni e i capricci di una donna che ha osato rompere gli schemi, rivoluzionando il guardaroba femminile. I suoi cappelli, il tailleur declinato in infinite varianti, il tubino nero, pochi colori elegantemente combinati – bianco, nero, beige, oro, rosso – e poi il profumo Chanel N°5, la bigiotteria, la borsa 2.55 matelassé, la classica décolleté bicolore: accessori diventati icone che hanno conquistato le donne di Parigi e di tutto il mondo. E infine lei, Mademoiselle Coco Chanel. La sua vita, il suo stile, la sua innata eleganza fatta di sobrietà e rigore.

Megan Hess è un’illustratrice doc, nota a livello internazionale e con all’attivo collaborazioni con Chanel, Dior, Prada, Cartier, Montblanc e Tiffany. In tre capitoli la Hess illustra la vita di Coco: dall’infanzia alla nascita del suo stile ribelle e raffinato che ha portato alla nascita dell’impero commerciale dominato dalla doppia C. Ma racconta anche la nascita dei classici che hanno fatto la storia della moda: le perle, la petite robe noir (o little balck dress, se preferite), i tailleur in tweed e le borse matelassé. Megan è tra l’altro anche l’illustratrice ufficiale di Bloomingdale, nonché autrice delle cover di Sex and the City di Candace Bushnell. Ha collaborato anche con Michelle Obama e Gwyneth Paltrow. Questo su Coco Chanel è il suo terzo libro, che segue Fashion House e The Dress.

Per leggere l’intero articolo cliccate su: Cindy Style – Coco Chanel by Megan Hess – C. Giorgio

Se volete sfogliare il libro online, cliccate sul link:

 

 

Cinzia Giorgio

Le Schegge di Alfonso Zarbo

Schegge fronte di copertinaCiao booklovers, oggi vi segnaliamo un libro imperdibile (soprattutto per gli amanti del fantasy). Si tratta del nuovo romanzo di Alfonso Zarbo, Schegge (Watson Edizioni). Alfonso ci svela che in autunno arriverà un mio nuovo romanzo breve, Ultima Oasi, per Gargoyle Books. Un autore da tenere sott’occhio, dunque.

In una Roma sventrata dall’Apocalisse, un peccatore falcia tutto quello che incontra per addentrarsi nell’incubo. Nella Spagna delle Crociate, il diavolo scatena la furia di un cavaliere ossessionato dalla fede. Tra dune e templi in rovina, un console e un barbaro indagano su una regina rapita, mentre ai confini di una terra morente un ultimo plotone di elfi lotta per sopravvivere.

Una raccolta di avventure per gli amanti del Fantasy, da vivere con un cacciatore di draghi, su navi spettrali o sulle spiagge insanguinate del Nuovo Mondo, attraverso lo sguardo di un soldato spagnolo che non ha nulla da perdere tranne la sua identità. Nove affilatissime schegge conficcate nella storia e nell’immaginario.

Alfonso Zarbo - bio“Se cercate polvere e sangue. Se volete sentire il clangore delle lame. Se siete disposti a farvi trascinare dentro luoghi vivi e vissuti e carichi di atmosfera. Se sono i personaggi appassionanti che andate cercando. Allora siete nel posto giusto.” STEFANO VIETTI – DRAGONERO

“Grosse storie per gente grossa.” MAURIZIO MERLUZZO – ASSASSIN’S CREED: SYNDICATE

http://watsonedizioni.it/schegge-di-alfonso-zarbo/

Maggio dei Libri. Le conferme

Ciao booklovers,
il mese di maggio è pieno di uscite che attendevamo da tempo.
Proprio ieri il ritorno di Jojo Moyes con il seguito del meraviglioso romanzo (a settembre al cinema) “Io prima di te”.

13140609_1707643242839932_1777568848_nQuando finisce una storia, ne inizia un’altra. Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina? Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l’hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita. A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.

Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com’è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.

13162046_1707643256173264_986163992_nIl 10 maggio torna anche la scrittura di Luciano Ligabue
Una volta giú, gli piacerebbe essere musicista ma è solo la sensazione di una sensazione. Non è una sensazione invece quel piolo sulla testa. E la sua Canzone piú bella? Quanto la dovrà tenere per sé e quanto lasciarla andare di fronte a un Ariston che si apre in due? Un vocal trainer può garantire qualunque cosa tranne il successo. Un manager, qualunque cosa tranne la fedeltà. Ma si può essere fedeli per tutta la vita alla propria batteria, e alla donna che suona il basso nel tuo gruppo da sempre. Signora Pilar, è durata anche troppo. Troppo poco un minuto per esprimere un desiderio al genio della chitarra. Ma non sono troppi dieci anni per un incontro cosí. O Sí? L’Uno e l’Altro. Insomma, questi racconti – cosí diversi fra loro e cosí inseparabili, vivaci come una scolaresca eterogenea ma affiatata – sono un tripudio di fantasia e vitalità. E soprattutto irrompono sulla scena due elementi nuovissimi nella scrittura vibrante di Ligabue: il fantastico e la forza della musica. La musica in tutte le sue declinazioni. La musica che, come il sesso e l’amore, sfugge fortunatamente a ogni tentativo di imbrigliarla. Perché solo nell’abbandono, nell’accettazione del mistero, nello stupore che ci afferra ogni volta come fosse la prima, possiamo sperimentare una quotidiana spettacolare magia.

13115470_1707643259506597_1650851761_nIl 12 maggio torna Vani dalla penna di Alice Basso. Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell’ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l’intuito di Vani può smascherarli. L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

Pronti ad aggiornare le vostre liste desideri?
Buona lettura
Isabella

Leggere in digitale: istruzioni per l’uso

Ciao booklovers,

avete già sperimentato la lettura digitale? grazie agli ebook abbiamo potuto assistere ad una vera e propria rivoluzione; abbiamo la possibilità di poter portare sempre con noi la nostra libreria e leggere in qualsiasi luogo e momento tramite i nostri e-reader : dispositivi di lettura ed archiviazione di libri digitali! Ho pensato di parlarvi degli e-reader più scelti dai lettori digitali, per darvi modo di scoprire i vantaggi della lettura digitale.

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E adesso lanciatevi anche voi nella rivoluzione digitale della lettura!

Isabella