Torta Pink: ricetta e tutorial

Torta Pink con base di Pan di Spagna, Crema Pasticcera e panna.

Ingredienti per il Pan di Spagna:

  • 2 uova
  • 120 g di zucchero
  • 120 g di farina
  • Una tortiera con fondo apribile, misura standard
  • Burro e farina q.b.

Preparazione:

In una conca capiente montare con fruste elettriche (o impastatrice se si possiede) le uova e lo zucchero. Aggiungere poi la farina e mescolare ancora con le fruste sino a che il composto non risulterà omogeneo.

Versarlo nella tortiera precedentemente imburrata e infarinata, cuocere a 180° in forno già caldo per 25 minuti.

Lasciare riposare e raffreddare prima di comporre la torta.

Ingredienti per la Crema Pasticcera:

  • 250 ml di latte UHT
  • 3 tuorli
  • 50 g di zucchero
  • 25 g di farina 00
  • Aroma vaniglia (vanno benissimo gli aromi in boccette)

Preparazione:

Montare con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e mescolare ancora. Versare il latte in un pentolino e far bollire. Spegnere il fuoco, versare il composto ora spumoso di zucchero e tuorli nel latte, mescolare bene con un cucchiaio in legno e far bollire ancora due minuti, finché la crema non risulterà densa e senza grumi. Lasciar raffreddare.

Ingredienti per lo sciroppo:

  • Acqua q.b.
  • Zucchero q.b.

Preparazione:

Far sciogliere lo zucchero nell’acqua mescolando e far bollire. Togliere dal fuoco e far raffreddare.

P.S. Lo sciroppo servirà per inzuppare il Pan di Spagna.

Ingredienti per rifinire la nostra torta Pink:

  • Panna dolce da montare fredda (tenuta almeno due giorni prima in frigo)
  • Zuccherini colorati
  • Colorante alimentare per dolci rosa
  • Formine tagliapasta a forma di scarpetta e farfalla (o come le avete e come più vi piacciono)
  • Spatola e coltello da pane
  • Sac a poche
  • Conetto zigrinato
  • Nastro colorato

Preparazione: (Se seguirete le foto vi accorgerete che non è complicata da preparare.)

Il Pan di Spagna dovrà essere diviso in due: con un cucchiaio o pennello da dolci inzuppare la parte sotto, spalmare la Crema Pasticcera e porre il secondo disco sopra. Inzuppare anche la parte sopra, ma molto meno.

In una bacinella capiente versare la panna fredda ancora liquida, una punta di colorante rosa (vi regolerete in base al rosa che preferite, se più forte o tenue), montare per bene con le fruste elettriche.

Con una spatola ricoprire con la panna la torta e livellare bene sia in superficie che sui lati, con un cucchiaio riempire di panna la Sac a Poche e formare ciuffetti intorno per decorarla. Di lato rifinirla con il nastro.

Posizionare le formine tagliapasta sulla base liscia della torta, premere un po’ e, con delicatezza, inserire gli zuccherini colorati. Toglierle, poi, per far sì che rimangano solo gli zuccherini che avranno la forma da voi desiderata.

Se la torta Pink vi è piaciuta e avete delle “dolci richieste”, non esitate a contattarci. 😉

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Al civico 2… e le sue serate a tema!

Una serata austriaca, nel vero senso della parola, è quella che mi ha accolto al ristorante Al civico 2, un piccolo locale nel centro della città di Udine. L’ambiente, come accennato, non è molto grande, tavoli e sedie in legno si aggiungono a sgabelli e banchi alti. Ci sono delle belle vetrate, non smerigliate, che lasciano fluire la luce in modo di non rimpicciolire gli spazi. Il bancone é bello ampio e disegna una L.

Torniamo alla nostra serata.

Atmosfera familiare e allegra, la simpatica presenza dei titolari e le briose musiche austriache, che hanno allietato la serata, mi hanno accompagnato durante l’intera cena.

La cena tipicamente austriaca era a buffet e devo dire molto ben presentato e invitante. C’erano vari tipi di würstel con crauti, delle superlative patate alla teutonica – di cui ho fatto il bis – uova strapazzate con lo speck, salumi, formaggi d’oltre alpe e un finale stratosferico: un divino strudel di mele. Il tutto accompagnato da un’ottima birra a cascata, sarebbe stato un sacrilegio chiedere una bibita analcolica.

Chiacchierando con alcuni clienti abituali ho scoperto che queste serate a tema sono un appuntamento atteso da molti, a cui difficilmente si rinuncia.

Che dire? Nemmeno io voglio rinunciare alla prossima serata a tema che sarà: il signor Bollito.

Questo ristorantino è situato in un punto strategico a forte passaggio e durante la settimana, nell’ora di pranzo, accoglie molti impiegati degli uffici e banche dei dintorni.

Non mi rimane che rimproverare il titolare, il signor Stefano che è anche il cuoco, per essere uscita dal suo ristorante con due chili in più, perché era tutto divino.

Stefania P. Nosnan

One World Trade Center Restaurant

Il sogno si è avverato! Cena al OneDine o meglio conosciuto come One World Observatory Restaurant. Dove ci troviamo? Naturalmente a New York in cima al “One World Trace Center” o Freedom Tower. D’obbligo è la visita e le fotografie all’osservatorio che domina l’intera città.

Mettere sulla carta le sensazioni provate è assai difficile, ma vi assicuro che erano infinite. Lo spettacolo mozzafiato sulla metropoli, che questo grattacielo offre, è indescrivibile specie se a tale visione si unisce anche un incredibile tramonto; inoltre il luogo è suggestivo e possiede quella lieve malinconia che non serve nemmeno spiegarla. Eppure è tutto allegro, leggiadro e spudoratamente U.S.A.

Torniamo al ristorante che accetta i clienti solo previa prenotazione anche online; io ho prenotato il tavolo dall’Italia poco prima di partire. L’arredo è tipicamente americano e moderno; si è circondati da ampie vetrate. Si può mangiare anche al bancone del bar, come si vede nei film. I tavoli sono disposti strategicamente per allietare la cena con il tramonto sul Hudson River e poco più in là si può ammirare lo Stato del New Jersey. I colori incantano, come l’atmosfera in cui si è avvolti.

Come da prassi si cena sulla nuda tavola, non ci sono nemmeno le classiche tovagliette americane. L’acqua viene servita immediatamente ed è gratuita. Il menù non è molto vario, ma troviamo anche la classica pasta. Preparatevi psicologicamente ai prezzi che sono vergognosamente alti, rigorosamente senza iva e senza la tipo mancia, che in America è d’obbligo. Ma siamo seduti al OneDine quindi tutto il resto non conta, gli si può perdonare tutto anche pagare un piatto di bucatini 24$. Bisogna sempre tenere a mente che una pietanza dal nome italiano non equivale e non interpreta la vera cucina italiana, quindi arrendetevi al senso di adattamento. Come bisogna rassegnarsi ai loro dolci: burrosi, asciutti, abbondanti e accompagnati sempre da una pallina di gelato. Adorato e morbido pan di spagna in America non ti conoscono.

Servizio impeccabile e cordiale, i camerieri sono gentili e sorridenti, hanno bene a mente che siete voi a elargire la mancia, che varia dal 15% al 20%, al momento del conto e non è un’opzione.

Alla fine della cena ci si alza con rammarico dal tavolo, non tanto per la succulenta cena quanto per il panorama che ha allieto i nostri occhi, ma la discesa verso il piano terra è qualcosa di sorprendente. Gli ascensori ultramoderni, silenziosi e veloci ti accompagnano in una realtà virtuale che difficilmente dimenticherai, con immagini ad alta risoluzione che scorrono a mano a mano che procedi verso la vetta.

Il One World Trace Center ha 104 piani e la velocità degli ascensori è di 37km/h, impiega 60 secondi dal piano terra al 102° piano. Il ristorante è al 103° piano ed è raggiungibile tramite le scale.

Informazioni utili:

La prenotazione è necessaria sia per la vita all’osservatorio sia al ristorante.

https://oneworldobservatory.com/en-US/ticket-packages

Stefania P. Nosnan

 

 

AnNike… un sorso di Paradiso

Anniversario di matrimonio sinonimo di festeggiamenti, quindi come da prassi si visiona la riserva vinicola e dalla cantina vede la luce lei, AnNike Sauvignon Blanc 2016 della Cantina Del Tufaio di Zagarolo.

Questa bottiglia fa parte di una serie limitata che gentilmente il Sig. Loreti, titolare dell’azienda, mi ha regalato. Quest’esclusiva linea comprende anche AmMARIA, un altro superbo vino questa volta di color rubino. I nomi dei due vini sono un omaggio amorevole e unico verso la figlia e la moglie.

AnNike

Presentiamo questo nettare, nel vero senso della parola.

È un vino bianco prodotto da uve 100% Sauvignon Blanc e ha una gradazione alcolica di 13,40°. Alla vista si presenta di colore giallo paglierino brillante con riflessi d’oro verde. All’olfatto è intenso, ampio e fine. Sicuramente un sommelier avrebbe saputo indentificare ogni singolo profumo; non me ne vogliate se io non li elenco per ignoranza in materia, posso solo dire che l’ho trovato fruttato. Il miracolo avviene in bocca, quando lo si assaggia; è un’esplosione di fragranze e freschezza, che riesce a rapire con il suo gusto persistente e avvolgente.

È un vino davvero completo, che ha accompagnato in modo egregio il pranzo a base di pesce che avevo preparato, ma a mio parere può essere un ottimo aperitivo; anche d’inverno davanti al calore del caminetto in compagnia di amici o per un tête-à-tête, AnNike è la scelta migliore. Fateci un pensierino, ma ricordatevi che questa prelibatezza è limitata, infatti ho avuto l’onore di assaggiare la bottiglia n°539 di 800. Che cosa altro si può dire di questo vino? Credo si possa fare solo un plauso alla Cantina Del Tufaio e naturalmente menzionare che l’etichetta è stata creata dall’artista Salvatore Marchese.

Metodo di Vinificazione AnNike:

Vinificazione: 12 giorni fermentazione senza bucce | temperatura controllata di 16°. Affinamento in acciaio: sosta sulle fecce nobili per 6 mesi.

Informazioni:

Cantina Del Tufaio – Zagarolo (Roma)

Email: info@cantinadeltufaio.it

https://www.instagram.com/cantina_del_tufaio/

http://www.cantinadeltufaio.it/

Stefania P. Nosnan