La Viterbo medievale

Viterbo medievale: dal Quartiere di San Pellegrino alla leggenda della Bella Galiana

Se si visita Viterbo, non si può non fare una passeggiata nel quartiere di San Pellegrino che rappresenta un’interessante rassegna di edilizia duecentesca, il cuore profondamente medievale della Città dei Papi, luogo di antiche memorie, dove in un percorso di circa trecento metri si susseguono palazzi, torri, profferli, cortili, stemmi, case “a ponte”, archi ribassati e negozi. Ai lati di questa via centrale un dedalo di viuzze, alcuni quasi dei viottoli fiancheggiati da dure abitazioni di pietra grezza. Le case che si affacciano su via San Pellegrino sono composte da uno o più piani costruite direttamente sul tufo. L’accesso dalla strada al piano abitato era garantito dal “profferlo” – la scala esterna –, mentre il locale a piano terra era adibito a bottega; altre tipologie di abitazioni non affacciavano direttamente sulla strada, ma avevano una corte interna, il “richiastro”.

La visita del quartiere medievale di San Pellegrino può iniziare da Piazza San Carluccio arrivando da Piazza della Morte attraverso la breve via di Pietra del pesce, così denominata per lo stemma con i tre pesci, e ricordo del luogo di vendita appunto di prodotti ittici per lo più proveniente dal lago di Bolsena. Inizia proprio da qui Via San Pellegrino, da percorrere e ammirare con estrema calma. Sulla destra si incontrano via Centoponti per i numerosi gradini che portano alla case e alle cantine allineate e strette sui suoi fianchi, via delle Caiole, probabilmente connessa all’attività di trasformazione del latte in appositi recipienti chiamati “cagliole”, via Scacciaricci. Quest’ultimo è un nome che ritorna perché è lo stesso dell’alta torre squadrata che sovrasta la via e il quartiere, appunto detta torre Scacciaricci, dal nome di una nobile famiglia medievale amica degli Alessandri. A ridosso della torresi aggancia il muro di un cortile entro il quale si può vedere uno dei più bei profferli della città.
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