Chiara Parenti e il suo attimo di beatitudine

In fondo non è il tempo a dare la misura di un amore. Anche se vive solo per una manciata di giorni, un amore può lo stesso essere infinito.

Il libro di Chiara Parenti è quella storia che deve essere letta. Non ci sono “ma” o “se” che tengano. È un libro che regala emozioni riga dopo riga. L’autrice ti trascina nel suo mondo fatto di parole che lasciano il segno.

E adesso il mondo può anche saltare per aria perché noi non ci siamo più, aggrappati a questi istanti fatti di luce che continueranno a esistere anche dopo di noi. Perché sono infiniti, questi istanti sono il senso.

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Protagoniste femminili forti – L’Usignolo di Kristin Hannah – Recensione

Titolo: L’Usignolo

Autrice: Kristin Hannah

Casa Editrice: Mondadori

Genere: Narrativa

Formato: Rilegato/eBook

Pagine: 466

Se si parla di libri che hanno come protagoniste donne forti, non si può non parlare del romanzo di Kristin Hannah, L’Usignolo.

Ambientato durante la seconda guerra mondiale nella Francia occupata dai nazisti, L’Usignolo vede protagoniste due sorelle, Isabelle e Vianne Rossignol che vivono, o sopravvivono alla guerra, ognuna a proprio modo, in un paese devastato e depredato dai tedeschi, a cui saranno proprio le donne coraggiose, rimaste a casa a doversi ribellare.

Isabelle, giovane ragazza intrepida e inizialmente dotata di una buona dose di incoscienza, inizia un percorso di opposizione al governo gestito dai nazisti, che la porterà a diventare la partigiana più ricercata della Francia, “l’Usignolo”, per l’appunto (ndr. la traduzione del cognome Rossignol è proprio Usignolo).

Vianne, la sorella maggiore, inizialmente più remissiva e sottomessa al regime, ma con un animo forte e generoso, si batterà anche lei per salvare molte vite umane.

Due sorelle che si troveranno a combattere senza saperlo, per gli stessi ideali sentendosi alla fine inverosimilmente più vicine che mai, proprio loro che erano state divise a lungo da scelte sbagliate prese nel corso della vita.

Non vi nascondo la mia predilezione per Isabelle che sin dalle prime pagine si dimostra una donna forte e impavida, tanto da preoccupare gli uomini che combattono al suo fianco che si ritrovano spesso a ricordarle “di dover aver paura”.

Il suo aspetto particolarmente affascinante l’aiuta e la penalizza allo stesso tempo, come spesso accade alle donne, purtroppo.

Isabelle vive un rapporto conflittuale con suo padre, quando in realtà, anche in questo caso, i due sono molto più affini di quanto credano.
Queste dinamiche familiari, hanno portato Isabelle a soffrire negli anni di sindrome dell’ abbandono e la condizionano nei rapporti umani. In parte saranno però anche la spinta per lei a lanciarsi nella sua “missione” senza aver nulla da perdere, o meglio, credendo di non aver nulla da perdere.

Isabelle ci farà soffrire, stupire del suo enorme coraggio e della sua perseverante caparbietà, ci dimostrerà che spesso una donna riesce ad essere forte e resistente quanto un uomo grazie alla volontà di non cedere.

Non vi nascondo che L’Usignolo può far versare più di una lacrima, personalmente ho letto le ultime dieci pagine con gli occhi velati e completamente offuscati dalla commozione.
Ma vale ogni emozione!

Se anche voi amate le protagoniste femminili forti, e immagino di si, se state leggendo la mia rubrica, allora “dovete” assolutamente leggere L’Usignolo di Kristin Hannah.

Festa della Mamma con un libro

Ciao amici lettori,

domenica sarà la festa della mamma, quale migliore occasione per regalare alla donna più importante della nostra vita quello che noi amiamo di più: libri!

Anche perché se amiamo la lettura di certo un grazie dobbiamo dirlo anche alle nostre mamme ( e papà).

Ogni giorno è quello giusto per regalare un libro, ma approfittiamo delle ricorrenze per regalarne ancor di più!

Ecco una piccola selezione per voi, se siete ancora indecisi.

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Ambientato nella comunità nera della California del Sud, il romanzo d’esordio di Brit Bennett è un libro sull’amore, sui desideri, sulle luci e le ombre – scandagliate senza retorica e con coraggio – dell’essere madri. A narrarci la storia dei giovani, poi adulti, Nadia, Luke e Aubrey, sono “le madri”, il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile. Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l’ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima. Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei, e nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard. Anche lui, proprio come lei, ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera. La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell’età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato. Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta. Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l’ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta. Una domanda bruciante: quando diventiamo adulti, è possibile sfuggire al peso delle scelte compiute dai noi stessi più giovani che siamo stati?

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Sulla cima della collina si scorge un piccolo paese che domina il panorama lucano. E lì che Ida, Beatrice e Rossella sono cresciute. Accanto a loro Sasi, l’amico di sempre, che un giorno però ha sconvolto le loro vite. Beatrice allora ha deciso di partire senza guardarsi indietro. Ha detto addio alla sua terra e alle sue sorelle, eppure ora è lì che vuole che i suoi figli passino l’estate. Abituati alla grande città, in paese trovano tutto diverso. I coetanei sembrano lontani anni luce, anche se sono i loro cugini. Ma il linguaggio dei giovani è uguale in ogni parte del mondo, e saranno proprio loro a rompere quell’equilibrio di bugie e segreti che ha paralizzato la famiglia. Beatrice, Ida e Rossella, messe davanti alle loro scelte passate, scoprono che non esiste mai una sola verità. Sono insieme come se fosse la prima volta. In quella che per loro e i loro figli sarà l’estate più bella di tutta la vita.

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Kathryn Brooker è la moglie del preside. Mentre suo marito Mark passa le giornate cercando di arginare l’esuberanza di frotte di adolescenti indisciplinati nelle grandi sale dell’edificio scolastico dove lavora, Kathryn prepara focaccine per la partita di cricket del figlio nel cottage all’interno del cortile della scuola. La sera, quando torna a casa, Mark si complimenta con lei e la bacia, mentre i figli li prendono in giro per quelle melense dimostrazioni di affetto. Kathryn Brooker sembra davvero rispondere all’immagine di moglie e madre soddisfatta. Se qualcuno riuscisse a sbirciare attraverso la finestra della loro casa ordinata, vedrebbe quattro figure sedute comodamente intorno al tavolo della cucina a chiacchierare: l’immagine di una famiglia felice, un’oasi di amore e serenità. Quel qualcuno di certo proverebbe invidia per Kathryn e per la sua vita perfetta. Ma si sbaglierebbe di grosso. Kathryn è intrappolata in un incubo. Ed è arrivata a un punto di non ritorno, tanto da essere pronta a compiere un passo che solo una donna veramente disperata sarebbe in grado di fare…

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Un minuto è sufficiente per cambiare la vita di Antonio, un giovane musicista che vive a Parigi grazie a una borsa di studio. Il minuto in cui suona il telefono e la voce angosciata del suo eccentrico amico Jean Charles lo coinvolge in una ricerca nella quale finirà per perdersi. L’amicizia tra Antonio e Jean Charles era stata perfetta fino all’arrivo di Ophélie, una donna esplosiva, complicata. Lei credeva nell’amore, Jean Charles nell’amicizia, antonio in entrambe le cose. Solo che nulla è semplice e la complessità dei sentimenti trascina i protagonisti in un labirinto di grandi amori e piccoli tradimenti. Eugenia Rico scrive con una prosa esatta, misurata e una voce matura che conquista il lettore e gli fa vivere la storia di un triangolo amoroso in cui ognuno, a modo suo, cerca di esorcizzare i fantasmi della solitudine.

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Emily Dickinson è un’autrice esplosiva, un “vulcano silenzioso” che con la sua inarrestabile vena creativa ha rivoluzionato il linguaggio poetico. Eppure, finora della “bella di Amherst” sapevamo soprattutto che ha trascorso un’esistenza ritirata, quasi reclusa, scandita da rare apparizioni pubbliche. In questa biografia, Lyndall Gordon spinge il lettore a varcare la soglia delle mura domestiche di Emily Dickinson per addentrarsi nel nodo della sua vita familiare, nel quale individua una magmatica fonte della sua opera letteraria. Il groviglio di passioni che lega l’autrice all’austero fratello Austin, sposato con Susan, da sempre amica e confidente di Emily, e a Mrs Mabel Todd, l’amante di Austin che arriva a sconvolgere l’apparente serenità dei Dickinson, diventa la scena originaria che alimenta l’invenzione poetica di Emily. Un dramma, una faida su cui Lyndall Gordon – come scrive Nadia Fusini nella prefazione – «ci istruisce non certo per amore del pettegolezzo, ma perché queste vicende di guerra intestina gettano luce su una storia sacra per noi devoti lettori; e cioè, su come venga a comporsi quel corpus di opere che veneriamo – le sue poesie, le sue lettere. Noi vogliamo, certo, sapere della sua esistenza mondana, ma in quanto è legata alla sua opera. La biografia di un poeta è come la biografia di un santo: vogliamo capire come il santo o il poeta giungano a compiere i loro diversi miracoli». Gordon inserisce nella sua narrazione le prodigiose poesie di Dickinson, riportate in gran numero nel volume, rileggendole in una chiave innovativa e convincente, anche alla luce di una sua intuizione su una malattia, finora mai ipotizzata, di Emily, e ricostruisce sapientemente la burrascosa vicenda della spartizione tra gli eredi della sua opera, che molto ha influito sulla nostra ricezione della sua poesia.

Intervista a una Giovane Casa Editrice che profuma di Pan di Zenzero: Zenzero Edizioni

È molto intrigante la lettura che riproponete della storia dell’Omino di Pan di Zenzero: perché vi siete ispirati proprio a questa, tenera e malinconica insieme? Potendo, ne cambiereste il finale?

È stato qualcosa di immediato, non abbiamo dovuto pensarci troppo: c’era già la Gingerbread Squad (Squadra Pan di Zenzero, appunto), gruppo di supereroi nato nelle chiacchierate universitarie di alcuni amici, e poi diventati “realtà” nel romanzo La danza dei lupi cattivi. Questi personaggi sono emarginati, gente che non vive la realtà, dei bambini quasi, armati però del desiderio di fare del bene, di essere liberi e coltivare i loro sogni (che, nel loro caso, consistono nel prendere a calci i criminali). E noi, come editori, abbiamo in qualche modo ereditato la loro filosofia: ci sembrava impossibile realizzare il sogno di una casa editrice, ci sembrava da incoscienti aprirne una nel panorama italiano attuale, ma, al contempo, eravamo fortemente convinti che ci fossero tante storie da raccontare, che bisognava per forza diffondere, perché erano giuste, frutto di passione, capaci di far sorridere ed emozionare. È quello che fa lo Zenzero della fiaba: canta la canzone in cui crede e non gli importa di tutti quegli ostacoli che vorrebbero fermare la sua corsa. Il mondo reale, la regola del guadagno a ogni costo, dell’utile e della pigrizia intellettuale non dovrebbero mai fermare le storie della gente, degli autori. È quello che rappresenta la volpe, che alla fine, divora l’Uomo di pan di zenzero: ovviamente, se potessimo, ci piacerebbe che anche questa, iniziasse a nuotare e a correre, traghettando l’Omino oltre il fiume verso nuovi orizzonti, ammaliata dalla sua canzone. Ma non è poi così necessario cambiare il finale; è tragico, ma anche alcune storie lo sono: ciò che importa è averla raccontata.

Siete una casa editrice giovane: vi rivolgete a un pubblico giovane o di tutte le età? E com’è composta la vostra squadra?

Cerchiamo di rivolgerci a un pubblico più ampio possibile. Età e genere sono solo fattori anagrafici e ci piace pensare che abbinare le storie giuste ai lettori giusti sia un po’ la nostra missione. Nella nostra squadra siamo in 3, amici e complici da diversi anni. C’è il riflessivo ragazzo di montagna, Andrea, l’artista perspicace, Maria, e Silvia, la cittadina energica. Insieme siamo una squadra degna dei migliori fumetti.

Dite di non avere una precisa linea editoriale: nel valutare i manoscritti da quali criteri vi lasciate ispirare o guidare?

Il mondo dell’editoria in Italia è molto crudele. Le grandi case editrici non si prendono rischi con autori esordienti anche se promettenti, mentre le piccole case editrici chiedono compensi per non affondare in un mare di spese. Questa situazione fa sì che molte storie che meriterebbero la pubblicazione non vedano mai la luce. A noi piace pensare che se riusciamo a pubblicare anche uno solo di questi libri, ignorati da tutti ma che a noi piacerebbe vedere nelle librerie, allora il nostro compito è fatto. Noi amiamo leggere, non riusciamo a entrare in una libreria senza essere usciti con degli acquisti, e se a nostro parere una storia merita di essere letta, il lavoro che ci sta dietro ne sarà valsa la pena.

Parlateci di cosa si mette in moto quando arriva un manoscritto…

Come prima cosa lo leggiamo. Ci piace poter spiegare a ogni autore quali sono i punti di forza e i punti deboli della storia anche se non decidiamo di pubblicarla. Ma se il racconto ci appassiona, allora contattiamo l’autore proponendogli un contratto. Dopo la firma del quale, inizia il nostro lavoro di editing, correzione e impaginazione, fino alla creazione dell’ebook.

Quali sono i vostri progetti? Cosa fate per farvi conoscere? Dove e come possiamo acquistare le vostre pubblicazioni? Sono solo ebook?

Il nostro progetto rimane quello dell’inizio, ovvero scoprire nuove storie e farle scoprire ai nostri lettori. Abbiamo anche iniziato a frequentare fiere del settore, che sono ottime occasioni per noi di farci conoscere al pubblico e di imparare. Al momento pubblichiamo solo ebook e li potete trovare tutti nel nostro grazioso negozietto online (http://zenzeroedizioni.tictail.com/) oppure sui grandi rivenditori come Amazon, La Feltrinelli, Ibs…

A cosa si ispirano i titoli delle vostre pubblicazioni?

Più che alle spezie, ci siamo ispirati a delle tipologie di viaggio, visto che anche le nostre collane si ispirano a questo.

Mi hanno fatto sentire speciale e invece ero solo normale di Cristiana Gelfi – Il moto oscillante, avanti e indietro, di chi rassetta una stanza dove si sono ammucchiate troppe cose. E in queste ritrova ricordi, persone, il calore dell’infanzia e i dolori della crescita: personale e profondo.

Exordia di Vittorio Cerruti – Il camminare lento alternato al sostare ammirato di chi visita un museo d’arte: poesia profonda, stile impeccabile, varietà per ogni gusto.

Un passeggero, dal finestrino… di Loretta Tedeschi – Uscire di corsa, guardare l’orologio, essere in ritardo, tornare a casa, fermarsi, ripartire, lavoro, posta, amici! Poesie leggere, a volte tragicomiche, dannatamente vere e mai banali sulla routine quotidiana.

Spencer e Cornicia di Giovanni Peli – L’arrampicarsi, l’infilarsi e lo sfrecciare di un gatto sulle vie invisibili conosciute solo alla sua specie: illustrata, fresca e musicale riflessione sulle diversità!

L’ombra del bosco di Silvia Pezzotti – Il passo attutito sopra un mantello di aghi di pino fra un frusciare improvviso e il suono del respiro di una gita notturna nel bosco: tanto da ammirare, animali e natura, tra fiaba e mistero.

La danza dei lupi cattivi di Andrea Chiudinelli – Il volo sicuro e a braccia aperte di un supereroe. Una bambina da salvare la notte di Natale da improbabili eroi bresciani, tanto cuore, fantasia e un tocco di horror.

Malagigi di Alessandranna D’Auria – la carica irruenta di un intero esercito bardato d’onore, orgoglio e cavalleria che spesso si fa fuga dietro agli sventolii dell’abito di una dama. Ironia e eroismo, secondo la tradizione ariostesca.

Un gatto, una strega e un’anarchica di Stefano Pomarici – Un viaggio in auto lungo i dedalici bassifondi di una notturna metropoli, scrutando gli innumerevoli volti che la città stessa scolpisce: un futuro distopico, personaggi indimenticabili, la lotta per salvare un mondo dalla tirannia.

Sagal di Mirella Menciassi – Cavalcata sulla neve in un mondo fatto di romantici castelli e invalicabili montagne: magia, crescita, mostri, principesse e stregoni.

Terra incognita e altri incubi di Andrea Casella – Il discendere prima lieve, via via sempre più inesorabile verso un oscuro abisso: dieci racconti horror, antichi incubi, terre oniriche e l’inevitabile follia tutta da assaporare.

Livor Mortis di Ottavio Bosco – È l’addentrarsi, trattenendo il fiato, in una stanza completamente buia, con i sensi all’erta e i brividi che scorrono gelati lungo la schiena, in attesa che succeda l’inevitabile.

Lo zombi di Greta Fantini – È una fuga scapicollata lontano dalle grinfie e, soprattutto, dalle fauci di zombie sempre più famelici, sapendo di poter contare, però, su un valido quanto inaspettato alleato.

Il grande mazziere di Massimo Spadetto – È una sbandata in macchina, di quelle che ti capitano quando c’è ghiaccio in terra, ma che alla fine si risolve tornando sulla giusta carreggiata e guardandosi indietro ringraziando la propria fortuna e la propria prontezza di riflessi.

Storie del sole e della luna di Maurizio Supino – Passeggiare blandamente in riva al mare, strascicando i piedi sulla sabbia, solo udendo il mare e il proprio cuore. Storie diverse, di uomini e donne, di amore e di morte, antiche e moderne. Tutte narrate con rara eleganza.

Giacomino andò a New York – Viaggio in treno dalla città al paese natio sui monti. E poi ammirarne le bellezze, scoprirne la storia, innamorarsi e combattere per esso. La vita di un uomo e la sua valle dall’infanzia all’età adulta.

Briganti e brigantesse di Maurizio Supino – è un viaggio on the road alla Bonnie & Clyde: un malloppo, una coppia di innamorati, tante mani pronte ad accaparrarsi il bottino. Tra tradimenti ed equivoci, chi riuscirà nell’impresa?

 

Che dire? C’è solo l’imbarazzo della scelta!

La collezionista di libri proibiti

la-collezionista-di-libri-proibiti_8037_x1000Dalla bottega di un antiquario a Venezia a una famosa casa d’aste a Parigi, un romanzo d’amore e di mistero da un’autrice italiana di sicuro talento.

Venezia, estate 1975. Olimpia Cattanei ha quasi quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di un’antica bottega di antiquariato.
Per la vita di Olimpia sarà un incontro decisivo: Anselmo infatti intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e le fa dono di un’edizione del Decameron del XVI secolo, censurata dall’Inquisizione. Olimpia, giovane e appassionata lettrice, da quel momento inizierà a collezionare libri antichi messi al bando dalla Chiesa e grazie agli insegnamenti di Anselmo e di suo nipote Davide diventerà ben presto capace di distinguere un’edizione originale da un falso. Con il passare del tempo l’amore di Olimpia per le parole nascoste in quelle pagine proibite continuerà a crescere, così come l’amore per il giovane Davide. Ma le scelte di Olimpia la porteranno lontano da Venezia. Parigi, estate 1999. Olimpia si è trasferita e ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri antichi e manoscritti, divenuta ormai una delle più quotate ed eleganti della città. Un giorno, la donna riceve da Davide un pacchetto con delle lettere antiche, un tempo censurate e destinate alla distruzione, perché ritenute oscene e offensive, e un libro antico introvabile e dal valore inestimabile, messo al bando diversi secoli fa. Olimpia conosce bene il valore di quegli oggetti, e comincia così a indagare sulla loro provenienza. Come fa un modesto antiquario veneziano a esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

Ancora una volta Cinzia Giorgio ci trascina, con la sua scrittura attenta e profonda, in un viaggio alla scoperta delle emozioni. La collezionista di libri proibiti è un romanzo che, come una pozione magica, mescola tutti gli ingredienti capaci di coinvolgere un vero lettore: passione per i libri, storia, mistero e sentimenti. Non si può inserire in un genere preciso perché la sua alchimia permette di catturare l’attenzione di tutti i lettori. I booklovers ameranno le ambientazioni e i riferimenti letterari molto ricercati; gli appassionati del genere storico ritroveranno dei documenti che li entusiasmeranno; gli amanti dei misteri cercheranno di venire a capo di una situazione davvero criptica in cui sarà coinvolta la protagonista e chi adora leggere storie in cui i sentimenti sono messi in primo piano, avrà modo di emozionarsi profondamente.

Quando un libro ci lascia dentro un po’ di sé prendendo un po’ di noi, allora si può esser certi di essere di fronte a un buon libro: questo lo è!

Ecco a voi un piccolo estratto in anteprima:

Anselmo si avvicinò a uno degli scaffali prendendo qualche libro, per poi riporlo dopo pochi istanti al suo posto. Le sue mani accarezzavano le copertine con fare paterno. Maneggiava i volumi con disinvoltura, era evidente che li conosceva tutti, uno per uno. Olimpia lo osservò riporre l’ennesimo libro prima di girarsi verso di lei per dirle: «Lasci che sia lui a sceglierla». «Come, scusi?». L’antiquario le sorrise. Si fece da parte e dopo qualche istante le indicò uno degli scaffali. «Mi dica, Olimpia, quando non ha nessuna idea di quello che vuole leggere ed entra in una libreria, oppure quando va in biblioteca senza uno scopo ben preciso, cosa la spinge verso un volume piuttosto che un altro?» «Non saprei», ammise Olimpia, aggrottando le sopracciglia. Non riusciva a capire dove volesse arrivare. «Esatto», esclamò lui con gli occhi che gli brillavano. «Comincia a gironzolare per gli scaffali, a prendere questo o quel libro senza nemmeno leggerne la quarta di copertina. Poi però, all’improvviso, è attratta forse da un’immagine o dal nome dell’autore, e si ritrova a leggere un libro che non avrebbe mai notato fino a due minuti prima». Olimpia rise. «Ha ragione! Mi succede sempre». «Prenda il libro su cui si sta appoggiando», le disse Anselmo, facendole segno di spostare la mano dal libro posato su un’antica madia. «Legga il titolo, per favore». «È il Decameron di Giovanni Boccaccio», rispose Olimpia sentendo crescere dentro di sé una strana euforia. L’idea del vecchio antiquario era affascinante. Quando non era Peggie a consigliarle cosa leggere, di solito Olimpia si lasciava guidare dall’istinto. Raramente si sbagliava. Aveva fatto piacevolissime scoperte grazie a quello che lei pomposamente chiamava il suo “fiuto” per un buon libro. In realtà non aveva mai compreso fino in fondo cosa la spingesse a comprare un libro piuttosto che un altro. Anche il suo amore per i libri antichi, che sua madre considerava bizzarro, era frutto di una combinazione di elementi. L’idea che tante altre persone avessero posseduto, letto e goduto di un libro, la ipnotizzava. Peggie aveva una biblioteca immensa piena di libri antichi e a volte Olimpia ci aveva passato ore e ore senza nemmeno rendersi conto dello scorrere del tempo. E quel profumo di antico? Come poteva ignorarlo? Senza pensarci su nemmeno un istante, aprì il Decameron e ne inspirò l’odore. Chiuse gli occhi e sorrise.

Isabella D’Amore

 

 

Il club delle seconde occasioni

13700185_1734875693450020_5585010553506258513_nCiao booklovers,
De Agostini Young Adult e Ragazza Moderna vi invitano a partecipare alla realizzazione del loro prossimo booktrailer: uno dei protagonisti potresti essere proprio tu!

 

Come e cosa fare? Clicca sul post https://www.facebook.com/ragazzamoderna.fb/photos/a.125006764223008.20074.119365768120441/1159419817448359/?type=3&theater

Fotocamera orizzontale e ciak si gira: in 10 secondi racconta la seconda occasione che vorresti avere e condividi il video sulla loro pagina Facebook.

C’è tempo fino al 25 luglio!

#ilclubdellesecondeoccasioni

http://www.ragazzamoderna.it/la-vostra-seconda-occasione/

Isabella

La App “Audible”

Ciao booklovers,
13275851_1715975678673355_808607366_n.pngTempo fa vi abbiamo parlato dei libri da ascoltare, gli audiolibri.

Adesso avete la possibilità di accedere ad una libreria di oltre 70.000 ore di contenuti audio da ascoltare dove e come volete grazie alla app “audible”.

Bestseller, corsi di lingua, thriller, libri per ragazzi, cucina, approfondimenti, sono solo alcuni dei contenuti.

Oltre 12.000 titoli in italiano ed in lingua.

Sul sito http://www.audible.it trovate tutte le info.

Il servizio è in promo gratuita per i primi 30 giorni.

Ecco alcuni esempi dal catalogo:

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Buon ascolto!
Isabella

Biblioterapia

12970259_1696725373931719_1615270645_o.pngCiao booklovers,
Avete già sentito parlare di biblioterapia o libroterapia?
I nostri amici libri possono essere straordinari ausilii per terapie psicologiche. Come?
Su Pink Magazine Italia di febbraio trovate un articolo approfondito sul tema.
Oggi vorrei segnalarvi una novità editoriale legata a questa tematica: I libri si prendono cura di noi di Regine Datambel.

«La biblioterapia è l’utilizzo di un insieme di letture scelte quali strumenti terapeutici in medicina e in psichiatria. E un mezzo per risolvere dei problemi personali mediante una lettura guidata»: così il dizionario Webster definiva la biblioterapia nel 1961. Una descrizione senza dubbio fredda e succinta, oltre la quale tuttavia si aprono scenari inaspettati e affascinanti, a cavallo tra psicologia e letteratura, antropologia e ricerca interiore. Régine Detambel, scrittrice e kinesiologa francese, raccoglie i numerosi contributi di studiosi che si sono occupati di una disciplina ricchissima di sfumature, dal lavoro pionieristico di Sadie Peterson Delaney fino alle opere più recenti di Ouaknin, Spire, Picard e soprattutto l’Elogio della lettura di Michèle Petit.
Se emozioni e sentimenti si colgono pienamente solo attraverso la loro forma verbale, allora possono essere curati, accuditi, coccolati dalla parola scritta. All’approccio semplicistico del biblio-coaching, che predilige libri «facili» e didascalici, l’autrice preferisce puntare sulle difficoltà e sulle sfide lanciate dai grandi autori del presente e del passato, che nella scrittura hanno trovato un antidoto al dolore. Sono questi i «farmaci» migliori: la lettura diventa un’occasione di risveglio interiore, consapevolezza, dignità, un rimedio ai malanni della mente e del corpo. Niente di meglio, quindi, di un «libro sui libri», un racconto sul profondo potere della pagina scritta: «La biblioterapia deve permettere a ciascuno di uscire dall’isolamento, dalla stanchezza, per reinventarsi, vivere e rinascere a ogni istante».

Buona lettura.
Isabella

La giornata mondiale della lettura

12380457_1689752817962308_289527883_nCiao booklovers,
Per noi ogni giorno è dedicato ai nostri amici libri, ma in occasione della giornata mondiale dedicata alla lettura, possiamo finalmente festeggiare anche noi e farci promotori della nostra passione.

Come festeggiamo? Ovviamente leggendo e consigliando ai non lettori, ai lettori pigri e a chi ci dice quotidianamente che perdiamo il nostro tempo leggendo, i nostri libri del cuore.
Libri che ci sono entrati dentro per tante ragioni: personaggi, trama, momento in cui li abbiamo letti, messaggio che portano, risposte che ci hanno dato.

Ecco i miei top tre, diversissimi per genere, stile e messaggio:

1) Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen

2) Il Gabbiano Jonathan Livingstone di Richard Bach

3) Cecità di José Saramago

Menzione speciale per Stoner di John Edward Williams!

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Aspetto i vostri consigli nei commenti!

Riempiamoci di libri

Isabella

Il tesoro dei libri usati!

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Ciao booklovers,
Cosa ne pensate dei libri usati? Vi piace acquistarli o preferite i libri nuovi?
Io come sempre mi trovo a metà: da una parte c’è la magia di un libro che porta con sé la storia di chi lo ha letto prima di noi. I libri usati nascondono sempre tanti piccoli tesori: segnalibri improvvisati, note a margine, foglietti con citazioni. Vogliamo poi parlare dell’ intenso e particolare odore delle pagine ingiallite? Essenza che andrebbe imbottigliata.
Dall’altro abbiamo i libri nuovi: pagine linde e pronte ad essere solo nostre, da personalizzare, scoprire, vivere da unici protagonisti.
Anche l’odore della carta appena stampata è inebriante per noi “annusatori di libri”.

Anche noi amanti dei libri abbiamo il nostro personalissimo Batman Vs Superman 🙂

Chissà chi vincerà?
Scriveteci la vostra opinione nei commenti all’articolo.

Intanto per tutti i “gusti” voglio consigliare un sito davvero straordinario http://www.libraccio.it dove trovate libri usati e nuovi tutti nello stesso portale.

A presto
Isabella