Una storia straordinaria di Diego Galdino

“Il destino spesso ci sorprende, mettendo sul nostro cammino persone con cui saremmo dovuti partire insieme e che invece ci ritroviamo ad aspettare seduti da qualche parte. Perché il bello di una storia d’amore banale e scontatissima non è il lieto fine, ma come ci si arriva.”

In una Roma bella e romantica si snoda questo splendido romanzo che vede in Luca e Silvia i suoi perfetti protagonisti. Ambedue vivono nella città eterna, a volte si sono sfiorati nella quotidianeità di questa grande metropoli, ma sia lui che lei hanno le loro vite fatti di sogni, lavoro e la costante ricerca della serenità.

Purtroppo per entrambi, la vita deciderà di costringerli a un bivio doloroso e netto: Silvia subirà un’aggressione e regredirà nel suo dolore; Luca diventerà ipovedente a causa di una rara malattia, costringendolo a trasformare sé stesso e il suo quotidiano in modo totale e irreversibile, ma il destino ha già iniziato a tessere le proprie trame permettendo così l’incontro tra i due.

Silvia e Luca si conoscono al cinema e dalla passione condivisa per la settima arte, scoprono di avere molto altro in comune ma soprattutto sono irrimediabilmente attratti l’uno dall’ altra. Sarà questo il primo di molti altri incontri che permetteranno ad entrambi di sbriciolare i rispettivi muri eretti a protezione delle rispettive fragilità che li rendono unici e speciali, iniziando così a capire che l’amore muove e smuove il mondo, infondendo nei loro cuori una forza che disorienta e che profuma di felicità. Continua a leggere

Un amore su misura di Sugar Jamison

Un amore su misura di Sugar Jamison, casa editrice Leggereditore

Sinossi: Ellis Garrett è una ragazza che non teme sfide. Insoddisfatta della sua vita è fuggita da New York, lasciando un lavoro prestigioso e un fidanzato ipercritico, per rifugiarsi nella cittadina natale dove ha aperto un negozio dedicato a tutte quelle donne che come lei non rientrano nelle taglie ufficiali. Al Size Me Up le clienti non si sentono strane, ma solo piacevolmente diverse: Ellis infatti è convinta che non sia necessario essere una Barbie taglia 40 per sentirsi felici e che ci si debba godere un pasticcino (o due) ogni tanto, senza troppi sensi di colpa. Ma tutto il suo coraggio si dilegua quando per caso incontra il sexy poliziotto Mike Edwards, vecchio flirt della sorella per cui lei si era presa una strepitosa cotta. Mike non la riconosce, ma è immediatamente attratto dalle sue curve… decisamente pericolose. Più Ellis lo respinge, più lui è deciso a conquistarla, con qualunque mezzo. Che entrambi abbiano trovato la loro taglia perfetta?

Oggi per la rubrica Curvy voglio parlarvi di un romanzo che mi ha molto emozionata

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Le streghe di Melissa de la Cruz

La saga Witches of East End (Le streghe dell’East End, Leggereditore, 2011)  segue le vicende di tre donne: Joanna Beauchamp e le sue figlie Ingrid e Freya. Joanna si occupa di giardinaggio e ama ridipingere la vecchia casa in cui abitano a Long Island; Ingrid lavora in biblioteca mentre Freya fa la barista. I loro amici e gli abitanti del paese in cui vivono ignorano del tutto che le tre donne sono in realtà delle potenti streghe. Joanna è capace di riportare in vita i morti, Ingrid è una guaritrice mentre Freya aiuta a risolvere problemi d’amore. Le streghe dell’East End è il primo romanzo della serie ed è anche la prima prova di scrittura “per adulti” di Melissa de la Cruz, che si era cimentata finora nei romanzi Young Adult della serie Blue Blood. La Cruz ha una scrittura elegante, molto sensuale e sensoriale. Le sue streghe si muovono con naturalezza nel mondo umano, senza che il lettore abbia la percezione di un elemento paranormale stonato, messo a casaccio, come spesso succede nelle saghe di questo tipo. Devo ammettere di aver cominciato a leggere il libro senza grandi aspettative, anzi anche un po’ prevenuta. Eppure la Cruz è riuscita a farmi cambiare idea fin dalle prime battute. La descrizione delle scene di magia o delle scene di sesso è affidata alla dimensione sensoriale e percettiva, e non vi è nulla di assurdo (anche se si sta compiendo un incantesimo) o di volgare (negli amplessi della sensuale Freya).

Maledizione, doveva proprio essere così bello? Si riteneva immune a quel genere di cose: il cliché dell’uomo alto, moro e di bell’aspetto. Ma c’era qualcos’altro. Sembrava che, quando la guardava, sapesse esattamente chi era e com’era fatta. Una strega. Una dea. Non di questa terra, ma neppure estranea a essa. Una donna da amare, temere e adorare. Alzò lo sguardo da dietro il vaso e lo trovò ancora che la fissava. Era come se Killian avesse aspettato tutto quel tempo soltanto per quell’istante. Fece un cenno col capo, muovendosi verso una porta lì vicino. Davvero? Qui? Adesso? Stava davvero entrando in bagno con un altro uomo, il fratello del suo fidanzato, alla sua festa di fidanzamento? Sì. Freya avanzò, come stordita, verso quell’appuntamento. Chiuse la porta dietro di sé e rimase in attesa. Il pomello girò, e lui entrò, chiudendo a chiave la porta. Le labbra gli si incurvarono in un sorriso, una pantera con la sua preda. Fuori, nel bel mezzo del ricevimento, le rose centifolie presero fuoco.

Nel 2012 la casa di produzione americana Lifetime aveva annunciato l’intenzione di girare una serie televisiva tratta dai libri della Cruz. L’episodio pilota di Witches of East End era stato filmato a Macon, in Georgia e a Wilmington in North Carolina. Il cast stellare: Julia Ormond vestiva i panni di Joanna Beauchamp. Rachel Boston e Jenna Dewan-Tatum erano rispettivamente Ingrid e Freya. Dopo due stagioni, però, nonostante il successo di critica e i numerosi blog sulle Beauchamp, la Lifetime ha cancellato Witches of East Endper via degli scarsi ascolti della seconda stagione, a mio avviso migliore della prima. Peccato.

La prima stella della notte

Ciao booklovers,

Chiara Rametta ha letto per voi un bellissimo romanzo Leggereditore

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Piper Dove è una ragazza ambiziosa e determinata: il suo sogno è diventare la migliore detective di Chicago e riscattare un passato difficile e tormentato. Il suo primo incarico consiste nel pedinare Cooper Graham, celebre ex quarterback dei Chicago Stars, una vera e propria stella in città. Peccato che venga scoperta quasi subito… Ora che rischia di perdere casa e agenzia, Piper non ha altra scelta che accettare il lavoro nel club alla moda di Cooper, lo Spiral, ma la vita dell’ex campione negli ultimi tempi è diventata piuttosto movimentata e rischia di coinvolgere la ragazza in affari ben più pericolosi di una crisi finanziaria. Qualcuno ce l’ha con Cooper e sta facendo di tutto per sabotare le sue attività e minarne la popolarità. Piper sa che ormai è troppo tardi per slegare il proprio destino da quello di un uomo che la attrae terribilmente e che sente poter essere quello giusto. Perché niente intriga di più lo spirito competitivo di uno sportivo che una sfida impossibile: conquistare una donna spaventata dai sentimenti.

Piper Dove è una donna forte e determinata, cresciuta come un maschiaccio da suo padre, ora si occupa della Dove investigazione. Il suo primo incarico consiste nel pedinare Cooper Graham, ex quarterback dei Chicago Stars (la serie dei romanzi della Phillips, infatti, è incentrata sulle vite dei giocatori di questa squadra e ora è il turno di Coop) scoperta da quest’ultimo sarà costretta a lavorare nel suo club. Tra i due scatterà qualcosa, ma l’ex quarterback riuscirà a vincere anche questa “partita”? Una storia d’amore fuori dal comune, non melodrammatica e che non lascia spazio a pietismi per quanto riguarda il passato dei personaggi. Una donna vera con la D maiuscola, protagonista del romanzo, forte, risoluta, in grado di affrontare situazioni anche pericolose, ma nel contempo fragile come lo zucchero filato.
Dall’altra parte Cooper, un uomo che ha avuto tutto dalla vita, soldi, successo, belle donne, non abituato alla sconfitta, e se c’è una cosa che vuole e non può avere è proprio Piper; lontana mille miglia dalle ragazze che lui ha avuto, sempre truccate e pettinate come delle barbie. Piper Dove. Una donna che non da importanza all’aspetto esteriore, che non si crogiola perché non sa che borsa abbinare al suo outfit. Non le importa piacere a un uomo fisicamente.
Le ultime pagine hanno suscitato in me una forte emozione, con gli occhi lucidi sono riuscita a immedesimarmi nella vicenda (questa è una delle più grandi abilità dell’autrice) nella situazione in cui erano finiti Piper e Cooper, alla svolta finale, al punto in cui bastava ammettere i propri sentimenti. “La dolce linea del corpo di Piper appoggiata contro il suo gli provocava dolore.”
Se c’è una cosa che la voce di Susan P. mi ha insegnato è che non c’è cosa più bella di esternare le nostre emozioni, perché l’orgoglio rende forti ma non felici.
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