Il mistero della Bella Addormentata

La storia che sto per raccontarvi ci porta a Friburgo – nella foresta nera in Germania – nel piccolo cimitero monumentale del paese che è stato luogo di sepoltura dei suoi cittadini per oltre 200 anni (dal 1683 al 1872); mentre ora è un vero e proprio monumento storico e naturale.


Proprio quest’ultima sembra proteggere il camposanto silenzioso e maestoso al tempo stesso, custode di ricordi, dolore e del mistero della tomba della Bella Addormentata, Caroline Catherine Walter, che riposa nel suo giaciglio eterno da oltre 150 anni.


Caroline nasce nel 1850, ma rimane orfana presto di entrambi i genitori; accanto a lei ha solo la sorella maggiore Selma. Le bambine dopo il grave lutto che le ha colpite, vengono affidate alla nonna che abita proprio a Friburgo. Crescono serene, forti, unite e Caroline diventa sempre più bella.

Selma si sposa e la giovane sorellina la segue, andando a vivere con lei e il suo neomarito. Sembra tutto perfetto, nella loro quotidianeità le sorelle Walter credono di poter restare l’una accanto all’altra per sempre; ma nell’estate del 1867 Caroline, a soli 17 anni, contrae la tubercolosi e muore poco tempo dopo.
Selma è distrutta dall’ennesima insuperabile disgrazia che l’ha colpita; non riesce ad accettare la morte di Caroline e il suo destino.

Continua a leggere

La leggenda della Farfalla Blu

Sin da quando ne ho memoria, le farfalle mi hanno sempre trasmesso un senso di pace, eleganza e leggiadria; il loro volo è sinonimo di libertà e purezza. Sono considerate il simbolo della trasformazione e della rinascita e sono anche protagoniste di molte storie; io ne ho scelta una per voi che s’intitola: “La leggenda della Farfalla Blu” un racconto intriso di saggezza e di profonda consapevolezza che arriva dall’Oriente.

Spero che questa leggenda faccia nascere sul vostro volto un sorriso, e il battito d’ali della farfalla blu renda più leggero il vostro cuore. Continua a leggere

HULDUFÓLK, il popolo nascosto

Esiste un popolo nascosto, invisibile agli occhi degli umani che abita da sempre le gelide e primitive terra d’Islanda, sono gli HULDUFÓLK.

L’80% della popolazione islandese ancora oggi, crede fermamente nella loro esistenza e il restante 20% non ne esclude l’esistenza.

Sono folletti che possono manifestarsi agli uomini qualora lo volessero o perchè disturbati; vivono tra le rocce, nei campi di lava, o nelle piccole case che gli Islandesi costruiscono per loro e che i turisti possono trovare sia in mezzo a lande sperdute, incastrate in paesaggi mozzafiato; oppure negli agglomerati urbani come la capitale Reykjavik.

Gli Huldufòlk hanno una storia antichissima che attinge da varie fonti, dalla tradizione pagana a quella cristiana che vede protagonisti Adamo ed Eva: si narra che quando Dio andò a trovarli, Eva gli nascose i suoi figli sporchi e non lavati, omettendo addirittura la loro esistenza; quindi Dio sentenziò: “Ciò che l’uomo nasconde a Dio, Dio nasconderà all’uomo”.

Secondo altre fonti, gli Huldufòlk sono i figli di Lilith – figura della mitologia ebraica che viene descritta come un potente demone della notte, che rapisce i bambini nell’oscurità – o angeli caduti, costretti a vivere tra il paradiso e l’inferno. Certo è, che sono molto considerati dagli Islandesi i quali cercano da sempre una convivenza pacifica tra il loro mondo e quello degli esseri invisibili.

Questi folletti vivono in totale simbiosi con la natura e ne sono i suoi custodi; gli islandesi stessi prima di costruire un edificio o una strada, studiano attentamente il sito e – qualora gli Huldufòlk rendessero chiaro il loro dissenso, che si manifesta in modo palese, come ad esempio: incidenti o malfunzionamento dei macchinari impegnati sul cantiere in apertura- tutto si ferma per rispetto della volontà dei piccoli elfi. Il caso più famoso fu quello del 2014 quando venne interrotta la costruzione di una strada di collegamento perchè si ritenne che la terra sottoposta ai lavori, fosse abitata dai folletti. Nel 2004 invece, una multinazionale Americana che aveva la concessione per l’edificazione di una nuova fabbrica, dovette aspettare il beneplacito del funzionario locale che doveva sincerarsi che il sito in questione non fosse terreno abitato dai folletti; perchè sia chiaro che gli Huldufòlf odiano essere disturbati! Continua a leggere

Jacque St. Germain, il vampiro di New Orleans

Una delle leggende più famose che si sono tramandate a New Orleans ha come protagonista l’affascinate quanto intelligente e scaltro Jacque St.Germain, anche conosciuto come Conte di Saint Germain. Ve ne parliamo…

È consuetudine di molti pensare che New Orleans – città principale dello stato della Lousiana, fondata nel 1718 così chiamata in onore di Filippo II di Orléans, principe di Francia – sia una città magica, ricca di suggestione, fascino e storia; che riesce ad abbracciare eleganza, bellezza e mistero nello stesso identico modo.

È una delle prime metropoli a fondere la sua forza e unicità nel mix di razze e culture che l’hanno fondata e che tutt’oggi la vivono; rendendola anche la Culla della musica Jazz e di uno dei Carnevali più famosi del mondo: il pittoresco “Mardi Gras”- martedì grasso in francese. New Orleans è conosciuta e amata per i misteri che serpeggiano tra i vicoli e quartieri, scrigno prezioso di storie oscure e ricche di folklore, dove l’immortlità è di casa e l’arcano non ha paura di manifestarsi.

Una delle leggende più famose che si sono tramandate a New Orleans ha come protagonista l’affascinate quanto intelligente e scaltro Jacque St.Germain, anche conosciuto come Conte di Saint Germain… Continua a leggere

Ca’ Dario, il palazzo maledetto

Ca’ Dario, il palazzo maledetto

Venezia. Antichi palazzi, il mare a bagnarne le fondamenta e a lambirne i muri con il lento incedere delle sue acque. Sul Canal Grande, al civico 353 nel sestiere di Dorsoduro (il “sestiere” è una delle sei zone in cui è divisa la città, sinonimo di quello che noi chiamiamo quartiere), si affaccia il Ca’ Dario: palazzo elegante, suggestivo e di contrasto rispetto agli altri edifici più in stile gotico. La sua facciata ha elementi architettonici rinascimentali completamente decorato da marmi policromi, i cui camini in puro stile veneziano, svettano ancora in cima e sono originali d’epoca. Caretteristico il fatto che penda su un fianco, a causa di un cedimento strutturale mai risolto. Il Ca’ Dario sembrerebbe a tutti gli effetti un bellissimo esempio di archittettura italiana, ma cela una maledizione che tutt’oggi getta mistero, avvolgendo letteralmente la storia di questo palazzo in un vortice di morti cruente e strani imprevisti che hanno coinvolto tutti i suoi proprietari. Continua a leggere

La rosa Cherokee e il Sentiero delle lacrime

Esiste una rosa bianca bellissima perfetta, il suo nome è Rosa laevigata e appartiene alla famiglia delle Rosacee. Originaria del Sud Est asiatico, nel 1759 viene introdotta in Europa e nel 1780 negli Stati del Sud America dove si è velocemente naturalizzata, divenendo addirittura il fiore simbolo dello stato della Georgia dal 1916.

A questo fiore si accompagna una struggente leggenda, che lo vede protagonista, perché la Rosa Cherokee è il simbolo de “The Trail of Tears” (il Sentiero delle Lacrime); per conoscere questa storia, bisogna tornare indietro nel tempo, intorno al 1830 quando venne attuata la deportazione forzata delle “cinque tribù civilizzate” degli indiani d’America – che comprendevano: Cherokee, Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole, considerati “evoluti” dai coloni bianchi in quanto avevano adottato molti degli usi e costumi dei colonizzatori mantenendo con loro anche buoni rapporti. Continua a leggere

Il mistero del faro

La Scozia, terra bellissima, selvaggia e ricca di misteri e tradizioni, ospita il faro di Eilean Mòr e il mistero che lo avvolge dal lontano 1900, anno in cui sparirono i suoi tre custodi.

Eilean Mòr (che in Gaelico significa : Grande Isola) fa parte delle Isole Flannan nelle Ebridi Esterne al largo della costa occidentale della Scozia; il famoso faro venne costruito tra il 1895 e il 1899 nel suo punto più alto, proprio per facilitare la visione della sua luce da parte dei naviganti che solcavano il freddo oceano Atlantico. Il progetto fu del famoso architetto David Alan Stevenson, che disegnò una torre alta 23 metri ed elaborò anche i luoghi di sbarco, le scale, e i binari ferroviari utili per portare gli approvvigionamenti ai futuri guardiani, visto che sull’isola non sarebbe stato possibile trovare materie prime per vivere. Continua a leggere