La piccola libreria di Venezia

Dopo le emozioni destate con La Collezionista di libri proibiti non era semplice tornare ad affascinare e a emozionare il lettore con un’altra storia.

La piccola libreria di Venezia è tutto questo e molto altro in più. Cinzia Giorgio ha creato il posto che tutti noi lettori sogniamo, il nostro paradiso dei libri.

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L’amore per gli oggetti antichi che aveva unito le vite di Olimpia e Davide viene raccolto in eredità secondo una linea di successione abbastanza trasversale da Margherita, la figlia di lui, che apre con l’aiuto di Olimpia, una piccola libreria proprio a Venezia.

Se Margherita riesce a realizzare il suo sogno librario, non ha altrettanto coraggio per affrontare i suoi sentimenti e le paure del passato.

L’amore è un dio capriccioso, incostante e non ti lascia il tempo di riflettere: una persona che fino a pochi minuti prima non sapevi nemmeno che fosse al mondo, all’improvviso diventa il tuo mondo. (cap. 12).

Una rete reale di amicizie, affetti vecchi e nuovi sapranno essere il suo sostegno e indicarle la direzione giusta da prendere che non è mai quella della ragione, ma del cuore. Il passato, in forma di esperienza umana o nelle sembianze di un oggetto antico e nello specifico di un libro, può essere d’aiuto a decodificare il presente.

Ecco allora che Cinzia Giorgio si inventa per Margherita, alla quale regala la sua passione per i libri, un ruolo molto particolare: lei è la dottoressa dei libri, cioè colei che sa consigliare ai suoi clienti il romanzo giusto, in base non solo alla tipologia di lettore, ma anche all’umore e al momento particolare che sta attraversando quella persona.

Un classico è come un buon amico (cap. 17).

Le magnifiche coordinate geografiche di questo libro che Cinzia Giorgio ha scelto sono tre splendide città d’arte come Venezia, Firenze e Parigi. Mettere a frutto le sue competenze di storica dell’arte e la sua passione per i libri e la scrittura dev’esserle sembrato così naturale che il risultato è un inno alla lettura.

Chi non vorrebbe una libreria specializzata in classici (con tanto di sala interna adibita a cioccolateria)? Sarebbe il sogno di moltissime lettrici come me. Margherita ne fa la sua professione e sceglie prima di tutto i classici come suoi compagni di vita. Riesce a trasmettere questo suo amore anche a noi attraverso il testo che è disseminato di citazioni e di richiami, scegliendo quello che si adatta di più alla situazione del momento per tematiche o messaggio.

Leggere un classico è confortante (cap. 17)

Una scrittura piacevole, scorrevole, mai pesante, mai ridondante, scevra da fronzoli, eppure così estremamente significativa, mirata, che parla direttamente al cuore di ognuno.

Una storia d’amore, di libri, che conquista e fa sentire a casa. Deliziare con i riferimenti a Jane Austen e ai suoi romanzi era giocoforza facile, vista la nota predilezione per l’autrice inglese, ma anche quelli agli altri classici sono risultati interessanti ed efficaci. Tra gli altri, mi è sembrato di cogliere un indiretto e appassionato omaggio al finale di Piccole donne. Le frasi celebri che aprono ciascun capitolo e che contengono consigli o massime di vita sono state la caccia al tesoro che ha accompagnato il percorso di lettura di questo romanzo.

La parte più bella di tutta la letteratura è scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che tu non sei solo o isolato. Tu appartieni. Francis Scott Fitzgerald. (Cap. 6)

E se le vicende di Margherita ci hanno tenute sveglie, incollate alle pagine che si susseguivano in trepidante attesa del finale, non è ancora giunto il momento di riporre questo libro che riserva un’ennesima sorpresa diventando un prontuario di consigli letterari “quando, se, per…” ogni circostanza. Jane Austen è quindi perfetta per le questioni di cuore, Emily Bronte è la più indicata quando la passione acceca, per gli ipocondriaci è consigliabile Francis Hodgson Burnett e per distinguere tra sesso e amore basta rileggersi Le relazioni pericolose di de Laclos.

Margherita diventa allora la nostra libraia ideale, l’amica a cui ci siamo affezionate, la dottoressa dai cui consigli ci lasciamo curare e ci coccola con una tazza di cioccolata francese di Leonie.

In realtà, sapeva che spesso si commette l’errore di giustapporre la personalità di un personaggio a quella del suo creatore. Aveva letto da qualche parte che il coraggio di conoscere se stessi è un coraggio raro e che sono molti quelli che preferiscono incontrare il loro acerrimo nemico in campo aperto, piuttosto che il proprio cuore nell’armadio. Niente di più vero. (cap. 15).

Cinzia Giorgio, la nostra Margherita sei tu.

Domani tutti in libreria!

 

Gli insuperabili Newton: 3 libri a €9.90

Ciao booklovers,

pronti a correre in libreria? La casa editrice Newton Compton ci fa un regalo eccezionale per iniziare le vacanze con tantissimi libri.

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3 libri della collana Gli Insuperabili Gold a € 9,90

Volumi non vendibili singolarmente ma solo in abbinamento con altri due volumi della collana Gli Insuperabili Gold a € 9,90. Fino ad esaurimento scorte.

 

Quali scegliere? A questo link tutti i titoli: Insuperabili 3 a 9.90

Ecco il nostro terzetto per voi:

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Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, brucia l’animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti…
Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l’eredità di Anselmo… Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

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I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…

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I fiori sono sbocciati nella cittadina portuale di Saint Felix, in Cornovaglia. Ma l’umore di Poppy Carmichael non è per nulla sollevato dall’arrivo della primavera. Dopo avere ereditato il negozio di fiori della nonna, è stata costretta a ritornare a Saint Felix, un luogo che per lei è carico di troppi ricordi. Poppy ha intenzione di fare del suo meglio per la nonna, che adorava, ma non è facile portare avanti un negozio che è “più shabby che chic”. Ulteriore complicazione: il difficile rapporto con Jake, un uomo riservato, ma cordiale e affascinante, da cui Poppy acquista i fiori. Insomma, la tentazione di mollare tutto è grande, ma la graziosa cittadina ha in serbo per lei un paio di sorprese. Chissà che non accada qualcosa che la porti ad aprire il suo cuore e lasciarsi avvolgere dalla magia di un piccolo negozio di fiori in riva al mare!

La collezionista di libri proibiti

la-collezionista-di-libri-proibiti_8037_x1000Dalla bottega di un antiquario a Venezia a una famosa casa d’aste a Parigi, un romanzo d’amore e di mistero da un’autrice italiana di sicuro talento.

Venezia, estate 1975. Olimpia Cattanei ha quasi quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di un’antica bottega di antiquariato.
Per la vita di Olimpia sarà un incontro decisivo: Anselmo infatti intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e le fa dono di un’edizione del Decameron del XVI secolo, censurata dall’Inquisizione. Olimpia, giovane e appassionata lettrice, da quel momento inizierà a collezionare libri antichi messi al bando dalla Chiesa e grazie agli insegnamenti di Anselmo e di suo nipote Davide diventerà ben presto capace di distinguere un’edizione originale da un falso. Con il passare del tempo l’amore di Olimpia per le parole nascoste in quelle pagine proibite continuerà a crescere, così come l’amore per il giovane Davide. Ma le scelte di Olimpia la porteranno lontano da Venezia. Parigi, estate 1999. Olimpia si è trasferita e ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri antichi e manoscritti, divenuta ormai una delle più quotate ed eleganti della città. Un giorno, la donna riceve da Davide un pacchetto con delle lettere antiche, un tempo censurate e destinate alla distruzione, perché ritenute oscene e offensive, e un libro antico introvabile e dal valore inestimabile, messo al bando diversi secoli fa. Olimpia conosce bene il valore di quegli oggetti, e comincia così a indagare sulla loro provenienza. Come fa un modesto antiquario veneziano a esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

Ancora una volta Cinzia Giorgio ci trascina, con la sua scrittura attenta e profonda, in un viaggio alla scoperta delle emozioni. La collezionista di libri proibiti è un romanzo che, come una pozione magica, mescola tutti gli ingredienti capaci di coinvolgere un vero lettore: passione per i libri, storia, mistero e sentimenti. Non si può inserire in un genere preciso perché la sua alchimia permette di catturare l’attenzione di tutti i lettori. I booklovers ameranno le ambientazioni e i riferimenti letterari molto ricercati; gli appassionati del genere storico ritroveranno dei documenti che li entusiasmeranno; gli amanti dei misteri cercheranno di venire a capo di una situazione davvero criptica in cui sarà coinvolta la protagonista e chi adora leggere storie in cui i sentimenti sono messi in primo piano, avrà modo di emozionarsi profondamente.

Quando un libro ci lascia dentro un po’ di sé prendendo un po’ di noi, allora si può esser certi di essere di fronte a un buon libro: questo lo è!

Ecco a voi un piccolo estratto in anteprima:

Anselmo si avvicinò a uno degli scaffali prendendo qualche libro, per poi riporlo dopo pochi istanti al suo posto. Le sue mani accarezzavano le copertine con fare paterno. Maneggiava i volumi con disinvoltura, era evidente che li conosceva tutti, uno per uno. Olimpia lo osservò riporre l’ennesimo libro prima di girarsi verso di lei per dirle: «Lasci che sia lui a sceglierla». «Come, scusi?». L’antiquario le sorrise. Si fece da parte e dopo qualche istante le indicò uno degli scaffali. «Mi dica, Olimpia, quando non ha nessuna idea di quello che vuole leggere ed entra in una libreria, oppure quando va in biblioteca senza uno scopo ben preciso, cosa la spinge verso un volume piuttosto che un altro?» «Non saprei», ammise Olimpia, aggrottando le sopracciglia. Non riusciva a capire dove volesse arrivare. «Esatto», esclamò lui con gli occhi che gli brillavano. «Comincia a gironzolare per gli scaffali, a prendere questo o quel libro senza nemmeno leggerne la quarta di copertina. Poi però, all’improvviso, è attratta forse da un’immagine o dal nome dell’autore, e si ritrova a leggere un libro che non avrebbe mai notato fino a due minuti prima». Olimpia rise. «Ha ragione! Mi succede sempre». «Prenda il libro su cui si sta appoggiando», le disse Anselmo, facendole segno di spostare la mano dal libro posato su un’antica madia. «Legga il titolo, per favore». «È il Decameron di Giovanni Boccaccio», rispose Olimpia sentendo crescere dentro di sé una strana euforia. L’idea del vecchio antiquario era affascinante. Quando non era Peggie a consigliarle cosa leggere, di solito Olimpia si lasciava guidare dall’istinto. Raramente si sbagliava. Aveva fatto piacevolissime scoperte grazie a quello che lei pomposamente chiamava il suo “fiuto” per un buon libro. In realtà non aveva mai compreso fino in fondo cosa la spingesse a comprare un libro piuttosto che un altro. Anche il suo amore per i libri antichi, che sua madre considerava bizzarro, era frutto di una combinazione di elementi. L’idea che tante altre persone avessero posseduto, letto e goduto di un libro, la ipnotizzava. Peggie aveva una biblioteca immensa piena di libri antichi e a volte Olimpia ci aveva passato ore e ore senza nemmeno rendersi conto dello scorrere del tempo. E quel profumo di antico? Come poteva ignorarlo? Senza pensarci su nemmeno un istante, aprì il Decameron e ne inspirò l’odore. Chiuse gli occhi e sorrise.

Isabella D’Amore