HULDUFÓLK, il popolo nascosto

Esiste un popolo nascosto, invisibile agli occhi degli umani che abita da sempre le gelide e primitive terra d’Islanda, sono gli HULDUFÓLK.

L’80% della popolazione islandese ancora oggi, crede fermamente nella loro esistenza e il restante 20% non ne esclude l’esistenza.

Sono folletti che possono manifestarsi agli uomini qualora lo volessero o perchè disturbati; vivono tra le rocce, nei campi di lava, o nelle piccole case che gli Islandesi costruiscono per loro e che i turisti possono trovare sia in mezzo a lande sperdute, incastrate in paesaggi mozzafiato; oppure negli agglomerati urbani come la capitale Reykjavik.

Gli Huldufòlk hanno una storia antichissima che attinge da varie fonti, dalla tradizione pagana a quella cristiana che vede protagonisti Adamo ed Eva: si narra che quando Dio andò a trovarli, Eva gli nascose i suoi figli sporchi e non lavati, omettendo addirittura la loro esistenza; quindi Dio sentenziò: “Ciò che l’uomo nasconde a Dio, Dio nasconderà all’uomo”.

Secondo altre fonti, gli Huldufòlk sono i figli di Lilith – figura della mitologia ebraica che viene descritta come un potente demone della notte, che rapisce i bambini nell’oscurità – o angeli caduti, costretti a vivere tra il paradiso e l’inferno. Certo è, che sono molto considerati dagli Islandesi i quali cercano da sempre una convivenza pacifica tra il loro mondo e quello degli esseri invisibili.

Questi folletti vivono in totale simbiosi con la natura e ne sono i suoi custodi; gli islandesi stessi prima di costruire un edificio o una strada, studiano attentamente il sito e – qualora gli Huldufòlk rendessero chiaro il loro dissenso, che si manifesta in modo palese, come ad esempio: incidenti o malfunzionamento dei macchinari impegnati sul cantiere in apertura- tutto si ferma per rispetto della volontà dei piccoli elfi. Il caso più famoso fu quello del 2014 quando venne interrotta la costruzione di una strada di collegamento perchè si ritenne che la terra sottoposta ai lavori, fosse abitata dai folletti. Nel 2004 invece, una multinazionale Americana che aveva la concessione per l’edificazione di una nuova fabbrica, dovette aspettare il beneplacito del funzionario locale che doveva sincerarsi che il sito in questione non fosse terreno abitato dai folletti; perchè sia chiaro che gli Huldufòlf odiano essere disturbati! Continua a leggere

Irlanda in rosa

Tempo di sole e di vacanze, tempo di decidere una meta.

C’è chi opta per l’Irlanda, ma non per i motivi che si immaginerebbero.

In piena estate, Ren Parker nella terra di San Patrizio ci va per lavoro. Roba che nemmeno i milanesi più stakanovisti.

Ren svolge un mestiere piuttosto curioso: quello di procacciatrice immobiliare. Clienti facoltosi, arrivati da lei tramite il passaparola, le comunicano la zona in cui vorrebbero trovare la dimora dei loro sogni, le caratteristiche desiderate e il budget, e immediatamente la bella londinese si attiva.

Così, quando il signor Dempsey la contatta, Ren carica su una vecchia Fiat a nolo bagagli e assistente, e parte per Ballykiltara, ridente e verderrima cittadina nell’Anello di Tara. Il suo istinto da segugio immobiliare è già in azione.

Inizia così la caccia alla casa perfetta che tuttavia porterà Ren e Kiki, la sua assistente, verso bivi inattesi.

Il proprietario del loro albergo sembra così carino; e cos’è la misteriosa Welcome House, una sorta di rifugio un po’ fiabesco, e a chi appartiene?

Le coincidenze sembrano moltiplicarsi sul percorso della protagonista: sarà forse un’influenza del famigerato nomen omen, dato che il suo nome completo è Serendipity?

Ali McNamara è un’autrice anglofona di successo, che con la Newton Compton ha già pubblicato, in traduzione, numerosi romanzi.

L’estate delle coincidenze è l’ultimo, un romance soffice, da assaporare in viaggio, o per sentire un po’ di vento irlandese tra i capelli.

L’unico appunto che verrebbe da muovere alla protagonista è di iniziare a fare una bella distinzione tra i concetti di folle e rimbambita: la sua assistente che straparla, sbaglia le parole a caso e inanella gaffe una di fila all’altra, non è folle, come sostiene Ren. È rimbambita. O sotto acidi, decidete voi.

A San Valentino con Lorena Marcelli

Sposami per un anno e un giorno è il primo romanzo vincitore del Concorso Live&Love indetto dalla casa editrice Le Mezzelane, l’autrice è Lorena Marcelli. Il romanzo si presenta in un formato nuovo e maneggevole, originale anche nella copertina. È una storia d’amore, dove però l’amore non è l’unico protagonista, c’è anche la selvaggia terra d’Irlanda che accompagna ogni scena e la pervade di magia. Lorena Marcelli oltre ad avere uno straordinario talento, riconosciuto dalle numerose case editrici che hanno pubblicato il suoi lavori, come la Rizzoli e la Sperling & Kupfer, solo per citarne alcune, è una donna eclettica e curiosa, prova ne sono i suoi numerosi romanzi, scritti anche sotto l’alias di Laura Fioretti.

La protagonista del tuo nuovo romanzo edito dalle Mezzelane si trova ad affrontare un periodo di forte crisi, in cui, per congiunture nefaste, perde contemporaneamente: lavoro, migliore amica, compagno e casa. Nel romanzo scrivi che Mila non riesce a dare un ordine di importanza a quelle perdite: tu sapresti darlo? Qual è la tua personale graduatoria? “Ho perso da poco una persona che pensavo fosse una grande amica e mi ha fatto davvero molto male. Per me l’amicizia viene prima di tutto. Seguono l’amore, la casa e il lavoro.”

Il titolo del romanzo, Sposami per un anno e un giorno, rimanda all’idea di un amore precario, così come il tempo in cui viviamo. In realtà il libro parla di un amore che sfida il tempo. Secondo te l’amore ha una durata precisa, una data di scadenza oltre la quale, fisiologicamente si spegne?

Non credo si possa generalizzare e che non si possa dare una risposta univoca. Personalmente penso che l’amore duri giusto il tempo dell’innamoramento. Dopo diventa altro. Molto altro, in alcuni casi, e tutt’altro in altri. Dipende molto dalla maturità delle persone, da quello che ognuno di noi cerca nell’altra persona e da quello che la vita ha insegnato ad apprezzare. L’amore è un sentimento molto complicato e dovrebbe essere vissuto solo per quello che è: un bel sogno dal quale ci si può svegliare. Preferisco di gran lunga le passioni che sconvolgono la vita.

Un altro tema trattato nel romanzo è quello del tradimento: come si supera il dolore di un tradimento?

In realtà credo che non si superi. Non si supera né in amore né in amicizia. Lo si elabora nel tempo. A volte si riescono a comprendere anche i meccanismi che hanno portato te stessa o l’altra persona a tradire; si analizzano le situazioni e si mettono sui piatti della bilancia gli avvenimenti e le persone coinvolte. A volte si sceglie di rimanere; altre volte no. Se si resta, però, si deve essere consapevoli che quella cicatrice ogni tanto sanguinerà e farà ancora male.

Tu scrivi d’amore, secondo te, le storie d’amore hanno un lieto fine solo nei romanzi?

No, non sempre ma spesso. Di solito la parola fine, nei romanzi, viene scritta quando i due protagonisti sono innamoratissimi. Ma pochi di noi sanno cosa accadrà loro subito dopo. Finirà la passione? I problemi quotidiani li travolgeranno e faranno dimenticare loro che un tempo si amavano? Forse non lo sapremo mai. I miei genitori si sono amati per più di cinquant’anni e hanno superato tutte le difficoltà rimanendo sempre insieme. Io non posso assicurare a nessuno che il mio amore durerà per sempre. Sono molto fatalista e, dopo tante delusioni, cerco di non attaccarmi troppo alle persone. Dicono che sono un po’ fredda; io penso solo di essere molto selettiva.

Il romanzo è ricco di riferimenti ai riti celtici, da dove nasce il tuo amore per l’Irlanda e quale tradizione ti affascina di più?

Credo che l’Irlanda sia la terra della mia anima. La prima volta che andai lì scoppiai a piangere senza alcuna ragione apparente. Non so spiegarti bene come mi sentii, ma fu un po’ come quando si torna a casa dopo un lungo viaggio. Amo tantissimo tutti i riti celtici ma, in particolar modo, l’handfasting, che ho descritto in Sposami per un anno e un giorno.

Grazie Lorena, per la disponibilità e per la generosità che ti caratterizza e che viene fuori anche da una semplice intervista. E, in attesa del prossimo romanzo, ti saluto a nome di tutta la redazione e di tutti i lettori di Pink Magazine Italia.

Il romanzo puoi trovarlo qui.