Il meglio di noi di Francesco Gungui

Titolo: Il meglio di noi
Autore: 
Francesco Gungui
Editore: 
Giunti
Genere: Narrativa
Pagine: 
256
Prezzo e-book: 
8,99€
Prezzo Cartaceo: 
14,90€

È davvero possibile imparare a vivere meglio quando la vita sembra avere la meglio su di te? Sara ancora non lo sa. Dopo anni di crisi, lei e Michele hanno deciso di separarsi e devono solo trovare il coraggio di dirlo al figlio, Nicolò, sei anni, un bambino tanto sensibile e creativo, affetto da una forte dermatite che lo spinge a grattarsi a sangue durante la notte. Quando finalmente tutto è deciso, Michele ha un incidente che d’improvviso porta alla luce una triste verità: «Quindi non ci bastano i soldi? Dobbiamo rimandare tutto?» è la domanda allibita di Sara. Vivere da separati in casa diventa l’unica scelta possibile. Ma Sara capisce che deve fare qualcosa, deve trovare una strategia per sopravvivere. La psicologa, le ricerche in rete fino a notte fonda non sembrano portare a niente. Forse è tempo di provare qualcosa di diverso. Ma per orientarsi in questo mondo di manuali self-help, di blog su “come essere felici”, teorie motivazionali di esuberanti coach e sedicenti guru, serve una guida. A volte l’aiuto che di cui hai bisogno è proprio dietro l’angolo, il maestro arriva quando il discepolo è pronto. Poche parole prima di iniziare un’avventura che cambierà il futuro di Sara: «Tu sei l’eroina, tuo è il viaggio. È ora di prendere in mano la tua vita. Continua a leggere

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L’ora del tè di Valentina Schifilliti


Autrice: Valentina Schifilliti
Genere: Narrativa
Editore: Giunti
Pagine: 336
Prezzo e-book: 8,99€
Prezzo cartaceo: 14,90€

Alice è figlia unica, abituata a darsi da fare “per due”. Non ha mai voluto deludere i genitori e ha un rapporto speciale con nonna Bice, un tempo sarta in un atelier di abiti da sposa, che facevano sognare Alice fin da piccina con il loro tulle e ricami. Così, dopo la laurea, ha trovato Il Posto Fisso che la famiglia si aspettava da lei. Ma quando alla vigilia di Natale anche quella certezza sembra sfumare, Alice capisce che è venuto il momento di seguire davvero la voce del cuore. Sostenuta dal fidanzato Andrea e dalle sue strambe, adorabili amiche, apre così un profilo social attraverso il quale presentare le creazioni sartoriali uniche che realizza in casa, mentre il gatto Marlon fa le fusa. Le cose non decollano, sono in pochi a seguirla, fino a che, improvvisamente, il destino spariglia le carte. Alice si trova catapultata nel mondo degli influencer, che dominano l’universo del web, suscitatori di like che tintinnano come monete sonanti, maghi capaci di utilizzare i potenti filtri della rete per far sognare i loro follower. Per Alice è davvero l’ingresso in un mondo di “meraviglie”, tanto affascinanti quanto pericolose. Perché il filtro dei social media può essere una droga sottile, che scaccia ogni solitudine ma chiede in cambio di consegnare ogni momento privato alla sua luce accecante… Valentina Schifilliti, per tutti noi @larotten, esordisce nella narrativa con un romanzo romantico e brillante. E ci pone, insieme ai suoi personaggi, domande grandi: qual è il rapporto tra la realtà e la sua narrazione in rete? Siamo consapevoli del potere simbolico ed economico che tutto questo esercita su di noi? E soprattutto: saremo capaci di passare attraverso il grande “specchio” social senza perdere l’autenticità che rende la vita degna di essere vissuta? Continua a leggere

Perduti nei quartieri spagnoli di Eddie Goodrich

PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI
HEDDI GOODRICH

Copertina rigida: 468 pagine

Editore: Giunti Editore (23 gennaio 2019)

Collana: Scrittori Giunti

Lingua: Italiano

SINOSSI
Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all’Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un’immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall’empatia, da un bisogno di radicamento e dall’entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l’un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in italiano letterario, tanto più sorprendente considerando che l’autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d’amore: per una città e per un giovane uomo. Continua a leggere

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Giada è una bambina considerata da tutti perennemente manchevole, troppo minuta, “una raganella”, che vive malvolentieri a casa degli zii in provincia di Milano. Da che sua madre se n’è andata per trafficare con camion, alcolici e bar nelle colonie italiane in terra d’Africa, Giada non pensa ad altro che a raggiungerla in quella che lei chiama “la Grande A”, una terra che immagina piena di meraviglie e di promesse. Ma una volta giunta ad Assab, una cittadina avvolta nell’arsura e nell’aria salmastra, la vita sembra ruotare solo intorno al piccolo bar che Adi gestisce fino a notte fonda, dove Giada fa molte nuove conoscenze: da Hamed, il garzone che non sa scrivere, a Orlando, il compagno della madre animato dalla retorica fascista vecchio stampo; dalla gazzella Checco, che vive in casa come un animale domestico, a Giacomo Colgada, un giovane italiano farfallone che sembra la copia di un attore del cinema. Ed è proprio con lui che inizia la vera storia di Giada: il matrimonio imposto da Adi, le insidie di suocera e nuora, la fortuna economica, il boom del Circolo Juventus di Addis Abeba, gli incredibili viaggi con la jeep nel deserto, i dolorosi chiaroscuri di Giacomo che obbligano Giada al continuo raffronto con una donna dura e intraprendente come sua madre.

Link per l’acquisto: La Grande A

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A diciotto anni, Imi ha finalmente realizzato il suo sogno di vivere a Londra. A bordo di un vecchio treno malandato ha lasciato l’orfanotrofio ungherese dove ha sempre vissuto e, nella metropoli inglese, si è impiegato in una caffetteria della catena Proper Coffee. Il suo sguardo è puro, ingenuo e pieno di entusiasmo: come gli altri orfani del villaggio di Landor, anche lui non permette mai al passato di rattristarlo, né si preoccupa troppo di ciò che il futuro potrebbe riservargli. Le tante e minuziose regole che disciplinano la vita all’interno della caffetteria – riassunte nel Manuale del caffè cui i dirigenti della Proper Coffee alludono con la deferenza riservata ai testi sacri – gli sembrano scritte da mani capaci di individuare in anticipo la soluzione a qualsiasi problema pur di garantire il completo benessere di impiegati e clienti. La piramide gerarchica che ordina la Proper Coffee sembra a Imi assai più chiara e rassicurante del complesso reticolo di strade londinesi. Dovrà passare molto tempo prima che Imi – grazie al cinismo di un collega e ai consigli della sua padrona di casa – cominci a capire la durezza di Londra e la strategia delle regole riassunte nel Manuale del caffè. Tanto candore finirà per metterlo in pericolo: e sarà allora Morgan, il libraio iraniano, a prendersi a cuore il destino di Imi, coinvolgendo nel progetto Margaret, una grande scrittrice anziana e ormai stanca di tutto, ma ancora capace di appassionarsi alle piccole storie nascoste tra le pieghe della vita.

Link per l’acquisto: La piramide del caffè

Anna sta mentendo di Federico Baccomo. Menzogna e follia ai tempi dello Smartphone

Riccardo Merisio è un giovane riservato e sensibile. Dopo la brusca rottura con Maddalena, l’amata compagna, e la morte improvvisa del padre, da sempre un modello irraggiungibile, Riccardo ha passato un periodo difficile che faticosamente è riuscito a lasciarsi alle spalle. Da poco, infatti, la vita sembra essere tornata a sorridergli. Ha un nuovo lavoro alla Dedala, un’azienda all’avanguardia nel campo delle Neuroscienze, nella quale sta portando avanti un ambizioso progetto che lo vede protagonista, ma, soprattutto, ha un nuovo amore, Anna, una collega dalla personalità intraprendente, ma comprensiva, che sembra completarlo alla perfezione. Una sera, proprio mentre sta dando la buonanotte ad Anna con uno dei servizi di messaggistica istantanea più utilizzati al mondo, una misteriosa App si impadronisce del suo Smartphone: WhatsTrue. Riccardo non può fare a meno di scaricarla, nonostante tenti di arginare la pubblicità che continua a comparire sullo schermo, obbligandolo quasi ad effettuare il download. Inizialmente nulla sembra cambiato, a parte il colore dell’icona dell’App di messaggistica sul cellulare, passato da verde a rosso, finché alcuni messaggi di Anna iniziano ad essere preceduti da una scritta sinistra: invece di “Anna sta scrivendo…”, Riccardo legge: “Anna sta mentendo…” e non può credere ai propri occhi. Forse si tratta di uno scherzo? O di qualche nuova trovata pubblicitaria con un software che tira a indovinare se qualcuno stia mentendo o meno? O, invece, in questo insolito rilevatore di menzogne si cela qualcosa di veritiero, ma inquietante? In una lucida e inesorabile discesa verso l’abisso della paranoia, Riccardo vede sgretolarsi nuovamente il suo piccolo mondo, mentre il tarlo che le persone che lo circondano siano solo false e ipocrite non abbandona la sua mente, in un gioco psicologico che lo vede perdente già in partenza.

Ricordate Duchesne, il Blogger che, qualche anno fa, divenne famoso per la sua tagliente ironia con il romanzo “Studio Illegale”, ispirato al suo divertente Blog nel quale, con sottile sarcasmo, prendeva in giro gli ex colleghi avvocati? Ne è passato di tempo da quel primo libro scritto sotto pseudonimo, dal quale è stato tratto il film con Fabio Volo e, oggi, Duchesne torna a metterci orgogliosamente la faccia, firmando col proprio nome e cognome, Federico Baccomo, un romanzo tra i più originali degli ultimi anni, Anna sta mentendo, edito da Giunti. Sarà che ormai è uno scrittore a tempo pieno, sarà che ha pienamente colto il senso di precarietà dei rapporti di oggi, fatti di chat ed emoticon. Federico Baccomo ha ideato una storia che ricalca i ritmi incalzanti dei vecchi telefilm Twilight Zone – Ai confini della realtà, a cavallo tra realtà e fantascienza, nei quali esseri umani qualunque, proprio come Riccardo, vengono messi alla prova e portati ad avere reazioni estreme di fronte a fatti inspiegabili. Esattamente come nel vecchio telefilm gli abitanti di Maple Street sono convinti che gli alieni siano atterrati nella loro tranquilla stradina americana, Riccardo, pian piano, inizia a convincersi che quella misteriosa App possa davvero rilevare le piccole menzogne che tutti i giorni ci raccontiamo l’un l’altro e comincia a dubitare di chiunque lo circonda, oltre che di se stesso.

Avvincente come un thriller, ma emozionante come una storia d’amore, il lettore non può fare a meno di immedesimarsi col protagonista di questo romanzo, sentendosi sempre più turbato e vulnerabile, come accade a Riccardo, in un crescendo di adrenalina degna di un film d’azione, con un’introspezione psicologica vibrante e un epilogo che non delude affatto.

Una sola domanda ci rimbomba in testa, proprio fino all’ultima pagina: e se fosse tutto vero? Non ci resta che arrivare alla fine per scoprirlo. Ma proprio alla fine delle nostre sciocche certezze…

Alessandra Rinaldi

Letture in redazione

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Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l’ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima. Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei. Nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard, che proprio come lei ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera. La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell’età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato. Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta. Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l’ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta. A narrarci la loro storia sono “le madri”, il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile.

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L’immagine di Elizabeth Jane Howard è associata a quella della femme fatale: l’incedere altero, l’eleganza aristocratica che le donne di ricca estrazione riescono a esibire in ogni circostanza senza risultare fuori luogo. La sua infanzia fu tormentata dalla depressione della madre e dalle molestie da parte del padre, e da giovane cercò la propria emancipazione attraverso la carriera di attrice, ma vide il suo sogno infrangersi con il matrimonio e l’arrivo della guerra. Si diede quindi alla narrativa. Nei suoi romanzi, Howard rappresenta con precisione etologica e con la disinvoltura conferita da una lunga esperienza le dinamiche matrimoniali, le sottigliezze dei rapporti sentimentali, le sfumature e le contraddizioni dell’amore che solitamente si impiega un’intera esistenza a cogliere nella loro interezza. Eppure, se si guarda alla sua vita privata, è difficile cogliere tracce sia della sicumera sfoggiata nel portamento, sia della perspicacia riversata negli scritti. Il suo contegno era un paravento dietro il quale celare la propria profonda insicurezza, il suo sentirsi fuori luogo in ogni situazione, specialmente nei ricevimenti della buona società. La sua vita sentimentale fu un’infilata di matrimoni catastrofici – l’ultimo dei quali, il terzo, con Kingsley Amis – intervallati da legami sentimentali e avventure rapsodiche, rosicchiate dalla frustrazione, spesso umilianti. Mentre era in vita il suo lavoro di scrittrice venne adombrato e ostacolato dall’ego e dalle insistenti richieste degli uomini che le stavano accanto; solo di recente è stata riscoperta come una delle autrici più importanti del Novecento inglese, e i cinque volumi della saga dei Cazalet (da cui il produttore di Downton Abbey trarrà una serie tv) sono la sua opera più imponente.
Artemis Cooper ci regala un ritratto strabiliante di una donna maledetta due volte, dalla sua bellezza e dalla sua acuta sensibilità, la cui innocenza fu innanzitutto un pericolo per se stessa.

 

Il ritorno di Picciridda

Ciao booklovers,

Siamo felicissimi di segnalarvi la riedizione di un romanzo meraviglioso di Catena Fiorello per Giunti Editore.

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Cosa può mai accadere a una picciridda che nei primi anni Sessanta vive in un minuscolo villaggio di pescatori, Leto, lungo la costa tra Messina e Catania? Può accadere, ad esempio, che i genitori si trovino costretti a emigrare in Germania in cerca di fortuna e che decidano di portare con sé solo il più piccolo dei due figli, affidando “la grande”, pur sempre picciridda, alla nonna paterna. È quello che accade a Lucia, l’irriverente protagonista di questo romanzo, che vive la sua condizione di figlia di emigrati sentendosela addosso come un marchio negativo. È consapevole, Lucia, che per lei – e per tutti coloro che non hanno fortuna, che sono “figli della gallina nera” – la necessità implica sacrificio e rinunce. Lo sa bene. Lo dicono tutti. Lo ripete la nonna, così burbera e austera. Ma col passare dei mesi, tra feste di paese e pomeriggi in riva al mare, l’esistenza di Lucia si popola di persone e di affetti: le zitelle Emilia e Nora, la professoressa Aida, la compagna di classe Rita. Ci sono anche gli uomini, misteriosi e taciturni, un mondo da cui stare alla larga (come dice sempre la nonna) o tutto da scoprire (come sente Lucia). E proprio uno di quegli uomini nasconde un terribile segreto a cui Lucia si avvicina sempre più, ignara di ciò a cui andrà incontro…

Qui potete leggere un estratto: http://www.giunti.it/media/estratto-picciridda-193RSLEI.pdf

Link di acquisto: http://www.giuntialpunto.it/product/8809817168/libri-picciridda-1-catena-fiorello

 

Isabella D’Amore

Novità Giunti Editore

Ciao booklovers,

oggi vi parliamo di  due bellissimi romanzi editi Giunti Editore.

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“Se mi tornassi questa sera accanto”, memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il secondo libro di Carmen Pellegrino che racconta il delicato rapporto tra padre e figlia. Un romanzo sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati. Giosuè Pindari – uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico – scrive lettere alla figlia Lulù, che se ne è andata e non dà più notizie di sé, e le affida alla corrente del fiume, arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione. In quella distanza vive Lulù che d’un tratto, dalle sponde di un altro fiume – dopo l’incontro con Andreone, l’uomo “leggero” che aspetta la piena – è come se rispondesse alle lettere paterne, seguendo la corrente.

http://www.giunti.it/libri/narrativa/se-mi-tornassi-questa-sera-accanto/#

Una storia che entra nel cuore dei lettori per la profondità della scrittura e l’intreccio emotivo dei protagonisti. Un viaggio nei luoghi e nei non luoghi, lungo la storia di una famiglia, di un dolore, della nostra terra. La scrittrice ci regala anche tantissimi momenti di incontro tra la sua scrittura e riferimenti letterari di rilievo (il titolo trae origine da una poesia di Alfonso Gatto). Un quadro narrativo che ci mostra una terra “persa” ed un padre che vive nella speranza che un fiume porti le sue lettere lontano, dove sono destinate ad arrivare. Un romanzo che è come una lunga poesia, intensa e coinvolgente.

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“Sono nata con due mesi di anticipo, sono fisicamente allergica ai tempi morti e adoro il tasto fast forward”: Agnese è così, una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso tutto ciò che frena la sua corsa. Ma improvvisamente, la vita prende una piega terribilmente dolorosa e la scaraventa dal centro di una metropoli che non dorme mai a una grande casa lungo un fiume, immersa nei ritmi immutabili della campagna e circondata da curiosi personaggi che solo in provincia si incontrano: il conte proprietario di tutte le terre circostanti, una anziana signora dagli occhi ciechi ma dalla memoria vivissima, un ragazzo bello e strano segnato da un grande dolore… Agnese reagisce come sempre, impulsiva fino all’autolesionismo. Ma mentre l’inverno finisce e tutto comincia a fiorire, ecco nuove sorprese per lei: dalle pagine di un libro riemerge una bustina di semi di Impatiens, la pianta i cui fiori rosa curano le ferite dell’anima, e la solitudine della sua grande casa è spezzata dall’arrivo di un giovane medico, misterioso e affascinante come una domanda sussurrata nella notte…

http://www.giunti.it/libri/narrativa/tutta-colpa-della-mia-impazienza/

Un romanzo in pieno stile Bramati: dolce, divertente e coinvolgente. Ritroviamo, in piacevoli comparse, i personaggi che ci hanno accompagnato nei precedenti romanzi, e che abbiamo imparato ad amare. Scopriamo nuovi protagonisti, in un paesaggio che la fa da padrone con le sue suggestioni: la Brianza. C’è un piccolo mistero da risolvere ed una protagonista effervescente da seguire, in un intreccio sorprendente.

Alaska di Brenda Novak

Ciao booklovers,
La nostra blogger Rosaria Russo ha letto per voi il thriller del momento. Pronti?

alaskaStanno accadendo strane cose nel piccolo villaggio di Hilltop, remota località dell’Alaska dove l’inverno è così gelido da ottenebrare le coscienze. Da quando, tre mesi prima, è stata aperta Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita con finalità scientifiche i più feroci serial killer d’America, nessuno dorme più sonni tranquilli e a nulla servono le rassicurazioni di Evelyn Talbot, la psichiatra trentenne e determinata che dirige l’istituto insieme al collega Fitzpatrick.
Soprattutto quando nella neve avviene un macabro ritrovamento: i resti di una donna, orrendamente martoriata. Per il giovane sergente Amarok è la conferma di ciò che ha sempre temuto: portare un branco di efferati assassini a pochi metri dalle loro case e dalle loro famiglie è stata una decisione estremamente pericolosa. Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e misterioso di Evelyn, il cui passato nasconde il più nero e atroce degli incubi.
E mentre una violenta tormenta di neve si abbatte sul paese rendendo impossibili i collegamenti e le comunicazioni, la psichiatra ha più di un motivo per pensare che quel primo omicidio sia un messaggio destinato proprio a lei e che l’ombra del passato la stia per raggiungere ancora una volta.

Recensione
Un buon thriller per essere giudicato tale deve avere, secondo me, due elementi fondamentali: tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina e fargli credere fino alla fine di aver capito tutto per poi deludere le sue certezze con un colpo da maestro.
Alaska, bestseller scritto da Brenda Novak, ottempera al primo obiettivo ma non al secondo. Non voglio anticipare nulla, e non aspettatevi proprio un finale scontato, ma per un occhio esperto o un appassionato con la a maiuscola del genere, non sarà difficile scovare gli indizi giusti per arrivare alla verità.
Ad ogni modo la storia è ben strutturata e potremmo definirlo un viaggio nella mente umana, sia quella della protagonista, la dottoressa Evelyn Talbot, psichiatra dal passato traumatico, che ha subito a sedici anni violenze dal suo fidanzato di allora, che non è ancora stato catturato dalle autorità. Per poi passare a quella del suo collega e co-fondatore di Hanover House, Tim Fitzpatrick, e i detenuti della prigione, che sono parte integrante della storia.
L’ambientazione fa da padrona, il freddo tagliente, la tormenta, l’isolamento danno ancora maggiore spessore alla storia. In alcuni momenti mi sembra di essere catapultata nei thriller nord europei, e in altri mi sembra di essere ad Alcatraz. C’è ben poco infatti dello stile noir americano al quale si è abituati, fatto di grattacieli altissimi o case di periferia con tanto di portico e staccionata bianca. Ripeto l’ ambiente è adatto alla storia.
L’elemento rosa non manca, c’è infatti il rapporto tra Evelyn e il sergente della polizia Amarok, ragazzo bello ed affascinante che con la sua pazienza e dolcezza riuscirà ad aiutarla ad aprirsi di nuovo all’amore, nonostante le sue mille paure.
E poi, dulcis in fundo, il finale è aperto, infatti questo è il primo episodio della serie avente come protagonista la dottoressa Talbot. Quindi attendiamo il seguito.

Brenda Novak
Autrice bestseller del New York Times e di Usa Today, vive a Sacramento e ha scritto numerosi thriller e romanzi femminili. Alaska è il primo volume di una serie con protagonista l’affascinante psichiatra Evelyn Talbot.

Gocce di veleno

gocce-velenoTrama

Questa è la storia di Claudia, della sua ossessione per Barbablu, del suo tentativo di guarire da un amore malato e pericoloso. La gelosia di lui è eccessiva, le sue minacce reali: “Se mi tradisci, ti ammazzo”. Ma Claudia glielo ha sentito dire così tante volte che non ci fa più caso. Non ha paura, pensa che lui si prenda gioco di lei, non crede che possa ucciderla davvero, anche se a Barbablu ogni tanto piace farle scorrere la lama di un coltello sulla pancia, percorrendola tutta, dal pube ai seni. Fino a quando un giorno, all’improvviso, vede negli occhi di lui lampi di odio puro e finalmente si spaventa. A quel punto la storia cambia, diventa un’altra storia, antica, rimossa, che risale indietro nel tempo, fino alle origini del suo male d’amore. Claudia inizia un viaggio doloroso verso la guarigione. Lungo il percorso, i volti caldi di amiche e psicologhe, ma anche lo sguardo freddo di chi rifiuta la verità. Un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria, piccola o grande, ferita amorosa.

La recensione

Il 25 novembre 1960: le sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal cercarono di contrastare il regime di Trujillo in Repubblica Dominica e furono barbaramente uccise. Il 25 novembre 2016, siamo ancora qui a parlare di donne uccise, mutilate, torturate, fisicamente e psicologicamente.

Il mondo è cambiato dagli anni ’60, le donne hanno raggiunto obiettivi un tempo inimmaginabili, eppure, di violenza si deve ancora parlare: un argomento che continua a essere ammantato di pregiudizi e banalizzazioni.

Il libro che recensisco oggi è un modo intelligente, terribilmente sincero di parlare di un tema così scomodo. Gocce di veleno di Valeria Benatti, edito Giunti, è un romanzo difficile da descrivere. Non lo si può classificare come una “bella storia”, perché di bellezza non si parla, anzi. Valeria Benatti, giornalista e voce storica di Rtl 102.5, non concede sconti al lettore: la violenza è violenza e ce la fa sentire sulla pelle, con un linguaggio crudo, duro, reale. Difficile da descrivere, dunque, ma anche da leggere, perché in questa vicenda molte donne potranno riconoscersi, purtroppo.

Claudia è una donna moderna, autonoma, affermata, colta, eppure queste qualità non la salvano da un amore morboso, malato, violento. Incontra il suo Barbablù per caso, per caso inizia con lui una relazione che fin dalle prime battute manifesta le sue falle, ma incurante, Claudia continua a credere in quest’uomo, che rifiuta i legami ma vuole tenerla tutta per sé, che non vuole dare, ma vuole ricevere, finché questo rapporto a metà, si trasforma in ossessione, in un cancro che pian piano fa a brandelli tutte le sicurezze di Claudia.

Cosa vuol dire? Che nessuna donna, per quanto intelligente, autonoma, affermata, è in salvo quando si tratta di bisogno d’amore.

E in questa storia, il bisogno di amore diventa affermazione di sé: solo se amate, ci sentiamo complete, a dispetto di quanto la realtà ci dimostra.

Claudia vuole riscattarsi dalla mancanza di una figura paterna, facendo affidamento su un uomo più vecchio di lei, ma che di paterno non ha nulla. Non lo sa che è per questo che le sue storie sono superficiali e brevi, lo capirà solo dopo. La gelosia e la velata follia del suo amante, se all’inizio causano solo un timido imbarazzo, giustificato dal bisogno di essere amata proprio da lui e da nessun altro (come in una specie di sfida con se stessa), alla fine diventano terrore.

La violenza che Claudia subisce non è solo fisica (il sesso furioso e senza amore, il coltello che l’uomo le passa sulla pelle per “gioco”) ma anche e soprattutto psicologica, una violenza ancora più tragica e pericolosa, perché difficile da riconoscere.

valeriaNascondendosi dietro l’orgoglio, la vergogna, il rifiuto di un altro fallimento, Claudia scenderà nel baratro, ne visiterà ogni angolo, per poi accettare l’idea di dover chiedere aiuto.

Così, se la prima parte del libro è la discesa agli inferi di una donna sola e in cerca di conferme, la seconda parte è la risalita, il purgatorio che ogni anima ferita deve percorrere, un purgatorio fatto di nuovi dolori, che vengono dalla consapevolezza, dall’accettazione di sé e dei propri limiti e bisogni.

Con l’aiuto delle specialiste che incontrerà nel Centro Antiviolenza, Claudia lentamente tornerà a vivere, rimetterà insieme i cocci della sua vita, tornerà a vedere la luce in fondo al tunnel.

Il messaggio che questo libro ci invia è semplice e allo stesso tempo profondo: tutte possiamo essere vittime di violenza, la violenza di genere non è una notizia sul giornale che riguarda donne sfortunate e lontane da noi. Si annida negli angoli bui della nostra anima, lì trova il terreno dove attecchire. Amiamoci, sembra volerci dire l’autrice, accettiamo i nostri bisogni, i limiti, le paure, accettiamo l’idea che, a volte, bisogna saper chiedere aiuto, che non c’è niente di male a sentirsi deboli, che la violenza non sono solo le botte, ma anche le frasi sprezzanti, la gelosia ossessiva, le minacce. Alleniamoci a non sopportare, perché l’amore non è sopportazione.

L’Uomo Giusto esiste, ed è quello che non pretende, non scompare, non minaccia.

È l’uomo che ci fa sentire al sicuro, sempre.

La guerra alla violenza deve partire da noi.

L’autrice

Valeria Benatti, voce storica di Rtl 102.5, giornalista, ha tra l’altro diretto l’incubatore di talenti della Rai Serra Creativa e condotto il talk show Fobie in prima serata su La7. È tra i soci fondatori di Make a Change, movimento per lo sviluppo dell’impresa sociale in Italia. Al suo attivo ha quattro libri: Kitchen in love, Gribaudo 2011; Fulminata dall’amore, Kowalski 2013; La scelta di Samir, Scripta edizioni 2014 – quest’ultimo per sostenere la Onlus CINI-Child In Need Institute con cui collabora da oltre vent’anni e Love Toys, Giunti 2014. Vive e lavora a Milano.

Angelica Elisa Moranelli

 

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