Prima regola: non innamorarsi di Felicia Kingsley

È uscito nelle librerie il 1 giugno Prima regola: non innamorarsi, il nuovo romanzo di Felicia Kingsley. Aspettare l’uscita del nuovo romanzo di Felicia è paragonabile ad aspettare un bicchiere d’acqua fresca in pieno deserto.

Abbiamo già fatto l’amore mille volte, con ogni singola parola che ci siamo scambiati, con ogni incrocio di sguardi, con ogni silenzio che da solo diceva tutto quello che noi tacevamo.

Nick e Silvye sembrano essere totalmente diversi ma, in realtà, sono molto più simili di quello che pensano. La loro vita è fatta di continue fughe e di truffe. Lei è una truffatrice e lui un ladro. Hanno caratteri completamente opposti e trovarsi costretti a lavorare insieme per lo stesso cliente li porterà a scontrarsi. Le loro personalità emergeranno e ci sarà da ridere. Continua a leggere

Abiti iconici: Happy Birthday, Mr President!

ABITI ICONICI: MARILYN MONROE – HAPPY BIRTHDAY, MISTER PRESIDENT

New York, Madison Square Garden. Compleanno del presidente degli USA, John Fitzgerald Kennedy. È il 19 maggio 1962 e, sul palco, davanti a una folla di quindicimila persone, Peter Lawford sta riempiendo i minuti in attesa dell’ospite. I riflettori si sono accesi già due volte, in vano, illuminando uno spot vuoto e Lawford inizia a chiedersi si lei arriverà o no. Non è famosa per la sua puntualità, dice, sollevando le risate degli astanti. Alla terza chiamata, un boato gli fa capire, ancora prima che possa voltarsi a vederla, che è arrivata.

La chioma bionda vaporosa, lo sguardo pigro e il sorriso programmato per sedurre. Avvolta in una pelliccia di ermellino, raggiunge il centro del palco a piccoli passi.

Lawford la presenta con una frase che, con il senno di poi, suona profetica: “Mr President, the late Marilyn Monroe”. Sì, perché quel late, per definirla ritardataria, significa anche defunta, compianta. Nessuno può saperlo ancora, ma quella sarà l’ultima apparizione pubblica della diva, che verrà trovata morta, appena due mesi più tardi, nella sua casa di Los Angeles. Continua a leggere

La verità è che non ti odio abbastanza di Felicia Kingsley

Siamo tutte un po’ Lexi: l’eroina dell’ultimo romanzo di Felicia Kingley (Newton Compton Editori) è un’icona della forza delle donne.

Lexi è una principessa, non delle favole, ma dell’Upper East Side. La sua vita perfetta da facoltosa ereditiera di un impero finanziario scorre tra feste esclusive e shopping sfrenato nel quartiere più lussuoso di New York. A ventisette anni ha già la certezza di un futuro luminoso, di aver vinto la partita, almeno finché un affascinante sconosciuto non le cambia le carte. Il principe azzurro? No, è Eric Chambers, detective di punta dell’FBI, che sta indagando su una truffa miliardaria in cui è coinvolta la famiglia Sloan, venuto a spodestarla dal suo trono. Tanto attraente quanto ruvido e poco disponibile, Eric la reputa viziata e superficiale, e la tratta con distacco e indifferenza. Tra i due è subito guerra. Con tutti i suoi beni confiscati, Lexi si ritrova in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma lei non ha nessuna intenzione di rimanerci. Anzi! Se Eric le ha tolto tutto, dovrà essere lui ad aiutarla e Lexi non accetterà un no come risposta, almeno finché non sarà riuscita a riabilitare il nome della sua famiglia, anche perché lei sarebbe una preziosa risorsa per le indagini. Riusciranno l’ereditiera che cuoce i toast usando il ferro da stiro e l’integerrimo detective di Brooklyn a collaborare senza scannarsi? O senza… innamorarsi? 

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5 cose +1 cose che non sapevi sulla Birkin

La più iconica delle borse di Hermès si è guadagnata la sua fama negli anni per l’esclusività che la contraddistingue e oggi vi parlerò di quelle curiosità che la riguardano e che l’hanno resa un mito.

1. Investment bag: la Birkin è una di quelle borse che non perde il suo valore nel tempo, anzi, più passano gli anni, più ne acquista, tanto che le primissime edizioni o quelle in pelli pregiate oggi valgono ampiamente due o tre volte tanto il prezzo originale al quale sono state comprate. Se volete investire anziché spendere, si può pensare di accantonare un budget per acquistarne una, certe che tra dieci anni potrebbe ripagarsi da sola (ma, diciamocelo, chi mai avrebbe il coraggio di rivendere una Birkin!?). Il prezzo base per una Birkin è 7’000 euro. Alto, ma non impossibile. Continua a leggere

Due cuori in affitto di Felicia Kingsley

Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori)

In Noyack Bay Avenue, Sag Harbor, negli Hamptons si trova una fantastica villa: bianca, moderna, spaziosa perfetta per vivere un soggiorno da favola nel più totale relax; sicuramente è questa la ragione che ha portato Summer Hale, giovane sceneggiatrice in cerca di ispirazione, ad accettare di soggiornare per qualche tempo nella zona più chic di Long Island, dove i residenti benestanti di New York amano passare le loro vacanze… Continua a leggere

Coachella fa rima con… passerella?

Coachella (pronunciato Cocella), è una cittadina nel deserto della Palm Valley, California, 210 chilometri a Est di Los Angeles della quale non si sente mai parlare tranne che ad aprile.

Coachella è infatti diventata famosa per il suo festival musicale, che soprattutto da quando sono esplosi i social, si è trasformato in un vero e proprio evento mondano frequentato dalle star del panorama internazionale ed è diventata ufficialmente la vetrina di lancio di tutti i trend dell’estate. Vi ricordate la fenicottero-mania esplosa due anni fa? Già, ha preso piede proprio dal Coachella festival del 2017.

Quindi, visto che questo week-end ha avuto luogo il festival di quest’anno, oggi vi svelo dieci curiosità sull’evento più social dell’anno. Continua a leggere

Cento capi, un armadio solo – Le borse

Riprendo in mano la mia revisione dell’armadio, andando avanti con la carrellata dei 100 pezzi essenziali. Oggi ci concentriamo sulle borse. Come, come? Dovrei metterle nella categoria accessori? Neanche per idea.

La borsa è un mondo a sé, potrei uscire nuda ma SENZA LA BORSA NO.

La borsa è in grado di cambiare un outfit da sola, quindi vietato fare i pressapochisti o gli approssimativi a riguardo della categoria.

Prima di addentrarci nelle 10 must-bag, facciamo una premessa.

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Come scegliere un computer, guida per impediti

Se dobbiamo acquistare un computer per la prima volta o cambiare quello che abbiamo, ci facciamo un giro nei negozi di elettronica per vedere cosa offre il mercato e anche per stabilire un criterio di scelta.

Sfatiamo un mito: la bellezza non è un criterio.

Il computer non è un accessorio moda, o un oggetto d’arredo, benché questo triste mondo malato ci voglia convincere del contrario. Ho visto gente comprare fotocamere reflex da 1000 euro e poi piazzarle in composizioni fotografiche come oggetto di scena e scattare la foto con il cellulare… Controsensi ne abbiamo?

Il computer è uno strumento di lavoro, perciò bisogna considerare che prestazioni vogliamo da questo strumento.

Quindi, oggi vi spiego per sommi capi cosa significhino le scritte e i numerini sulla scheda tecnica dei computer in esposizione così che possiate capire cosa avete davanti e soprattutto per valutare in modo opportuno il rapporto qualità-prezzo. 

1. Il processore

C’è ma non si vede, è il cuore pulsante del computer e da esso dipende l’intera performance di tutte le componenti.

Celeron, Turion, i3, i5, i7, sono i nomi dei vari processori, ma sappiate già che nel 2018, i processori Celeron e Turionsono stra-superati. Se un pc costa poco (davvero poco), e nella scheda tecnica leggete “Processore Turion/Celeron”, sapete già il perché: è un pc tecnologicamente vecchio. 

La potenza del processore si misura in GigaHertz, ed è detta anche velocità di clock, quindi quando leggete il numerino 1.6 GHz, 2.6 GHz, 3.9 GHz, state guardando la potenza del processore. Più il numerino è alto, più il processore è potente. Oggi come oggi, credo che una velocità di clock minima accettabile per una persona che con il pc ci lavora sia 2.6 GHz. Di meno, è un computer alquanto basic. 

Sì, ci sono dei Mac con 1.6 GHz di clock (tipo il MacBookAir), ma il discorso vale anche per loro.

Che differenza c’è tra un processore i3, i5, i7? Che l’i3 è consigliabile a quelli che con il pc non ci fanno nulla se non navigare in internet a tempo perso, controllare un po’ di mail e scrivere due righe ogni tanto. Chi lavora e magari deve usare programmi specifici per determinate attività (tipo gli architetti che hanno bisogno di software grafici), io consiglio almeno un i5. L’i7 è il più potente ed è indicato per chi il computer lo sovrasfrutta, spingendolo ai limiti delle sue capacità di calcolo.

Gli i3, i5 e i7 però non sono tutti uguali, oggi siamo arrivati all’ottava generazione, quindi fate caso anche a quella, sulla scheda tecnica! Quelle inferiori sono superate.

2. La RAM

È la Random Access Memory, ossia la memoria a breve termine del computer. La RAM ha il compito di tenere “in mente” tutto ciò che il computer sta facendo allo stesso momento. Avete presente quando avete 10 programmi aperti e il computer rallenta? Ecco, quella è la RAM che sta lavorando sotto sforzo, perché è tutta impegnata. Più è grossa la RAM, più il vostro computer affronta il multitasking senza paura. 

In genere oggi la RAM media montata sui computer è di 8 GB, ma quelli più spinti l’hanno anche di 16. Una RAM di 4 GB è proprio il minimo sindacale.

3. La scheda grafica

È la responsabile della renderizzazione delle immagini e dei video sullo schermo. Tanto più è potente, tanto più le immagini saranno nitide, brillanti, dinamiche e scorrevoli. Per farvi capire, la Pixar e chi lavora nel cinema ha bisogno di schede grafiche che la NASA può accompagnare solo.

Tra tutte l’NVIDIA GeForce è sempre la migliore, a mio parere.

4. L’Hard-disk

Chi non s’intende di computer (tipo mia madre), valuta la potenza di un pc dall’hard-disk. 

Niente di più sbagliato, l’hard-disk è solo l’unità di stoccaggio e i 256 Gb, 1 Tb che leggiamo sulla scheda tecnica non sono altro che la capienza del disco. Dipende tutto dalla nostra necessità di archiviazione dati. Se non abbiamo chissà cosa da salvare sul pc (tipo, solo documenti di Word), di 1 Tera di memoria non ce ne facciamo nulla.

Ma è importante che l’hard-disk sia SSD, ovvero Solid State Drive, che privilegia la velocità (si avvia in pochi secondi), la leggerezza (in termini di peso, che in un portatile non è da trascurare), e dei consumi (più è “pesante”, più batteria ed energia assorbe). 

5. Monitor

Fare le prove (in genere, nei negozi, i pc sono tutti accesi), e guardare i vari schermi per capire se hanno una buona risoluzione (nitidezza delle immagini) o si vede tutto sgranato, se la resa dei colori è buona o se sono spenti/sbiaditi, se sono luminosi o bui.

6. Fascia di prezzo

Fino a 500 euro abbiamo dei computer che sono abili al lavoro, ma sostanzialmente sorpassati, quindi le pretese nei confronti di un articolo di questa fascia non devono essere stratosferiche. Mia madre, per esempio, che a parte leggere i giornali, guardare le email un paio di volte al giorno o caricare la musica nell’iPod non fa altro, con un pc da 500 euro risolve i suoi problemi (se non fosse che ne ha comprato uno da 200, SENZA NEANCHE LE PRESE USB, e io sono andata su tutte le furie)

Tra i 600 e gli 800 si trovano dei buoni prodotti con cui è possibile lavorare bene (io ho un Sony Vaio da 600 euro che mi ha servito onorabilmente per 6 anni, destreggiandosi con onore con tutti i miei programmi di grafica).

Dai 900 ai 1200 euro entriamo nel range medio-alto, con una tecnologia recentissima e performance di ottimo livello. Non parliamo più di computer per passatempi e intrattenimento. Questi sono strumenti professionali.

Dai 1300 in su possiamo considerarli pc di fascia alta, con componenti di ultimissima tecnologia e alla loro massima potenza. 

Escludo da questa analisi economica la famiglia Apple, perché quanto a prezzi ha una politica tutta sua, ma che per quanto riguarda componenti e prestazioni va comparata attraverso tutti gli altri criteri che vi ho elencato.

7. Marche

Nella mia vita ho cambiato diversi pc (portatili) e bene o male, le marche le ho provate tutte, quindi questa è la mia personale Top 3 qualitativa.

1) Asus;
2) HP;
3) Sony;

Apple non entra in classifica perché non li ho mai usati, ma non discuto il pregio della sua tecnologia né del sistema operativo. Non ho mai sentito un utente Mac lamentarsi del suo computer.

Ammetto che non ho avuto esperienze felicissime con Acer e Samsung, quindi almeno io non li ricomprerei. 

 

Ora che sapete cosa guardare e come guardare, entrate nei negozi di computer a testa alta!

 

Cento capi, un armadio solo: i vestiti

Da giorno, da sera, da cerimonia, vediamo quali sono i 10 vestiti che non devono mancare nel nostro armadio.

Vestiti

 

 

  1. A-Line

Giovane, giocoso, il vestito A-Line, lungo fin sopra il ginocchio, un po’ svasato è perfetto per quei giorni in cui non ci sentiamo al top della forma, ma lui, grazie al suo design che non segna, è in grado di farci recuperare fiducia nella nostra silhouette.

Dobbiamo questa definiziane a Monsieur Christian Dior, che nel 1955 disegnò una collezioone caratterizzata appunto da una forma riconducibile alla “A” maiuscola, e la ritroviamo tantissimo negli abitini optical degli anni ’60 delle YeYe girls.

Dà il meglio di sé in tinta unita, magari abbinato a una collana importante (parleremo delle statement necklace nell’articolo sugli accessori) o collant a fantasia.

  1. Caftano

La regina dei caftani è senza dubbio Marta Marzotto, che ne ha fatta la sua signature, ma di sicuro, l’icona a lanciare il caftano come abito e non solo come costume tradizionale, è stata Talitha Getty, negli anni ’70, sfoggiandone di ricchissimi, decoratissimi e coloratissimi. Il caftano, specie nella stagione estiva è il capo più versatile che si possa avere nell’armadio: perfetto per la spiaggia, per l’escursione, per la barca, per il pranzo, per l’aperitivo sulla spiaggia, fino alla cena. Per non parlare di quando dobbiamo uscire di casa in quei maledetti giorni pre-ceretta. Classe e praticità: cosa vogliamo di più.

  1. Petite Robe Noire

Il vestitino nero è come il passaporto, ci vuole sempre e ci permette di andare dovunque. Vale la pena investire su un capo di buona fattura, bel tessuto, finiture high-end, della taglia perfetta e adeguato al nostro body-type. Se non volete sbagliare, il tubino alla Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany è la perfezione assoluta.

  1. Petite Robe Blanche

Stessa cosa del vestitino nero, ma in bianco.

  1. Vestito di lino

Il tessuto dell’estate è il lino (meglio se in colori naturali). Più è ampio, svolazzante e spiegazzato è, meglio è.

  1. Abito vintage

Fregatelo alla mamma, alla nonna, alla zia, ma il pezzo vintage ci vuole. Il vintage porta con sé un’allure di eleganza tale da non necessitare di altri accessori. Parla da sè. Il vestito vintage ha una storia.

  1. Abito fantasia

Anna Wintour è la portabandiera dell’abito a fantasia. L’editor in chief di Vogue USA è nota per la sua domanda “Where’s the color?”, quando le portano le anteprime dei servizi fotografici e vede troppo nero. L’abito fantasia, che sia geometrica, che sia floreale, dà una vivacizzata al nostro guardaroba, perfetto per spezzare gli outfit più seri e monotomi.

  1. Vestito da cerimonia

Uno (o due) ci vuole sempre. Lungo, sobrio, elegante. Questo vuol dire niente scollature scellerate, schiene nude da sirena, brillantini accecanti, colori fluo. Vesito da cerimonia e vestito da Barbie sono due cose estremamente diverse e, ahime, ogni matrimonio a cui partecipo, assisto a sfilate imbarazzanti che farebbero inorridire Enzo e Carla. No agli strascichi e se il vestito è scollato, abbiniamolo a una stola, un bolero o un foulard.

  1. Jumpsuit

Un nome per tutti: Missoni. L’abito tutina-pantalone è discreto ma originale, elegante senza essere pretenzioso. Con l’all-black non si sbaglia mai, ma anche a fantasia, con una trama knit, è un gioiellino.

  1. Bandage dress

I bandage dress sono il paradigma della self-confidence, e come dice la parola, fasciano il fisico lasciando poco o nulla all’immaginazione. Con un guardaroba superchic, almeno un abito che ci faccia sentire sexy e fierce, ci vuole e secondo me, il bandage dress ha tutti i numeri per far sentire ogni donna una superdonna. E in questo caso, via libera ai colori più intensi, come: rosso, blu elettrico, arancione, verde prato, viola… quando siamo sicure di noi, possiamo indossare qualunque colore.

E se non ci credete, guardate Liz Hurley: le basta un bandage dress e ferma il traffico.