I diamanti sono i migliori amici di una ragazza

Ho accompagnato un’amica a scegliere le fedi e, nella mia ignoranza, pensavo che la questione si sarebbe risolta in un quarto d’ora, per decidere tra una fascetta in oro bianco o oro giallo, e invece…

E invece siamo state due ore in un salottino a confrontare l’innumerabile varietà di modelli possibili.

A cominciare dal taglio dei diamanti, passando per caratura, purezza e colore. Sì, la mia amica vuole una fede importante (la sua, quella del marito sarà più basic), con una bella pietra che si faccia notare e io ho fatto di necessità virtù e ho imparato.

E poi, confesso, dopo aver letto il saggio Amori Reali di Cinzia Giorgio, la curiosità sugli anelli di fidanzamento mi era rimaste e volevo saperne di più.

I diamanti non sono tutti uguali e a seconda del taglio, cambia il nome. E non è qualcosa da prendere sotto gamba, perché dopo i carati, è la seconda cosa più importate che caratterizza la gemma. Dal taglio dipende la brillantezza, la rifrazione della luce, e l’esaltazione del colore della pietra.

Forse, questo piccolo dizionario del taglio diamanti, potrà servire anche a voi, quando sarà il momento. E non mi riferisco solo a un matrimonio o a un fidanzamento, magari un giorno vorrete farvi un regalo di valore, oppure erediterete dalla nonna o dalla zia un diamante che vorrete fare rimodernare, quindi meglio essere pronte.

Partiamo con i tagli:

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Baguette: la forma richiama quella del filone di pane, quindi la pietra ha un corpo rettangolare, lungo e stretto, con la faccia superiore piatta e liscia. Nella gioielleria più comune è facile trovarla come accompagnamento ad altre pietre, che non come solitario. Ne è un esempio la fede di Marilyn Monroe quando sposò Joe Di Maggio il 14 gennaio del 1954. L’anello porta il nome Eternity band, peccato che il matrimonio durò solo un anno, poiché Joe era un uomo gelosissimo e non tollerava la figura di sex symbol della diva. Si narra che scoppiò in una scenata di rabbia quando Marilyn girò la scena (iconica) della gonna sollevata dallo sbuffo della metro.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Princess: la forma è quadrata e dai bordi fortemente sfaccettati. Una sua variante più semplice è il taglio carré, quadrato, dalla lavorazione simile al baguette. E se non sapete come è fatto un milione di dollari, vi suggerisco di guardare l’anello di fidanzamento ricevuto da Hilary Duff in dono dal primo marito: una pietra taglio princess da ben 14 carati 8come se non bastasse, la proposta è arrivata durante una vacanza alle Hawaii). I paparazzi, sempre attivi, hanno immortalato nel riflesso di una finestra l’esatto momento in cui Mike Comrie si è inginocchiato con l’anello. E il ringraziamento devotissimo (e che forse avrebbero fatto meglio a lasciare privato, spegnendo gli obiettivo) di lei.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Smeraldo: o step cut, è tra i più famosi e anche l’anello di fidanzamento di Grace Kelly è tagliato con questa forma. Di tutti i tagli questo mette subito in evidenza i difetti della pietra, quindi lo troviamo su quelle più pure. E chi, se non la divina Grace Kelly poteva avere per il suo fidanzamento un diamante purissimo? Cartier, lavorò per lei, nel 1956 la pietra taglio smeraldo divenuta iconica poiché l’attrice lo indossò durante le riprese di High Society al fianco di Frank Sinatra. E poi, Grace chiuse la porta di Hollywood per trasferirsi nel Principato di Monaco.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Cuscino: molto popolare nel 1700, è molto sfaccettato, con gli angoli arrotondati e la superficie “bombata” e richiede pietre prive di difetti. Un diamante di questo taglio brilla al dito di Meghan Markle, la novella Duchessa del Sussex. Niente di pretenzioso, però: la pietra si aggira tra i 3-4 carati. Ma quando entri a far parte della famiglia reale, non vuoi rinunciare a un po’ di luccichio per un titolo nobiliare?

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Rotondo/diamante: il più classico dei tagli, lo si trova sia per i solitari che per le composizioni. Enormemente sfaccettato, accentua al massimo la rifrazione della luce, quindi la brillantezza. Semplice, elegante, e intramontabile, questo è il taglio dell’anello di fidanzamento della Regina Elisabetta: un diamante da tre carati ricavato dalla tiara della madre di Filippo (suo marito). La regina è così affezionata all’anello da portarlo ogni giorno.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Marquise: o taglio a mandorle, poiché il diamante ha forma allungata, con le due estremità appuntite. La leggenda narra che il taglio fosse stato pensato per un gioiello donato da Re Luigi XV per la sua amante, la Marchesa di Pompadour. Il pregio di questa forma è far sembrare la pietra più grande della sua dimensione reale. Victoria Beckham possiede ben 14 anelli di fidanzamento, ma il primo, quello ufficiale, è proprio taglio marquise da 3 carati.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Ovale: molto in voga negli anni ’60, come tutti i tagli allungati, anche questo fa sembrare la pietra più grande di un taglio tondo o carré. Lo zaffiro al dito di Kate Middleton sul suo anello di fidanzamento, è appunto ovale, ed è quello che fu, a suo tempo, di Lady Diana.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Goccia: altrimenti detto a pera, va indossato con la punta rivolta verso l’unghia per far sembrare le dita più affusolate. È una forma che risale addirittura al 1400, invenzione del gioielliere belga Lodewyk van Berquem. Mia Farrow ricevette proprio un diamante a goccia da Frank Sinatra, quando la chiese in moglie nel 1966 creato da Ruser, il gioielliere delle star della Hollywood dei tempi d’oro.

Elaborazione Grafica Felicia Kingsley ©

Cuore: forma prediletta dalle celebrity, perché oltre all’effetto scenico garantito, è la forma di più difficile lavorazione da realizzare, oltre che molto costosa poiché richiede pietre di grossa dimensione. Tra gli estimatori del genere abbiamo, infatti, Lady Gaga, che ha ricevuto dal fidanzato (ormai ex) un diamante a cuore da 6 carati, da quasi 400’000 dollari.

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Dentro le case (e nelle camere da letto) dei reali con Cinzia Giorgio

Foto di Felicia Kingsley

Da quando ho saputo di questo suo nuovo progetto, ho contato i giorni all’uscita di Amori Reali, l’ultimo saggio di Cinzia Giorgio dedicato alle storie d’amore delle teste coronate d’Europa e oltre.

Io ho un debole per le storie delle dinastie regnanti e il 22 novembre ho fatto irruzione in libreria per mettere le mani sulla mia preziosa copia.

Se come me siete appassionate delle vite di principi, principesse, re e regine, nella vostra libreria Amori Reali non può mancare.

Molte persone che conosco, alla parola “saggio”, sbuffano e alzano gli occhi al cielo, immaginando già un mattone pieno di pistolotti accademici da narcolessia, ma è qui che si sbagliano: Cinzia Giorgio non fa la maestrina, ma ci racconta le vite di questi personaggi con la fluidità e il brio di un’amica con la quale prendiamo il tè.

Il progetto è divisibile in due parti: storie del passato e storie del presente. La differenza tra i due blocchi è che nel primo, abbiamo matrimoni di stato, nel secondo, matrimoni d’amore.

Lo spartiacque tra i filoni è segnato dal ‘900 (e dalla prima guerra mondiale), quando le monarchie perdono potere governativo, per cederlo appunto ai governi; i matrimoni non servono più per creare assi o alleanze politiche, unire eserciti o allargare i confini di un regno, ma solo per garantire continuità a una linea dinastica.

Nella prima parte del saggio, Cinzia ci parla dei grandi condottieri e delle loro numerose avventure tre prime, seconde, terze mogli e le decine di amanti: pensate che Giulio Cesare usava sedurre le mogli dei nemici come risarcimento danni “simbolico”.

O ancora, Caterina de’ Medici, costretta a guardare gli amplessi del marito, re Enrico II di Francia con l’amante Diane de Poitier.

Per non parlare di Enrico VIII e della sua disperata ricerca di un erede maschio che lo portò a cambiare ben sei mogli (è famosa la filastrocca “Divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, morta”, per memorizzare la fine di ciascuna delle sue sei consorti).

Amore poco, capricci tanti, ma soprattutto molta, molta strategia.

Nel ‘900, Cinzia ci dipinge un affresco a colori vivaci delle monarchie contemporanee, intrecciando le trame dei loro amori privati a quelle del gossip.

Il ‘900 ha cambiato il volto alle monarchie non solo per la loro mutata influenza politica ma anche trasformandole in fenomeni popolari e cultura di massa. Fino al secolo precedente, le notizie sui monarchi erano solo quelle fatte trapelare dai canali ufficiali, il popolo poteva vedere i propri regnanti solo negli eventi ufficiali, percependoli come personaggi inumani e distanti.

I media hanno rivoluzionato la monarchia avvicinandola al nostro quotidiano.

La prima a diventare una regina mediatica è stata infatti Elisabetta II, l’attuale Queen of England, che apparì nelle case di tutto il mondo, con la sua incoronazione televisiva, cerimonia, prima di allora, riservata ai pochi eletti presenti.

Il suo è stato un matrimonio di stato, ma di certo anche d’amore, perché Elisabetta è stata colpita da un vero e proprio colpo di fulmine per il bel Filippo.

La parte più consistente degli amori reali contemporanei è dedicata a Diana, e ai suoi figli William e Harry, per poi passare ad Alberto di Monaco e Charlene, i reali scandinavi, la monarchia Spagnola retta oggi da Felipe e dalla volitiva Letizia, fino a toccare l’impero giapponese.

Che si sia trattato di matrimonio di stato o d’amore, certo una verità è indiscutibile: il privilegio ha un prezzo che si paga caro.

Vedremo coppie unite in pubblico e scoppiate nel privato, matrimoni a tre (lui, lei e l’altra), matrimoni che abbattono le barriere di classe, suocere ingombranti, divorzi eclatanti, e se le nozze reali ci vengono sempre servite come una favola, per rispondere alla domanda: “Vissero per sempre felici e contenti?”, l’unico modo, è leggere questo nuovo, appassionante saggio di Cinzia Giorgio.

Cento capi, un armadio solo – I BOTTOM

L’operazione di ottimizzazione dell’armadio va avanti e oggi vi parlo dei dieci pezzi di sotto, i bottom, che nel nostro guardaroba non possono mancare.

  1. Jeans skinny push-up

Avete presente quei giorni in cui ci sembra che nulla ci vada bene, tutto ci ingrassa, niente ci dona… Quei giorni apocalittici in cui non siamo mai soddisfatte di come ci vediamo e meditiamo le scuse più improbabili per non uscire. Ecco, i jeans skinny effetto push-up, blu scuro ci salvano dall’emergenza. Sono quei jeans che ci staranno sempre bene, che con il colore scuro ci levano anche quel chilo (immaginario) che ci vediamo in più.

  1. Jeans lavaggio chiaro strappati

È il pezzo rock che nell’armadio non può mancare. Sono intramontabili, non passano mai di moda e ci permettono di creare look sempre diversi a seconda degli abbinamenti. Visto che vogliamo farceli durare una vita, non lesiniamo, puntiamo sul sicuro con dei Levi’s. E se con il tempo si formeranno altri strappi… meglio.

  1. Pantaloni di pelle

Non è obbligatorio che siano di pelle-pelle. Possono essere di simil-pelle o jeans effetto cerato, ma un paio, nell’armadio bisogna averlo. Regalano un tocco sfacciato ma quando li indossiamo, dicono “Sono una persona sicura di me” e a volte, ci servono dei vestiti che parlino per noi. Possiamo sdrammatizzarli con delle sneaker, o renderli più femminili con una décolleté nude.

  1. Shorts di cotone bianchi

Le dive degli anni ’50-’60 li hanno resi iconici: Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Brigitte Bardot… lo short bianco, in estate è un must. Fa risaltare l’abbronzatura e regala qualche centimetro alla gamba, che non guasta. E si abbina con tutto. L’unica cosa, è che sia 100% cotone e soprattutto… della taglia giusta. Non troppo aderente (l’effetto seconda mutanda non ci piace) e non troppo largo (anche l’effetto pannolone non dona).

  1. Shorts di jeans sfrangiati

Anche qui vale la regola sopra, la taglia deve essere perfetta perché il capo di doni. Per il resto, questo short dal sapore neo hippy è un altro must che non deve mancare. Dalle converse ai sandali, dalla zeppa all’infradito, può passare da indumento da spiaggia a outfit serale per un aperitivo. A me piace regalargli un tocco glam allacciando in vita un lungo foulard colorato al posto della cintura.

  1. Gonna a tubino

Per il lavoro o una serata a cena, questa gonna è sempre perfetta, e ci permette di coprire qualsiasi appuntamento dalla mattina alla sera con un solo outfit.

La inventò Dior, negli anni ’40 e da allora non è MAI andata fuori moda, anzi, la si trova in mille varianti: con la zip, con i bottoni, in paillettes, in simil pelle, o in pizzo.

E sfatiamo il mito che per indossarla servono i tacchi: con un paio di Adidas Stan Smith fa la sua gran bella figura!

  1. Pantaloni khaki da cavallerizza

Il pantalone khaki aderente è perfetto per sfoggiare un look che sia sportivo ma allo stesso tempo elegante. Si abbina a ogni tipo di top e ogni tipo di scarpa, ma per un total look effetto Kate Middleton, basta uno stivale al ginocchio e un maglione color pastello. Ed è subito England Polo Cup.

  1. Pantaloni militari

A ogni stagione, la moda trova la strada per reinventarli, quindi, una volta messi nell’armadio, i pantaloni militari sono un’assicurazione sulla vita. Tra l’altro non hanno bisogno di troppo impegno, perché fortemente caratterizzati come sono, basta abbinarci una Canotta bianca o nera, o una camicia e il look è già perfetto. Il tocco in più e indossarli con il tacco: il contrasto femminile/maschile è di super impatto.

  1. Gonna plissé

Che sia di lana, seta, cotone, simil pelle, la gonna plissè è quel tocco bot-ton che ci permette di giocare con l’effetto scultoreo delle pieghe regala dinamicità e movimento all’outfit. Questa gonna ha il grande pregio di sottolineare il punto vita e di essere adatta a ogni tipo di body-shape.

  1. Gonna jeans

Non ha bisogno di presentazioni, la gonna in denim ci vuole. Il grande pregio di questo indumento è che è perfetto per ogni stagione: d’estate a gambe nude, d’inverno con un collant, nelle mezze stagioni con delle parigine… è il capo che non si leva mai dall’armadio.

Per assicurarsi di avere una gonna jeans eterna la regola è solo una: comprarne un modello plain, senza applicazioni, strass, glitter, borchie, strappi che potrebbero farla “invecchiare” nel giro di qualche mese.

Occhio alla misura, però. Non deve mai essere troppo corta! Dobbiamo poterci piegare senza il rischio di mostrare la nostra biancheria al mondo intero!

Felicia Kingsley e la sua Cenerentola

Un libro per sognare a occhi aperti. Chi non hai mai desiderato, almeno per un giorno, di vivere una delle favole Disney più amate? Felicia Kingsley ci trascina nel mondo di Cenerentola ed è pura magia.

Una principessa e un pirata, che mangiano hot dog e patatine fritte a Central Park. È una favola piuttosto strana. Non credo che nessuno l’abbia mai scritta.

Riley è Cenerentola in ogni aspetto. Una matrigna, due sorellastre e i genitori che, purtroppo, l’hanno lasciata troppo presto. È cresciuta sapendo che la sua vita sarebbe stata davvero un inferno, ma non ha mai smesso di credere nei propri sogni. Fa tantissimi lavori pur di guadagnare qualcosa e poter essere indipendente. La sua matrigna è sempre pronta a metterle il bastone tra le ruote e, quindi, lei si trova costretta a esaudire ogni suo ordine, come anche quelli delle sorellastre, pur di mantenere in vita anche la rivista di sua madre.
Jesse è uomo intraprendente. Ama il suo lavoro, l’ha creato e lo porta avanti con un team davvero eccezionale. Le donne sono il suo passatempo preferito. Il divertimento è non impegnarsi. La sua filosofia di vita è vivere giorno per giorno.

Riley guardò Jesse nell’esatto secondo in cui lui si voltò verso di lei e per un brevissimo attimo, nel loro sguardo ci fu tutto.

Entrambi, per caso e per destino, si trovano una sera alla stessa festa in maschera organizzata a Central Park. Due identità segrete che rimarranno tali fino alla fine. Una principessa e un pirata che non sanno di amarsi follemente fin dal loro primo incontro. Una scarpa da trecentomila dollari è il solo indizio che li porterà a vivere la più emozionante delle storie d’amore.

Voglio arrivarti fino al cuore.
Ci sei già.

Quante volte capita di trovare quel libro che ci tiene incollate alle pagine? Un libro così talmente bello da leggere, paradossalmente, lentamente. Perché? La magia potrebbe finire troppo presto. Uno dei libri più belli letti dall’inizio di quest’anno. Cosa aspettate a leggerlo?

Sentirsi Cenerentola tutti i giorni (e con il portafoglio felice)

Bucato, stirare, spolverare, fare la spesa, fare il pieno, rispettare le consegne al lavoro… no, non parlo di questo modo di sentirsi Cenerentola. Ci stiamo tutti i giorni, tutto il giorno, nella fase: “Quando avrò tempo per me?” senza che nessuno ci dia consigli in merito.

Io parlo di quella sensazione inebriante del calzare un paio di scarpe nuove, un paio di scarpe che ci piacciono da morire, che quando le indossiamo ci fanno sentire speciali.

A Cenerentola un paio di scarpe hanno cambiato la vita (alla mia Riley di Una Cenerentola a Manhattan hanno davvero cambiato la vita), a noi, almeno, possono cambiare la giornata.

Ecco qualche idea per sentirsi regine del ballo tutti i giorni, almeno una volta al giorno.

Non c’è designer che non abbia disegnato la sua personalissima versione della scarpa da sera più famosa di sempre, e siccome l’argento va su tutto, ecco qui quella che non deve mancare nel vostro armadio.

A mio parere, la Daisie di Steve Madden vince su tutte. Le calzature di Madden si distinguono da sempre per la loro comodità e portabilità, e la versione Cristal è una rivisitazione riuscitissima del Cinderella Style.

Per 119,99 euro su Zalando, potete portarvi a casa le vostre scarpette di cristallo, ma occhio a non perderle a mezzanotte.

Come? Avete paura di non riuscire a sfruttarle e quindi credete non valga la pena di spendere tanto? Niente paura, ci pensa Top Shop con Gallery, una décolleté demi-d’Orsay molto d’effetto, all’accessibilissimo prezzo di 49,99 (Zalando).

Per l’abbinamento, niente paura, la décolleté Cenerentola-style regala un tocco glamour a qualsiasi paio di jeans sdruciti con camicia bianca oversize, e il look della serata è fatto!

Siete alte o i tacchi proprio non li sopportate?

Le ballerine ci vengono incontro e l’effetto Cenerentola è garantito.

Pretty Ballerinas ci propone Organza, delle ballerine dark silver glitter dal sapore rock, appuntite e con un fiocco in velluto, che si addattano ad outfit sia serali che da giorno (119,99 euro su Zalando).

Se avete paura che le ballerine vi facciano male, con il rischio di non usarle, potete ripiegare su Onlberta di Only Shoes, dal disegno classico, in pelle argentata lucida.

Il grande protagonista dell’inverno è lo stivaletto alla caviglia dal tacco largo e dai colori pazzi, quindi andate sul sicuro con il Chunky heel maya bootdi J.Crew (214,99 euro su Zalando) superglitter e dai dettagli in pelle.

Se non volete spendere più di tanto in un trend stagionale, Even e Odd lancia la sua proposta di stivaletto in simil-pelle argentata di uguale effetto.

Per chi vive la vita ai 200 all’ora, le sneakers sono la soluzione perfetta, ma non per questo dobbiamo rinunciare al nostro sogno cenerentoloso. Una Converse è per sempre e per questo, All Star ha pensato anche a noi, con questa versione in pelle argentata super versatile che ci può accompagnare dalla mattina alla sera senza preoccuparci di vesciche e caviglie. Trovate le One Star Silver Metallic su Zalando a 79,99 e per esperienza, posso dirvi che vi dureranno anni, quindi la spesa si ammortizza da sola.

Il #teamSuperga, invece, ce le propone in lamè con una zeppa sbarazzina in grado di regalarci qualche comodo centimetro anche con un look sporty (in promo a 64,99 euro su Zalando).

Montanare e freddolose, ho due stivali da Cenerentola anche per voi: i Moon Boot Silver (114,99 euro) per i gran balli in baita (sì, nel lontano 2011, ho passato una serata pazzesca in una disco-baita sul cucuzzolo della montagna seguita da discesa notturna in slittino e QUESTI Moon Boot sarebbero stati la ciliegina sulla torta).

Ugg ci ha abituato a qualsiasi style dei celebri stivaletti dall’interno peloso, ma la loro versione Cenerentola è così bella che me la mangerei! I Mini bailey bow sparkle glitterargento con fiocchetto al polpaccio sono in grado di rendere romantico anche l’outfit più invernale, scongiurando il terribile effetto “Omino Michelin” (209,99 euro su Zalando).

Dulcis in fundo, se avete 4.000 euro da investire per una scarpa da sogno, a regalarvi (mica tanto) la vostra favola personale ci ha pensato Jimmy Choo, che a Cenerentola ha dedicato una collezione intera di scarpe e accessori. Queste sono le Avril, décolleté tempestate di cristalli nelle varianti argento, oro e nero.

In alternativa, Dorothy Perkins ci strizza l’occhio con la sua Geneva, a 44,99 euro su Zalando, un centesimo della spesa, ma glam assicurato.

Per sentirsi Cenerentola, non serve andare fino a Manhattan!

Cento capi, un armadio solo

I TOP

Sto per darvi una notizia sconvolgente: in un armadio bastano 100 capi. Già, cento pezzi must, intramontabili, sono sufficienti a coprire ogni outfit e ogni necessità, e siccome sono in una fase particolarmente feng shui che mi sta spingendo a ridurre, essenzializzare, ed eliminare il superfluo, ho deciso di condividere con voi questi trick di riorganizzazione. Magari, se come me, avete un armadio pieno e niente da mettere, vi torneranno utili.

“Cento capi, un armadio solo” sarà una passeggiata nel nostro guardaroba lunga dieci tappe: i sopra, i sotto, i cappotti, gli abiti, le scarpe, gli accessori, le borse, i gioielli, l’intimo e il make-up, e ogni tappa comprenderà dieci pezzi indispensabili come l’aria.

Adesso, più fatti e meno chiacchiere: i top.

  1. Camicia bianca oversize

Potete comprarla da Armani Uomo o fregarla dall’armadio del vostro LUI (io ho fatto così con Azzurro, sequestrando la sua camicia di lino bianca di Grigioperla). La camicia bianca oversize è un passe par tout. È perfetta su un jeans, su un pantalone, con le maniche arrotolate, con una cinturina sottile sul punto vita, o aperta con sotto una canottiera o una maglietta.  A gusto personale, mi piace indossarla con i primi due bottoni slacciati e con un reggiseno nero sotto, che crea quell’effetto “l’ho messa per sbaglio”, anche se per sbaglio non è… ed è subito vedo-non vedo, anche se siamo completamente vestite.

 

  1. Maglione di cachemere

Non è una spesa, è un investimento! Il cachemere dura TUTTA la vita, e a differenza delle lane normali potete portarlo sulle braccia nude senza pruriti e pizzichii fastidiosi. Il maglione in cachemere regala classe anche a un outfit da dieci euro, ma se avete paura di risultare troppo bon-ton, lo possiamo sdrammatizzare tirando su le maniche, o mettendolo su un jeans strappato… o meglio ancora, un pantalone di pelle! Bianco o nero sono i classici intramontabili, ma se volete osare, potete sbizzarrirvi con i multicolor e fantasia della storica Ballantyne. Un nome, una garanzia.

  1. Cardigan boyfriend

I miei preferiti sono quelli spessi, a trama grossa o a treccia, possibilmente con un colletto grande e gli alamari in legno stile montgomery al posto dei bottoni. Anche questo capo potete tranquillamente rubarlo al vostro LUI, ed è perfetto per regalare un sapore boho-chic al vostro outfit. Il cardigan ampio è un abbraccio caldo e coccoloso, ed è perfetto come sopra per qualsiasi indumento, dalla canotta alla camicia, passando per le T-shirt.

  1. T-shirt vintage

Se di un concerto, ancora meglio (io ne ho due, una del Festival di Glastonbury e una di Florence+The Machine), ma non è obbligatorio. Nei negozi si trovano tantissime T-shirt effetto vissuto, altrimenti è un’ottima occasione per scovare qualcosa in un mercatino dell’usato. Il dogma è uno: le T-Shirt devono avere carattere! Più sono uniche, meglio è!

  1. Polo con colletto a nido d’ape

La più famosa e intramontabile è la Lacoste tinta unita a due bottoni e con il coccodrillino sul petto, ma non mi dispiacciono nemmeno quelle a righe. Sportiva ed elegante allo stesso tempo, potete giocarla sia con un jeans che con una gonna, magari contrastando l’effetto sporty con qualcosa dal taglio e dal tessuto iperfemminile.

  1. T-Shirt bianca

Questa ci serve come a un pittore serve una tela, e la mettiamo su tutti quei pantaloni/gonne troppo complessi e strutturati per appesantirli con un top altrettanto impegnativo. Serve a bilanciare per non cadere nel pacchiano. Ovviamente via libera al taglio (aderente o larga), alle maniche (lisce o a sbuffo), agli orli (grezzi o rifiniti). In alternativa, su un look basic (quindi t-shirt bianca più pantalone nero), possiamo divertirci ad arricchirla con spille, collane importanti o foulard. Ecco che una maglietta bianca, con dieci accessori diversi, ci regala dieci outfit diversi!

  1. Maglia a righe bianche/blu marina

Inutile aggiungere spiegazioni, la maglietta a righe blu/bianche è quanto di più essenziale debba esserci in un guardaroba. Se non sai cosa metterti, lei ti salva.

  1. Cardigan con cintura

Da non confondere con il cardigan boyfriend, quello con cintura è lungo almeno fino a metà coscia, con abbondante tessuto da drappeggiarci addosso, tipo vestaglia, ma moooolto più glam. Il cardigan con cintura lo puoi buttare sopra all’abbinamento più banale ed ecco fatto l’outfit per una cena. Il cardigan con cintura mi ha risolto metà delle crisi da invito all’ultimo minuto (sì, quelle che non ti danno tempo per fare la pipì, figurarsi pensare a un outfit!) e, SOPRATTUTTO, è la soluzione perfetta per quando ci sentiamo grasse. La sua avvolgenza, la sua ampiezza, la sua copertura al 60% del nostro corpo (concentrandosi soprattutto su pancia e fianchi) è in grado di restituirci un discreto livello di autostima. Acquistate un buon cardigan e giurategli amore eterno!

  1. Camicia jeans

Che la teniate aperta o abbottonata, dentro o fuori ai pantaloni, la camicia di jeans non morirà mai. Io uso ancora quella che ho comprato quindici anni fa al Lago di Garda e fa sempre la sua porca figura. Diventa casual, rick, o glam a seconda di quello che ci abbinate; è perfetta per l’estate, per l’inverno e per le mezze stagioni. Cosa chiedere di più?

  1. Canottiera bianca+nera+grigia

Ok, con questa ho barato, non è un capo ma tre (uno per colore), a mia discolpa però vi dico che le canottiere sono come le fondazioni per una casa: ci si costruisce sopra il resto! Ergo, è importante avere tutti i colori neutri fondamentali.

Segnato tutto?

Al prossimo giro ci aspettano i bottom, e non farò prigionieri!

 

 

Halloween per tutti i gusti

Tagliamo subito la testa al toro alle polemiche del tipo “Halloween è un’americanata”.

Per questo, chiamo in aiuto Alberto Angela. «Prego, Alberto, parlaci delle origini di Halloween».

«Grazie, Felicia. Halloween è una festività importata negli USA dagli immigrati irlandesi. La celebrazione della notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre risale infatti a un antico culto celtico e, prima ancora, a quello della dea romanaPomona.

L’arrivo di novembre ha sempre segnato per questi popoli (quindi anche per noi italici) la fine dell’estate e dei raccolti, di cui Pomona era la patrona, e l’arrivo dell’inverno.

A questa transizione stagionale era attribuita anche una carica misteriosa, che ha portato a trasformare la celebrazione della dea e del buon raccolto, in una serie di riti apotropaici per scongiurare l’arrivo di spiriti maligni, tra cui, appunto, indossare maschere spaventose».

«Grazie infinite, Alberto».

Dunque, anche noi italiani possiamo tranquillamente festeggiare la notte del trentuno ottobre senza paura di risultare patetici imitatori delle mode d’oltreoceano.

Per non ritrovarsi a corto d’idee all’ultimo minuto, vi suggerisco quattro soluzioni per una serata di Halloween di sicuro successo.

Halloween social

Questa è la soluzione perfetta per tutti quelli che “Io a casa non ci voglio stare!”.

No, nessuna serata in costume in discoteca. Si chiama dis-Ordinaria questa rubrica!!!

Opzione 1: cena con delitto. Io ci sono stata e mi sono divertita come una pazza. È come fare parte di un giallo di Agatha Christie, solo che i protagonisti siamo noi.

Queste cene vengono spesso organizzate in ristoranti, ma per Halloween, le location diventano più esotiche, tipo in castelli, manieri o ville di campagna. Noi invitati alla cena, mentre mangiamo, assistiamo a una vera opera teatrale con attori che inscenano un delitto. Durante la serata verranno rivelati degli indizi che ci serviranno per scoprire il colpevole dell’omicidio. Sono davvero divertentissime e io ho sempre mangiato anche molto bene.

Questo è uno dei siti di riferimento, ma su internet ne troverete tantissime: http://www.cenaconildelitto.com

Mi raccomando! Partite per tempo a organizzarvi, perché di solito fanno il tutto esaurito.

Opzione 2: Escape room. Tu e i tuoi amici sarete intrappolati in una stanza (una cantina, una cripta, una prigione, un sotterraneo… comunque qualcosa di molto creepy) e come in un film dell’orrore dovrete trovare il modo di uscire, e non sarà facile. Avrete un tempo massimo per farlo, e sfuggire al serial killer psicopatico che vi ha rinchiusi. Brividi e adrenalina assicurati.

Qui per tutte le info: http://intrappola.to/it/our-escape-rooms/

Halloween Goloso

Dieta vietata per questa serata all’insegna del cibo. Dolcetto o scherzetto? Ma è ovvio! Dolcetto!

Organizzate una cena (tra amici o con la vostra dolce metà) tutta a base di dolci.

Quante volte ci è capitato di fare cene buonissime e arrivare al dessert ormai sazi? Io, mille.

Bene, stavolta il problema non si pone, perché il dessert èla cena!

Qualche idea? La fonduta di cioccolato è sempre molto apprezzata. Al latte, bianco, fondente, come lo preferite, mettete il pentolino col cioccolato fuso al centro del tavolo e divertitevi a inzupparci biscotti, frutta, marshmallows.

Per stare in tema, servite anche meringhe a forma di osso, dita di strega di pastafrolla (qui la videoricetta: https://www.youtube.com/watch?v=gOj9Ml0h7UQ) e cheesecake di zucca!

Non devono mancare neanche le caramelle gommose a forma di verme e denti di vampiro.

Cosa fare dopo cena? Cluedo e Brivido: il meglio dei giochi da tavolo halloweeniani.

Halloween libroso

Per chi preferisce una serata più intima, la soluzione “divano-coperta-libro” è senza dubbio un evergreen. Ma è halloween e bisogna renderla un po’ spettrale!

Luci spente! Leggiamo con una (o più candele) a farci luce, come se fossimo in un maniero di un romanzo gotico (se avete il camino, ancora meglio. Accendetelo!)

Tè caldo speziato o vin brulè ci faranno compagnia durante la lettura, senza dimenticare qualcosa di buono (e dolce) da smangiucchiare tra una pagina e l’altra. Pagine di libri dell’orrore, ovviamente! Tipo questi:

Storie di fantasmi, Mammut Newton Compton Editori;

Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, Edgar Allan Poe, Mammut Newton Compton Editori;

Tutti i romanzi e i racconti fantastici e dell’orrore, Arthur Conan Doyle, Mammut Newton Compton Editori;

Il sottofondo musicale perfetto è una base da brividi: su YouTube trovate un sacco di playlist con suoni di temporali, tuoni, fulmini, porte che sbattono, passi sul pavimento, catene trascinate, urla raccapriccianti, fantasmi, pianoforti posseduti… il massimo per suggestionare la lettura!

Ecco qui alcuni video sound perfetti… io ho già paura:

Haunted Halloween Mansionhttps://www.youtube.com/watch?v=sCgqiOzXE-g

Haunted Undead Graveyardhttps://www.youtube.com/watch?v=8OjWY60LE8U

Ghastly Gasps and Halloween Screamshttps://www.youtube.com/watch?v=uXhl-InQUaY

Halloween Cult

Niente di meglio di una maratona di film horror lunga tutta la notte per festeggiare Halloween come si deve! E va preparata con tutti i carismi! Pizzette, pop corn freschi (mi raccomando!), gelati mini porzione (tipo gli Häagen-Dazs), divano pieno di cuscini e coperte, e ovviamente VIA TUTTE LE LUCI!

E siccome parliamo di film cult, eccovi cinque horror da guardare e riguardare:

La notte dei mori viventi, Romero, 1968. Brividi vintage in bianco e nero.

Il mistero di Sleepy Hollow, Burton, 1999

From Hell, La vera storia di Jack Lo squartatore, Fratelli Hughes, 2001

Necropolis – La città dei morti, Dowdle, 2014

The Others, Amenabar, 2001

N.d.R.: nessun divulgatore scientifico è stato maltrattato durante la scrittura di questo articolo!

ASMR, la rivoluzione di YouTube parte dal relax

Tutto è iniziato tre anni fa, in un periodo assai stressante di progetti e scadenze, e dopo giornate tesissime in studio, tornavo a casa a pezzi sia fisicamente che mentalmente.

Una di quelle sere mi sono sdraiata a letto, nella speranza di recuperare le forze, e girovagando su YouTube, mi sono trovata a digitare “Video rilassanti” nella barra di ricerca.

Il primo risultato era un video dal titolo “Autorilassamento guidato” e io, ridotta ai minimi termini, ho deciso di dargli fiducia.

L’ho lasciato andare e la riproduzione casuale, al suo termine, ha lanciato un secondo video nel quale una ragazza parlava sottovoce, lentamente, e gesticolava con le mani in modo ipnotico davanti alla cam.

È scattato qualcosa perché in quel momento le mie onde cerebrali si sono armonizzate, facendomi distendere nervi e muscoli e ritrovandomi addormentata nel giro di dieci minuti.

Il titolo di quel video era anticipato dalla sigla “ASMR”. Quando ho digitato quelle quattro lettere nella barra di ricerca, YouTube mi ha restituito un’infinità di risultati.

Ho scoperto che ASMR è l’acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ossia Risposta Autonoma del Meridiano Sensoriale.

In parole povere, quella sensazione di formicolio e brividini al cuoio capelluto, al collo, alle spalle, alla schiena seguito da uno stato di relax fisico e mentale (un po’ come quando il parrucchiere ci pettina i capelli, o qualcuno ci accarezza la testa).

È una sensazione stimolata da particolari suoni, visivi o tattili (altrimenti chiamati trigger, grilletti).

I video ASMR sono di diverso tipo, e poiché si tratta di una sensazione soggettiva, non è detto che tutti facciano effetto allo stesso modo (io per esempio sono sensibile ad alcuni, mentre altri mi infastidiscono).

Che tipo di video sono?

C’è l’ASMR artist (la persona che fa il video) che parla sottovoce (soft spoken), sussurra (whispering) o bisbiglia (inaudible) al microfono (sono dotati di mic speciali, tipo il 3Dio, binaurali, cioè che fanno sentire suoni diversi all’orecchio destro e a quello sinistro), con cadenza lenta e costante, seguendo un copione.

  • Ci sono gli autorilassamenti guidati, dove il protagonista del video, come un maestro zen, ci accompagna in un percorso di meditazione/sensibilizzazione e svuotamento dei pensieri.
  • Ci sono i video tingles/triggers, nei quali anziché la sua voce, l’ASMR artist produrrà suoni particolarmente stimolanti per i nervi uditivi come picchiettando su barattoli di plastica, legno, vetro (tapping), schiacciando spugne, grattando superfici (scratching), etc…
  • Ci sono le videoletture, dove l’ASMR artist legge un libro, un racconto, poesie, tipo favola della buona notte.
  • Abbiamo i roleplay, i giochi di ruolo. L’ASMR artist si cala appunto in un ruolo e recita una parte di un gioco a due, tipo: parrucchiere, make-up artist, dottore, dentista, bibliotecario, agente immobiliare, concierge d’albergo, assistente di volo, e durante il play l’effetto ASMR è scatenato dalla cortesia e gentilezza estrema del protagonista nei confronti del suo assistiti, cioè noi, dalle sue attenzioni personali nei nostri confronti, e dal fatto di sentirci coccolati.
  • Infine abbiamo i video sound, ossia quei video dove nessuno parla, ma si ascolta soltanto un rumore bianco tipo le onde del mare, la pioggia che cade, un temporale, lo scoppiettio del fuoco…

A fare un’ulteriore differenza nella recettività dell’ASMR è l’accento: inglese, francese, spagnolo, russo, portoghese, non importa conoscere le lingue straniere, perché il nostro meridiano sensoriale risulta molto sensibile agli stimoli della parlata. Fateci caso, quando sentiamo parlare persone straniere, spesso ci capita di rimanere incantati, e questo non è tanto per il fascino della lingua, quanto piuttosto per la risposta autonoma del nostro meridiano sensoriale.

I video possono andare dai dieci minuti fino anche a superare l’ora.

Pur non essendo scientificamente provata l’esistenza di questo fenomeno, l’ASMR  è senza dubbio un fatto da non ignorare, lo prova la sempre crescente presenza di video ASMR e tutti con un numero di visualizzazioni altissime (questo video di Gentle Whispering ha raggiunto i 16 milioni https://www.youtube.com/watch?v=B8jUVci17vE) .

Io stessa mi ritrovo, le notti in cui non riesco a prendere sonno, ad ascoltare un video ASMR e cadere addormentata nel giro di poco. In breve? Non riesco a farne a meno.

Se volete sperimentare un po’ di ASMR vi lascio qualche validissimo link, tra i miei ASMR artist preferiti:

Infinitely ASMR si cala nei pani di una assistente personale di una celebrità: https://www.youtube.com/watch?v=Z-zzNsgiv7Y

Diamond ASMR recita il ruolo di un’agente immobiliare di case di lusso:

https://www.youtube.com/watch?v=D0NOxrv9iV4&t=521s

EL ASMR ci guida al rilassamento:

https://www.youtube.com/watch?v=KGbNKyF9dNo

Tito ASMR e il massaggio alla testa:

https://www.youtube.com/watch?v=DSJ7a0yKPOc

Oltre a YouTube ci sono anche tantissime app ASMR per tablet e smartphone, quindi le possibilità per trovare esattamente i suoni che ci rilassano sono infinite.

Se siete stanchi, stressati, le avete provate tutte e non sapete più come rilassarvi, mettetevi un paio di auricolari e datevi all’ASMR!

Il mio ragazzo è un motociclista

Prima o poi nella vita succede di frequentare un uomo possessore di una due ruote, e quando quel giorno arriverà, meglio essere preparate. Già, perché per spirito di avventura e condivisione, anche voi salirete su quella moto.

Nella mia vita posso dire di essere stata su qualsiasi tipo di moto e ognuna ha le sue regole, quindi oggi condivido con voi un po’ di tips&tricks di sopravvivenza per la ragazza del motociclista.

Trucchi salvavita:

  1. Vietati gli orecchini a lampadario. Sì, quelli complicati, lunghi, pendenti, grossi, ciondolanti. Il motivo è uno solo: quando vi sfilerete il casco, vi si strapperanno le orecchie;
  2. No agli occhiali da sole. A. dopo un viaggio con gli occhiali infilati sotto il casco, le astine vi avranno provocato una bella emicrania; B. in caso di incidente, non vogliamo correre il rischio che delle lenti di vetro ci si frantumino a un centimetro dagli occhi;
  3. No a tacchi e ciabatte. Al passeggero servono i piedi per garantirsi stabilità in accelerata, frenata e curve;
  4. Vestiti coprenti: lasciando perdere la caduta, anche solo un sassolino o un granello di asfalto staccato, colpendovi in corsa vi causerebbe lividi e tagli;
  5. Tirare sempre giù la visiera del casco se non volete mangiare polvere e moscerini.
  6. Vietate le borse a tracolla, o qualsiasi cosa a tracolla che rischi di impigliarsi nella meccanica, o strozzarvi durante una caduta.
  7. Per chi ha i capelli lunghi la treccia è obbligatoria, se non vogliamo arrivare con dei nodi che neanche il luogotenente alla marina mercantile riuscirebbe a sciogliere. E poi la treccia la infiliamo dentro la giacca, altrimenti si riempie di insetti stile “carta moschicida”.

Lo sportivo

Se il vostro ragazzo ha una moto sportiva (tipo Kawasaki Z1000 o Ducati 1299 Panigale), che Dio vi aiuti!

La supersportiva è la moto in assoluto più scomoda per la passeggera.

Sellino grande come un francobollo, privo di schienale, pedane poggiapiedi altissime e piccolissime (ti ritroverai con le ginocchia all’altezza delle ascelle), punti di presa per le mani assenti (sì, c’è la bandella trasversale al sellino, alias “dispositivo di ritenuta passeggero”, ma sfido CHIUNQUE a tenersi a quella, mentre la moto sfreccia ai 130 km/h).

Viaggerai nella posizione “zainetto” ossia abbarbicata al pilota: sia che tu ti stringa alla sua vita, sia che tu ti tenga appoggiata al serbatoio.

La moto sportiva è scomoda, ma la comodità non è un requisito, l’aerodinamicità sì.

Non è una moto per passeggeri, di base è una monoposto, ma nel caso il vostro uomo proprio voglia portarvi con lui, ecco cosa fare:

  • Con il casco integrale (il più prudente sulle supersportive) il make-up è inutile. Quando ve lo sfilerete, tutto il fondotinta si spalmerà sull’imbottitura interna.
  • Guanti: se non volete farvi venire le vesciche a forza di reggervi al serbatoio, sono fondamentali. Andare in moto, specie sportiva (quindi priva di paravento) impone un grosso sforzo fisico a livello di braccia e addome a causa dell’attrito dell’aria combinato alla velocità.
  • No ai jeans skinny: nella posizione “zainetto”, avere abiti troppo aderenti dà molto fastidio;
  • Ottimizzare le tasche della giacca: chiavi, carta d’identità con soldi e carta di credito, cellulare e fazzoletti. Magari rossetto e mascara travel size. Niente borsa, perché le supersportive non hanno borsoni laterali o sottosella.

Ve l’ho detto! Che Dio vi aiuti!

L’endurista

La moto da enduro è in buona sostanza quella che va fuori strada (Africa Twin, Super Tenerè, tutte quelle della Parigi-Dakar, insomma). Più comoda della sportiva, ma mette a dura prova la resistenza fisica. Il giorno dopo una gita enduro avrete la carne greve come se foste andate in palestra.

Consigli di sopravvivenza:

  • Mangiare leggero e non liquido. L’enduro ti costringe a sterrati, tornanti, sassaiole e avere lo stomaco vuoto aiuta;
  • Bandana da bandito: non stiamo andando per asfalti, quindi coprire bocca e naso per non respirare folate di polvere è fondamentale;
  • Anche qui, guanti tassativi per reggervi alle maniglie o vi ritroverete i palmi viola;
  • Per quanto riguarda la borsa, qui siamo tranquille: le moto da enduro hanno i bauloni nei quali mettere tutto ciò che si serve (non un tostapane, però! In generale, la regola, quando si esce in moto, è di ridurre il superfluo);
  • Se avete degli occhiali da sole, non abbandonateli nella borsa, ma metteteli nella custodia, perché con i su e giù, rischiano di graffiarsi e rompersi);
  • Se soffrite di allergia a pollini e amenità floreali varie, imbottitevi di antistaminico. L’endurista batte sentieri di bosco e di prato, e in primavera rischiereste lo shock anafilattico.

Quando invece la userete su strada normale, allora sarà come viaggiare su una turistica. Cosa vuol dire? Leggi sotto!

Il turista

Oh, qui cadiamo in piedi. È di sicuro la categoria che raccoglie tutte le mie simpatie. La moto turistica è fatta per starci in due, per lunghe tratte, quindi è PENSATA per viaggiare comodi.

Qui troviamo quasi tutte le moto Harley-Davidson (Dio benedica la sella in gel!), la Honda Goldwing e il BMW GS (anche se per versatilità, il vostro uomo potrebbe farci tranquillamente dell’enduro, ma dubito che voglia rischiare di sgorbiare un mezzo da 17’000 euro).

Questa moto è girl-friendly: la passeggera ha una comoda poltrona con schienale imbottito su cui viaggiare, larghissime pedane poggiapiedi ad altezza consona a una posizione rilassata e maniglie a volontà per tenersi (anche se spesso, vista la paciosità del viaggio, io vado sena mani).

Ed è subito gita a Riccione.

A parte le regole generali, con questa moto siamo abbastanza libere. Libere al punto che vi dico che in uno dei borsoni/bauloni della moto potete tenere un cambio vestito, un paio di sandali con il tacco Stuart Weitzman, borsa vintage, necessaire per trucco e tutti i sacchetti degli acquisti che avrete fatto su viale Ceccarini. Insomma, dopo aver accompagnato il vostro lui in moto, un completino di La Perla, vi meritate che ve lo regali, no?