Il favoloso mondo di Heidi_Lab

Heidi_Lab è un progetto creativo, artigianale di abbigliamento per donna e bambina. Il logo è un piccolo fumetto con la sua iniziale,  perché Heidi è davvero il suo nome! La passione per le stoffe, gli abbinamenti e i colori nasce nel 1994 quando Heidi aveva sedici anni e cuciva minigonne per sé e per le sue amiche, di nascosto dalle mamme! Costumista, sarta, designer, vetrinista con laurea in belle arti, ha frequentato numerosi corsi di formazione. Ogni capo è realizzato interamente nel suo laboratorio romano; i tessuti che usa sono in prevalenza naturali, e molti sono in fibre eco-sostenibili certificati “Gots”.

Spesso disegna le grafiche che verranno stampate sulle sue stoffe preferite. Per completare ogni capo Heidi pensa al suo accessorio più adatto, spesso firmato dalla designer di gioielli Valentina Mancini, con cui si è instaurata una collaborazione che dura ormai da anni. Indossare un capo proveniente dal Lab di Heidi vuol dire unicità, attenzione per i dettagli e per le materie prime di pregio.

Tre domande a Heidi

Come si svolge la giornata lavorativa?

Sveglia presto 6:30 del mattino, rapide coccole nel lettone con i bimbi, ci tuffiamo in tazzoni di latte&cioccalto (caffè per manna&papà), e di corsa ci si prepara per la giornata! Dalle 10:00 pronta nel Lab con le mie compagne di viaggio: la musica (rock anni ’70 in primis) e soprattutto le due macchine da cucire (Janome e Singer) una ha circa vent’anni, l’altra è una modernissima taglia e cuci: senza di loro non esisterebbero le mie creazioni!

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Devo dire in verità, che non seguo realmente la moda… le uniche sfilate che non perdo mai sono quelle della famiglia Missoni, ma per pura gioia personale, non per ispirarmi, semplicemente mi riempiono il cuore! Le mie vere ispirazioni vengono dai materiali: quando immagino un qualsiasi oggetto da indossare provo a capire la tipologia di materiale più adatto per realizzarlo, il momento della giornata in cui si potrebbe usare e soprattutto a quali fisici potrebbe star bene, perché ci tengo a poter vestire tutte le età e tutte le taglie! Per questo le mie creazioni spaziano da oggetti particolarissimi, ma comunque indossabili, ad abiti per la tutti i giorni.

Progetti futuri?

Il mio sogno è un laboratorio, aperto al pubblico, nel cuore di Roma! Sto lavorando con immensa passione per raggiungere questo obbiettivo. Gli altri progetti che porto avanti sono le collaborazioni (che spero non finiscano mai) con designer emergenti e con i professionisti dell’immagine, così da proporre sempre un total look, ma non per forza tutto coordinato… mi piace inserire sempre un particolare che “stona”, perché adoro la perfetta casualità!

Dove trovare Heidi:

Su Facebook Heidi_Art

Su Instagram @Heidi_Lab

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Pietro Giannuzzi: lo stile italiano in Africa

Il 5 ottobre scorso all’African Fashion International – Johannesburg Fashion Week 2018 il pubblico ha vissuto una progressione di emozioni grazie alla collezione realizzata da Pietro Giannuzzi, responsabile creativo del marchio Presidential. Quando nel 1994, all’inaugurazione del primo parlamento eletto a suffragio universale in Sud Africa, Nelson Mandela indossò la camicia regalatagli da Desrè Buirski, nacque la Presidential e “The Madiba Shirt”, perché Madiba continuò ad indossare quelle camicie per il resto della sua vita anche nelle occasioni ufficiali, facendone un simbolo della nuova nazione, un simbolo di libertà e democrazia che si diffuse rapidamente fuori dai confini del Sud Africa.

Ora la Presidential vuole andare oltre e si è affidata a un creativo italiano, Pietro Giannuzzi, che vive da oltre vent’anni in Sud Africa, dove arrivò per le imperscrutabili strade della vita. Ha già dato prova delle sue capacità nella sua lunga attività sartoriale. Con la collezione primavera/estate presentata il 5 ottobre scorso per Presidential (visitabile alla pagina http://gallery.africanfashioninternational.com/envira/presidential-afijfw-2018/), ha preso per mano il marchio e la shirt e li ha accompagnati nell’affollato creativo mondo del fashion ma con una chiara propria cifra distintiva. Perciò s’intuisce che l’avventura è solo cominciata.

Giannuzzi con la sua collezione ha realizzato un’accattivante armonia. Ha portato nel suo lavoro la creatività innata insieme al know-how e alla tradizione sartoriale assorbiti nella sua terra d’origine; ha tenuto ben saldo il brand della Presidential Shirt con i tessuti e i colori; su questo ha innestato le sue felici intuizioni. Utilizzando l’arte della mescolanza di colori appresa nei paesi asiatici in cui ha viaggiato, ha preso tutta la tavolozza dei colori forti e decisi dell’Africa e li ha trasfusi in capi realizzati con la cura sartoriale propria dell’antica tradizione italiana. E’ evidente perciò che Pietro Giannuzzi possiede la capacità di sintesi armonica propria di chi, con l’anima leggera, è aperto alle culture diverse da cui si lascia contaminare consapevole dell’inevitabile arricchimento.

Il contrasto armonico è il filo conduttore della collezione. Giannuzzi ha innestato il suo design innovativo su capi che appartengono alle tradizioni europea, africana e asiatica, con l’esaltante risultato di conferire loro nuova e lunga vita. Nelle stoffe, mai dimenticando quelle della Madiba Shirt, ha mescolato con armonia tutta la tavolozza di colori che l’Africa offre, anche quelli delle albe e dei tramonti introvabili altrove; ha inserito motivi tribali che assumono eleganza classica grazie al design e alla cura sartoriale dei capi.

Ma strano a dirsi, in questa collezione tutta al maschile, il capolavoro è un abito femminile creato per essere lo showstopper. In quest’abito Giannuzzi rivela tutto l’amore per l’Africa che l’ha accolto e che ritiene terra meravigliosa. Gli ho domandato, infatti, spiegazioni per questa scelta e la risposta mi ha lasciato senza parole.

“Una notte – mi ha detto – che è per me il momento più creativo, stavo lavorando alla collezione; l’avevo già disegnata ed ero alla ricerca del capo simbolo. Per la stanchezza sono crollato, mi sono addormentato e ho fatto un sogno. Devi sapere che il mio paese, Minervino Murge in Puglia, è noto come il Balcone delle Puglie, perché si stende interamente, a lunghe terrazze sovrapposte, su un pendio roccioso che si affaccia verso sud e domina la valle del fiume Ofanto. Quella notte sognai Minervino come un enorme balcone da cui mi sporgevo pensando all’Africa. Ad un tratto tutto cambiò davanti a me come solo nei sogni può accadere. La Valle dell’Ofanto svanì e mi apparve prima il Mediterraneo e poi l’Africa. Così dal bacone dove sono nato vedevo davanti a me l’Africa in tutta la sua interezza da nord a sud, con i suoi colori e la sua natura forte, selvaggia, splendida e mi sentivo assai leggero e felice. Al risveglio, ricordando la visione del sogno e col senso di leggerezza che ancora sentivo, disegnai il vestito: nella parte bassa e nello strascico ho immaginato i paesi che affacciano sul Mediterraneo e poi su fino al Sud Africa. Decisi che sulla passerella avrei fatto camminare l’Africa, la mia visione dell’Africa tradotta con l’arte che amo e che continuamente scopro e conosco. Ecco perché un abito femminile è lo showstopper della collezione.”

Ma l’omaggio all’Africa non si ferma qui. Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Madiba e in suo omaggio Giannuzzi ha utilizzato in ogni capo dei tessuti in cui fosse presente il color oro: o come filo all’interno del tessuto o come colore manualmente applicato successivamente alla tessitura; esattamente come anche per le camicie della speciale Presidential Golden Collection.

Con i colori e il design è evidente che Giannuzzi punta dritto alla sfera emozionale; con l’oro, il metallo dei re, invece punta dritto alla sfera spirituale. La sintesi che ottiene suscita vibrazioni come le musiche di Vivaldi o Wagner. Se di tutto questo lui sia consapevole o meno non importa: lui lo fa e ciò basta. La ricerca estetica, cioè la ricerca della sintesi armonica tra le due sfere, ha fatto affermare a Fëdor Dostoevskij che la bellezza salverà il mondo. Io credo che anche l’arte di Pietro Giannuzzi sia in grado di donarci quella bellezza salvifica.

Francesco Topi

Fille de Mestre by Marion Mestre

Eleganza, ricercatezza e grande cura dei dettagli: sono questi gli elementi che caratterizzano il marchio francese Fille de Mestre. Abbiamo chiesto a Marion, la titolare, di parlarci del suo brand e della sua filosofia.

Come è nato il marchio FilledeMestre?
Il marchio FilledeMestre riprende il mio cognome, ha le sue radici in Provenza ed è aperto alle molteplici influenze calde e colorate del sud della Francia. Questo marchio ha innanzitutto una storia di famiglia, ma ha potuto vedere la luce grazie a un vero e proprio lavoro di équipe e a una passione che mi ha animata fin da giovanissima. Nel 2014 come giovane creatrice mi sono diplomata alla Scuola superiore di arti e tecniche della moda, l’ESMOD di Lione, dove ho seguito il corso completo di abbigliamento femminile, con una specializzazione sugli accessori.
Durante le mie varie esperienze professionali, ho lavorato molto nel settore dei vestiti realizzati a mano, ho imparato a rispondere alle esigenze dell’alta moda e ho cominciato a familiarizzare con le marocchinerie. Dopo aver perfezionato la tecnica presso varie case di moda, ho voluto affermare la mia identità dando vita nel 2015 a FilledeMestre.
 Parlaci delle tue ultime creazioni e dei progetti a cui partecipi.
Al momento sto presentando la mia collezione estate 2017-18 di ispirazione beachwear, con modelli freschi e colori vivaci, che richiamano il ritmo dell’aria di mare. Seleziono tessuti di qualità e sono sempre alla ricerca di disegni originali. Il taglio dei miei vestiti è fluido ed elegante, ogni linea è pensata per rendere ideale il corpo femminile. Lavoro anche su abiti per gli sposi, i testimoni di nozze, le damigelle d’onore e gli invitati. Propongo inoltre una collezione di gioielli in rame e ottone, realizzati insieme a mio padre, che lavora i metalli.
Quest’anno ho ottenuto la qualifica di artista artigiano e depositerò un portfolio per ottenere una certificazione da parte degli Ateliers d’art francesi. Insieme ad alcune associazioni promuovo il “made in France” e il savoir faire artigianale. Progetto inoltre di aprire un mio atelier-showroom, insieme con vari artigiani della mia regione, per accogliervi i miei clienti o visitatori.
A chi ti ispiri, e che tipo di donna ti piace vestire?
Nel mio lavoro traggo ispirazione direttamente dal corpo femminile, dalle sue curve e dalle sue forme. Conservo tuttavia la leggerezza e la fluidità di ispirazione greca, nonché l’eleganza per le mie collezioni prêt à porter di alta gamma. Lavoro molto anche per realizzare il corsetto su misura. Mi ispiro molto a piccoli dettagli, luoghi, personaggi, epoche storiche.
Ammiro in modo particolare Jean-Paul Gaultier per la sua originalità stravagante e il suo notevole lavoro sul corpo femminile, i suoi caratteristici corsetti.
Sia all’inizio che durante il mio percorso professionale, la mia passione per la moda è stata guidata da Chanel, con il suo raffinato stile senza tempo, con la sua linea sempre elegante e il suo stile “coco” che per me incarna la forza e la passione. Chanel ha rivoluzionato la moda, ha liberato le donne e ha cambiato il loro rapporto con il corpo. Ho sempre adorato il lavoro, il taglio e lo stile inimitabile di Chanel.
La donna che io vesto è sedotta dall’idea e dall’universo di FilledeMestre. E soprattutto non somiglia a nessun’altra, per via di collezioni presentate in serie limitata e su misura. È una donna che ama il suo corpo, le sue forme, una donna leggera che ama mettere il sole nel proprio guardaroba. Una donna originale, spontanea, di ogni età ma che è consapevole di sé e afferma uno stile raffinato, sensuale e femminile.
Chi è secondo te la moderna icona della moda?
Secondo me oggi l’icona della moda è senza dubbio l’enigmatica Lily Rose Depp. Bellezza misteriosa, lancia un’immagine forte, affermando una personalità al tempo stesso infantile ma imperiosa. È originale, intrigante, è figlia di Vanessa Paradis e di Johnny Depp, è stata modella Chanel a soli 18 anni: tutto ciò non le ha impedito di mostrare un’apparente leggerezza, una rilassatezza che la rende ancora più bella. Sfila con grazia, la sua aria sbarazzina seduce lo sguardo, sembra arrivata da un altro pianeta.
Si è anche lanciata nel cinema, forte dei suoi 3,2 milioni di followers su Instagram: il broncio di Lily Rose ha saputo essere seducente!
Dove possiamo trovare e acquistare le tue creazioni?
Potete trovare tutti i prodotti del marchio FilledeMestre sul sito internet www.filledemestre.com. In Francia è presente una selezione dei miei modelli in numerose boutiques della Costa Azzurra: da Lunaël a Saint-Tropez, da La Maison française sull’isola di Bendor (l’isola di Paul Ricard), oltre che a St Rémy de Provence. Si possono seguire inoltre tutte le novità, gli ultimi shooting e la presenza nelle sfilate grazie alle relative pagine “filledemestre” sui social network Facebook e Instagram.

Lezioni di Stile #1

L’abito non fa il monaco ma lo stile sì. Come fare a capire cosa indossare in base al nostro fisico? Ecco qui le lezioni di stile che fanno per voi. Ogni settimana vi proporremo un outfit fatto su misura per ogni donna. Seguiteci…

Cominciamo dalle basi. Contrariamente a quanto si crede, vestirsi ci fa divertire, ci fa star bene con noi stesse ma soprattutto ci fa sentire al top. Il primo passo da fare è individuare il nostro tipo di corporatura: siamo donne clessidra, rettangolo, mela o pera? Nelle donne Clessidra le spalle e i fianchi hanno più o meno le stesse dimensioni e la vita è sottile con le forme classiche delle pin-up: 90-60-90. Nelle donne Rettangolo la figura ha poche curve. In genere sono snelle e longilinee come le modelle. Le donne Mela, invece, hanno poco punto vita e spesso gambe magre. Mentre le donne Pera (o Triangolo) sono di due tipi: con fianchi larghi o, al contrario, con spalle larghe e fianchi stretti, come le nuotatrici.

Una volta individuato il nostro tipo, è bene tenere a mente che le donne clessidra non dovrebbero indossare abiti troppo corti o troppo scollati, soprattutto se hanno forme procaci: se optate per un abito corto, niente scollatura e viceversa. Le donne rettangolo stanno bene con gli abiti svasati che donino loro un tocco di femminilità. Mentre le donne Mela e Pera possono osare con gli abiti lunghi, ma rigorosamente dritti, con spacco e tacchi alti.

 

#DressToImpress #CocoAndTheCity