Le confessioni di Mr Harrison di Elizabeth Gaskell

Un libro di Elizabeth Gaskell si riconosce subito perché sin dal primo momento, allo scorrere delle prime parole, predispone all’ascolto di una bella storia.

Le confessioni di Mr Harrison è un gioiellino nascosto tra le pieghe di una pubblicazione a puntate su una rivista di moda femminile, e chi meglio di un valente medico agli inizi della sua carriera poteva attirare l’attenzione e l’interesse di quel pubblico femminile?

Con un incipit che riecheggia non troppo da lontano quello di Orgoglio e Pregiudizio, Gaskell affidando la voce narrante allo stesso protagonista, ci racconta le vicende di Mr Harrison con un vero e proprio esordio favolistico:

C’era una volta un giovane e valoroso scapolo…”.

Pubblicato sei mesi prima di Cranford, Le confessioni di Mr Harrison è ambientato a Duncombe che si trova nella stessa regione letteraria di Cranford e vive delle stesse atmosfere descritte con identica deliziosa ironia.

Mr Harrison, in quanto scapolo e in quanto medico, piomba in mezzo alle amazzoni cugine delle comari di Cranford con lo stesso effetto dirompente della ferrovia in Cranford scombinando la tranquilla società di Duncombe, anche questa quasi tutta al femminile.

Tra pettegolezzi, equivoci e malintesi, il povero Mr Harrison dovrà barcamenarsi per difendere se stesso e il suo operato: signorine più o meno giovani che pensano di essere state illuse dai suoi modi premurosi e cortesi pretendono da lui che onori il suo presunto impegno. Come la vita è fatta di momenti gai e tristi, anche qui si passa dalla leggerezza del tema sempreverde della sistemazione matrimoniale alla dura realtà della malattia e della morte con cui la professione medica deve fare i conti.

Ma non voglio rovinarvi il piacere della lettura:

Il fuoco scoppiettava vivace. Mia moglie era appena andata al piano di sopra per mettere a letto il bambino. Charles sedeva davanti a me, era abbronzato, di bell’aspetto. Era bello già avere solo la certezza di poter trascorrere assieme qualche settimana sotto lo stesso tetto – un’esperienza che non ripetevamo da quando eravamo poco più che ragazzini. Mi sentivo troppo stanco per chiacchierare, così mi misi a mangiare noci mentre contemplavo il fuoco, ma Charles divenne smanioso. …

Ottima come sempre la pubblicazione delle Edizioni Croce, grazie all’introduzione di Michela Marroni e alla traduzione di Salvatore Asaro e Mara Barbuni.

Delitto di una notte buia

Questo romanzo breve fu pubblicato per la prima volta nella rivista di Charles DickensAll the Year Round.

Al titolo originale A (Dark) Night’s Work la parola “dark” fu aggiunta da Dickens contro i desideri di Gaskell. Dickens riteneva che il titolo modificato fosse più impressionante, non era la prima volta che i due avevano idee diverse sulle politiche editoriali. Lui era più attento alle esigenze del marketing, piuttosto che a quelle letterarie della sua collaboratrice. Allo stesso modo ebbero disaccordi sul ritmo e metodo seguiti da Gaskell, perché secondo Dickens non suscitavano e mantenevano desta a sufficienza l’aspettativa del pubblico di lettori.

Gaskell è concentrata, secondo lo stile che la contraddistingue, sul dramma umano e quindi sull’approfondimento psicologico dei caratteri e dell’animo dei personaggi, ma qui anche l’intreccio della storia è complesso e strutturato e il ritmo avvincente.

La storia parla dell’avvocato Edward Wilkin che avendo ricevuto un’istruzione di alto livello, si sente in diritto di frequentare ambienti superiori alla sua posizione sociale. È un uomo che beve e spende molto e le sue debolezze si riflettono sul suo lavoro, tanto da costringerlo ad assumere un socio -un uomo sgradevole di nome Mr Dunster. Una notte nel pieno di una lite furibonda, Edward colpisce a morte il socio. La figlia Ellinor e un fidato domestico, Dixon, lo aiutano a seppellire il corpo in giardino. Ma è il personaggio di Ellinor, prostrato dal senso di colpa, a muovere gli ingranaggi della storia diventando personaggio di primo piano.

Elizabeth Gaskell offre al lettore il ritratto di un’anima tormentata dal vizio e dal senso di inadeguatezza, che scivola drammaticamente nell’abuso di alcol; il racconto di un assassinio, in cui è labilissimo il confine tra le diverse responsabilità di chi è coinvolto; lo studio del senso di colpa; la disamina degli effetti dell’orgoglio e dell’ambizione sui rapporti personali; l’interrogativo -a tratti sconcertante- a proposito della natura della verità.

In questo racconto ritroviamo sia i tratti tipici della scrittura della Gaskell, sia un’interessante analisi dei temi “oscuri” e straordinariamente moderni. L’opera è diretta a criticare nemmeno troppo velatamente la discriminazione di classe e la concezione materialistica della vita. I fatti drammatici narrati ammoniscono sulla gravità degli effetti negativi di una cattiva e deleteria condotta.

L’anno 1863 fu particolarmente prolifero per Gaskell perché fu l’anno anche di Gli innamorati di Sylvia, e di altri racconti (tra cui anche Mia cugina Phillis). La varietà di temi e ambientazione dimostrano sia la sua versatilità sia la capacità di sperimentazione. I luoghi di Delitto di una notte buia sono molto lontani dalla costa occidentale e da Whitby; qui il contesto del racconto, dal punto di vista strettamente geografico, è il Cheshire. Il riferimento a Chester è abbastanza esplicito, mentre il personaggio come Ellinor deve, in parte, la sua creazione ad alcune suggestioni personali e anche ad alcune modellizzazioni letterarie di cui Gaskell era esperta conoscitrice.

Quando si inizia un progetto è fondamentale portarlo avanti e coltivarlo, se possibile, con sempre maggiore dedizione. In questa direzione si colloca la presente pubblicazione delle Edizioni Croce che con essa aggiungono un altro tassello alla già lunga lista delle opere di Elizabeth Gaskell riportate alla luce:

Bran e altre poesie

I fratellastri

La casa nella brughiera

Mary Barton – Racconto di vita a Manchester

Racconti

Delitto di una notte buia allora illumina, a dispetto di quell’indicazione di genere “dark”, la preziosa opera di promozione della conoscenza e valorizzazione in italiano di Elizabeth Gaskell, squisita signora e scrittrice inglese, delicata e appassionata al contempo, attraverso un esemplare che acquista pregio da se stesso e dalle firme che lo corredano.

La traduzione

La traduzione è stata affidata alle competenze di Mara Barbuni che si occupa di scrittura femminile dell’Ottocento e in modo particolare di Elizabeth Gaskell: ha recentemente tradotto i romanzi Gli innamorati di Sylvia e Mogli e figlie (mai apparsi prima in italiano), cura il sito intitolato alla scrittrice: https://elizabethgaskell.jimdo.com/.

L’introduzione

L’introduzione è a cura del massimo esperto italiano in materia: l’esimio prof. Francesco Marroni, Vice Presidente della Gaskell Society, professore di Letteratura Inglese e di Storia del Teatro inglese presso l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara, direttore delle riviste Merope e RSV. Rivista di Studi Vittoriani e del Centro Universitario di Studi Vittoriani e Edoardiani presso il campus universitario di Chieti.

Il libro sarà disponibile entro la prima metà di giugno.

Racconti di Elizabeth Gaskell

È in stampa, e quindi uscirà tra breve, la raccolta Racconti di Elizabeth Gaskell.

Scrittrice prolifica e versatile, ella riesce a essere intensa nelle short stories tanto quanto nei grandi romanzi, e le Edizioni Croce hanno deciso di tradurre e pubblicare dieci racconti dei suoi, inediti o introvabili in italiano.

Avvolti da questa meravigliosa copertina che in un gioco di luci e ombre lascia presagire una lettura appassionante e intenta, i dieci titoli sono: Casa Clopton, L’eroe del Sagrestano, Casa Morton, Lo zio Peter, Tempeste e raggi di sole natalizi, Le vicissitudini domestiche di Bessy, Il cuore di John Middleton, Storia di un proprietario terriero, Le tre ere di Lizzy Marsh, Visita a Eton.

Si tratta degli scritti brevi gaskelliani a tema non gotico, forse qualcuno ispirato dai suoi viaggi e dai suoi spostamenti durante i quali raccoglieva aneddoti preziosi, le cui date di composizione abbracciano più di un ventennio.

Il volume, appartenente alla collana “Participio Passato”, va ad aggiungersi con le sue 394 pagine, a quelli già pubblicati: La casa nella brughiera, I fratellastri, Mary Barton, (oltre a Bran e altre poesie). A curare questa edizione è la prof.ssa Anna Enrichetta Soccio, professoressa di letteratura inglese all’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Tra i traduttori spiccano i nomi di Mara Barbuni e Salvatore Asaro, già uniti da un legame speciale a Elizabeth Gaskell.

Un volume don pregio fin dalla prima pagina della raccolta che raffigura, riproducendola in filigrana, la litografia di Casa Clopton, la stessa che ha ispirato il racconto a Gaskell. E alla fine del libro ci aspetta una splendida sorpresa come ormai le Edizioni Croce ci hanno abituato a pregustare.

Racconti raccoglie la narrativa breve di una delle maggiori scrittrici dell’Ottocento inglese, colei che è riuscita a entrare nelle grazie di Charles Dickens e a dare voce a una moltitudine di personaggi – non solo figure riprese dalla nobiltà ma anche uomini recuperati dalla periferia umana, storie di reietti, di esclusi. La scrittura breve ha accompagnato Elizabeth Gaskell per tutta la vita, dal suo esordio fino alla morte improvvisa avvenuta durante un tè nel suo salotto, nel 1865. Pubblicati sulle maggiori riviste dell’epoca, i suoi racconti hanno entusiasmato generazioni di lettori. La modernità con cui Elizabeth Gaskell riesce a investigare all’interno dell’animo umano non ha pari nella storia della letteratura vittoriana. Le sue storie ci coinvolgono da vicino, ci toccano e alla fine ci disarmano. Racconti ambisce ad avere un carattere “definitivo”, mettendo assieme una serie di titoli finora mai tradotti in italiano, al fine di confermare l’importanza della scrittrice all’interno del panorama letterario inglese.

Gaskell’s Poems

gaskellCi sono autrici di cui più leggi e sai e più vorresti approfondire la conoscenza, sia delle opere sia delle vicende della loro vita che hanno condotto ad esse, e in questo caldo autunno pieno di sorprese che si schiudono come succosi e propizi melograni eccoci a registrare un’altra novità.

Sono le Edizioni Croce ancora una volta a farci un regalo: Elizabeth Gaskell in versione inedita, sicuramente quella meno nota: la Gaskell poetessa.

A pochi giorni dall’uscita della novella La casa nella brughiera, la cui stampa è in ultimazione, abbiamo la possibilità di conoscere un altro lato di questa eclettica scrittrice che si è voluta cimentare in generi letterari diversi, stupendoci ogni volta.

Sono tre i componimenti, mai editi in italiano, che fino ad ora comparivano solo nelle raccolte di tutte le opere in inglese:

POEMS

Bran

– The Scholar’s Story

– Sketches Among the Poor, No. 1

Apparsi sulla rivista Household Words, in diversi numeri del 1853, fanno pensare ad una precisa scelta letteraria, individuata in riferimento alla materia da raccontare. Grazie alla traduzione di Andrea Giampietro, senza perdere di vista il testo originale a fronte, la raccolta Bran e altre poesie di Elizabeth Gaskell arricchisce la collana delle Edizioni Croce dedicata alla poesia, intitolata Stilnovo.

La veste grafica del volume ripropone nella sua semplice classicità la soavità dei componimenti poetici dal sapore antico, accolti sotto l’egida tutta italiana dello Stilnovo.

Marilena Parlati, dell’università di Padova che ha curato la raccolta e scritto l’introduzione, si incarica di illustrare il contenuto di questi poemi, la scelta della peculiare forma letteraria di derivazione wordsworthiana, le intenzioni e l’ispirazione più o meno romantica dell’autrice.

Un’insolita Elizabeth Gaskell, compositrice.

Romina Angelici

Uno scrigno di perle rare

perleNon c’è modo migliore di prepararsi al Natale che quello di aprire il magico scrigno preparato per noi dalle Edizioni Croce. Gemme preziose da tutto il mondo vi sono state racchiuse, con scrupolosa ricerca e cura perché potessero effondere la loro luce preziosa.

Accanto ai rubini rossi sfoggiati da Louisa May Alcott, rifulgono tra gli altri i diamanti francesi di Colette; l’acquamarina neozelandese non teme il calore sprigionato dalle mille sfumature dell’ambra gaskelliana e dell’andalusite di Emilia Pardo Bazàn. In mezzo a tutte brilla la perla rara di Maria Messina.

L’idea di riunire tutte le figure più significative della storia delle scritture femminili è di Sara De Simone, alla quale è stata affidata la curatela del volume e l’introduzione.

Diversi invece i nomi che si sono occupati di tradurre per noi i racconti: Salvatore Asaro per Louisa May Alcott e Katrin Mansfield, Flavia Barbera per Elizabeth Gaskell, Marco Dotti per Colette, Valentina Visaggio per Emília Pardo Bazán. Accanto a loro, le italiane Maria Messina, Matilde Serao, Grazia Deledda, Haydée e Cordelia.

Una raccolta letteraria internazionale, tenuta assieme dal filo rosso del Natale. Chi non ama il Natale, chi può resistere al fascino sprigionato dalla sua atmosfera? Il Natale è attesa, sorpresa, regali, bontà, una vacanza dalla quotidiana indifferenza.

Un Natale tutto al femminile, raccontato da scrittrici dell’Ottocento e del Novecento, che hanno declinato, ciascuna a modo proprio, il significato della festa più magica dell’anno; una ricorrenza che può diventare stato d’animo.

Quella strana sensazione di calore che stringe il cuore è ben simboleggiata dal focolare rappresentato in copertina: l’ovale di Emily Dickinson – rappresentante per eccellenza della scrittura delle donne – e sulla mensola colloca i titoli più significativi di alcune sue grandi colleghe – come per esempio Gertrude Stein.

Imminente, dunque, l’uscita in libreria dell’antologia natalizia. Non ci resta che procurarcelo e metterlo sotto l’albero dove gli spetta di diritto un posto d’onore e poi godercelo al calore di un plaid, seduti in poltrona per leggerlo in beata solitudine o leggerlo ad alta voce ai nostri cari.

Infine, a chi vive a Roma farà piacere sapere che la prof.ssa Maria Serena Sapegno dell’Università La Sapienza presenterà la raccolta Un Natale tutto per sé alla fiera di Roma “Più libri più liberi” il prossimo 10 dicembre.

Giusto in tempo per gli acquisti di Natale!

Romina Angelici

Sui passi di Elizabeth Gaskell

sui-passi-di-elizabeth-gaskellNon so trovare, perché proprio non c’era, modo migliore di festeggiare l’anniversario della nascita di Elizabeth Cleghorn Gaskell con la sua prima biografia in italiano.

Sarà infatti proprio oggi, 29 settembre, il giorno dell’uscita di Sui passi di Elizabeth Gaskell, di Mara Barbuni, per l’Agenzia Letteraria Jo March di Città di Castello (PG).

Lo annuncia la Casa Editrice con un comunicato stampa[1] di tutto rispetto che segna al contempo il suo gradito ritorno sul mercato editoriale e l’inaugurazione di una nuova collana, Christopher Columbus[2], dedicata alle biografie di tanti grandi autori dimenticati.

Questo omaggio alla scrittrice inglese viene a colmare una lacuna imperdonabile che durava ormai da troppo tempo. Ed è molto significativo, secondo me, che sia stata una squadra tutta al femminile a compiere questo gesto riparatorio.

Mara Barbuni da studiosa anglista, già traduttrice di opere gaskelliane e curatrice del sito italiano[3], era la persona più indicata per andare Sui passi di Elizabeth Gaskell e da acuta e attenta viaggiatrice quale è, abituata a cogliere e catturare dettagli e emozioni delle sue impressioni di viaggio, ha ricostruito il racconto biografico dell’intensa vita della scrittrice attraverso le tappe dei suoi spostamenti in Inghilterra, paese d’origine, e all’estero, in Europa.

Penso quindi che il viaggio, che da sempre è metafora dell’esistenza umana come un percorso fisico-spaziale che corrisponde a una crescita interiore e un arricchimento morale, rappresenti bene entrambe: l’autrice di questa biografia e il soggetto di essa.

Non dimenticando che Elizabeth Gaskell si è proposta biografa della sua cara amica Charlotte Brontë, per preservarne il ricordo più rispettoso possibile, mi piace pensare che lo stesso slancio abbia mosso Mara Barbuni e sicuramente noi, che ci accingiamo a conoscere meglio questa grande scrittrice, con lei.

Romina Angelici

 

[1] http://www.jomarch.eu/index.php?content=pagnews&id=17

[2] Citazione immancabile della loro eroina eponima Jo March

[3] http://elizabethgaskell.jimdo.com/

Primizie autunnali

 

Adoro l’Autunno, con le sue terse giornate spazzate dal vento che rimette tutto in ordine, sollevando quel velo inibente della calura estiva.

Adoro l’Autunno, foriero di promesse e di attività, inizio di ripresa e di fermento, traguardo dei progetti che hanno richiesto lunghe e accurate valutazioni e che ora a menti e cieli sgombri possono finalmente spiccare il volo da un confortevole nido.

Questo, che potrebbe sembrare il compitino stagionale assegnato sui banchi di scuola, in realtà è il preambolo per introdurre importanti novità che si profilano all’orizzonte, un orizzonte ormai davvero prossimo, e che renderà felici, non solo gli estimatori dell’Autrice di cui a breve tratteremo, ma di tutta la letteratura moderna.

gaskellLa casa editrice Edizioni Croce ha deciso di pubblicare per la prima volta in italiano, La Casa nella Brughiera, The Moorland Cottage, di Elizabeth Gaskell, scritto nel 1850. La traduzione della novella è stata affidata a Flavia Barbera, mentre introduzione e cura sono di Raffaella Antinucci.

Questo volume -così come I fratellastri, e prima ancora Mary Barton, pubblicati in precedenza- appartiene alla collana Participio Passato, un progetto editoriale di grande pregio che include grandi classici della letteratura internazionale difficilmente reperibili ad oggi nel mercato librario italiano.

Lo scopo di questo progetto accademico-scientifico è alto e ambizioso: “Riscoprire i classici significa recuperare le radici, rintracciare le matrici originarie della storia del nostro pensiero e del nostro sapere tecnico. Significa recuperare ispirazioni in un´epoca in cui la letteratura è troppo spesso ingabbiata in schematismi meccanici e di maniera, e l´arte, in genere, difetta di originalità e di voglia di sperimentazione.

Una collana quindi destinata a riempire un vuoto del mercato editoriale, a ridar voce ad autori e a opere di tutti i tempi che abbiano rappresentato una tappa significativa della storia letteraria mondiale e che devono essere restituiti alla conoscenza degli studiosi di settore o semplicemente degli appassionati di letteratura.

Il progetto, diretto da Monica Cristina Storini, docente di Letteratura italiana presso La Sapienza di Roma, ha destato l´interesse di editor, traduttori, professionisti del mondo accademico, i quali hanno prestato le loro riconosciute competenze a questa operazione che si distingue, pertanto, per un alto livello di scientificità e di sicurezza critico-esegetica.

La veste grafica, appositamente progettata, arricchisce il valore culturale delle opere, facendo del libro un oggetto di pregio nella convinzione risoluta che la cultura debba ancora vivere del supporto imprescindibile della carta stampata[1]”.

Obiettivo perfettamente centrato, perché La Casa nella Brughiera mancava vistosamente all’appello delle opere di Gaskell tradotte in italiano[2] (insieme purtroppo a tanti altri titoli).

Preparatevi dunque a sfogliare le 245 pagine del volume delle Edizioni Croce, a deliziarvi delle illustrazioni originali di Foster, da cui è impreziosita questa edizione, e a gioire nell’immancabile sorpresa che vi attende alle ultime pagine del libro (e che non sveleremo, altrimenti che sorpresa è?!).

Disponetevi a trascorrere quest’autunno tra le pareti del cottage e a perdervi nel selvaggio paesaggio della brughiera, come nelle intenzioni della stessa scrittrice:

“Gaskell disse anche a William Whewell che ‹‹Ho scritto The Moorland Cottage a Silverdale, e ho cercato di convogliare le impressioni esercitate su di me da quello scenario selvaggio della brughiera con il Lago e le colline dello Yorkshire che lo cingono tutt’intorno[3]››”. (Further Letters, p. 53).

Intanto immergiamoci nell’atmosfera creata da questa suggestiva copertina, che grazie alle Edizioni Croce possiamo mostrarvi in anteprima, e sbirciamo a quella finestra che spunta dagli alberi:

Sembra un quadro pronto a ridestarsi da un momento all’altro, animato dalla potenza narrativa di Elizabeth Gaskell. Penso proprio che nemmeno stavolta le risulterà difficile farci affezionare alla sua Maggie, così come molti di noi hanno già accolto nel loro cuore Mary, Molly, Sylvia, Ruth, Margaret…

 

Romina Angelici

 

[1] http://www.edizionicroce.com/interno.asp?id=32

[2] Come verificato dall’elenco compilato nel sito dedicato a Elizabeth Gaskell, curato da Mara Barbuni: http://elizabethgaskell.jimdo.com/opere/

[3] S. Foster, Elizabeth Gaskell, A Literary Life, p. 47 (traduzione di chi scrive)