Mosche e antico Egitto fra serio e faceto

In questi giorni nei quali mi sembra di essere coprotagonista di un film di fantasy/horror, come tutti cerco di occupare l’incredibile quantità di tempo libero che mi ritrovo a dover gestire e così “girellando” sul web fra i musei, ho visitato il sito del museo archeologico di Aquileia nel quale, sono raccolte oltre alle classiche testimonianze di sculture e opere lapidee in genere, una quantità e varietà di reperti tra i quali, gemme, pietre dure e gioielli veramente notevoli.

Sarà perché i gioielli e le pietre hanno sempre esercitato su di me un fascino particolare, sarà perché penso che gli ornamenti delle donne e degli uomini rappresentano un linguaggio speciale, quasi simbolico, attraverso il quale si può comprendere il livello di socialità e di cultura di un popolo e in generale delle persone, il catalogo che presentava la mostra  “Costume e Bellezza nell’Italia Antica”, dedicata alla moda maschile e femminile nell’Aquileia d’epoca romana e altomedievale ha attirato la mia attenzione. Continua a leggere

Hatshepsut, la Donna Faraone

Egitto, Valle dei Re: riposa d’un sonno eterno e statico il rigido corpo di quella che in vita, quasi 3500 anni fa, fu la donna più potente dell’antico egitto. Harshepsut è il suo nome, ed è stata la Regina che divenne Faraone, governò il popolo egiziano per oltre vent’anni – dal 1490 al 1468- consacrando il suo tempo sotto la pace e la prosperità.

Figlia del grande Faraone Thutmose I (1506- 1494) e della sposa reale Ahmenose; si sposò con il suo fratellastro Thutmose II dal quale ebbe una sola figlia, la Principessa Neferura.

Salì al trono come reggente del figliastro e nipote al tempo stesso, Thutmose III (nato dal matrimonio di Thutmose II con una sposa secondaria di nome Iside). Quest’ultimo doveva sposare la figlia Neferura, ma Hatshepsut rinviò il matrimonio a data da destinarsi, rendendo così la sua reggenza solo un momento di transito, attraverso il quale poi divenne Faraone d’Egitto.

Fu la prima Regina a scegliere d’indossare una barba fittizia, relegando i suoi lineamenti e la sua fisicità lontano dallo sguardo di chi doveva rispettare i suoi ordini e accettare le sue scelte. Una Regina, travestita da Faraone. Nel suo lungo governo, concentrò il suo impegno sulla consolidazione economica del paese, incentivando anche molti progetti architettonici. Iniziò facendo erigere degli obelischi in onore del Dio Amon nel tempio di Karnak; ma il tempio che le regalerà l’eternità tra le pagine della storia dopo il suo trapasso si trova a Deir el-Bahari – che in arabo significa: il monastero del mare – ed è considerato una delle costruzioni architettoniche più belle e significative di tutta la storia dell’impero egizio. la sua imponenza e grandezza ancora oggi lascia i visitatori (me compresa, quando lo visitai) letteralmente senza fiato. Hatshepsut l’aveva commissionato per divenire il suo tempio funerario e fu fortunata nel vederlo completato prima della sua morte. Molte le statue a lei dedicate sono arrivate sino a noi, a testimoniare la sua grandezza; addirittura il Metropolitan Museum di New York ne conserva un numero significativo, in una stanza dedicata interamente alla Regina-Faraone. Continua a leggere