Generazione Spice Girls

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Era il 1994 quando sul quotidiano inglese The Stage si legge un annuncio in cui vengono selezionate ragazze per formare una band pop tutta al femminile.

Se ne presenteranno davvero a centinaia e, tra tutte, furono scelte le future e iconiche Geri Halliwell, Melanie C, Melanie B, Victoria Adams e  Emma Bunton (quest’ultima fu scelta solo dopo, in quanto la prima ragazza aveva deciso di ritirarsi).

Il loro primo singolo, Wannabe, venne pubblicato due anni dopo, il primo di tanti incredibili successi.

Ricordo che, oltre le loro musiche e la loro danza, il tutto così coinvolgente, ciò che ho davvero sempre apprezzato, era il loro modo di essere sì unite, ma comunque ognuna diversa dall’altra. Ognuna con le proprie caratteristiche che le facevano sentire così vicine e in un certo senso simili alle teenager di quella generazione e perché no: anche di questa. Continua a leggere

Zagara

Nella stanza da letto di qualsiasi donna dovrebbe esserci un baule di legno chiuso. Come quello sopra le mansarde dei film, dove le ragnatele avviluppate negli angoli sembrano capelli di bionda lanuggine grazie ai lucernari, lacunari affrescati di sogni che profumano di fiori d’arancio.

Perché le donne sono disposte a spendere tanto per un vestito solo? Che rapporto abbiamo con l’amore?
Penso abbia a che fare con noi, con la nostra espressione, che vuole restare fedele a quel momento di compiutezza, in cui uno strascico sembra leggero ed ogni taglio ci rappresenta. Potremmo invecchiare all’istante e aggrappare gli stessi sogni lisci insieme alla pelle.

Le mode sono cambiate: gli abiti destrutturati fanno tendenza, come se l’amore tronfio non si addicesse più alla praticità di oggi. Ma io ho sempre seguito la bellezza di quello che ho toccato con mano, di tutto quello che funzionava anche se gli altri dicevano che era out. Ali di farfalle nere che nessuno vuole, tranne la notte. Continua a leggere

Tegamini: l’arte di raccontare e raccontarsi attraverso i social

Fashionblogger, bookblogger, influencer… ormai sono una realtà consolidata di cui né i produttori né i consumatori sembra possano fare più a meno. Ma è realmente così? Ho girato la domanda a Francesca Crescentini alias “Tegamini”, una delle influencer più conosciute e stimate – nel 2018 IlSole24Ore l’ha inserita tra le bookblogger italiane più influenti – che ha risposto a questa domanda e a molto altro, restituendomi l’immagine di un mondo che forse conosciamo ancora troppo poco.

Chi è Francesca Crescentini alias Tegamini, come nasce professionalmente.

Mi sono laureata alla Bocconi in “Economia per l’arte, la cultura e la comunicazione”, virando verso l’editoria durante la specializzazione. All’ultimo anno di università ho fatto uno stage in Einaudi e, dopo la laurea, sono stata confermata e sono rimasta a Torino per 4 anni. Per ragioni spiccatamente sentimentali mi sono poi trasferita a Milano, dove ho lavorato come copy in un’agenzia digital. Ho sempre pasticciato online, alimentando diverse finestrelle sul mondo e diari che mi servivano a raccontare quel che mi stava succedendo. Una versione del blog molto simile a quella di oggi è spuntata ormai dieci anni fa, quando mi sono spostata a Torino e, di fatto, ho avuto la percezione di essere diventata “grande”. C’era bisogno di uno spazio che rappresentasse e sapesse accogliere questo cambio di passo. Continua a leggere

Il museo delle promesse infrante

Per il progetto #ragazzitralepagine, a gennaio si è letto il libro di Elizabeth Buchan, Il museo delle promesse infrante, edito Nord. Ho riflettuto a lungo sul valore da dare a questa lettura, sulla contraddittorietà che questa è capace di stimolare nel lettore e sulla capacità dell’autrice di concatenare azione e responsabilità.
Ma andiamo con ordine.

Ci troviamo a Parigi, in un museo decisamente atipico: non ospita grandi opere o quadri dalla bellezza accecante, non racconta la storia dei grandi nomi o dell’arte del raffigurare. In questo museo sono raccolte le promesse non mantenute, siano queste rimorsi o rimostranze.
La curatrice della struttura, Laure, è una figura femminile empatica e silenziosa, schiva finché l’incontro con l’americana May e il salvataggio di una gatta non riaprono un cassetto ben chiuso, quello che contiene il proprio passato, la promessa primigenia all’origine di tutto il suo lavoro.

Per comprendere il valore di questa promessa è necessario andare non lontanissimo, nella nostra storia recente e fin troppo poco raccontata: Praga, 1969, l’estate che segue la famosa Primavera. La Cecoslovacchia vive in un mondo di blocchi contrapposti, dove anche indossare dei jeans ha un connotato politico, al pari di un innocente spettacolo di marionette. È qui che ha inizio la storia di Laure, tata in una famiglia ai vertici del potere, ed è qui che la ragazza inizia a comprendere che l’amore, quello per il musicista sovversivo Tomas, ha un proprio schieramento. Continua a leggere

Da oggi voglio essere felice di Valeria Benatti

Da oggi voglio essere felice di Valeria Benatti – Giunti editore

Nino è un bambino piccolo- “un mucchietto d’ossa”- sballottato come un pacco; malnutrito, malvissuto, silenzioso spettatore d’una vita nella quale sua madre Gianna, non lo vuole. Lo vorrebbe amare, ma non può. Gianna è arrabbiata, imprigionata in una vita che non le permette di dimenticare i demoni che ha incontrato e che le hanno distrutto i sogni di bambina, perchè ha poco più di 16 anni quando diventa ragazza madre. Ragazza madre, tossicodipendente, che si trascina di giorno in giorno, verso la prossima dose con una piccola ombra accanto: suo figlio.

Ma la loro maledetta routine – fortutamente – viene spezzata quando Gianna viene ricoverata per overdose e il piccolo Nino preso in custodia dagli assistenti sociali. Per la ragazza ora c’è l’obbligo di riprendere in mano la sua vita, disintossicandosi; per Nino è l’inizio di tutto: entra in una comunità dove verrà accudito e custodito come mai finora, incrocerà sguardi di altri bambini come lui, vittime di adulti e di dinamiche familiari non umanamente comprensibili… in questa struttura fatta di pareti pulite, aria, vita, quotidianità e operatori volenterosi di donare tranquillità e amore, senza chiedere nulla di viscido in cambio; Nino e il suo cuore troveranno nuova linfa per cominciare a battere ritmi non più serrati, al contrario di quando viveva in apnea emotiva, in mezzo alla caotica vita con sua madre. Continua a leggere

IN PRINCIPIO ERA IL SILENZIO

MADDALENA- Tu sei bellissimo, ti ricordi quando hai cacciato quei millantatori: “Distruggerò questo tempio e nessuno sarà in grado di ricostruirlo”, hai rovesciato i tavoli dei cambiavalute terrorizzando sacerdoti e scribi… Come ho amato la tua forza.

GESÙ – Era quello che andava fatto

MADDALENA- È lì che ti ho scelto, unico tra tutti e non posso accettare di vederti agonizzare su una croce che tuo padre stesso è stato costretto a inchiodare!

IN PRINCIPIO ERA IL SILENZIO

Un’ipotesi apocrifa per il Vangelo di Maria Maddalena

Di Roberta Calandra

Regia Antonio Serrano

Con Valentina Ghetti, Mauro Racanati

Aiuto regia Gianna Paola Scaffidi, Costumi Michela Marino, Musiche Emanuele Martorelli

 

DAL 27 FEBBRAIO AL 1 MARZO 2020

Dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 18.00

TEATRO COMETA OFF

Via Luca della Robbia 47, Roma

La figura di Maria Maddalena raccontata attraverso la tradizione apocrifa che dipinge Maddalena come discepola prediletta e immagine del Cristo stesso. Una donna straordinariamente vitale, illuminata, che aveva con Gesù una relazione profondamente intima che l’ha resa erede di un insegnamento di libertà.

Con un occhio al Marat Sade di Peter Brook e un altro a Godot, Gesù e Maddalena nel pieno di una complessa consapevolezza spirituale, come fossero diventati quello che la Storia non ha permesso, ci faranno chiedere a ogni tappa chi sono veramente: santi, barboni, vagabondi, millantatori, illusionisti, pazzi osemplici compagni di viaggio? Continua a leggere

8tto Edizioni. Quattro donne, quattro realtà, un amore… per i libri

8tto Edizioni è una nuova casa editrice indipendente specializzata in narrativa inglese, fondata da quattro splendide donne che hanno unito le loro forze e si sono strette in un abbraccio umano e professionale per dare nuova linfa al mondo editoriale, proponendo i loro romanzi.

Quattro donne, quattro realtà: un solo grande amore, quello per i libri.

Alessandra, Benedetta, Cristina & Manola sono il cuore di questo progetto che ha base a Milano e ha già all’attivo la pubblicazione di due romanzi: “Da dove entra la luce” di Clare Fisher e “Talk!” di Linda Rosenkrantz .

Quando ho iniziato a fare delle ricerche per la vostra intervista, mi ha subito colpito il vostro nome, caratteristico intreccio di un numero con delle lettere. Così singolare, che non può non essere apprezzato. Cosa significa: 8tto edizioni?

I numeri vengono spesso considerati qualcosa di inaccessibile e da evitare per gli amanti della letteratura, ma è un’idea limitante. I numeri definiscono ogni cosa che ci circonda e anche noi stessi. Raccontano storie ancora inesplorate, un po’ come vogliamo fare noi di 8tto. Tra i tanti numeri abbiamo scelto 8 prima di tutto perché assomiglia molto al simbolo dell’infinito, si può tracciare più e più volte senza mai staccare la penna dal foglio. Non ha un inizio né una fine, e rappresenta pienamente i viaggi – fisici e interiori – che la letteratura offre. Inoltre 8 è un numero idoneo, potente, pratico e naturale. Oltre che un numero è un nome e indica un’identità, o molte. È il numero atomico dell’ossigeno. Ci farà respirare dentro e fuori da storie vicine o lontanissime che avranno la forza, il coraggio e la presunzione di spiegarci infinitesimi tasselli di ciò che siamo e di ciò che ci circonda. Continua a leggere

LA DURA VERITÀ – Two gust is megl che one

Eccomi qui! Dopo qualche mese di lontananza, torno su questi schermi rivelandovi la dura verità: tutte nella vita abbiamo ricevuto almeno una volta le corna!
Si proprio le corna, quelle di cui va tanto di moda ultimamente parlare. E allora parliamone!

Da qualche parte ho letto che “l’importante è portarle con onore e dignità”.
A parer mio l’importante è evitare di collezionarle, e per far ciò innanzi tutto non sentitevi mai delle “elette”, non voglio deludervi, ma non crediate mai che chi ha tradito la fidanzata, moglie, compagna, con voi “per amore” non lo rifarà a voi!
Non fidatevi mai dei traditori e dei narcisisti, perché quasi sempre possiamo identificare le due caratteristiche nello stesso soggetto e quasi sempre (questo è un quasi puramente formale) sono “seriali”. Continua a leggere

The Circle: be whoever it takes to win!

The Circle: be whoever it takes to win (sii chi serve per vincere)

The Circle è un nuovo reality show prodotto dallo Studio Lambert e Motion Content Group e lanciato sulla piattaforma Netflix da Gennaio 2020. È una miscela perfetta tra lo storico “the Big Brother” (Il Grande Fratello) e “Catfish” (serie televisiva dove vengono smascherati finti profili sui social media); la struttura del gioco sembra semplicissima: i tredici giocatori selezionati saranno ospitati in un unico condominio, ognuno avrà il suo appartamento e pur essendo tutti vicinissimi gli uni agli altri, non potranno mai incontrarsi di persona. Comunicheranno solo e soltanto attraverso l’applicazione multimediale “The Circle”, che gestirà le chat e verrà utilizzata per scrivere e inviare i messaggi tra i concorrenti. Quest’ultimi dovranno creare anche la loro personale classifica giudicando gli altri giocatori, in base alla propria strategia e ai rapporti che li legano gli uni agli altri. Le singole classifiche verrano unite da “The Circle” che stilerà un’unica graduatoria dalla quale i primi due classificati godranno d’immunità (diventando “influencer”), mentre gli altri potranno essere “Bloccati” e quindi espulsi dal gioco, su decisione degli influencer stessi. Continua a leggere

Le vostre mogli lo sanno che siete single?

Prendiamo spunto dalla cronaca per parlare di social e di tradimenti. Oggi non c’è più privacy, sono aumentate le possibilità di avere storie extraconiugali o tutto è semplicemente più “in vista”?

La storia è semplice: un tizio poco prudente invita l’amante a vedere la partita di baseball allo stadio. E fin qui tutto nella norma. La “Kiss Cam” dello stadio inquadra il bacio che si scambiano lui e l’amante e le immagini fanno il giro del web.

Galeotta fu la Kiss Cam? Più che altro questione di ingenuità unita a tanta goffaggine: se vuoi l’amante devi sapere come gestire le due vite parallele che per forza di cose sei costretto a vivere. Ma non soffermiamoci su questo. Parliamo piuttosto della privacy. Continua a leggere