Splendori e miserie dei Borgia con Elena e Michela Martignoni

Intervista a Michela Martignoni

Assetati di potere, spietati e superbi. Affascinanti, geniali e magnifici anche se schiavi delle passioni umane. Sono i Borgia. Le loro armi sono il delitto, la vendetta e l’inganno.

 

Il Correre della Sera lo ha definito: «Folgorate nella via del giallo storico, Elena e Michela Martignoni giocano sul sapiente equilibrio tra storia e immaginazione». È l’ultimo libro di Elena e Michela Martignoni: I Borgia. Il delitto. La vendetta. L’inganno (Corbaccio), un’antologia che raccoglie tre romanzi con protagonisti i membri della famiglia più chiacchierata del Rinascimento italiano.

Le vicende narrate in questo libro si snodano nel lustro 1497-1502, quando la famiglia catalana dominava il centro della Penisola e ambiva alla creazione di un regno, a discapito delle famiglie nobili italiane da secoli feudatarie della Chiesa. I protagonisti vivono esistenze tanto estreme da apparire invenzioni letterarie. Rodrigo, papa Alessandro VI, passionale e scaltro; Cesare, detto il Valentino, il Principe preso a modello da Machiavelli, e Lucrezia, che dopo secoli di infamie, ora la storia giudica una vittima e non più solo una peccatrice. Fra oscure trame di palazzo, splendori e miserie della Roma papalina, tra amori impossibili e colpi di scena, realtà e fantasia, Elena e Michela Martignoni raccontano il nero del Rinascimento.

Dotate della rara abilità di far rivivere il passato come se fosse un presente vivo e pulsante, Elena e Michela Martignoni sono due autrici potenti, colte e raffinate, che hanno saputo coniugare la capacità di descrivere personaggi intramontabili – e anche discussi – con la passione per le vicende umane. Perché la storia si ripete, è uguale a se stessa: gli uomini e i sentimenti non cambiano e la modernità di alcuni personaggi descritti dalle sorelle Martignoni ci lascia talvolta senza fiato.

Perché i Borgia?

Folgorate sulla via della lettura di un saggio: Lucrezia Borgia di Maria Bellonci. Trent’anni fa leggemmo la Bellonci e studiammo poi tutto lo scibile umano su di loro. Abbiamo letto di tutto e incontrato esperti della famiglia Borgia, siamo andate anche in Spagna. Nel 2004 è uscito così Requiem per il giovane Borgia. Non abbiamo mai trattato Lucrezia per rispetto al saggio di Maria Bellonci: che è scorrevole come un romanzo, è struggente e ha aperto una nuova prospettiva sul personaggio di Lucrezia, troppo spesso usata come pedina dal padre e dai fratelli. Ma amiamo i Borgia anche perché sono personaggi emblematici, che incarnano i vizi e le virtù umane. Sono talmente estremi che suscitano ancora tanto interesse.

Il tuo/vostro preferito?

Noi siamo pazze di Cesare! Alle medie sul mio libro di storia avevo disegnato tanti cuoricini intorno alla sua immagine. La sua morte è l’apoteosi della sua vita e della dinastia: tutto e subito, se no non vale la pena vivere.

Avete lavorato anche a un film sui Borgia.

Sì, con Sergio Muniz facemmo un bellissimo lavoro, lui interpretava Juan Borgia. Film che non arrivò mai in Italia, peccato perché era ben fatto. La produzione e era di Antena Tre e de Angelis. Organizzammo un tour in Spagna con Sergio per promuovere sia il film che il libro. Un bel lavoro di ricerca e una bella esperienza di promozione. Gli spagnoli erano in un momento felice anche economicamente. Siamo andate molto bene, lì in terra iberica.

Progetti futuri

Ora usciamo in Germania con i Borgia, 2019 per Random House, non nella trilogia riunita in un unico volume ma con i romanzi pubblicati uno alla volta. Da anni abbiamo in mente un romanzo sugli Sforza. Stavamo per iniziarlo ma ecco che ci è capitato altro da fare. Abbiamo proprio voglia di scrivere un romanzo storico ambientato a Milano da brave milanesi, vorremmo fare ricerca qui a casa nostra. Nel frattempo abbiamo scritto sui Montefeltro. (https://www.amazon.it/Montefeltro-duca-che-poteva-amare-ebook/dp/B07B8M8K18/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1545044324&sr=8-4&keywords=elena+e+michela+martignoni)

Scrivi con tua sorella Elena. Come lavorate?

Abbiamo delle famiglie complicatissime. Per le donne è difficile emergere: per chi ha figli e famiglia è quasi una discriminante. Noi scriviamo apparecchiando la tavola! Elena è anche nonna, ha due nipotini. Da anni scriviamo pur continuando a svolgere il nostro ruolo di madri e di mogli. È un lungo sodalizio, il nostro. Spesso scriviamo al telefono mentre siamo affaccendate in altro: non viene considerato un lavoro se sei a casa, ma non è così. Le donne fanno più fatica a emergere perché hanno un doppio ruolo. Per farti un esempio: io ai festival spesso non ci posso andare perché ho famiglia e mi precludo tante attività promozionali. Io e mia sorella scriviamo al telefono, o quando ci vediamo; ci scambiamo email e poi ci confrontiamo: abbiamo una scrittura piana, che uniformiamo e inoltre abbiamo una buona editor che ci conosce da tanti anni. Non c’è un metodo scientifico, siamo due appassionate, convinte di poter trovare la soluzione a delitti impossibili. Non siamo organizzate ma nel nostro caos ci troviamo benissimo. Spesso litighiamo per delle trame. È una scuola di umiltà scrivere in team, siamo sorelle e quindi risolviamo sempre i nostri conflitti. Il lavoro di squadra comporta umiltà perché tutto si relaziona all’altro. Alla fine deve prevalere il bene del libro e si scende a compromessi.

Parlaci del vostro esperimento con lo pseudonimo maschile di Emilio Martini: le indagini del commissario Bertè.

Siamo andate meglio che con gli storici… anche perché lo pseudonimo maschile ha avuto il suo peso! Il personaggio ce l’ha con le donne grasse anche se poi si innamora di Marzia, che è sovrappeso, perché è la morbidezza, la femminilità. Non sapendo che eravamo due donne a scrivere ci hanno massacrate accusandoci di maschilismo. Appena abbiamo rivelato la nostra identità ecco che Bertè è diventato all’improvviso troppo femminile. Il mondo del noir è prettamente maschile. Stiamo scrivendo l’ottavo romanzo della serie, che va molto bene in digitale: è il classico seriale con il protagonista in divenire. (https://www.amazon.it/Invito-Capri-delitto-indagini-commissario-ebook/dp/B071FM39K5/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1545044428&sr=8-1&keywords=commissario+bertè).

Charlotte Link in Italia!

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Torna la scrittrice tedesca più venduta dei giorni nostri, la regina dello psicothriller e delle classifiche dello Spiegel che ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo e 1 milione solo in Italia. La scelta decisiva è il nuovo atteso romanzo di Charlotte Link: avvincente, inquietante, sorprendente

«Charlotte Link non sbaglia un colpo! Realistico, avvincente, senza una sbavatura: La scelta decisiva non ha una parola di troppo!» Bild am Sonntag

Voleva solo essere d’aiuto. Non sapeva che la sua decisione gli avrebbe cambiato la vita.
Simon sceglie di passare le vacanze di Natale con i figli, nella casa al mare del padre, cedendo ancora una volta all’ennesima richiesta della ex moglie e mettendo alla prova per l’ennesima volta la pazienza della sua nuova compagna. Non solo: i piani all’ultimo momento saltano, e lui si ritrova da solo in un paese nel Sud della Francia, vuoto, triste e piovoso. Incerto sulle prossime mosse, Simon passeggia sulla spiaggia sotto l’acqua quando si imbatte in un alterco fra due uomini e una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon, quasi suo malgrado, le offre ospitalità. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo da cui cercherà di uscire seguendo le tracce, macchiate di sangue che conducono fino a Sofia e a un’altra ragazza: Selina. Sullo sfondo di una Francia ferita, in cui si respira ancora l’odore acre della paura degli attentati, le storie di persone apparentemente lontanissime fra loro, per un incredibile inanellarsi di eventi, si intrecceranno in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza, in una Bulgaria povera e disperata.
Avvincente, inquietante, sorprendente, La scelta decisiva è la riconferma dell’indiscusso talento di una delle maggiori autrici di thriller contemporanee.

Charlotte Link, nata nel 1963, è una delle scrittrici tedesche più affermate. In Italia Corbaccio ha pubblicato La casa delle sorelle, La donna delle rose, Alla fine del silenzio, L’uomo che amava troppo, La doppia vita, L’ospite sconosciuto, Nemico senza volto; la trilogia Venti di tempesta, Profumi perduti, Una difficile eredità; L’isola, L’ultima traccia, Nobody, Quando l’amore non finisce, Il peccato dell’angelo, Oltre le apparenze, L’ultima volta che l’ho vista, Giochi d’ombra, L’inganno (tutti anche in edizione TEA) e il memoir Sei nelle mie parole.