La piccola libreria di Venezia

Dopo le emozioni destate con La Collezionista di libri proibiti non era semplice tornare ad affascinare e a emozionare il lettore con un’altra storia.

La piccola libreria di Venezia è tutto questo e molto altro in più. Cinzia Giorgio ha creato il posto che tutti noi lettori sogniamo, il nostro paradiso dei libri.

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L’amore per gli oggetti antichi che aveva unito le vite di Olimpia e Davide viene raccolto in eredità secondo una linea di successione abbastanza trasversale da Margherita, la figlia di lui, che apre con l’aiuto di Olimpia, una piccola libreria proprio a Venezia.

Se Margherita riesce a realizzare il suo sogno librario, non ha altrettanto coraggio per affrontare i suoi sentimenti e le paure del passato.

L’amore è un dio capriccioso, incostante e non ti lascia il tempo di riflettere: una persona che fino a pochi minuti prima non sapevi nemmeno che fosse al mondo, all’improvviso diventa il tuo mondo. (cap. 12).

Una rete reale di amicizie, affetti vecchi e nuovi sapranno essere il suo sostegno e indicarle la direzione giusta da prendere che non è mai quella della ragione, ma del cuore. Il passato, in forma di esperienza umana o nelle sembianze di un oggetto antico e nello specifico di un libro, può essere d’aiuto a decodificare il presente.

Ecco allora che Cinzia Giorgio si inventa per Margherita, alla quale regala la sua passione per i libri, un ruolo molto particolare: lei è la dottoressa dei libri, cioè colei che sa consigliare ai suoi clienti il romanzo giusto, in base non solo alla tipologia di lettore, ma anche all’umore e al momento particolare che sta attraversando quella persona.

Un classico è come un buon amico (cap. 17).

Le magnifiche coordinate geografiche di questo libro che Cinzia Giorgio ha scelto sono tre splendide città d’arte come Venezia, Firenze e Parigi. Mettere a frutto le sue competenze di storica dell’arte e la sua passione per i libri e la scrittura dev’esserle sembrato così naturale che il risultato è un inno alla lettura.

Chi non vorrebbe una libreria specializzata in classici (con tanto di sala interna adibita a cioccolateria)? Sarebbe il sogno di moltissime lettrici come me. Margherita ne fa la sua professione e sceglie prima di tutto i classici come suoi compagni di vita. Riesce a trasmettere questo suo amore anche a noi attraverso il testo che è disseminato di citazioni e di richiami, scegliendo quello che si adatta di più alla situazione del momento per tematiche o messaggio.

Leggere un classico è confortante (cap. 17)

Una scrittura piacevole, scorrevole, mai pesante, mai ridondante, scevra da fronzoli, eppure così estremamente significativa, mirata, che parla direttamente al cuore di ognuno.

Una storia d’amore, di libri, che conquista e fa sentire a casa. Deliziare con i riferimenti a Jane Austen e ai suoi romanzi era giocoforza facile, vista la nota predilezione per l’autrice inglese, ma anche quelli agli altri classici sono risultati interessanti ed efficaci. Tra gli altri, mi è sembrato di cogliere un indiretto e appassionato omaggio al finale di Piccole donne. Le frasi celebri che aprono ciascun capitolo e che contengono consigli o massime di vita sono state la caccia al tesoro che ha accompagnato il percorso di lettura di questo romanzo.

La parte più bella di tutta la letteratura è scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che tu non sei solo o isolato. Tu appartieni. Francis Scott Fitzgerald. (Cap. 6)

E se le vicende di Margherita ci hanno tenute sveglie, incollate alle pagine che si susseguivano in trepidante attesa del finale, non è ancora giunto il momento di riporre questo libro che riserva un’ennesima sorpresa diventando un prontuario di consigli letterari “quando, se, per…” ogni circostanza. Jane Austen è quindi perfetta per le questioni di cuore, Emily Bronte è la più indicata quando la passione acceca, per gli ipocondriaci è consigliabile Francis Hodgson Burnett e per distinguere tra sesso e amore basta rileggersi Le relazioni pericolose di de Laclos.

Margherita diventa allora la nostra libraia ideale, l’amica a cui ci siamo affezionate, la dottoressa dai cui consigli ci lasciamo curare e ci coccola con una tazza di cioccolata francese di Leonie.

In realtà, sapeva che spesso si commette l’errore di giustapporre la personalità di un personaggio a quella del suo creatore. Aveva letto da qualche parte che il coraggio di conoscere se stessi è un coraggio raro e che sono molti quelli che preferiscono incontrare il loro acerrimo nemico in campo aperto, piuttosto che il proprio cuore nell’armadio. Niente di più vero. (cap. 15).

Cinzia Giorgio, la nostra Margherita sei tu.

Domani tutti in libreria!

 

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Gli insuperabili Newton: 3 libri a €9.90

Ciao booklovers,

pronti a correre in libreria? La casa editrice Newton Compton ci fa un regalo eccezionale per iniziare le vacanze con tantissimi libri.

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3 libri della collana Gli Insuperabili Gold a € 9,90

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Quali scegliere? A questo link tutti i titoli: Insuperabili 3 a 9.90

Ecco il nostro terzetto per voi:

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Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, brucia l’animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti…
Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l’eredità di Anselmo… Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

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I condomini sono riuniti al completo quando, nel loro palazzo alla Garbatella, arriva l’affascinante Daniele Bracci, un musicista che si fermerà lì per qualche mese. Daniele è frastornato dall’accoglienza più che calorosa. Matteo Spina, il saggio, lo recluta subito per lavorare nell’orto condominiale. Paolo e Rudy, che vivono nell’attico, pensano già a un pranzo di benvenuto. Giovanna, invece, vede in lui un fidanzato perfetto per la figlia Anita… Ma la mattina dopo, quando Matteo Spina blocca Anita per presentarle il nuovo arrivato, la ragazza ha uno shock: perché lei, quel Daniele Bracci, lo conosce bene, e dai tempi del liceo. E ha fatto di tutto per dimenticarlo. E ora? Dovrà fingere di non averlo mai visto prima? Certo, Anita non è l’unica, nel condominio, ad avere qualcosa da nascondere. Giovanna, ogni lunedì, esce vestita di tutto punto. E con una scusa sempre buona per chi le chiede dove va. E Matteo Spina? Nemmeno lui la racconta giusta. Lo sa bene Pina, la pettegola del palazzo, che dietro alle persiane spia quello che accade, e annota poi tutto sul suo diario segreto…

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I fiori sono sbocciati nella cittadina portuale di Saint Felix, in Cornovaglia. Ma l’umore di Poppy Carmichael non è per nulla sollevato dall’arrivo della primavera. Dopo avere ereditato il negozio di fiori della nonna, è stata costretta a ritornare a Saint Felix, un luogo che per lei è carico di troppi ricordi. Poppy ha intenzione di fare del suo meglio per la nonna, che adorava, ma non è facile portare avanti un negozio che è “più shabby che chic”. Ulteriore complicazione: il difficile rapporto con Jake, un uomo riservato, ma cordiale e affascinante, da cui Poppy acquista i fiori. Insomma, la tentazione di mollare tutto è grande, ma la graziosa cittadina ha in serbo per lei un paio di sorprese. Chissà che non accada qualcosa che la porti ad aprire il suo cuore e lasciarsi avvolgere dalla magia di un piccolo negozio di fiori in riva al mare!

Raffaello di Cinzia Giorgio

Quando l’Arte è tradotta in parole.

La storia, la pittura, la vita, si fondono per creare un’unica emozione.

La storia è affascinante e costruita su un doppio binario spazio temporale (tra la Roma del Cinquecento e la Parigi di oggi) a incastro, strato su strato: sovrapposti come quelli che un bravo restauratore deve rimuovere per recuperare l’opera originale che si disvela in tutto il suo splendore.

Accanto alla vicenda privata e pubblica di Raffaello, che si sviluppa a ritroso, corre parallela quella di una restauratrice, Bianca, ambientata al giorno d’oggi, la cui vita è strettamente legata all’arte e allo sfortunato pittore urbinate per diversi motivi.

Le storie procedono in senso inverso, legate da un comune denominatore, avvolto nel mistero.

L’autrice lascia che Bianca ci racconti la sua, in prima persona, nella concitazione tutta moderna di ritmi e spostamenti e di complessi rapporti interpersonali, e lascia sullo sfondo la vicenda umana dell’artista rinascimentale che gradualmente si compone in tutta la sua tragica intensità.

È come fare un salto nel tempo, ai giorni in cui la vita di un artista era drammaticamente combattuta tra le preoccupazioni quotidiane, la fatica fisica e la bellezza, in qualsiasi forma egli avesse deciso di esprimerla. Trasuda aria rinascimentale da tutti i pori: quella che si respira per le strade di Roma intrisa di arte e storia, che si insinua per i corridoi dei palazzi vaticani tra stanze e loggette affrescate, origlia dietro alle porte degli illustri prelati, sbircia i progressi di Michelangelo.

L’effetto indiretto del fascino esercitato da queste pagine induce ad analizzare molta della produzione raffaellesca a Roma dove Raffaello conobbe quella che sarebbe stata la sua Musa ispiratrice di numerosi visi femminili, in primis La Fornarina ma anche la Velata, la Galatea del Trionfo, e altrove più di un viso della Madonna.

Il restauro al Louvre di un ritratto del maestro urbinate che vede affiancati Raffaello e molto probabilmente il suo giovane amico e collaboratore, Giulio Romano, fa da raccordo tra la realtà storica dell’uomo con i suoi affetti e le sue passioni, e l’espressione artistica del suo talento.

Notevole tutto il lavoro di studio, ricerca e documentazione che c’è dietro al libro: la padronanza e gestione dell’argomento, l’originalità del modulo narrativo scelto, il desiderio di arte suscitato, la sete di bellezza accesa.

Cinzia Giorgio, scrittrice di romanzi e storica dell’arte, ha trovato la formula giusta per insegnare senza annoiare, raccontando la storia dell’arte rinascimentale attraverso uno dei suoi insigni esponenti, ridestando quel senso di appartenenza e di orgoglio nazionale che ci fa considerare l’insuperabilità del Genio che ha realizzato quei dipinti inestimabili. Uno di quei rari casi in cui le qualità umane sembrano perdere quei limiti insiti di finitezza e avvicinare l’artista, molto più di altri, a una dimensione divina.

L’epitaffio composto per Raffaello da Pietro Bembo lo esprime molto bene.

Raffaello e Pietro Bembo erano amici affiatatissimi. Il pittore muore giovane, nel 1520, lo stesso giorno della sua nascita, il 6 aprile, ed è Pietro a comporre il suo epitaffio, poi inciso sulla tomba al Pantheon a Roma:

«Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori».

Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire.

Acquista qui: Cinzia Giorgio – Raffaello (kindle edition)

Raffaello (Lux In Arcana)

Le edizioni Pink sono felici di presentarvi la nuova collana editoriale Lux In Arcana.

In contemporanea con il film evento “Raffaello in 3D”, Lux in Arcana propone il suo contributo al grande genio urbinate; in uscita oggi su Amazon la versione digitale del romanzo “Raffaello” di Cinzia Giorgio.

Cover Raffaello

Raffaello Sanzio, principe delle arti, muore la sera del 6 aprile 1520, il giorno del suo compleanno, un Venerdì Santo. L’agonia è straziante e scuote non solo gli artisti e i mecenati ma tutta la curia di Roma. Margherita, la donna che è sempre stata al suo fianco come musa e amante, viene allontanata dal letto di morte e il genio viene sepolto in tutta fretta nel Pantheon…

Secoli dopo, Bianca, una studiosa di storia dell’arte, si reca a Parigi per lavorare alle opere del Sanzio. La donna nasconde un segreto, che da sempre la lega al maestro urbinate. La modella che tutti chiamano La Fornarina in realtà era molto più di un’amante per il Sanzio; e Bianca ha le prove che testimoniano l’esistenza di un legame che oltrepassa i secoli e che potrebbe cambiare per sempre la storia dell’arte.

Un romanzo che attraversa il tempo e lo spazio regalando al lettore la chiave per risolvere un mistero che svela, dopo secoli, la verità su che cosa è accaduto la notte del 6 aprile 1520.

Amor vincit omnia

“La luce nei suoi occhi si era spenta per sempre. Aveva un sorriso stanco sulle labbra, come quello del Cristo che aveva dipinto sul monte Tabor. Era nato in una piovosa giornata d’inizio aprile, lo stesso giorno in cui il destino lo aveva portato via. Solo qualche ora dopo la sua dipartita si seppero i dettagli riguardanti la sua morte. L’agonia era stata rapida e straziante. Per giorni aveva avuto una febbre altissima. La fine del suo soggiorno terreno era arrivata dopo giorni di delirio. Accanto al capezzale gli era stata posta l’immensa tela della Trasfigurazione non ancora conclusa. L’immagine era rimasta a lungo impressa negli sguardi di chi era accorso al suo letto di morte: il giovane e martoriato corpo senza vita di Raffaello Sanzio, principe tra gli artisti, vicino alla tela, viva e vibrante, che rappresentava il momento in cui Cristo vedeva il Padre. La visione era stata così straziante che tutti avevano cominciato a piangere e Margherita era stata allontanata da lui con la forza. Era morto la sera del 6 aprile 1520, il giorno del suo compleanno, un Venerdì Santo. Il conte Pandolfo Pico della Mirandola era appena uscito dalla camera ardente, allestita da Giulio Romano e dal padre di Margherita. Era turbato e commosso e nei suoi occhi era ancora impresso il volto bluastro del Sanzio. Era bellissimo, nonostante il pallore della morte. I lunghi capelli sparsi sul cuscino immacolato, l’espressione serena di chi ha finito finalmente di patire: tutto era superbo nel giovane maestro d’Urbino, persino la morte.”

Ecco il link di acquisto:  Raffaello

Coco Chanel by Megan Hess

 

51cqih0nfdl-_sx335_bo1204203200_Gabrielle «Coco» Chanel è la donna che ci ha liberate di tanti tabù riguardanti non solo il nostro modo di vestire ma anche di pensare. Perché le rivoluzioni, a volte, passano dall’abbigliamento. Pensate al movimento hippie, per esempio, e potremmo andare avanti all’infinito, includendo nel nostro excursus storico anche Cleopatra, Veronica Franco, Maria Antonietta, la contessa di Castiglione e così via.

Le origini di Coco sono avvolte nel mistero, lei non ne parlava mai. Nacque povera, rimase orfana della mamma e crebbe in un orfanotrofio nella Francia rurale di fine Ottocento. Determinata ad affrontare la vita da protagonista, esordì con una minuscola boutique di modisteria a Parigi, e la trasformò in un brand di fama internazionale. Quanto basta per creare una leggenda. Il volume Coco Chanel. Un’icona di stile (Mondadori Electa, 2016) scritto e illustrato dall’australiana Megan Hess racconta la vita, i luoghi, gli amori, le intuizioni e i capricci di una donna che ha osato rompere gli schemi, rivoluzionando il guardaroba femminile. I suoi cappelli, il tailleur declinato in infinite varianti, il tubino nero, pochi colori elegantemente combinati – bianco, nero, beige, oro, rosso – e poi il profumo Chanel N°5, la bigiotteria, la borsa 2.55 matelassé, la classica décolleté bicolore: accessori diventati icone che hanno conquistato le donne di Parigi e di tutto il mondo. E infine lei, Mademoiselle Coco Chanel. La sua vita, il suo stile, la sua innata eleganza fatta di sobrietà e rigore.

Megan Hess è un’illustratrice doc, nota a livello internazionale e con all’attivo collaborazioni con Chanel, Dior, Prada, Cartier, Montblanc e Tiffany. In tre capitoli la Hess illustra la vita di Coco: dall’infanzia alla nascita del suo stile ribelle e raffinato che ha portato alla nascita dell’impero commerciale dominato dalla doppia C. Ma racconta anche la nascita dei classici che hanno fatto la storia della moda: le perle, la petite robe noir (o little balck dress, se preferite), i tailleur in tweed e le borse matelassé. Megan è tra l’altro anche l’illustratrice ufficiale di Bloomingdale, nonché autrice delle cover di Sex and the City di Candace Bushnell. Ha collaborato anche con Michelle Obama e Gwyneth Paltrow. Questo su Coco Chanel è il suo terzo libro, che segue Fashion House e The Dress.

Per leggere l’intero articolo cliccate su: Cindy Style – Coco Chanel by Megan Hess – C. Giorgio

Se volete sfogliare il libro online, cliccate sul link:

 

 

Cinzia Giorgio

La collezionista di libri proibiti

la-collezionista-di-libri-proibiti_8037_x1000Dalla bottega di un antiquario a Venezia a una famosa casa d’aste a Parigi, un romanzo d’amore e di mistero da un’autrice italiana di sicuro talento.

Venezia, estate 1975. Olimpia Cattanei ha quasi quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di un’antica bottega di antiquariato.
Per la vita di Olimpia sarà un incontro decisivo: Anselmo infatti intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e le fa dono di un’edizione del Decameron del XVI secolo, censurata dall’Inquisizione. Olimpia, giovane e appassionata lettrice, da quel momento inizierà a collezionare libri antichi messi al bando dalla Chiesa e grazie agli insegnamenti di Anselmo e di suo nipote Davide diventerà ben presto capace di distinguere un’edizione originale da un falso. Con il passare del tempo l’amore di Olimpia per le parole nascoste in quelle pagine proibite continuerà a crescere, così come l’amore per il giovane Davide. Ma le scelte di Olimpia la porteranno lontano da Venezia. Parigi, estate 1999. Olimpia si è trasferita e ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri antichi e manoscritti, divenuta ormai una delle più quotate ed eleganti della città. Un giorno, la donna riceve da Davide un pacchetto con delle lettere antiche, un tempo censurate e destinate alla distruzione, perché ritenute oscene e offensive, e un libro antico introvabile e dal valore inestimabile, messo al bando diversi secoli fa. Olimpia conosce bene il valore di quegli oggetti, e comincia così a indagare sulla loro provenienza. Come fa un modesto antiquario veneziano a esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

Ancora una volta Cinzia Giorgio ci trascina, con la sua scrittura attenta e profonda, in un viaggio alla scoperta delle emozioni. La collezionista di libri proibiti è un romanzo che, come una pozione magica, mescola tutti gli ingredienti capaci di coinvolgere un vero lettore: passione per i libri, storia, mistero e sentimenti. Non si può inserire in un genere preciso perché la sua alchimia permette di catturare l’attenzione di tutti i lettori. I booklovers ameranno le ambientazioni e i riferimenti letterari molto ricercati; gli appassionati del genere storico ritroveranno dei documenti che li entusiasmeranno; gli amanti dei misteri cercheranno di venire a capo di una situazione davvero criptica in cui sarà coinvolta la protagonista e chi adora leggere storie in cui i sentimenti sono messi in primo piano, avrà modo di emozionarsi profondamente.

Quando un libro ci lascia dentro un po’ di sé prendendo un po’ di noi, allora si può esser certi di essere di fronte a un buon libro: questo lo è!

Ecco a voi un piccolo estratto in anteprima:

Anselmo si avvicinò a uno degli scaffali prendendo qualche libro, per poi riporlo dopo pochi istanti al suo posto. Le sue mani accarezzavano le copertine con fare paterno. Maneggiava i volumi con disinvoltura, era evidente che li conosceva tutti, uno per uno. Olimpia lo osservò riporre l’ennesimo libro prima di girarsi verso di lei per dirle: «Lasci che sia lui a sceglierla». «Come, scusi?». L’antiquario le sorrise. Si fece da parte e dopo qualche istante le indicò uno degli scaffali. «Mi dica, Olimpia, quando non ha nessuna idea di quello che vuole leggere ed entra in una libreria, oppure quando va in biblioteca senza uno scopo ben preciso, cosa la spinge verso un volume piuttosto che un altro?» «Non saprei», ammise Olimpia, aggrottando le sopracciglia. Non riusciva a capire dove volesse arrivare. «Esatto», esclamò lui con gli occhi che gli brillavano. «Comincia a gironzolare per gli scaffali, a prendere questo o quel libro senza nemmeno leggerne la quarta di copertina. Poi però, all’improvviso, è attratta forse da un’immagine o dal nome dell’autore, e si ritrova a leggere un libro che non avrebbe mai notato fino a due minuti prima». Olimpia rise. «Ha ragione! Mi succede sempre». «Prenda il libro su cui si sta appoggiando», le disse Anselmo, facendole segno di spostare la mano dal libro posato su un’antica madia. «Legga il titolo, per favore». «È il Decameron di Giovanni Boccaccio», rispose Olimpia sentendo crescere dentro di sé una strana euforia. L’idea del vecchio antiquario era affascinante. Quando non era Peggie a consigliarle cosa leggere, di solito Olimpia si lasciava guidare dall’istinto. Raramente si sbagliava. Aveva fatto piacevolissime scoperte grazie a quello che lei pomposamente chiamava il suo “fiuto” per un buon libro. In realtà non aveva mai compreso fino in fondo cosa la spingesse a comprare un libro piuttosto che un altro. Anche il suo amore per i libri antichi, che sua madre considerava bizzarro, era frutto di una combinazione di elementi. L’idea che tante altre persone avessero posseduto, letto e goduto di un libro, la ipnotizzava. Peggie aveva una biblioteca immensa piena di libri antichi e a volte Olimpia ci aveva passato ore e ore senza nemmeno rendersi conto dello scorrere del tempo. E quel profumo di antico? Come poteva ignorarlo? Senza pensarci su nemmeno un istante, aprì il Decameron e ne inspirò l’odore. Chiuse gli occhi e sorrise.

Isabella D’Amore

 

 

Doppio Ritratto

Intervista a Cinzia Giorgio, Autrice di Doppio Ritratto

Carissima Cinzia,

doppio-ritrattoil tuo ultimo romanzo è stata una lettura davvero emozionante e interessante. Emozionante perché ha trasmesso senza filtri le sensazioni e le energie positive che alimentavano le pagine scritte; interessante perché ha fornito più di un argomento meritevole di studio e di approfondimento. Ora mi piacerebbe rivolgerti alcune domande perché vorrei conoscere meglio sia te sia il tuo libro, nel quale credo buona parte delle tue doti sia confluita.

Scorrendo il tuo curriculum bibliografico noto subito una nutrita e diversificata produzione. C’è un romanzo o un genere al quale sei particolarmente legata?

Sono una lettrice onnivora. Leggo romanzi, saggi, biografie sia per lavoro sia per amore della lettura. Devo dire che ci sono, tuttavia, dei romanzi che hanno contribuito alla mia formazione. Tra questi Persuasione e Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen e Cime Tempestose di Emily Brontë. Capolavori assoluti.

Nonostante quindi una avviata carriera in campo editoriale e letterario, mi sembra di capire che il tuo amore per l’Arte non è affatto una passione secondaria, mi sbaglio? Come è nata?

No, non è un amore di serie B, anzi! La mia prima laurea è in Storia del Rinascimento. Avevo come relatore un luminare della materia, noto per le sue tesi rivoluzionarie. Per lui la contaminazione tra le arti è fondamentale per comprendere a fondo gli esseri umani e la storia. La letteratura non può prescindere dall’arte e viceversa. Lo stesso discorso vale anche per le altre discipline.

La prima impressione che si ha leggendo Doppio Ritratto è quella di percepire innanzitutto il fascino insito in un’opera d’arte non esteticamente fine a se stessa ma veicolo di esperienza umana, artistica e storica. Che cosa ti ha fatto scegliere questo soggetto e perché?

È proprio ciò che vorrei trasmettere: l’arte non è solo un bel dipinto o una statua dalle forme perfette. L’arte va al di là, è la vita stessa: non solo perché un artista l’ha creata ma anche perché è il prodotto di una società ed è figlia della storia. Per quanto riguarda il soggetto, amo il Doppio Ritratto di Raffaello conservato al Louvre. È stato un amore a prima vista: i volti dei due amici, le loro unicità… tutto mi affascinava. È il ritratto di due menti brillanti che trasudano arte e passione. Perché l’altro soggetto è l’amico e collaboratore di Raffaello: Giulio Romano, un altro grandissimo della pittura rinascimentale non solo italiana.

Che cosa ti lega al personaggio Raffaello, uomo e pittore?

Di Raffaello io amo ogni cosa: la sua arte, la sua personalità, la sua gioia di vivere. Era bello come un Apollo, amava le donne e aveva un talento straordinario. Nonostante ciò era umile e aveva un bel carattere: gli volevano tutti bene, perché era un’anima gentile, un vero signore.

La storia nascosta dietro alla Fornarina è veramente toccante, chissà quante esistenze sono state sacrificate in nome dell’Arte…

jean-auguste-dominique-ingres-raphael-and-la-fornarinaI pittori sono un po’ come i musicisti: la loro arte viene prima di ogni cosa. Un’unione indissolubile che non si spezza mai, nemmeno dopo la morte. Le loro opere continuano a vivere e noi ne possiamo godere. Botticelli, per esempio, era innamorato di una donna che non solo non poteva essere sua, ma che era destinata a una tragica fine (morirà giovanissima). Lui aveva un solo modo per vivere quell’amore: ritrarla e renderla in tal modo immortale. Per Raffaello è stato diverso, perché lui con Margherita Luti (la Fornarina) ha avuto una relazione, ha assaporato la gioia dell’amore ricambiato. È durato tutto troppo poco, per entrambi.

È particolarmente interessante poi il parallelismo stabilito tra il passato e il presente in fatto di rapporti personali e relazioni affettive: complicate, irregolari, allargate, oggi come ieri. Chiara Santiluti non ha una vita sentimentale semplice e così Margherita. C’è un significato sociologico che vuoi far passare o presenti solo una fotografia molto obiettiva?

Le relazioni sono sempre complicate. È difficile interagire, perché ognuno porta con sé un bagaglio fatto di passato, presente, aspettative e delusioni. Siamo creature bizzarre e meravigliose.

Sarà una domanda sciocca questa, ma quanto influisce nella tua vita e nel tuo lavoro respirare l’aria rinascimentale di Roma? Avere il privilegio di essere quotidianamente immersi nella bellezza dell’Arte?

Non è affatto sciocca, anzi mi dà modo di confessare pubblicamente il mio amore Roma. Ancora oggi, nonostante questa splendida città mi abbia adottato ormai da tanti anni, mi stupisco di quanto sia bella. Un condensato di storia, arte, cultura che non ha eguali al mondo. Essendo storica del Rinascimento non posso fare a meno di amare senza freni anche Firenze e Venezia. Devo dire che in Italia gli amanti dell’arte hanno seri problemi a eleggere una città preferita. Ovunque si trovano borghi stupendi, come la mia città natale, Venosa, al confine tra la Lucania e la Puglia. Un vero gioiello.

Da alcuni particolari estremamente specifici si capisce che sei andata personalmente al Louvre di Parigi; è questo il tuo metodo? Preferisci sempre fare sopralluoghi per circostanziare quanto scrivi il più precisamente possibile?

Sì, non posso scrivere di luoghi o situazioni che non conosco. La ricerca su internet è una manna per i dettagli soggetti a cambiamenti (orari, regolamenti, etc.) ma certe cose le puoi descrivere – ed essere credibile – solo se le vivi. Ricordo di aver letto un best seller americano da milioni di copie nel quale vi era un grossolano errore dovuto al fatto che lo scrittore era stato a Roma ma solo per una breve vacanza. Il suo protagonista nuota nella fontana dei Quattro Fiumi di piazza Navona (profonda sì e no mezzo metro) ed entra nel Pantheon alle dieci di sera… Ecco, si tratta sempre di finzione e tutto è lecito, ma vorrei evitare questi errori che fanno disamorare il lettore, a mio avviso.

Non vorrei essere troppo curiosa, ma quando scrivi un romanzo, ti capita di pensare a infiniti altri che potrebbero seguire o sei esclusivamente concentrata su quello del momento?

Sì, eccome se mi capita! Praticamente sempre. A volte perché mi innamoro di un personaggio secondario, altre perché vorrei raccontare di più sui protagonisti.

Puoi svelare a quali e quanti progetti stai lavorando in questo momento?

Sta per uscire il mio nuovo romanzo per la Newton Compton, La collezionista di libri proibiti ambientato in due città che amo: Venezia e Parigi; la data prevista è il 6 ottobre. Inoltre sto lavorando a un saggio su Roma e ovviamente mi dedico alla selezione dei romanzi per la collana Love di Aliberti, che ho l’onore di dirigere.

Raccontaci qualcosa del tuo nuovo romanzo: chi ne è protagonista?

la-collezionista-di-libri-proibiti_8037_x1000Il vero protagonista è il mio amore per l’arte, in tutte le sue forme, in questo caso l’antiquariato di libri e manoscritti d’epoca. Nel caso specifico il personaggio principale si chiama Olimpia che conosciamo nella prima parte del romanzo ambientata nella Venezia del 1975, mentre frequenta la bottega di un antiquario. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a lavorare lì e a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote dell’antiquario Anselmo, brucia l’animo della ragazza. Ventiquattro anni più tardi la ritroviamo a Parigi, dove ha aperto una casa d’aste e ogni anno riceve uno strano regalo da quel Davide che un tempo ha amato: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore e sul cui mistero avvertirà un richiamo irresistibile a indagare.

 

Per chi volesse approfondire il link: http://www.newtoncompton.com/libro/la-collezionista-di-libri-proibiti

Sono sicura che sarà un altro grande successo, te lo auguro, Cinzia!

Romina Angelici

Nota biblio-biografica sull’Autrice: Cinzia Giorgio

cinzia-giorgio-x-newtonCinzia Giorgio è nata a Venosa nel 1975. È laureata in Lettere Moderne e in Lingue, si è specializzata in Women’s Studies e Storia, compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci per il progetto di ricerca: “Narrare la storia: dal documento al racconto”. Vive a Roma, è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Pubblica regolarmente articoli di storia e arte su riviste specializzate. Scrive saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni, organizza i salotti letterari dell’Associazione Leussô di Roma (www.salottiletterari.it). Dal giugno del 2015 è Art Director della rivista Pink Magazine Italia (www.pinkmagitalia.com) e dall’autunno del 2015 è direttore editoriale della collana LOVE – la prima collana digital interamente dedicata all’amore – per la Compagnia editoriale Aliberti (www.cealiberti.it). I suoi libri sono pubblicati da prestigiose case editrici come la Newton Compton (www.newtoncompton.com) e la Rizzoli (www.rcs.it). Viene spesso chiamata in Italia e all’estero per tenere lezioni e seminari su svariati argomenti e corsi di scrittura creativa.

Pubblicazioni maggiori:

Saggi

Storia Pettegola d’Italia, Newton Compton Editori, Roma novembre 2015 (ISBN 978-8854181977)

Storia Erotica d’ItaliaNewton Compton Editori, Roma novembre 2014 (ISBN 978-8854171534)

Orgoglio senza Pregiudizio. Le ragazze di Jane AustenOpposto Edizioni, Roma, 2013 (ISBN 978-88-97565-16-1)

L’immagine del Rinascimento italiano nel fumetto” in Narrare la Storia: dal Documento al Racconto a cura della Fondazione Bellonci, Mondadori, Milano ottobre 2006 (ISBN 88-04-56232-3)

Narrativa

La collezionista di libri proibiti, Newton Compton Editori, Roma 2016 (ISBN 978-88-541-9472-4)

Doppio Ritratto, CE Aliberti LOVE, Reggio Emilia 2015 (ISBN 978-88-932-3000-1)

L’amore è una formula matematica, Rizzoli You Feel, Milano 2015 (ISBN 978-88-586-8232-6)

Il Bello della Diretta, Rizzoli You Feel, Milano 2015 (ISBN 978-88-586-7820-6)

Cosa Farebbe Jane? Rizzoli You feel, Milano ottobre 2014 (ISBN 978-88-586-7527-4)

Prime Catastrofiche Impressioni, Rizzoli You Feel, Milano luglio 2014 (ISBN 978-88-586-7150-4)

L’Enigma Botticelli, Melino Nerella Edizioni, Siracusa marzo 2013 (ISBN 978-88-96311-15-8) Finalista al premio letterario Tedeschi per il Giallo Mondadori

  

Teatro 

“S. Holmes e il mistero della mummia” in scena al Teatro Stabile del Giallo, via al VI Miglio 78, Roma, marzo 2011- maggio 2013. Regia: Anna Masullo.

“Il Raduno dei Pirati”, giallo interattivo per ragazzi in scena al Teatro Stabile del Giallo, via al VI Miglio 78, Roma, marzo 2012 – febbraio 2013. Regia: Anna Masullo.

“Sotto il Fiume” in scena al Teatro In Portico, circonvallazione Ostiense 195, Roma 2007. Regia: Flavia Ricci.

Per maggiori e più dettagliate informazioni, anche sulle sue pubblicazioni su riviste specializzate, consultate il sito dell’autrice: http://www.cinziagiorgio.com/wp/

Il favoloso mondo di Mademoiselle Coco

In questo spazio moda di Pink Magazine Italia vi racconterò spesso di Mademoiselle Coco. La magnifica Chanel è nei pensieri miei (e non solo nei miei ma anche in quelli di tutto lo staff) da quando si è concordata l’apertura di uno spazio dedicato alla moda e alle tendenze per “abbinarlo” – parola quanto mai opportuna – ai libri.

Non potevo non cominciare da Gabrielle Chanel, la donna che ci ha liberate di tanti tabù riguardanti non solo il nostro modo di vestire ma anche di pensare. Perché le rivoluzioni, a volte, passano dall’abbigliamento. Pensate al movimento hippie, per esempio, e potremmo andare avanti all’infinito, includendo nel nostro excursus storico anche Cleopatra, Veronica Franco, Maria Antonietta, la contessa di Castiglione e così via.

Torniamo a Coco Chanel. Oggi vi parlerò di due libri meravigliosi che la riguardano e che mi sono stati regalati dalla nostra Isabella.

Il primo è di Karen Karbo, Il mondo di Coco Chanel e il secondo è di Tilar J. Mazzeo, Il segreto di Chanel N. 5 entrambi pubblicati dalla Lindau.

Il mondo di Coco Chanel - cover.qxpStile, indipendenza, praticità e classicità senza tempo: queste sono alcune delle parole chiave dell’universo Chanel. Dietro a ognuna, come dietro a ogni capo della celeberrima Maison parigina, ci sono una donna e la sua vita, le sue vicende e le sue scelte indissolubilmente intrecciate agli avvenimenti più importanti e ai cambiamenti epocali che hanno segnato il XX secolo. Delineando con uno stile gradevole e leggero i tratti salienti della storia di Chanel, Karen Karbo ci fa conoscere il lato più nascosto e personale di una grande icona della moda e della società francese. I suoi giudizi impietosi, le battute fulminanti, gli indimenticabili aforismi costituiscono spesso il punto di partenza di un percorso tra luoghi, fatti e persone che ci porta a comprendere sempre meglio la complessa personalità di Coco. Così, il «mito» si avvicina e si approfondisce, senza perdere nulla di quanto l’ha reso tale e anzi arricchendosi di sfumature più vere. Tutto quello che immediatamente ci torna alla mente quando pensiamo alle sue creazioni – il tailleur di tweed, le borsette inconfondibili, l’abito nero, i raffinati bijoux, la camelia – ci appare meno effimero e lontano. Ciascuna di queste cose è nata dal suo genio e dal suo gusto, ma anche, e forse soprattutto, da una libertà di spirito, da un’audacia e da una concretezza che non avevamo sospettato prima. I sogni, le difficoltà, le delusioni, le conquiste, i successi di Chanel possono essere anche i nostri e offrirci quindi l’occasione per vedere con altri occhi la nostra vita, il nostro mondo e il nostro tempo.

Karen Karbo è autrice di tre romanzi, tutti entrati nell’elenco dei libri interessanti del «New York Times». The Stuff of Life: A Daughter’s Memoir ha vinto il People Magazine’s Critics’ Choice e l’Oregon Book Award nel settore nonfiction. In passato vincitrice del General Electric Foundation Award for Younger Writers, Karen è anche destinataria di una borsa di studio della National Endowment for the Arts. Suoi saggi, articoli e recensioni sono apparsi su «The New York Times», «Outside», «Elle», «Vogue», «More» e salon.com. Il suo ultimo libro è How to Hepburn: Lessons on Living from Kate the Great. Vive a Portland, nell’Oregon, dove sta ancora dando la caccia a un capo vintage di Chanel.

Il-segreto-di-Chanel-N-5_largeSoprannominato «le monstre» (il mostro) dagli esperti del settore, con il suo colore ambrato, la bottiglia Art Déco e una fragranza senza tempo, Chanel N° 5 è il profumo più venduto al mondo. Arrivato sul mercato nei primi anni ’20, è uno dei prodotti di lusso più desiderati del XX e XXI secolo. Ma che cosa si nasconde dietro questa parabola senza termini di paragone, che non accenna a imboccare la sua fase discendente? L’affascinante indagine di Tilar J. Mazzeo ci accompagna indietro nel tempo, attraverso la vita di Coco Chanel, la brillante, controversa e tenace creatrice e imprenditrice, senza la quale questo profumo non sarebbe mai esistito. Il lettore si ritrova tra le piantagioni di rose e nei campi di gelsomino in cui comincia la vita di questa fragranza; poi nei laboratori e nelle sale riunioni dove il suo aroma si intreccia per sempre alla sensualità e agli affari. E arriva infine in Rue Cambon 31, il fiore all’occhiello dell’impero di Coco, il negozio in cui dopo la guerra i soldati americani correvano per acquistare un po’ di quel magico elisir capace di evocare il lusso e il romanticismo di Parigi da portare alle loro ragazze negli Stati Uniti. Tuttavia, la storia di Chanel N° 5 non è soltanto quella di una straordinaria avventura imprenditoriale, ancora oggi in piena fioritura: è la storia di uno stile inconfondibile che rappresenta per ogni donna la quintessenza dell’eleganza e di un modo di vivere a un tempo sobrio, pratico ed estremamente raffinato.

Tilar J. Mazzeo è una storica, biografa e appassionata studiosa di vino, oggetti di lusso e cultura francese. Vive tra Sonoma County, una zona della California famosa per i suoi vitigni, New York City e il Maine, dove insegna inglese presso il Colby College. Il suo libro The Widow Clicquot è stato in classifica tra i best seller del «New York Times».

À bientôt

Cinzia Giorgio

Marie Phillips e i cavalieri della Tavola Zoppa

Gods cover_thumbMarie Phillips, classe 1976, è una scrittrice di talento che sa coniugare cultura e ironia come pochi altri suoi colleghi. La Phillips è già autrice del fortunato Gods Behaving Badly (Per l’amore di un Dio, Guanda 2009) una commedia fantastica che ha come protagonisti gli dei greci, viziati e annoiati, che vivono nella Londra contemporanea e combinano guai; ridotti a un manipolo di sfaccendati, bivaccano in una grande casa fatiscente a Hampstead Heath. Zeus ed Era sono confinati al terzo piano e di loro non si sa più nulla da decenni. Ares, il dio della guerra, è l’unico a cui il lavoro non manca mai, Artemide fa la dog-sitter, la splendida Afrodite lavora per una chat-line erotica, Dioniso ha aperto un night club, Eros è diventato cattolico praticante, Apollo cerca la fama in televisione e per vincere la noia va in giro a fare dispetti alle mortali. A spezzare la monotonia di queste grigie e immortali esistenze, entra in scena Alice, una ragazza dolce e onesta quanto ingenua, che bussa alla loro porta per offrirsi come donna delle pulizie (di cui la casa ha più che mai bisogno). Complice una freccia di Eros, Apollo si innamora perdutamente di lei, che però è già fidanzata, o quasi, con Neil, un ingegnere timido e un po’ imbranato. Ma il dio del sole non si rassegna a essere rifiutato da una mortale: la sua reazione finirà per scatenare una serie di eventi drammatici, trasformando il divertente romanzo di Marie Phillips in una storia d’amore avventurosa e tenera, sulla scia del mito di Orfeo ed Euridice.

tavola zoppaMarie Phillips torna a deliziarci ora con The Table of the Less Valued Kignts (I cavalieri ella tavola zoppa, Guanda 2016) un’altra grandiosa commedia fantastica, stavolta ambientata nell’Inghilterra di Re Artù. Cosa succede se, giunta a tarda sera alla corte di Re Artù per chiedere aiuto, una damigella in difficoltà, Lady Elaine du Mont, si deve accontentare dell’unico cavaliere ancora disponibile? E se questo cavaliere, oltre a essere un po’ in là con gli anni, con i capelli grigi e le ginocchia scricchiolanti, non è nemmeno uno dei famosi cavalieri della Tavola Rotonda, ma solo uno di quelli relegati alla tavola zoppa, ovvero la tavola mai raccontata da poeti e cantastorie, quella rettangolare, posta nell’angolo più buio della Sala Grande di Camelot? Be’, ci si accontenta, tanto non c’è alternativa. Sir Humphrey, dal canto suo, è ben felice di rimettersi in sella. Nel frattempo un’altra damigella, Martha di Puddock, è in fuga: scappa dal matrimonio che le è stato imposto con l’odioso principe Edwin di Tuft. L’incontro con la Sostituta della Signora del Lago (quella vera, manco a dirlo, se n’è andata da qualche parte con Merlino) la obbliga a impegnarsi però in un’altra impresa: ritrovare il fratello a lungo creduto morto. Tra unicorni, spade magiche, elefanti, un insolito gigante nano e un fantomatico Cavaliere Nero, le due storie si intrecciano creando equivoci e situazioni esilaranti, nel segno della migliore tradizione inglese, in un romanzo che ripropone in modo originale il grande ciclo di leggende legate a Re Artù e alla Tavola Rotonda.

Si ride e si piange mentre si legge la Phillips, perché I cavalieri ella tavola zoppa è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente. Chi ama il ciclo arturiano e Stevenson vi ritroverà echi e richiami alla tradizione letteraria inglese e non solo. Una storia da cui si fa fatica a staccarsi. La trama è inaspettata, con risvolti interessanti e profondamente moderni. Si assiste allo svolgersi di vicende che hanno chiari riferimenti anche all’attualità: caratteristica, questa, tipica della Phillips. Ottima la scelta della casa editrice Guanda, che traduce in maniera egregia un’autrice da seguire e da amare, oltre ogni ragionevole dubbio.

Classici in Love…

Ciao booklovers,

vi ho parlato tempo fa della collana LOVE (Compagnia editoriale Aliberti), la prima collana di eBook interamente dedicata all’amore. Avete già fatto scorpacciata di ebook o siete ancora indecisi?

Vi ho consigliato alcuni romanzi di giovani e brillanti scrittrici, adesso invece voglio segnalarvi i classici rieditati per voi e presentati dalla direttrice della collana Cinzia Giorgio.

Properzio, Fate l’amore non la guerra

3071f7673cef2b753f83a2471bb6206b_w250_h_mw_mh_cs_cx_cy“Vi chiedete perché io scriva tanti versi d’amore? Ebbene, il marinaio parla dei venti, il contadino parla dei tori per arare, il soldato racconta delle sue ferite, il pastore delle sue pecore, io invece parlo delle uniche battaglie che conosco: quelle che combatto a letto!”. Nelle sue elegie il poeta latino Properzio racconta con dovizia di particolari, tutte le vicissitudini della sua storia d’amore con Cynthia, la donna che gli fa confessare di non aver mai provato un simile trasporto prima di aver conosciuto lei. Sua la dichiarazione d’amore più intensa e romantica della storia della letteratura: “Sei la mia sola casa, la mia sola famiglia, sei tutti i miei momenti di gioia.”

Antonio Gramsci, Una rosa che ho piantato

f5ee9592581dbe342c21144e54204a96_w250_h_mw_mh_cs_cx_cyQuando le “Lettere dal carcere” apparvero per la prima volta nel 1947, in una selezione curata personalmente da Palmiro Togliatti con Felice Platone, l’emozione fu grande. Un monumento umano e letterario, è stato definito questo corpus epistolare, “entrato a far parte della coscienza degli italiani”. Sono in questo volume raccolte le lettere che Gramsci scrisse ai figli Delio e Giuliano (spesso nominati con i diminutivi-vezzeggiativi alla russa) e alcune delle missive indirizzate alla moglie Julia, alla cognata Tatiana, alla madre di Gramsci in cui si parla dei figli e della loro educazione.

Giovanni Boccaccio, Decameron (novelle amorose)

Il “Decameron”, che Boccaccio dedica soprattutto alle donne c345f372ba1c682a7fc669902bab4122_w250_h_mw_mh_cs_cx_cyinnamorate, è il libro del trionfo della vita sulla morte. Le donne in particolare hanno il solo svago della lettura e attraverso le storie d’amore narrate dai novellatori possono svagarsi, piangere con le sfortunate eroine che soffrono più di loro, ridere per la poca scaltrezza di alcuni uomini che le circondano e infine distrarsi dalle pene d’amore. Le novelle d’amore qui raccolte rappresentano la quintessenza della concezione amorosa del Boccaccio.

Giovanni Verga, Mai senza te

6f391cc52ec2cfb8d4517872b359ed27_w250_h_mw_mh_cs_cx_cy“Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai – di nulla. Le donne si facevano la croce quando la vedevano passare, sola come una cagnaccia, con quell’andare randagio e sospettoso della lupa affamata…”. Le tre novelle raccolte in Mai senza te (La Lupa, L’amante di Gramigna e Cavalleria Rusticana) raccontano di amori passionali, famelici, strazianti. Amori intensi, violenti, che torturano gli animi dei protagonisti fino alla loro inevitabile perdizione.

Questi sono solo alcuni dei titoli che potrete trovare, per consultare l’elenco completo cliccate qui:

http://www.cealiberti.it/catalogo/collana/12

Buone letture

Isabella