Pink Magazine Italia – Summer Issue

Eccoci arrivati anche quest’anno all’attesa edizione estiva del nostro magazine, in cui troverete consigli di lettura, interviste e retrospettive. Partiamo dai libri, come sempre. Abbiamo scelto e letto per voi alcune interessanti novità, che vi terranno compagnia sia se decidiate di restare in città, sia nel caso partiate in vacanza. Letture frizzanti, leggere ma anche impegnate. Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Abbiamo inoltre intervistato Martin Rua, Diego dalla Palma e Stefano Muroni, tutti artisti eccezionali che ci hanno parlato a cuore aperto, svelandoci qualche segreto legato al loro grande successo. Ci siamo poi dedicati a Jane Austen e Charlotte Brontë, alla nuova Cruise Collection di Chanel, alla saga di Indiana Jones e ai viaggi. Insomma un numero tutto da gustare… magari sotto l’ombrellone. Buone letture e buona estate!

Cinzia Giorgio

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Emma di Charlotte Brontë

flower-ed-emmaQuando Charlotte lesse al marito questo inizio di romanzo appena accennato, lui le obbiettò: “I critici ti accuseranno di ripeterti”, perché conteneva diversi elementi che avrebbero potuto far pensare a un avvio simile a quello di Jane Eyre: la scuola collegiale, allieve dalle diverse personalità, i favoritismi riservati alla nuova arrivata…

Così non è affatto, perché si avverte subito che il tono è cambiato, che Charlotte è ormai una signora sposata, che è scesa a compromessi e ha scelto la normalità, come sottolinea la traduttrice e curatrice Alessandranna D’Auria nella prefazione. Charlotte decide che sia la signora Chalfont, così si presenta in apertura, a raccontare questa storia dai risvolti inaspettati che Fortuna ha risolto di mettere sul suo cammino.

Virginia Woolf scrisse (anche se si riferiva a Jane Austen) che si può capire molto dalle opere secondarie di uno scrittore perché offrono la migliore critica ai suoi capolavori; leggere Emma di Charlotte Brontë, dimostra quanto fosse lucida e osservatrice, oltre a confermarne il metodo e le tematiche care. Emma riprende poi il discorso iniziato nel racconto precedente, La storia di Willie Ellin: a dimostrazione del fatto che Charlotte tentasse diversi inizi (per citare una delle sue frasi famose) prima di imboccare la strada giusta. In questi due soli capitoli c’è molto materiale interessante: la signorina Wilcox è già un personaggio sufficientemente delineato, che si è fatta subito conoscere con le sue debolezze, e un esemplare di signor Ellin si può riconoscere in tutti i vicinati pettegoli; a loro si aggiungono il curato, il coro di allieve e poi lei, la protagonista, la ragazzina che tutti credono la signorina ricca e viziata e che invece si scopre essere sola al mondo. Quando l’apparentemente serena situazione iniziale subisce un ribaltamento, anche le personalità rivelano un cambiamento insospettato e quindi doppiamente interessante. Ma c’è qualcosa di ancora più importante da tenere conto e cioè che nelle poche righe di presentazione della signora Chalfont viene dichiarato l’intento programmatico dell’autrice che si preannuncia di tutto rispetto: “Tutti noi cerchiamo un ideale nella vita”. Purtroppo però dobbiamo fermarci a queste poche pagine senza sapere come quell’enunciato sarebbe stato sviluppato (anche se c’è chi ha provato a immaginarlo come la Boylan, con il seguito Emma Brown).

Il titolo non può non richiamare alla mente la grande Emma di Jane Austen, che Charlotte conosceva e aveva letto dando ascolto ai consigli di Lewes, ma a parte il nome vero e la posizione di ereditiera che vengono attribuiti alla sua protagonista -presentata inizialmente come Matilda Fitzgibbon-, ancora una volta bisogna concludere che le due scrittrici prendono strade diverse.

Questo bozzetto rivela tutte le potenzialità per diventare un quadro indimenticabile se solo all’artista il destino non avesse inaridito ogni colore, come Thackeray, nell’articolo riportato in apertura, e pubblicato sul Cornhill Magazine nell’aprile 1860, le riconosce.

Flower-ed ha riservato a questo rarissimo fiore ogni cura e attenzione possibile perché, come un tenero bocciolo, crescesse indisturbato e circondato da tutto quanto necessario a farne apprezzare meglio il valore.

Un vero peccato per noi tutti davvero essere stati privati di quanto quella donna appassionata, ancorché moglie, avrebbe potuto ancora darci, perché la scrittura era e rimase il suo unico vero grande amore.

Romina Angelici

Flower-Ed – Giardino d’autunno

Ci sono specie rare in botanica che sbocciano proprio quando le altre hanno terminato il loro ciclo vitale. Un giardino d’autunno riserva sempre sorprese gustose come bacche invitanti e nelle sue sfumature di colori caldi invita a perdersi. Nel giardino di Flower-ed[1] possiamo dunque ammirare schiudersi variegate novità, innesti, fioriture o bulbi finora conservati in tiepide serre protette.

charlottebronteportraitFervono i preparativi per accogliere una nuova collana che ospiterà narrativa inglese e americana in traduzione italiana. A tale scopo la Casa Editrice ha istituito un vero e proprio Ufficio Traduzioni avvalendosi della preziosa e fattiva collaborazione di Alessandranna D’Auria e Riccardo Mainetti

La nuova sezione si chiamerà Five Yards e parallelamente a Windy Moors, che, come già sapete, raccoglie saggi sulla letteratura e gli scrittori del passato, inaugurerà le sue pubblicazioni con i primi due volumi dedicati a Charlotte Brontë: un omaggio doveroso, che vuole sottolineare ancora una volta la ricorrenza del suo Bicentenario.

Si tratta dei due lavori incompiuti, “La storia di Willie Ellin” e “Emma”: entrambi iniziati nel 1853, il primo appartenente al ciclo di opere giovanili e rimaneggiato in età matura (tredici anni dopo aver dato l’addio ad Angria) e l’altro, composto di soli due capitoli, che prosegue il tema appena accennato con Villette, della questione femminile.

Essi saranno disponibili in cartaceo e in formato ebook dal 23 novembre 2016. Quindi non resta che aspettare che si schiudano, gemme tardive al sole tiepido di novembre.

Ma le sorprese non sono finite; perché subito dopo ci aspetta un terzo volume pronto per essere pubblicato ed è una raccolta di racconti di Louisa May Alcott, “A garland for girls”, poco conosciuta in realtà e che comprende alcune delle belle storie scritte da questa poliedrica e infaticabile eterna ragazza americana.

louisa-alcott-mrxlgA presentarle lascio che sia la stessa Louisa May Alcott nella prefazione; non saprei trovare parole migliori, parole che esprimano con il semplice candore che la contraddistingue, l’amore con cui sono state pensate e composte suonando al contempo come un dolce invito alla lettura:

Ho scritto queste storie per mio diletto personale durante un periodo di isolamento forzato. I fiori che sono stati la mia consolazione e il mio piacere hanno ispirato i titoli dei racconti, contribuendo a rendere il lavoro più interessante. Se le mie ragazze riusciranno a trovare un po’ di bellezza o allegria in questi comuni boccioli, allora la loro vecchia amica non avrà tessuto questa Ghirlanda invano.

Ecco dunque una serie bellissima di novità, prelevate da una confortevole serra in cui sono state circondate di riguardi e attenzioni, pronte per essere affidate alle nostre benevole cure e destinate ad abbellire i nostri piccoli giardini domestici, in quei cantucci che abbiamo preparato per colorare le nostre spente giornate d’inverno.

Five Yards è tratto, ci spiega Michela Alessandroni, l’editrice, da un evento che risale al lontano 1830, quando precisamente il 15 settembre, fu inaugurata la linea ferroviaria Liverpool-Manchester, con il viaggio della locomotiva Rocket. Le caratteristiche tecniche della ferrovia furono così descritte[2]:

On the Manchester and Liverpool railway, the rails are each five yards in length…”[3].

Ebbene, ci auguriamo anche noi, insieme a Michela Alessandroni che ha deciso di varare questa nuova linea tutta speciale:

“Che quelle five yards siano di buon auspicio, in quanto misura della rotaia che fu il cuore della rete ferroviaria britannica e di quella che, attraverso i libri, ci porterà a percorrere nuove strade e a colmare notevoli distanze”.

L’immagine della ferrovia che percorre distanze impraticabili è davvero suggestiva ed emblematica oltre che di un vasto territorio da scoprire, anche di un sistema di collegamento agevole e insperato, così come inatteso, ma anche per questo doppiamente gradito, giunge a noi questo desiderato carico di un regalo inaspettato. Ad una ricca offerta per il pubblico estimatore della letteratura inglese e americana, corrisponde un altrettanto profondo amore per questi testi dimenticati eppure bellissimi, rivalutati e scovati con uno splendido lavoro di recupero, di piantine pregiate messe a dimora in terreno nuovo e fertile, caldo e accogliente, in uno spazio protetto e sicuro come le Edizioni Flower-ed.

Romina Angelici

Per informazioni, ricevere newsletter, consultare il catalogo delle pubblicazioni:

http://www.flower-ed.it/

[1] Fondata nel 2012 a Roma da Michela Alessandroni, flower-ed è una casa editrice indipendente che pubblica testi di autori contemporanei e del passato. Le diverse collane sono espressione di una ricerca che attraversa i generi letterari, in cui contenuti tradizionali sono espressi in forme nuove: gli ebook e i libri cartacei rimandano a un progetto editoriale realizzato interamente on-line, dove restano centrali l’interesse per la cultura, per la crescita personale e per quelle parole che sanno ancora regalare emozioni. Oltre all’attività editoriale, dal 2014 flower-ed si occupa di formazione on-line.

[2] Luke Herbert, The engineer’s and mechanic’s encyclopædia, vol. II, Thomas Kelly, London, 1836, Pag. 505.

[3] “Nella ferrovia Manchester-Liverpool le rotaie sono lunghe (ciascuna) cinque iarde…”

Una valigia piena di… Libri!

Ciao booklovers,

State preparando la valigia per le vacanze?
Bene, è proprio l’occasione giusta per acquistare dei libri eccezionali da leggere sotto l’ombrellone.
La Newton Compton per la sua straordinaria collana i “Mammut” ci regala dei capolavori sensazionali e imperdibili con delle cover uniche e accattivanti a un prezzo piccolo piccolo.

Ecco la mia selezione tutta al femminile per voi

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Non perdete domani l’ultima uscita dedicata a Virginia Woolf

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Approfittate inoltre della super promozione Einaudi: acquistando due tascabili in regalo un telo mare ispirato a Moby Dick.

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Occasione per fare scorpacciata di classici, io ho acquistato la bellissima edizione di “Il giovane Holden” di J.D. Salinger.

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Buone letture!

Isabella

Il bicentenario di Charlotte Brontë!

Ciao booklovers,
Oggi ricorre il bicentenario della nascita di una delle scrittrici più amate della letteratura internazionale: Charlotte Brontë.
Tantissime le pubblicazioni che potrete trovare oggi in libreria.
Io ho scelto per voi quelle che sto per correre ad accaparrarmi, rispettivamente edite Fazi Editore e Neri Pozza.

bronte-683x1024In un’epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L’autrice del capolavoro Villette, di Shirley e Il professore, nonché di Jane Eyre, immediato successo all’epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l’anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell’insignificante esistenza dell’istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell’«ombra», ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L’impatto con la società vittoriana fu «esplosivo»: una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l’ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve “volgare”. Ma quella voce che si sollevò dall’oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il «fuoco» che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon. Ancora oggi Charlotte parla a chi cerca di «elevarsi» superando gli ostacoli sul proprio cammino, a chi desidera un amore che vada oltre le convenzioni, come fu il suo per l’insegnante belga che l’aiutò a scoprire la propria vocazione di scrittrice e per l’editore londinese che rivelò il suo talento al mondo. Chi prende parola dall’ombra, ci insegna la vita di Charlotte, non parla tanto per sé, ma assume una voce universale, che guarda a un tempo a venire.

2016-04-20-11-07-20-1847308483Per quale ragione «L’ho sposato, lettore mio» è una delle frasi più celebri e citate della letteratura inglese? La risposta, tutt’altro che ovvia, risiede nel capolavoro da cui è tratta: Jane Eyre (1847), la storia di un’orfana che, grazie alla sola intelligenza e caparbietà, riesce a convolare a nozze con il nobile signor Rochester. Per affermare il suo successo, e il cambiamento della propria condizione sociale, invece di dichiarare «mi ha sposata, lettore mio» – com’era da aspettarsi nella maschilista società vittoriana – Jane dice: «l’ho sposato, lettore mio». Una sfumatura nella forma verbale che ha lo scopo di rimarcare la coscienza femminile della protagonista, e quella dell’autrice Charlotte Brontë, e che si ergerà a manifesto, ispirazione e stimolo per tutte le scrittrici a venire.
Quando Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di raccontare una storia ispirata a quella celebre battuta, non l’ha fatto solo per festeggiare i duecento anni della nascita di Charlotte Brontë, ma anche per ridare significato a quelle parole, per renderle di nuovo vive e attuali nella società odierna.
«In alcuni racconti sono le nozze stesse a essere drammatiche, a causa di una dolorosa scheggia di vetro in Coppia mista di Linda Grant, o di un mutamento improvviso in Il matrimonio di mia madre di Tessa Hadley, o di un rapporto clandestino durante una cerimonia in Zambia, in Uomini doppi di Namwali Serpell, o di un incontro gotico nel fango della brughiera in Tenersi per mano di Joanna Briscoe», dice Chevalier.
In altri, come La prima volta che vidi il tuo viso di Emma Donoghue, la frase di Jane Eyre diventa il trampolino di lancio per viaggiare indietro nel tempo, fino alla Germania di fine Ottocento, dove Miss Hall e Mary Benson, la moglie dell’arcivescovo di Canterbury, si macchiano del peccato di un amore saffico. Se in Lo scambio Audrey Niffenegger colloca Jane nel mondo contemporaneo, in un paese dilaniato dalla guerra, la penna originale ed eccentrica di Helen Dunmore si diverte a raccontare Jane Eyre dal punto di vista della governante ingelosita, mentre Tracy Chevalier – con la maestria che l’ha resa una delle scrittrici più lette e amate d’Italia, «in grado di donare il soffio della vita al romanzo storico» (Independent) – dipinge la relazione sentimentale di una coppia male assortita, «come margherite e gladioli, come pizzo e cuoio».
Il risultato è una collezione di ventuno storie d’amore, diversissime per sensibilità, scrittura e intenzioni, che ruotano attorno a una medesima eroina dai mille volti: una donna determinata e coraggiosa, che combatte per vincere i pregiudizi e gli ostacoli della società. E che non ha paura di affermare la propria identità dicendo, a testa alta, con un sorriso affaticato ma fiero: io «l’ho sposato, lettore mio».

Ventuno storie per celebrare Charlotte Brontë e Jane Eyre

Racconti di: Tracy Chevalier, Tessa Hadley, Sarah Hall, Helen Dunmore, Kirsty Gunn, Joanna Briscoe, Jane Gardam, Emma Donoghue, Susan Hill, Francine Prose, Elif Shafak, Evie Wyld, Patricia Park, Salley Vickers, Nadifa Mohamed, Esther Freud, Linda Grant, Lionel Shriver, Audrey Niffenegger

#HerStory #CharlotteBronte

Su pink magazine italia di Aprile trovate un articolo dedicato alla zia Charlotte

Pink Magazine Italia – Aprile 2016 

Le nuove uscite di Neri Pozza

Ciao booklovers,

Oggi vi segnalo tantissime nuove uscite firmate Neri Pozza Editore. Storie suggestive ed imperdibili. Dalla biografia di Frida Kahlo alla scoperta delle atmosfere isolane. Ecco la mia selezione per voi.

12992880_1699958173608439_297654389_nL’Italia è una terra ricca di isole e le isole italiane sono ricche di storie. Alcune raccontano amori clandestini e crimini efferati. Altre, visioni mistiche e avventure erotiche, faticose conquiste e fughe improvvise. Molti personaggi celebri hanno trascorso sulle isole le ore più felici della loro esistenza o, all’opposto, quelle più tragiche, l’esilio e la morte.
Dopo una vita di avventure militari, politiche, sentimentali e letterarie, agli inizi dell’Ottocento Choderlos de Laclos, solo e dimenticato, lascia Parigi per una missione inutile e va a morire sulla piccola isola di San Paolo, nel golfo di Taranto. Oltre un secolo dopo, Umberto Boccioni vive sul Lago Maggiore l’ultima grande passione della sua vita, prima di partire per il fronte, da cui non farà più ritorno. Nell’agosto 1943, in una torrida estate piena di presagi funesti, Benito Mussolini viene tenuto prigioniero alla Maddalena, in una specie di castello un po’ moresco un po’ gotico fatto costruire da un eccentrico inglese. Negli anni Cinquanta, oramai stanco e frastornato, Ernest Hemingway si rifugia a Torcello alla ricerca di un po’ di pace. Qualche decennio più tardi, Marguerite Yourcenar sbarca sull’isola dei Pescatori, e Rudolf Nureyev sceglie di trascorrere i suoi ultimi anni a Gallo Lungo.
Tra figure eccentriche – come Baron Corvo, adorabile folle che, tormentato dai suoi incubi, va alla deriva nella laguna veneta – vicende sottratte alla memoria, come il terribile massacro di nove frati tagliati a pezzi nel sedicesimo secolo sul Lago d’Iseo, e cronache della contemporaneità, Ambrogio Borsani riporta alla luce storie perse nei mari, nei laghi e nei fiumi d’Italia, dove su fondali di struggente bellezza calano a volte veli di seducenti malinconie.

12980429_1699958180275105_1564918263_nPer quale ragione «L’ho sposato, lettore mio» è una delle frasi più celebri e citate della letteratura inglese? La risposta, tutt’altro che ovvia, risiede nel capolavoro da cui è tratta: Jane Eyre (1847), la storia di un’orfana che, grazie alla sola intelligenza e caparbietà, riesce a convolare a nozze con il nobile signor Rochester. Per affermare il suo successo, e il cambiamento della propria condizione sociale, invece di dichiarare «mi ha sposata, lettore mio» – com’era da aspettarsi nella maschilista società vittoriana – Jane dice: «l’ho sposato, lettore mio». Una sfumatura nella forma verbale che ha lo scopo di rimarcare la coscienza femminile della protagonista, e quella dell’autrice Charlotte Brontë, e che si ergerà a manifesto, ispirazione e stimolo per tutte le scrittrici a venire.
Quando Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di raccontare una storia ispirata a quella celebre battuta, non l’ha fatto solo per festeggiare i duecento anni della nascita di Charlotte Brontë, ma anche per ridare significato a quelle parole, per renderle di nuovo vive e attuali nella società odierna.
«In alcuni racconti sono le nozze stesse a essere drammatiche, a causa di una dolorosa scheggia di vetro in Coppia mista di Linda Grant, o di un mutamento improvviso in Il matrimonio di mia madre di Tessa Hadley, o di un rapporto clandestino durante una cerimonia in Zambia, in Uomini doppi di Namwali Serpell, o di un incontro gotico nel fango della brughiera in Tenersi per mano di Joanna Briscoe», dice Chevalier.
In altri, come La prima volta che vidi il tuo viso di Emma Donoghue, la frase di Jane Eyre diventa il trampolino di lancio per viaggiare indietro nel tempo, fino alla Germania di fine Ottocento, dove Miss Hall e Mary Benson,la moglie dell’arcivescovo di Canterbury, si macchiano del peccato di un amore saffico. Se in Lo scambio Audrey Niffenegger colloca Jane nel mondo contemporaneo, in un paese dilaniato dalla guerra, la penna originale ed eccentrica di Helen Dunmore si diverte a raccontare Jane Eyre dal punto di vista della governante ingelosita, mentre Tracy Chevalier – con la maestria che l’ha resa una delle scrittrici più lette e amate d’Italia, «in grado di donare il soffio della vita al romanzo storico» (Independent) – dipinge la relazione sentimentale di una coppia male assortita, «come margherite e gladioli, come pizzo e cuoio».
Il risultato è una collezione di ventuno storie d’amore, diversissime per sensibilità, scrittura e intenzioni, che ruotano attorno a una medesima eroina dai mille volti: una donna determinata e coraggiosa, che combatte per vincere i pregiudizi e gli ostacoli della società. E che non ha paura di affermare la propria identità dicendo, a testa alta, con un sorriso affaticato ma fiero: io «l’ho sposato, lettore mio».

Ventuno storie per celebrare Charlotte Brontë e Jane Eyre. Racconti di: Tracy Chevalier, Tessa Hadley, Sarah Hall, Helen Dunmore, Kirsty Gunn, Joanna Briscoe, Jane Gardam, Emma Donoghue, Susan Hill, Francine Prose, Elif Shafak, Evie Wyld, Patricia Park, Salley Vickers, Nadifa Mohamed, Esther Freud, Linda Grant, Lionel Shriver, Audrey Niffenegger, Namwali Serpell, Elizabeth McCracken

13020399_1699958176941772_545215257_nAlla fine degli anni Novanta, New York è tappezzata di manifesti che raffigurano i quadri di Frida Kahlo. Un suo autoritratto viene venduto da Sotheby’s per oltre un milione e mezzo di dollari. A Hollywood si girano film sulla sua vita e i giornali di tutto il mondo la chiamano «la grande Frida» o «la regina di New York». Come se non bastasse, anche il mondo del glamour ne va pazzo: vengono stampate magliette, cartoline, poster con la sua immagine, abiti e gioielli che ne ricalcano lo stile.
Ma chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla ancora così tanto di lei? Nata nel 1910 a Coyoacan, in Messico, Frida sembra un personaggio uscito dalla penna di Gabriel García Márquez: piccola, fiera, sopravvissuta alla poliomielite a sei anni e a un brutto incidente stradale a diciotto che la lascerà invalida, con tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla morte. Nella vita privata e nella produzione artistica, Frida è combattuta tra due anime: il candore, da un lato, e la ferocia, dall’altro; la poeticità della natura contro la morte del corpo. La vita di Frida è un viaggio che affonda nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, in Bosch e Bruegel, ma che subisce prepotentemente il fascino degli uomini più potenti del suo secolo: come il muralista Diego Rivera (marito fedifrago che le rimarrà accanto fino alla fine) o Trockij (di cui diverrà l’amante) o Pablo Picasso (che un giorno, al cospetto del marito, disse: «né tu né io sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo»).
La biografia di Hayden Herrera – la massima esperta vivente di Frida – non è soltanto un’indagine poetica su una delle più grandi pittrici del Novecento. È soprattutto un libro di passione politica, d’amore, di sofferta ricerca artistica. Quella stessa sofferenza che porterà Frida a dipingere ossessivamente autoritratti spietati e nature  morte sensuali, quasi volesse, mettendole sulla tela, strapparsi di dosso le proprie cicatrici e vivere finalmente una vita libera dal passato e felice.

Da non perdere inoltre Belgravia, romanzo di Julian Fellowes, una storia in undici episodi pubblicati settimanalmente, secondo la tradizione dickensiana.

12988121_1699958183608438_1899773032_nIl primo episodio è scaricabile gratuitamente da tutti gli store on line e dal link diretto del sito della casa editrice Scarica il primo episodio_Neri Pozza

Durante il ballo dalla duchessa di Richmond, alla vigilia della battaglia di Waterloo, avviene l’incontro tra due famiglie. Da questo momento, le loro storie saranno accomunate da un segreto.
Belgravia è la storia di un segreto. Un segreto che si dipana dietro gli usci porticati delle più eleganti case londinesi. Gli aspetti di questo segreto verranno rivelati in puntate settimanali ricche di intrighi e finali vorticosi.
Ambientato intorno al 1840, quando all’alta società cominciava a mescolarsi l’emergente borghesia industriale, Belgravia è popolato da una variegata gamma di personaggi. La vicenda, però, ha inizio nel 1815, alla vigilia della battaglia di Waterloo. Durante l’ormai leggendaria serata danzante organizzata dalla duchessa di Richmond, la vita di una famiglia subisce un cambiamento radicale…

Potete consultare tutto il catalogo cliccando qui http://neripozza.it/

Buone letture

Isabella

HerStory #3 (Masami, Jane, Isabel)

‪#‎JeSuisAomameMasami‬

(青豆雅美) IQ84 di Haruki Murakami
La protagonista è una donna di 30 anni che esegue omicidi mirati per punire gli autori di brutali violenze contro donne. Il suo cognome significa “piselli verdi”. Figlia di genitori fedeli della setta religiosa Società dei Testimoni, ne è uscita a 11 anni ed è stata ripudiata.
By Giuseppe Pantò (scrittore)

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Jane Eyre – Charlotte Bronte by Isabella D’Amore

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