La storia del profumo

Foto di riserva libera di fiori, di vetro, di trasparente, di lussoUn profumo scelto con cura valorizza il nostro essere ed è proprio dal nostro essere che possiamo tornare indietro nel tempo, per scoprire come è nato. Perché la storia del profumo ha origini davvero antiche: dal latino fumum, che significa “attraverso il fumo”.
Il profumo ha da sempre numerose finalità: sacra (come poi derivante dalla sua nascita nei riti di imbalsamazione), di seduzione, di piacere, aristocratica, di identità e vitalità. Da tutto ciò possiamo davvero capire che è molto più che un vezzo e il fatto che esprima sul serio il nostro essere è una veridicità importante tramandata dai nostri avi.
L’Antico Egitto è il primo e indiscusso testimone dell’utilizzo del profumo, sempre presente nei templi e durante i rituali religiosi per purificare il corpo e la mente dei propri e cari defunti. Ma importante anche come potente arma di seduzione delle donne, dai tempi dei tempi e non solo… Pensate che i faraoni e le loro consorti utilizzavano il Kyphi, una fragranza composta anche da più di cinquanta essenze in grado di dare un senso di pace, favorendo il sonno e spazzando via le preoccupazioni quotidiane.
Tra i diversi ingredienti i più utilizzati erano il pistacchio, la menta, la cannella, il ginepro, l’incenso e la mirra che diventavano, così, anche preziosi profumi che i faraoni donavano ai sovrani alleati.

Chiara bottiglia di profumo su tessuto di pelliccia bianca
L’arte di miscelare gli aromi si diffuse anche in Occidente, in Grecia e a Roma. Fin dall’epoca Cretomicenea (1500 a.C.).
Ma fu in Oriente il vero commercio: la scoperta della distillazione dà il via al mercato dei profumi. E nonostante gli Arabi non siano gli inventori di questa tecnica, l’hanno comunque raffinata e diffusa.
Il primo profumo moderno in soluzione alcolica fu preparato in Ungheria nel 1370 da un monaco esperto di chimica. Il profumo, noto come Eau de Hongrie (Acqua Ungherese), era un estratto di rosmarino, timo e lavanda.
Nel Rinascimento l’arte della profumeria si sviluppò ulteriormente: la chimica sostituì definitivamente l’alchimia migliorando la distillazione e la qualità delle essenze e portando i profumieri del Rinascimento spagnoli e italiani a essere dei grandi profumieri.

Foto di riserva libera di vetro, bottiglia, contenitore, profumo
Nel 1600 nasce l’Acqua di Colonia. Secondo alcuni il suo “inventore” fu Gian Paolo Feminis, originario di Santa Maria Maggiore, cittadina della Val Vigezzo. In origine venditore ambulante, Feminis inventa e produce una sostanza che porterà davvero a cambiamenti significativi: l’Aqua Mirabilis (Acqua Mirabile, dicitura generica per indicare una categoria di acque contenenti sostanze differenti al loro interno).
Nell’Ottocento, poi, una scoperta rivoluziona ulteriormente il mondo dei profumi: la sintesi dell’urea ( ciclo metabolico presente negli organismi ureotelici (es. mammiferi) volto a trasformare l’ammoniaca (altamente tossica) in urea, affinché possa essere eliminata con le urine), ottenuta da Friedrich Wöhler nel 1828. Questa scoperta dà l’avvio alla chimica organica, contribuendo all’evoluzione della profumeria attraverso l’utilizzo degli aldeidi, elementi sintetici che aumentano all’infinito la possibilità di disporre di diverse profumazioni. Componenti naturali e prodotti di sintesi sono poi uniti a sostanze chiamate fissatori, che hanno il compito di “amalgamare” il profumo alla pelle. I fissatori hanno caratteristiche particolari, tra cui quelle di essere poco volatili, incolori, solubili nell’alcol e negli oli essenziali.
Nasce così la profumeria moderna.

Quattro bottiglie di vetro profumate assortite
Conosciamo qualche piccolo trucco o dettaglio su come acquistare la profumazione adatta a noi.
Per prima cosa è importante sapere che vi sono tre diversi tipi di profumazioni:

  • Gli Eau de parfum, profumi creati dalle grandi firme che sono dei veri e propri gioielli, sia nella loro preparazione che per le boccette finemente lavorate che li contengono. Le loro fragranze sono decisamente forti, particolari e indimenticabili a tal punto da diventare dei veri e propri must. Sono adatti a ogni età: dalle profumazioni fresche e fruttate, a quelle più forti e decise. La scelta giusta sta solo nella propria personalità. Affidarsi al nostro gusto personale risulta certamente la scelta giusta.
  • Gli Eau de toilette, invece, sono profumazioni sicuramente meno forti e decise. A differenza dei profumi creati dalle grandi firme, la loro fragranza si disperde nel tempo e sulla nostra pelle, durante il passare delle ore, sarà sempre meno accentuata. Io li trovo alleati perfetti durante l’estate, in quanto danno alla pelle un vero e proprio senso di freschezza.
  • L’Acqua di colonia, a differenza dei primi due, è usata principalmente dagli uomini e, solitamente, ha una fragranza più muschiata e legnosa. Anche se negli ultimi anni è tanto apprezzata anche dalle donne, in quanto spesso pensata per entrambi. Una sorta di profumazione unisex perfetta in tutte le stagioni, proprio come i profumi delle grandi firme.
    Spesso si parla del PH della pelle, di come un profumo, lo stesso profumo, possa risultare differente da una persona a un’altra. In verità questo mito è stato un pochino sfatato: ciò che davvero fa sì che la stessa profumazione cambi un po’ è la levigatezza della pelle. Se tendiamo ad avere la pelle un po’ più secca anche il profumo più deciso può risultare differente in quanto non viene ben assorbito. Invece su una pelle più liscia e morbida l’effetto sarà molto più intenso e duraturo.

Quale profumazione vi rappresenta di più?

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Coco Chanel by Megan Hess

 

51cqih0nfdl-_sx335_bo1204203200_Gabrielle «Coco» Chanel è la donna che ci ha liberate di tanti tabù riguardanti non solo il nostro modo di vestire ma anche di pensare. Perché le rivoluzioni, a volte, passano dall’abbigliamento. Pensate al movimento hippie, per esempio, e potremmo andare avanti all’infinito, includendo nel nostro excursus storico anche Cleopatra, Veronica Franco, Maria Antonietta, la contessa di Castiglione e così via.

Le origini di Coco sono avvolte nel mistero, lei non ne parlava mai. Nacque povera, rimase orfana della mamma e crebbe in un orfanotrofio nella Francia rurale di fine Ottocento. Determinata ad affrontare la vita da protagonista, esordì con una minuscola boutique di modisteria a Parigi, e la trasformò in un brand di fama internazionale. Quanto basta per creare una leggenda. Il volume Coco Chanel. Un’icona di stile (Mondadori Electa, 2016) scritto e illustrato dall’australiana Megan Hess racconta la vita, i luoghi, gli amori, le intuizioni e i capricci di una donna che ha osato rompere gli schemi, rivoluzionando il guardaroba femminile. I suoi cappelli, il tailleur declinato in infinite varianti, il tubino nero, pochi colori elegantemente combinati – bianco, nero, beige, oro, rosso – e poi il profumo Chanel N°5, la bigiotteria, la borsa 2.55 matelassé, la classica décolleté bicolore: accessori diventati icone che hanno conquistato le donne di Parigi e di tutto il mondo. E infine lei, Mademoiselle Coco Chanel. La sua vita, il suo stile, la sua innata eleganza fatta di sobrietà e rigore.

Megan Hess è un’illustratrice doc, nota a livello internazionale e con all’attivo collaborazioni con Chanel, Dior, Prada, Cartier, Montblanc e Tiffany. In tre capitoli la Hess illustra la vita di Coco: dall’infanzia alla nascita del suo stile ribelle e raffinato che ha portato alla nascita dell’impero commerciale dominato dalla doppia C. Ma racconta anche la nascita dei classici che hanno fatto la storia della moda: le perle, la petite robe noir (o little balck dress, se preferite), i tailleur in tweed e le borse matelassé. Megan è tra l’altro anche l’illustratrice ufficiale di Bloomingdale, nonché autrice delle cover di Sex and the City di Candace Bushnell. Ha collaborato anche con Michelle Obama e Gwyneth Paltrow. Questo su Coco Chanel è il suo terzo libro, che segue Fashion House e The Dress.

Per leggere l’intero articolo cliccate su: Cindy Style – Coco Chanel by Megan Hess – C. Giorgio

Se volete sfogliare il libro online, cliccate sul link:

 

 

Cinzia Giorgio