Libri, amori e segreti – Aprile

Siamo arrivati all’uscita di aprile e alla riunione mensile del club del libro che questa volta si tiene nell’immensa casa affacciata sul mare di Serena, o meglio nella sua orangerie.

Lo scenario è incantevole e sembra sprigionare il suo fascino conturbante anche sulla serata, avvolgendola di profumi e romanticherie. Il libro preso in esame è un vero e proprio classico della letteratura, Jane Eyre, con la quale Serena sente subito di avere delle inspiegabili affinità, non così evidenti. In questa occasione, infatti, la trasposizione di personaggi e storia del romanzo non può essere automatica e priva di adattamenti avvenendo in tempi e circostanze moderni. Ma Della Parker ci ha abituato a felici esperimenti in questo senso che ci portano a ritrovare in Serena, non una giovane orfana vessata da zii e cugini ma comunque una figlia ignorata da genitori e sorelle anaffettivi, impegnata anche lei in un certo senso nell’insegnamento in quanto preside di una scuola, e un Mr Rochester che per assonanza diventa Mr Winchester e non nasconde in soffitta la moglie, peraltro problematica, dalla quale si sta separando in modo piuttosto tumultuoso.

In questa affatto idilliaca situazione, la lettura del romanzo di Charlotte Bronte con la sua carica di passione e sconvolgimento, incide a livello emozionale: la complicata realtà quotidiana con i suoi imprevisti, le inaspettate tragedie, i drammi improvvisi, si scontra con il sogno di essere un’eroina del diciannovesimo secolo.

Il fatto è che nei momenti difficili e concreti della vita sono molto più efficaci le premure vere di un gruppo di amiche affettuose e solidali e il calore di un timido sentimento nascente da cui farsi convincere e circondare, ma come questo avverrà è tutto da scoprire tra Libri, amori e segreti.

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I benefici dei sali da bagno!

Hai mai usato i sali da bagno?

Forse non conoscete i loro benefici…

I sali da bagno sono prodotti cosmetici utili quando vogliamo trovare un particolare beneficio da un bagno rilassante.

Un bel bagno caldo aiuta a eliminare le tensioni accumulate durante la giornata ma non solo particolari tipi di sali detergono la pelle in profondità.

I sali da bagno possono essere inseriti nella propria beauty routine quotidiana.

Utilizzando i sali di Epsom e gli olii essenziali estratti dalle scorze di agrumi la pelle avrà un beneficio drenante.

Se siete particolarmente stressati provate ad immergervi in vasca con sale integrale con aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di lavanda e rosmarino.

In questo periodo chi soffre di allergie primaverili consiglio di provare di aggiungere sale integrale e olii di eucalipto, pino, o rosmarino.

Se volete dare sollievo ai vostri piedi effettuate un pediluvio con acqua calda e sali che aiuteranno ad ammorbidire la pelle evitando la formazione di duroni.

A tu per tu con Fabio Iuliano

Fabio Iuliano, docente di lingue straniere, blogger e giornalista che nel 2007 ha vinto il premio Polidoro, dopo la pubblicazione, nel 2016, del suo saggio New York, Andalusia del cemento, torna in libreria con un nuovo romanzo, tutto da leggere e scoprire: Lithium 48.

Ma iniziamo da te: chi è Fabio Iuliano e come ti sei avvicinato alla letteratura a tal punto da diventare uno scrittore?

Sono abituato a dare il giusto valore alle etichette e prima di fregiarmi del titolo di scrittore ce ne vorrà. Scherzi a parte, il percorso verso la scrittura creativa passa per anni di praticantato come giornalista, fino al tesserino da professionista conseguito alla fine del 2010. Ho scritto per Ansa, Eurosport, Canal + e scrivo ancora per il Centro, il quotidiano della mia terra di origine l’Abruzzo, raccontando tutte le fasi del terremoto che la notte del 6 aprile 2009 ha colpito la mia città. Ho fatto dei reportage sull’immigrazione in Italia, in Romania e in Marocco e ho girato un po’ al seguito di eventi sportivi. Mi piace raccontare storie: ecco, uno dei modi in cui mi piace definirmi è aspirante storyteller. Questo sì.

Parliamo del tuo romanzo: perché il titolo Lithium 48?

Il titolo contiene un triplice significato. Vuole essere un riferimento più o meno diretto all’elemento chimico che viene utilizzato in farmacia come stabilizzatore umorale. Quello che racconto è un viaggio tra paura e desiderio che produce sbalzi di umori. Ma il litio è anche uno degli elementi chiave della tecnologia digitale. Parlo di tutti quei dispositivi che sono entrati a far parte della nostra vita e si propongono quasi come estensione delle nostre facoltà. Infine, Lithium è un omaggio a uno dei pezzi più celebri dei Nirvana, una delle cult band degli anni Novanta. Il numero 48, invece, è legato alle ore che scandiscono la storia, in una ricostruzione in countdown.

Qual è stata l’ispirazione per questo romanzo?

Racconto una storia vera relativa a un periodo in cui lavoravo a Parigi. Il protagonista è un mio coetaneo, originario, tra l’altro dalle mie parti. Era ossessionato dall’essere seguito dalle telecamere, al punto di combinare un macello dietro l’altro. Però, al di là delle annotazioni da cronista, la vicenda di questo giovane mi ha coinvolto parecchio, in quanto mi sono reso conto che le sue nevrosi individuali erano solo un’esasperazione delle nevrosi che ciascuno di noi vive, più o meno in maniera manifesta.

Quanto c’è di Fabio Iuliano nel protagonista?

Tanto. Anche perché, per proteggere la vera identità di Simone – il nome usato nel romanzo è di fantasia -, l’ho rivestito di tanti piccoli e grandi aspetti che mi appartengono, dai ricordi di infanzia ai miei gusti musicali. Ho regalato a Simone anche i miei cartoni animati preferiti.

Tutto il libro è pervaso dalle ansie e le paure di Simone, dal suo continuo fuggire. Da cosa derivano?

L’ossessione, come dicevo, è quella di essere inseguito dalle telecamere. Notte e giorno. Sette giorni su sette. Come un reality portato avanti senza soluzione di continuità. Ma dietro questa parodia del Truman show c’è un viaggio spazio temporale attraverso suggestioni e immagini talvolta fugaci ma incredibilmente nitide, reali. Ossessioni individuali e collettive. La vicenda è ambientata a Parigi nell’aprile del 2002, in un momento in cui l’occidente si è lasciato alle spalle la paura del Millennium bug. In un momento in cui l’attentato alle Twin Towers aveva iniziato a produrre una scia senza precedenti, condizionando reazioni, pensieri e comportamenti di milioni di persone. Simone compie anche un viaggio all’interno della geografia del desiderio: viviamo in una società complessa e il nostro sentirci inadeguati ci porta a desiderare, a volere. E questo ci crea uno scompenso tale da renderci volubili e vulnerabili in un momento in cui tutto, o quasi, diviene un prodotto, una merce, anche noi stessi. Dal desiderio si passa alla paura, perché sono due facce della stessa medaglia, sono due fuochi: vanno domati altrimenti si corre il rischio di rimanere in balia dell’uno o dell’altro.

Nirvana, Doors e Pearl Jam sono la colonna sonora del libro: da cosa nasce questa fusione tra musica e letteratura?

Sono legato visceralmente a questa musica. Sono arrivato al sound dei Pearl Jam, che tornerò a seguire dal vivo in estate a Roma e Barcellona, passando per i versi di Jim Morrison e i power chords di Kurt Cobain. Simone è un blogger esperto di musica ed è musicista a sua volta. Anche io mi diletto a scrivere e suonare dal vivo le mie canzoni e suono in una band alternative rock. I testi delle canzoni a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila hanno raccontato con efficacia le contraddizioni del tempo. Così come le liriche di Bob Dylan hanno influenzato l’arte contemporanea molto meglio di tanti scrittori di rilievo. Il ritmo del racconto è influenzato dalla musica.

Hai due pubblicazioni, un saggio e un romanzo: cos’è cambiato tra New York, Andalusia del cemento e Lithium 48?

Il primo è un saggio. Scritto con tutta la libertà di questo mondo, ma pur sempre un saggio che ripercorre quelli che è stato il mio percorso di studi all’università, sulle orme di Federico Garcia Lorca. Anche in questo caso, parliamo di un viaggio in musica, dalla terra del flamenco alle strade del jazz. Anche in questo caso è pubblicato da Aurora edizioni (www.aurora.com)

Quali sono i prossimi progetti?

Nessun altro libro all’orizzonte. Sto continuando a scrivere articoli, dare lezioni di lingua e letteratura. Non manca qualche concertino e, perché no, qualche gara di triathlon. Un po’ di sport fa bene all’anima.

Gli abbracci oscuri di Julia Montejo

Come può cambiare una vita in una sola sera? Quanto può essere rivoluzionata l’esistenza tranquilla che Virginia aveva scelto per sé? Non una vita noiosa, ma tranquilla, stabile, fatta del marito fantastico, di due figlie che l’adorano e di un nuovo entusiasmante progetto lavorativo che le tiene occupata la testa e che le riempie le giornate. Cosa può desiderare di più una donna dopo aver passato la sua giovinezza all’insegna dell’avventura? Ma la vita ha un sadico senso dell’umorismo da parte del destino che, beffardo, una sera le presenta Daniel. Daniel, enigmatico e affascinante. Daniel, l’uomo impossibile da dimenticare. Daniel come il passato che ritorno, che le ricorda la sua infanzia e la sua giovinezza. E Virginia che, da quella sera, non riesce più a sentirsi soddisfatta come prima della sua vita, a nascondere la polvere sotto il tappeto e a mostrare il meglio di sé anche davanti alla sua famiglia. Il passato che ritorna, prepotente e che trascina la protagonista davanti a quel bivio, a quel punto di non ritorno che cambia la sua vita nella più profonda interezza.

Con Gli abbracci oscuri, Julia Montejo torna in libreria con un nuovo, appassionante romanzo, degno di essere letto tutto d’un fiato. Grazie allo stile scorrevole, alla bellezza della trama e al fascino dei personaggi, veniamo catapultati tra quelle pagine, tra quelle parole che narrano una vita perfetta, desiderata da tutti, senza problemi, senza preoccupazioni; una vita così perfetta che chiunque, cogliendo l’occasione, cambierebbe.

Perché la perfezione, ad un certo punto, stanca e quel piccolo brivido è sempre preferibile alla costante, piccola ombra di desiderio, di altro che si nasconde nel profondo degli occhi, nel profondo dell’anima.

Tom Riley. I miei demoni leonardeschi

 

L’attore britannico Tom Riley racconta del suo ruolo nella serie televisiva Da Vinci’s Demonsin cui interpreta il giovane – e insospettabilmente sexy – Leonardo da Vinci.

Nato a Maidstone – nella regione del Kent in Inghilterra – il 5 aprile del 1981, Tom Riley è un attore versatile e camaleontico. Si è dedicato alla recitazione fin dall’età di quattro anni, nel periodo scolastico aveva già scritto e diretto alcune opere teatrali. Dopo la laurea in letteratura inglese a Birmingham nel 2002 si è specializzato in recitazione alla London Academy of Music and Dramatic Art. Ha recitato poi in film come Happy Ever Afters (Indovina chi sposa Sally,2009), per la regia di Stephen Burke, ed ha anche partecipato a importanti produzioni televisive soprattutto britanniche (Miss Marple, Poirot, Doctor Who, per citarne alcune).

In Italia Tom è conosciuto per il ruolo di Leonardo da Vinci nella serie britannico-statunitenseDa Vinci’s Demons, scritta e ideata da David S. Goyer, già autore di Batman BeginsIl Cavaliere Oscuro. Trasmessa sul canale Starz dalla primavera del 2013 la serie si è da poco conclusa. Ne sono state fate solo tre stagioni e i fan di tutto il mondo chiedono a gran voce che riprendano i lavori per un’eventuale quarta serie. Tom appare piuttosto scettico riguardo alla possibilità che vi sia un prosieguo, ma è commosso per l’affetto che i fan hanno dimostrato fin dalla prima puntata.

La serie ha per protagonista il genio del Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci, e segue la sua vita, romanzando fantasiosamente su eventi della sua gioventù, che sarebbero rimasti ignoti fino ai giorni nostri.

Il casting era cominciato già nel gennaio del 2012, quando Tom Riley venne selezionato tra molti attori per la sua impressionante somiglianza con il genio rinascimentale. Per sceglierlo, pare che si siano basati sul famoso autoritratto leonardesco, ovvero il disegno a sanguigna su carta, databile 1515 circa, e conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Sembra che i produttori abbiano chiesto ai loro grafici un ringiovanimento dell’autoritratto torinese e che ne sia uscito un uomo molto somigliante all’attore inglese. Insomma, un’operazione fatta con tutti i crismi. Tra gli altri attori figurano anche Laura Haddock, che interpreta Lucrezia Donati – amante ufficiale di Lorenzo il Magnifico, che si concede più di una scappatella con il nostro Leonardo – e Lara Pulver, la bellissima Clarice Orsini, moglie di Lorenzo. Grande intesa sul set tra Riley e Gregg Chillin, interprete del fedele amico Zoroastro. Notevole anche la colonna sonora, composta da Bear McCreary, autore delle colonne sonore per le serie televisive Battlestar Galacticae The Walking Dead.

“Il mio Leonardo da Vinci”, dice Tom Riley, “è un personaggio moderno, insolente ma brillante. È un artista, un inventore, uno spadaccino, un amante focoso e un inguaribile idealista che ha una gran voglia di imparare e di scoprire il mondo”. A fargli da guida è un personaggio enigmatico, chiamato il Turco, che gli rivela l’esistenza di un misterioso testo esoterico, il “Libro delle Lamine”, che potrebbe condurlo a ritrovare la madre, Caterina oltre l’Atlantico.

Tom ammette di aver voluto dare al suo Leonardo un pizzico di spavalderia, pur sapendo che poteva essere criticato. L’idea, continua, era di far capire al pubblico che Leonardo era un genio, sì, ma “figo”, al quale non importava nulla delle convenzioni perché sapeva il fatto suo. Il mix che ne esce è una sorta di genio-sexy-ninja, poco fedele alla nostra idea di Leonardo. Gli storici dell’arte avrebbero arricciato i nasi e di questo Tom ne era ben consapevole quando aveva letto il copione. Tuttavia, secondo lui, la potenza del genio rinascimentale avrebbe messo tutto in secondo piano.

“Desidero ringraziare tutti i fan della serie tv, senza di loro, senza il loro supporto, tutto questo non sarebbe stato possibile. Siete meravigliosi, è un onore avervi come parte integrante della storia di Da Vinci’s Demons”, dice sorridendo. E ha ragione: la serie è stata un vero successo che rende incomprensibile la sua cancellazione.

Da Vinci’s Demonsè una serie fatta molto bene dal punto di vista tecnico e la si deve vedere sotto l’ottica non di una serie storica, assicura Riley, ma di una sorta di possibile alternativa alla storia ufficiale. Solo così si può arrivare ad amarla.

Leonardo seduttore, poi, a noi italiani fa pensare che se lo siano inventato di sana pianta per fare audience tra i giovani che amano Assassin’s Creede Game of Thornes: le abitudini sessuali dell’artista sono poco note e ci dicono più che altro che avesse tendenze omosessuali. I produttori, Goyer e lo stesso Riley scrollano le spalle: è evidente per loro quanto Leonardo amasse la vita e il sesso. E se lo dicono loro…

 

 

Il giardino di Amelia

Il giardino di Amelia, è un libro che affronta temi politici e sociali.
Ambientato in Cile negli anni ottanta sotto la dittatura spietata di Pinochet, il romanzo si avvia da un evento reale per regalare al lettore una profonda storia di tenera amicizia.

Miguel Flores, un giovane sovversivo, viene confinato in un posto sperduto vicino Santiago. Tra grandi colline, cactus e terra arida, si estende come un piccolo Eden, una valle isolata, dove all’interno della Novena vive Amelia. La vita da confinato nella baracca del Pimiento, trascorre per Miguel in solitudine, la sua unica compagnia è la lucertola Lisandra. A salvarlo da questa difficile situazione e a tendergli la mano è Amelia.

Inizialmente Miguel non ha molta simpatia per Amelia, ai suoi occhi una nemica latifondista può essere solo una fascista! Amelia, invece, è solo una proprietaria terriera, che possiede una biblioteca immensa dove i libri sembrano vivi, che tratta con riguardo Miguel.

Sarebbe stata una comunista fantastica, lei! Peccato che abbia terre, antenati illustri e tutta quella roba lí”
Tra i due, riga dopo riga, nasce una tenera amicizia, basata sul rispetto reciproco, e attraverso la lettura il rapporto diventa più intimo, infatti attraverso il “palazzo della memoria” di dispiegano vecchi ricordi che ormai erano stati riposti in un luogo nascosto della memoria.
Non solo mi sta simpatica, mi sto affezionando a lei. Non era mica nei programmi”
All’interno dei libri di Amelia, Miguel incontra le sottolineature e le annotazioni che saranno degli spunti di riflessione e che lo aiuteranno ad affrontare le avversità della vita.

Non tutto però è come sembra, Miguel non è quello che Amelia si aspetta.

Attraverso una scrittura introspettiva, l’autrice ci racconta una storia commuovente e ricca di vivide descrizioni sulla natura, tanto da far sentire il lettore parte di quell’ambiente stimolandone la percezione dei cinque sensi.
[…] la luce a poco a poco trascolorava sopra la chioma degli alberi, e il modo con cui calava il silenzio è tutto rimaneva immobile, come se fosse il sole a far muovere la campagna di giorno, e il modo con cui ogni suono svaniva lasciando solo il latrare dei cani, qualche volta l’eco del vento”.

Buona lettura

Antonella Maffione

Il genio di Stanley Kubrick

Autoscatto del giovane Stanley Kubrick nel 1949

Stanley Kubrick è considerato uno dei più grandi e geniali cineasti della storia del cinema, candidato tredici volte al Premio Oscar, e vincitore  solo nel 1969 per gli effetti speciali di 2001 Odissea nello spazio.

Le sue riprese rivoluzionarie nel campo cinematografico sono ben note alla maggior parte del pubblico: come non ricordare la scena del piccolo Danny sul  triciclo lungo i labirinti dell’Overlook Hotel nel thriller Shining , che terrorizza ancor oggi a distanza di quasi quarant’anni dalla sua uscita; o il colorito discorso iniziale del Sergente Hartman in Full Metal Jacket?

Ma una cosa che non tutti sanno è che il noto regista americano, naturalizzato britannico, nasce come fotografo.

Che strano il destino. Come successe a Elvis Presley, che ricevette in dono una chitarra  al posto della tanto sognata  bicicletta, al piccolo Stanley, introverso e mai a suo agio con i bambini della scuola altoborghese, a 13 anni gli fu regalata una macchina fotografica.

La sua carriera iniziò con la straordinaria foto di un edicolante rattristato della notizia della morte del Presidente  Roosvelt, che vendette alla nota rivista Look.

Il passo per lanciarsi in quel meraviglioso mondo di immagini fu breve e così iniziò  gli studi artistici di fotografia che però gli rallenteranno parecchio il percorso scolastico.

Grazie ai soldi che guadagnava lavorando come uno dei più giovani fotoreporter di New York  ebbe modo, a soli diciannove anni, di trascorre diverse sere della settimana nella sala di proiezione del Museo of Modern Art (MoMA) a guardare vecchi film e, dopo quattro anni di studio all’accademia di arte cinematografica, si dedicherà ai suoi primi cortometraggi che lo porteranno a essere il grande regista da tutti conosciuto.

In giro per il mondo spesso e volentieri oggi vengono allestite mostre fotografiche di Stanley Kubrick, come è avvenuto a Palazzo Ducale a Genova nel 2013. Sono foto che che coprono il lustro che va dal 1945 al 1950 e che rappresentano scene di vita quotidiana nella “Grande Mela”  stampate direttamente dal Museo della città di New York che ne custodisce un patrimonio di oltre ventimila negativi.

Claude del Gaiso

 

 

 

 

Coltiva la bellezza dentro e fuori

Essere belli, piacevoli, ammirati è un desiderio ambito da molti. La bellezza è l’insieme delle qualità percepite dai cinque sensi che creano sensazioni piacevoli. La bellezza si divide in due categorie: interiore e esteriore. A volte capita di non apparire come ci si sente dentro, spesso siamo insoddisfatti della nostra immagine e quei piccoli inestetismi che ci contraddistinguono diventano difetti, dinanzi ai nostri occhi. E allora come si fa a migliorare la propria immagine e sentirsi adeguati in questa società? Prima di tutto bisogna aver cura di sé! Coltivare la propria interiorità ci permette di avere una visione diversa del mondo. Rispettando i propri principi, osservando le proprie azioni e confrontandosi con gli altri si può imparare tanto. Nutrire la mente leggendo buoni libri. Avere uno stile vita sano. Passeggiare all’aria aperta in un bosco o in riva al mare almeno una volta a settimana libera il nostro corpo dallo smog facendo apparire la pelle del viso più luminosa. Riposare almeno otto ore a notte. Bere tanta acqua, e mangiare frutta e verdura ogni giorno aiuta a eliminare i liquidi in eccesso e ad avere una pelle ben idratata. Avere una buona igiene. Insomma volersi bene ci spinge ad avere un immagine piacevole. Spesso si pensa che bastino un po’ di trucco e un taglio di capelli per apparire belle, la bellezza è un processo interiore che va alimentato costantemente.

Debora Mayfair e il suo Cuore di Neve

Una copertina meravigliosa, un titolo misterioso e una trama che lascia intendere qualcosa di inaspettato fanno, del libro di Debora Mayfair, un mix perfetto per chi ama la mitologia nordica.

Lui ha me, io ho lui, e questo ci basta.
Siamo alla pari e con lui mi sento al sicuro.
Lo amo.

Bianca è nel limbo. La sua vita è fatta di ricordi vaghi che non le permettono di vivere con piena consapevolezza il suo presente. Perché Bianca è una Regina degli Spiriti e gli Incubi sono disposti a tutto per farla diventare una di loro e rubarle i ricordi e il suo cuore. Ma il vero motivo qual è? La vita di Bianca è veramente in pericolo?
Al suo fianco il suo Cacciatore, Teo, disposto a sacrificare la sua stessa vita per tenerla al sicuro e il suo ex ragazzo, Hallbjörn, tornato dopo anni di assenza.

Il mio scopo è quello di creare qualcosa che mi faccia cadere in uno stato simile al coma, così da poter proteggere la mia Regina nei sogni per tutto il tempo che mi rimane.
Se lei non si ricorda di noi, se non possiamo stare assieme, non ha senso vivere.

L’autrice ci trasporta in un mondo di fantasia con protagonisti ben delineati. Una storia che ha il sapore del mistero che affascina dalla prima all’ultima pagina.
L’alternanza di capitoli dai vari punti di vista scritti in prima persona rendono la lettura più ampia, in grado di raccontare qualcosa che è solo agli inizi. Perché forse l’unica pecca del romanzo è proprio questa: siamo solo all’inizio e il Ragnarök è ormai alle porte. Cosa succederà? Io non vedo l’ora di leggere il seguito. E voi…Cosa state aspettando?

Pubblicazione Dark Zone
Dicembre 2017
Disponibile in cartaceo (14.90 €) e in ebook (2.99 €)

All’ombra di Julius #anteprima

Londra, anni Sessanta. Sono trascorsi vent’anni da quando Julius è venuto a mancare, ma il suo ultimo gesto eroico ha lasciato un segno indelebile nelle vite di chi gli era vicino. Emma, la figlia minore, ventisette anni, lavora nella casa editrice di famiglia e non mostra alcun interesse verso il matrimonio. Al contrario, Cressida, la maggiore, è troppo occupata a struggersi a causa dei suoi amanti, spesso uomini sposati, per concentrarsi sulla carriera di pianista. Nel frattempo Esme, la vedova di Julius, ancora attraente alla soglia dei sessant’anni, rifugge la solitudine perdendosi nella routine domestica della sua bellissima casa color rosa pesca. E poi c’è Felix, ex amante di Esme e suo unico vero amore, che l’ha lasciata quando il marito è scomparso e torna in scena dopo vent’anni di assenza. E infine Dan, un estraneo. Le tre donne e i due uomini, legati da un filo che solca presente e passato, si ritrovano a trascorrere un fine settimana tutti insieme in campagna: caratteri e personalità, segreti e lati nascosti, emergeranno attimo dopo attimo in queste giornate intense, disastrose e rivelatrici, sulle quali incombe, prepotente, l’ombra di Julius.

Elizabeth Jane Howard, come ho spesso scritto, può essere considerata, con ogni suo romanzo, un vero classico moderno (per approfondire trovate un mio articolo sul numero di Marzo di Pink Magazine Italia).

All’ombra di Julius è un romanzo corale, che si snoda in un breve periodo di tempo, ma che si articola, tratto identificativo dello stile narrativo della scrittrice, attraverso l’evoluzione di un gruppo di personaggi.

Sappiamo tutto di loro, ne conosciamo le fattezze, il passato e il presente, aspirazioni e debolezze, ma soprattutto il loro modo di vivere le relazioni.

I personaggi femminili sono sempre al centro della storia e raccontano non solo di se stesse, ma anche della biografia dell’autrice; c’è un po’ di lei in ognuna di loro.

Le donne sono complicate solo in superficie, una specie di facciata; nel profondo sono creature elementari. Il trucco è fare in modo che non se ne accorgano mai.

Julius è l’assenza ingombrante, con la sua mancanza ha come creato un cumulo di macerie più che lasciare un vuoto.

Ciascuno dei protagonisti dovrà fare i conti non solo con le proprie insicurezze, ma soprattutto con le proprie questioni irrisolte che inevitabilmente li legano vicendevolmente anche in modo inaspettato e doloroso.

Le cose ti succedono davvero solo quando cominci a rendertene conto

Perché leggere questo romanzo?

Noi lettori siamo sempre alla ricerca di un libro che ci coinvolga e sconvolga, che sappia meritarsi un posto nel nostro cuore e nella nostra mente, che non rimanga a prendere polvere sulla libreria, ma che abbia un posto d’onore. I protagonisti delle narrazioni della Howard, grazie alla sua inimitabile arte del racconto e della descrizione, sanno diventare “famiglia” per il lettore che li adotta per sempre.

“Quella mattina poteva scegliere tra un bruttissimo romanzo d’amore che parlava di aztechi, il resoconto di una traversata del Sahara a bordo di un taxi londinese (un polpettone scritto coi piedi che la faceva sbadigliare solo al pensiero) e le meditazioni di un fosco giovanotto che viveva una vita di tale autoimposta libertà che di fatto non gli succedeva mai niente, circostanza di cui si doleva almeno una volta per pagina. E lì dove aveva preso queste tre perle, ve ne erano molte altre in paziente attesa. Oh, datemi da leggere qualcosa di buono!, pensò. Uno, un solo scrittore la cui abilità sia pari all’impegno, e che non si nutra solamente dell’esperienza degli altri…”

Per noi lettori appassionati, la fine della saga dei Cazalet, era stata un “trauma letterario”, ma per fortuna Fazi Editore ci ha regalato questo capolavoro precedente della scrittrice, che insieme a Il lungo sguardo e alla biografia a lei dedicata ci ha permesso di conoscere in profondità stile narrativo e storia personale di Elizabeth Jane Howard.

In occasione dell’uscita di oggi di questo romanzo, potete approfittare di una super promozione: acquistando due libri dell’autrice, editi Fazi, potrete avere in omaggio la shopper con la cover di questo ultimo capolavoro.

Per tutte le informazioni cliccate qui Fazi promozioni

Buona lettura e se volete saperne di più seguiteci oggi a colpi di tweet.