Delitto di una notte buia

Questo romanzo breve fu pubblicato per la prima volta nella rivista di Charles DickensAll the Year Round.

Al titolo originale A (Dark) Night’s Work la parola “dark” fu aggiunta da Dickens contro i desideri di Gaskell. Dickens riteneva che il titolo modificato fosse più impressionante, non era la prima volta che i due avevano idee diverse sulle politiche editoriali. Lui era più attento alle esigenze del marketing, piuttosto che a quelle letterarie della sua collaboratrice. Allo stesso modo ebbero disaccordi sul ritmo e metodo seguiti da Gaskell, perché secondo Dickens non suscitavano e mantenevano desta a sufficienza l’aspettativa del pubblico di lettori.

Gaskell è concentrata, secondo lo stile che la contraddistingue, sul dramma umano e quindi sull’approfondimento psicologico dei caratteri e dell’animo dei personaggi, ma qui anche l’intreccio della storia è complesso e strutturato e il ritmo avvincente.

La storia parla dell’avvocato Edward Wilkin che avendo ricevuto un’istruzione di alto livello, si sente in diritto di frequentare ambienti superiori alla sua posizione sociale. È un uomo che beve e spende molto e le sue debolezze si riflettono sul suo lavoro, tanto da costringerlo ad assumere un socio -un uomo sgradevole di nome Mr Dunster. Una notte nel pieno di una lite furibonda, Edward colpisce a morte il socio. La figlia Ellinor e un fidato domestico, Dixon, lo aiutano a seppellire il corpo in giardino. Ma è il personaggio di Ellinor, prostrato dal senso di colpa, a muovere gli ingranaggi della storia diventando personaggio di primo piano.

Elizabeth Gaskell offre al lettore il ritratto di un’anima tormentata dal vizio e dal senso di inadeguatezza, che scivola drammaticamente nell’abuso di alcol; il racconto di un assassinio, in cui è labilissimo il confine tra le diverse responsabilità di chi è coinvolto; lo studio del senso di colpa; la disamina degli effetti dell’orgoglio e dell’ambizione sui rapporti personali; l’interrogativo -a tratti sconcertante- a proposito della natura della verità.

In questo racconto ritroviamo sia i tratti tipici della scrittura della Gaskell, sia un’interessante analisi dei temi “oscuri” e straordinariamente moderni. L’opera è diretta a criticare nemmeno troppo velatamente la discriminazione di classe e la concezione materialistica della vita. I fatti drammatici narrati ammoniscono sulla gravità degli effetti negativi di una cattiva e deleteria condotta.

L’anno 1863 fu particolarmente prolifero per Gaskell perché fu l’anno anche di Gli innamorati di Sylvia, e di altri racconti (tra cui anche Mia cugina Phillis). La varietà di temi e ambientazione dimostrano sia la sua versatilità sia la capacità di sperimentazione. I luoghi di Delitto di una notte buia sono molto lontani dalla costa occidentale e da Whitby; qui il contesto del racconto, dal punto di vista strettamente geografico, è il Cheshire. Il riferimento a Chester è abbastanza esplicito, mentre il personaggio come Ellinor deve, in parte, la sua creazione ad alcune suggestioni personali e anche ad alcune modellizzazioni letterarie di cui Gaskell era esperta conoscitrice.

Quando si inizia un progetto è fondamentale portarlo avanti e coltivarlo, se possibile, con sempre maggiore dedizione. In questa direzione si colloca la presente pubblicazione delle Edizioni Croce che con essa aggiungono un altro tassello alla già lunga lista delle opere di Elizabeth Gaskell riportate alla luce:

Bran e altre poesie

I fratellastri

La casa nella brughiera

Mary Barton – Racconto di vita a Manchester

Racconti

Delitto di una notte buia allora illumina, a dispetto di quell’indicazione di genere “dark”, la preziosa opera di promozione della conoscenza e valorizzazione in italiano di Elizabeth Gaskell, squisita signora e scrittrice inglese, delicata e appassionata al contempo, attraverso un esemplare che acquista pregio da se stesso e dalle firme che lo corredano.

La traduzione

La traduzione è stata affidata alle competenze di Mara Barbuni che si occupa di scrittura femminile dell’Ottocento e in modo particolare di Elizabeth Gaskell: ha recentemente tradotto i romanzi Gli innamorati di Sylvia e Mogli e figlie (mai apparsi prima in italiano), cura il sito intitolato alla scrittrice: https://elizabethgaskell.jimdo.com/.

L’introduzione

L’introduzione è a cura del massimo esperto italiano in materia: l’esimio prof. Francesco Marroni, Vice Presidente della Gaskell Society, professore di Letteratura Inglese e di Storia del Teatro inglese presso l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti e Pescara, direttore delle riviste Merope e RSV. Rivista di Studi Vittoriani e del Centro Universitario di Studi Vittoriani e Edoardiani presso il campus universitario di Chieti.

Il libro sarà disponibile entro la prima metà di giugno.

Remix – Cinema, Cultura, Migrazioni al Kino di Roma

REMIX

CINEMA|CULTURA|MIGRAZIONI

II edizione

26|28 maggio 2017

Cinema KINO – Roma

(via Perugia, 34)


INGRESSO GRATUITO con tessera Arci

REMIX, rassegna cinematografica in collaborazione con il CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche che coniuga racconto cinematografico e approccio scientifico sul tema delle migrazioni e della convivenza

Proiezioni e incontri con registi e ricercatori,

tre documentari che raccontano le migrazioni

da punti di vista inediti

Dal 26 al 28 maggio si svolgerà presso il cinema KINO di Roma (via Perugia 34) la seconda edizione della rassegna REMIX, evento che intende coniugare racconto cinematografico e approccio scientifico per affrontare la sfaccettata realtà delle migrazioni e della convivenza. Il progetto è realizzato dal cinema nel quartiere Pigneto, dal DSU (Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale) e dall’ILIESI Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee del CNRTre le opere attorno alle quali ruotano proiezioni e incontri della rassegna: I Migrati, diretto da Francesco Paolucci, lo spagnolo En tierra extraña di Icíar Bollaín e Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio.

Tre documentari che raccontano la percezione – e il vissuto – delle migrazioni da parte di persone comuni e si tramutano in tre occasioni di riflessione sui temi del viaggio e della mobilità umana. Un approccio che racconta i sentimenti e le scelte di vita, senza false retoriche. Perché una cultura delle migrazioni sottolinea Maria Eugenia Cadeddu si costruisce non solo con studi e dati, ma anche attraverso il racconto di storie, incontri, esperienze di quotidiana convivenza”. Ogni proiezione sarà accompagnata da un incontro fra autori dei documentari ed esperti. In questa edizione della rassegna si segnala in particolare l’autorevole presenza di Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Venerdì 26 maggio, alle ore 20.30 la proiezione de I Migrati, diretto da Francesco Paolucci e a seguire incontro con il regista e con Daniela Di Capua, Direttore del Servizio Centrale SPRAR. Ore 22.30, seconda proiezione. Prodotto dalla “Comunità XXIV luglio – handicappati e non” de L’Aquila, il documentario racconta il viaggio di quattro ospiti della comunità, divenuti giornalisti per l’occasione, nei paesi dell’Appennino che accolgono richiedenti asilo e rifugiati. Attraverso interviste ai migranti e agli abitanti dei luoghi visitati, discussioni e riflessioni, il risultato è un’Italia differente da quella spesso descritta dai media.

Sabato 27 maggio, sempre alle ore 20.30 e alle 22.30, proiezione del documentario spagnolo En tierra extraña, di Icíar Bollaín, che sarà discusso in sala da Iris Martín Peralta, direttore del Festival del Cinema Spagnolo, e da Maria Eugenia Cadeddu, ricercatore CNR-ILIESI. Il documentario presenta la storia di Gloria e di altri spagnoli emigrati a Edimburgo per sfuggire alla crisi economica e costruirsi una vita migliore. Attraverso la simbologia di un guanto perduto e l’opera d’arte collettiva Ni perdidos, ni callados, gli spagnoli intervistati raccontano in modo originale la loro condizione di migranti, emblematica dei flussi migratori interni all’Europa.

Ultimo appuntamento della rassegna domenica 28 maggio, alle ore 20.30 e 22.30, con la proiezione del documentario Sponde. Nel sicuro sole del nord, diretto da Irene Dionisio, che sarà presente in sala per discutere con Michele Colucci, ricercatore CNR-ISSM. A Lampedusa, Vincenzo, custode (in pensione) del cimitero, si preoccupa di seppellire i migranti vittime dei naufragi, nonostante le critiche per l’uso della croce in tombe destinate a persone non di fede cattolica. A Zarzis, in Tunisia, il postino Mohsen Lidhabi raccoglie indumenti e oggetti restituiti dal mare alla terra, a seguito di naufragi. Fra i due inizia una singolare corrispondenza.

Il cinema Kino ha creato negli anni un marchio riconosciuto nella diffusione del cinema di qualità a livello nazionale ed europeo. Il DSU è istituzione di riferimento nei migration studies e diversi Istituti ad esso afferenti sono impegnati in progetti di ricerca sulle migrazioni, promossi anche dal Ministero dell’Interno e dal Ministero del Lavoro. La rassegna Remix rientra in un progetto di collaborazione incentrato sulla relazione tra fenomeni migratori e loro rappresentazione audiovisiva, al fine di esaminare i modi in cui tali fenomeni sono narrati nella contemporaneità.


Consulenza scientifica CNR Maria Eugenia Cadeddu

Coordinamento e gestione CNR Rosanna Godi

Coordinamento generale Claudia Pecoraro


Per informazioni

KINO
via Perugia 34 – Roma

tel. 06 96525810

info@ilkino.it
www.ilkino.it

Apri i tuoi occhi di Patrisha Mar

Salve Pink Readers! Oggi vi parlo di un romanzo che ha toccato profondamente il mio cuore, visto che è scritto da un’autrice che adoro alla follia come scrittrice che come persona.

Questa storia comincia nella caotica Los Angeles, per spostarsi subito nella splendida campagna Lucchese. Ward Camden è uno scrittore di fama internazionale, ma ha perso qualcosa dentro di sé durante la scalata al successo. Il viaggio in Italia serve proprio per ritrovare la passione perduta. È un personaggio molto intenso, nonché sensuale e anche ironico. La sua vita si scontra letteralmente con quella di Sissi Fiori: una ragazza di campagna acqua e sapone, con la passione per il violino. Una ragazza intensa, che sogna il vero amore e che adora la sua campagna. Insieme a loro ci saranno anche Andrea ed Emma, amici di Sissi e personaggi che hanno saputo ritagliarsi la loro splendida storia. Infatti in questo libro non vi è un triangolo, ma uno splendido quadrato! Emma è la migliore amica di Sissi, un avvocato che durante il cammino verso una fiorente carriera ha quasi ghiacciato il suo cuore, mentre Andrea è l’amico nerd un po’ sfigato e da sempre innamorato di Sissi.

Se da una parte avremo la storia di Ward e Sissi, che vi assicuro faranno letteralmente scintille, dall’altra abbiamo questa improbabile coppia che fa sognare il lettore! Il tutto sullo sfondo della splendida Lucca! Le ambientazioni di questo libro sono assolutamente spettacolari! L’autrice riesce a immergerti in esse, come se fossi davvero lì!

Ho amato dall’inizio alla fine questo romanzo, lo stile scorrevole e fluido di Patrisha ti coinvolge dalla prima all’ultima pagina!! Una splendida storia d’amore, ma anche una specie di ricerca di sé stessi e di ciò che si è perduto durante il cammino e del proprio posto nel mondo.

Un romanzo che vi conquisterà!!

Tutta colpa di quel bacio

Ciao Pink Readers,

L’autrice best seller Cassandra Rocca ci regala una nuova storia Newton Compton. #23maggio

71CFWeJxWWL

Fuggita da Londra con il cuore infranto, Emily si è trasferita a New York, dove ha deciso di buttarsi a capofitto nel lavoro, unico settore nel quale sembra avere successo. Con gli uomini ha chiuso, questa è una certezza, ma purtroppo San Valentino è alle porte e l’agenzia Event Planner per cui lavora è sommersa di richieste a tema a cui lei deve rispondere. A complicare le cose arriva Matthew Cohen, proprietario di una linea di navi da crociera, nonché sua vecchia conoscenza: è stato il primo due di picche della storia sentimentale di Emily. A causa di Matt, ora si ritrova invischiata nell’organizzazione di quello che è diventato l’evento più romantico del momento: “La Crociera degli innamorati”. Come se non fosse abbastanza deprimente ritrovarsi a bordo, single, in mezzo a tutte quelle coppie felici, Emily dovrà fare i conti anche con la presenza scomoda di Matt, così magnetico, sicuro di sé e deciso a dimostrarle che un uomo e una donna possono stare bene insieme anche senza alcun coinvolgimento emotivo. L’attrazione tra loro è innegabile e la tentazione è forte, ma Emily non vuole soffrire di nuovo: quel viaggio, così saturo di sentimenti e passione, sta risvegliando in lei desideri ai quali credeva di aver rinunciato per sempre, rendendola vulnerabile. Innamorarsi di un uomo che non crede nell’amore sarebbe davvero un terribile errore. Oppure no?

Link di acquisto: Tutta colpa di quel bacio

Il ritorno di Borgo Propizio

Ciao booklovers,

Loredana Limone ci riporta tra i vicoli e gli abitanti di Borgo Propizio.

81EvRtd7ekL

È TEMPO DI ESSERE FELICI A BORGO PROPIZIO!
Dopo le scosse di terremoto, l’intero paese mette il cuore nella ricostruzione, intrecciando nuove imprevedibili storie nell’amatissimo borgo-che-non-c’è.

Borgo Propizio: dopo il terribile sisma che li ha colpiti nella terra e nel cuore, gli abitanti si impegnano per tornare alla vita e alla serenità e le loro esistenze si incontrano, si scontrano, si intrecciano in maniera come sempre imprevedibile. Così aumentano i turisti stranieri, l’A.C. Propiziese scala la classifica, la boutique Amandissima conquista prestigiosi clienti; aprono negozi di economici e bravissimi parrucchieri cinesi, nascono nuovi amori e ne muoiono altri, mentre le coppie ‘storiche’ restano solide seppur turbate da qualche gelosia. Come se non bastasse, il borgo è in trepida attesa di una troupe cinematografica: un film a Borgo Propizio! O meglio, un film su Borgo Propizio, perché quella del leggendario fondatore Aldighiero il Cortese è una storia davvero intrigante e perché, aggiunge sibillino il regista, viene sempre il momento in cui bisogna rendere ciò che si è preso… Che cosa avrà voluto dire? Quale segreto aleggia tra le strade acciottolate del paese?

Al quarto romanzo, la saga di Borgo Propizio si conferma un luogo dell’anima dove rifugiarsi e sentirsi a casa, il posto migliore dove vivere.

Link di acquisto: La felicità vuole essere vissuta

ABC make-up: Il correttore

Evidenzia lo sguardo, esalta la bellezza dai tuoi occhi!

Beauty lovers, si inizia con la prima lezione trucco!  Oggi parleremo di un prodotto indispensabile che ogni beautycase dovrebbe contenere :il correttore.

Il correttore o copri-occhiaie, è un prodotto che maschera le occhiaie, illumina lo sguardo e ha l’effetto ottico di lisciare la pelle intorno agli occhi, ma è utile e indispensabile anche per nascondere altri inestetismi.

Esistono varie tonalità e varie texture di correttori: arancio, beige, verde.

Ma vediamo meglio come vanno utilizzati.

Occhiaie

Le occhiaie sono gli inestetismi più odiati dalle donne, possono essere croniche o derivare da uno stile di vita poco sano:  fumare e dormire poco, per esempio.

Se avete problemi di occhiaie, non abbiate paura: munitevi di un correttore arancio. Se volete un’alta coprenza scegliete un prodotto in stick,  mentre per una media coprenza utilizzate un correttore liquido. Ricordatevi sempre di stendere sempre bene il prodotto; non usate quantità eccessive e applicatelo picchiettando con i polpastrelli dall’interno verso l’esterno, fissando il tutto con un po’ di cipria trasparente.

Se non avete grossi problemi di occhiaie ma volete  solo uniforme l’incarnato  della zona perioculare utilizzate un correttore in crema illuminante beige.

Brufoli rossi e couperose

Entrambi gli inestetismi tendono al rosso,  quindi il modo migliore per renderli meno evidenti è applicare su di essi un correttore verde. Utilizzate sempre poco prodotto e sfumatelo bene sulla zona da trattare.

Macchie della pelle

Le macchie della pelle sono di solito di un marrone scuro quindi scegliete un correttore beige simile alla vostra carnagione.

Spero di essere stata utile e se volete ulteriori consigli, contattatemi su pinkmagazineitalia@gmail.com

 

Io viaggio da sola

In una società aperta e libera come la nostra, sicuramente la donna trova mille opportunità e mille stimoli, ma siamo sicuro che siano egualitari a quelli degli uomini? Io direi proprio di no! Ci sono ancora molti tabù e limiti per noi donne, uno di questo è per esempio, viaggiare da sole. Se un uomo viaggia da solo per lavoro o per piacere nessuno si preoccupa, né corre grossi rischi, una donna che viaggia da sola, soprattutto per piacere è ancora vista con sospetto, corre molti più rischi di un uomo e deve limitarsi molto di più, si ha la stupida credenza che se sei in viaggio da sola sei in cerca di qualcosa, di avventure o esperienze estreme che possono in qualche modo metterti in pericolo, ecco perché vi do qualche regola per tutelare i vostri viaggi e viaggiare da sole in tranquillità, non rinunciando al vostro divertimento:

1 – innanzitutto cercare di arrivare nella città che si visita, con un volo aereo del mattino o al massimo del pomeriggio, in modo da avere tutto il tempo con la luce del sole e in orari molto frequentati, di trovare con comodo il vostro albergo.

2- prenotare sempre prima l’albergo, il bad and breakfast o l’airbn, in modo da essere tranquille ed avere dei punti di riferimento quando arrivate nella città sconosciuta.

3- la notte preferibilmente muoversi con il taxi, per chi ama guidare e ha un buon rapporto con il navigatore, si può facilmente affittare una macchina a noleggio, sarà sempre più sicuro di passaggi con sconosciuti o mezzi pubblici .

Queste sono le regole principali che io seguo quando viaggio da sola, e capita spesso, per tutto il resto, è divertente e appagante trovarsi sola in una grande città e godersela a pieno, sia per lavoro che per piacere, è bello perché ti misuri solo con te stessa e con i tuoi limiti per affrontare sorprese o imprevisti che sono sempre il sale della vita, per cui mi sento di dirvi, non rinunciate a viaggiare da sole, perché si possono vivere e incontrare emozioni e persone magiche che ti aiutano a diventare una donna migliore, si possono conoscere tante persone e vedere ed incontrare luoghi magici in cui perdersi per poi ritrovarsi. Per cui divertitevi e andate in giro per il mondo senza paura di sentirvi sole o indifese, perché ogni donna ha una forza e delle risorse molto più grandi di quelle di un uomo, basta solo ricordare la maternità, credo che dio quando abbia fatto l’esempio del cammello che passava nella cruna di un ago pensasse al parto, se sei riuscita nello stesso anno a partorire, accudire il bimbo, la casa, fare sport e tornare in forma, supportando e sopportando tuo marito, credo che non ti possa fermare niente e che ti sia giustamente meritata una vacanza solo per te!

 

 

Doris, quando l’amore ti fa vivere di nuovo

Molto spesso sottovalutiamo la commedia americana moderna, considerandola superficiale, banale, a tratti triviale. Questo stranamente accade oggi più spesso con grandi produzioni con grandissimi nomi del momento, mentre una larga fetta di commedia meno nota al grande pubblico porta spesso con simpatia tematiche e riflessioni che non ci aspetteremmo.

Questo è il caso di Hello, my name is Doris, una commedia stralunata come l’hanno definita in molti, che riporta sul grande schermo una scatenata e disarmante Sally Field, nota negli ultimi anni soprattutto per i suoi ruoli televisivi (Nora Walker di Brothers & Sisters per dirne uno degli ultimi).

Senza fare spoiler su questa pellicola del 2015 che dovete assolutamente recuperare (per gli appassionati di Netflix lo trovate sulla piattaforma), Doris, interpretata dalla Field, è una stramba signora single sulla sessantina, che dopo la morte della madre, che ha accudito per tutta la vita, si accorge delle occasioni perse, e decide di recuperarle nel minor tempo possibile, innamorandosi di un suo collega molto più giovane di lei. Ve lo assicuro, non vi ho fatto spoiler di nulla, perché tutto questo accade nei primissimi minuti del film, quindi quello che dovete davvero vedere è come Doris riuscirà o fallirà in questa impresa.

Una commedia brillante, positiva, che fa riflettere, sulle occasioni perse, sul coraggio che dobbiamo tirar fuori per non perderle, sul ricominciare e sul rimettersi in gioco, a qualunque età, specie se non ci siamo mai messi davvero in gioco.

Un’analisi sugli over moderni, che devono destreggiarsi tra i social, mondo sconosciuto a molti di loro (sempre meno negli ultimi mesi), le nuove tendenze, il nuovo modo di rapportarsi con l’altro sesso, tutto in bilico tra rispetto della propria età e del proprio bagaglio, e il rischio di cadere nel ridicolo.

Il personaggio di Doris è tutto questo, è quel pizzico di stravaganza necessario per sopravvivere, quel plus che si necessita oggi per non sparire nella folla.

L’interpretazione di Sally Field è superba, e rende una pellicola di nicchia, una piccola gemma nel panorama della commedia indipendente.

My Vision, la terza collezione di Drusilla

Lucilla Ferretti, in arte Drusilla, presenta la propria visione del mondo in sei abiti: “Combatto l’ipocrisia continuando a sognare l’eliminazione delle barriere. La moda, come le altre arti, può essere uno strumento per fare politica”
Unione e contraddizione. Questi sono i temi della terza collezione della stilista Lucilla Ferretti, in arte Drusilla. Dopo “Precious” e “Melting Pot” è sempre il controverso animo umano al centro della verve creativa della giovane designer. E’ qui che Drusilla presenta la propria visione del mondo, di un’arte che non si arrende alla costruzione di barriere, che si rifugia in sé stessa per far esplodere il proprio credo e proiettarlo in tutto il mondo. My Vision è un mix di speranze tradite che riflette e combatte un’Europa sempre più in contrasto con l’Oriente e con le altre parti del mondo. Un continente che sbandiera la propria unità, ma dove convivono una serie di anime pronte e desiderose di prevalere le une sulle altre. Un caos accettato forse troppo passivamente dalla nostra comunità e mostrato senza filtri da Drusilla.  Gli abiti sono indossati dall’attrice Maria Valentina Principi, protagonista dell’ultimo video di Gigi D’Alessio “Ti innamori e poi”, e dalla modella Verdiana Meneghini.
“Il mito del melting pot è crollato – afferma la giovane stilista romana -. I popoli della Terra non si sono fusi in un unico crogiolo, non hanno creato quell’armonia tanto agognata dai grandi pensatori dell’Umanità. Le razze ancora oggi si limitano a convivere, mantenendo barriere le une con le altre. I nostri mari sono solcati da mezzi di fortuna carichi di disperati, che sperano invano nell’accoglienza di popolazioni strozzate da un’economia che crea paura, tensione sociale e – anche qui – divisione. Eppure non smettiamo di sognare un mondo di bellezza, dove tutto possa acquetarsi, assumere senso. Dove si possa ricomporre una disgregazione che prima di tutto è dentro di noi, ma che la nostra anima allontana, rifugiandosi nell’arte.  La mia collezione riflette tutto questo – prosegue Drusilla – La moda, come le altre arti, può essere uno strumento per fare politica. Ho concepito infatti tre abiti dove la stoffa senegalese si mescola, senza fondersi, con l’alcantara, come un Sud del mondo mai veramente accettato dall’Occidente opulento e conservatore. Tagli asimmetrici, colori accesi che virano dal blu al marrone-giallo, simboli di popoli affamati di vita, compongono dei capi pret-à-porter di ispirazione classica, estivi e versatili, concepiti per essere indossati in qualunque ora del giorno. Gli altri tre capi della collezione sono invece abiti lunghi da sera, più legati all’alta moda, e rappresentano l’immagine che ho io dell’Europa attuale, culturalmente ricca e variegata, piena di potenzialità, ma incapace di pensieri e obiettivi realmente unitari. Anche qui ho dunque lasciato convivere le contraddizioni, mescolando stoffa scozzese con altre stoffe di provenienza occidentale. La cartella colori parte da un magenta spento, passando per un verde scuro, e finisce con l’incontro di rosso e nero dell’ultimo abito, che sottolinea in modo ancora più enfatico l’incontro-scontro degli opposti. Ogni abito è un pezzo unico”.
Il sito ufficiale della stilista www.drusillaclothing.com

Pronti per il Salone Internazionale del Libro di Torino?

«L’immagine dell’edizione numero trenta è un libro che scavalca un muro: non è, chiaramente, di questi tempi, un’immagine neutrale. Non è un’immagine oleografica, perché la cultura – per chi la intende come la intendiamo noi – non è un oggetto da mettere in vetrina ma una forza viva, trasformativa, che modifica il paesaggio circostante, che qualche volta cambia addirittura le carte in tavola, o le regole del gioco, che non ti lascia come ti aveva preso, che ti consente di fare esperienza».

salone2017_gipi30

È con queste parole che il direttore editoriale Nicola Lagioia battezza il suo primo Salone Internazionale del Libro di Torinol’edizione numero trenta della manifestazione che dal 18 al 22 maggio 2017 celebra il prestigioso traguardo “anagrafico” scavalcando il perimetro della tradizionale e sempre vasta offerta editoriale per sconfinare in una programmazione culturale a tutto tondo che caratterizzerà per cinque giorni l’intero territorio cittadino.


I numeri del 30° Salone

I numeri offrono la prima panoramica di ciò che avverrà nei 45 mila metri quadri di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere: circa 11 mila i metri quadri commerciali (il 10% in più dello scorso anno) allo stato attuale occupati da 469 titolari di stand (nel 2016 erano 338), a cui si sommano i 9 stand dei progetti speciali. Complessivamente il trentesimo Salone del Libro propone ad oggi 1.060 case editrici, dando vita a un programma che conta circa 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico, che vanno dai 600 posti della più grande, la Sala Gialla, ai 20 dei laboratori didattici.

Il totale delle case editrici è rappresentato dalle 469 con stand proprio, da oltre 300 editori italiani e stranieri ospitati da stand di colleghi, dalle presenze di 10 fra case discografiche ed editori musicali accolti nell’area ad essi dedicata e da quelle inserite nei 12 spazi regionali di Piemonte, Toscana (regione ospite), Basilicata, Calabria, Friuli, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta, oltre all’area di Matera 2019, e nei tre stand internazionali di Cina, Romania e Marocco, che insieme accolgono all’incirca ulteriori 300 realtà editoriali dei loro territori.


Le sezioni tematiche

Ispirato nelle sue sezioni tematiche dal filo conduttore “Oltre il confine”, come recita il titolo di quest’anno, magistralmente illustrato da Gipi nell’immagine guida, il programma intessuto per l’edizione 2017 da Nicola Lagioia con i quattordici consulenti del Salone e lo staff della Fondazione per il Libro, si apre verso nuove dimensioni sia in termini di contenuti, sia dal punto di vista degli spazi fisici e degli orari, caratterizzando in tal senso la consueta passerella di grandi autori e protagonisti della scena culturale italiana e internazionale.

Varcando la soglia del trentesimo Salone del Libro di Torino sarà il pubblico stesso ad essere condotto “oltre il confine”: per scoprire il volto autentico degli Stati Uniti con la sezione “Another side of America”; per incontrare donne che stanno cambiando il mondo, protagoniste di “Solo noi stesse”; per lasciarsi sorprendere dai reading di “Festa Mobile”; per affacciarsi sul futuro con gli appuntamenti de “L’età ibrida”; per conoscere l’Italia che risorge dal terremoto, ospite della programmazione “Il futuro non crolla”; per riconsiderare il vero valore del cibo e dell’alimentazione negli spazi di “Gastronomica”; per imbattersi nell’arte e nell’illustrazione di grandi maestri con “Match. Letteratura vs Arte”; per confrontarsi con la letteratura di frontiera dei “Romanzi Impossibili”; per trovare settantuno festival culturali italiani riuniti nel “Superfestival”; per farsi trasportare dalle sonorità dello spazio “Music’n’Books”; per assaporare la quiete autentica entrando dentro “L’isola del silenzio”; per far crescere i propri figli e nipoti con un libro in mano grazie al “Bookstock Village”; per superare i confini della fantasia con le iniziative per Tolkien e King. Ma ancora, per udire le mille lingue della letteratura mondiale, per celebrare grandi personaggi ed eventi del passato di cui ricorrono gli anniversari, per fermarsi ad ascoltare l’autore più amato, per approfondire gli argomenti di chi ha fatto dell’editoria il proprio mestiere. E al centro dell’attualità i dibattiti del ciclo Anime Arabe, che torna dopo il grande successo del 2016 con un momenti di riflessione sul caso Giulio Regeni.

E poi, per vivere l’evento al di là dei padiglioni del Lingotto e dei suoi orari di apertura, perché il Salone si dilata popolando l’intero territorio cittadino con un fitta serie di incontri, concerti, reading, esibizioni, feste ecc. per animare ogni giorno e fino a tarda sera le location più suggestive del capoluogo subalpino. È il programma del Salone Off, che mai come quest’anno, in cui il Salone chiude i battenti alle ore 20, diventa un elemento integrante del programma della manifestazione, invadendo Torino ed espandendosi in altre 15 località del territorio provinciale e regionale. Oltre 150 luoghi coinvolti nei modi più disparati: alcune sono location insolite, come quelle occupate dal programma esterno di “Festa Mobile” (fra i tanti, la mongolfiera di Borgo Dora o il Sommergibile Andrea Provana al Parco del Valentino), oppure vere e proprie sedi distaccate del Salone come l’area dell’Ex-Incet per i concerti serali. Fra gli eventi fuori sede anche le “Narrazioni Jazz” organizzate con la Città di Torino, il cui concerto della serata di mercoledì 17 maggio all’Auditorium del Lingotto inaugurerà il Salone con “Jass. Ovvero quando il jazz parlava siciliano” (accesso gratuito con possibilità di prenotare il ticket a 5 euro).

L’Ibf – International Book Forum, l’area professionale per la compravendita dei diritti editoriali, occuperà quest’anno le sale del Museo Carpano di Eataly dove i 370 gli operatori dell’editoria ad oggi iscritti – di cui 128 stranieri da 29 Paesi, daranno vita a contrattazioni e appuntamenti commerciali. Ad essi si aggiunge la presenza di 40 realtà italiane e internazionali del comparto dell’audiovisivo di Book to Screen, sezione che Ibf dedica alle produzione televisive, cinematografichenew media, con alcuni dei marchi più importanti del settore a livello mondiale.


I consulenti per le sezioni del Salone

Andrea Bajani, consulente per Romanzi Impossibili; Giulia Blasi, consulente per i workshop sulla scrittura digitale; Paola Caridi e Lucia Sorbera, consulenti per il ciclo Anime Arabe; Ilide Carmignani, consulente per il ciclo L’AutoreInvisibile; Giuseppe Culicchia, consulente per Festa Mobile; Giorgio Gianotto, consulente per L’età ibrida e Prospettive digitali; Alessandro Grazioli, supporto al coordinamento editoriale e di comunicazione; Alessandro Leogrande, consulente per la parte relativa agli anniversari; Loredana Lipperini, consulente per le due feste per J.R.R. Tolkien e Stephen King, per l’approfondimento Il futuro non crolla e per Solo noi stesse insieme a Valeria Parrella; Valeria Parrella, consulente per Solo noi stesse insieme a Loredana Lipperini; Vincenzo Trione, consulente per Match, arte vs letteratura; Fabio Geda ed Eros Miari, consulenti per il programma bambini e ragazzi del Bookstock Village; Mattia Carratello e Rebecca Servadio, consulenti per il progetto IBF-International Book Forum.

Consultate il programma qui: Programma Salone del Libro