Marta Jane Alesiani. Un viaggio tra colori e energia positiva

Marta Jane Alesiani New Collection SS/FW 2019

In questa collezione Marta Jane Alesiani attraversa il mondo da un estremo all’altro. Colori che si intrecciano e stili che sinergicamente s’incontrano, passando, dalla spiritualità indiana, a una dimensione più metropolitana come quella Newyorkese.

Il significato che la stilista attribuisce a questa collezione è rivolto all’energia positiva: non importa dove ti trovi, in quale città vivi o che professione hai. Ciò che conta è l’effetto terapeutico che ottieni dai colori che indossi, dall’ottimismo che quotidianamente hai, ed il sorriso.  In questa collezione molteplici sono i messaggi che vuole trasmettere, tutti rivolti verso un percorso di rigenerazione e ottimismo. All’interno delle stampe e delle trame dei tessuti stessi, ha inserito delle frasi , che come amuleti, sprigionano energia positiva. Lo scopo è quello di armonizzare ,con l’uso dei colori e di questi aforismi, la mente, conducendola verso il sorriso e il benessere.  Un modo diverso è brioso per non dimenticare che essere felici è un diritto ed un dovere verso noi stessi.

I suoi abiti  trasferiscono l’energia che gli viene data nel momento stesso in cui vengono creati, trasmettono energia e passione, la linfa vitale che rende tutto unico e prezioso. Oggi Marta Jane è decisamente una giovane donna consapevole di cio’ che vuole raggiungere e trasmettere attraverso le sue creazioni. Un segno distintivo da sempre per lei  è il colore che in questo caso diventa terapeutico, la loro combinazione genera determinati effetti sia visivi che fisici. Per esempio, il giallo unito all’arancio stimola  la creatività e migliora l’umore, il rosso unito al fucsia  aumenta l’autostima e il coraggio d’azione, il blu unito al viola ha la capacità di calmare e favorire l’attenzione. Nulla è lasciato al caso, per la nostra abile stilista che da sempre raccoglie il bello attraverso le emozioni, date da incontri con persone nuove, da viaggi e da località lontane , tutto per magia si trasforma è da vita a quello che lei crea. Una stilista dall’anima che sogna e che trasforma i suoi sogni in magiche realtà. Oggi il suo viaggio è una leggenda metropolitana dove vari stili e vari volti s’incontrano, artigianato, sartoria, ricami a mano e molto di più in questa collezione, dove ha inserito anche tecniche di Moulage procedimenti manuali adottati anche per la realizzazione degli accessori. Tutto questo per dar vita  a una collezione semplicemente sbalorditiva, firmata Marta Jane Alesiani.

Gabriella Chiarappa

Crediti:
Foto by Andrea Capriotti  – Gabriele Vinciguerra

MUA Stefania Mòlon
Hairstylist Alessandro Torti
Gioielli Nabel Jewels
Location Enterprise Hotel Milano

http://www.martajanealesiani.com

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Nel cuore di Jane – Ri-leggendo Persuasione

Risultati immagini per nel cuore di jane

Beatrice Battaglia rilegge Persuasione, l’ultimo romanzo compiuto di Jane Austen. L’unico in cui parla d’amore senza filtri e senza ricorrere alla sua notoria ironia.

Si è parlato molto della quota autobiografica inserita da Jane Austen nella creazione delle sue eroine e Anne Elliot è quella che maggiormente sembra rappresentarla ed esprimere tutto il suo rimpianto per l’amore della vita perduto.

Dopo un viaggio a ritroso nelle sue opere precedenti, analogo a quello percorso dalla prof. Battaglia, con il suo romanzo Nel paese degli amori maledetti -che altro non è se non la sua personalissima versione di Persuasione-, Jane Austen è pronta a parlare di “quella passione, quel desiderio che la società patriarcale con i suoi valori le ha negato”.

Scomparsa la leggera risata di Elizabeth e archiviata la verve dissacrante e irriverente di Mary Crawford, la scrittrice si astiene da qualsiasi intervento o commento e la lettrice rimane sola a identificarsi con Anne attraverso la quale vede e sente identificandosi completamente con le sue emozioni, i suoi sussulti, i suoi sentimenti.

Improvvisamente giunge la consapevolezza che Jane Austen non poteva parlare di amore, come fa in Persuasione, con quegli accenti accorati e struggenti, se non avesse amato e perso. Persuasione è la più bella e sincera rappresentazione dell’amore femminile. E quando chiudiamo il libro, e avvertiamo un’ombra a oscurare quel lieto fine, non è la tristezza di Anne che sentiamo, ma è perché intravvediamo le lacrime dell’autrice, scrive il poeta Harold Bloom.

Una Beatrice Battaglia decisamente ispirata individua il giusto registro lirico che conduce irrimediabilmente ad amare ancora di più -se possibile- questo romanzo e la sua autrice.

Dopo aver ammesso di aver sempre tralasciato, nelle sue analisi, Persuasione, la studiosa sceglie questo particolare momento della sua vita per rileggerlo e lo fa raggiungendo vette di struggente poesia:

Ma qui, in Persuasion, è il grande amore perduto per sempre. E che era il grande amore, te ne puoi accorgere solo quando l’hai perduto; solo quando il passare del tempo ti dice che l’hai perduto per sempre.

Fa parte del volume anche una sezione intitolata Austeniana che comprende gli atti di una conferenza tenuta dalla stessa professoressa Battaglia a Mirandola nel febbraio 2017 e delle recensioni di opere critiche inglesi.

Un saggio che non può mancare nella biblioteca personale di ogni janeite che si rispetti e di cui ringrazio, lusingata, Beatrice Battaglia. E ora, tutti a ri-leggere Persuasione!

http://www.liguori.it/schedanew.asp?isbn=6761

 

A tu per tu con Roberto Addeo

Roberto Addeo, trentacinquenne originario del napoletano e ora residente a Porto Torres, in Sardegna, dove ha trovato il suo “buen retiro”, da sempre affascinato dal mondo dell’arte in qualsiasi sua forma, dalla musica alla letteratura, dopo il suo esordio letterario nel 2015 con Perdute Sinfonie, torna in libreria con il suo nuovo libro La luna allo zoo. Edito da Il Seme Bianco, Addeo dona al mondo un’opera reale e cruda, priva di illusioni e di abbellimenti letterari, che prende spunto dalla vita stessa dell’autore, da dieci anni vissuti nella città emiliana.

Ma prima di parlare del nuovo romanzo, parliamo di te: chi è Roberto Addeo e come sei arrivato alla scrittura?

Sono un trentacinquenne campano nato a Nola, nella provincia di Napoli, infelicemente soprannominata “Terra dei fuochi”, che ha vissuto, svolgendo per lo più lavori umili, tra Napoli, Brescia, Bologna e Sassari. Sin da ragazzino ero magneticamente attratto dall’ arte, nelle sue svariate espressioni: infatti amavo disegnare, leggere, e suonare la batteria, strumento al quale mi sono avvicinato all’età di 12 anni. Il mio amore per la scrittura è figlio di quello per la lettura; ricordo, non senza un pizzico di commozione, un’estate del 1996, quando, insieme alla mia famiglia, villeggiai in una località montana alquanto isolata, dove,  impossibilitato a frequentare  ragazzi della mia età, trovai il mio antidoto alla noia, leggendo un romanzo horror di King. Da lì iniziò il mio percorso di accanito lettore, che mi ha spinto in seguito ad esplorare diversi generi letterari, insinuando, dentro di me, il desiderio di scrivere; tale aspirazione, verso i venti anni, è sfociata in esigenza.

Questo è il secondo romanzo che scrivi: quanto sei cambiato da Perdute Sinfonie?

Sono ovviamente cresciuto, soprattutto in consapevolezza; “Perdute sinfonie”, il mio esordio letterario, mi è servito per acquisire esperienza e per carpire alcuni strumenti del mestiere, in primis l’importanza della chiarezza d’intenti, determinante per il raggiungimento di un’identità stilistica che sia coerente coi miei contesti di appartenenza.

La luna allo zoo: quanto c’è dell’autore all’interno dell’opera?

Trattasi di un romanzo semi-autobiografico; quando scrivo, non amo pormi limiti contenutistici che possano intralciare il libero sviluppo della narrazione. Se dovessi fare una stima delle percentuali, oserei dire che il 70% dello scritto corrisponde alla realtà, mentre il rimanente 30% corrisponde a ciò che volgarmente chiamiamo fantasia.

Qual è stata l’ispirazione?

La luna allo zoo nasce dal bisogno personale di trasportare il linguaggio parlato su carta e, soprattutto, dalla necessità mia di fotografare senza filtri un periodo, una parentesi di vita, determinate emozioni. Mi ritengo uno scrittore di atmosfere, principalmente, e poi un narratore. Far rivivere fedelmente sul foglio certe atmosfere che appartengono all’archivio dei miei ricordi, è la mia massima aspirazione, quella più importante.

Buona parte del romanzo è ambientato a Bologna per poi tornare a Napoli: come mai queste due città?

Napoli rappresenta la mia infanzia, mentre Bologna rappresenta la mia giovinezza. Entrambe le città sono state fondamentali per la mia crescita individuale, artistica e sociale. Sono andato via da entrambe, pur conservando interiormente le loro differenti lezioni di vita.

Se dovessi scegliere un genere in cui collocare il tuo nuovo libro, quale sceglieresti e perché?

Ѐ un libro scritto a nervi scoperti. La paura è una delle componenti più pesanti della psicologia del protagonista, una maschera attraverso la quale poter osservare, con complicità indiretta, un mondo viziato. Se dovessi racchiuderlo in un genere letterario, sceglierei il “Realismo”, perché racconta la realtà quotidiana di un determinato periodo storico, in questo caso, l’anno dell’ufficializzazione della crisi economica.

Mettendo a paragone Perdute Sinfonie e La luna allo zoo quali sono le differenze e le similitudini tra di loro? E in quale ti riconosci di più?

In generale, mi riconosco di più nell’ ultima cosa che scrivo, essendo quella più vicina a me in termini di spazio-tempo. Le differenze tra i due libri sono nette: il primo è un piccolo universo letterario, un mix di prosa e poesia, mentre il secondo è un vero e proprio romanzo. Le similitudini tra i due lavori riguardano la ricerca di un ritmo che sia incalzante e le ambientazioni metropolitane.

Quali sono i progetti futuri?

A breve uscirà la mia prima silloge poetica, e attualmente sto buttando giù idee per un nuovo romanzo, il quale sarà un lavoro interamente diverso dalle mie produzioni precedenti, ma preferisco non aggiungere altro al riguardo.

 

Libri, amori e segreti – Aprile

Siamo arrivati all’uscita di aprile e alla riunione mensile del club del libro che questa volta si tiene nell’immensa casa affacciata sul mare di Serena, o meglio nella sua orangerie.

Lo scenario è incantevole e sembra sprigionare il suo fascino conturbante anche sulla serata, avvolgendola di profumi e romanticherie. Il libro preso in esame è un vero e proprio classico della letteratura, Jane Eyre, con la quale Serena sente subito di avere delle inspiegabili affinità, non così evidenti. In questa occasione, infatti, la trasposizione di personaggi e storia del romanzo non può essere automatica e priva di adattamenti avvenendo in tempi e circostanze moderni. Ma Della Parker ci ha abituato a felici esperimenti in questo senso che ci portano a ritrovare in Serena, non una giovane orfana vessata da zii e cugini ma comunque una figlia ignorata da genitori e sorelle anaffettivi, impegnata anche lei in un certo senso nell’insegnamento in quanto preside di una scuola, e un Mr Rochester che per assonanza diventa Mr Winchester e non nasconde in soffitta la moglie, peraltro problematica, dalla quale si sta separando in modo piuttosto tumultuoso.

In questa affatto idilliaca situazione, la lettura del romanzo di Charlotte Bronte con la sua carica di passione e sconvolgimento, incide a livello emozionale: la complicata realtà quotidiana con i suoi imprevisti, le inaspettate tragedie, i drammi improvvisi, si scontra con il sogno di essere un’eroina del diciannovesimo secolo.

Il fatto è che nei momenti difficili e concreti della vita sono molto più efficaci le premure vere di un gruppo di amiche affettuose e solidali e il calore di un timido sentimento nascente da cui farsi convincere e circondare, ma come questo avverrà è tutto da scoprire tra Libri, amori e segreti.

Giornata Mondiale della Poesia #Atlantide

#Anteprima

Poesie di Chiara Lev Mazzetti

Il punto di incrocio ideale tra la lirica di Antonia Pozzi e la poesia di Patrizia Cavalli.

L’esordio di una voce poetica giovanissima e assolutamente personale.

Avrei preferito non vederti più.
Ed incontrarti solo oggi.
Amore. Nostalgia. Futuro. Ironia, e disperazione. Tutto si intreccia nel talento di questa giovane poetessa, molto nota nel circuito underground che adesso restituisce per la prima volta un corpo alla sua opera.

Il vento dentro

Serena, abbandonata dal suo compagno Filippo dopo anni di convivenza, accetta l’invito rivoltole dall’amata zia Cettina a passare le vacanze con lei sperando di ritrovare se stessa tra i profumi di quella casa piena di ricordi e il dolce calore della presenza di sua zia.

Sul sito della casa editrice è disponibile sia in versione cartacea (http://bit.ly/2pg20Yh) che in ebook (http://bit.ly/2pg20Yh).

A breve disponibile in tutte le librerie.

Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott

Romina Angelici, autrice e studiosa dei classici della letteratura, ha ripercorso l’intero arco dell’esistenza di Louisa May Alcott narrando, tra le vicissitudini familiari, gli eventi storici e l’attività letteraria, i cinquantacinque anni di vita della straordinaria scrittrice americana. Pagina dopo pagina, possiamo osservare Louisa correre e saltare le staccionate come un maschiaccio, difendere i più deboli e promettere di provvedere economicamente alla sua famiglia. La vediamo così partire per Boston dove, tra amarezze e sacrifici, comincia a pubblicare le sue storie e a farsi conoscere. Poi, nel 1868, la svolta. Viene pubblicato “Piccole donne” e il successo è immediato: Louisa non avrebbe mai potuto immaginare che i ricordi della sua infanzia l’avrebbero resa una delle scrittrici più famose e lette al mondo. Amata da intere generazioni di lettori, scrisse moltissimo nel corso della sua carriera letteraria e avrebbe scritto ancora tanto se il destino le avesse concesso altro tempo: l’esperienza come infermiera durante la Guerra di Secessione fu tragica anche per le conseguenze letali che ebbe sulla sua salute. Offrendo ai lettori un ritratto affettuoso e completo, quest’opera va finalmente a colmare la vistosa lacuna tra le pubblicazioni biografiche in italiano.
Indice degli argomenti:
I. Volevo essere Jo March
II. I primi anni
III. La passione per i viaggi
IV. Momenti bui
V. L’esperienza devastante della guerra
VI. In Europa come dama di compagnia
VII. Una scrittrice di successo
VIII. Il lento declino fisico
IX. Il viaggio del pellegrino
X. I romanzi per ragazzi
XI. Louisa in versione natalizia
XII. Nel baule dei manoscritti di Jo
XIII. I derivati

Link di acquisto: Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott (Windy Moors Vol. 16) https://www.amazon.it/dp/B07BBSM4X4/ref=cm_sw_r_cp_apa_V35QAbJEFZP8X

Ballata per Fabrizio De André novità Edizioni BeccoGiallo

Bocca di Rosa, Piero, Tito, Michè, Marinella, Angiolina, Andrea, e ancora un Gorilla, un Giudice, Carlo Martello, Pasquale Cafiero: che cosa succede se i protagonisti delle canzoni di De André prendono magicamente vita per raccontarci — in prima persona e dal loro privilegiato punto di vista— il loro stesso indimenticato creatore?

Ieri cantavo i vinti, mentre oggi canto i futuri vincitori: quelli che coltivano la propria diversità con dignità e coraggio. I nomadi, per esempio, e tutti quelli che attraversano i disagi dell’emarginazione senza rinunciare ad assomigliare a se stessi.
Fabrizio De André

Coco Chanel novità Hop edizioni

Gabrielle Coco Chanel incarna ancora oggi l’emblema della donna imprenditrice. Ha dimostrato a tutti e a tutte che con il solo lavoro è possibile arrivare laddove nessuno era arrivato prima: a costruire una fortuna immensa contribuendo in modo determinante alla causa femminile. Chanel ha infatti restituito alle donne la libertà e l’ha fatto attraverso la moda, eliminando busti, velette e imbottiture che ne limitavano i movimenti e definivano l’immagine femminile come immagine di fragilità e leziosità. Ricordata per il suo stile e il suo carattere inconfondibili – con le larghe narici, gli occhi vispi, il caschetto corto, la sigaretta tra le labbra, le forbici al collo e la verve polemica – rappresenta la donna sicura, sola e autosufficiente, amante delle arti e del lavoro. La sua è la storia di un’incredibile ascesa: la rivincita della contadina. Figlia di ambulanti, divenuta ricchissima e celebre in tutto il mondo, da adulta ha rinnegato le umili origini e l’infanzia trascorsa in orfanatrofio e ha costruito una biografia personale, mistificando la realtà.


Il libro ripercorre invece la vita rinnegata, illustrando le ascese e le cadute di Coco, dai tentativi fallimentari di diventare cantante di caffèconcerto all’umiliazione di essere l'”irregolare” di Etienne de Balsan, dalle prime attività come modista a Parigi e Deauville fino alla nascita dell’impero Chanel con la collaborazione dell’adorato Boy Capel. Per non dimenticare il rapporto con la spia tedesca Spatz, l’accusa di collaborazionismo con il regime nazista e la fine della casa di moda, gloriosamente rinata negli anni Cinquanta, con il favore americano.
Elena Triolo ha elaborato – con il suo tratto sicuro e graffiante – un’interpretazione fiera e altera della stilista, non senza un tocco di ironia. Ha scelto di utilizzare una palette giocata esclusivamente sui colori base della moda Chanel.

Ikkos: l’Atleta di Taranto

Taranto, città dell’acciaio, ma soprattutto di uomini d’acciaio. Come Ikkos, atleta leggendario che nel 480 a.C. trionfa alle gare di Olimpia e diventa il protagonista dell’omonimo romanzo scritto da Lorenzo Laporta per Mandese Editore.

Si chiama “Ikkos, l’atleta di Taranto” ed è un racconto in cui s’intrecciano mito e storia, sport e valori positivi. Il lavoro prende le mosse dal ritrovamento, negli anni ’50, dello scheletro dell’atleta (con annesso corredo funerario) e diventa lo spunto per un salto indietro nel tempo, rigorosamente romanzato. Laporta gioca con questo parallelismo tra le due figure e lascia che Ikkos diventi emblema di riscatto.