Prossime uscite in libreria

Cosa ci aspetta in libreria questa settimana? Il ritorno di uno scrittore e di una scrittrice amatissimi dai lettori: Diego Galdino e Alice Basso.

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In uscita domani 24 aprile

Il primo caffè del mattino si conclude con una domanda a cui nessuno risponde. Una dichiarazione d’amore bellissima, che purtroppo non è bastata al povero Massimo, proprietario di un piccolo bar nel cuore di Trastevere, per convincere la ragazza francese di cui si è innamorato a restare a Roma con lui. Sono passati due anni da allora e nella vita di Massimo sono cambiate molte cose, così come nel bar Tiberi, dove però, tra addii e nuovi arrivi, l’atmosfera è rimasta quella di sempre, allegra e impertinente. Poi, un giorno, come in un déjà vu, al bar piomba un’incantevole ragazza dai grandi occhi blu. Si chiama Mina, viene da Verona e lavora in un noto negozio del centro. Tutto questo, però, Massimo ancora non lo sa, sa solo che la giovane è alla ricerca del famoso bar dove si prepara il caffè alla Nutella più buono del mondo. E a lui non resta che arrossire e annuire. Sarà il primo di tanti caffè. E, tra una romantica passeggiata romana e l’altra, l’amicizia tra i due si trasformerà presto in qualcosa di più. Ma, proprio quando le cose iniziano a funzionare, il passato torna a bussare, prepotente, alla porta. Per Massimo si prevedono giorni difficili. E dovrà fare una scelta. Una scelta di cuore, perché lui ne ha soltanto uno da donare. Finalmente in libreria l’atteso seguito de Il primo caffè del mattino, il romanzo più amato e letto dello scrittore-barista Diego Galdino, tradotto con successo in Spagna, Germania e Polonia.

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In libreria dal 26 aprile

Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale: può scrivere chiusa in casa in compagnia dei libri, ma soprattutto può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone e di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Un’empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che Vani è la migliore, l’unica in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori di thriller. Anche la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e il commissario le ha chiesto di collaborare. E non un commissario qualsiasi, bensì Berganza, la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli. O così parrebbe. Perché la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.

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Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

“Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”.

(Francis Scott Fitzgerald)

I nostri consigli di lettura per voi

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Lunavulcano al Premio Strega

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Tra realtà e finzione, la storia toccante e avvincente di un vero “rompicapo” esistenziale che dalla tastiera dello smartphone attraversa i vicoli tranquilli di un piccolo paese di provincia e le strade caotiche di una metropoli, fino a raggiungere il cuore dell’Africa.
Due donne si sfidano quasi ogni sera sulla schermata online di Ruzzle, nella ricerca agguerrita del più alto numero di parole di senso compiuto. Non si sono mai viste. Giorno dopo giorno, partita dopo partita, nasce la curiosità di conoscersi. Cominciano così a chattare e a raccontarsi reciprocamente. Sono messaggi brevi, scritti perlopiù fugacemente, che però colgono l’essenza delle confidenze più intime.
Emergono, così, desideri ed emozioni appartenenti a vite molto diverse. Due esistenze che scorrono parallele, combinandosi e scomponendosi a colpi di parole: Isabella è una giornalista impegnata nel sociale e sempre in viaggio. L’Africa è nel suo cuore. Alla soglia dei quarant’anni, non ha figli, e riflette sulla maternità nel senso più ampio del termine.
Lunavulcano, come molte donne, si divide tra lavoro e famiglia. Le sue giornate si susseguono secondo un ritmo cadenzato da impegni prevedibili, che ruotano perlopiù intorno al suo mondo affettivo. La sua vita è solida.
O sembra esserlo… Infatti, non tutto è come appare e così, anche nel romanzo di Isabella Schiavone, il gioco delle parole diviene gioco degli equivoci e quelle stesse lettere, ordinate in un altro modo, conducono il lettore, pagina dopo pagina, verso altre verità… e alla scoperta di un finale davvero sorprendente.

“Quell’incastro di parole, dall’alto in basso, da destra verso sinistra, in ogni direzione, indica metaforicamente una strada da percorrere per risolvere i problemi: magari la più fantasiosa, la più creativa, nonché la più inaspettata”   Isabella Schiavone

Candidato Premio Strega

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Georgiana di Deborah Begali

Elaborato nell’intreccio, personaggi molto curati, originali e alternativi rispetto agli ordinari clichè regency e fatti agire in un contesto storico particolareggiato e ricostruito nei minimi dettagli, senza appesantimenti descrittivi.

Articolata su una pluralità degli sfondi, senza rimanere ancorati alla fissità di un’unica scena, la storia di Georgiana, che definirei più che avventurosa, contrastata, si dipana diversificando ambienti e situazioni con l’annesso e relativo apparato di regole, oggettistica, lessico specifici (cfr. terminologia ippica, nautica, militare).

Una scrittura molto godibile.

Gli eventi si susseguono a ritmo incalzante tra ricevimenti, serate di ballo, passeggiate a cavallo e tranquille giornate trascorse in un cottage di campagna a scrivere. La vita della giovane Georgiana è destinata a oscillare vertiginosamente dalle stelle alle stalle con una velocità impressionante.

Diverse sono le situazioni che richiamano Orgoglio e Pregiudizio: dalla presentazione dello sdegnoso Lucas Benedict, ricco e annoiato, ai suoi modi sprezzanti e alla proposta insolente.

Era nato ricco, figlio unico ed erede di un casato facoltoso e aveva a disposizione una rendita che superava le diecimila sterline.

Le complicazioni sentimentali conseguenti a una proposta di matrimonio, che potrebbe essere risolutiva, conducono ad altrettante complicazioni della trama e a condotte poco coerenti da parte dei protagonisti.

Come verrà risolto l’antico dilemma per una signorina di buona famiglia ma priva di mezzi costretta a scegliere tra il desiderio di sistemazione e la ricerca del vero amore? Sono ammissibili i compromessi?

Ripensò al modo in cui l’aveva trattata e cercò di comprendere le ragioni del folle gesto che l’aveva portata ad andarsene. Non capiva. Non poteva proprio, arido com’era di comprensione nei confronti del genere umano, femminile soprattutto.

Difficile trovare qualità che lo rendano fascinoso in questo protagonista maschile tutt’altro che simpatico; nonostante Georgiana sia una ragazza volitiva e determinata, al cospetto di lui diventa fragile argilla che perde la lucidità.

Ma la memoria non la aiutava. Era come se una candela fosse stata avvicinata a una lettera. Pian piano si scioglieva l’inchiostro, la carta si ritirava e il fuoco ombreggiava ogni cosa. Non rammentava nient’altro.

Nessuno dei due ha fatto i conti con l’irresistibilità del destino e dei sentimenti che sovvertono le regole e le distinzioni, ma non voglio rovinarvi il finale…

Libri, amori e segreti – Aprile

Siamo arrivati all’uscita di aprile e alla riunione mensile del club del libro che questa volta si tiene nell’immensa casa affacciata sul mare di Serena, o meglio nella sua orangerie.

Lo scenario è incantevole e sembra sprigionare il suo fascino conturbante anche sulla serata, avvolgendola di profumi e romanticherie. Il libro preso in esame è un vero e proprio classico della letteratura, Jane Eyre, con la quale Serena sente subito di avere delle inspiegabili affinità, non così evidenti. In questa occasione, infatti, la trasposizione di personaggi e storia del romanzo non può essere automatica e priva di adattamenti avvenendo in tempi e circostanze moderni. Ma Della Parker ci ha abituato a felici esperimenti in questo senso che ci portano a ritrovare in Serena, non una giovane orfana vessata da zii e cugini ma comunque una figlia ignorata da genitori e sorelle anaffettivi, impegnata anche lei in un certo senso nell’insegnamento in quanto preside di una scuola, e un Mr Rochester che per assonanza diventa Mr Winchester e non nasconde in soffitta la moglie, peraltro problematica, dalla quale si sta separando in modo piuttosto tumultuoso.

In questa affatto idilliaca situazione, la lettura del romanzo di Charlotte Bronte con la sua carica di passione e sconvolgimento, incide a livello emozionale: la complicata realtà quotidiana con i suoi imprevisti, le inaspettate tragedie, i drammi improvvisi, si scontra con il sogno di essere un’eroina del diciannovesimo secolo.

Il fatto è che nei momenti difficili e concreti della vita sono molto più efficaci le premure vere di un gruppo di amiche affettuose e solidali e il calore di un timido sentimento nascente da cui farsi convincere e circondare, ma come questo avverrà è tutto da scoprire tra Libri, amori e segreti.

“La moglie scomparsa” di Sheila O’Flanagan da oggi in eBook!

Per tutti coloro che conoscono Imogen Naughton, la sua decisione di scomparire nel nulla appare incomprensibile. E allora perché fuggire da un giorno all’altro senza dare spiegazioni? Lo stesso Vince, marito di Imogen, innamorato della moglie e convinto di avere tutto sotto controllo, non capisce quel gesto e decide di cercarla. L’impresa però non è affatto facile, perché quando Imogen ha deciso di mollare tutto, ha cancellato ogni traccia di sé. Vince riuscirà a ritrovarla? E lei sarà in grado di affrontarlo e fare i conti con le sue nuove consapevolezze?

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Torna Parole in cammino Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia Siena, 6-8 aprile 2018 II EDIZIONE

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Dal 6 all’8 aprile 2018 a Siena torna per la sua seconda edizione Parole in cammino, il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia, realizzato all’Associazione La Parola che non muore e ideato e diretto da Massimo Arcangeli.

Il progetto generale, promosso dall’associazione La parola che non muore e sviluppato con il sostegno del Comune di Siena, della Regione Toscana, dell’Università per Stranieri di Siena e dell’Università degli Studi di Siena, e con la collaborazione della Fondazione Bianca Piccolomini Clementini e delle case editrici Zanichelli e Aracne, è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, alle nuove forme di “capitalismo linguistico”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Il progetto, nato nel 2017, punta a fare della città di Siena il centro strutturale, organizzatore, propulsore di una manifestazione annuale che potrà coinvolgere, negli anni le tre città della Toscana sede di altrettante università (Firenze, Arezzo, Pisa) nonchéregioni, città, cittadine e borghi italiani non toscani disposti a realizzare uno o più eventi, per un percorso tematico comune, all’interno di altre manifestazioni culturali (come ilFestival della Crescita, manifestazione itinerante con sede a Milano anche quest’anno nostro partner a Siena, e le Feste Archimedee di Siracusa). Per l’Italia centrale saranno anche quest’anno più direttamente coinvolti quattro festival, già gemellati in un progetto culturale di “cultura in cammino” (la Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, il Futura Festival di Civitanova Marche, La parola che non muore di Civita di Bagnoregio, ANTICOntemporaneo di Cassino), rappresentativi di UmbriaMarcheLazio, le regioni che, insieme con la Toscana, hanno visto affiorare le prime testimonianze dei volgari italiani: i Placiti capuani (960-963), il graffito della catacomba di Commodilla (prima metà del IX sec.), l’iscrizione di San Clemente (fine XI sec.-inizio XII sec.), la Passione cassinese (fine XII sec.), l’Inventario dei beni di Santa Maria di Fondi (fine XII sec.) per il Lazio; la Formula di confessione (inizio XII sec.) e il Cantico delle creature di san Francesco per l’Umbria; la Postilla amiatina (1087), il Conto navale pisano (inizio XII sec.), la Testimonianza di Travale (1158), le Decime di Arlotto (1160-1180), l’Annotazione pistoiese (1187-1208), il Ritmo laurenziano (fine XII sec. – inizio XIII sec.), alcuni documenti della badia di Coltibuono (fine XII sec. – inizio XIII sec.), i Frammenti di un libro di conti di banchieri fiorentini (1211), il Ritmo lucchese (1213) per la Toscana; la Carta osimana (1150 o 1151), la Carta fabrianese (1186), la Carta Picena (1193), il Ritmo su Sant’Alessio (inizio XIII sec.) per le Marche.

Tre giorni di incontri, un centinaio di ospiti tra accademici, intellettuali, poeti, scrittori, artisti, giornalisti. Tra gli altri: Matteo Renzi, che inaugurerà la giornata di apertura del 6 aprile in un incontro ispirato al volume di Massimo Arcangeli Renziario e dedicato alla comunicazione elettorale al tempo della Rete, Marc Augé, Corrado Augias, Edoardo Boncinelli, Aldo Cazzullo, Marco Franzelli, Carlo Freccero, Vera Gheno, Giulio Giorello, Alessandro Masi, Mario Morcellini, Isabella Schiavone, Mario Tozzi.

Delle quattro iniziative collaterali alla manifestazione che, nella loro fase finale, approderanno al festival, la prima è indirizzata a coinvolgere le scuole senesi, ma anche tutte le altre scuole toscane disposte a sposarla, e consiste in un’attività di laboratorio: la realizzazione di un progetto sulle parole che sono in grado di cambiare il mondo. Altre due iniziative sono invece contest incentrati su definizioni d’autore e sulla riscrittura della Costituzione italiana in tweet e twylls, interamente o parzialmente in emoji, con il Metodo Twletteratura e la piattaforma Betwyll.

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Il profumo del mosto e dei ricordi

Risultati immagini per il profumo del mosto e dei ricordiSi può fuggire dal dolore e si può decidere di chiudere fuori il passato dalla nostra vita, ma i legami familiari sono qualcosa di troppo forte e incancellabile per non tornare a chiedercene ragione.

Il profumo del mosto e dei ricordi ci insegna non solo che ogni libro racchiude una storia unica, ma anche che ogni persona è frutto di destini diversi ed è il risultato di più storie che si incontrano.

Inutile opporre resistenza, far finta di dimenticare: il passato è più tenace e prepotente e trova la via del cuore attraverso uno dei tanti cassettini insondabili della memoria che improvvisamente viene dischiuso da un profumo, una lettera, un nome…

Lavinia vive con sua madre a Firenze dove studia come restauratrice; cresciuta senza sapere di avere un nonno, si ritrova improvvisamente a dover partire per il basso Salento per ricevere in eredità la Masseria che lui le ha lasciato.

Il Salento è tutto un altro mondo rispetto a quello della città in cui è sempre vissuta: l’azienda agricola del nonno è in evidente stato di difficoltà ma pullula di vita e calore umano: tutte quelle persone che hanno vissuto e lavorato per tanti anni nella masseria e che riescono a restituire a Lavinia il suo passato e le sue radici e a trasmetterle il senso di appartenenza a quel luogo, a quella terra così amata da nonno Umberto, così preziosa, così viva.

Riflettei e mi sentii vuota come l’interno di una conchiglia scavata dal mare. A cosa tenevo io? Adoravo la mia città, il mio lavoro, ma c’era qualcosa per cui nutrissi una così forte passione? Amavo l’arte, sì, ma non tanto quanto loro amavano quella terra.

La ragazza non è abituata alle manifestazioni d’affetto e si ritrae spaventata, anche se, nello stesso tempo,  si sente inspiegabilmente attratta dalla Masseria Rosa Bianca che in ogni angolo, ogni recesso, ogni centimetro della tenuta, persino tra ogni filare di vite, nasconde un segreto e una storia di vita vissuta che merita di essere riportata alla luce e tramandata nel tempo.

Perché è la memoria a donarci un senso di appartenenza al mondo. Facciamo parte di questa o quella realtà, poiché ricordiamo. La memoria costituisce la nostra identità.

Se la reazione iniziale era stata di chiudere la porta in faccia a quel passato che si ripresentava nell’intento di liberarsene vendendo la masseria, presto Lavinia troverà più di un motivo per ricredersi.

Un intreccio affatto banale e scontato, proprio come semplice e lineare non è vivere i sentimenti in modo autentico oggi.

Una scrittura bellissima, fatta di belle parole e di belle immagini, pregna, intensa, emozionante:

Detesto l’estate, sono un tipo cui piace l’autunno. Non amo il clamore delle giornate di sole. Sono per me come quelle folle che urlano e ridono, mentre in un angolo sei solo con il tuo bicchiere di malinconia. Amo le giornate uggiose, perché le nubi e la nebbia sanno nascondere ciò che invece svela la luce.

Presto Lavinia si rende conto che le sue radici sono indissolubilmente legate a quelle degli ulivi che dimorano la terra di suo nonno e che i legami familiari non si spezzano mai, nemmeno quando la morte o una scelta sbagliata li separa:

Esistono solchi ben più profondi di quelli scavati da un ulivo, che impiega secoli per tenersi stretta la sua zolla e levarsi verso il cielo. Sono le radici del cuore.

 

Dal 29 marzo in libreria “NON SI UCCIDE PER AMORE” di Rosa Teruzzi – Sonzogno

Tornano, con una nuova avventura, le tre detective del casello ferroviario di Milano

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Un foglietto, ormai ingiallito, trovato in una vecchia giacca nel fondo di un armadio, riporta la memoria di Libera, la fioraia del Giambellino, all’episodio più doloroso della propria vita. Quella giacca è di suo marito, ucciso vent’anni prima senza che sia mai stato trovato il colpevole, e quel biglietto sembra scritto da una donna. Dopo essersi improvvisata detective, nei romanzi precedenti, per risolvere i casi degli altri, questa volta Libera trova il coraggio per rivangare le vicende del suo passato.
Con l’aiuto della madre bizzarra e di una giovane cronista di nera, e nonostante la vana opposizione della figlia poliziotta, si spingerà fino in Calabria per guardare in faccia l’amara verità.

«Che cosa le stava succedendo? Cos’era questo desiderio insano di scoperchiare segreti, proprio lei che era sempre stata una campionessa di discrezione?»

E tu splendi di Giuseppe Catozzella #esceoggi

51K-jUNqEhL._SX317_BO1,204,203,200_Arigliana, “cinquanta case di pietra e duecento abitanti”, è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente che non è più un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile tra la piazza, la casa e la bottega dei nonni; intorno, una piccola comunità il cui destino è stato spezzato da zi’ Rocco, proprietario terriero senza scrupoli che ha condannato il paese alla povertà e all’arretratezza.
Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre – sono rimasti senza la mamma –, rischia di spaccare Arigliana, sconvolta dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? è l’irruzione dell’altro, che scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, però, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni.
Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore.
Attraverso questa voce irriverente, scanzonata eppure saggia, Catozzella scrive un romanzo potente e felice, di ombre e di luce, tragico e divertente, semplice come le cose davvero profonde.

E quando le cose ti chiamano, ti chiamano.
Quando sono lì, sono lì per noi.
Non importa se ci sono state per un secondo o da sempre.