Confessione di un amore ambiguo

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Ma una notte, mentre Lauri è vittima di uno strano sonno, Alma fugge lasciando poche tracce dietro di sé: mancano una manciata di disegni e qualche gioiello. Indizi flebili, piste assurde costringono Lauri a trasformare improvvisamente la propria esistenza, alla ricerca della moglie, fino ad arrivare a un epilogo sconvolgente per cui nulla sarà più come prima.
Lauri, chirurgo, è sposato da dodici anni con Alma, disegnatrice. Vivono un’esistenza tranquilla suggellata da un amore assoluto, nella villa Ducrot a Palermo, in riva al mare, in quella che fu una delle più misteriose dimore di un’antica famiglia di origini francesi.
Angelo Di Liberto, con una lingua di elegante bellezza, scrive un potente romanzo d’amore che si muove tra la letteratura dell’oblio di Pierre Michon e il giallo enigmatico di Georges Simenon.
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PREMIO NEBBIAGIALLA PER LA LETTERATURA NOIR E POLIZIESCA 2018

Ecco i nomi dei quattro finalisti della IX edizione del Premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca 2018:

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Daniele Bresciani “Nessuna notizia dello scrittore scomparso” – Garzanti
Giuseppe Di Piazza “Malanottata” – Harper Collins
Ilaria Tuti “Fiori sopra l’inferno” – Longanesi
Paola Barbato “Non ti faccio niente” – Piemme

La premiazione si terrà sabato 15 settembre 2018 a Suzzara (MN).

I nomi dei finalisti per le sezioni degli inediti (racconti e romanzi) saranno invece diffusi nel mese di luglio 2018 e la premiazione avverrà sempre il 15 settembre 2018.

Il premio NebbiaGialla per la letteratura noir e poliziesca per romanzi editi è giunto alla IX edizione, al vincitore verrà assegnata un’opera d’arte realizzata da un importante artista contemporaneo. Nell’albo d’oro dei vincitori delle precedenti edizioni figurano autori, tra gli altri, come Maurizio de Giovanni, Claudio Paglieri, Giovanni Negri, Massimo PolidoroGiuliano Pasini e Gianni Farinetti vincitore dell’ultima edizione.

Nel cuore di Jane – Ri-leggendo Persuasione

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Beatrice Battaglia rilegge Persuasione, l’ultimo romanzo compiuto di Jane Austen. L’unico in cui parla d’amore senza filtri e senza ricorrere alla sua notoria ironia.

Si è parlato molto della quota autobiografica inserita da Jane Austen nella creazione delle sue eroine e Anne Elliot è quella che maggiormente sembra rappresentarla ed esprimere tutto il suo rimpianto per l’amore della vita perduto.

Dopo un viaggio a ritroso nelle sue opere precedenti, analogo a quello percorso dalla prof. Battaglia, con il suo romanzo Nel paese degli amori maledetti -che altro non è se non la sua personalissima versione di Persuasione-, Jane Austen è pronta a parlare di “quella passione, quel desiderio che la società patriarcale con i suoi valori le ha negato”.

Scomparsa la leggera risata di Elizabeth e archiviata la verve dissacrante e irriverente di Mary Crawford, la scrittrice si astiene da qualsiasi intervento o commento e la lettrice rimane sola a identificarsi con Anne attraverso la quale vede e sente identificandosi completamente con le sue emozioni, i suoi sussulti, i suoi sentimenti.

Improvvisamente giunge la consapevolezza che Jane Austen non poteva parlare di amore, come fa in Persuasione, con quegli accenti accorati e struggenti, se non avesse amato e perso. Persuasione è la più bella e sincera rappresentazione dell’amore femminile. E quando chiudiamo il libro, e avvertiamo un’ombra a oscurare quel lieto fine, non è la tristezza di Anne che sentiamo, ma è perché intravvediamo le lacrime dell’autrice, scrive il poeta Harold Bloom.

Una Beatrice Battaglia decisamente ispirata individua il giusto registro lirico che conduce irrimediabilmente ad amare ancora di più -se possibile- questo romanzo e la sua autrice.

Dopo aver ammesso di aver sempre tralasciato, nelle sue analisi, Persuasione, la studiosa sceglie questo particolare momento della sua vita per rileggerlo e lo fa raggiungendo vette di struggente poesia:

Ma qui, in Persuasion, è il grande amore perduto per sempre. E che era il grande amore, te ne puoi accorgere solo quando l’hai perduto; solo quando il passare del tempo ti dice che l’hai perduto per sempre.

Fa parte del volume anche una sezione intitolata Austeniana che comprende gli atti di una conferenza tenuta dalla stessa professoressa Battaglia a Mirandola nel febbraio 2017 e delle recensioni di opere critiche inglesi.

Un saggio che non può mancare nella biblioteca personale di ogni janeite che si rispetti e di cui ringrazio, lusingata, Beatrice Battaglia. E ora, tutti a ri-leggere Persuasione!

http://www.liguori.it/schedanew.asp?isbn=6761

 

Nasce Medical Noir

Da un’idea di Francesco Bogliari, editore di INK, e di Danilo Arona e Edoardo Rosati, chiamati a dirigerla, nasce Medical Noir, la nuova collana che unisce due generi – il medical e il noir appunto – indiscutibilmente amati da lettori e non.

Di origine tipicamente anglosassone – basti pensare a Robin Cook, Richard Preston o Patricia Cornwell – il medical è un genere che vanta esempi illustri anche nel nostro Paese: Luigi Rainero Fassati, Carlo Lucarelli o Mariano Bizzarri e Guglielmo Brayda, solo per citarne alcuni. Un filone letterario figlio della modernità, della medicina odierna “no limits” e delle tante paure a essa collegate.

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Medical Noir propone storie avvincenti di autori italiani costruite sui temi, sugli intrighi e sulle location della Medicina: dalla detection moderna alla Kay Scarpetta di Patricia Cornwell al thriller storico (con fantaplot medicali ambientati nell’antichità), dall’apocalisse prossima ventura (a base di pandemie e contagi planetari) alla fantascienza (si pensi ad “Andromeda” di Michael Crichton) fino all’horror goticheggiante: del resto, cos’è il “Frankenstein” di Mary Shelley se non un pionieristicomedical noir?

Il primo titolo in uscita è La maledizione della croce sulle labbra in uscita il 21 giugno 2018, scritto a quattro mani dai due direttori di collana, Danilo Arona eEdoardo Rosati. Altri due titoli sono previsti a ottobre.

Gli ET illuminano l’estate!

Telo-Mare-Top

Anche quest’anno è tornata la super promozione Einaudi tascabili e il telo mare è proprio da non perdere!

Potete trovare la promozione nelle librerie aderenti oppure on line su ibs.it e lafeltrinelli.it 

Quali libri scegliere dal vastissimo e meraviglioso elenco in promozione? Ci pensiamo noi a guidarvi nella scelta! Ecco la nostra personalissima selezione per voi.

Enjoy Summer!

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Una marina di libri

Una marina di libri, festival dell’editoria indipendente di Palermo, giunta alla sua nona edizione è organizzata dal C.C.N. Piazza Marina & Dintorni, Navarra Editore e Sellerio.

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L’edizione 2018 della manifestazione si svolgerà dal 7 al 10 giugno nel suggestivo scenario dell’Orto botanico dell’Università degli Studi di Palermo (via Lincoln, 2).

Il festival verrà inaugurato giovedì 7 giugno alle 17.
La manifestazione termina ogni giorno alle 24, con chiusura dei cancelli e ultimo ingresso alle 23:30.
Venerdì 8 giugno, la manifestazione chiuderà a pranzo dalle 14 alle 16:30; sabato 9 e domenica 10 giugno l’ingresso sarà continuato dalle 10 alle 24.

Ecco le case editrici indipendenti che parteciperanno alla nona edizione di Una marina di libri, in programma all’Orto botanico di Palermo dal 7 al 10 giugno:

21 editore
40due edizioni
66thand2nd
ad est dell’equatore
Alessandro Polidoro Editore
Angelo Mazzotta editore
Arkadia Editore
Autori Riuniti
Babalibri
Barta
Bonfirraro Editore
CartaCanta
Casa Editrice Giuntina
CasaSirio Editore
Centro di studi filologici e linguistici siciliani
Coazinzola Press
Corrimano edizioni
Dario Flaccovio Editore
Del Vecchio Editore
Di Girolamo Editore
Drago Edizioni 
Edicola
Editrice il Sirente
Edizioni Arianna
Edizioni Black Coffee 
Edizioni Caracol
Edizioni Clichy
Edizioni E/O
Edizioni Estemporanee
Edizioni Henry Beyle
Edizioni Kalós
Edizioni LEIMA
Edizioni Lindau
Edizioni Museo Pasqualino
Edizioni People & Humanities
Edizioni Spartaco
Emons libri & audiolibri
Ensemble
Exòrma Edizioni
Fondazione Ignazio Buttitta
Giambra Editori
Giulio Perrone Editore
Glifo Edizioni
Gorilla Sapiens Edizioni
gran vía
il Palindromo
Infinito Edizioni
inKnot Edizioni
Iperborea
Istituto Poligrafico Europeo | Casa Editrice
Kite Edizioni
L’orma editore 
La Corte Editore
laNuovaFrontiera
Editori Laterza
Laurana Editore
Lavieri edizioni
LiberAria Editrice
Marcos y Marcos
Marotta&Cafiero editori
Mesogea
minimum fax
Miraggi Edizioni
Mohicani Edizioni
Navarra Editore
Neo Edizioni
Nessun Dogma
New Digital Frontiers
nottetempo
Nuova Ipsa Editore
Nutrimenti
Odoya
Officina di Studi Medievali
Orecchio Acerbo Editore
Picarona Italia
Pietro Vittorietti Edizioni
Qanat 
Quodlibet 
Rapsodia Edizioni
Red Star Press
Rosenberg & Sellier
rueBallu Edizioni
Safarà Editore
Sagoma Editore
Scrittura & Scritture
Sellerio
Sinnos editrice
Spazio Cultura Edizioni
Splēn edizioni
SUR
Torri del Vento edizioni
Tunué 
Valtrend editore
Vànvere edizioni
VerbaVolant edizioni
Voland
Zap Edizioni

Qui potete vedere l’elenco delle presentazioni e degli eventi  Programma completo 

Se sarete a Palermo e volete dei “consigli per gli acquisti” ecco i nostri suggerimenti per voi

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L’eterno movimento di Veronica Ventavoli

Veronica Ventavoli si classificò terza a Sanremo Giovani 2005 con il brano L’IMMAGINARIO. Dopo un periodo di assenza dalla scena musicale, periodo in cui si è dedicata al conseguimento della Laurea in Storia e a esperienze nel campo del giornalismo, è tornata alla musica lo scorso anno con un nuovo singolo intitolato SENZA DI TE. Oggi, a distanza di qualche mese da quella uscita, torna a proporre alle radio un nuovo brano intitolato ETERNO MOVIMENTO, pop dal passo molto radiofonico e caratterizzato da belle sonorità anni ‘90 che mettono in luce la particolare espressività vocale dell’artista. Scritto da A. Ianni, S. Pulvirenti (compositore candidato al David di Donatello 2014) e A. Simeone, produzione Antonio Ianni/A&P Amati, edizioni musicali APbeat.

Veronica ha iniziato a cantare all’età di 15 anni collaborando con diverse agenzie di spettacolo e associazioni musicali, in veste di solista o all’interno di formazioni pop/rock. Ha partecipato a svariati programmi televisivi su reti regionali e nazionali (ospite fissa di “Vivere Meglio” 2003-2004 su Rete4, di cui era anche interprete della sigla) e a concorsi, forte di un’ottima presenza scenica e di una voce potente e molto espressiva. Nel 1997 vince il “Festival Nazionale degli Interpreti”. Nel 2000 diventa la voce degli Ultraviolet, band electro pop con la quale registra un disco con la Warner. Nel 2004, conclusa l’esperienza con gli Ultraviolet, partecipa come solista all’Accademia della Canzone di Sanremo, e vincendola acquisisce il diritto a partecipare al FESTIVAL DI SANREMO 2005 nella categoria Giovani, firmando contemporaneamente un contratto con la Universal. Alla kermesse sanremese presenta il brano L’immaginario, con il quale si classifica al 3° posto. A tale esperienza, nel 2006, ha fatto seguito l’uscita dell’album L’amore è semplice, per Platinum Studio/Universal e la partecipazione a numerose serate musicali organizzate da radio e televisioni tra cui Rai, Mediaset, Video Italia, Odeon TV, RTL 102,5 e Radio Italia Network. Nel 2009 e nel 2010, con la produzione di Antonio Ianni, incide i singoli “Ma l’amore che cos’è?” e “L’amore si deve imparare”, che superano le preselezioni per il Festival di Sanremo senza però riuscire ad accedere alle serate finali. Successivamente si dedica al completamento degli studi universitari e a un Master in Giornalismo, concedendosi di tanto qualche ospitata e qualche concerto col progetto Acusticanto Project Live. Nel 2017 torna alla discografia originale con un nuovo singolo intitolato “Senza di te”.

 

 

Sotto gli alberi di Thomas Hardy

Anteprima Fazi Editore

Oh felice Hardy! Chi l’avrebbe detto che anche tu nascondevi un lato così leggero e ilare. In Sotto gli alberi c’è lo sguardo divertito e affascinato di chi guarda con tenerezza e un po’ di nostalgia a un passato che si è perso, a un piccolo mondo che è andato perduto.

Il libro si apre con uno strampalato corteo di figurine che si addentrano come silhouette nel bosco, lungo il sentiero che conduce alla casa del carrettiere per brindare con il sidro nuovo, appena spillato.

Mai avrei potuto immaginare un sentiero più magico di quello di Mellstock, attraversato dal coro dei cantori tra gli alberi argentati splendenti nella notte della vigilia di Natale.

Il crepitare delle fiamme nel focolare e l’aroma del vischio di cui è addobbata la casa del carrettiere giungono fin qui a rallegrare l’animo e a riscaldare il cuore.

Li sentiamo discorrere e vantare la maggiore o minore celestialità dei loro strumenti:

“Per quanto riguarda l’aspetto”, disse il carrettiere, “non mi sembra che un violino sia molto più vicino al regno dei cieli di un clarinetto. Anzi è ancora più lontano. Nell’aspetto di un violino c’è sempre quel qualcosa di vizioso e canagliesco che fa pensare che il Maligno ci abbia messo le mani; invece i clarinetti li dovrebbero suonare gli angeli del paradiso o qualcosa del genere, sempre che uno voglia credere ai dipinti”. […]

E nel silenzio vediamo perdersi i loro discorsi in un disegno superiore:

Nelle pause della conversazione si avvertiva oltre il soffitto la presenza di un piccolo mondo di sommessi rumori e scricchiolii generati dagli zoppicanti ingranaggi dell’orologio, un mondo che non si era mai spinto più in là della torre campanaria in cui erano nati, sollevando nelle menti più meditative la suggestione che proprio di lì passasse il sentiero del tempo.

Delizioso racconto, giocato sull’incastro di due storie, quella del coro che viene estromesso dalla chiesa dal nuovo vicario deciso a soppiantarlo con il più moderno organo, e quella del corteggiamento di Dick a Fancy, la graziosa e ricca maestra, grazie a un magistrale dosaggio di tempi e cambi di scena perfettamente teatrali, suggeriti dai lunghi scambi di battute e dalle descrizioni evocative.

Croci e delizie del corteggiamento ci vengono presentate ora con la frenesia e l’eccitazione della danza, ora con gli appostamenti furtivi a caccia di un incontro rubato dell’innamorato silenzioso Dick, figlio del carrettiere:

Il saluto amichevole che risultò da questo incontro venne considerato un elisir tanto prezioso che Dick prese a passare ancora più spesso e, quando ormai aveva quasi scavato sotto il recinto il solco di un piccolo sentiero, che non c’era mai stato, venne premiato con un vero e proprio incontro frontale sulla strada dinanzi al cancello.

Al di là dell’intreccio condotto con soavità e disincanto, il mondo della campagna inglese è riprodotto così bene con i suoi aneddoti, le usanze, la mentalità della gente semplice in splendidi dialoghi (come quello tra padre e figlio sulle pene d’amore), con un realismo disarmante e poetico a tratti.

Doveva essergli ben familiare una casa del genere se Hardy ce ne lascia una descrizione così vivida e luminosa:

Un ricciolo di fumo saliva dal camino andando a cadere sopra il tetto come una piuma azzurra sul cappello di una signora e il sole splendeva obliquo sullo spiazzo erboso dinanzi alla casa, riflettendo la sua luce oltre la soglia aperta e su per le scale dirimpetto, illuminando il dorso degli scalini con un radioso riverbero verde e lasciandone in ombra la parte superiore.

Traspare l’amore e il trasporto di Hardy per quell’angolo di Inghilterra legato ai ricordi e agli affetti di infanzia che non a caso comincia a pensare a questa novella dopo la morte del padre che si chiamava anche lui Thomas e che era uno degli ultimi cantori a Stinford.

Pubblicata nel 1872, quando Hardy poco più che trentenne, voleva tenacemente affermarsi nel mondo della letteratura come scrittore, venne accettata, dopo Estremi rimedi, dall’editore Tinsley. Anche se questo genere di racconto non era molto in linea con le politiche editoriali rivolte preferibilmente ai sensation novels, Tinsley lo accettò in ragione della sua incondizionata fiducia nel genio di Hardy che qui racchiude le sue migliori qualità di narratore di un pastorale idillio e di un umoristico “rural sketch” (come lo definisce il prof. Francesco Marroni, nella sua recensione a Under the greenwood tree, contenuta nella “Rivista di Studi Vittoriani” Anno XVIII-XIX Luglio 2013-Gennaio 2014 Fascicoli 36-37, che ha molto gentilmente messo a mia disposizione).

Come documento dei tempi andati, verso cui trasmette tutta la sua nostalgia e il suo amore, Hardy guarda al passato e ai luoghi della sua infanzia come ad armoniche e incrollabili certezze, eleggendo se stesso a storico del Wessex per narrarne le storie senza tempo, partendo da un microcosmo di rurale dettagliatamente descritto e particolareggiato, nella topografia e negli stili di vita. Rimane l’antica contrapposizione tra presente e passato che fa guardare con accenti sentimentali pacifici, ancora ignari di quando la natura assumerà quell’aspetto minaccioso e lugubre presago di qualche disgrazia incombente sui miseri umani. Ignari ma tristemente consci di alcune stonature, che non sono quelle musicali.

L’antagonismo sotteso alla latente conflittualità sociale preannuncia i suoi futuri sovvertimenti: se istintivamente facciamo il tifo per Dick affinché riesca a conquistare l’amata, in fondo però sappiamo che l’onesto ragazzo di campagna è considerato solo la terza scelta rispetto agli altri due partiti migliori di lui e la vittoria che riporta su Fancy è guastata da questa frustrante consapevolezza.

Se è vero che quando il lettore chiude il libro non necessariamente è l’ultima pagina a rimanergli in mente, è vero anche che questo apparente lieto fine lascia l’amaro e il lettore avverte in quel segreto di Fancy la stonatura al coronamento di un sogno d’amore perfetto che comincia già con un’incrinatura e non lascia presagire nulla di buono per la coppia di neo sposi. Con Sotto gli alberi comincia a insinuarsi quella malinconica rassegnazione tipica della visione esistenziale di Thomas Hardy  secondo la quale non bisogna mai fermarsi alle apparenze perché le cose non sono mai come sembrano.

Dirty Dancing arriva a Roma!

LO SPETTACOLO DEI RECORD CONCLUDE A ROMA

LA SUA PRIMA TOURNÉE ITALIANA

IN OCCASIONE DEL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DEL FILM

Arriva a Roma il 4 maggio lo spettacolo campione d’incassi con oltre 115.000 presenze nei primi 3 mesidi rappresentazione. Per il pubblico la versione teatrale è oramai, come succede per il film, un classico da vedere e rivedere per vivere ogni volta tutte le emozioni e la magia di una storia senza tempo.

Quando nel 1987 l’autrice Eleanor Bergstein scrisse la storia di “Dirty Dancing – Balli Proibiti” non si sarebbe mai immaginata un tale successo. Il racconto di Baby e della sua storia d’amore con Johnny, il bel maestro di ballo, nata in una lontana estate degli anni ’60 nella scanzonata atmosfera del resort Kellerman, si è trasformato in un vero e proprio cult senza tempo a livello cinematografico e teatrale.

Dirty Dancing, the Classic Story on Stage” ha la capacità di conquistare e coinvolgere non solo gli habitué del genere, ma di avvicinare al teatro tutta una nuova ed eterogenea parte di pubblico, impaziente di assistere “dal vivo” alla storia d’amore tra Johnny e Baby raccontata da musiche e coreografie indimenticabili, fedelmente riprese dalla versione cinematografica.

Lo speciale allestimento per i 30 anni del film è firmato dal regista Federico Bellone, con la supervisione di Eleanor Bergstein, autrice del film e dello spettacolo teatrale, nella fase di scelta del cast.

“Dirty Dancing” rappresenta uno dei pochi spettacoli in grado di portare davanti al sipario persone che non ci sono mai state, ed è l’unico titolo anglosassone in assoluto il cui allestimento italiano è stato esportato in tutto il mondo, compreso il celeberrimo West End di Londra. Questa versione dello spettacolo, reduce da successi in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo, e presto Francia, è fedele e rispettosa della pellicola del 1986 da cui ha origine.

Anche in questa nuova versione la colonna sonora comprenderà, oltre all’iconico brano vincitore di un Premio Oscar e di un Golden Globe  – “(I’ve Had) The Time Of My Life” -, hit indimenticabili come “Hungry Eyes”, “Do You Love Me?”, “Hey! Baby” e “In the Still of the Night”.  Dirty Dancing è un titolo da record: un successo planetario al cinema, un Golden Globe e un Oscar per il brano “(I’ve Had) The Time of My Life”, oltre 40 milioni di copie della colonna sonora vendute e, solo negli Stati Uniti, oltre 11 milioni di dvd e Blu-ray. A teatro, in paesi di consolidata tradizione di spettacoli musicali come Inghilterra e Germania, ha ottenuto i più alti incassi nella storia del teatro europeo.

Nel cast: Sara Santostasi (FRANCES “BABY” HOUSEMAN), Giuseppe Verzicco (JOHNNY CASTLE), Simone Pieroni (DR. JAKE HOUSEMAN), Federica Capra  (PENNY JOHNSON), Mimmo Chianese (MAX KELLERMAN), Claudia Cecchini (LISA HOUSEMAN), Rodolfo Ciulla (NEIL KELLERMAN), Samuele Cavallo (BILLY KOSTECKI), Renato Cortesi (MR. SCHUMACHER), Russell Russell (TITO SUAREZ).

Date tour: 4-13 Maggio 2018

Teatro Olimpico Piazza Gentile da Fabriano, 17
Botteghino: da lunedì a domenica dalle 10:00 alle 19:00
Tel_ 06 3265991

http://www.dirtydancingitalia.it/

Ufficio stampa: Madia Mauro madia.mauro@gmail.com