Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes

madameParliamo oggi di un libro che sa di dolcezza, di vecchi abiti, di arzille vecchiette e uomini inaciditi. Si, stiamo parlando proprio del libro Mémé dans les orties che ha avuto successo di lettori in Francia ed è arrivato qui da noi con la casa editrice Newton Compton.

Ci troviamo a Parigi al numero 8 di Rue Bonaparte, in un condominio dove convivono strani  personaggi, ognuno a suo modo diverso e arrogante l’uno dall’altro. Entriamo a piccoli passi nelle loro vite, ci intrufoliamo in uno spioncino, in una porta e restiamo a guardare ammaliati la vita che scorre attraverso gli appartamenti dei protagonisti.

Abbiamo Madame Suarez, portinaia, impicciona, che odia profondamente Monsieur Brun l’anziano e arcigno signore che abita con il suo cane Daisy. Abbiamo Madame Claudel, un’arzilla vecchietta di novant’anni che si divide fra i suoi mille impegni e attività. Juliette una bambina che farà cambiare per sempre il modo di vivere di Monsieur Brun.

Tutti questi volti si avvicenderanno in una storia, leggera e romantica, fatta di ricordi e amore. Righe scritte con inchiostro profondo e sentimentale dove la scrittura diventa poesia e ravviva la vita.  Vite che diventano vive anche a una certa età quando non si crede più nella gente, nell’altruismo e nella bellezza della vita. Quando a piccoli passi si inizia a decadere, a diventare vecchi a non confrontarsi più. La vita però può sorprenderti e farti vivere anche mille e mille volte un attimo di felicità in un solo istante. Al prossimo sogno…

How To Be Parisian: Wherever You Are

parisianQuattro donne, quattro stili, quattro parigine d’eccezione: Anne Berest è autrice televisiva e cinematografica, ha scritto due best seller e la biografia di Françoise Sagan; Audrey Diwan ha appena firmato la sceneggiatura del film di Cédric Jimenez La French, con Jean Dujardin, e ora si appresta a dirigere il suo primo film; Caroline de Maigret, dopo gli studi alla Sorbonne e un passato da modella a New York, è tornata a Parigi per fondare la sua etichetta musicale e diventare ambasciatrice di Chanel nonché musa di Lancôme, supportando i diritti delle donne grazie alla NGO CARE; Sophie Mas, parigina doc, è un’affermata produttrice cinematografica e lavora tra Los Angeles, New York e San Paolo.

Queste quattro donne straordinarie non vi diranno ciò che vi aspettare di leggere: How To Be Parisian è infatti un saggio breve e pieno di ironia che mette a nudo lo stile delle parigine e dà consigli su come prendere la vita con filosofia e charme.

Imparerete i trucchi per affrontare il primo appuntamento o il primo colloquio di lavoro, come “destabilizzare un uomo”, come presentarsi a lavoro dopo una colossale sbornia, ma vi verranno svelati anche i segreti per apparire sempre misteriose e algide anche nei momenti più difficili. I consigli di vita per diventare, insomma, un’autentica Parisienne.

 

La ragazza con la notte dentro

notte-dentroNica Baker, bella, misteriosa e spregiudicata, muore assassinata a soli 16 anni. La placida e ricca città del New England in cui vive con la famiglia precipita nell’angoscia. Quando la polizia trova un altro giovane corpo senza vita – quello di un compagno di classe di Nica che con ogni evidenza si è suicidato – il caso viene chiuso in fretta e furia: per le autorità non ci sono dubbi, è il giovane suicida, innamorato respinto, il responsabile dell’omicidio, e il biglietto trovato sul suo cadavere rappresenta una confessione in piena regola. Ma Grace, sorella minore di Nica, non sa darsi pace. Incalzata dai ricordi e dall’istinto, non crede alla versione ufficiale e, in preda a un’ossessione cieca e bruciante, scava nel passato della vittima per inchiodare il vero assassino. Mentre la lista dei possibili indiziati si assottiglia, vengono a galla insospettabili verità: su Nica, sulla madre, sull’intera famiglia Baker. Solo attraversando la notte che ha nel cuore Grace potrà ricostruire cosa è davvero accaduto alla sorella, liberarsi dei suoi fantasmi e diventare finalmente se stessa.

Mi piacciono i libri brevi. Per due ragioni: se sono belli riesco ad arrivare alla fine subito e a scoprire la verità, nel caso si tratti di un thriller. Se sono noiosi e non attirano molto la mia attenzione posso leggerli per intero senza rischio di lasciarli a metà. In questo modo posso dare un giudizio completo sul perché non mi sia piaciuto. È questo il caso de La ragazza con la notte dentro. Ha attratto la mia curiosità a partire dal titolo perché poteva significare tutto o niente. La trama però al contrario, era chiara. Una ragazza uccisa, il suo presunto assassino trovato suicida e una sorella pronta a scoprire la verità. Comincio a leggere con le migliori intenzioni. E pian piano le mie aspettative si spengono una ad una. Solita storia di due sorelle simili esteriormente ma l’una l’opposto dell’altra. Nica è spregiudicata, passa da un ragazzo all’altro e non ha regole. Grace, più grande di un anno e mezzo, va bene a scuola, è giudiziosa a e inesperta.

Quando Nica viene trovata morta, tutto diventa lento e la descrizione dei fatti da parte di Grace, con continui ritorni al passato, anche poco chiari, mi catapultano in Veronica Mars , con indagini fatte da una adolescente, che proprio come la protagonista del telefilm perde la verginità durante una festa e non ha ricordi del come o con chi sia successo poiché non cosciente. Inoltre anche lei cerca un assassino. Quello della sua miglior amica, molto spregiudicata.

Tornando al libro non si può dire che la scrittura non sia buona e che non manchino i colpi di scena soprattutto relativi alla famiglia delle due ragazze, all’apparenza un nucleo borghese composto da due insegnanti di una scuole privata, la Chandler, senza segreti, ma che invece ne hanno a bizzeffe. Inoltre è determinante la presenza di Damon, ex ragazzo di Nica, che aiuterà Grace a trovare la verità, ma che come tutti in questa storia, ha aspetti torbidi e misteriosi. Insomma un thriller senza troppe pretese, per gli amanti del genere che vogliono leggere una storia misteriosa ma senza doversi applicare più di tanto.

Lili Anolik  è una giornalista e collabora regolarmente con diverse testate statunitensi. La ragazza con la notte dentro è il suo primo romanzo.

Rosaria Russo

Ultima Oasi di Alfonso Zarbo

ultima-oasiUn grande esordio che segna un nuovo entusiasmante capitolo del fantasy italiano: gli intrighi del G.R.R. Martin di Game of Thrones e la forza visionaria di Altieri, i duelli di Assassin’s Creed e le sabbie stregate di Prince of Persia si fondono in una narrazione audace, dal ritmo mozzafiato, che racconta amore e tradimento, fede, violenza e magia sotto la luce abbagliante di un sole più potente e spietato di qualunque nemico.

Il libro

Il sole rischia di esplodere. Per la prima volta, nel mondo, è la luce a fare paura. Il caldo si insinua negli stracci dei poveri e nelle corazze dei cavalieri, distrugge i raccolti, prosciuga mari e oceani. La luce strangola la speranza.

Ultima Oasi, però, sopravvive. Striature di cenere vorticano nell’aria come in una selvaggia danza orientale: un vento nero avvolge l’ultima, preziosa città. Ma il suo destino, e quello del suo intero popolo, è nelle mani di due ragazzi.

Arkan è un sedicenne. Vive nel deserto. In esilio. Non ricorda nulla della sua infanzia da principe a Ultima Oasi, non ha nemmeno avuto il tempo di viverla. Il suo obiettivo è difendere i confini dell’ultimo impero dai predoni. Alla morte del suo tutore, parte per Ultima Oasi: intende chiedere rinforzi e provviste a suo padre. Ad accompagnarlo, un tuareg dal muso lungo, una schiava giunta dal nulla e una tigre che lo segue ovunque. Tutti e tre nascondono un segreto.

Dhaki ha sempre avuto quello che gli agi e l’influenza del padre potevano offrirgli: erede legittimo di Ultima Oasi, soldato addestrato e, presto, capitano nelle forze elette dell’impero. Ma qualcosa va storto. Forze ignote e intrighi di potere lo spingono a dubitare, a indagare. Quello che scopre cambierà drasticamente la vita di tutti. In un impero circondato dal vuoto, un assassino con un passato da principe e un principe con un passato da assassino dovranno affidarsi all’intuito e alla spada. Prima che sia troppo tardi.

Alfonso Zarbo vive a Lenno, sul Lago di Como. Ha cominciato a scrivere fantasy nel 2008 e non ha più smesso, trasformando questa passione nel suo lavoro. Ha scritto per «Fantasy Magazine» e curato collane e antologie per la piccola editoria. Sua la raccolta di racconti fantasy Schegge (Watson edizioni), illustrata da Paolo Barbieri. Ora gestisce i social network della collana Chrysalide ed è consulente sulla saga cult Il trono di spade per Mondadori. A questo affianca il lavoro come doppiatore.

http://alfonsozarbowriter.blogspot.it

Terra Ferma di Matilde Asensi

matildeCatilina Solìs è una giovane assennata e coraggiosa che, dopo essere rimasta orfana e unica discendente di una ricca famiglia ormai in decadenza nella Spagna del Cinquecento, viene fatta imbarcare per le Americhe per raggiungere il suo novello sposo, un uomo ritardato e deforme che le è stato fatto sposare per procura solo per garantire ai suoi nuovi parenti una stirpe sana. Durante la traversata del Mar dei Caraibi, tuttavia, la nave in cui si trova Catilina viene assaltata dai pirati inglesi e la giovane, travestitasi da uomo, riesce a salvarsi miracolosamente, approdando su un’isola deserta. Dopo molti giorni di solitudine, certa che il suo destino sia ormai segnato, Catilina viene messa in salvo dal Capitano Esteban che guida una ricca fregata e si rende conto immediatamente che, sotto alle vesti maschili che la nascondono, si cela una fanciulla. Esteban, che conosce sia la famiglia di origine di Catilina, sia il suo sposo, per sottrarla a un futuro difficile, le propone di mantenere il travestimento e di presentarsi come il suo figlio illegittimo sotto il nome di Martin Navares, per conquistarsi la propria indipendenza. È così che Catilina, costretta a rinunciare alla propria femminilità, assume una nuova identità che l’accompagnerà per molto tempo, un’avventura dopo l’altra.

Se avete amato “L’ultimo Catone”, non potete perdere “Terra Ferma”, BUR Rizzoli, il primo romanzo di una fortunata trilogia dell’autrice spagnola Matilde Asensi, che ha per protagonista Catilina, una giovane eroina costretta a vestire i panni maschili di Martin nel ricordo del fratello perduto, per andare incontro al proprio destino. Ciò che colpisce dello stile impeccabile di Matilde Asensi, scrittrice molto amata da tutti gli appassionati di romanzo storico, è la delicatezza e la meticolosità con la quale entra nei sentimenti dei personaggi, senza mai essere banale, mantenendo un registro elegante e ricercato, ma anche leggero e piacevole. Il personaggio di Catilina, costretta a rinunciare alla propria femminilità per seguire i propri valori, ricorda l’indomito coraggio de “La Papessa” di Donna Woolfolk Cross, romanzo dal quale è stato tratto l’omonimo film per il cinema, ma anche la fragilità di molte protagoniste della letteratura per ragazzi del secolo scorso che hanno celato dietro maschere e travestimenti la propria vera personalità.

Un romanzo scorrevole e coinvolgente, adatto a tutte le età e imperdibile per tutti coloro che amano viaggiare per i sette mari, nel tempo e nello spazio, tra pirati e battaglie sul filo delle lame insanguinate.

Alessandra Rinaldi

Un weekend con i libri!

Ciao booklovers,

Pronti per il weekend? Poltrona, coperta, bevanda calda e libro. Ecco la nostra selezione per voi.

bookmeLa prima è Hadley, la moglie dei giorni “poveri e felici” che precedono la fama e il successo. Hadley del piccolo appartamento mal riscaldato a Parigi, la stessa che, in un momento di distrazione, perde per sempre la valigetta contenente i preziosi manoscritti del marito. Poi c’è Pauline, per tutti Fife, dal fisico acerbo e perfetto, ricca ed elegante, inevitabile fin dall’istante in cui gli appare per la prima volta avvolta in un soprabito di cincillà. Dopo viene Martha, reporter leggendaria, compagna coraggiosa nel cuore esplosivo e disperato della Guerra Civile Spagnola. E infine Mary, l’ultima – sposata a Cuba e abbandonata in Idaho in modo persino più crudele e definitivo delle altre. Hadley, Fife, Martha e Mary: sono le “Signore Hemingway” cui dà voce questo celebrato e luminoso romanzo. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. E qualche volta persino più di una.

letto-prestoAgata Trambusti è una giovane donna ipocondriaca e un po’ nevrotica. Cresciuta nel borgo hippy di Calcata, fuori Roma, da una madre single, ideologica e innamorata della cristalloterapia che le ha vietato tutte le cose piacevoli dell’infanzia – tra cui la televisione – ora Agata vive a Roma, lavora in una casa d’aste ed è una fan sfegatata di telenovelas brasiliane. Ma il suo quieto, piccolo mondo va in frantumi quando si “scontra” con un uomo misterioso durante un sopralluogo in una villa sull’Appia per la valutazione di alcuni quadri. Chi è? Che cosa vuole da lei? Perché la segue persino a Barcellona durante un secondo sopralluogo? Agata è letteralmente travolta da Fabrizio Calcaterra. Vorrebbe liberarsene, ma capisce ben presto che non può. I due sono legati a doppio filo: perché c’è un mistero dietro i quadri che solo Agata potrà svelare e perché entrambi sono in pericolo. Rischiano soprattutto di lasciarsi andare…

caboniLondra, Chelsea Flower, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose e tra le composizioni di papaveri e margherite, Iris Donati si sente felice. I fiori e le piante per lei sono un riparo, in mezzo a loro si sente a casa. Una casa vera, come quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio le screziature di una peonia, Iris rimane paralizzata. Di fronte a lei si trovano due occhi. Uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che le è di fronte è identica a lei in tutto e per tutto. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. In mezzo a sentieri di cipressi e a dolci declivi verdi, sorge un’antica dimora. Una villa imponente circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia Donati, la loro nonna, le aspetta. Deve aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro destino. Perché ogni coppia di gemelle nate nella famiglia deve svolgere il compito che è stato assegnato. La custode del giardino e la guardiana della Rosa dei mille anni. La strada è irta di ostacoli, e ci sono stanze segrete nella villa che nascondono un mistero.

Buone letture

Isabella

Le meravigliose voci di Valentina Volpe Andreazza e Sebastian Di Bin

valentinaQuando musica e voce si incontrano in un’armonia artistica, regalano attimi di eterno e messaggi forti e decisi con grande sensibilità.
Il corto ed il videoclip, che vi proponiamo oggi sul blog, è stato realizzato sulle musiche del Maestro pianista e compositore Sebastian Di Bin, dalla casa di produzione Move11 con la regia di Simone Vrech assistito da Elisabetta Olivo (direttore di produzione) e Carlo Pacorini alla fotografia.
Hanno partecipato a questo progetto 30 comparse e 4 attori professionisti in una splendida giornata di sole nella magnifica Piazza Italia di Maniago (Pn).
La canzone “Attimo di complicità” è interpretata dal M. Sebastian Di Bin e dal Mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza. Pazientemente tutte le comparse tra cui due ragazzi diversamente abili di Maniago (Elena Di Chiara e Andrea Morossi) e alcuni bambini davvero splendidi hanno seguito le direttive precise e coinvolgenti delle diverse scene.
Il senso della storia di questo corto è la mancanza di vera comunicazione fra le persone che si ignorano a causa del frequente utilizzo dei dispositivi elettronici. A contrastare questa incomunicabilità, la musica, simboleggiata dal pianoforte e dalla voce di Valentina, riesce a risvegliare le persone da questo torpore e può davvero relazionarle e avere dunque una funzione sociale e anche terapeutica.

Doppio Ritratto

Intervista a Cinzia Giorgio, Autrice di Doppio Ritratto

Carissima Cinzia,

doppio-ritrattoil tuo ultimo romanzo è stata una lettura davvero emozionante e interessante. Emozionante perché ha trasmesso senza filtri le sensazioni e le energie positive che alimentavano le pagine scritte; interessante perché ha fornito più di un argomento meritevole di studio e di approfondimento. Ora mi piacerebbe rivolgerti alcune domande perché vorrei conoscere meglio sia te sia il tuo libro, nel quale credo buona parte delle tue doti sia confluita.

Scorrendo il tuo curriculum bibliografico noto subito una nutrita e diversificata produzione. C’è un romanzo o un genere al quale sei particolarmente legata?

Sono una lettrice onnivora. Leggo romanzi, saggi, biografie sia per lavoro sia per amore della lettura. Devo dire che ci sono, tuttavia, dei romanzi che hanno contribuito alla mia formazione. Tra questi Persuasione e Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen e Cime Tempestose di Emily Brontë. Capolavori assoluti.

Nonostante quindi una avviata carriera in campo editoriale e letterario, mi sembra di capire che il tuo amore per l’Arte non è affatto una passione secondaria, mi sbaglio? Come è nata?

No, non è un amore di serie B, anzi! La mia prima laurea è in Storia del Rinascimento. Avevo come relatore un luminare della materia, noto per le sue tesi rivoluzionarie. Per lui la contaminazione tra le arti è fondamentale per comprendere a fondo gli esseri umani e la storia. La letteratura non può prescindere dall’arte e viceversa. Lo stesso discorso vale anche per le altre discipline.

La prima impressione che si ha leggendo Doppio Ritratto è quella di percepire innanzitutto il fascino insito in un’opera d’arte non esteticamente fine a se stessa ma veicolo di esperienza umana, artistica e storica. Che cosa ti ha fatto scegliere questo soggetto e perché?

È proprio ciò che vorrei trasmettere: l’arte non è solo un bel dipinto o una statua dalle forme perfette. L’arte va al di là, è la vita stessa: non solo perché un artista l’ha creata ma anche perché è il prodotto di una società ed è figlia della storia. Per quanto riguarda il soggetto, amo il Doppio Ritratto di Raffaello conservato al Louvre. È stato un amore a prima vista: i volti dei due amici, le loro unicità… tutto mi affascinava. È il ritratto di due menti brillanti che trasudano arte e passione. Perché l’altro soggetto è l’amico e collaboratore di Raffaello: Giulio Romano, un altro grandissimo della pittura rinascimentale non solo italiana.

Che cosa ti lega al personaggio Raffaello, uomo e pittore?

Di Raffaello io amo ogni cosa: la sua arte, la sua personalità, la sua gioia di vivere. Era bello come un Apollo, amava le donne e aveva un talento straordinario. Nonostante ciò era umile e aveva un bel carattere: gli volevano tutti bene, perché era un’anima gentile, un vero signore.

La storia nascosta dietro alla Fornarina è veramente toccante, chissà quante esistenze sono state sacrificate in nome dell’Arte…

jean-auguste-dominique-ingres-raphael-and-la-fornarinaI pittori sono un po’ come i musicisti: la loro arte viene prima di ogni cosa. Un’unione indissolubile che non si spezza mai, nemmeno dopo la morte. Le loro opere continuano a vivere e noi ne possiamo godere. Botticelli, per esempio, era innamorato di una donna che non solo non poteva essere sua, ma che era destinata a una tragica fine (morirà giovanissima). Lui aveva un solo modo per vivere quell’amore: ritrarla e renderla in tal modo immortale. Per Raffaello è stato diverso, perché lui con Margherita Luti (la Fornarina) ha avuto una relazione, ha assaporato la gioia dell’amore ricambiato. È durato tutto troppo poco, per entrambi.

È particolarmente interessante poi il parallelismo stabilito tra il passato e il presente in fatto di rapporti personali e relazioni affettive: complicate, irregolari, allargate, oggi come ieri. Chiara Santiluti non ha una vita sentimentale semplice e così Margherita. C’è un significato sociologico che vuoi far passare o presenti solo una fotografia molto obiettiva?

Le relazioni sono sempre complicate. È difficile interagire, perché ognuno porta con sé un bagaglio fatto di passato, presente, aspettative e delusioni. Siamo creature bizzarre e meravigliose.

Sarà una domanda sciocca questa, ma quanto influisce nella tua vita e nel tuo lavoro respirare l’aria rinascimentale di Roma? Avere il privilegio di essere quotidianamente immersi nella bellezza dell’Arte?

Non è affatto sciocca, anzi mi dà modo di confessare pubblicamente il mio amore Roma. Ancora oggi, nonostante questa splendida città mi abbia adottato ormai da tanti anni, mi stupisco di quanto sia bella. Un condensato di storia, arte, cultura che non ha eguali al mondo. Essendo storica del Rinascimento non posso fare a meno di amare senza freni anche Firenze e Venezia. Devo dire che in Italia gli amanti dell’arte hanno seri problemi a eleggere una città preferita. Ovunque si trovano borghi stupendi, come la mia città natale, Venosa, al confine tra la Lucania e la Puglia. Un vero gioiello.

Da alcuni particolari estremamente specifici si capisce che sei andata personalmente al Louvre di Parigi; è questo il tuo metodo? Preferisci sempre fare sopralluoghi per circostanziare quanto scrivi il più precisamente possibile?

Sì, non posso scrivere di luoghi o situazioni che non conosco. La ricerca su internet è una manna per i dettagli soggetti a cambiamenti (orari, regolamenti, etc.) ma certe cose le puoi descrivere – ed essere credibile – solo se le vivi. Ricordo di aver letto un best seller americano da milioni di copie nel quale vi era un grossolano errore dovuto al fatto che lo scrittore era stato a Roma ma solo per una breve vacanza. Il suo protagonista nuota nella fontana dei Quattro Fiumi di piazza Navona (profonda sì e no mezzo metro) ed entra nel Pantheon alle dieci di sera… Ecco, si tratta sempre di finzione e tutto è lecito, ma vorrei evitare questi errori che fanno disamorare il lettore, a mio avviso.

Non vorrei essere troppo curiosa, ma quando scrivi un romanzo, ti capita di pensare a infiniti altri che potrebbero seguire o sei esclusivamente concentrata su quello del momento?

Sì, eccome se mi capita! Praticamente sempre. A volte perché mi innamoro di un personaggio secondario, altre perché vorrei raccontare di più sui protagonisti.

Puoi svelare a quali e quanti progetti stai lavorando in questo momento?

Sta per uscire il mio nuovo romanzo per la Newton Compton, La collezionista di libri proibiti ambientato in due città che amo: Venezia e Parigi; la data prevista è il 6 ottobre. Inoltre sto lavorando a un saggio su Roma e ovviamente mi dedico alla selezione dei romanzi per la collana Love di Aliberti, che ho l’onore di dirigere.

Raccontaci qualcosa del tuo nuovo romanzo: chi ne è protagonista?

la-collezionista-di-libri-proibiti_8037_x1000Il vero protagonista è il mio amore per l’arte, in tutte le sue forme, in questo caso l’antiquariato di libri e manoscritti d’epoca. Nel caso specifico il personaggio principale si chiama Olimpia che conosciamo nella prima parte del romanzo ambientata nella Venezia del 1975, mentre frequenta la bottega di un antiquario. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a lavorare lì e a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote dell’antiquario Anselmo, brucia l’animo della ragazza. Ventiquattro anni più tardi la ritroviamo a Parigi, dove ha aperto una casa d’aste e ogni anno riceve uno strano regalo da quel Davide che un tempo ha amato: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore e sul cui mistero avvertirà un richiamo irresistibile a indagare.

 

Per chi volesse approfondire il link: http://www.newtoncompton.com/libro/la-collezionista-di-libri-proibiti

Sono sicura che sarà un altro grande successo, te lo auguro, Cinzia!

Romina Angelici

Nota biblio-biografica sull’Autrice: Cinzia Giorgio

cinzia-giorgio-x-newtonCinzia Giorgio è nata a Venosa nel 1975. È laureata in Lettere Moderne e in Lingue, si è specializzata in Women’s Studies e Storia, compiendo studi anche all’estero. Nel 2002 ha vinto una borsa di studio con la Fondazione Bellonci per il progetto di ricerca: “Narrare la storia: dal documento al racconto”. Vive a Roma, è dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Pubblica regolarmente articoli di storia e arte su riviste specializzate. Scrive saggi, romanzi, pièce teatrali e recensioni, organizza i salotti letterari dell’Associazione Leussô di Roma (www.salottiletterari.it). Dal giugno del 2015 è Art Director della rivista Pink Magazine Italia (www.pinkmagitalia.com) e dall’autunno del 2015 è direttore editoriale della collana LOVE – la prima collana digital interamente dedicata all’amore – per la Compagnia editoriale Aliberti (www.cealiberti.it). I suoi libri sono pubblicati da prestigiose case editrici come la Newton Compton (www.newtoncompton.com) e la Rizzoli (www.rcs.it). Viene spesso chiamata in Italia e all’estero per tenere lezioni e seminari su svariati argomenti e corsi di scrittura creativa.

Pubblicazioni maggiori:

Saggi

Storia Pettegola d’Italia, Newton Compton Editori, Roma novembre 2015 (ISBN 978-8854181977)

Storia Erotica d’ItaliaNewton Compton Editori, Roma novembre 2014 (ISBN 978-8854171534)

Orgoglio senza Pregiudizio. Le ragazze di Jane AustenOpposto Edizioni, Roma, 2013 (ISBN 978-88-97565-16-1)

L’immagine del Rinascimento italiano nel fumetto” in Narrare la Storia: dal Documento al Racconto a cura della Fondazione Bellonci, Mondadori, Milano ottobre 2006 (ISBN 88-04-56232-3)

Narrativa

La collezionista di libri proibiti, Newton Compton Editori, Roma 2016 (ISBN 978-88-541-9472-4)

Doppio Ritratto, CE Aliberti LOVE, Reggio Emilia 2015 (ISBN 978-88-932-3000-1)

L’amore è una formula matematica, Rizzoli You Feel, Milano 2015 (ISBN 978-88-586-8232-6)

Il Bello della Diretta, Rizzoli You Feel, Milano 2015 (ISBN 978-88-586-7820-6)

Cosa Farebbe Jane? Rizzoli You feel, Milano ottobre 2014 (ISBN 978-88-586-7527-4)

Prime Catastrofiche Impressioni, Rizzoli You Feel, Milano luglio 2014 (ISBN 978-88-586-7150-4)

L’Enigma Botticelli, Melino Nerella Edizioni, Siracusa marzo 2013 (ISBN 978-88-96311-15-8) Finalista al premio letterario Tedeschi per il Giallo Mondadori

  

Teatro 

“S. Holmes e il mistero della mummia” in scena al Teatro Stabile del Giallo, via al VI Miglio 78, Roma, marzo 2011- maggio 2013. Regia: Anna Masullo.

“Il Raduno dei Pirati”, giallo interattivo per ragazzi in scena al Teatro Stabile del Giallo, via al VI Miglio 78, Roma, marzo 2012 – febbraio 2013. Regia: Anna Masullo.

“Sotto il Fiume” in scena al Teatro In Portico, circonvallazione Ostiense 195, Roma 2007. Regia: Flavia Ricci.

Per maggiori e più dettagliate informazioni, anche sulle sue pubblicazioni su riviste specializzate, consultate il sito dell’autrice: http://www.cinziagiorgio.com/wp/

Le Schegge di Alfonso Zarbo

Schegge fronte di copertinaCiao booklovers, oggi vi segnaliamo un libro imperdibile (soprattutto per gli amanti del fantasy). Si tratta del nuovo romanzo di Alfonso Zarbo, Schegge (Watson Edizioni). Alfonso ci svela che in autunno arriverà un mio nuovo romanzo breve, Ultima Oasi, per Gargoyle Books. Un autore da tenere sott’occhio, dunque.

In una Roma sventrata dall’Apocalisse, un peccatore falcia tutto quello che incontra per addentrarsi nell’incubo. Nella Spagna delle Crociate, il diavolo scatena la furia di un cavaliere ossessionato dalla fede. Tra dune e templi in rovina, un console e un barbaro indagano su una regina rapita, mentre ai confini di una terra morente un ultimo plotone di elfi lotta per sopravvivere.

Una raccolta di avventure per gli amanti del Fantasy, da vivere con un cacciatore di draghi, su navi spettrali o sulle spiagge insanguinate del Nuovo Mondo, attraverso lo sguardo di un soldato spagnolo che non ha nulla da perdere tranne la sua identità. Nove affilatissime schegge conficcate nella storia e nell’immaginario.

Alfonso Zarbo - bio“Se cercate polvere e sangue. Se volete sentire il clangore delle lame. Se siete disposti a farvi trascinare dentro luoghi vivi e vissuti e carichi di atmosfera. Se sono i personaggi appassionanti che andate cercando. Allora siete nel posto giusto.” STEFANO VIETTI – DRAGONERO

“Grosse storie per gente grossa.” MAURIZIO MERLUZZO – ASSASSIN’S CREED: SYNDICATE

http://watsonedizioni.it/schegge-di-alfonso-zarbo/

Marie Phillips e i cavalieri della Tavola Zoppa

Gods cover_thumbMarie Phillips, classe 1976, è una scrittrice di talento che sa coniugare cultura e ironia come pochi altri suoi colleghi. La Phillips è già autrice del fortunato Gods Behaving Badly (Per l’amore di un Dio, Guanda 2009) una commedia fantastica che ha come protagonisti gli dei greci, viziati e annoiati, che vivono nella Londra contemporanea e combinano guai; ridotti a un manipolo di sfaccendati, bivaccano in una grande casa fatiscente a Hampstead Heath. Zeus ed Era sono confinati al terzo piano e di loro non si sa più nulla da decenni. Ares, il dio della guerra, è l’unico a cui il lavoro non manca mai, Artemide fa la dog-sitter, la splendida Afrodite lavora per una chat-line erotica, Dioniso ha aperto un night club, Eros è diventato cattolico praticante, Apollo cerca la fama in televisione e per vincere la noia va in giro a fare dispetti alle mortali. A spezzare la monotonia di queste grigie e immortali esistenze, entra in scena Alice, una ragazza dolce e onesta quanto ingenua, che bussa alla loro porta per offrirsi come donna delle pulizie (di cui la casa ha più che mai bisogno). Complice una freccia di Eros, Apollo si innamora perdutamente di lei, che però è già fidanzata, o quasi, con Neil, un ingegnere timido e un po’ imbranato. Ma il dio del sole non si rassegna a essere rifiutato da una mortale: la sua reazione finirà per scatenare una serie di eventi drammatici, trasformando il divertente romanzo di Marie Phillips in una storia d’amore avventurosa e tenera, sulla scia del mito di Orfeo ed Euridice.

tavola zoppaMarie Phillips torna a deliziarci ora con The Table of the Less Valued Kignts (I cavalieri ella tavola zoppa, Guanda 2016) un’altra grandiosa commedia fantastica, stavolta ambientata nell’Inghilterra di Re Artù. Cosa succede se, giunta a tarda sera alla corte di Re Artù per chiedere aiuto, una damigella in difficoltà, Lady Elaine du Mont, si deve accontentare dell’unico cavaliere ancora disponibile? E se questo cavaliere, oltre a essere un po’ in là con gli anni, con i capelli grigi e le ginocchia scricchiolanti, non è nemmeno uno dei famosi cavalieri della Tavola Rotonda, ma solo uno di quelli relegati alla tavola zoppa, ovvero la tavola mai raccontata da poeti e cantastorie, quella rettangolare, posta nell’angolo più buio della Sala Grande di Camelot? Be’, ci si accontenta, tanto non c’è alternativa. Sir Humphrey, dal canto suo, è ben felice di rimettersi in sella. Nel frattempo un’altra damigella, Martha di Puddock, è in fuga: scappa dal matrimonio che le è stato imposto con l’odioso principe Edwin di Tuft. L’incontro con la Sostituta della Signora del Lago (quella vera, manco a dirlo, se n’è andata da qualche parte con Merlino) la obbliga a impegnarsi però in un’altra impresa: ritrovare il fratello a lungo creduto morto. Tra unicorni, spade magiche, elefanti, un insolito gigante nano e un fantomatico Cavaliere Nero, le due storie si intrecciano creando equivoci e situazioni esilaranti, nel segno della migliore tradizione inglese, in un romanzo che ripropone in modo originale il grande ciclo di leggende legate a Re Artù e alla Tavola Rotonda.

Si ride e si piange mentre si legge la Phillips, perché I cavalieri ella tavola zoppa è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente. Chi ama il ciclo arturiano e Stevenson vi ritroverà echi e richiami alla tradizione letteraria inglese e non solo. Una storia da cui si fa fatica a staccarsi. La trama è inaspettata, con risvolti interessanti e profondamente moderni. Si assiste allo svolgersi di vicende che hanno chiari riferimenti anche all’attualità: caratteristica, questa, tipica della Phillips. Ottima la scelta della casa editrice Guanda, che traduce in maniera egregia un’autrice da seguire e da amare, oltre ogni ragionevole dubbio.