La bestia a due schiene di G. Trebeschi

La bestia a due schiene di G. Trebeschi – Oakmond publishing
Londra, fine ‘800. Tra i vicoli più oscuri e umidi del quartiere di Whitechapel, si consuma l’ennesimo brutale omicidio che porta la sanguinosa firma del crudele Jack lo Squartatore; il serial killer che lascia dietro di sè morte e terrore. Sui corpi delle povere donne che perdono la vita per mano sua, restano incise mostruosità e mutilazioni, il panico inizia a mischiarsi alla nebbia che aleggia come uno spettro su una Londra misteriosa e affascinante. Scotland Yard brancola nel buio e l’assassino sembra farsi beffa della polizia che si vede costretta a chiedere – in gran segreto – l’aiuto dell’irresistibile Lord Duncan Primerose, intraprendente aristocratico scozzese che s’infiltrerà in una compagnia teatrale che sta per mettere in scena la tragedia Shakespiriana dell’ Othello; dove gli investigatori sospettino che tra gli attori, si celi l’assassino. Duncan avrà il grave compito di entrare in questa compagnia in punta di piedi per cercare di studiare ogni possibile indizio utile, per arrivare a catturare il famigerato folle assassino. Duncan, punta subito gli occhi sull’attore protagonista Jack Hutchison – nonchè sospettato numero 1 della polizia – il quale si dimostra arrogante e subdolo; ma il suo profondo senso investigativo, lo porta a studiare anche tutto il resto del cast teatrale perché ogni attore nasconde segreti e vicissitudine inquietanti che, in un modo o nell’altro, lo legano al talentuoso quanto infimo Jack. L’irriverente Lord si ritroverà invischiato in una storia torbida e meschina che lo porterà sempre più vicino ad una realtà sconcertante che lascerà il lettore col fiato sospeso.

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Tutte le volte che ho detto Ti Amo – Intervista a Sara Gazzini

Tutte le volte che ho detto Ti Amo: il manuale degli errori di SARA GAZZINI (Harper Collins)

“Ti lascio perché ti amo troppo”, “Non ti merito”, “Ho bisogno di un periodo di pausa”… quant’è volte abbiamo sentito queste frasi? Se non rivolte direttamente a noi, le abbiamo sentite da qualche amica in lacrime. In amore, si sa, non esistono regole, la scorrettezza regna sovrana, e sbagliare è umano. Si può provare a non sbagliare più? Si può leggere un manuale che ci indichi come provare a non fare più errori? (o almeno a non fare sempre gli stessi). Sara Gazzini riesce a indicarci una via nel suo manuale Tutte le volte che ho detto ti amo, in libreria e negli store online dal 21 maggio 2020 per la Harper Collins.

Per quanto possiamo essere diversi, uomini e donne si trovano ad affrontare delle costanti universali: alcune sono immutabili fin dai tempi della Preistoria, come: “Uomini e donne sono due mondi paralleli destinati a non incontrarsi mai. Mondi lontani, fatti per amarsi ma non per capirsi”. Non è forse vero che si dice che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere?

Altre costanti sono cambiate con le evoluzioni tecnologiche e comunicative, dai geroglifici a WhatsApp: “Dio, WhatsApp. Quanto impegno per codificare tutte le spunte e capirne i contenuti. Son dettagli, dite voi? No. Sono problemi”.

Con questo libro Sara Gazzini, La Gazza, ci mostra le costanti dell’amore tra leggi universali e ricordi personali. Lo fa con ironia, spaziando dalle sue disavventure sentimentali a Candy Candy e i suoi dubbi in fatto di ragazzi, passando per le regole dell’amore ai tempi dei social network, facendoci sorridere e arrivando a commuoverci.

Tutte le volte che ho detto ti amo è un perfetto e ironico manuale sull’amore e sugli sbagli che ci porta a fare. Un libro irresistibile che ci ricorda che amare è anche sbagliare, spesso soffrire, ma poi ripartire, pronte a vivere e a sbagliare ancora. Perché di amare, comunque, vale sempre la pena. Perché amare è una cosa di cui vantarsi.

Abbiamo chiesto a Sara la genesi del suo manuale d’amore e di svelarci in anteprima qualche piccolo segreto. Continua a leggere

Lillian Boxfish si fa un giro di Kathleen Rooney

Lillian Boxfish si fa un giro di Kathleen Rooney (8tto Edizioni)
“Ora, mentre cammino da Grimaldi verso Delmonico’s con lo stomaco pieno di Oreo e la testa di Chianti, vedo il mio pallido riflesso nelle vetrine oscurate a cui passo davanti, e non voglio né fissarlo né spostare lo sguardo altrove. Sono semplicemente Lillian Boxfish, ottantaquattro anni od ottantacinque. Nessuno che possa contraddirmi è ancora vivo.”

New York, notte di Capodanno del 1984: la Signora Lillian Boxfish – simpatica quanto eccentrica ultraottantenne – si prepara a festeggiare l’arrivo del nuovo anno nella sua amata città, tenacemente consapevole della sua solitudine e dalla quale scaturisce l’idea di affrontare l’arrivo del nuovo, passeggiando per le strade della metropoli.

Nonostante le insistenti richieste di suo figlio di lasciare New York e di trasferirsi vicino a lui e ai suoi nipoti, Lillian non riesce a prendere questa sofferta decisione perché è legata a doppio filo alla città simbolo dell’America, sin da quando ci si trasferì negli anni Venti, dove divenne da inesperta ma caparbia e volenterosa copywriter per l’importantissimo Macy’s, a pubblicitaria donna più pagata al mondo.

Ormai i tempi dei fasti e della gloria sono finiti e a Lillian restano la forza e i ricordi che saranno i suoi  compagni di viaggio più importanti durante questa lunga notte che vivrà passeggiando e riflettendo. Ogni passo un ricordo, ogni incontro casuale e semplice sarà fonte per Lillian di trovare confronto e in qualche modo, conforto. In un intreccio perfetto tra passato e presente, nulla la intimorirà neppure la notte più buia perché Lillian ha sempre affrontato la vita con la grinta e la perspicacia graffiante che l’hanno resa unica e inimitabile… lo scoprirete anche voi, scegliendo di accompagnarla in questa lunga e bellissima passeggiata tra le strade di una New York pericolosa e affascinante.

Mi ha fatto veramente bene leggere questo romanzo, conoscere Lillian Boxfish mi ha donato tanta forza ed energia. Non si può non amare un personaggio così: schietto, sublime, eccentrico e capace di rendere chiaro il concetto (a volte sottovalutato) che le Donne sono in grado di (s)muovere il mondo e di governare e vivere la propria esistenza con eleganza, unicità realizzando i propri sogni senza temere nulla, mai…

“L’inciviltà non è l’antidoto contro l’inciviltà.”

Buona lettura e buon viaggio!

Un matrimonio inaccettabile di Simona Liubicich

Inghilterra, 1899: nel castello dei blasonati Marchesi di Mainsfield, si sta tenendo l’importante festa d’apertura della stagione estiva; tutte le famiglie più in vista presenziano all’evento, tra queste c’è anche quella delle bellissime gemelle Catherine e Lisbeth Chevalier. Durante la festa, proprio quest’ultima viene colta in una situazione a dir poco imbarazzante con il dissoluto e libertino figlio dei padroni di casa, Lord Christian Howards; sarà la più morigerata sorella Catherine a salvarle la reputazione, facendo finta di essere lei.

Ma questa soluzione estrema porterà conseguenze altrettanto al limite, perché Catherine sarà costretta a sposare Lord Christian mascalzone bellissimo e affascinante che l’attira come l’ape con il miele. La giovane caparbia e combattiva cercherà di non cedere alle rigide etichette dell’epoca non riuscendo però, a resistere con la stessa facilità, a quel demone dalle perfette sembianze d’angelo; che invece per quello che sembra puro puntiglio, non vede l’ora di portarla all’altare perché non può lasciarsi sfuggire l’unica donna che gli tiene testa. Tra un battibecco e l’altro, i due saranno pronti ad accettare che il loro detestarsi, celi ben altro? Continua a leggere

Il racconto di speranza dei Dik Dik

 

“Ci sarà”. I DIK DIK realizzano un videoclip con le immagini inviate dai fan

Memoria e speranza nel racconto musicale e fotografico dell’immortale band milanese

https://youtu.be/PzLkqbdYEiE

“Rifondare il nostro repertorio è un modo per rimanere vitali e carichi. Sentirsi arrivati, consolidati, spesso conduce alla fine della creatività e quindi alla morte per un’artista. Potersi stupire davanti a un suono nuovo è tutto”.

Così dichiara Pietruccio Montalbetti, uno degli storici fondatori dei DIK DIK, in occasione della pubblicazione del videoclip “Ci sarà”, singolo estratto che anticipa il nuovo album “Una vita d’avventura”, e realizzato grazie al contributo fotografico di circa 2500 fan.

In tempo di pandemia, è bastato un semplice annuncio sui social al grande pubblico della band milanese richiedendo due foto (una prima del Covid, dalla finestra, l’altra ebbra di serenità immortalante un momento pre-epidemia)

La premessa, oltre 100.000 visualizzazioni in sole 24 ore, è già – come sempre per il gruppo – l’inequivocabile indicatore del grande amore che lo lega in maniera forte al pubblico. Continua a leggere

Volevo essere Csaba di Rossana Lozzio

Ed eccoci arrivati all’ultimo articolo dedicato alle uscite della Little Black Dress e lo faccio con la recensione del romanzo di Rossana Lozzio, “Volevo essere Csaba ”

RECENSIONE

Idiota che non sono altro, devo smettere di credere nelle favole, esattamente come devo smettere di illudermi che un giorno, anche fra mille anni, potrò mai trasformarmi in un cigno!

Credo che questo romanzo sia stato una fonte infinita di sorprese. Ho trovato una storia originale, ben costruita e coinvolgente. Una protagonista amabile e una spalla che sono sicura vi farà innamorare del personaggio.

La sinossi che accompagna la presentazione del libro, non svela nemmeno lontanamente ciò che accade tra le pagine, l’intreccio che c’è tra i personaggi: vi ritroverete a divorare le pagine, una dopo l’altra, per scoprire alle fine chi si è preso il cuore di Eleonora. 

Eleonora è la protagonista indiscussa di questo romanzo, raccontato tutto dal suo punto di vista: è una normalissima ragazza di 25 anni, ma diversa dalle sue coetanee, non ama il caos dei locali, non “sbava” dietro all’immagine sexy di qualche attore del momento… ma stravede per la composta ed elegante Csaba Della Zorza, un’icona di stile e di buone maniere, a cui vorrebbe tanto assomigliare. Continua a leggere

Pazze di libertà di Silvia Meconcelli

Pazze di libertà di Silvia Meconcelli – Alter Ego Edizioni

“Non ci lasciavano fare niente, ci lasciavano inattive, impotenti, fiacche. Volevano renderci tutte uguali, toglierci la nostra identità, uccidere la nostra anima. Nasconderci dal mondo, cancellarci. Donne sole, donne inutili, ecco come ci volevano far sentire. Ci avevano detto che eravamo isteriche e malinconiche, ma eravamo solamente un po’ fragili e insicure.”

Maria è bella, giovane e ricca, ha tutta la vita dinnanzi a sé. Ma quando apre gli occhi non riconosce i suoni, i luoghi e gli odori che la investono. Non è più nella sua bella camera accogliente dove vive un’esistenza agiata e protetta, ma si ritrova stordita e confusa, legata al letto di un ospedale psichiatrico che di colpo la catapulta in una realtà lontana anni luce da tutto il suo vissuto. Continua a leggere

Esordio col botto per Little Black Dress: Bella in rosa di Daniela Perelli

Eccomi a presentavi un nuovo articolo, e quasta volta lo dedico ai romanzi di Little Black Dress, la Collana Editoriale diretta dalla nostra super direttrice Cinzia Giorgio.

In attesa delle nuove pubblicazioni, vorrei fare un primo riassunto delle uscite fin qui pubblicate: tre romanzi, tre autrici diverse, tre storie di donne che hanno ottenuto buoni risultati con le lettrici.

Un immenso onore far parte della squadra ed avere la possibilità di organizzare le giornate dedicate alla promozione dei libri in uscita.

Quindi con molto piacere vi lascio le mie recensioni, partendo dal primo romanzo uscito, “Bella in rosa” della brava Daniela Perelli, che ci porta a fare un piccolo viaggio nel mondo delle blogger.

SINOSSI:
Viola Fumagalli lavora in un’impresa di pulizie, vive in un piccolo appartamento nella periferia di Milano insieme al suo criceto Pablo. Da sempre insicura per le sue forme morbide, ma al tempo stesso appassionata di moda, grazie all’aiuto del suo migliore amico Martin, decide di aprire un blog dedicato al mondo delle donne curvy.
Daniel Corti è il direttore della rivista di moda italiana: «Bella in rosa». Vive all’ultimo piano di una palazzina nel centro di Milano. Votato anima e corpo al suo lavoro, decide un giorno di apportare alcuni cambiamenti alla rivista per ampliare il pubblico di lettrici. Per caso si imbatte nel blog di Viola e si accorge subito del notevole riscontro e la contatta per una proposta di lavoro.
Viola non potrà rifiutare un’occasione così importante e inaspettata, Daniel non potrà più fare a meno di lei, ma il destino beffardo potrebbe complicare le cose e rendere tutto un po’ più difficile… Continua a leggere

Modern Love di Daniel Jones

Modern Love è un’antologia nella quale Daniel Jones, curatore dell’omonima rubrica del New York Times, ha deciso di raccogliere le storie d’amore (non convenzionali) che, in 15 anni, hanno commosso, stupito e coinvolto i lettori del famoso quotidiano statunitense.

TRAMA: Una donna che ama il marito più dei suoi stessi figli; una ragazza bipolare che non riesce a far durare le sue relazioni sentimentali; un vedovo in cerca del modo migliore per presentare la nuova compagna ai suoi bambini; una coppia che prova a curare le incomprensioni sfidandosi a tennis. Queste sono solo quattro delle tante storie che da quindici anni, settimanalmente, il “New York Times” racconta in una seguitissima rubrica intitolata “Modern Love”. Storie molto intime, tutte vere, tutte variazioni, sperimentate sul campo, di ciò che uomini e donne di questo nostro tempo, alla ricerca di una verità profonda e universale, credono possa essere un gesto d’amore. Daniel Jones, curatore della rubrica, ha raccolto queste esperienze in un libro: il risultato è un’antologia cangiante, una tavolozza ricca di tonalità emotive, una declinazione sorprendente di questo imprendibile, multiforme sentimento. “Modern Love” oggi è diventato un format sia televisivo che radiofonico, e il taglio narrativo di ciò che racconta costituisce il suo grande punto di forza: episodi straordinari quanto normali, dove coraggio e vulnerabilità spuntano d’un tratto a illuminare la pagina.

Proprio come viene introdotto dal titolo del libro, le storie contenute al suo interno, trattano di temi attuali e tangibili: relazioni fra persone dello stesso sesso, rapporti occasionali, la perdita di un figlio, amori giovanili, storie “impossibili” per la differenza di età… Racconti autentici con i quali il lettore può stringersi per mano. Ed è stato proprio questo l’obbiettivo che Daniel Jones voleva raggiungere, dare un significato ampio della parola “amore” per poter entrare in confidenza con i propri lettori e portare alla luce tutto quello che si cela dietro all’amore romantico.

“Queste storie non sono mai tutte rose e
fiori, ma sono storie d’amore? Certo che sì.
Il tratto decisivo di qualunque storia d’amore è la
vulnerabilità. E questa vulnerabilità può assumere molte forme […]”

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“Sette minuti dopo la mezzanotte”

Il cinema è sempre stata una delle mie più grandi passioni e appena ho un momento libero cerco sempre di recuperare i film che mi sono persa e che mancavano alla mia collezione di cinefila. Uno di questi si intitola “Sette minuti dopo la mezzanotte” e ho deciso di parlarvene oggi in questo articolo perché credo che sia uno di quei film che non si dimenticano facilmente. È uno di quei film che hanno molto da insegnare tanto ai bambini quanto agli adulti e che alla fine ti mette davanti alla verità e alla capacità di accettarla come pochi film sanno fare.

“Sette minuti dopo la mezzanotte” (A Monster Calls) è un film del 2016 diretto dal regista spagnolo Juan Antonio Bayona ed interpretato da Lewis MacDougall, Sigourney Weaver, Liam Neeson e Felicity Jones. La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2011 scritto da Patrick Ness, il quale è anche sceneggiatore del film.

Il protagonista, Conor O’Malley, è un ragazzino solo, senza amici, vittima di bullismo a scuola, con un padre assente e una nonna dai modi un po’ freddi, che si ritrova a dover affrontare una delle cose più terribili che possano mai accadere a un essere umano: il lento spegnersi della sua mamma malata di cancro. L’unica cosa che entra come uno spiraglio di luce nella sua vita tenebrosa è il disegno, passione che gli è stata trasmessa da sua madre e che, se vogliamo, rappresenta un modo per sentirsi ancora più vicino a lei, per tenerla in vita attraverso la linfa vitale di un tratto di matita.

Una notte però Conor viene visitato da un mostro, un enorme albero di tasso dalle forme antropomorfe, venuto a raccontargli tre storie e ad averne una quarta in cambio da Conor, dove il ragazzo “troppo grande per essere un bambino ma troppo piccolo per essere un uomo” dovrà raccontare la sua “verità”. Così ogni notte, in particolare sette minuti dopo la mezzanotte, il mostrò farà visita a Conor per condurlo in un viaggio all’interno di se stesso e, di conseguenza, fargli superare la sua infelicità.

È evidente che uno dei pilastri di questo film è il potere che hanno le storie. Le storie non sono inutili, non raccontano bugie – come pensa Conor all’inizio – ma ci aiutano a superare momenti difficili e a renderli più accettabili. È questo quello che fanno le storie: ci mettono davanti a una verità dolorosa ma ci forniscono anche gli strumenti per guardarla in faccia senza avere paura. Ed è proprio questo quello che il mostro chiede a Conor: raccontare la sua verità, ovvero dare voce alla sua paura più grande, al suo peggior incubo, quello di perdere per sempre sua madre.

In questa fiaba non troviamo il “e vissero per sempre felici e contenti”. Non siamo in un mondo fantastico dove alla fine tutto si risolve. Il mondo che questo film dipinge è quello di tutti i giorni: c’è sofferenza, dolore, perdita, morte. E poi ci sono le storie, quelle creature selvagge che hanno il potere di guarirci perché, come dice il mostro a Conor, “c’è sempre del verde se sai dove guardare”.