Book Club – Tutto può succedere

È stato il film più visto nel weekend appena passato e si stima che continuerà a mantenere il suo primo posto sul podio anche nel prossimo fine settimana. Stiamo parlando del film Book Club – Tutto può succedere un film diretto da Bill Holderman. Un film con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen, Craig T. Nelson, Andy Garcia e Don Johnson. Uscito nelle sale italiane il 4 aprile 2019 Book Club è un film godibilissimo che cattura fin da subito gli spettatori di ogni età. 104 minuti di battute intelligenti e di spunti di riflessione che ci offrono uno spaccato interessante sulla cosiddetta “terza età”.

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Corpo a corpo di Silvia Ranfagni

Corpo a corpo

Silvia Ranfagni

Edizioni E/O

Pagg. 156

 

Il desiderio di avere un figlio che riempia il vuoto di chi comincia a chiedersi “Che cosa ho costruito nella vita?”; la paura che quel figlio ci abbandoni, si stacchi per quel processo naturale e normale da noi, riprecipitandoci in quella solitudine che non è mai venuta meno: questi sono solo gli estremi tra cui si snoda una vicenda umana tutta femminile, che, più che la narrazione del desiderio di avere un figlio è un ritratto feroce, lucido e disincantato dell’egoismo umano. Materno, in questo caso. E questo romanzo lo dichiara senza reticenze e alibi. Continua a leggere

Spiacente, non sei il mio tipo di Anna Zarlenga

Correte in libreria perché un libro così bello non potete farvelo scappare.

A volte una scossa è ciò che serve per accorgerci di quello che non abbiamo mai considerato.

Sara e Teo non potrebbero essere più diversi. Lei è tutto ordine e precisione. Non ha tempo per perdere tempo e sogna, per il suo futuro, di avere una cattedra all’università di Scienze della Comunicazione. Lui, invece, è il classico Don Giovanni, figlio di papà e uno scansa fatiche di primo ordine.
Cosa li lega? Un matrimonio di persone a loro vicine. Cosa hanno in comune? Tutto e niente. Due caratteri completamente diversi, ma che faranno di tutto pur di mascherare i veri sentimenti.

Tu mi rendi speciale. Io ti rendo speciale. Siamo due parti che creano un disegno, che sfugge all’umana comprensione. Ma è il nostro disegno e io lo vedo perfetto. Non mi lasciare da solo. Diventiamo un ornitorinco. Insieme.

L’autrice ci racconta una storia di amore e odio tra due protagonisti che non potrebbero essere più incompatibili di come sono.
Ho amato entrambi i personaggi perché sono perfetti in tutto e perfetti anche l’uno per l’altra. Ritrovarsi poi nel carattere della protagonista femminile mi ha sicuramente fatto apprezzare maggiormente la storia.
Mi sono piaciuti tantissimo i dialoghi. Il loro “punzecchiarsi” è il perno centrale. Tutto ruota intorno al loro modo di dichiararsi odio e amore in ogni momento. Sono assolutamente impreparati a quello che sentono nel loro cuore e, soprattutto Teo, è quello che sbaglia di più. Per lui cambia tutto all’improvviso, ma cosa più importante ha trovato in Sara la persona che lo porterà a rivedere la sua vita.
L’ambientazione scelta poi è la città di Napoli. Finalmente un romanzo ambientato in Italia dove non bisogna immaginare grandi grattacieli, ma semplicemente conoscere la vita della città partenopea.
Vogliamo poi parlare della scelta adottata dalla casa editrice per la copertina? È davvero bellissima nella sua semplicità. I colori sono perfetti. Attirano sicuramente l’attenzione della lettrice di romanzi d’amore.

Teo non è assolutamente il mio tipo. Eppure, nonostante tutto, è perfetto per me.

Il libro di Anna Zarlenga è frizzante, divertente, spensierato. È una storia leggera che fa sorridere e riflettere. A volte, è il cuore a scegliere la tua anima gemella.

Un regalo per Miss Violet di Susan Gloss

Un regalo per Miss Violet – Susan Gloss – Newton Compton

Articolo: romanzo

Data indicativa: 2019

Condizioni: eccellenti, un romanzo da leggere, regalare e rileggere. Un libro stiloso e pieno di talento. Un evento al quale non potete rinunciare.

Origine: Susan Gloss

Tintinnano le porte del Vintage Shop a Madison in Wisconsin, tintinnano mentre apro il libro che mi conduce attraverso lo stile sublime dell’autrice, tra il frusciare dei vestiti e il picchiettare delle unghie sul bancone delle clienti in attesa della proprietaria, Miss Violet Turner. Io, ovviamente, aspetto il mio turno e nel frattempo mi godo il susseguirsi di storie che Violet incrocia e vive con le sue clienti e amiche.

Incontro April, dolce ragazza orfana e incinta che verrà aiutata da Violet in un momento cruciale della sua vita.

Conosco Amithi, superba donna indiana che dal silenzio della sua casa involucro vuoto, e specchio del suo matrimonio ormai agli sgoccioli con Naveen; entra nel vintage shop e trova nuova linfa da cui succhiare energia e vita per ricominciare e andare avanti.

Un susseguirsi di capitoli, un crogiolo di vite ed emozioni di donne che intrecciano le loro esperienze, le loro verità, tra le pieghe di vestiti ormai dimenticati e ricordi mai troppo lontani dal cuore. Ho atteso il mio turno e ogni pagina di questo libro mi ha avvicinata a ognuna delle protagoniste; mi hanno aiutata e capita, mi hanno sorriso e abbracciata. Ora tocca a me portare al Vintage Shop qualcosa di vetusto che non ho più voglia di utilizzare o di possedere; ho già scelto cosa sarà. L’ho adagiato sul bancone, ora Miss Violet lo sta valutando mentre leggo gli ultimi capitoli del romanzo. Lascio anch’io qualcosa qui, tra le pieghe delle pagine di questo libro, che sicuramente tornerò a leggere, per poter tornare in questo posto che ho amato sin dai primi brani e che scolpisce nel cuore attimi di pura gioia per chi lo legge.

Nel viaggio al Vintage Shop ho ascoltato un medley di musica americana degli anni ’50 e ’60.

Ho sentito tintinnare di nuovo la porta d’ingresso, mi volto e… Buona lettura anche a te!

Mirtilla Amelia Malcontenta

Il rimedio miracoloso di H.G. Wells

IL RIMEDIO MIRACOLOSO di H. G. Wells – Fazi Editore

Come diceva la mia professoressa di lettere: “Un classico al giorno, toglie il medico di torno” e mai come in questa lettura mi è tornato in mente il proverbio rivisitato. Un vero e proprio capolavoro letterario scritto sottoforma di autobiografia, in uno stile unico e iconico che ci permette di conoscere il protagonista, George Ponderevo.

George nasce alla fine dell’Ottocento, sua madre lavora come governante in una grande casa padronale, ma il suo futuro verrà stravolto quando viene mandato a fare l’apprendista dallo zio farmacista.

Lo zio Edward lo porterà con sé a Londra, dove la sua vita e le sue realtà s’intrecceranno con la messa in commercio di un fantomatico sciroppo ricostituente, chiamato “Tono Bungay”, inventato proprio dallo zio: un uomo pieno di ambizioni e arroganza, che avrà un successo impreditoriale incredibile. In verità il “rimedio miracoloso” altro non è che una buffonata, ma permetterà alla famiglia di George di vivere una realtà completamente diversa, tanto effimera quanto fulminea visto che l’impero economico si sgretolerà come ghiaccio al sole. Nel frattempo George ci guiderà tra le vicissitudini della sua vita: dai suoi amori, ai suoi sogni, alle sue passioni.

Un grande romanzo che riafferma la bellezza della letteratura classica, e che affascina per il suo stile intramontabile. Buona lettura!

 

“Comprate oggi lo sciroppo per la tosse Ponderevo

OGGI!

PERCHÉ?

Costa due soldi di meno che in inverno.

Se fate provvista di mele perché non farla della medicina

della quale avrete sicuramente bisogno?”

 

Mirtilla Amelia Malcontenta

Il mito della Dea

“Intendevamo semplicemente raccogliere le storie e le immagini delle dee per come erano state espresse nelle differenti culture […]. Ci sembrava valesse la pena farlo perché uno dei modi in cui le creature umane comprendono la propria esistenza è proiettandola nelle immagini delle loro dee e dei loro dèi”, scrivono le due autrici del volume Il mito della Dea (Venexia edizioni). Anne Baring e Jules Cashford vanno oltre la mera raccolta, si accorgono fin da subito, infatti, che nel corso della storia e in culture all’apparenza differenti vi erano similitudini e parallelismi nei miti riguardanti la Dea. La continuità era così impressionante da spingerle parlare del mito della Dea come di un’unica entità, dalle constanti varianti e raffigurazioni. Perché raffigurare la Dea era raffigurare la vita come unità. La Dea Madre è un’immagine che focalizza l’espressione dell’universo come un tutt’uno sacro in cui l’umanità è figlia.

Nella nostra epoca, a parte l’immagine della Vergine Maria come Regina del Cielo, le raffigurazioni della Dea sembravano scomparse, continuano le autrici. Così è nato in loro il desiderio di capirne il perché. Ai nostri giorni la natura è stata desacralizzata e la Terra non è più percepita come essere vivente. È avvenuto, per Baring e Cashford, un inquinamento del mito: la stessa parola pollution (che in inglese e in francese ha il significato di inquinamento) ha origini dal latino pollutio che etimologicamente vuol dire “profanazione di ciò che è sacro”. Ed era esattamente ciò che era avvenuto: era stato profanato il mito. Ma per quali ragioni?

Nel saggio è ricostruita la storia dell’evoluzione della coscienza umana dalla fase della sintonia e della sacralità della Natura, venerata come Grande Madre per lunghissimi millenni (dal Paleolitico e all’Età del Bronzo), a quella tuttora dominante affermatasi con la vittoria delle religioni monoteiste e trascendenti, con effetti disastrosi sia sulla psiche umana che sul rapporto con la vita del pianeta.

Uno studio monumentale che si presenta come una sintesi di agile lettura e riccamente illustrata su temi di vitale attualità non solo per la spiritualità femminile. L’archeologa Marija Gimbutas (Il Linguaggio della Dea) ha definito questo testo “un magnum opus indispensabile per chiunque si accosti allo studio della genesi e dello sviluppo delle idee religiose”.

L’obiettivo di questo poderoso saggio è dunque capire il modo in cui il mito della Dea è stato perso; quando, dove e come sono emerse le immagini di un Dio uomo e come si è relazionato con la Dea; nel corso della lettura si giunge così alla conclusione che negli ultimi quattromila anni il principio femminile come espressione di santità è stato perso ma non è affatto sparito. Continua anzi a vivere in “incognito” e attraverso le immagini e le credenze popolari.

Joseph Campbell ha scritto che il mito è un sogno che ognuno di noi ha: “Non sarebbe eccessivo sostenere che il mito è la porta segreta attraverso cui le inestinguibili energie del cosmo si riversano nella manifestazione culturale umana”. Sognare il sogno perpetuo dandogli un abito moderno, secondo Jung.

I quattro enigmi degli eretici di Armando Comi

È un personaggio oscuro e da sempre avvolto in una foschia fatta di leggenda, mito e stupore: Cola di Rienzo, al secolo Nicola di Lorenzo Gabrini. Eletto il 20 maggio 1347 tribuno e “liberatore” dello stato romano, obbligò i potenti baroni a sottomettersi, reclamando per Roma la dignità di capitale del mondo; pur dichiarando di non voler attentare ai diritti della Chiesa, insospettì l’allora pontefice Clemente VI. Nella cupa Roma del tardo Medioevo, Cola splende di quella luce che è propria dei sognatori: visionari, tormentati e mai compresi dai loro contemporanei. Il dramma della solitudine è palpabile non solo nella storia reale di Cola di Rienzo ma anche tra le pagine del raffinato thriller di Armando Comi, che descrive un personaggio vero, concreto pur nella sua eccezionalità.

Siamo nell’autunno del 1342. A Roma sì è appena consumato un crimine abominevole. Un cavaliere cinto da una corona con dieci corna uccide un neonato per impedire l’avverarsi di un’inquietante profezia. Il piccolo sembra essere colui che un giorno erediterà uno specchio che porterà sciagure nel mondo. Cinque anni dopo, nel giorno di Pentecoste, Cola di Rienzo esce di prigione con l’intenzione di realizzare una predizione ricevuta in sogno, ma il suo destino si incrocia con un messaggio che giunge dal passato e lo incita a mettersi alla ricerca di uno specchio occulto, lo Speculum in Aenigmate. Si tratta di un manufatto realizzato con la pietra incastonata nella corona di Lucifero, prima della caduta, capace di stravolgere le sorti dell’umanità. La sua non è una ricerca solitaria: da secoli due sette cercano di entrarne in possesso ed entrambe tramano alle spalle di Cola per manovrarlo. Cosa sono disposti a fare coloro che cospirano per impossessarsi dell’oscuro oggetto della profezia?

Il Cola di Rienzo di Comi è un uomo pieno di ombre, visionario, brillante e cupo nello stesso tempo, il cui comportamento ci pone dinnanzi a domande e a questioni etiche. È questa la grandezza del thriller I quattro enigmi degli eretici: la trama impone riflessioni sul comportamento umano, sulla tragedia della libertà negata, sul destino dell’uomo. Scritto magistralmente e fluido nel lettura, il romanzo di Comi è una sorta di viaggio iniziatico ai confini tra il bene e il male, tra la ragione e la necessità.

Spiccano le figure femminili: Luna, la donna accusata di stregoneria, e Giovanna Colonna. Entrambe forti e determinante, con alle spalle una sofferenza che però le ha forgiate, incidendo nella loro carne le ferite dell’anima.

Il nero e l’argento di Paolo Giordano

IL NERO E L’ARGENTO – Paolo Giordano – Einaudi 2014 pp. 118

Ogni coppia felice è felice a suo modo, si potrebbe dire, riadattando un celebre incipit. E ogni coppia felice può non essere consapevole di quanto precario sia l’equilibrio di certe felicità, né accorgersi quando – per un motivo apparentemente estraneo alla coppia – quella felicità si trasforma repentinamente nel suo opposto.

È quanto accade a Nora e suo marito, che da un giorno all’altro si devono confrontare con l’assenza della signora A. Non è facile sintetizzare chi sia la signora A. e quale ruolo abbia nelle loro vite: non abita in città, è credente, tradizionalista; pur essendo più legata a Nora, riconosce il marito come pater familias e gli attribuisce diritti quasi superiori a quelli della moglie. La signora A si insinua nella famiglia che la accoglie, rendendosi a poco a poco indispensabile, e quasi imponendo i propri modi di fare: lei conserva i propri, Nora e il marito si adeguano ai suoi. Eppure, nonostante la differenza che li separa da loro, la signora A. diventa ben presto una di famiglia, elemento fondamentale per gli equilibri della coppia e nei rapporti con le rispettive famiglie. Una madre – anche se nessuno lo dice –, una nonna per il loro unico figlio. Arrivo a questa lettura dopo essere passata per Divorare il cielo (Pink Magazine Italia, Inverno 2018-19 p. 77) e mi sembra che ancora una volta uno dei temi cari a Giordano sia quello dei legami familiari non strettamente legati alla consanguineità. La signora A. diventa “madre” perché sa prendersi cura di loro, e la cura è una delle principali e inequivocabili manifestazioni dell’affetto.

Per questo anche l’unione della coppia sembra scricchiolare quando la signora A. si sottrae e, presa dalla preoccupazione per la sua malattia, pare tornare a pensare a sé stessa. Orfani si sentono Nora e il marito, incapaci sulle prime di elaborare il distacco di una persona diventata familiare ma che propriamente “di famiglia” non può dirsi. Quasi non autorizzati a provare dolore, ma al tempo stesso ben consci del vuoto che la signora A. ha lasciato.

Se chi si prende cura di noi (in quanto coppia) si allontana, allora la necessità di tornare a prendersi cura di noi stessi e dell’altro si fa impellente. E se ci si fosse disabituati a farlo? Anche solo a esprimere il bisogno di “cura”? Ci vuole un attimo perché il silenzio si insinui in una coppia e prenda a dimorarvi quasi fosse uno spazio fisico.

Il nero e l’argento è un lungo racconto che parla di una forma insolita e non codificata d’amore e di una crisi. I silenzi dei suoi protagonisti, di fronte ai quali il lettore si trova, sono però capaci di smuovere in lui pensieri e riflessioni, che vanno – e sono certa che Giordano ne sia stato consapevole – ben al di là di questa singola storia.

Alessandra Penna

La villa di Famiglia di Amanda Hampson

La villa di famiglia di Amanda Hampson (Newton Compton)

“Ogni notte mi fermo sulle soglie e guardo dentro le stanze buie, scorgendo solo i contorni dei mobili alla luce concessa dalla luna, chiedendomi come siano state le vite di chi ha vissuto qui in passato. C’è una stanza in particolare che mi attrae notte dopo notte. È lì che mi trattengo più a lungo. So che dovrei concentrarmi su questioni più pratiche, ma i miei pensieri sono troppo sparsi anche solo per tentare.”

Ben e Mia. Mia e Ben Tinker, una coppia in procinto di ricominciare, di donarsi una nuova possibilità. Cercano un nuovo inizio trasferendosi dall’Australia, loro terra natale, in Francia in un paesino pittoresco e incantevole. Acquistano una bellissima casa, piena di storia e pronta ad accoglierli. Per la giovane coppia non è facile inserirsi in questo nuovo contesto, soprattutto per Ben che parla poco e male il francese. In loro aiuto arrivano i vicini di casa, i coniugi Dominic e Susannah Harrington: due frizzanti sessantenni inglesi che si renderanno subito amichevoli e ospitali. Dominic e Susannah.

Susannah e Dominic, un’intera vita insieme sempre sull’orlo del precipizio emotivo, economico; umano. Tra le due coppie s’instaura da subito un feeling, Ben e Mia sono felici d’aver trovato negli Harrington la chiave per integrarsi nella loro nuova realtà sociale. Ma come ben spiega il detto “l’abito non fa il monaco”, Ben e Mia si ritroveranno presto a capire che la realtà che i loro nuovi amici vivono è contornata di segreti e silenzi.

In un susseguirsi di avvenimenti, la giovane coppia scoprirà che Dominic e Susannah Harrington dietro al fascino e alla generosa ospitalità celano molte verità da troppo tempo sepolte, ma ormai pronte a vedere la luce. I Tinker saranno in grado di non farsi avvolgere tra le spire di questa coppia così troppo perfetta, da non essere effettivamente vera? Non ci si stanca di questo romanzo, incalzante e coinvolgente. Queste due coppie così agli antipodi tra loro creano un vortice dal quale è difficile allontanarsi. Una scrittura sapiente e ben strutturata rende irresistibile ogni pagina, ogni capitolo. Nella lettura di questo romanzo sono stata accompagnata da questa playlist: Lana del Rey e il soundtrack del film “Cinquanta sfumature di grigio”.

Mirtilla Amelia Malcontenta