Andrea Mattioli, Superman e la Cola

Drinking with L. A. Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli

Atmosfera da club, luci basse, suoni forti, molta gente che affolla la pista. È un sabato sera (di un po’ di tempo fa), e io mi trovo qua per intervistare Andrea Mattioli, un marchigiano che ha iniziato presto a frequentare locali per lavoro, riuscendo ad arrivare a mete importanti senza fermarsi mai. Sentiamo cosa ha da dirci, Amici? Ecco la nostra conversazione, in esclusiva per i follower di “Drinking”.

Se tu fossi un supereroe, che supereroe saresti e che superpoteri avresti?

Ah, questa è difficile! Un supereroe … ho sempre sognato Superman, quindi, i superpoteri sono i suoi: fa di tutto, vola e si sposta velocemente. Visto che il tempo è sempre poco!

Hai la macchina del tempo: dove vai? Passato, presente, futuro?

Andrei nel futuro, in una grande città. Sono curiosissimo!

Che cosa rappresentano per te la perseveranza, la tenacia?

È parte del mio carattere: non arrendersi mai. Andare dritto verso l’obiettivo, sempre comunque!

Il tuo drink preferito?

Un drink non alcolico: sono astemio. Bevo semplicemente Cola e limone.

Cosa puoi fare per salvare o per migliorare il mondo?

Nel mio piccolo, cerco sempre di migliorare quello che è il mio mondo, cioè il mondo dei club. Porto la mia esperienza, la mia passione, e cerco di fare qualcosa in più rispetto a quello che già c’è.

In alto i tumbler, Amici! Brindiamo al miglioramento dell’ambito in cui viviamo, senza fermarci mai. Alla prossima!

Who’s Who Per chi non lo sapesse…

Andrea Mattioli è un dj originario di San Benedetto del Tronto (AP), che inizia la sua carriera artistica a 18 anni. È stato direttore artistico di vari club abruzzesi e marchigiani. Nel 2003 diventa resident al “Plaza”, per poi trovarsi a collaborare l’anno successivo col famoso “Cocoricó”. Entra a far parte del team de “La noche escabrosa” (trasmissione radiofonica di musica house) e del “Diabolika” (Format del “NRG Club” di Ciampino). Nel 2009 fonda la propria etichetta discografica, la DIVA RECORDS, comprendente artisti riconducibili alla musica House e alla Techno.

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Il MIF, l’acqua e i taxi

Drinking with L. A.

Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli

Una serata di un po’ di tempo fa, a Rimini. Ma mi fa piacere, tanto più che è ufficialmente iniziata la stagione dei festival musicali all’aperto, condividere con voi questo racconto.

Otto di sera, crepuscolo. Strade vuote, tutti a cena, tranne una signorina, di spalle, alla fermata degli autobus. Mi avvicino dicendo “mi scusi”, lei si gira imbarazzata, e siamo imbarazzate in due: io non immaginavo chi fosse,  lei presume che io non le stia chiedendo un’indicazione stradale, e non sa come fare a spiegarmi che le sue preferenze sessuali non includono me. L’imbarazzo (suo) si scioglie quando il mio “Mi scusi” prosegue con “Saprebbe indicarmi la stazione?”. La ragazza lascia andare il respiro trattenuto fino ad allora, sorride e addirittura mi accompagna fino ad un cartello stradale. Anch’io sorrido e la ringrazio. Senza sottolineare che no, tranquilla, neanche io avrei mai incluso lei nelle mie preferenze. E magari avremmo potuto scoppiare a ridere insieme. Ma ora le mie priorità sono altre. Trovare queste benedette navette taxi per il Music Inside Festival e ripararmi dalla pioggia, che ha iniziato, leggera ma insistente, a cadere fitta nella sera fresca. I taxi ci sono, certo, presi d’assalto da fan della musica techno, che non vedono l’ora di partecipare alla seconda edizione della rassegna musicale. Io sono sola e il tassista, dopo aver riempito la navetta con 6 ragazzi allegrissimi, mi fa accomodare al posto di fianco al suo, e subito si capisce che la tariffa concordata sul sito web è opinabile…

Arrivata, pago, scendo e ottengo sia il braccialetto omaggio che il pass per la stampa (due is meglio che one, lo dicono anche in una pubblicità!), e mi avventuro nel grande stabile della Fiera di Rimini, pieno zeppo di appassionati di musica provenienti, anche, da oltre confine. Nella hall, mi sento chiamare, mi volto: Lorenzo e Alessandro, proprio loro mi avevano indicato il nome di Mattia Duranti, colui che gestisce i contatti con la stampa (e che mi ha fornito di conseguenza il pass d’ingresso). È davvero tutto ben organizzato, nonostante la vastità della struttura edilizia e la complessità degli eventi in contemporanea.

Ci sono tre padiglioni, chiamati col nome di un colore, blu verde o rosso, quel colore che prevale negli effetti di luce al di sopra del palcoscenico, perché è di un palco (non di una semplice consolle) che si tratta, a sottolineare l’importanza dei dj che si avvicendano, a partire dalle 19:30 fino alle 04:00 del mattino. Vere e proprie star della nostra epoca, dato che siamo tutti in cerca di nuovi miti che ci facciano emozionare e sognare, oltre che ballare, ovvio. Da Sven Vath ad Alicante (che è già stato “ospite” di Drinking!!), a Ralf a Sam Paganini, a Sasha Carassai e molti molti altri, sino ad arrivare a Paul Kalkbrenner, che infiamma non solo la platea ma anche letteralmente la consolle. Quasi alla fine della sua performance, infatti, l’audio manca e lui ironicamente si siede sopra ai macchinari che fanno i capricci, restando con lo sguardo nel vuoto e attendendo. Nessun problema, ci sta: è il bello dei live, sapere che tutto è vero e vissuto nell’istante. Bevo un po’ d’acqua, gentilmente fornita dall’organizzazione. Per rientrare in hotel (stanchissima) cerco un taxi, ma mi fermo alla pensilina sbagliata, dove passano gli autobus!

Me ne renderò conto solo dopo aver chiacchierato con alcune persone, tra cui un giovane marocchino che ha ritenuto inutile pagare il biglietto del festival in quanto (così dice) ha già sentito tutti quei dj a Ibiza, quando faceva il cameriere in un locale. Incalzato dalla mia domanda sul nome del locale in questione, si impappina. Io intanto abbandono la pensilina, perché come un miraggio è apparso un taxi, fermato da me e da due ragazzi, di cui segno i nomi, Francesco e Lorenzo, perché si rivelano gentilissimi: loro che sarebbero scesi dall’auto molto prima di me, si incaricano di pagare l’intera corsa al tassista, Fabio, che lasciandomi davanti all’hotel, mi elogia con un complimento che si sente autenticamente vero (“è stato un piacere parlare con te”). Più che altro, abbiamo riso tanto: sono ironica, sempre, conversazione tranquilla e buffa talvolta. Che dire? Sicuramente, buona estate, buona musica e… stay tuned, alla prossima!

Tag: drinkingwithla, festival, Mif, musica, dj, acqua, taxi

Ricky L., la verità e il vermentino sardo

Drinking with L. A.

Un drink con Alessandra Lumachelli

Da brava clubber, e da curiosa, se esiste la possibilità di intervistare un dj (o come lo chiamo io, un creatore di musica), ne approfitto e ne sono entusiasta. Nei club sembrano distanti, concentratissimi con le loro cuffie, e ci si domanda a cosa pensino, nel frattempo. Così, provo a chiedere alcune cose anche a Ricky L, che a prima vista sembra serissimo, ma in realtà è spiritoso e divertente. Si capirà in particolare nell’ultima “risposta-non risposta”! Partiamo, Amici? Intraprendiamo un altro viaggio insieme.

Se tu fossi un supereroe, che supereroe saresti e che superpoteri avresti? Può essere anche un personaggio dei fumetti.

Ricky: Non ho mai amato molto i fumetti. Potrei inventarmelo? [io: anche!] Ti potrei dire “Ermeto Pasqual”! Ha dei grandissimi poteri musicali: definirlo percussionista sarebbe riduttivo. Sinceramente non credo di avere mai avuto un supereroe preferito; Superman, Batman non mi hanno mai incuriosito più di tanto.

Se avessi la macchina del tempo, dove andresti? Passato, presente o futuro?

Ricky: Alessandra, me la metti su un piatto d’argento!! Io ovviamente cerco solo il presente, quindi, se avessi la macchina del tempo, cercherei esattamente il presente. Penetrandolo in ogni suo istante. Né prima né dopo.

Che cos’è per te la relazione? Che cosa è fondamentale per te in una relazione (amicizia, amore, lavoro…)?

Ricky: non ci ho mai pensato. Potrei dirti una serie di banalità … [io: no! Una cosa in cui tu credi veramente] Nella verità, direi, dove ci rientrano parecchie cose dentro: lealtà, rispetto, la verità! Come dice Brunori Sas. Molto bello, tra l’altro, quel pezzo.

Il tuo drink preferito?

Ricky: mi piaceva molto la grappa, ma ho smesso di berla. Mi piacciono i vini bianchi importanti, come il vermentino sardo. Non amo il vino rosso. [nel frattempo gli arriva un drink]. Cosa puoi fare tu per salvare o per migliorare il mondo? Ricky: [beve] [io rido: bere?!].

Allora, Amici, in alto i calici ricolmi di vermentino… perché a volte è necessario berci su! (Sempre con moderazione, mi raccomando) Alla prossima!

Alessandra

Who’s Who Per chi non lo sapesse…

Ricky L, alias Baffopizza, (nome d’arte di Ricky Luchini), è un dj indissolubilmente legato al club “Red Zone” di Perugia. A 11 anni ha il suo primo mixer, e a 15 fa il suo primo tour a Riccione come dj prodigio, suonando al “Vae Victis”. A 16 anni inizia col “Red Zone”, creato nel 1989 da Sauro Cosimetti. Famosissima la sua traccia House “Born again” del 2005, riproposta nel 2009 col titolo di “Born again 2010”, dato l’enorme successo riscontrato.

Franco Forte in esclusiva per Pink!

Carissimi lettori, siamo lieti di annunciare una straordinaria notizia: il noto scrittore Franco Forte ha concesso in esclusiva a Pink Magazine Italia la possibilità di frequentare il suo corso di scrittura creativa online! Una rubrica utile non solo a chi vuole fare della scrittura la propria professione ma anche a chi vuole capire cosa c’è al di là delle pagine che leggiamo e che tanto ci emozionano. Che aspettate, dunque? Seguite il link e la rubrica di Franco Forte!

SCUOLA DI SCRITTURA DI FRANCO FORTE

 

books talk

Luca Fabbracci, il Parkour e i centrifugati

Drinking with L.A.
Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli

Luca Fabbracci, il Parkour e i centrifugati

Ammirando stupita le acrobazie degli attori in film come “Matrix” o “Spiderman”, pensavo: “Okay, è solo fantascienza: possono realizzarlo facilmente attraverso la computer grafica”. Poi mi sono incuriosita, vedendo Daniel Craig (alias James Bond) volteggiare su una gru alta decine e decine di metri in “Casinò Royale”, e mi sono ripromessa di saperne di più. È per questo che, leggendo un avviso sulla bacheca dell’Università, ho contattato un esperto di Parkour, Luca Fabbracci. Ecco a voi il resoconto della nostra chiacchierata.

Se tu fossi un supereroe, che supereroe saresti e che superpoteri avresti? (Io penso subito a Spiderman, o magari a Neo di “Matrix”)
Il supereroe che mi è sempre piaciuto più di tutti è Wolverine, che è tutta un’altra cosa! Un altro stile. Mi affascina proprio per la sua storia: bello e dannato. Spiderman mi piaceva quando ero piccolo. Ora preferisco Wolverine, come supereroe, anche se ha una vita bruttissima, però! Come superpotere, mi ha sempre affascinato il fuoco, quindi il poter manipolare il fuoco è una cosa che mi piacerebbe fare. (Io: come il supereroe dei Fantasici Quattro?) Sì, come la Torcia Umana!

Se avessi la macchina del tempo?
Se io avessi la macchina del tempo, viaggerei, ma non per cambiare qualcosa. Più che altro, per curiosità personale, per andare in varie epoche, in vari momenti storici, per vedere com’era la situazione allora. Perché se ne raccontano tante, ma vai a capire se era davvero così la vita. Mi ha sempre interessato la storia più antica, i Romani, i Greci … la battaglia fra gli Spartani e i Persiani. Ci hanno fatto film, fumetti, ecc. È una parte di storia che mi affascina. L’era moderna mi interessa meno: forse cercherei periodi storici ben precisi, in cui è successo un fatto particolare che mi colpisce ma a livello culturale.

Che cos’è la vertigine, per te?
(ride) Mi hai colto in castagna, perché io soffro di vertigini! Questa cosa lascia tutti sorpresi; mi domandano: “Fai Parkour e soffri di vertigini? Come riesci a fare le cose che fai?”. Innanzi tutto, mi piace chiarire che il Parkour non è per forza legato alle altezze. Si può stare anche a piano terra. Anzi, di solito si comincia dal piano terra, e poi uno se vuole salire, sale. Io non soffro di una forma patologica pesante, è solo una forma di ansia. Le vertigini si possono “allenare”, come tante altre cose. Piano piano, ci vuole più tempo, ma esistono allenamenti apposta per migliorare questa ansia. Quindi, per me la vertigine è semplicemente un altro limite da superare. E si supera con la consapevolezza, con l’abitudine, partendo da cose tranquille, gestibili, ma che non diano uno stato di rilassatezza completa. Per esempio, io ho iniziato camminando su due muretti paralleli, non molto alti, che non mi creavano preoccupazione. Comunque, secondo me, è anche una questione di stato mentale.

Qual è il tuo drink preferito?

Non bevo tanto. Non sono astemio: bevo birra, vino, ma saltuariamente. Invece il caffè è un mio “vizio”. E mi piacciono molto i centrifugati, di frutta o di verdura, ma sempre mescolati. Non con un frutto solo, perché quando si mescola, i gusti diventano interessanti.

Cosa puoi fare tu per salvare o per migliorare il mondo?
Ah, il mondo è un obiettivo grande! Però, insegno Parkour e per me nel Parkour c’è un fine educativo. Perché dietro il salto c’è molto lavoro, non solo a livello fisico, ma anche della persona, sui valori. Anche se queste cose non appaiono mai, perché la gente vede il salto e si ferma lì, alla superficie. Quindi, penso che se io riesco già con la mia pratica o col mio insegnamento a sbloccare una persona, allora già ho fatto tanto. Se riesco a insegnarle qualcosa sul rispetto di sé, sul rispetto dell’ambiente o altri valori che trasmetto attraverso la disciplina, ho fatto la mia parte per migliorare il mondo. Poi se riesco a farlo con tante persone, sono ancora più contento! Questo è un ottimo investimento del mio tempo!

Capito, Amici? Saltiamo, vincendo le nostre paure, e rispettando il mondo intorno a noi! E, ovviamente, in alto gli highballs!
A presto!

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Who’s Who
Per chi non lo sapesse …

Luca Fabbracci, nato nel 1987 è un ingegnere civile che da sempre ha amato la pratica sportiva. Dopo aver passato l’infanzia a provare diverse discipline (nuoto, sport con la palla, avviamento all’atletica…), ha scoperto (a 12 anni) le arti marziali che hanno avuto un forte impatto nella sua crescita fisica e spirituale: il Karate. Nel 2010, scopre la pratica del Parkour tramite un amico e la visione dei video che giravano in rete, ma sarà solo nel 2011 che inizierà ad immergersi con serietà e dedizione in questo mondo, rendendosi conto di quanto fosse vasto e sfaccettato il “mondo dietro il salto”. Comincia così il primo “vero” anno di pratica autodidatta e studio della disciplina attraverso siti, documenti e le esperienze scritte dai praticanti più veterani. La sua voglia di approfondimento lo ha portato fin da subito a viaggiare per partecipare a raduni ed eventi, dove ha avuto modo di crescere ulteriormente sotto gli insegnamenti di alcuni dei fondatori e di altri esperti. Nel 2012 si trasferisce ad Ancona per proseguire gli studi di ingegneria e si unisce ad AP3 come atleta, per poi decidere nel 2014 di intraprendere la via dell’insegnamento. Dopo un periodo di affiancamento a uno dei coach del gruppo e il conseguimento della laurea in Ingegneria Civile, torna nella sua città d’origine per aprire un nuovo corso. Agli inizi del 2016 ottiene la certificazione ADAPT livello 1, un traguardo iniziale per la nuova strada intrapresa, che sta proseguendo attraverso seminari, workshop e viaggi. Tutto rivolto al fine di approfondire la conoscenza di se stesso attraverso il movimento, oltre alla volontà di migliorarsi come istruttore/educatore. Nell’Ottobre del 2016 apre un nuovo corso a Jesi in collaborazione col la UISP territoriale.
L’art du deplacement (Arte del Movimento), conosciuto anche col nome di Parkour, è una disciplina che punta ad allenare il proprio corpo al fine di muoversi in un ambiente, qualunque esso sia e in qualsiasi condizione. È una pratica nata nelle strade, eliminando così il bisogno di una struttura specifica o accessori, bastano una tuta e un paio di scarpe per iniziare. Lo scopo principale è quello di far crescere le capacità motorie dell’essere umano (corsa, arrampicata e salto), attraverso una preparazione fisica a 360° che comprende l’allenamento di forza, resistenza, equilibrio, esplosività, ecc. Un importante ruolo l’assume la crescita psicologica del praticante che nelle sessioni di allenamento può trovarsi di fronte a sfide man mano crescenti con lo scopo di un miglioramento personale. Da questo si deduce che è una pratica costruita attorno alla persona e adattabile a chiunque. Se ci si pone nella giusta ottica di allenarsi per migliorarsi e muoversi in base a ciò che il nostro corpo ci consente, migliorando con i propri tempi, non ci sono barriere che impediscano di iniziare questa disciplina.

La libertà e un gin tonic. Intervista a Massimo Dapporto

Drinking with L. A.
Un drink con Alessandra Lumachelli
di Alessandra Lumachelli

Massimo Dapporto, la libertà e un gin tonic

massimo-e-alessandraPioggia, ancora. “È inverno: deve piovere!”. La pioggia gioca con i miei anfibi (o sono io che scovo pozzanghere ovunque, sapendo di non correre troppi rischi). Il rumore ipnotico della pioggia sul mio ombrello è uno dei pochi udibili, nella serata mesta di metà settimana. È ancora inverno: la natura si racchiude in se stessa, proteggendo i semi che fioriranno in primavera, e l’umanità dovrebbe ripiegarsi e riflettere, per permettere alla creatività e al calore di poter germogliare a breve. Mi avvicino al teatro, arrivo in anticipo, chiedo e poi mi siedo in attesa. Gioco col telefonino, mentre arriva il mio ospite, l’attore Massimo Dapporto, che mi si rivolge subito dandomi del tu. Ci dirigiamo nella platea del teatro, e dalle poltroncine rosse iniziamo il viaggio delle 4 domande fisse di “Drinking” più una ritagliata sul soggetto. Eccole.

Se Massimo Dapporto fosse un supereroe, che supereroe sarebbe e che superpoteri avrebbe?
Ho sempre amato Superman! Pensa che avevo i primi 100 numeri della collezione. Costavano prima 25 lire, poi 30 l’uno. La mia preoccupazione è la stessa di Superman: incontrare qualcuno che in tasca ha la Kryptonite, che può indebolirmi! Ci sarebbero tante cose da fare, come supereroe. Basterebbe chiedere a chi ci sta leggendo: “Se fosti Superman, potendo volare ed avendo superpoteri, che faresti?”. Lascio alla fantasia dei lettori. Certo è che ci sono tante persone da “sistemare”, con la forza di passare muri e confini, tenendole in braccio. Perché volando, si fa presto. Comunque, io giro questa domanda a chi ci legge, perché è interessante come domanda, e ognuno di noi ha dei desideri o delle frustrazioni, che, potendo essere Superman, riuscirebbe a vincere.

Se avessi la macchina del tempo, dove andresti? Passato, presente, futuro?
Andrei nel passato: vorrei poter vivere una giornata per ogni secolo passato, a partire dalla preistoria! Ci sarebbero tanti giorni ad aspettarmi! E poi un’occhiata nel futuro, ma “un’occhiata” di un giorno, tra 800-1000 anni nel futuro, e ritornare nella via dove abito, per capire i cambiamenti che ci sono stati: se sono rimaste le case, casa mia, se è stata venduta, dentro chi ci sarà un extraterrestre!

Che cos’è per te, o come vorresti che fosse, la libertà?
La libertà, come vorrei che fosse? Mi piacerebbe che fosse totale, ma non riusciamo ad avere la libertà totale, perché la useremmo male. Per cui dovrebbe essere una “libertà totale controllata”, nel senso che si può arrivare fino ad un certo punto, con la libertà, poi ci sta una morale che ci deve interrompere, deve farci capire che stiamo sbagliando. Però la libertà, è chiaro, è bellissima! Io mi sento abbastanza libero, quando lavoro. Il mio lavoro mi dà una grande libertà, anche di pensiero. La libertà è una parola cara a tutti, soprattutto a chi, in questo momento, vive senza libertà: non parlo dell’Italia, ma di altri Paesi. L’Italia ha una sua forma di democrazia, una sua forma di libertà. C’è chi si lamenta, parlando di “dittatura”. Io vorrei vedere, con le azioni che commettiamo giornalmente, se fossimo in un altro Paese, che cosa ci farebbero!

Qual è il tuo drink preferito?
Il gin con l’acqua tonica, che lo diluisca, e ghiaccio, shakerato, mi piace molto. Ma non so come si chiami [ndr. Gin tonic], perché non ho il vizio del bere… ma quando mi capita, e mi danno questo tipo di gin, lo bevo molto volentieri!

Che cosa può fare Massimo Dapporto per salvare o per migliorare il mondo?
Non ho una pretesa così importante, cerco sempre di coinvolgere chi ci legge: ognuno di noi può migliorare il mondo, non salvarlo, ma migliorarlo. Ma, migliorandolo, probabilmente lo salva! Bisogna comportarsi bene, bisogna avere una propria dirittura morale, un’etica. Non essere bacchettoni, assolutamente. Se non si è coerenti con ciò che invece si dice (“io sono una brava persona… sono questo e quest’altro”) e si hanno dei vizi, si faccia in modo che tali vizi rimangano segreti! Perché altrimenti, quando si scoprono, si fanno figuracce, e la gente poi è pronta a lapidare.

Allora, amici, in alto i baloons, coltiviamo una sana libertà, e alla prossima!

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Who’s who
Per chi non lo sapesse…

dapportoAttore e doppiatore, Massimo Dapporto è figlio dell’attore teatrale Carlo. Interpreta vari ruoli per il cinema: si ricordano, fra gli altri, “Il trafficone” di Bruno Corbucci, “Soldati. 365 giorni all’alba” di Marco Risi, “Mignon è partita” di Francesca Archibugi, “Celluloide” di Carlo Vizzani. Lavora anche in TV: si ricordano, per esempio, “Distretto di Polizia 7”, “Giovanni Falcone” (candidatura agli Emmy Awards), “Il mercante di Venezia”, “Amico mio”, “Il commissario”, “Casa famiglia”. Molti sono gli attori da lui doppiati in italiano: è suo anche il doppiaggio del personaggio di Buzz Lightyear nel famoso film di animazione della Disney, “Toy Story”, e di Tim Curry in “Mamma ho riperso l’aereo”. È attualmente in tournée teatrale, al fianco di Tullio Solenghi, con “Quei due (Staircase)” di Charles Dyer.

Pink Partner – I Misteri della Storia

misteriCiao booklovers,
Il mondo pink continua a crescere. Abbiamo una straordinaria novità per voi. Dal prossimo numero, il magazine ospiterà i contributi degli straordinari membri dell’ ACIMS (Associazione culturale italiana misteri della Storia).

“Noi tutti viviamo la nostra vita ponendoci milioni di domande; il più delle volte queste non hanno una risposta. Giorno dopo giorno a caccia di misteri perché il fascino, nella storia, si annida nei suoi segreti.”

Tommaso Cantafio, presidente dell’associazione, è oggi mio ospite qui sul Pink blog.

Ciao Tommaso, benvenuto, inizio subito chiedendoti di spiegare a chi ci segue di cosa si occupa l’associazione e com’è nata?

Ciao a tutti i lettori, la nostra associazione è nata dall’idea di 4 amici con una passione comune per i misteri. Già nell’ottobre del 2012 nasceva come portale web di: articoli, approfondimenti, misteri e leggende del mondo. Fin da subito diviene uno dei siti di nicchia per appassionati in materia. Visti i risultati e soprattutto la partecipazione lanciammo una nuova sfida che ci ha portato a fondare questa associazione.  Realizziamo e condividiamo articoli, video-servizi, rubriche, attività editoriali, approfondimenti storici, ricerche scientifiche, leggende, manifestazioni culturali, convegni, dibattiti, stage, conferenze. In giro per l’Italia, realizziamo molte ricerche e coinvolgiamo i nostri lettori con tanti approfondimenti e video-servizi nuovi.

Puoi darci una piccola anteprima su qualche mistero a cui state lavorando?

Stiamo lavorando ad un nuovo video-servizio che ci vedrà coinvolti in prima persona nelle ricerche del santo Graal direttamente partendo dalla linea della rosa a Parigi. Ne vedremo delle belle…

Quali sono i vostri impegni e obiettivi imminenti?

Nell’imminente vorremo organizzare una conferenza focalizzata allo studio della mente e ai misteri del cervello.

Grazie per essere stato con noi, ti chiedo, in conclusione, quali sono le modalità per sostenere la vostra associazione.

È possibile iscriversi al nostro portale per diventare soci sostenitori dei nostri progetti più ambiziosi. Compilando il form dedicato http://www.misteridellastoria.com/richiesta-associazione-acims/ e versando una piccola quota associativa, si potrà accedere alla vita dell’associazione partecipando attivamente a tutte le nostre iniziative.

Non perdete i Misteri della Storia su Pink Magazine Italia

#staytuned

Isabella

Festa della donna 2016 in casa Love – Aliberti Compagnia Editoriale

Festa della donnaFesta della donna 2016
Una selezione di ebook a € 3,49 fino al 31 marzo!

Per celebrare la festa della donna Aliberti compagnia editoriale propone una particolare selezione di ebook a prezzo speciale: le poetesse del Cinquecento!

L’universo femminile cinquecentesco era sdoppiato: da un lato vi erano donne che rimanevano chiuse in casa o in monastero (sposare una figlia era costosissimo e anche le famiglie più ricche difficilmente potevano permettersi più di una dote, quindi una sorella si sposava, le altre diventavano monache), dall’altro donne che avevano visibilità e una maggior dose di libertà. Queste ultime erano donne colte, belle ma anche determinate e dotate di grande intuito, che frequentavano regolarmente le ricchissime corti dell’epoca facendo girare la testa a molti potenti. Per celebrare la festa della donna quest’anno proponiamo una selezione di ebook a prezzo speciale per riscoprire la forza delle donne attraverso versi eleganti, coraggiosi, passionali.

Ecco i titoli in promozione: Love-Aliberti-Festa della Donna 2016

 

non solo otto marzo