10 film natalizi (+1) per arrivare alla Vigilia belle cariche

Che siano d’amore, comici, o strappalacrime, ci sono dei cult movie che esattamente come l’albero e il presepe, fanno ormai parte della tradizione e se vogliamo stimolare uno spirito natalizio anche nel più Scrooge degli animi.

Niente paura, ce n’è per tutti i gusti.

  1. Piccole donne (versione del 1994)

Dal romanzo di formazione di Louisa May Alcott al grande schermo, la narrazione segue le vite delle sorelle March, che da ragazzine, appunto, crescono fino a diventare giovani donne. Essendo una storia spalmata su più anni, le vicende si svolgono in più stagioni, ma gli eventi più marcanti e toccanti cadono quasi sempre durante le loro festività natalizie, e ciò fa di Piccole donne, una delle tradizioni intramontabili dell’Advent calendar cinematografico. Tanto amore, tanta famiglia, tanta amicizia e tante lacrime. Prendete i pop-corn e la coperta per scoprire se siete più Meg, più Jo (io sono Jo), più Beth o più Amy.

  1. Il diario di Bridget Jones

Perfetto per una serata natalizia tra amiche durante la quale mandare al diavolo diete e regimi depurativi per festeggiare alla grande come Bridget. La single più imperfetta e pasticciona di sempre ci trascinerà nel suo vortice di feste natalizie durante le quali non si risparmia figure pessime al limite dell’imbarazzante. E poi ci sono Hugh Grant e Colin Firth… devo aggiungere altro?

  1. Love Actually

Colonna sonora stre-pi-to-sa. Commedia super-romantica che intreccia le storie d’amore e di guai di 5 coppie/single sullo sfondo di una Londra che più natalizia non si può. È sicuramente passato alla storia per una delle dichiarazioni d’amore più romantiche della storia del cinema, quindi… perfetto per sognare con gli occhi a cuoricino, abbracciati sul divano, bevendo cioccolata calda.

  1. L’amore non va in vacanza

E continuiamo alla grandissima con le rom-com! Qui abbiamo un’algida Cameron Diaz che scambia la sua villa di Los Angeles con il cottage nella campagna inglese di Kate Winslet, gattara dal cuore infranto. Natale nella neve per una e Natale al sole dalla California per l’altra, le due ragazze si scambieranno la vita per 10 giorni magici, che stravolgeranno il loro (e nostro) cuore. A mio parere, una delle commedie natalizie più riuscite degli ultimi tempi.

  1. Edward mani di forbice

Vintage anni ’90 con un indimenticabile Johnny Depp e una giovanissima Wynona Ryder, favola che alterna buio e colori supersaturi. Edward è un moderno Pinocchio, “figlio” di un inventore che muore prima di potergli costruire le mani, lasciandolo così con dieci lame al posto delle dita (e un biscottino di pastafrolla al posto del cuore). L’outsider puro di cuore e la bella della città. Una poesia d’amore, una dedica eterna, una ninna nanna, Edward Mani di forbice è quel film che tutti nella vita dovrebbero vedere. E rivedere.

  1. O.S. fantasmi

È il retelling in salsa anni ’80 del Canto di Natale di Dickens, impregnato della comicità di Bill Murray. E siccome ogni Natale, la tradizione del Christmas Carol va onorata, questa versione la stra-consiglio.

  1. Mamma ho perso l’aereo

Che ve lo dico a fa’?!

Ok, questo punto in realtà vale doppio, perché non si può guardare Mamma ho perso l’aereosenza Mamma ho riperso l’aereo, mi sono smarrito a New York. Perché tutti, guardandolo, ci siamo sentiti un po’ Kevin!

  1. Un amore tutto suo

E rieccoci con le rom-com, questa è particolarmente dolce e tenere, con Sandra Bullock bigliettaia della metro, innamorata persa di un cliente abituale del quale non sa neanche il nome (il Sandy Cohen di O.C.). Da Miss Nessuno si ritrova sua fidanzata da un giorno all’altro, dopo avergli salvato la vita da un incidente mortale. E il Natale di Sandra, non sarà più lo stesso.

  1. Scrivimi fermo posta

Questa è una autentica chicca. Alzi la mano che ha visto C’è posta per te con Meg Ryan e Tom Hanks! Ora alzi la mano chi sapeva che è un remake!… Nessuno? Immaginavo. Il film originale è del 1940 e si chiama proprio Scrivimi fermo posta, in inglese The shop around the corner.

Questa è la trama: Alfred e Klara, due commessi di Budapest che lavorano nello stesso negozio di articoli da regalo, corrispondono per lettera ignorando l’uno l’identità dell’altro: mentre per lettera hanno iniziato una romantica relazione epistolare che li ha portati a innamorarsi, nella realtà si detestano. La vicendevole antipatia cresce a mano a mano che aumenta la loro relazione epistolare. A fare da cornice alla storia, anche qui, è il Natale.

  1. Vacanze di Natale ‘95

Che top 10 sarebbe senza neanche uno dei cinepanettoni storici? Che piacciano o non piacciano, è innegabile che abbiano segnato un’era e a mio parere, questo rappresenta l’apice del duo Boldi-De Sica. Boldi porta in vacanza ad Aspen la figlia quindicenne innamorata di Luke Perry, De Sica invece è un giocatore d’azzardo sfortunatissimo, che dopo essere stato ripulito al tavolo da poker, deve scegliere se pagare il debito o “cedere” la sua bellissima moglie per una notte con l’avversario.

Equivoci, scambi di persona, qui pro quo, do ut des… chi più ne ha più ne metta.

E se questi dieci film non vi sono bastati, avremo sempre la certezza che la notte della vigilia, in tv passerà Una poltrona per due.

 

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La più meglio gioventù a Modena

La più meglio gioventù 

Scritto e diretto da: Alessandro Bardani

Sabato 15 dicembre 2018 – ore 21.00

Teatro Michelangelo – Modena

 

La più meglio gioventù”, divertente spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Alessandro Bardani, in scena con Francesco Montanari, rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani, con uno stile che si ispira a film come “clerks” e “coffee and cigarettes” e al teatro canzone di Gaber. non mancano richiami a Woody Allen, Ben Stiller, ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana (“la meglio gioventù”) e a Samuel Beckett (“Aspettando Godot”).

Sul palcoscenico interagiscono Francesco Montanari e Alessandro Bardani nel ruolo di due trentenni, Aurelio e Niccolò. Si ritrovano seduti allo stesso tavolino di un locale a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, in un’atmosfera che vede mischiare sacro e profano parlando apertamente a ruota libera, con un’unica convinzione: “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…”.
Battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti sono alla base del reading.
Montanari e Bardani sono alla loro settima collaborazione, hanno già recitato insieme nella serie tv “Romanzo Criminale”, nella sketch-comedy per Repubblica.it “Felici & Contenti – Pillole di Becchinaggio”, scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello “Ce l’hai un minuto?”, scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti oltre a Montanari anche Giorgio Colangeli, poi ancora insieme nel reading tributo a Giorgio Gaber “Grazie ancora Signor Gaber”, nello spettacolo teatrale campione di incassi “Il più bel secolo della mia vita”, con Bardani impegnato come autore e regista insieme a Luigi Di Capua dei The Pills e Montanari come co-protagonista nuovamente con Giorgio Colangeli.

Teatro Michelangelo –  Via Pietro Giardini 255, 41124, Modena


Info
: 059 343662 – info@teatromichelangelo.com

http://www.teatromichelangelo.com

Ufficio Stampa: Madia Mauro

Bohemian Rhapsody

Freddie ti ho rivisto, proprio stasera. Ti ho rivisto inizialmente seduta su una comoda poltrona del cinema vicino casa. Poi, quella stessa poltrona è diventata piccola e scomoda, perché volevo alzarmi e cantare. Alzarmi e gridare. Ma gli occhi ipnotici dell’attore che ti ha riportato tra noi, insieme alla tua voce e alla vostra musica, me l’hanno impedito: tenendomi letteralmente incollata per le due ore di proiezione.

Bohemian Rhapsody non è solo un inno all’enorme talento di Freddy Mercury, alla sua spropositata estensione vocale, alla sua inquietudine d’uomo e alla sua eccentrica irrazionalità… Bohemian Rhapsody è anche la storia raccontata in modo schietto e vero di una delle rock band più famose del secolo: i Queen.

Questo film è un elogio alla loro musica, ai loro sacrifici, all’intensa creatività. Perché i Queen non esistono senza Freddie Mercury , ma anche lui ha avuto bisogno di loro: traduttori in musica della sua unicità. Ho sempre amato Freddie e anche per questo ero arrivata alla proiezione un po’ scettica e dubbiosa, invece più passavano le immagini, più avrei voluto ricominciare a vedere il film da capo.

Costumi e fotografia eccezionali, le riprese del regista sono potenti. L’interpretazione del bravissimo Rami Malek incide in modo impressionante e decisivo su tutta la pellicola. Della colonna sonora non si deve parlare, si deve ascoltare perché la voce di Freddy fa vibrare le corde dell’anima.

Consiglio a tutti di vedere questo film. Ai fan dei Queen perché potranno immergersi in una storia che conoscono alla perfezione di cui non se ne ha mai abbastanza (anche se li avviserò delle imprecisioni sul percorso storico raccontato, per esempio: durante il Live Aid quando ancora Freddy non sapeva della sieropositività come viene lasciato intendere). A chi, invece, conosce ancora poco di questa leggendaria band, lo suggerisco perché è un film fatto bene che fa sorridere ed emozionare.

Mi sono emozionata, soprattutto quando allo scorrere dei titoli di coda le persone in sala hanno iniziato ad applaudire e cantare, mentre lo schermo proiettava un filmato originale di un’esibizione dei Queen. Abbiamo cantato, applaudito e molti (compresa me) si sono commossi. Io credo che tutti questi gesti non fossero espressi solo e soltanto per la bellezza del film; io credo che fossero tutti per i Queen… per Freddy! Perché la loro musica è eterna.

C’è una scena bellissima nella quale l’attrice che interpreta Mary, dice: “Freddie, ti stai bruciando come una candela al vento”. Vero, Mercury si è spento troppo presto, ma ha lasciato un pugno aperto in mezzo al cielo dal quale riecheggia ancora la sua voce.

Stasera, mentre scrivevo ho fatto chiudere gli occhi a mio figlio Tiziano, gli ho messo le cuffie sulle orecchie e lasciato che ascoltasse Love of my life. Lui ha sbarrato gli occhi, stretto le mani intorno alle cuffie ed esclamato: “Mamma, questa è la voce di Freddie”, e a me è tremato il cuore. Ovunque tu sia; Freddy, continua a cantare perché la tua voce arriva fino agli Angeli.

Mirtilla Amelia Malcontenta

Amori Reali di Cinzia Giorgio

Esce oggi in libreria e in tutti gli store online il saggio Amori Reali di Cinzia Giorgio (Newton Compton editori). Il mio desiderio e la mia curiosità di leggere l’ultimo libro di Cinzia Giorgio, si soddisfano subito. La prima cosa che penso, osservando la copertina è: “Ok! Facciamo un bel tuffo nei miei sogni di bambina, quando anch’io sospiravo per il Principe Azzurro!” (e poi fortunatamente, l’ ho pure sposato!).

Tra queste pagine, tra queste storie, c’è molto di più: c’è la dedizione e la superlativa capacità della Giorgio di giocare con le parole rendendo il suo stile letterario unico e diretto. Con la sua prosa degna del miglior saggio storico, le storie d’amore dei reali si fanno conoscere sotto molte sfaccettature.

È un viaggio nell’amore e nelle condizioni e contraddizioni dei matrimoni sfarzosi, imponenti, a volte anche tragici, che hanno accompagnato l’evoluzione dell’umanità. Si parte da Cesare e Cleopatra, per arrivare a ripercorrere la navata dell’Abbazia di Westminster insieme a Kate e al Principe William.

Non si parla solo d’amore, non è un libro romantico, ma è un saggio che attraverso il profondo lavoro di studio e ricerca fatta dell’autrice, ti permette di leggere e capire le situazioni politiche e sociali. La figura della donna e sua immensa capacità d’adattarsi anche alla ragion di stato (esempio lampante: Soraya con Reza Pahlavi); e di continuare a farci sognare anche quando prima dell’amore veniva la geo-politica!

“Non hai idea di quanto sia difficile vivere una grande storia d’amore ” diceva Wallis Simpson… io le risponderei: “Ha ragione, duchessa, ma leggendo questo saggio avrò sicuramente le idee più chiare.”

E così è stato.

Mirtilla Amelia Malcontenta

Barbarie Italiana a Montecitorio

A Palazzo Montecitorio arriva
“BARBARIE ITALIANA”
Fateci smettere questo spettacolo!

Giovedì 22 novembre, in vista della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio ospiterà il format teatrale, ideato e scritto da Betta Cianchini che sarà presentato a cento studenti di istituti romani.

La storie italiane di una madre e di suo figlio, quella di un uomo e quella di una donna sono state scelte tra i diciannove racconti del format, proprio per restituire la visione di un vissuto maschile e di uno femminile. Seguirà la lettura delle testimonianze raccolte per le strade di Roma e provincia dalla stessa autrice. Testimonianze che tradiscono la vera natura del fenomeno, dimostrando che ci troviamo in presenza di un fenomeno culturale e trasversale.

Alcune testimonianze saranno lette dalla Vice Presidente della Camera Maria Edera Spadoni, da deputati, dagli stessi ragazzi degli istituti invitati, dalle giovanissime attrici della Compagnia Tacco 16 di Laura Milani e Francesca R. Miceli Picardi.

“Barbarie italiana” – Fateci smettere questo spettacolo! – è un progetto formativo, informativo e performativo di sensibilizzazione artistica sul tema della violenza contro la donna, presentato in tante parti d’Italia in collaborazione con le associazioni che ne hanno condiviso il contenuto: BeFree, AssoLei, DGayProject, Punto D, C.A.M. (Centro Ascolto Uomini Maltrattanti) e attualmente con il grande e prezioso lavoro de “Le Funambole”, di cui Betta è socia fondatrice.

Le quattro storie raccontate, tra cui Il cassetto dei calzini con Gabriela Eleonori e Simone Bobini, Il buon padre di famiglia con Valerio Morigi e Amavo quell’uomo con Federica Quaglieri e le Tacco 16 di Laura Milani, prendono vita dall’analisi di fatti di cronaca e di centinaia casi di violenza domestica, nonché dalle testimonianze raccolte dalla stessa autrice.

“Questo progetto si ripromette di portare alla ribalta il problema da un punto di vista troppo spesso ignorato: gli uomini violenti sono stati prima di tutto figli, fratelli, quindi alunni. È soprattutto a loro che dobbiamo parlare. Una vera e propria maratona teatrale per raccontare e denunciare una barbarie italiana che non smetteremo di raccontare fino a quando ci saranno ancora casi di femminicidio”, spiega Betta Cianchini.

Le testimonianze da lei raccolte sono spesso oggetto di studio e occasione di dibattito nei Congressi, nelle Conferenze, nelle scuole e nelle tavole rotonde sulle pari opportunità e sulle problematiche di genere. Le storie raccontate sono storie italiane. Ognuna di queste storie non è la mera narrazione di un unico fatto di cronaca perché raccontarne la crudeltà rischierebbe di abusare di una vita che già di suo è stata intrisa di soprusi e dolorosa profanazione. Ogni storia messa in scena è il puzzle di tante storie di vita quotidiana che hanno alla base le stesse violente dinamiche culturali ed emotive.

“È importante portare nelle scuole la testimonianza della fondamentale differenza tra amore e possesso”, prosegue l’autrice, che realizzerà il suo spettacolo all’interno delle scuole romane in collaborazione dell’artista Alan Bianchi e l’Associazione Le Funambole grazie al sostegno di Squadra Credit, azienda da sempre attenta alle problematiche sociali, che ha deciso di sostenere e promuovere il progetto.

Betta Cianchini ha già presentato il suo lavoro in diverse sedi istituzionali ed è stata invitata per ben due volte a prendere parte alla Giornata Mondiale contro la Violenza sulla donna indetta dall’O.N.U. nel 2013 e nel 2014. Nel 2015 ha avuto l’onore di essere invitata al Quirinale per la celebrazione della giornata della donna dal Presidente Napolitano per il suo “importante lavoro e zelo nella battaglia contro la violenza sulla donna”.

Ufficio stampa: Madia Mauro

Il ritorno di Mary Poppins

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Mary Poppins non ha certo bisogno di presentazioni, ha allietato la nostra infanzia, ci ha fatto sognare e continua a farlo ancora adesso con le nuove generazioni.

La storia comincia nel 1910 con Bert, un uomo tuttofare che, durante una sua buffa esibizione come musicista, viene interrotto dal vento dell’Est che subito lo fa insospettire, mentre la vita degli abitanti di Viale dei Ciliegi, dove vive la famiglia Banks e il puntualissimo Ammiraglio Boom, continua come se nulla stesse per accadere.

Al numero 17 di Viale dei Ciliegi, George Banks, integerrimo bancario di Londra, gestisce la propria casa in maniera ferrea e precisa pretendendo sempre che le cose funzionino perfettamente. Ma tutto si complica dopo le dimissioni di Tata Ketty causate dai due birbanti figli, Jane e Michael. E così si ricomincia con la scelta di una nuova tata grazie a un annuncio sul Times. Tutto sembra procedere, tutto sembra andare nei piani dell’integerrimo Banks, sino a che il primo dei tanti eventi magici non accade e alla loro porta si presenta la stravagante Mary Poppins e la vita della seriosa famiglia, ma anche di molti degli abitanti di quella via, in particolare del buon Bert, non comincia a cambiare radicalmente… E qui ci ritroviamo all’indimenticabile film del 1964 diretto da Robert Stevenson, basato sulla serie di romanzi scritti da Pamela Lyndon Travers.

Ma cosa accadrà nella nuova trasposizione cinematografica che arriverà il 20 dicembre 2018, diretta da Tim Burton?  Ritroveremo Michael Banks, negli anni 30, ormai un uomo adulto e che abita ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel, John e Georgie. Anche lui, come il padre e il nonno, lavora presso la Banca di Credito di Londra, ma i tempi sono davvero duri e il suo impiego è a tempo determinato. Come se non bastasse, la famiglia sta cercando di superare la recente morte della moglie di Michael, ma nulla sembra andare bene e neanche la loro storica tata sembra riuscire nell’impresa.

Jane cerca di aiutare suo fratello e i suoi nipoti anche occupata com’è a combattere per i diritti dei lavoratori, incentivata dall’entusiasmo per i diritti ereditato da sua madre.

I bambini si sentono tristi e di conseguenza stanno crescendo troppo rapidamente, proprio come i due fratelli da piccoli, nonché il padre e la zia, prima di loro. Fortunatamente, però, il vento inizia a cambiare e Mary Poppins, la bambinaia che con i suoi straordinari poteri magici è in grado di trasformare qualsiasi mansione giornaliera in una avventura incredibile e gioiosa, torna nelle loro vite, senza essere invecchiata di un giorno. Con nuovi e simpatici personaggi…

Due attrici fantastiche: Julie Andrews prima e ora Emily Blunt.

Due personaggi indimenticabili: Dick Van Dyke prima e ora  Meryl Streep.

Sono sicura che anche questa volta le emozioni non mancheranno e rivivere le stesse sensazioni con nuovi personaggi sarà semplicemente speciale.

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ANTIGONE il film al Macro Asilo di Roma      

Partecipazione ed emozione per la presentazione ufficiale del nuovo Progetto cinematografico e artistico di Carlo Benso

 

Non è qui il mio posto.

Il mio amore, qui, non ha senso.

È peccato, è crimine, è follia.

Geme, sospira, si indigna, si protende forte anche se devastata, verso il futuro e verso una speranza di libertà. Questa la rivoluzione nelle scene, nelle parole di Antigone Il Film, interpretate con grazia e potenza dall’attrice Désirée Giorgetti, protagonista del teaser del film realizzato a settembre 2018. Il lungometraggio vero e proprio èin fase di pre produzione. Presentato ieri al Macro Asilo diretto da Giorgio De Finis, anche il progetto Antigone Il Film è un “asilo”, una factory, una fucina di arti che insieme stanno costruendo un grande  work in progress in cui si sposano, amano e lottano, dialogano e infine uniscono in amplesso di energie propositive la video art, la computer grafica, la pittura analogica, la performance, la scrittura cinematografica, la messa in scena teatrale, il reportage e così via…

ANTIGONE IL FILM, sarà un’inedita trasposizione cinematografica della famosa tragedia greca di Sofocle. Non semplicemente un film, ma un’opera filmica complessa e al contempo semplice, di fortissimo impatto visivo, che, tramite il mito di Antigone, vuole raccontare una vicenda di bruciante, spietata attualitàtrasmettendosi al pubblico attraverso una sorprendente forma visiva e narrativa.

Animata dalla stessa forza con cui al Macro, coordinati da Benso, Lara Pacilio, Corrado Delfini, Claudia Quintieri, Valentina Calvani e Fabiana Iacolucci, Ruben Lagattolla, hanno narrato un percorso di amore lacerato, morte iniqua, guerra ingiustificabile, rivoluzione per i diritti umani, coraggio (non solo) femminile, rispetto della vita, in un atto collettivo e sinestetico di sua celebrazione originale. La sposa donna sorella attivista Antigone disseppellìta e ricomposta, gettata tra le macerie e risorta tra le ceneri di un mondo che puòe deve cambiare, illuminarsi di nuovo. Gli artisti sono stati diretti protagonisti insieme alla splendida Désirée Giorgetti, in un evento partecipato da un afflusso inatteso di fruitori, in un Macro affollatissimo e palpitante.

L’evento è stato armonizzato dalla presenza dei musicisti Luca Cipriano e Pasquale Citera e dal regista e autore Carlo Benso, con la sua squadra artistico tecnica, Sarah Panatta, Francesco Spagnoletti, Luigi Buccarello, Grazia Solimine e l’ufficio comunicazione e logistica Donal Cantonetti, Antonio Bande, Riccardo Borgia. Indispensabile il supporto dello stilista Emilio Ricci, e del costumista Andrea Di Calisto, come pure di Armando Guidoni e dell’Associazione Culturale Controluce e di Massimo e del suo Strit Fud. Ed è sulla strada, in viaggio, che Antigone vive e vivrà, tra Lazio, Molise, Calabria e altri territori alla ricerca di locations e nuove avventure, collaborazioni, scenari.

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Teaser ANTIGONE:

Soggetto e regia Carlo Benso

Cast Désirée Giorgetti

Fotografia Manolo Cinti

Assistente Francesco Spagnoletti

Trucco Carlotta Michela Genta

Costumi Andrea Di Calisto per Emilio Ricci Luxury

Postproduzione ed effetti visivi Lino Strangis

Supporto tecnico Francesco Spagnoletti

Produzione esecutiva Sarah Panatta

Prodotto da Movie Factory

Sostenuto da Associazione Culturale Controluce, Emilio Ricci Group, Strit Fud

Video di Claudia Quintieri “Un cervello tra le anime”:

Regia e testo Claudia Quintieri

Montaggio effetti speciali e musica Lino Strangis

Voce Giulia Ripandelli

Performance Lara Pacilio “I versi della Rivoluzione”:

Soggetto e regia Lara Pacilio

Performer Lara Pacilio

Musiche di Luca Cipriano e Pasquale Citera

Video di Lara Pacilio “Mutter”

Soggetto, regia, scenografia Lara Pacilio

Performer Valentina D’Angelo

Riprese e fotografia Roberto Mariotti

Postproduzione Gianluca Spinuso

Musiche Luca Nostro

Video di Valentina Calvani e Fabiana Iacolucci “Ombre di guerra”

IACA STUDIO

In esposizione opere materiche di Fabiana Iacolucci “Tracce di guerra”

Videoreportage di Ruben Lagattolla

Ufficio Comunicazione ANTIGONE IL FILM

Ringraziamenti Speciali agli amici, artisti e colleghi: Francesco Spagnoletti, Luigi Buccarello, Toni Garrani, Armando Guidoni, Gennaro Petrecca, Gioia Cativa, Antonella Pietrangelo, Emanuela Lucchetti, Cinzia Giorgio, Paola Marchi, Donal Cantonetti, Gaetano Ingala, Antonio Bande, Riccardo Borgia, David Di Castro.

Media Partner

Pink Magazine Italia, controluce.it, Centraldocinema, Cineclandestino, Lumiere e i suoi fratelli, Uomo&Manager

Main Partners dellevento ANTIGONE – IL FILM al MACRO ASILO

Associazione Culturale Controluce e il Dott. Armando Guidoni

Emilio Ricci Group – Moda Eco Sostenibile – Strit Fud

Pietro Giannuzzi: lo stile italiano in Africa

Il 5 ottobre scorso all’African Fashion International – Johannesburg Fashion Week 2018 il pubblico ha vissuto una progressione di emozioni grazie alla collezione realizzata da Pietro Giannuzzi, responsabile creativo del marchio Presidential. Quando nel 1994, all’inaugurazione del primo parlamento eletto a suffragio universale in Sud Africa, Nelson Mandela indossò la camicia regalatagli da Desrè Buirski, nacque la Presidential e “The Madiba Shirt”, perché Madiba continuò ad indossare quelle camicie per il resto della sua vita anche nelle occasioni ufficiali, facendone un simbolo della nuova nazione, un simbolo di libertà e democrazia che si diffuse rapidamente fuori dai confini del Sud Africa.

Ora la Presidential vuole andare oltre e si è affidata a un creativo italiano, Pietro Giannuzzi, che vive da oltre vent’anni in Sud Africa, dove arrivò per le imperscrutabili strade della vita. Ha già dato prova delle sue capacità nella sua lunga attività sartoriale. Con la collezione primavera/estate presentata il 5 ottobre scorso per Presidential (visitabile alla pagina http://gallery.africanfashioninternational.com/envira/presidential-afijfw-2018/), ha preso per mano il marchio e la shirt e li ha accompagnati nell’affollato creativo mondo del fashion ma con una chiara propria cifra distintiva. Perciò s’intuisce che l’avventura è solo cominciata.

Giannuzzi con la sua collezione ha realizzato un’accattivante armonia. Ha portato nel suo lavoro la creatività innata insieme al know-how e alla tradizione sartoriale assorbiti nella sua terra d’origine; ha tenuto ben saldo il brand della Presidential Shirt con i tessuti e i colori; su questo ha innestato le sue felici intuizioni. Utilizzando l’arte della mescolanza di colori appresa nei paesi asiatici in cui ha viaggiato, ha preso tutta la tavolozza dei colori forti e decisi dell’Africa e li ha trasfusi in capi realizzati con la cura sartoriale propria dell’antica tradizione italiana. E’ evidente perciò che Pietro Giannuzzi possiede la capacità di sintesi armonica propria di chi, con l’anima leggera, è aperto alle culture diverse da cui si lascia contaminare consapevole dell’inevitabile arricchimento.

Il contrasto armonico è il filo conduttore della collezione. Giannuzzi ha innestato il suo design innovativo su capi che appartengono alle tradizioni europea, africana e asiatica, con l’esaltante risultato di conferire loro nuova e lunga vita. Nelle stoffe, mai dimenticando quelle della Madiba Shirt, ha mescolato con armonia tutta la tavolozza di colori che l’Africa offre, anche quelli delle albe e dei tramonti introvabili altrove; ha inserito motivi tribali che assumono eleganza classica grazie al design e alla cura sartoriale dei capi.

Ma strano a dirsi, in questa collezione tutta al maschile, il capolavoro è un abito femminile creato per essere lo showstopper. In quest’abito Giannuzzi rivela tutto l’amore per l’Africa che l’ha accolto e che ritiene terra meravigliosa. Gli ho domandato, infatti, spiegazioni per questa scelta e la risposta mi ha lasciato senza parole.

“Una notte – mi ha detto – che è per me il momento più creativo, stavo lavorando alla collezione; l’avevo già disegnata ed ero alla ricerca del capo simbolo. Per la stanchezza sono crollato, mi sono addormentato e ho fatto un sogno. Devi sapere che il mio paese, Minervino Murge in Puglia, è noto come il Balcone delle Puglie, perché si stende interamente, a lunghe terrazze sovrapposte, su un pendio roccioso che si affaccia verso sud e domina la valle del fiume Ofanto. Quella notte sognai Minervino come un enorme balcone da cui mi sporgevo pensando all’Africa. Ad un tratto tutto cambiò davanti a me come solo nei sogni può accadere. La Valle dell’Ofanto svanì e mi apparve prima il Mediterraneo e poi l’Africa. Così dal bacone dove sono nato vedevo davanti a me l’Africa in tutta la sua interezza da nord a sud, con i suoi colori e la sua natura forte, selvaggia, splendida e mi sentivo assai leggero e felice. Al risveglio, ricordando la visione del sogno e col senso di leggerezza che ancora sentivo, disegnai il vestito: nella parte bassa e nello strascico ho immaginato i paesi che affacciano sul Mediterraneo e poi su fino al Sud Africa. Decisi che sulla passerella avrei fatto camminare l’Africa, la mia visione dell’Africa tradotta con l’arte che amo e che continuamente scopro e conosco. Ecco perché un abito femminile è lo showstopper della collezione.”

Ma l’omaggio all’Africa non si ferma qui. Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Madiba e in suo omaggio Giannuzzi ha utilizzato in ogni capo dei tessuti in cui fosse presente il color oro: o come filo all’interno del tessuto o come colore manualmente applicato successivamente alla tessitura; esattamente come anche per le camicie della speciale Presidential Golden Collection.

Con i colori e il design è evidente che Giannuzzi punta dritto alla sfera emozionale; con l’oro, il metallo dei re, invece punta dritto alla sfera spirituale. La sintesi che ottiene suscita vibrazioni come le musiche di Vivaldi o Wagner. Se di tutto questo lui sia consapevole o meno non importa: lui lo fa e ciò basta. La ricerca estetica, cioè la ricerca della sintesi armonica tra le due sfere, ha fatto affermare a Fëdor Dostoevskij che la bellezza salverà il mondo. Io credo che anche l’arte di Pietro Giannuzzi sia in grado di donarci quella bellezza salvifica.

Francesco Topi

La leggenda di Paganini a Grosseto

La leggenda Paganini sul palcoscenico del Centro Militare Veterinario di Grosseto

Secondo appuntamento musicale per La Voce di ogni Strumento, la rassegna diretta da Gloria Mazzi, che torna domenica 18 novembre alle ore 17.30al Centro Militare Veterinario a Grosseto con La leggenda Paganini.

Il violinista Davide Alogna, il chitarrista Giulio Tampalini e l’attore Paolo Sassanelli faranno rivivere la “leggenda Paganini” sul palcoscenico del Ce.Mi.Vet. attraverso uno spettacolo in cui la musica si intreccerà alla narrazione dell’intensa vita del celebre compositore e violinista Niccolò Paganini. I grandi capolavori del compositore genovese, i Capricci per violino solo, la Sonata Concertata per violino e chitarra, Ghiribizzi e le Variazioni sul Carnevale di Venezia per chitarra, il celebre Cantabile in Re maggiore, la prima Sonata per violino e chitarra dal “Centone” e il guizzo inconfondibile della “Campanella”, si alterneranno nell’interpretazione di Alogna e Tampalini, alla voce recitante di Paolo Sassanelli, che firma anche la regia dello spettacolo, su testi di Biancamaria Melasecchi e Filippo Michelangeli.

Proprio a Filippo Michelangeli, giornalista, editore, a sua volta musicista, si deve l’idea della leggenda Paganini. Protagonista di una biografia umana e artistica densa di eventi speciali, personalità eclettica ed eccentrica, Niccolò Paganini non ha faticato a divenire una leggenda vivente già per il suo tempo. Idolo delle folle, amatissimo dalle donne, acclamato per le sue straordinarie abilità strumentali, il violinista è una sorta di pop star la cui ascesa nel mondo musicale a lui coevo è fulminea e abbagliante per tutti coloro che entrano in contatto con la sua figura talentuosa e carismatica. La leggenda Paganini racconta proprio questa storia e lo fa attraverso un canovaccio in cui le parole sono strettamente connesse alle splendide composizioni di Paganini.

Filippo Michelangeli così descrive l’ideazione e la realizzazione de La leggenda Paganini: “Una storia così romantica ha abbastanza elementi per prestarsi ad essere messa in scena e così ho trovato una persona bravissima che ha scritto un copione a 6 mani con me e Sassanelli, Bianca Melasecchi, che, documentandosi, è riuscita a cogliere un aspetto spettacolare e poetico per poter intrattenere il pubblico. Il pezzo teatrale interseca il racconto musicale attraverso l’ottimo attore Paolo Sassanelli. Mi emoziona molto vedere il pubblico finale che si avvicina conoscendo della spettacolare storia di Paganini quello che conoscono i musicisti, praticamente niente. Noi musicisti colti abbiamo sempre snobbato Paganini, ritenendolo un compositore minore. Ha scritto fondamentalmente solo per violino, per chitarra, non ha scritto per pianoforte. È impressionante vedere come dopo poche scene dello spettacolo il pubblico si emozioni e si appassioni all’uomo Paganini e all’impareggiabile virtuoso e compositore. È uno spettacolo facilissimo da vedere e infatti sta avendo molto successo.”

A rendere giustizia alla musica di Paganini e a evocarne la presenza in scena sono due grandi virtuosi dei rispettivi strumenti. Il violinista Davide Alogna si esibisce regolarmente da solista nelle più importanti sale da concerto di tutto il mondo e suona da solista con prestigiose orchestre.

Premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali, ha registrato diversi cd da solista. Il chitarrista Giulio Tampalini è oggi uno dei più conosciuti e carismatici chitarristi classici europei. Vincitore del Premio delle Arti e della Cultura nel 2014, oltre 25 dischi solistici all’attivo, si è imposto in alcuni dei maggiori concorsi di chitarra. Tiene concerti sia da solista che accompagnato da orchestre sinfoniche in tutto il mondo. Tra i numerosi dischi che ha pubblicato, moti hanno ottenuto consensi unanimi e premi della critica. L’attore Paolo Sassanelli non ha bisogno di presentazioni, con la sua lunga e felice carriera teatrale, televisiva e cinematografica che lo ha visto protagonista di numerose produzioni.

La leggenda Paganini è un altro evento del festival La Voce di ogni Strumento selezionato dalla direzione artistica di Gloria Mazzi e realizzato con il patrocinio e la collaborazione del Ministero della Difesa, la Provincia di Grosseto, il Comune di Grosseto, la Proloco di Grosseto, il Savoia Cavalleria, il Centro Militare Veterinario, il 4°Stormo Caccia Intercettori, il Lions Club Grosseto Aldobrandeschi, il Pasfa, Soroptimist, AscomConfConfcommercio, la Camera di Commercio Maremma e Tirreno, la Fondazione Grosseto Cultura e Agimus.

Ingresso a offerta liberail cui ricavato sarà in parte devoluto alle associazioni AISM, AVIS, ADMO, La Farfalla e AIPAMM.

Prenotazione obbligatoria: on line www.lavocediognistrumento.it

mob: 339 7960148

e-mail: lavocediognistrumento@gmail.com

 Ufficio stampa

Madia Mauro

 

HORNY Crostatina Stand up vol.II di Antonio Ornano

Sabato 17 novembre il Teatro Sociale di Camogli ospiterà Hornyl’ideale prosecuzione di Crostatina Stand Up, un monologo da stand up comedian dal ritmo incalzante e senza orpelli scenografici o travestimenti di e con Antonio Ornano.

Chi è Horny? Horny è il soprannome di Antonio Ornano, un uomo adulto che ancora deve capire cosa si aspetta dalla vita. Horny è la cronaca spietata delle sue fragilità come marito e come padre. Un inno all’incompiutezza emotiva e sentimentale del maschio “adulto”, un’ode all’imperfezione che in chiave comica si propone di squarciare l’ipocrisia di una società che ci vorrebbe sempre infallibili e di successo.

Ed è così che prenderanno voce molti pensieri intimi e alle volte inconfessabili. L’importanza del rock e di Bruce Springsteen nel complesso processo di crescita e formazione del protagonista, le sue prime pulsioni sessuali, il ruolo salvifico delle piccole menzogne intuitive e riflessive nel rapporto con la moglie Crostatina, il sesso matrimoniale dopo l’avvento dei figli, i viaggi in traghetto con tutta la famiglia, le proiezioni erotiche sulle mamme dell’asilo e molte altre . Ma si proverà anche a riflettere su come ci vediamo proiettati nella terza età e su come un immaginario collettivo inzuppato di luoghi comuni spesso condizioni il nostro approccio all’ omosessualità, e in generale a tutto quello che erroneamente reputiamo diverso ma che semplicemente abbiamo paura di conoscere.

Teatro Sociale Camogli

Piazza Giacomo Matteotti, 5

Info e prenotazioni: tel. 01851770529- emailbiglietteria@teatrosocialecamogli.it

www.teatrosocialecamogli.it

Ufficio stampa

Madia Mauro