Torna Parole in cammino Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia Siena, 6-8 aprile 2018 II EDIZIONE

unnamed (2)

Dal 6 all’8 aprile 2018 a Siena torna per la sua seconda edizione Parole in cammino, il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia, realizzato all’Associazione La Parola che non muore e ideato e diretto da Massimo Arcangeli.

Il progetto generale, promosso dall’associazione La parola che non muore e sviluppato con il sostegno del Comune di Siena, della Regione Toscana, dell’Università per Stranieri di Siena e dell’Università degli Studi di Siena, e con la collaborazione della Fondazione Bianca Piccolomini Clementini e delle case editrici Zanichelli e Aracne, è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, alle nuove forme di “capitalismo linguistico”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Il progetto, nato nel 2017, punta a fare della città di Siena il centro strutturale, organizzatore, propulsore di una manifestazione annuale che potrà coinvolgere, negli anni le tre città della Toscana sede di altrettante università (Firenze, Arezzo, Pisa) nonchéregioni, città, cittadine e borghi italiani non toscani disposti a realizzare uno o più eventi, per un percorso tematico comune, all’interno di altre manifestazioni culturali (come ilFestival della Crescita, manifestazione itinerante con sede a Milano anche quest’anno nostro partner a Siena, e le Feste Archimedee di Siracusa). Per l’Italia centrale saranno anche quest’anno più direttamente coinvolti quattro festival, già gemellati in un progetto culturale di “cultura in cammino” (la Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, il Futura Festival di Civitanova Marche, La parola che non muore di Civita di Bagnoregio, ANTICOntemporaneo di Cassino), rappresentativi di UmbriaMarcheLazio, le regioni che, insieme con la Toscana, hanno visto affiorare le prime testimonianze dei volgari italiani: i Placiti capuani (960-963), il graffito della catacomba di Commodilla (prima metà del IX sec.), l’iscrizione di San Clemente (fine XI sec.-inizio XII sec.), la Passione cassinese (fine XII sec.), l’Inventario dei beni di Santa Maria di Fondi (fine XII sec.) per il Lazio; la Formula di confessione (inizio XII sec.) e il Cantico delle creature di san Francesco per l’Umbria; la Postilla amiatina (1087), il Conto navale pisano (inizio XII sec.), la Testimonianza di Travale (1158), le Decime di Arlotto (1160-1180), l’Annotazione pistoiese (1187-1208), il Ritmo laurenziano (fine XII sec. – inizio XIII sec.), alcuni documenti della badia di Coltibuono (fine XII sec. – inizio XIII sec.), i Frammenti di un libro di conti di banchieri fiorentini (1211), il Ritmo lucchese (1213) per la Toscana; la Carta osimana (1150 o 1151), la Carta fabrianese (1186), la Carta Picena (1193), il Ritmo su Sant’Alessio (inizio XIII sec.) per le Marche.

Tre giorni di incontri, un centinaio di ospiti tra accademici, intellettuali, poeti, scrittori, artisti, giornalisti. Tra gli altri: Matteo Renzi, che inaugurerà la giornata di apertura del 6 aprile in un incontro ispirato al volume di Massimo Arcangeli Renziario e dedicato alla comunicazione elettorale al tempo della Rete, Marc Augé, Corrado Augias, Edoardo Boncinelli, Aldo Cazzullo, Marco Franzelli, Carlo Freccero, Vera Gheno, Giulio Giorello, Alessandro Masi, Mario Morcellini, Isabella Schiavone, Mario Tozzi.

Delle quattro iniziative collaterali alla manifestazione che, nella loro fase finale, approderanno al festival, la prima è indirizzata a coinvolgere le scuole senesi, ma anche tutte le altre scuole toscane disposte a sposarla, e consiste in un’attività di laboratorio: la realizzazione di un progetto sulle parole che sono in grado di cambiare il mondo. Altre due iniziative sono invece contest incentrati su definizioni d’autore e sulla riscrittura della Costituzione italiana in tweet e twylls, interamente o parzialmente in emoji, con il Metodo Twletteratura e la piattaforma Betwyll.

Sitowww.ilfestivaldellalinguaitaliana.it

Annunci

Storia di un concorso letterario – Quattro domande a Marco Valeri

«Che cosa stai leggendo?» mi chiese incuriosito Marco il giorno in cui ci incontrammo la prima volta; ero l’unica a bordo campo assorta in un libro. Attendevo la fine della lezione di tennis dei miei figli, Marco Valeri era il loro istruttore. Gli sorrisi e cominciammo a parlare di libri letti, da leggere, e così dopo ogni lezione. Poi un giorno mi chiese: «Mi aiuti a organizzare un concorso letterario legato al festival Rabdomantica?». Gli sorrisi e risposi: «Perché no?». è nata così la prima edizione del Concorso Letterario Nazionale Rabdomantica “Storie di acqua, di amore e magia”. Il titolo del concorso mi è stato chiaro dopo aver letto la voce rabdomanzia sull’etimologico Zanichelli: “tecnica divinatoria tendente a localizzare, attraverso le vibrazioni di una bacchetta, sorgenti d’acqua o giacimenti minerali.” Insomma, una ricerca romantica, sciamanica, una linea di confine tra scienza e magia.

Marco Valeri è un artista vulcanico e poliedrico, oltre a essere un ottimo istruttore di tennis.

Marco, che significato ha per te la rabdomanzia?

La rabdomanzia è una pratica che muove ed evoca tutto quello che sta nascosto, cacciato altrove, evoca la tensione a far riemergere il sommerso. Ciò che non vediamo non è nascosto e, ciò che è nascosto, a volte è vitale: l’elemento che compone in massima parte il nostro corpo è l’acqua. All’esterno, per trovare questo prezioso e vitale elemento, serve qualcuno che sia in connessione con le vibrazioni della terra: il rabdomante. Il rabdomante sa guardare la terra, ne riconosce i segni, come un dermatologo fa con quelli sulla pelle; percepisce l’acqua sotto la terra, a grandi profondità, la qualità, temperatura. La rabdomanzia è un’arte che non si impara a scuola, è un dono ricevuto dalla natura, una vera investitura, oppure una conoscenza tramandata a livello generazionale, attraverso pratiche viste e apprese. La connessione con la natura si attua attraverso un legnetto, che potrebbe sembrare una fionda, ma senza elastico: quella è la porta verso gli abissi della terra. E lì, dove non ci sono gallerie, fessure o antri, il rabdomante assolve il compito di tramite, di guida. Rabdomantica nasce dall’unione delle parole romantica e rabdomante, simbolo dell’urgenza di capire quale sia la strada migliore, ispirandoci lasciandoci ispirare dal cuore e dall’acqua, intesa come vita. E questo è tanto più importante in un’epoca in cui è difficile capire cosa sia realmente essenziale.

Qual è il senso sociale della rabdomanzia?

Il rabdomante, simbolo della ricerca e della sua inevitabilità, affidata alla fiducia dell’uomo e al suo sentire, filtra il messaggio della necessità di un vivere in connessione con la natura. In questo senso l’acqua diviene non solo un elemento vitale ma anche culturale. La rabdomanzia fornisce un senso sociale, che per me è l’abbandono del troppo, del superfluo, la voglia di abrogare la pigrizia fisica e ancora prima mentale, favorendo un viaggio intimo di scoperta per capire ciò che ci muove. Rabdomantica è quindi un progetto sociale, un processo reale di ricerca della verità.

Che cosa ti ha spinto ad associare un concorso letterario al Festival Rabdomantica?

Oggi scrivono in tanti. Alcuni perché hanno bisogno di dire, altri perché vogliono sentirsi dire, altri ancora per esprimere una vera e propria arte, perché conoscono le tecniche, maneggiano la materia, fanno ricerche, si informano, lavorano alla scrittura con lo scalpello. Sono tanti i perché a causa o grazie ai quali si scrive. Rabdomantica ha accolto un’ulteriore espressione di ricerca: quella di trovare, creare ed esprimere delle storie di acqua, di amore e di magia.

A chiudere il concorso letterario, il giorno della premiazione ci sarà Erri De Luca. De Luca non ha bisogno di presentazioni: i suoi romanzi fanno parte della letteratura, non solo italiana. In che modo la manifestazione si lega al pensiero del grande scrittore espresso nella nota che accompagna Rivoluzione di Jack London?

L’attinenza tra i temi e le suggestioni portate dallo scrittore nella sua nota di prefazione e Rabdomantica, potrebbe non esistere, potrebbe non essere necessaria. Erri De Luca ci ha abbracciato con la sua umanità e ci arricchirà con la sua presenza, portando in evidenza un lavoro intellettuale profondo e stimolante: Rivoluzione di Jack London, che lo scrittore partenopeo ha fatto tradurre. Rivoluzione, Rabdomantica. R, R. L’attinenza non è necessaria, potrebbe non esserci. Eppure c’è. C’è attinenza nella ricerca di creare un percorso di riflessione e coinvolgimento, che parte da un dato, un bisogno inconscio ma evidente: l’assenza. L’assenza di vigore, di coraggio. L’assenza di intellettuali che abbiano un’etica del dissenso così forte da dire quello che pensano, e fare quello che dicono. Un’assenza e un assenso generalizzato che creano il vuoto. Erri De Luca è testimone e testimonianza che in un’altra epoca, perché Erri appartiene a un’altra epoca letteraria, dove il ruolo dello scrittore era diverso: gli artisti e gli intellettuali erano engagés. Di questi, De Luca è uno dei pochi rimasti, anzi l’unico. Oggi, la società, noi, il fiume, la nostra acqua, scorrono in un letto scomodo, in un letto nascosto. Oggi abbiamo bisogno di riscoprire il rispetto e la valorizzazione del territorio, dell’uomo, della donna e dell’animale; abbiamo bisogno di rifondare l’identità, di mantenere vive le tradizioni, le pratiche antiche e l’arte che attuano la connessione sociale, di riscoprire la funzione sociale del lavoro della terra, del rito della festa e della cultura che in essa e attraverso essa si tramandava. La società, oggi, è complessa, e in questa complessità dimentichiamo chi dirige la ricerca: l’uomo o la tecnologia? La nostra società ha bisogno di ritrovare la propria spinta rivoluzionaria, poiché una società senza rivoluzione non è viva, non lo è più. E così come una rivoluzione non ha senso senza un popolo e una nazione, una società che non ricerca più il proprio senso anche attraverso la rivoluzione, perde il suo senso all’interno del sistema. E le persone sono spaesate, si sentono perse.

Grazie Marco per il viaggio che ci hai permesso di fare intorno al mondo e dentro la terra, a nome di tutta la redazione e di tutti i lettori di Pink Magazine Italia. Arrivederci a presto.

 

L’evoluzione parte dalla rivoluzione

Dall’infanzia ai romanzi passando per le grafic novels e la saggistica, l’evoluzione dell’editoria passa attraverso la rivoluzione della scrittura e dei canali di diffusione.

Scrivere, al giorno d’oggi, è una rivoluzione e gli scrittori stessi devono essere dei veri e propri rivoluzionari, abbandonando il nichilismo moderno e trovando nuove forme per raccontare la vera e propria rivoluzione che sta attraversando la società moderna e, in particolar modo, l’editoria. La narrazione passa attraverso la realtà, al fine di descriverla nel miglior modo possibile, attraverso gli occhi dello scrittore che deve narrare il reale attraverso fatti, luoghi e vicende più o meno frutto della propria fantasia.

È sulla rivoluzione che si è concentrata la seconda giornata della Fiera Internazionale di Milano, rivoluzione nel campo dell’editoria, della scrittura e della tecnologia, con un occhio al passato e pronti a fare un salto nel futuro, nell’evoluzione dei nuovi mezzi di diffusione a cui i libri devono fare ricorso.

La rivoluzione a Tempo di Libri passa per l’infanzia e l’adolescenza, avvicinandosi ai giovani, toccando temi semplici e complessi e arrivando a tutti con la forma più immediata di comunicazione: le immagini. Immagini che diventano veri e propri romanzi, che abbandonano la semplicistica definizione di fumetto e approdano in quella più realistica e complessa delle grafic novels, in un mercato in forte e costante espansione, sia per la qualità artistica che per l’offerta editoriale di questi veri e propri romanzi. Con le grafic novels si arriva a comunicare con i ragazzi, con quella grande fetta di mercato che si tiene a distanza dalle pagine piene di caratteri stampati ma che resta affascinata da quei disegni, magistralmente eseguiti, che narrano una storia tanto quanto le parole.

Ma a Milano la rivoluzione non si limita al modo di narrare qualcosa ma passa anche attraverso il cosa narrare. È su questo che le bambine ribelli, ormai cresciute, Francesca Cavallo e Elena Favilli si sono concentrate, basando il loro pensiero sull’evoluzione non del come comunicare ma sul cosa voler davvero insegnare e trasmettere alle future generazioni, su come crescere le bambine di oggi, le donne del domani. È di questo che parla il loro libro, Storie della buonanotte per bambine ribelli vol. II.

Una raccolta, un viaggio, una scoperta di cento nuove storie e illustrazioni di donne coraggiose, per sognare più in grande, per mirare più in alto. Cento storie di donne, di grandi donne che, fin da bambine, avevano dei sogni, dei desideri, che non volevano essere le classiche principesse ma le eroine, quelle che scalavano la torre e uccidevano il drago – e di draghi ne hanno uccisi. Tante storie di tante donne, di ogni estrazione sociale, nazionalità e professione, da Nefertiti a Beyoncé, da J.K. Rowling a Sophia Loren, passando per Samantha Cristoforetti e Bebe Vio. Una rivoluzione da e per le giovani donne, tante piccole biografie divenute favole che insegnano alle bambine ad abbattere i pregiudizi, a capire che nulla è impossibile, che i sogni si realizzano. Cento nuove favole della buonanotte per essere loro la nuova generazione di ribelli, di ragazze e donne che non abbasseranno la testa davanti ad un uomo o un ostacolo, per comprendere che, nella nostra società, essere delle donne ribelli è una questione di felicità e sopravvivenza. Cento nuove favole della buonanotte per non mettere limiti alla nuova generazione di donne che combatteranno per i loro diritti, per i loro sogni e per la loro vita. Donne che combatteranno per la loro rivoluzione.

Siamo degli esseri straordinari

Non c’è rosa senza spine, non c’è donna senza ostacoli da superare, senza pregiudizi da abbattere, senza battaglie da vincere.

Nella prima giornata di Tempo di libri, tutto è incentrato sulla figura della donna in occasione della giornata dedicata al gentil sesso. Dalla letteratura alla politica, dall’aspetto sociale allo sport, le donne si fanno spazio in ogni ambito, abbattendo gli stereotipi di genere e la violenza. E proprio su questi temi si concentrano le conferenze tenutesi oggi: il mondo intero si evolve e la donna con esso, una mano stretta alla tradizione e al passato e l’altra protesa al futuro, all’evoluzione della società e del pensiero. Donne e parità di genere: nella società moderna, l’una non può vivere senza l’altra tanto quanto il mondo non può esistere senza le donne.

Ampio spazio riservato alla letteratura di genere, in un percorso letterario tra opere composte in epoche diverse che hanno in comune il fatto di essere state scritte da donne che, con la magia della narrazione, hanno creato le diverse chiavi di lettura per dare vita ai sogni, alle aspirazioni e alle delusioni che accompagnano l’esistenza di tutte noi. Dalla riscoperta di Virginia Wolf e delle sue opere, tratteggiandone la sua figura in un ritratto intimo ed emozionante, alla scrittrice iraniana Simin Daneshvar che, con profonda maestria, ci consegna il suo romanzo Suvashun, intriso dei simboli e dei valori più alti dell’identità della donna iraniana; da Katherine Mansfield, dalla sua intelligenza e sensibilità fuori dal comune, alle autrici moderne di Emma Books, casa editrice prettamente femminile, che si dedicano al romance, ad un genere considerato immutabile eppure sempre in prima fila nel rispondere con naturalezza ed entusiasmo alle continue sfide tecnologiche e di costume di cui sono la vivente testimonianza.

A Tempo di Libri, però, viene sollevato anche un piccolo, grande aspetto su cui poco ci si sofferma, raramente lo si nota. Con dati e grafici alla mano, Elena Salvi fa notare che le donne, le ragazze e le bambine leggono di più rispetto ai loro corrispettivi del sesso opposto – è più facile trovare una ragazza che si aggira tra gli scaffali di una libreria che un ragazzo, una donna con gli occhi incollati alle pagine di un libro mentre sta in metro che un uomo. Eppure non è così nella filiera produttiva editoriale dove sono più gli uomini a pubblicare romanzi e a ricoprire cariche di responsabilità all’interno delle grandi e piccole case editrici, nonostante, a livello amatoriale, non vi sia una grande disparità tra i due sessi. Il fatturato dell’editoria, dagli anni Ottanta ad oggi, si basa sulla letteratura femminile più che su quella maschile, in un rapporto, tra i due lettori, inversamente proporzionale con il passare degli anni, un dato al contrario per quanto riguarda, invece, la scrittura. Leggere è donna mentre scrivere è uomo.

Ma la donna è vita, ambizione, forza e bellezza e alla Fiera Internazionale dell’Editoria di Milano è stato sottolineato: le donne sono le vere protagoniste della nostra società.

Tempo di Libri 8-12 marzo Milano

Da domani a Milano sarà Tempo di Libri. Questi i temi delle giornate dedicate al mondo dell’editoria.

Tdl18-orizzontale-web

Giovedi 8 marzo: DONNE
Protagoniste le scrittrici, ma soprattutto le donne tout court, note e non, reali e inventate, raccontate o biografate, in un omaggio quasi dovuto nel giorno della loro festa.

Venerdì 9 marzo: RIBELLIONE
A cinquant’anni dai moti studenteschi del ’68, piccole e grandi rivoluzioni, politiche e sociali, con uno sguardo alle ribellioni in generale: contro le convenzioni, le abitudini, le burocrazie.

Sabato 10 marzo: MILANO
Sguardi molteplici alla narrazione in prosa e in versi della città che ospita la manifestazione. Sarà di scena la Milano attuale come quella storica, con i suoi letterati ormai consegnati alla tradizione della letteratura mondiale, come Stendhal o Hemingway.

Domenica 11 marzo: LIBRI E IMMAGINE
Porte aperte ai linguaggi artistici: dal libro d’arte alla graphic novel, il rapporto tra il testo e l’immagine in tutte le sue sfaccettature, con libri fotografici, d’artista, di cinema o illustrati, e designer, artisti e illustratori a raccontarli e commentare.

Lunedì 12 marzo: MONDO DIGITALE
Un ponte tra passato e futuro affrontando i temi della rivoluzione tecnologica, sapendo che la virtualità può dare un contributo straordinario alla diffusione delle emozioni che sanno restituire le narrazioni.

Per tutte le informazioni sugli eventi: www.tempodilibri.it 

#RestiamoAmici

Hai problemi di cuore? Non sai come esprimere il tuo amore o non sai come lasciare il tuo partner?

Ci pensiamo noi! #RestiamoAmici 

Da oggi i problemi di cuore non ti tormenteranno più.

È nato il sito: restiamoamici.it.

Un team di ricercatori guidati dalla professoressa Carlotta Capanna scriverà per te la lettera che non hai mai saputo o voluto scrivere. Manderà per te i messaggi che hai timore di inviare. Selezionerà per te le frasi d’amore più adatte per ogni momento della tua storia.

Gli esperti scriveranno per te le lettere d’addio più struggenti, i messaggi più diretti…

Ti indicheranno cosa indossare al primo (o all’ultimo) appuntamento. Ti saranno vicini nelle fasi più delicate della tua storia.

Contattali e risolveranno per te ogni problema.

 

Info

sito web RestiamoAmici

e-mail: info.restiamoamici@gmail.com

La cantata dei pastori: il presepe in movimento cerca casa!

 

 “La Cantata dei Pastori di Peppe Barra”

Teatro Politeama di Napoli

Grande emozione e grandi applausi per la conclusione dello spettacolo classico di Natale “La Cantata dei Pastori” al Teatro Politeama di Napoli, andato in scena dal 14 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018. Uno degli spettacoli più caratteristici della tradizione popolare napoletana. Scritta nel 1698 da Andrea Perrucci, “La Cantata” è stata sempre rappresentata e rielaborata nel tempo, descrive senza dubbio il testo teatrale più longevo della tradizione del teatro barocco napoletano.

Da quarant’anni il grande maestro Peppe Barra porta in scena quest’opera da lui definita “Il Presepe in movimento” rendendola ogni anno più emozionante e coinvolgente. La storia racconta delle avversità di Giuseppe e Maria per giungere a Betlemme e gli ostacoli che incontrano per arrivare alla grotta della Natività, accompagnati in questo lungo viaggio da due ladroni che ritroviamo nella figure di Razzullo, scrivano reclutato per il censimento e Sarchiapone, barbiere pazzo.

Un successo che conferma la capacità di entrare in grande sinergia con la tradizione e l’attualità, un’ ironia e una semplicità nel linguaggio che appartiene al popolo che in primis si sente parte integrante di uno spettacolo che anima e scalda i cuori di tutti.

Un’interpretazione unica con artisti di calibro che ha visto lo stesso regista Peppe Barra, protagonista nel ruolo di Razzullo, la stupefacente Rosalia Porcaro nel ruolo di Sarchiapone, la talentuosa Maria Letizia Gorga nel ruolo (Zingara/Gabriello), Patrizio Trampetti (Diavolo Oste/Cidono), Marco Bonadei (Demonio), Enrico Vicinanza (Ruscellio), Francesco Viglietti (Armenzio), Andrea Carotenuto (Giuseppe), Chiara Di Girolamo (Maria Vergine) e il piccolo Giuseppe De Rosa (Benino).

Le Musiche sono di Lino Cannavacciulo e Roberto De Simone. Le scene sono di Tonino Di Ronza, i costumi di Annalisa Giacci, le coreografie di Erminia Sticchi, Assistenti della Regia Francesco Esposito e Gennaro Monti assistenti alla Scenografia Emanuela Ferrara e Lucio Valerio, assistente ai Costumi Antonietta Rendina.

Un’opera che ogni anno rischia di non avere una casa a Napoli e che in realtà merita di essere protetta, perché La Cantata è un monumento e rappresenta un pezzo di grande storia napoletana, che merita di avere una dimora fissa e non occasionale, considerando che rappresenta un opera d’importanza mondiale e che ogni anno è vista da più di diecimila persone.

Invito rivolto a tutti #DateUnaCasaAllaCantata

Gabriella Chiarappa

 

Lady Oscar – Il Musical trionfa al Teatro Orione


Il personaggio che ha fatto sognare grandi e piccini, riscuote un grande successo per la prima del musical “Lady OscarFrançois Versailles Rock Drama debuttando al teatro Orione venerdì 29 dicembre, aprendo anche la rassegna Mindie ideata e pensata con l’obiettivo di presentare al pubblico i migliori spettacoli indipendenti di teatro musicale sul territorio nazionale.

La rassegna teatrale nasce da un’idea di Marco Spatuzzi e Andrea Palotto, autori di alcuni tra i più apprezzati e applauditi spettacoli teatrali delle ultime stagioni. Un pubblico commosso ed attento si entusiasmato con la versione musical di uno dei cartoni animati più amati degli ultimi quarant’anni.

Lady Oscar è un Rock Drama interamente italiano, intrepido e coinvolgente, narra la storia di una giovane nobile allevata come un uomo da un rigido e inflessibile generale francese che riuscirà a farla nominare, ancora giovanissima, capo delle guardie reali. Una ricostruzione attenta quella di Andrea Palotto che abilmente reinterpreta la storia dell’eroina francese, riuscendo a cogliere abilmente i punti essenziali dei fatti storici e dei caratteri peculiari dei protagonisti. Un percorso che ritrae i momenti e i temi sociali del periodo in modo sottile e talvolta ironico, come i giochi di potere, la disuguaglianza, la povertà e la voglia di riscatto di un popolo oppresso, assolutamente veri protagonisti della vicenda.

Una buona interpretazione dei personaggi principali: Chiara Famiglietti è Lady Oscar, Cristian Ruiz veste i panni dell’austero papà il Generale De Jarjayes, Giorgio Adamo è Andrè, amico fidato e sul finale suo amato compagno, Massimiliano Micheli interpreta un Robespierre originale e travolgente, Cristina Noci è Marie, forte e ironica nonna di Andrè, Igino Massei è il Duca d’Orleans che nel musical, il portatore dei pettegolezzi di corte. reinterpreta la storia dell’eroina francese, riuscendo a cogliere abilmente i punti essenziali dei fatti storici e dei caratteri peculiari dei protagonisti.

Un’ammaliante interpretazione che sceglie di raccontare e far emergere il malessere del popolo attraverso le parole de “L’Ami du Peuple” il giornale satirico di Marat, che con le sue critiche ironizzava una nobiltà decisamente disinteressata (qui immaginato come un teatro di burattini), non sono mancate le scene d’armi curate con grande maestria dal pluri campione del mondo a squadre di spada Stefano Pantano, uno spettacolo da non perdere per far rivivere le emozioni di un personaggio immaginario intramontabile. Musiche dal vivo, direzione e programmazione tastiere Federico Zylka, chitarra Stefano Candidda, basso Andrea Scordia, batteria Tiziano Cofanelli. Ufficio stampa Madia Mauro, fotografia Chiara Calabrò.

Gabriella Chiarappa

Più libri più liberi: da domani nella Nuvola!

Si inaugura domani la sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più libri più liberi, l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), nella nuova sede del Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group.

PL-logo-2017-sito

La cerimonia inaugurale, domani 6 dicembre alle ore 10.30 presso il Caffè letterario, si aprirà con gli interventi di Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale di Roma Capitale, Ricardo Franco Levi Presidente dell’AIE, Annamaria Malato Presidente di Più libri più liberi e Diego Guida, Presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE.

Alle 12.30, nella sala La Nuvola il primo appuntamento sulla legalità – tema centrale di questa edizione di Più libri più liberi – con la diretta Rai della trasmissione Speciale Quante Storie condotta da Corrado Augias, durante la quale interverrà il Presidente del Senato Pietro Grasso con il giornalista Lirio Abbate, Alessandra Ballerini, Giancarlo De Cataldo, Nicola Gratteri, Andrea Franzoso e Lorenzo Terranera.

Qui trovate l’elenco di tutti gli espositori: Editori in Fiera

Alcune informazioni:

La sedicesima edizione di Più libri più liberi si svolgerà a Roma al nuovo Roma Convention Center – La Nuvola dell’Eur. Gli ingressi si trovano su Viale Asia e Viale Europa, all’incrocio con Via Cristoforo Colombo.

Date e orari

Da mercoledì 6 a domenica 10 dicembre 2017 dalle 10 alle 20

Biglietti

Intero: 8 euro
Convenzionato: 6 euro – possessori di biglietto Atac vidimato in giornata, Carta Metrebus, Carta èRoma, Tessera Bibliocard, possessori di biglietto Maxxi o Card MyMaxxi
Ridotto: 5 euro – ragazzi tra 11 e 18 anni, visitatori oltre i 65 anni
Ingresso gratuito: ragazzi fino a 10 anni, classi accompagnate da insegnanti e gruppi universitari con docente, studenti universitari il 6 e 7 dicembre, disabili più accompagnatore.

Calendario dell’avvento di libri Newton

Ciao booklovers,

la Newton Compton Editori ha indetto un concorso natalizio su Instagram.

news_calendario-dellavvento-di-libri-newton-su-instagram_

Come partecipare?

– Fotografare un libro Newton in un contesto natalizio (anche solo un dettaglio, largo alla creatività)

– Usare l’hashtag #NataleNewton e taggare l’account dell’editore

A partire dal 1 dicembre saranno selezionate le più belle foto di Natale per un grande Calendario dell’Avvento digitale condiviso, che verrà pubblicato su Instagram.

Per chi non ha Instagram: saranno accettate anche le foto che arriveranno all’indirizzo social@newtoncompton.com

[Inserire come oggetto della mail: #NataleNewton specificando un recapito a cui inviare il nostro pacchetto nel caso in cui la foto venga selezionata]

 Le 24 foto scelte dalla redazione riceveranno un omaggio a sorpresa a gennaio.

Non c’è un limite al numero di foto con cui si può partecipare, saranno privilegiati la creatività e lo spirito natalizio!

Cosa aspettate? Via agli scatti!