Excellece: il valore del Made in Italy

 

“EXCELLENCE”

Il valore del Made in Italy

The Elegant Business

Domenica 17 Giugno dalle ore 18.00

Palazzo Visconti  – Milano

Domenica 17 Giugno  2018, nell’elegante Palazzo Visconti in Via Cino Del Duca, 8 a Milano, Le Salon de la Mode – l’organizzazione della brillante manager del fashion – presenta Excellence, un appuntamento esclusivo che punta sulle strategie di internazionalizzazione, sull’eccellenza italiana e le nuove opportunità di business nei mercati emergenti dei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina.  All’appuntamento brand di moda e di design, eccellenze del Made in Italy, protagonisti di un percorso espositivo curato nei minimi dettagli. Un viaggio ricco di emozioni, un incontro sinergico tra le varie arti (moda, cinema, arte e musica).

“L’invito è rivolto ai buyer internazionali e non solo. Ho voluto creare un salotto dove  la magia delle artisi fonde con le opportunità di nuovi mercati per il Made in Italy” – spiega Gabriella Chiarappa, fashion manager e referente moda per la CC-ICRD ideatrice dell’evento giunto alla nona edizione.

La serata verrà aperta alle ore 18.00 da una perfomance di tango con un passo a due di Roberto Angelica e Loredana Sartori, sulle note inconfondibili di Santa Maria – Gotan Project. Esposizioni e allestimenti animeranno le splendide sale del palazzo catturando l’attenzione degli invitati; presenti anche angoli dedicati all’arte contemporanea con le creazioni di Andrea Prandi reduce dal successo dell’ultima edizione della Biennale di Venezia, al  libro con Scarpediem(storie di scarpe straordinarie), alla sinergia di culture diverse tra l’arte pittorica di Alejandro Juan Ferrante e le creazioni uniche fatte a mano di AlessandraAttanasi e per gli amanti delle essenze verrà presentato un percorso olfattivo con Danhera  e i suoi Profumi d’Atmosfera.  La serata vedrà la presenza dei rappresentanti di alcune rilevanti Camere di Commercio italo estere sullo scenario internazionale tra cui la CC-ICRD con la presenza del Direttore Generale Avv. Elettra Giovanna Livreri, del Presidente CC-ICRD Prof. Giuseppe Frisella, del Presidente della CCIA Dr. Mario Mancinie del delegato della CC-EAU.A seguire grandi sorprese e momenti destinati alla premiazione con ospiti d’eccezione, artisti che si distinguono nelle categorie cinema, musica, moda e giornalismo. Una giuria di qualità  composta dal presidente Roberta Ammendola, giornalista Rai,  Pino Ammendola, attore, regista e scrittore, Maria Letizia Gorgaattrice teatrale e cinematografica. Tra i premiati il grande attore trasformista di fama internazionale Arturo Brachetti, il direttore di Radio Italia Antonio Vandoni per i suoi trent’anni di carriera musicale, il regista internazionale Roberto Piana, la stilista dall’anima candida e dall’eleganza inimitabile Angela Bellomo.

Le Salon de la mode si rivela anche in questa occasione attenta nei confronti dell’impegno sociale e coinvolgerà i presenti in una lotteria di beneficenza per sostenere il progetto della Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano diretta dal professor Luca Bernardo, nato dall’idea “Arte come terapia”, progettata da Donata Berger, presente all’evento. Il totale del ricavato sarà devoluto interamente al progetto. Per concludere, un cocktail d’autore offerto dalle aziende marchigiane tra le note jazz d’atmosfera  e degustazioni prelibate realizzate dalla Cake Designer Alice’s Noglù. Numerosi i brand partecipanti per questa nuova edizione: IGJ, SV Calzature Kyara, Revenge con i marchi Norah e Le Gioie di Capri, Marta Jane Alesiani, Caf Calzaturificio con il marchio Giovanni Conti, le sete di  LeiMe, I Duchi Jewels, Belt Bag, Aishha Couture, J’Etrès J’Etrès, Marta Jane Alesiani, Tropical Suit Color Grey Est, Viva Argilla Ceramica Chic.

Alla manifestazione hanno dato il contributo tecnico: Associazione Concappello, Danhera special Parfum, Alice’s Noglu, Italian Design con gli arredi Black Tie, Creative Live, Mise en place Baci Milano, Anisetta Rosati, Benforte, Sigi, Pasta Corona, De Carlonis, Verdesperanza, Salumi Ciriaci, Trevalli, Az. Agr. Michele, 180° gradi.

Make up-artist Liliana Tugui. L’organizzazione Le Salon de La Mode, responsabile grafica Luca Di Carlo.

Media Partner:Fabuk magazine International, FreeMagazine, Alpi Fashion Magazine, The Pink Magazine Italia, Cinderella Goes To,

LE SALON DE LA MODE

Contatti : lesalondelamode@gmail.com

– Communication +39 3387707104 –

Domenica 17 Giugno 2018 ore 17.00 Palazzo Visconti  – Milano

 

               

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Leggere è vita

Nella splendida cornice beneventana, nello storico cineteatro San Marco a due passi dall’Arco di Traiano, va in scena il premio dell’anno, la presentazione dei dodici finalisti dell’ambitissimo Premio Strega. Ad aprire le danze, il Sindaco di Benevento, Clemente Mastella a dare il benvenuto a tutti i partecipanti, dai vip della serata ai comuni cittadini alla ricerca di una piacevole attività culturale, il tutto accompagnato dalla splendida musica di sottofondo del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. E dopo l’omaggio alla città e alla storia del Premio, con i volti dei grandi vincitori che sfilano sullo schermo come un cortometraggio d’altri tempi, d’altra levatura, Gigi Marzullo, presentatore della serata, fa la sua comparsa sul palco. Il noto conduttore televisivo e il sindaco intrattengono gli astanti parlando della letteratura, dei libri di oggi, di ieri e di domani affermando che “leggere non è un gioco ma un benessere, una panacea per l’animo umano che allunga la vita”.

E, finalmente, inizia lo spettacolo, la sfilata dei dodici finalisti, esordienti e non, del Premio che, uno dopo l’altro, vengono chiamati sul palco a raccontare il proprio lavoro, il loro sudore, il messaggio che vogliono trasmettere attraverso quelle pagine di carta stampata. Dai giovani che fuggono dalle terre di origine di Marco Balzano con il suo romanzo Io resto qui, dall’autobiografia di Carlo Carabba in Come un giovane uomo, Il gioco di Carlo d’Amicis al racconto di Silvia Ferreri che, tra gioia e dolore, parla del suo romanzo La madre di Eva, alla biografia La ragazza con la leica di Helena Janeczek e a Questa sera è già domani di Lia Levi. Dall’autore albanese Elvis Malaj con Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Sangue giusto di Francesca Melandri e Il figlio prediletto di Angela Nanetti al romanzo biografico La corsara di Sandra Petrignani, Anni luce di Andrea Pomella e all’ultimo, ma non ultimo, Yari Selvetella con Le stanze dell’addio. Una carrellata di autori che hanno appassionato gli spettatori del teatro con posti esauriti, rispondendo a domande e curiosità su se stessi e i loro personaggi, in attesa che venga pubblicata la lista dei cinque finalisti da cui uscirà l’unico vincitore.

Napoli Città Libro: il successo del libro al Sud

Un successo, forse, inaspettato ma che ha rinnovato l’entusiasmo degli organizzatori di Napoli Città Libro, il primo Salone del Libro e dell’Editoria ospitato nel capoluogo campano. E la location non poteva essere da mano per questo grande evento: il Complesso Monumentale di San Domenico, nel pieno centro storico della città. Un complesso che, con i suoi affreschi, il chiostro e le monumentali sale ha reso magica un’iniziativa che, da anni, era stata abbandonata a Napoli. E la città stessa non ha fatto mancare il proprio appoggio ma, al contrario, hanno accolto con interesse l’iniziativa, causando una lunga, ma quanto mai orgogliosa, fila davanti alla biglietteria.

Studenti di scuole di ogni ordine e grado hanno invaso gli alti, bianchi corridoi del palazzo, hanno guardato, incuriositi, gli espositori, sfogliato libri e ascoltato le parole dei diversi relatori, più o meno conosciuti dai ragazzi, che, tra le cinque sale messe a disposizione del complesso, hanno raccontato i libri e la loro storia, parlando di tempi attuali e di altri, sepolti dalla patina del passato ma non del vecchio. E non solo studenti, ma anche adulti, uomini e donne che, durante la pausa pranzo del giovedì e del venerdì, non hanno perso l’occasione per curiosare, uomini e donne che, nella giornata del sabato e della domenica, hanno continuato ad invadere via dei Tribunali per riuscire ad entrare all’interno della Fiera, garantendo un tutto esaurito ben oltre le aspettative.

Come per tutti gli eventi di un certo spessore, le critiche, più o meno fondate, non sono mancate. Dopo un inizio settimana con il meteo che faceva esplodere bombe d’acqua e clima fresco – per non dire freddo – per tutta la Campania e che aveva fatto impensierire gli organizzatori a causa dello spazio all’aperto di San Domenico, all’inaugurazione della Fiera scoppia un caldo dal sapore estivo al quale nessuno, dentro e fuori l’organizzazione, avevano pensato e che ha colto gli espositori e visitatori del tutto impreparati. Per quanto non si possa dare agli organizzatori la colpa del caldo improvviso e dell’aria, quasi, irrespirabile all’interno delle sale, gli espositori, invece, hanno espresso chiaramente le loro critiche – giuste e che non potranno far altro che migliorare l’evento per il 2019: disposizione infelice degli stand dei vari editori, sistemati al centro di stretti corridoi e la mancanza, da parte dei piccoli editori, di poter presentare i propri prodotti, a causa dello scarso numero di sale adibite alle presentazioni. A rispondere a queste critiche si sono alzati gli stessi organizzatori, Diego Guida, Rosario Bianco e Alessandro Polidoro che hanno difeso il loro operato e la scelta della location, sottolineando l’intenzione di tutti di non lasciare, come avviene a Roma e Milano, i libri e la cultura ad essi legata fuori dalla città, in grandi spazi industriali, ma di portarli portare il tutto nel cuore pulsante della città, nella zona storica di Napoli, al fine di creare un’attrattiva sia commerciale che turistica, offrire, in altre parole, un’occasione per vedere non solo una fiera del libro ma un vero e proprio salone del libro.

Un successo, forse, inaspettato, al di là di ogni aspettativa, con complimenti e critiche giuste e che verranno tenute in considerazione in attesa del 2019 in cui Napoli Città Libro riaprirà le sue porte.

 

Napoli folla al salone del Libro nel pomeriggio (Newfotosud Renato Esposito)

Premio Strega Mixology

Presentati i cinque cocktail che saranno serviti alla 72a edizione del Premio Strega, il prossimo 5 luglio a Roma.
Tra i finalisti una barlady: oltre il 10 percento delle iscrizioni sono donne

Grande evento di mixology presso il Gin Corner e il Ristorante Baccano di Roma, per la presentazione dei cinque cocktail del Premio Strega MixologyNovità assoluta del format, la possibilità, per i cinque barman di servire i propri cocktail originali agli oltre mille partecipanti della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà giovedì 5 luglio 2018, a Roma,nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. 

Più di 200 le ricette giunte da tutta Italia, oltre il 10 percento delle quali provenienti da barlady, con un sostanziale incremento della partecipazione femminile: la storica azienda Strega Alberti Benevento richiedeva ricette originali a tecnica libera con almeno 3 cl di Liquore Strega e ispirate a uno dei 71 libri vincitori delle passate edizioni del Premio Strega. I cinque drink – tra questi la creazione di una barlady – sono: Testa Dura (composto da Liquore Strega, Amaro Braulio, sherbet limoni e camomilla home made, succo di limone e ginger beer) di Ugo Acampora del Twins, cocktail, wine, coffee di Napoli; Ancora una volta (Liquore Strega, Tanqueray Ten Gin, succo di limone, honey mix Dzenevrà e foglie di menta) di Jonathan Bergamasco del Caffè Imperiale di Vercelli; Ottovolante (Liquore Strega, Vermouth al Pop Corn homemade, Fernet, ginger ale e twist d’arancia) di Gianluca Di Giorgio del Bocum Mixology di Palermo; Cosmo Stregato (Liquore Strega, Vodka Torrone Mix, succo di limone, spuma di bacche e fiori di sambuco con yuzu) di Solomiya Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma e Il compositore stregato (Liquore Strega, whisky torbato, succo di limone, uovo aromatizzato, acqua sciroppata camomilla e menta, grattata di noce moscata) di Edoardo Nervo del Les Rouges di Genova


Il Liquore Strega
Nel lontano 1860 nasce in Campania, a Benevento, lo stabilimento in cui ancora oggi si produce il liquore Strega. Lo Strega é un prodotto completamente naturale ottenuto dalla distillazione di circa 70 tra erbe e spezie, provenienti da varie parti del mondo. Con le sue intense note aromatiche, con il suo inconfondibile profumo, questo liquore crea, con gli altri ingredienti, un sorprendente contrasto fra elementi speziati ed erbacei, corposi e leggeri, senza perderne l’anima raffinata.

Per maggiori informazioni
www.premiostregamixology.strega.it
premiostrega@strega.it
www.facebook.com/StregaAlberti/

Ufficio Stampa
Carlo Dutto

A Firenze l’arte incontra la tecnologia

A FIRENZE L’ARTE INCONTRA LA TECNOLOGIA
la nuova Classe A della GMG Mercedes e l’EnoArte di Elisabetta Rogai

 “Ehi Mercedes!”, allegria e ironia per una ventata d’aria nuova  – a sorpresa – per la quarta generazione della baby Benz, dove la tecnologia è l’elemento chiave del rinnovamento con un inedito infotainment e un motore entry level e dunque entrare in un nuovo mondo interagendo con la propria auto, sfiorando con mano il touchpad, il touchscreen e i tasti al volante, limiti inimmaginabili per l’interazione tra uomo e macchina, due parole ed ecco che nuova Classe A non solo ti ascolta ma risponde anche alle richieste consentendo di gestire facilmente e con un comando vocale tante funzioni del sistema di navigazione, dell’autoradio, del climatizzatore e altro ancora.

Dopo un debutto in privato ad Amsterdam  la nuova Classe A, che sarà una delle protagoniste del salone di Ginevra 2018, è stata presentata in tutta Italia il 12 di maggio ma la presentazione a Firenze effettuata dalla GMG Mercedes su intuizione di Giovanni Birindelli nella Piazza Strozzi, ha sorpreso il mondo degli appassionati e la stampa per un inedito concentrato di eleganza e stile.

Infatti Piazza degli Strozzi è stato teatro di un evento che ha abbinato l’Arte e  la bellezza alla tecnologia più avanzata, l’EnoArte di Elisabetta Rogai alla Classe A, una inedita performance live,  l’abile uso del  pennello dell’Artista abbinato al  Chianti Classico del vino dell’Azienda Agricola Colle Bereto per un momento che celebra la passione per il mondo dell’Auto con l’Arte, il glamour di autovetture di sogno mostrate in anteprima nazionale dalla concessionaria GMG Mercedes di Giovanni Birindelli.

Non nuova ad avere consensi e definizioni della sua tecnica EnoArte “innovativa” l’Artista Elisabetta Rogai e l’imprenditore Giovanni Birindelli – GMG Mercedes – hanno riunito autorità, collezionisti e amici, clienti, stampa e campioni dello sport  al Colle Bereto, l’american bar più glamour di Firenze, dove la concessionaria GMG Mercedes, main sponsor dell’evento, ha creato su red carpet un isola statica di stile, presentando in anteprima la nuova Classe A Mercedes, autovettura compatibile con la bellezza della Piazza Strozzi, facendola diventare, da memoria storica, il luogo privilegiato dello scambio di arte e tecnologia, un crocevia di cultura, mutando armoniosamente, un simbolo della storia di questi luoghi antichi, rendendoli moderni e vivibili.

Press Cristina Vannuzzi

Firenze, maggio 2018

Colle Bereto – Piazza degli Strozzi, 5R – 50123 Firenze

www.elisabettarogai.it

www.gmgspa.com

www.cafecollebereto.com

 

 

La città dei lettori

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Dal 1 al 3 Giugno la città di Firenze si vestirà a festa e diventerà La Città dei Lettori. Libri, letture e tanti incontri nel verde di Villa Bardini: il giardino più bello della città che per tre giorni farà fiorire la cultura (e anche diversi alberi grazie al progetto Treedom) che volge lo sguardo su tutta Firenze, a due passi da Ponte Vecchio

Una location mozzafiato, dunque, dove per tre giorni si avvicenderanno letture itineranti, approfondimenti culturali, spettacoli, incontri con i tanti autori nazionali ed internazionali che interverranno con lo scopo ultimo di mettere al centro di tutto il libro e i lettori. Una prima edizione che sarà l’inizio di un percorso culturale, per il libro, per i lettori, per Firenze.

“Con Firenze nel cuore abbiamo creato un programma che ha l’intento di far divertire e festeggiare i lettori con proposte varie e originali”

Con queste parole dei direttori artistici Gabriele Ametrano e Martina Donati si è aperta oggi la conferenza stampa per presentare La città dei lettori insieme al presidente della Fondazione Villa Bardini Carlo Sisi che ospiterà l’evento e della Fondazione CR Umberto Tombari e al vicesindaco di Firenze Cristina Giachi.
C’è grande entusiasmo e grande fermento intorno a questo Festival che rappresenterà una vera svolta culturale, ma non solo, per questa città, cercando di avvicinare alla lettura anche una fascia di pubblico solitamente più distratta nei confronti del “libro”. Ma l’attenzione del Festival non sarà incentrata soltanto sulla cultura e sui libri ma anche sull’ambiente. La città dei lettori è il primo appuntamento letterario nazionale che si impegna per ottenere un impatto zero sull’ecosistema. Grazie al supporto di Treedom, azienda leader nel settore ambientale, verrà infatti creata la foresta della città dei lettori, in cui verranno piantati già ad inizio manifestazione una ventina di alberi. Durante i tre giorni  del Festival il numero degli alberi crescerà fino a riequilibrare la produzione delle emissioni. Anche la solidarietà e l’impegno sociale
saranno al centro del festival. L’associazione Wimbledon sostiene infatti le attività di Busajo Onlus u progetto nato a Firenze che promuove accoglienza, istruzione e reintegro di bambine e bambini di strada in Etiopia, a cui verrà devoluto parte del ricavato ottenuto dal progetto di crowdfounding attivato per la Città dei Lettori

Per la prima volta Firenze ospiterà il Premio Strega con il tour ufficiale dei dodici autori candidati.
Il festival vedrà la nascita del Premio Book Blogger Italia 2019, il primo premio letterario che celebra blogger, instagrammer, youtuber e il loro determinante contributo in campo editoriale. Inoltre torneranno nuovamente in città nomi che da tanto, troppo tempo, non passeggiavano per le nostre strade.

COSA C’E’ IN PROGRAMMA

Il premio Strega a Firenze

Il Festival della Città dei Lettori porta per la prima vota a Firenze il tour di presentazione ufficiale del Premio Strega 2018 con la partecipazione dei 12 autori candidati (venerdì 1 giugno). Questo incontro è inserito nel progetto “Talk a Villa Bardini” e sarà all’insegna del piacere di leggere e permetterà di conoscere i protagonisti oltre le loro pagine.

Florence Book Party

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Premio Book Blogger 2019

In occasione del Florence Book Party – in collaborazione con il nostro blog – gli amanti del genere Fantasy, Young Adult, fiction contemporanea e romance potranno incontrare i loro autori più amati per un firma copie. Più di 20 autori saranno a disposizione del pubblico per un autografo, una foto, una stretta di mano e qualche chiacchiera in vostra compagnia in un contesto assolutamente unico ed innovativo: una festa nella festa!
Cinzia Giorgio, Virginia De Winter, Manlio Castagna, Felicia Kingsley, Tea Ranno, Alessandra Angelini, Diego Galdino, Silvia Ciompi, Chiara Parenti, Cassandra Rocca, Patrisha Mar, Bianca Marconero, Silvia Montemurro, Anna Chiatto, Sabrina Grementieri, Adele Vieri Castellano, Camilla Dell’Orto Necchi, Loretta Tarducci e Elisa Trodella, Angela Iezzi, Jules Hofman, LF Koraline, Viviana Picchiarelli e Chiara Panzuti vi aspettano per conoscervi e farvi conoscere i loro libri.
Verrà lanciato il Premio Bookblogger 2019, il premio letterario che riconosce il determinante ruolo che, ormai da anni, svolgono blogger, instagrammer, youtuber e del contributo che negli ultimi anni hanno dato al settore dell’editoria. Potranno partecipare tutti coloro che dimostreranno di gestire un blog o di collaborare con interviste agli autori e recensioni; che hanno un canale You Tube o un profilo Instagram attivi dedicati ai libri, e tra questi verranno premiati anche i migliori influencer di libri. Verranno premiati inoltre i romanzi italiani e stranieri per ciascuna delle categorie scelte: fantasy, Young Adult, Thriller e Fiction Contemporanea.

Le novità e gli incontri

Alcuni autori saranno protagonisti del festival con i loro libri appena usciti, non ancora presentati a Firenze. Paolo Giordano con “Divorare il cielo” (Einaudi). Chiara Francini con “Mia madre non lo deve sapere” (Rizzoli). Il giornalista statunitense Ben Greeman con il suo “Purple Life. Genio, funk, sesso ed enigma della musica di Prince” (EDT).
Nel programma anche gli incontri con Lorenzo Mattotti, Lia Levi, Riccardo Facinelli, Federica Bosco, Corrado Fortuna, Alessandro Zaccuri, Gabriella Genisi, Sasha Naspini, Simona Atzori e Pinuccio, Marcello Simoni e Matteo Strukul, Claudio Marazzini e Vera Gheno. Carlo Crabba, Enzo Fileno e tantissimi altri di cui vi parleremo dettagliatamente presentandovi il programma completo nei prossimi giorni, sul blog.

Spazio Ragazzi

Un ricco programma di incontri sarà dedicato ai ragazzi per la sezione curata da Teresa Porcella in collaborazione con l’Associazione Scioglilibro. Per i più piccoli sono stati pensati appuntamenti mirati alla fantasia, grazie agli incontri con Jessica Joelle Alexander, Nadia Terranova, Antonella Ossorio; Patrizia Rinaldi, Enzo Fileno Carabba, Giuseppe Girimonti Greco e il Premio Strega Giovani 2018 Paola Zannoner.
Ogni giorno spettacoli e laboratori didattici in cui ragazzi e famiglie potranno immergersi nelle storie.

Letture, teatro, laboratori

Il giardino di Villa Bardini sarà animato da letture itineranti a cura del gruppo Interazioni Elementari mentre la collaborazione con Murmuris + Atto Due porterà in scena nel suo luogo naturale, il giardino, lo spettacolo Il migliore dei mondi possibili” di Magdalena Barile e ispirato al “Candido” di Voltaire.
Ma anche l’editoria e i suoi aspetti social saranno protagonisti al festival: Copertine da Favola sarà il tema del laboratorio di IED Firenze proposto ai ragazzi delle scuole secondarie mentre per gli amanti dei social e in particolar modo di Instagram, The book is on the tablet” è l’incontro organizzato con i giovani influencer per sperimentare e approfondire le tecniche che portano sul piccolo schermo i libri e le letture più appassionanti.
Perciò… non prendete impegni.
Il 1-2-3 Giugno vi aspettiamo a Firenze:

Dirty Dancing al Teatro Olimpico

Ieri ha debuttato al Teatro Olimpico di Roma il musical Dirty Dancing, di cui già avevamo annunciato l’arrivo nella Capitale (clicca qui: Dirty Dancing arriva a Roma!)

Lo spettacolo, già campione d’incassi con oltre 115.000 presenze nei primi tre mesi di rappresentazione, conclude a Roma la sua prima tournée italiana ed è già record di presenze.

Sul palco assistiamo alla fedele ricostruzione del film, nato nel 1987 dalla penna di Eleanor Bergstein, che non avrebbe mai immaginato un tale successo. Il racconto di Baby e della sua storia d’amore con il bello e tormentato Johnny, maestro di ballo, nasce durante l’estate degli anni Sessanta nel resort Kellerman. Dirty Dancing, the Classic Story on Stage ha la capacità di conquistare e coinvolgere non solo gli habitué dei musical, ma ha la capacità di avvicinare al teatro una nuova ed eterogenea parte di pubblico, impaziente di assistere “dal vivo” alla storia tra Johnny e Baby raccontata da musiche e coreografie indimenticabili, fedelmente riprese dalla versione cinematografica. Spiccano nel cast Sara Santostasi una credibilissima Baby che incarna la ragazza idealista e piena di sogni alle prese con il suo primo vero amore e Giuseppe Verzicco, nei panni di Johnny, che dà al personaggio un’immagine più romantica e non stereotipata. Bravo Simone Pieroni nel ruolo del padre di Baby e ottima la ballerina Federica Capra, flessibile come un giunco. Bravi i ballerini e belli anche i costumi. Passiamo assieme a questi artisti – veri pezzi da novanta – due ore godibilissime e piene di pathos scenico.

L’allestimento celebra i trent’anni del film e si avvale della regia di Federico Bellone, con la supervisione della stessa Eleanor Bergstein.

Il musical è, tra l’altro, un grande orgoglio italiano, dal momento che è stato l’unico titolo anglosassone il cui allestimento è stato esportato in tutto il mondo,  West End di Londra compreso. Questa versione dello spettacolo è reduce da successi in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo, e presto Francia, ed è fedele alla pellicola del 1986 da cui ha origine.

Notevole la colonna sonora che culmina con il brano vincitore di un Premio Oscar e di un Golden Globe  (I’ve Had) The Time of My Life. 

Uno spettacolo, in calendario al Teatro Olimpico fino al 13 maggio, che consigliamo vivamente di andare a vedere. Noi ci torneremo, perché abbiamo in serbo per voi tante sorprese…

 

Dirty Dancing arriva a Roma!

LO SPETTACOLO DEI RECORD CONCLUDE A ROMA

LA SUA PRIMA TOURNÉE ITALIANA

IN OCCASIONE DEL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DEL FILM

Arriva a Roma il 4 maggio lo spettacolo campione d’incassi con oltre 115.000 presenze nei primi 3 mesidi rappresentazione. Per il pubblico la versione teatrale è oramai, come succede per il film, un classico da vedere e rivedere per vivere ogni volta tutte le emozioni e la magia di una storia senza tempo.

Quando nel 1987 l’autrice Eleanor Bergstein scrisse la storia di “Dirty Dancing – Balli Proibiti” non si sarebbe mai immaginata un tale successo. Il racconto di Baby e della sua storia d’amore con Johnny, il bel maestro di ballo, nata in una lontana estate degli anni ’60 nella scanzonata atmosfera del resort Kellerman, si è trasformato in un vero e proprio cult senza tempo a livello cinematografico e teatrale.

Dirty Dancing, the Classic Story on Stage” ha la capacità di conquistare e coinvolgere non solo gli habitué del genere, ma di avvicinare al teatro tutta una nuova ed eterogenea parte di pubblico, impaziente di assistere “dal vivo” alla storia d’amore tra Johnny e Baby raccontata da musiche e coreografie indimenticabili, fedelmente riprese dalla versione cinematografica.

Lo speciale allestimento per i 30 anni del film è firmato dal regista Federico Bellone, con la supervisione di Eleanor Bergstein, autrice del film e dello spettacolo teatrale, nella fase di scelta del cast.

“Dirty Dancing” rappresenta uno dei pochi spettacoli in grado di portare davanti al sipario persone che non ci sono mai state, ed è l’unico titolo anglosassone in assoluto il cui allestimento italiano è stato esportato in tutto il mondo, compreso il celeberrimo West End di Londra. Questa versione dello spettacolo, reduce da successi in Inghilterra, Germania, Spagna, Austria, Monte Carlo, Messico, Belgio, Lussemburgo, e presto Francia, è fedele e rispettosa della pellicola del 1986 da cui ha origine.

Anche in questa nuova versione la colonna sonora comprenderà, oltre all’iconico brano vincitore di un Premio Oscar e di un Golden Globe  – “(I’ve Had) The Time Of My Life” -, hit indimenticabili come “Hungry Eyes”, “Do You Love Me?”, “Hey! Baby” e “In the Still of the Night”.  Dirty Dancing è un titolo da record: un successo planetario al cinema, un Golden Globe e un Oscar per il brano “(I’ve Had) The Time of My Life”, oltre 40 milioni di copie della colonna sonora vendute e, solo negli Stati Uniti, oltre 11 milioni di dvd e Blu-ray. A teatro, in paesi di consolidata tradizione di spettacoli musicali come Inghilterra e Germania, ha ottenuto i più alti incassi nella storia del teatro europeo.

Nel cast: Sara Santostasi (FRANCES “BABY” HOUSEMAN), Giuseppe Verzicco (JOHNNY CASTLE), Simone Pieroni (DR. JAKE HOUSEMAN), Federica Capra  (PENNY JOHNSON), Mimmo Chianese (MAX KELLERMAN), Claudia Cecchini (LISA HOUSEMAN), Rodolfo Ciulla (NEIL KELLERMAN), Samuele Cavallo (BILLY KOSTECKI), Renato Cortesi (MR. SCHUMACHER), Russell Russell (TITO SUAREZ).

Date tour: 4-13 Maggio 2018

Teatro Olimpico Piazza Gentile da Fabriano, 17
Botteghino: da lunedì a domenica dalle 10:00 alle 19:00
Tel_ 06 3265991

http://www.dirtydancingitalia.it/

Ufficio stampa: Madia Mauro madia.mauro@gmail.com

Torna Parole in cammino Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia Siena, 6-8 aprile 2018 II EDIZIONE

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Dal 6 all’8 aprile 2018 a Siena torna per la sua seconda edizione Parole in cammino, il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia, realizzato all’Associazione La Parola che non muore e ideato e diretto da Massimo Arcangeli.

Il progetto generale, promosso dall’associazione La parola che non muore e sviluppato con il sostegno del Comune di Siena, della Regione Toscana, dell’Università per Stranieri di Siena e dell’Università degli Studi di Siena, e con la collaborazione della Fondazione Bianca Piccolomini Clementini e delle case editrici Zanichelli e Aracne, è pensato come un itinerario sull’italiano fra passato, presente e futuro, senza trascurare il contributo portato alla storia linguistica, sociale, culturale del nostro paese dalle tante altre “lingue” presenti sul territorio (dialetti, lingue minoritarie, linguaggi giovanili, lingue di contatto, gerghi tecnologici, ecc.), dalle maggiori lingue di cultura (con riferimento alla traduzione letteraria, alle parole “in viaggio”, alle nuove forme di “capitalismo linguistico”, ecc.), dalla comunicazione non verbale (la lingua dei segni, il linguaggio del corpo).

Il progetto, nato nel 2017, punta a fare della città di Siena il centro strutturale, organizzatore, propulsore di una manifestazione annuale che potrà coinvolgere, negli anni le tre città della Toscana sede di altrettante università (Firenze, Arezzo, Pisa) nonchéregioni, città, cittadine e borghi italiani non toscani disposti a realizzare uno o più eventi, per un percorso tematico comune, all’interno di altre manifestazioni culturali (come ilFestival della Crescita, manifestazione itinerante con sede a Milano anche quest’anno nostro partner a Siena, e le Feste Archimedee di Siracusa). Per l’Italia centrale saranno anche quest’anno più direttamente coinvolti quattro festival, già gemellati in un progetto culturale di “cultura in cammino” (la Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, il Futura Festival di Civitanova Marche, La parola che non muore di Civita di Bagnoregio, ANTICOntemporaneo di Cassino), rappresentativi di UmbriaMarcheLazio, le regioni che, insieme con la Toscana, hanno visto affiorare le prime testimonianze dei volgari italiani: i Placiti capuani (960-963), il graffito della catacomba di Commodilla (prima metà del IX sec.), l’iscrizione di San Clemente (fine XI sec.-inizio XII sec.), la Passione cassinese (fine XII sec.), l’Inventario dei beni di Santa Maria di Fondi (fine XII sec.) per il Lazio; la Formula di confessione (inizio XII sec.) e il Cantico delle creature di san Francesco per l’Umbria; la Postilla amiatina (1087), il Conto navale pisano (inizio XII sec.), la Testimonianza di Travale (1158), le Decime di Arlotto (1160-1180), l’Annotazione pistoiese (1187-1208), il Ritmo laurenziano (fine XII sec. – inizio XIII sec.), alcuni documenti della badia di Coltibuono (fine XII sec. – inizio XIII sec.), i Frammenti di un libro di conti di banchieri fiorentini (1211), il Ritmo lucchese (1213) per la Toscana; la Carta osimana (1150 o 1151), la Carta fabrianese (1186), la Carta Picena (1193), il Ritmo su Sant’Alessio (inizio XIII sec.) per le Marche.

Tre giorni di incontri, un centinaio di ospiti tra accademici, intellettuali, poeti, scrittori, artisti, giornalisti. Tra gli altri: Matteo Renzi, che inaugurerà la giornata di apertura del 6 aprile in un incontro ispirato al volume di Massimo Arcangeli Renziario e dedicato alla comunicazione elettorale al tempo della Rete, Marc Augé, Corrado Augias, Edoardo Boncinelli, Aldo Cazzullo, Marco Franzelli, Carlo Freccero, Vera Gheno, Giulio Giorello, Alessandro Masi, Mario Morcellini, Isabella Schiavone, Mario Tozzi.

Delle quattro iniziative collaterali alla manifestazione che, nella loro fase finale, approderanno al festival, la prima è indirizzata a coinvolgere le scuole senesi, ma anche tutte le altre scuole toscane disposte a sposarla, e consiste in un’attività di laboratorio: la realizzazione di un progetto sulle parole che sono in grado di cambiare il mondo. Altre due iniziative sono invece contest incentrati su definizioni d’autore e sulla riscrittura della Costituzione italiana in tweet e twylls, interamente o parzialmente in emoji, con il Metodo Twletteratura e la piattaforma Betwyll.

Sitowww.ilfestivaldellalinguaitaliana.it

Storia di un concorso letterario – Quattro domande a Marco Valeri

«Che cosa stai leggendo?» mi chiese incuriosito Marco il giorno in cui ci incontrammo la prima volta; ero l’unica a bordo campo assorta in un libro. Attendevo la fine della lezione di tennis dei miei figli, Marco Valeri era il loro istruttore. Gli sorrisi e cominciammo a parlare di libri letti, da leggere, e così dopo ogni lezione. Poi un giorno mi chiese: «Mi aiuti a organizzare un concorso letterario legato al festival Rabdomantica?». Gli sorrisi e risposi: «Perché no?». è nata così la prima edizione del Concorso Letterario Nazionale Rabdomantica “Storie di acqua, di amore e magia”. Il titolo del concorso mi è stato chiaro dopo aver letto la voce rabdomanzia sull’etimologico Zanichelli: “tecnica divinatoria tendente a localizzare, attraverso le vibrazioni di una bacchetta, sorgenti d’acqua o giacimenti minerali.” Insomma, una ricerca romantica, sciamanica, una linea di confine tra scienza e magia.

Marco Valeri è un artista vulcanico e poliedrico, oltre a essere un ottimo istruttore di tennis.

Marco, che significato ha per te la rabdomanzia?

La rabdomanzia è una pratica che muove ed evoca tutto quello che sta nascosto, cacciato altrove, evoca la tensione a far riemergere il sommerso. Ciò che non vediamo non è nascosto e, ciò che è nascosto, a volte è vitale: l’elemento che compone in massima parte il nostro corpo è l’acqua. All’esterno, per trovare questo prezioso e vitale elemento, serve qualcuno che sia in connessione con le vibrazioni della terra: il rabdomante. Il rabdomante sa guardare la terra, ne riconosce i segni, come un dermatologo fa con quelli sulla pelle; percepisce l’acqua sotto la terra, a grandi profondità, la qualità, temperatura. La rabdomanzia è un’arte che non si impara a scuola, è un dono ricevuto dalla natura, una vera investitura, oppure una conoscenza tramandata a livello generazionale, attraverso pratiche viste e apprese. La connessione con la natura si attua attraverso un legnetto, che potrebbe sembrare una fionda, ma senza elastico: quella è la porta verso gli abissi della terra. E lì, dove non ci sono gallerie, fessure o antri, il rabdomante assolve il compito di tramite, di guida. Rabdomantica nasce dall’unione delle parole romantica e rabdomante, simbolo dell’urgenza di capire quale sia la strada migliore, ispirandoci lasciandoci ispirare dal cuore e dall’acqua, intesa come vita. E questo è tanto più importante in un’epoca in cui è difficile capire cosa sia realmente essenziale.

Qual è il senso sociale della rabdomanzia?

Il rabdomante, simbolo della ricerca e della sua inevitabilità, affidata alla fiducia dell’uomo e al suo sentire, filtra il messaggio della necessità di un vivere in connessione con la natura. In questo senso l’acqua diviene non solo un elemento vitale ma anche culturale. La rabdomanzia fornisce un senso sociale, che per me è l’abbandono del troppo, del superfluo, la voglia di abrogare la pigrizia fisica e ancora prima mentale, favorendo un viaggio intimo di scoperta per capire ciò che ci muove. Rabdomantica è quindi un progetto sociale, un processo reale di ricerca della verità.

Che cosa ti ha spinto ad associare un concorso letterario al Festival Rabdomantica?

Oggi scrivono in tanti. Alcuni perché hanno bisogno di dire, altri perché vogliono sentirsi dire, altri ancora per esprimere una vera e propria arte, perché conoscono le tecniche, maneggiano la materia, fanno ricerche, si informano, lavorano alla scrittura con lo scalpello. Sono tanti i perché a causa o grazie ai quali si scrive. Rabdomantica ha accolto un’ulteriore espressione di ricerca: quella di trovare, creare ed esprimere delle storie di acqua, di amore e di magia.

A chiudere il concorso letterario, il giorno della premiazione ci sarà Erri De Luca. De Luca non ha bisogno di presentazioni: i suoi romanzi fanno parte della letteratura, non solo italiana. In che modo la manifestazione si lega al pensiero del grande scrittore espresso nella nota che accompagna Rivoluzione di Jack London?

L’attinenza tra i temi e le suggestioni portate dallo scrittore nella sua nota di prefazione e Rabdomantica, potrebbe non esistere, potrebbe non essere necessaria. Erri De Luca ci ha abbracciato con la sua umanità e ci arricchirà con la sua presenza, portando in evidenza un lavoro intellettuale profondo e stimolante: Rivoluzione di Jack London, che lo scrittore partenopeo ha fatto tradurre. Rivoluzione, Rabdomantica. R, R. L’attinenza non è necessaria, potrebbe non esserci. Eppure c’è. C’è attinenza nella ricerca di creare un percorso di riflessione e coinvolgimento, che parte da un dato, un bisogno inconscio ma evidente: l’assenza. L’assenza di vigore, di coraggio. L’assenza di intellettuali che abbiano un’etica del dissenso così forte da dire quello che pensano, e fare quello che dicono. Un’assenza e un assenso generalizzato che creano il vuoto. Erri De Luca è testimone e testimonianza che in un’altra epoca, perché Erri appartiene a un’altra epoca letteraria, dove il ruolo dello scrittore era diverso: gli artisti e gli intellettuali erano engagés. Di questi, De Luca è uno dei pochi rimasti, anzi l’unico. Oggi, la società, noi, il fiume, la nostra acqua, scorrono in un letto scomodo, in un letto nascosto. Oggi abbiamo bisogno di riscoprire il rispetto e la valorizzazione del territorio, dell’uomo, della donna e dell’animale; abbiamo bisogno di rifondare l’identità, di mantenere vive le tradizioni, le pratiche antiche e l’arte che attuano la connessione sociale, di riscoprire la funzione sociale del lavoro della terra, del rito della festa e della cultura che in essa e attraverso essa si tramandava. La società, oggi, è complessa, e in questa complessità dimentichiamo chi dirige la ricerca: l’uomo o la tecnologia? La nostra società ha bisogno di ritrovare la propria spinta rivoluzionaria, poiché una società senza rivoluzione non è viva, non lo è più. E così come una rivoluzione non ha senso senza un popolo e una nazione, una società che non ricerca più il proprio senso anche attraverso la rivoluzione, perde il suo senso all’interno del sistema. E le persone sono spaesate, si sentono perse.

Grazie Marco per il viaggio che ci hai permesso di fare intorno al mondo e dentro la terra, a nome di tutta la redazione e di tutti i lettori di Pink Magazine Italia. Arrivederci a presto.