La governante di Rebecca Quasi

“Mi occuperò di vostra figlia meglio che posso, le insegnerò le buone maniere e tutte quelle sciocchezze che servono per affrontare il vasto mondo. E poiché è una donna le insegnerò anche a non fidarsi degli uomini, soprattutto di quelli che hanno una gran parlantina e baciano come Dio comanda.”

Nella brughiera inglese di fine Ottocento incontriamo i protagonisti di questa incantevole storia d’amore. Dopo essere rimasto (felicemente) vedovo, Lord Leonard Lennox, conte Moncrieff, decide di assumere una nuova governante per educare e gestire la sua presunta figlia Penelope. Il fallimentare matrimonio con la prima moglie ha lasciato nel conte molti dubbi e perplessità anche riguardo alla paternità della ragazzina che porta il suo cognome.

Dopo attente valutazioni e colloqui, Lord Leonard ha il piacere di conoscere Mrs Sidonie Tate giovane vedova che, da subito, lo colpisce per il temperamento e la bellezza. Assumendola come governante, capisce in poco tempo quanto la giovane donna sia riuscita a legare con Lady Penelope, colmando i grandi vuoti emotivi e affettivi della giovane fanciulla; ma Lord Leonard deve anche accettare la forte attrazione che lo spinge sempre di più verso Mrs Tate.

In un continuo gioco di ruoli e di convezioni sociali, Lord Leonard e Mrs Tate si lasceranno “coinvolgere” l’uno dall’altra, permettendo a un nuovo sentimento di farsi strada. Una strada non facile da percorrere perché lastricata di pregiudizi sociali e ipocrisie dell’alta società inglese. Si sorride e si sospira in questo nuovo romanzo di Rebecca Quasi (edito da DRI editore), che ci accompagna tra le pagine del suo libro con capacità e bravura. Mentre leggevo questo suo ultimo lavoro, mi sono fatta cullare dalle note de: Top Cello Covers of Popular Songs 2018 – Best Instrumental Cello Covers. Buona Lettura…

Mirtilla Amelia Malcontenta

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La psicologia dell’amore: cos’è l’amore e dove ci deve portare?

Questa riflessione riportata nel titolo, a mio avviso, è la più importante per tutti coloro che desiderano amare ed essere amati in modo autentico e totalmente appagante. Amare è un’arte come scrivono Alberoni e Fromm pertanto bisogna capire da dove si parte e dove si vuole arrivare attraverso di esso.

Per capire il vostro punto di partenza dovreste soffermarvi su queste domande: siamo donne o uomini liberi, scevri da qualsiasi bisogno, frustrazione, senso di rabbia o rivalsa nei confronti dell’amore? Siamo davvero capaci in questo momento di donare e accogliere l’amore? L’amore che vogliamo è un desiderio limpido, che nutre la nostra vita già ricca e gioiosa oppure attraverso di esso cerchiamo un qualcosa che riempia la nostra solitudine interiore, la nostra paura di non essere amabili, la nostra routine che ci annoia o peggio ancora o il nostro riscatto da precedenti storie fallimentari? Perché in fin dei conti, l’amore è davvero una cosa semplice, ma noi tendiamo a nevrotizzarla con tutto ciò che ci portiamo dentro.

Una volta compreso qual è il vostro punto di partenza e quindi, perché desiderate costruire una storia d’amore o volete innamorarvi, naturalmente, capirete il vostro punto di arrivo. Tutti vogliamo amare, tutti sappiamo amare, ma in pochi lo sanno fare “bene”. Con questo termine intendo amare in modo sano. Due anime nude che si incontrano e insieme, decidono liberamente il vestito da indossare per stare meglio rispetto allo stare da sole.

La Psicologia dell’amore, allo stato attuale, rispetto al titolo del libro della scrittrice Robin Norwood “donne che amano troppo”, si è evoluta sostituendo il termine “troppo” con “male”. Le donne che amano male, sono donne affamate d’amore, dipendenti dall’amore, che lo cercano ovunque e con chiunque. Difatti quasi il 90% delle donne soffre della sindrome da dipendenza affettiva. Donne che investono tutto nell’amore, annullando sé stesse e i loro bisogni per il partner. Molte pazienti mi dicono: gli ho dato tutta me stessa e anche di più e in cambio cosa ho ricevuto? È proprio questo il punto. Dare tutto e soprattutto, subito per la paura di non essere accettate e amate dal potenziale partner, perdendo di vista il proprio sentire, le proprie emozioni. Questo accade perché non si ha un baricentro emotivo e affettivo equilibrato pertanto prevale il far sentire bene l’altro a discapito del proprio benessere. Chiedetevi invece: come mi fa sentire l’altro? Che sensazioni mi fa provare? Quello che mi dà l’altro è quello di cui ho realmente bisogno?

Queste sono le domande di una persona adulta sentimentalmente ed emotivamente che desidera andare nella direzione giusta del cuore.

L’amore che fa soffrire non è amore. L’amore che richiede all’altro di curarlo per ferite antiche o storie passate andate male, non è amore.  Non è questa la direzione dell’amore che ci rende felici!

Dove ci deve portare allora l’amore? Qual è la direzione giusta per andare incontro ad un amore vero?

Sempre secondo Erich Fromm, l’amore deve essere celebrato tutti i giorni come un atto di liberazione e arricchimento; un nutrimento di reciproco benessere. Amare è un compito per adulti che desiderano allenarsi costantemente, non da sognatori passionali. Imparare ad amare richiede pratica e un lavoro costante dove lo sforzo e il giudizio non lasciano niente al caso o alla sorte. Imparare ad amare in modo maturo e cosciente vuol dire bandire possesso o condizioni. L’amore è prima di tutto preoccupazione per la vita, è cura e desiderio di favorire la crescita e il miglioramento di chi ci sta accanto. L’amore verso il quale dobbiamo dirigerci è quello matura che alza la nostra e altrui autostima.

Vi lascio con queste due bellissime affermazioni di Fromm riguardanti la differenza tra l’amore maturo e l’amore immaturo. Rifletteteci e pensate in quale di queste due situazioni vi trovate e in quale di queste effettivamente vorreste trovarvi.

L’amore immaturo dice: “Ti amo, perché ho bisogno di te”

L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te, perché ti amo”

Mi auguro di avervi chiarito un po’ le idee, ma soprattutto avervi fatto comprendere qual è la direzione più giusta per voi e per il vostro benessere affettivo e di coppia. Il motto della dottoressa del cuore è “indipendenti insieme”.

Con affetto!

Gaia Parenti

Psicologa della sfera affettivo relazionale

Facebook: https://www.facebook.com/gaia.parenti.35

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Sito: www.ladottoressadelcuore.com 

e-mail: g-parenti@libero.it

I love Londra

I LOVE LONDRA di Lindsey Kelk (Newton Compton)

«Angela». Alex fu il primo a spezzare il silenzio. «Li vuoi dei figli, vero?» «Non per cena». Mi chiamo Angela Clark, e quando sono agitata faccio battute. Brutte. Freddure, se possibile.

Questo romanzo è frizzante e brioso, l’autrice Lindsey Kelk ci accompagna tra le pagine di questa commedia con una scrittura fluida e unica, permettendo al lettore di conoscere a fondo le dinamiche che s’intrecciano tra i vari personaggi. Fulcro della storia è la dolcissima quanto goffa Angela Clark, giovane giornalista freelance inglese che dopo una cocente delusione d’amore fugge dalla sua amata Londra, a New York. Senza pensarci troppo, senza chiudere davvero il passato alle spalle: lascia i suoi genitori, il fidanzato fedifrago, la sua quotidianità scandita dai ritmi di questa metropoli per fuggire nella grande mela. New York l’accoglie a braccia aperte, regalandole il vero amore in Alex giovane musicista in ascesa, nuove amiche e il sogno lavorativo di sempre, fondare e dirigere una rivista. Ma il passato torna prepotentemente a bussare alla sua porta, quando deve tornare a Londra. Si riaffacciano i fantasmi del passato, il rapporto conflittuale con la madre e Mark, l’ex che le ha spezzato il cuore. Attraverso questo ritorno in patria, Angela metterà di nuovo alla prova se stessa, ora è una donna diversa e più forte, la vita l’ha temprata, New York l’ha cresciuta.

In una centrifuga di rocambolesche situazioni esilaranti e dolcissime, Angela, la sua famiglia e i suoi amici saranno fonte di risate e riflessioni per chi leggerà questo suo nuovo romanzo pubblicato da Newton Compton Editori.

Mirtilla Amelia Malcontenta

Cercasi Babbo Natale disperatamente

Cercasi Babbo Natale disperatamente di Eli Easton.

Gabriel Martin, detto Gabe, studente di giornalismo è al settimo cielo perché gli è stato chiesto di scrivere il suo primo articolo. Deve scoprire chi è il Babbo Natale misterioso che ogni anno, alla festa di beneficenza per l’orfanotrofio si presenta portando gioia e magia ai piccoli ospiti della struttura.

L’entusiasmo si spegne presto e Gabe crede di dover scrivere solo un banale articolo natalizio, ma presto tutto si trasforma in qualcosa di più importante; sì, perché il giovane giornalista ha tutti gli elementi per capire chi si celi dietro al vestito di Babbo Natale, però si rende anche conto che svelando la verità, il ragazzo di cui si sta innamorando ed entrato nella sua vita come un fulmine a ciel sereno, Mack McDonall possente e famoso lottatore di punta dell’università Winsconsin-Madison, potrebbe allontanarsi e perderlo definitivamente.

Gabe capisce e scopre che Mack ha tanti ricordi legati all’orfanotrofio, ma proprio per questo deve aiutare il ragazzo che gli ha rubato il cuore, a far pace col suo passato e a lasciarsi andare al loro intenso rapporto. Gabe riuscirà nel suo intento? Sicuramente la magia del Natale e il consolidamento della loro unione saranno ingredienti fondamentali nel favorire il perfetto lieto fine.

Mirtilla Amelia Malcontenta

La bicicletta nera di Stefania P. Nosnan

Questo romanzo vi lascerà addosso la sensazione netta e concreta che l’amore è più forte della morte. Ambientato nell’Italia occupata dai nazisti, negli immediati giorni successivi al cambio d’alleanza che vide il popolo italiano diventare da “amico della Germania” ad acerrimo nemico, il romanzo narra la storia di vita, amore e guerra di Emma e Umberto.

Emma, giovane donna fortemente provata dalle vicissitudini del conflitto e il prode e coraggioso Umberto, capitano del Regio Esercito. È una storia appassionata e appassionante che vi permetterà di tornare indietro in un tempo distrutto dalle bombe, la cui eco storica è più inquietante che mai. Nel romanzo forte è l’impronta del popolo italiano che resiste e combatte, creando una sorta di scudo che preserva e custodisce questo sentimento così profondo come l’amore tra Emma e Umberto.

La tenacia della resistenza è come il filo d’Arianna, che ti accompagna tra le vicissitudini dei diversi personaggi che entrano in scena, senza mai togliere spazio alla storia d’amore. È un romanzo che ti permette di sentire la caparbietà e la voglia di libertà che ha permesso ai nostri protagonisti di viversi e a noi, di poter essere ancora oggi liberi.

“Dov’erano gli angeli? Forse per i militari non ce n’erano”.

Mirtilla Amelia Malcontenta

Birthday Girl di Penelope Douglas

Birthday Girl di Penelope Douglas (Newton Compton, 2018) è a tutti gli effetti un libro “intrecciato”. Intrecciato come i bellissimi abbracci che si concedono i protagonisti: Jordan e Pike; intrecciato come il loro folle e chiacchierato amore. Un sentimento che nasce dalla convivenza forzata tra la giovane Jordan e il maturo Pike; in quanto Jordan, inizialmente, è la fidanzata di Cole, figlio di Pike.

Questo sentimento tra i protagonisti cresce in ogni pagina. Scava sempre più in profondità, in modo incalzante e diretto. È un tuffo tra l’incontro di due generazioni distanti, ma che l’amore e la passione avvicinano fino alla fusione.

Jordan che ha tutta la vita davanti, Pike che ferma la sua, per aspettare questa giovane ragazza che l’ha portato di nuovo a credere nell’amore. Un libro accattivante, la cui scrittura senza troppi filtri è intensamente imbevuta di romanticismo, e ci porta a sognare di quest’amore contrastato per antonomasia, chiacchierato e colpito da pregiudizi. I protagonisti lottano per viverlo senza rimorsi.

“Il tempo ti passa davanti come un proiettile, e la paura ti offre le scuse che cerchi per non fare quello che sai che dovresti fare. Non dubitare di te stessa, non mettere in dubbio le decisioni che hai preso; non lasciarti bloccare dal timore, non essere pigra e non basare le tue decisioni sulle aspettative e la volontà degli altri. Prenditi quello che vuoi e basta, va bene?”

Mirtilla Amelia Malcontenta

Non ho tempo per amarti di Anna Premoli

Julie è una trentenne, autrice di romanzi d’amore ottocenteschi.

Terrence è un ventenne, un musicista rock.

Che cosa accomuna i due protagonisti? All’inizio sembrerebbe assolutamente nulla, a parte il fatto che vivono nello stesso palazzo di New York. Lui, infatti, è il proprietario dell’attico proprio sopra l’appartamento di Julie.

I loro primi incontri fanno affiorare tutte le diversità tra i due.

Lei, che scrive romanzi tra le mura di casa, ha bisogno del massimo silenzio. Lui ama provare i nuovi pezzi con la chitarra beatamente seduto sul suo divano.

Lei che bussa alla sua porta con una felpa e delle pantofole a forma di unicorno, Terrence che apre la porta con pantaloni aderenti e una maglietta tutta bucherellata.

Sembra davvero che siano destinati a odiarsi, eppure hanno più cose in comune di quanto vogliano credere. Tra i due, infatti, nasce subito un’amicizia travolgente che si trasformerà ben presto in un sentimento più forte.

Nonostante Terrence sia pronto a buttarsi in questa strana storia, è Julie la più reticente tra i due, e si appella sempre alla loro differenza d’età.

Riusciranno a superare questo ostacolo insormontabile? O resteranno intrappolati nei mondi a cui credono fortemente di appartenere?

Il romanzo affronta due temi molto comuni nelle relazioni: le differenze d’età e quelle caratteriali. Può una donna innamorarsi di un ragazzo più giovane? E può un ragazzo dimostrarsi più uomo di quello che la sua età anagrafica vorrebbe? In amore si sa, le regole non esistono.

Laura D’Amore

La piccola bottega di Parigi di Cinzia Giorgio #anteprima

La piccola bottega di Parigi

€ 10,00

eBook  € 2,99
Cop. rigida  € 10,00

Una delle autrici italiane più amate dalle lettrici


Dall’autrice del bestseller La collezionista di libri proibiti

 

 

Esce oggi in tutte le librerie e negli store online il nuovo romanzo di Cinzia Giorgio per i tipi della Newton Compton.

Mirtilla Amelia Malcontenta lo ha letto in anteprima per Pink Magazine Italia:

Ho appena finito il libro: mi sono scollegata dal mondo di internet, ho mangiato un boccone e chiesto alla mia famiglia un attimo per me. Queste sono le mie impressioni: “Andiamo a Parigi, ci porta Cinzia Giorgio. Sì, aprite il libro e viaggiate con lei… questo romanzo è infatti un viaggio in un antico e suggestivo atelier di Parigi. Il frusciare delle stoffe, un profumo inconfondibile di Chanel n.5 sono i protagonisti secondari di questo racconto, che ti fanno compagnia mentre scopri le sfaccettature della protagonista Corinne, delle sue nonne che l’accudiscono e la plasmano nella sua vita densa di ricordi struggenti e con i quali convive in un silenzio che fa rumore più di un tuono.

Corinne e Chanel… una vita riflessa dall’iconica grandezza della stilista, che è come la stella polare nel romanzo. È la sua forza che cattura e dona alla protagonista questa sua unicità. Io non vi racconto nient’altro… No, vi toglierei il gusto più squisito che dona questo libro: la scoperta e l’evoluzione della protagonista e della sua realtà familiare e lavorativa. Personale e professionale. Complimenti Cinzia, ci hai donato di nuovo un altro piccolo grande diamante da leggere e assaporare.

La piccola bottega di Parigi. Corinne Mistral è un giovane avvocato che non perde mai una causa. Vive a Roma e lavora presso il prestigioso studio legale della famiglia del fidanzato. Si sta dedicando anima e corpo a una causa molto importante quando la raggiunge la notizia della morte di sua nonna e dell’eredità che le ha lasciato: un atelier di alta moda a Parigi, nel bellissimo quartiere del Marais. Corinne parte immediatamente, decisa a sistemare il più presto possibile la faccenda e tornare poi al suo lavoro. Ma, una volta lì, resta affascinata dalla straordinaria storia di sua nonna, una donna che lei ha potuto conoscere pochissimo e che è stata persino allieva e amica della grande Coco Chanel. Il ritorno a Roma è rallentato ulteriormente dalla presenza dell’esecutore testamentario: qualcuno che Corinne conosce bene, troppo bene… Che non si tratti di un incontro casuale?

Un’eredità inaspettata
Un viaggio a Parigi
Un passato tutto da scoprire

Hanno scritto di lei:

«Cinzia Giorgio imbastisce sapientemente una storia tutta costruita sulla passione per la lettura dimostrandosi una scrittrice colta, che sa maneggiare molto bene la lingua e le parole.»
Leggendaria

«Cinzia Giorgio ha compiuto l’impresa: presentare nel panorama della contemporanea narrativa italiana un libro che costruisce un ponte tra romanzo storico, romanzo di formazione e romanzo d’amore.»
sulromanzo.it

 

Irlanda in rosa

Tempo di sole e di vacanze, tempo di decidere una meta.

C’è chi opta per l’Irlanda, ma non per i motivi che si immaginerebbero.

In piena estate, Ren Parker nella terra di San Patrizio ci va per lavoro. Roba che nemmeno i milanesi più stakanovisti.

Ren svolge un mestiere piuttosto curioso: quello di procacciatrice immobiliare. Clienti facoltosi, arrivati da lei tramite il passaparola, le comunicano la zona in cui vorrebbero trovare la dimora dei loro sogni, le caratteristiche desiderate e il budget, e immediatamente la bella londinese si attiva.

Così, quando il signor Dempsey la contatta, Ren carica su una vecchia Fiat a nolo bagagli e assistente, e parte per Ballykiltara, ridente e verderrima cittadina nell’Anello di Tara. Il suo istinto da segugio immobiliare è già in azione.

Inizia così la caccia alla casa perfetta che tuttavia porterà Ren e Kiki, la sua assistente, verso bivi inattesi.

Il proprietario del loro albergo sembra così carino; e cos’è la misteriosa Welcome House, una sorta di rifugio un po’ fiabesco, e a chi appartiene?

Le coincidenze sembrano moltiplicarsi sul percorso della protagonista: sarà forse un’influenza del famigerato nomen omen, dato che il suo nome completo è Serendipity?

Ali McNamara è un’autrice anglofona di successo, che con la Newton Compton ha già pubblicato, in traduzione, numerosi romanzi.

L’estate delle coincidenze è l’ultimo, un romance soffice, da assaporare in viaggio, o per sentire un po’ di vento irlandese tra i capelli.

L’unico appunto che verrebbe da muovere alla protagonista è di iniziare a fare una bella distinzione tra i concetti di folle e rimbambita: la sua assistente che straparla, sbaglia le parole a caso e inanella gaffe una di fila all’altra, non è folle, come sostiene Ren. È rimbambita. O sotto acidi, decidete voi.

Sei dove batte il cuore

Cioè a Milano, o in Puglia, in una casa vuota da affittare, in un centro sociale o al pianterreno di un palazzo signorile.

Vi è mai capitato di uscire di casa senza ombrello, e venire sorpresi da un temporale?

A Milano, dato che prevedere pioggia nel pomeriggio è facile come prevedere lacrime in un matrimonio, l’ipotesi è tutt’altro che remota.

E se ci si rifugia nell’androne di un palazzo in compagnia di un interessante sconosciuto?

Non è che un pianerottolo spoglio offra poi così tanti spunti di conversazione: a meno di non essere invitati per una passeggiata su per le scale, o sfidati ad indovinare quali storie si nascondono dietro ai nomi sulle targhette dei campanelli.

Un’uscita bizzarra, ma tutto sommato una valida alternativa al solito apericena con olive verdi. È quello che capita a Tessa, trent’anni, protagonista del romanzo Sei dove batte il cuore di Simona Giorgino, autrice che ha appena effettuato il passaggio dal web alla carta stampata per Newton Compton.

Tessa è la terrona fuori sede della situazione, leccese adottata (sì e no) da Milano e dalla sua bela Madunina, arrivata nella capitale dei nebbioni con una laurea in lingue orientali e una convalescenza da rottura amorosa.

Galeotto fu l’ombrello mancante, dunque, che le permette di incontrare in un giorno di pioggia Andrea e Giuliano… no. Volevo dire Brando. Brando il commercialista.

Affascinante e con la battuta pronta, tra lui e Tessa scatta subito qualcosa. Peccato che il bel Brando si volatilizzi alla fine del temporale. Ma a quanto pare Tessa è la reincarnazione del concetto di “periodi di magra e periodi di abbondanza”, perché sul suo cammino gli uomini spuntano come i funghi (dopo un temporale, appunto).

Il primo è Leo, ragazzo pugliese dal passato pesante, ospite della comunità di accoglienza presso cui è impiegata Tessa in quanto specializzata in lingua araba. Leo ha trent’anni, nonostante molti suoi comportamenti facciano pensare ad un ragazzo disagiato molto più giovane, e viene presentato come “scontroso e maleducato”… anche se la sua maleducazione da ruvido ragazzo di strada si riduce ad una iniziale risposta brusca, dopodiché si rivela un giovanotto piuttosto cortese e disponibile.

Poi c’è l’agente immobiliare appassionato di opere d’arte, che si occupa del trasloco di Tessa in modo via via più confidenziale.

Tessa però continua a pensare al suo incontro fugace col nome improbabile, che ha la capacità di apparire nei momenti più assurdi. Più che di coincidenza viene da pensare alle cimici nel telefono. E a proposito di telefono … benedetta ragazza, ma perché invece di aspettare che questo tizio ti cada tra le braccia sua sponte, e pensare subito di averlo perduto per sempre, non fai una ricerchina su Internet? Sai che fa il commercialista, e con un nome come il suo non credo sia impossibile trovarlo!

Ma Tessa è un’inguaribile romantica sognatrice, perseguitata dalle coincidenze. E diciamola tutta, le si vuole bene proprio per questo. E per la sua divertentissima amica Vanessa, pedinatrice seriale e milanesissima D.O.C. Tra un trasloco, un inseguimento e un viaggio in Puglia alla ricerca di un perdono possibile, la nuova stagione cui Tessa si affaccia promette parecchi fuochi d’artificio.

Ad alto tasso di zucchero, e con un dolce retrogusto di vaniglia, questo romanzo è perfetto per l’ombrellone, da portare in vacanza… sperando, magari, in un temporale/Cupido.