Un anno di DanceAbility

danceabilityIl 3 ottobre 2015 con una street parade performance in Galleria Sordi-Roma portavo a compimento un percorso di formazione con il maestro Alito Alessi certificandomi come insegnante di DanceAbility e entrando a far parte dell’Associazione DanceAbility International.

La DanceAbility è una disciplina la cui filosofia è che tutte le persone possono danzare e non vi è un modello estetico predefinito.

Il 19 dicembre 2015 unendo il mio percorso teatrale come attrice, performer e conduttrice di laboratori di teatro integrato a quello della danza ho inaugurato il mio progetto di DANCEABILITY THEATRELAB.

Uno spazio in cui il linguaggio della DanceAbility e quello del teatro offrono alla persona di potersi esprimere facendo nuove e diverse esperienze delle proprie abilità andando oltre i confini dell’abitudine e permettendo al proprio corpo qualsiasi esso sia di raccontarsi disegnando lo spazio, scandendo il ritmo per poter danzare con se stesso e con l’altro in un’interazione spontanea durante il lavoro insieme e in ascolto della sensazione.

Un laboratorio per bambini ragazzi e adulti visto come uno spazio aperto di conoscenza, partecipazione e incontro; il cui obbiettivo è fornire strumenti e opportunità stimolando la curiosità e l’apertura all’ascolto per espandere il proprio potenziale di espressione ed accrescere una maggiore consapevolezza.

La tecnica dell’improvvisazione teatrale ben si sposa con la danceability che parte dall’improvvisazione; tale tecnica è adatta a gruppi con diverse abilità poiché la sua flessibilità permette di non isolare nessuno.

Quando si improvvisa ci si relaziona con la memoria del passato e l’immaginazione del futuro dando vita ad una composizione di forme e suoni, gesti ed emozioni nel linguaggio del corpo.

giovannaDurante questo anno il DanceAbility TheatreLAB è diventato un appuntamento fisso settimanale; appuntamento spot con workshop quali “DanceAbility e Contact Improvvisation”.

Dal lavoro in sala abbiamo realizzato con un successo teatrale lo spettacolo FIORI DI ZUCCA di cui a gennaio 2017 vi sarà una nuova arricchita messa in scena; creato coreografie e performance ospiti di eventi sociali come “Il gran galà dello sport” per Caris Zero Indifferenza; “Sport e Disabilità” per Vivere da Sportivi Scuola di Fair Play ; “Famiglie solidALI” per “Una città per tutti Ass”.

Tante le persone da ringraziare per questo anno, da chi ha creduto in me dandomi l’opportunità di guidarli in percorsi di conoscenza e scoperta a mia volta condotta dalle loro anime a chi ha permesso di portare le creazioni alla vista di tutti.

Il progetto continua pieno di coraggio e ricco di nuove idee.

La DanceAbility e il teatro sono modelli pratici di inclusione sociale!

Giovanna Barbero

danceab

Per informazioni e curiosità :

www.barberogiovanna.com

www.facebook.com/giovannabarberoLAB

Giochi di mano: dalla parola alla china

giochiQuando si parla di violenza sulle donne, spesso si punta l’attenzione su immagini forti che sappiano scuotere le coscienze dall’interno. Pugni allo stomaco. Non sempre però è la forma di comunicazione più efficace.
Manuela Lunati scrittrice del romanzo edito RaiEri “Giochi di mano” ha sperimentato, grazie alla bravura dell’illustratrice Isabella Manfrini, la forza delle vignette per dare nuova forma al suo messaggio.

Una storia d’amore nata in Bosnia durante l’ultima guerra civile. Lui croato, forte e dispersivo, lei italiana, schiva, costruttiva, assistente volontaria nei giorni dell’assedio. S’incontrano, lei conosce l’amore per la prima volta, si sposano in Italia e lei cerca con generosità di avvolgerlo nel calore della sua famiglia d’origine. Durante il loro viaggio di nozze, in una Bosnia ancora sconvolta dalla guerra, dove la violenza è penetrata ormai fino al midollo delle persone, per la prima volta emerge la prepotenza del giovane marito. Comincia così una storia di sopraffazione. Lei rischia di disintegrarsi, affoga in presunte colpe, giunge alla difficile consapevolezza della distruttività del loro rapporto e finalmente al riscatto, ritrovando la stima di sé. “Disintossicarsi” dalla violenza significherà rischiare una nuova relazione, un nuovo matrimonio, un figlio e riuscire ancora a credere ad una quotidianità senza incubi.

giochi-di-manoIn un tour di mostre e presentazioni, tra le tappe, dal 17 al 23 Dicembre, anche il Comune di Porto San Giorgio, potete leggere tutte le informazioni sulla locandina.

La violenza sulle donne raccontata e illustrata dalle donne!

#PinkRibbons

Isabella

100 donne contro gli stereotipi: il lato PINK della Scienza!

100donneNell’informazione, dalla carta stampata alle TV, la donna raramente viene chiamata ad esprimere un suo parere o giudizio se non in alcuni delimitati campi, non riconoscendo l’apporto che donano ai settori socialmente importanti.

Questo lo conferma anche il “Global Media Monitoring Project 2015” che su scala nazionale ci indica che nell’82% dei casi gli esperti interpellati sono uomini.

Eppure la scienza gode di menti brillanti e… PINK!

Da qui è partito il progetto tutto italiano “Guida alle esperte-100 donne contro gli stereotipi”.

L’Osservatorio di Pavia e l’Associazione di giornaliste GiULiA in collaborazione con la Fondazione Bracco sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, hanno dato vita ad sito tutto al femminile.

È stata ideata una banca dati contenente 100 nomi e CV di esperte nell’area Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM) poco rappresentati dalle donne ma fortemente strategici per lo sviluppo del Paese.

Ideato per contenere 100 nomi, il sito è destinato a crescere in numeri e settori in modo da diventare un mezzo di ricerca di volti e voci femminili per i mass media ma anche per rappresentanze istituzionali.

Sono donne forti, di successo e tenaci in un mondo che al momento non riconosce a loro tutti gli onori che meritano.

“ECCELLENZA” è un sostantivo femminile da valorizzare per azzerare gli stereotipi e magari dare slancio alle giovani menti ad inserirsi in questi campi.

Francesca Ferrari

Gocce di veleno

gocce-velenoTrama

Questa è la storia di Claudia, della sua ossessione per Barbablu, del suo tentativo di guarire da un amore malato e pericoloso. La gelosia di lui è eccessiva, le sue minacce reali: “Se mi tradisci, ti ammazzo”. Ma Claudia glielo ha sentito dire così tante volte che non ci fa più caso. Non ha paura, pensa che lui si prenda gioco di lei, non crede che possa ucciderla davvero, anche se a Barbablu ogni tanto piace farle scorrere la lama di un coltello sulla pancia, percorrendola tutta, dal pube ai seni. Fino a quando un giorno, all’improvviso, vede negli occhi di lui lampi di odio puro e finalmente si spaventa. A quel punto la storia cambia, diventa un’altra storia, antica, rimossa, che risale indietro nel tempo, fino alle origini del suo male d’amore. Claudia inizia un viaggio doloroso verso la guarigione. Lungo il percorso, i volti caldi di amiche e psicologhe, ma anche lo sguardo freddo di chi rifiuta la verità. Un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria, piccola o grande, ferita amorosa.

La recensione

Il 25 novembre 1960: le sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal cercarono di contrastare il regime di Trujillo in Repubblica Dominica e furono barbaramente uccise. Il 25 novembre 2016, siamo ancora qui a parlare di donne uccise, mutilate, torturate, fisicamente e psicologicamente.

Il mondo è cambiato dagli anni ’60, le donne hanno raggiunto obiettivi un tempo inimmaginabili, eppure, di violenza si deve ancora parlare: un argomento che continua a essere ammantato di pregiudizi e banalizzazioni.

Il libro che recensisco oggi è un modo intelligente, terribilmente sincero di parlare di un tema così scomodo. Gocce di veleno di Valeria Benatti, edito Giunti, è un romanzo difficile da descrivere. Non lo si può classificare come una “bella storia”, perché di bellezza non si parla, anzi. Valeria Benatti, giornalista e voce storica di Rtl 102.5, non concede sconti al lettore: la violenza è violenza e ce la fa sentire sulla pelle, con un linguaggio crudo, duro, reale. Difficile da descrivere, dunque, ma anche da leggere, perché in questa vicenda molte donne potranno riconoscersi, purtroppo.

Claudia è una donna moderna, autonoma, affermata, colta, eppure queste qualità non la salvano da un amore morboso, malato, violento. Incontra il suo Barbablù per caso, per caso inizia con lui una relazione che fin dalle prime battute manifesta le sue falle, ma incurante, Claudia continua a credere in quest’uomo, che rifiuta i legami ma vuole tenerla tutta per sé, che non vuole dare, ma vuole ricevere, finché questo rapporto a metà, si trasforma in ossessione, in un cancro che pian piano fa a brandelli tutte le sicurezze di Claudia.

Cosa vuol dire? Che nessuna donna, per quanto intelligente, autonoma, affermata, è in salvo quando si tratta di bisogno d’amore.

E in questa storia, il bisogno di amore diventa affermazione di sé: solo se amate, ci sentiamo complete, a dispetto di quanto la realtà ci dimostra.

Claudia vuole riscattarsi dalla mancanza di una figura paterna, facendo affidamento su un uomo più vecchio di lei, ma che di paterno non ha nulla. Non lo sa che è per questo che le sue storie sono superficiali e brevi, lo capirà solo dopo. La gelosia e la velata follia del suo amante, se all’inizio causano solo un timido imbarazzo, giustificato dal bisogno di essere amata proprio da lui e da nessun altro (come in una specie di sfida con se stessa), alla fine diventano terrore.

La violenza che Claudia subisce non è solo fisica (il sesso furioso e senza amore, il coltello che l’uomo le passa sulla pelle per “gioco”) ma anche e soprattutto psicologica, una violenza ancora più tragica e pericolosa, perché difficile da riconoscere.

valeriaNascondendosi dietro l’orgoglio, la vergogna, il rifiuto di un altro fallimento, Claudia scenderà nel baratro, ne visiterà ogni angolo, per poi accettare l’idea di dover chiedere aiuto.

Così, se la prima parte del libro è la discesa agli inferi di una donna sola e in cerca di conferme, la seconda parte è la risalita, il purgatorio che ogni anima ferita deve percorrere, un purgatorio fatto di nuovi dolori, che vengono dalla consapevolezza, dall’accettazione di sé e dei propri limiti e bisogni.

Con l’aiuto delle specialiste che incontrerà nel Centro Antiviolenza, Claudia lentamente tornerà a vivere, rimetterà insieme i cocci della sua vita, tornerà a vedere la luce in fondo al tunnel.

Il messaggio che questo libro ci invia è semplice e allo stesso tempo profondo: tutte possiamo essere vittime di violenza, la violenza di genere non è una notizia sul giornale che riguarda donne sfortunate e lontane da noi. Si annida negli angoli bui della nostra anima, lì trova il terreno dove attecchire. Amiamoci, sembra volerci dire l’autrice, accettiamo i nostri bisogni, i limiti, le paure, accettiamo l’idea che, a volte, bisogna saper chiedere aiuto, che non c’è niente di male a sentirsi deboli, che la violenza non sono solo le botte, ma anche le frasi sprezzanti, la gelosia ossessiva, le minacce. Alleniamoci a non sopportare, perché l’amore non è sopportazione.

L’Uomo Giusto esiste, ed è quello che non pretende, non scompare, non minaccia.

È l’uomo che ci fa sentire al sicuro, sempre.

La guerra alla violenza deve partire da noi.

L’autrice

Valeria Benatti, voce storica di Rtl 102.5, giornalista, ha tra l’altro diretto l’incubatore di talenti della Rai Serra Creativa e condotto il talk show Fobie in prima serata su La7. È tra i soci fondatori di Make a Change, movimento per lo sviluppo dell’impresa sociale in Italia. Al suo attivo ha quattro libri: Kitchen in love, Gribaudo 2011; Fulminata dall’amore, Kowalski 2013; La scelta di Samir, Scripta edizioni 2014 – quest’ultimo per sostenere la Onlus CINI-Child In Need Institute con cui collabora da oltre vent’anni e Love Toys, Giunti 2014. Vive e lavora a Milano.

Angelica Elisa Moranelli

 

no-violence-women

 

Lo straordinario viaggio di Nujeen

nujeenCiao booklovers,
Esce oggi un progetto editoriale da non perdere grazie a HarperCollins Italia in collaborazione con Unicef.

Lo straordinario viaggio di Nujeen. Dalla Siria alla Germania in sedia a rotelle per fuggire dalla guerra, la biografia dell’adolescente siriana Nujeen Mustafa, scritta a quattro mani con Christina Lamb, corrispondente di guerra britannica e già co-autrice del bestseller Io sono Malala.

“È impossibile non rimanere scossi dalla vicenda di Nujeen, una storia di grande impatto emotivo e di estrema attualità. Eppure basta guardare negli occhi questa ragazza, sentire le sue parole per comprendere che c’è ancora un futuro nel quale sperare. – ha commentato Paola Ronchi, Direttore Generale HarperCollins Italia – Nujeen Mustafa è soprattutto questo, un esempio di forza e determinazione, una voce spiazzante proprio perché, nonostante tutto, ha il coraggio di credere nel domani. Avere l’opportunità di poter raccontare al mondo la sua storia per noi è motivo di grande orgoglio.”

Pubblicata dal gruppo HarperCollins Publishers e tradotta in 9 lingue, la biografia avrà in Italia il sostegno di un partner d’eccezione, UNICEF, da sempre in prima linea per contribuire allo sviluppo della società, garantendo il rispetto dei diritti dei minori.

Istruzione, identità, disabilità, emergenza migranti, questi sono solo alcuni dei temi trattati in un libro che, a un mese esatto dalla pubblicazione italiana, fa già parlare di sé. Una storia raccontata con l’ingenuità e l’ottimismo di una ragazzina che non vuole rinunciare alla prospettiva di un futuro più luminoso.
Lo straordinario viaggio di Nujeen sarà inoltre presentato all’interno della cornice di Bookcity Milano 2016, in un evento che si terrà domenica 20 novembre, Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Ospiti d’eccezione dell’incontro saranno Christina Lamb, co-autrice della biografia, e i rappresentanti di Unicef.
“Ai bambini e agli adolescenti con disabilità devono essere offerte le stesse opportunità dei loro coetanei. Invece sono troppo spesso invisibili nelle politiche, nei dati e nelle società – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. In alcuni contesti di povertà, di guerra e di esclusione sociale non hanno neppure la possibilità di andare a scuola o di ricevere le stesse cure degli altri bambini, e hanno maggiori probabilità di essere soggetti ad abbandono e abuso, soprattutto le bambine – ha proseguito Guerrera. Ma i bambini sono prima di tutto bambini, sempre e ovunque. Coloro che hanno una qualsiasi forma di disabilità hanno gli stessi diritti e gli stessi sogni di tutti gli altri.”
La vicenda di Nujeen ha commosso tutto il mondo; Malala Yousafzai, autrice di Io sono Malala e Premio Nobel per la Pace, ha commentato così: “La storia di Nujeen, giovane donna straordinaria e profuga siriana, ricorda al mondo che i rifugiati, come tutti gli altri, sognano la pace, un’istruzione e una società migliore. Nujeen mi ha insegnato a sognare senza pormi dei limiti. È un’eroina. Tutti dovrebbero leggere la sua incredibile storia e trarne ispirazione.”

WhyWhy

14804900_10209504095430611_1048773242_nInizia oggi una mia nuova avventura. Si chiama WHYWHY, non mi chiedete “perché”.
WHYWHY, “uaiuai” (in maori partecipare), significa provare, attraverso alcuni video, a dare una risposta alle nostre domande sulla Politica, l’Innovazione, il Benessere e la Cultura.
Trovare risposte per scegliere consapevolmente e partecipare.
Iniziamo oggi con un Video che spiega il Referendum Costituzionale che voteremo il 4 e il 5 dicembre.

Eva non è sola!

eva

Ciao booklovers,
Oggi vi parliamo di un bellissimo progetto dedicato alla lotta alla violenza di genere.
Un’antologia che ha lo scopo di raccogliere fondi da destinare ai centri antiviolenza.

Seguite la pagina facebook dedicata per tutti gli aggiornamenti

https://www.facebook.com/antologiacontrolaviolenzadigenere/

Lorena Marcelli, promotrice dell’iniziativa, ne spiega così i dettagli:

“Attraverso l’iniziativa di raccolta fondi, che ha una durata limitata nel tempo (si concluderà il 31 ottobre), abbiamo pensato di farvi diventare parte integrante e sostanziale del progetto “Eva non è sola”.

Non vi abbiamo chiesto soldi e basta. No! Ognuno di voi, per ogni 10 euro di donazione, riceverà una copia dell’antologia direttamente a casa.

In un’ottica di massima trasparenza e condivisione, alla fine di ottobre pubblicheremo i risultati della raccolta e il numero dei finanziatori. Se gli stessi ci daranno il permesso pubblicheremo anche i loro nomi.

Dopo il lancio ufficiale dell’antologia, che dovrebbe avvenire il 25 novembre, (in ebook l’antologia verrà pubblicata qualche giorno prima), trimestralmente vi daremo conto delle vendite e delle somme reinvestite nella ristampa dei volumi, oltre che delle somme che andremo a consegnare ai tre centri antiviolenza di cui, presto, vi parleremo.

Conoscerete i nostri autori fino alla fine di ottobre e, subito dopo, vi parleremo dei tre Centri e delle loro attività, delle associazioni che collaborano con noi e degli Enti Pubblici che concederanno il Patrocinio al progetto.

“Eva non è sola” siamo noi e siete voi e ogni nostro passo sarà sempre condiviso con tutti gli amici e le amiche di Eva.

La raccolta fondi si fa solo tramite produzionidalbasso.com perché ogni singola donazione, anche se fosse di un solo euro, deve essere tracciata e documentata.”

Isabella

Sei ore e ventitré minuti – il coraggio di denunciare

14438884_1767377130199876_633867075_oBuongiorno lettori,

Abbiamo letto in anteprima un romanzo molto forte edito TimeCrime (uno dei marchi del Gruppo Editoriale Fanucci) la cui uscita è prevista per il giorno 29 settembre. Si tratta di “Sei ore e ventitré minuti” di Domitilla Shaula Di Pietro.

Un romanzo che racconta la violenza sulle donne, un libro che denuncia l’inadeguatezza sociale, la lentezza e i limiti della giustizia. E come sia facile spezzare la vita delle famiglie. Perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi. E perché bisogna avere il coraggio di denunciare, sempre.

Con l’abile tecnica narrativa dello sliding door, Domitilla Shaula Di Pietro racconta la sua drammatica storia, una violenza subita anni fa per una notte intera, per sei ore e ventitré minuti.

Sinossi:
Settembre, è notte nella campagna toscana.
Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate, e Frida viene afferrata da dietro, trascinata in un casolare, legata a un letto per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l’ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L’unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c’è traccia di tutto quel sangue… Cosa sarebbe successo se avesse risposto al telefono? Quale destino le avrebbe riservato il futuro? Avrebbe evitato l’orrore di quella notte che l’ha segnata per sempre?

Un romanzo che racconta il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione, ipotizzando anche un’altra vita, fatta di sogni e problemi quotidiani; perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi.

Perché bisogna avere il coraggio di denunciare, sempre.

Pink Magazine Italia è vicina a tutte le donne vittime di violenza e cerca, attraverso la comunicazione, campagne a volte forti, di dare uno scossone alle coscienze, di colmare le lacune dell’ignoranza.

Vi consigliamo fortemente la lettura di questo romanzo che ci ha lasciato una ferita dentro, sperando che possa essere un altro tassello nella lotta quotidiana contro la violenza.

Come dice la protagonista ad un’altra vittima:

“Unisciti a me,ti prego. È l’unico modo che abbiamo per tornare a vivere, per non dimenticare, anche se nessuna di noi potrà mai farlo davvero, ma per poter respirare ancora, per tornare a guardare in faccia i nostri figli e affrontare la vita”.

#iosonomia

Isabella

Say NO!

violence_against_women_um6qit

Dal sito dell’Istat – articolo datato 5 giugno 2015 (www.istat.it)

“La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso. 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.

Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)

Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%.

Si segnalano però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner”.

Per informazioni
Criminalità, violenza contro le donne, giustizia
Maria Giuseppina Muratore
tel. 06 4673.7456
muratore@istat.it

Il portale Eduopen

Ciao booklovers,
14374692_1763025487301707_1618173298_o-pngOggi vi segnaliamo un corso davvero interessante organizzato dal portale Eduopen dell’Università Ca’ Foscari di Venezia: Linguaggio, identità di genere e lingua italiana.

“Come dare nome alle donne che svolgono funzioni di governo e direzione? Esiste il neutro come genere non marcato in italiano? Come fa riferimento alle donne la lingua italiana? Come interagisce la lingua nella costruzione di identità culturale e in particolare dell’identità di genere? In questo corso svilupperemo una metacompetenza linguistica sulle proprietà morfologiche, sintattiche e semantiche della lingua italiana che permetteranno di operare scelte linguistiche consapevoli e motivate nel rispetto delle pari opportunità di genere.”

Il corso è gratuito ed è articolato in 5 Sezioni che comprendono video-lezioni, forum di discussione e verifiche graduali dell’apprendimento.

Per maggiori dettagli ed informazioni potete consultare la pagina dedicata

https://learn.eduopen.org/eduopen/course_details.php?courseid=113