Alice di Battenberg, Principessa temeraria

La storia che vi sto per raccontare potrebbe iniziare tranquillamente con il più classico degli incipit:

“C’era una volta, in un castello coperto di neve e silenzio, una bambina dolce e bellissima…”. Il suo nome è Vittoria Alice Elisabetta Giulia Maria di Battenberg, ma per tutti sarà sempre e solo Alice, Principessa di Battenberg.

Alice cresce in una delle famiglie aristocratiche più importanti di tutta l’Europa, la sua bisnonna materna è la famosissima Regina Vittoria, sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, Imperatrice d’India e dal suo lunghissimo regno verrà denominata un’epoca. Le sorelle di sua madre sono: l’ultima zarina Alessandra di Russia e la martire granduchessa Elisabetta Feodorovna; mentre suo nonno paterno è il Principe Alessandro d’Assia e del Reno – progenitore della famiglia di Battenberg, che successivamente diverrà Mountbatten (su esplicita richiesta del re Giorgio V, il quale chiese di anglicizzare il cognome, a causa dei forti sentimenti anti-germanici che aleggiavano nel Regno Unito). Tra i suoi discendenti si annoverano i nomi del calibro del Principe Filippo di Edimburgo e di Juan Carlos, Re di Spagna. Continua a leggere

Pietre preziose fra storia, leggende e curiosità: i diamanti

Fin da piccola ho subito l’attrazione delle pietre preziose, il loro sfavillio mi ha praticamente stregata già nella culla o, più probabilmente, i miei genitori mi hanno trasmesso questa Passione direttamente nel DNA. Comunque stia la cosa credo non sia di rilevante importanza perché, ho comunque deciso che vi parlerò di pietre preziose a tutto tondo cominciando dal “Re delle gemme” sua Maestà il diamante.

Considerato da millenni la gemma più preziosa -pensate che già Kautilya, l’Omero sanscrita, nel suo testo di “economia politica” Arthasastra, circa 6000 anni fa parlava del commercio dei diamanti- il diamante è una gemma di una purezza tale da essere totalmente priva di colore, trasparente come l’acqua, ha il potere di riflettere la luce a tal punto che brilla di mille minuscole sfaccettature piene di colori luminosissimi.

Per esattezza è bene dire che non tutti i diamanti sono trasparenti, alcuni possono avere delle colorazioni che dal giallo pallido giungono fino al marrone, varie sfumature di blu che vanno fino al violetto, sfumature di verde, arancio, rosa, diamanti neri e rarissimi (introvabili) diamanti rossi. Continua a leggere

La voce di Tonia Bruno che arriva al cuore dei bambini

Tonia Bruno, attrice, insegnante di recitazione e di dizione, artista poliedrica e raffinata, usa il suo smartphone per raccontare favole ai bambini chiusi in casa per la quarantena dovuta al Corona Virus.

Tutto si è concluso l’altro giorno. Tonia ha registrato ben trentaquattro favole e le ha mandate a centotré mamme… in tutto il mondo! Oltre all’Italia, le favole sono arrivate infatti a Londra, in Spagna, in Germania e negli States: “È  inutile dirti che la restituzione è stata dolcissima e aldilà di ogni aspettativa. Le mamme mi hanno inviato audio dei loro piccoli che mi ringraziavano… o mi imitavano”, ci racconta Tonia. Alcune delle favole più richieste, come i Tre Porcellini, sono state prese dal sito favoledellabuonanotte.it .

Con gli ideatori del sito ora Tonia sta pensando di creare dei podcast di queste storie che ai bimbi piacciono tanto. Inoltre, con il marito illustratore  – Gianluca Lagrotta – e con un musicista  – Renato Pezzano – stanno pensando di creare dei piccoli video con alcuni racconti. “Vedremo che cosa ne uscirà, dobbiamo rimboccarci le maniche e trovare nuove strade da percorrere”, continua Tonia. Continua a leggere

“Sette minuti dopo la mezzanotte”

Il cinema è sempre stata una delle mie più grandi passioni e appena ho un momento libero cerco sempre di recuperare i film che mi sono persa e che mancavano alla mia collezione di cinefila. Uno di questi si intitola “Sette minuti dopo la mezzanotte” e ho deciso di parlarvene oggi in questo articolo perché credo che sia uno di quei film che non si dimenticano facilmente. È uno di quei film che hanno molto da insegnare tanto ai bambini quanto agli adulti e che alla fine ti mette davanti alla verità e alla capacità di accettarla come pochi film sanno fare.

“Sette minuti dopo la mezzanotte” (A Monster Calls) è un film del 2016 diretto dal regista spagnolo Juan Antonio Bayona ed interpretato da Lewis MacDougall, Sigourney Weaver, Liam Neeson e Felicity Jones. La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2011 scritto da Patrick Ness, il quale è anche sceneggiatore del film.

Il protagonista, Conor O’Malley, è un ragazzino solo, senza amici, vittima di bullismo a scuola, con un padre assente e una nonna dai modi un po’ freddi, che si ritrova a dover affrontare una delle cose più terribili che possano mai accadere a un essere umano: il lento spegnersi della sua mamma malata di cancro. L’unica cosa che entra come uno spiraglio di luce nella sua vita tenebrosa è il disegno, passione che gli è stata trasmessa da sua madre e che, se vogliamo, rappresenta un modo per sentirsi ancora più vicino a lei, per tenerla in vita attraverso la linfa vitale di un tratto di matita.

Una notte però Conor viene visitato da un mostro, un enorme albero di tasso dalle forme antropomorfe, venuto a raccontargli tre storie e ad averne una quarta in cambio da Conor, dove il ragazzo “troppo grande per essere un bambino ma troppo piccolo per essere un uomo” dovrà raccontare la sua “verità”. Così ogni notte, in particolare sette minuti dopo la mezzanotte, il mostrò farà visita a Conor per condurlo in un viaggio all’interno di se stesso e, di conseguenza, fargli superare la sua infelicità.

È evidente che uno dei pilastri di questo film è il potere che hanno le storie. Le storie non sono inutili, non raccontano bugie – come pensa Conor all’inizio – ma ci aiutano a superare momenti difficili e a renderli più accettabili. È questo quello che fanno le storie: ci mettono davanti a una verità dolorosa ma ci forniscono anche gli strumenti per guardarla in faccia senza avere paura. Ed è proprio questo quello che il mostro chiede a Conor: raccontare la sua verità, ovvero dare voce alla sua paura più grande, al suo peggior incubo, quello di perdere per sempre sua madre.

In questa fiaba non troviamo il “e vissero per sempre felici e contenti”. Non siamo in un mondo fantastico dove alla fine tutto si risolve. Il mondo che questo film dipinge è quello di tutti i giorni: c’è sofferenza, dolore, perdita, morte. E poi ci sono le storie, quelle creature selvagge che hanno il potere di guarirci perché, come dice il mostro a Conor, “c’è sempre del verde se sai dove guardare”.

Teodora e Galla Placidia a Ravenna

L’intraprendente Teodora e la nobilissima Galla Placidia nei mosaici di Ravenna

Ravenna è tra i siti italiani Patrimonio Unesco per la sua arte paleocristiana e i mosaici. Di fatto, le testimonianze artistiche ravennate mostrano uno stile peculiare nell’architettura, nella scultura su avorio e nell’arte musiva. In particolare Ravenna è ben nota per la ricca produzione di mosaici di gran pregio, un’attività di origine antichissima, risalente alla tradizione ellenistico-romana,  e che raggiunse la sua più fulgida espressione in epoca bizantina, nell’età di Teodorico.

Ci si può smarrire nello stupore della bellezza delle opere musive che è possibile ammirare in molti dei principali siti monumentali della città, tuttavia per non perderci in tour lungo e dispersivo, vorrei concentrare l’attenzione su due esempi emblematici di mosaico, che hanno in comune non solo la tecnica artistica ma anche due donne. Non si tratta di donne comuni, le loro azioni sono rimaste nella storia e le loro committenze le hanno rese immortali: mi riferisco all’imperatrice Teodora e alla principessa Galla Placidia.

Al margine nord occidentale del centro storico di Ravenna, non lontana da Porta Adriana, troviamo il complesso monumentale del Mausoleo di Galla Placidia e della Basilica di San Vitale dove si trova il mosaico di Teodora. Pare che Klimt si sia ispirato all’immagine dell’imperatrice di Bisanzio per il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer”: vero o meno, Teodora nelle decorazioni di San Vitale è sicuramente iconica. Nella basilica dedicata al martire San Vitale che – secondo la leggenda – qui aveva subito il martirio, oltre alla cupola affrescata secondo il gusto barocco e il labirinto della pavimentazione, a rendere mozzafiato l’interno sono i mosaici bizantini che decorano l’abside. Tra gli innumerevoli dettagli che rendono unica questa decorazione musiva spicca la celebre rappresentazione del corteo di Teodora, visibile nella parte inferiore della parete destra, di fronte a quello del marito Giustiniano.

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Tutti i cuori di Milo Ventimiglia

Milo Ventimiglia

Milo Ventimiglia nasce ad Anaheim, in California, l’8 luglio del 1977 da padre americano di origini italiane, Peter Ventimiglia, e da madre americana di origini irlandesi, inglesi, scozzesi e francesi, Carol Wilson. Si diploma all’El Modena High School di Orange nel 1995 e vince una borsa di studio estiva per studiare all’American Conservatory Theater di San Francisco. Tornato in California, si laurea in teatro all’UCLA.

La sua prima apparizione televisiva fu in Willy, il principe di Bel Air cui seguirono altri piccoli ma importanti ruoli poiché l’hanno fatto diventare l’attore che è oggi.

Il primo vero successo fu nell’interpretazione di Jess, nella serie Una mamma per amica, il suo ruolo di adolescente scontroso, problematico ma incredibilmente intelligente e appassionato, lo rende un personaggio da subito indimenticabile nel rappresentare quell’interiorità in cui molti giovani potevano e possono ritrovarsi. Perché in realtà il suo cuore era solo spezzato ma ricco di un amore che solo con il passare del tempo e con la delusione d’amore per Rory, cresce sempre un po’ di più fino a sbocciare.

Nel corso degli anni continua con la sua partecipazione a diverse serie, ma non solo: interpreta anche l’ultimo film di Rocky nei panni di suo figlio Robert e, anche qui, dimostra di saper trasmettere un’altra importante sfaccettatura: coraggio e dedizione. Continua a leggere

Happy Birthday, Sua Maestà!

Tanti auguri, Queen Elizabeth II

Che poi dico io, seconda a chi? Compi gli anni lo stesso giorno della fondazione di Roma, sicura sicura che non hai spento le prime candeline con Romolo e Remo?

Tu sei la Regina per eccellenza, la più longeva e la più amata, sei l’ultima della tua specie.

Indossi la Corona delle Corone, simbolo di dominio e potenza che attraversa i secoli. Siedi da sempre con eleganza e rispetto sul trono più difficile che la storia ci ricordi e al cui confronto quello “di Spade”, sembra quello del regno fatato di Barbie Raperonzolo!

Hai visto l’evoluzione umana e sociale del tuo popolo, sopravvivendo a conflitti, crisi diplomatiche e così tanti scandali, che neppure il miglior sceneggiatore della soap opera Beautiful, riuscirebbe a ideare. Continua a leggere

La leggenda della Farfalla Blu

Sin da quando ne ho memoria, le farfalle mi hanno sempre trasmesso un senso di pace, eleganza e leggiadria; il loro volo è sinonimo di libertà e purezza. Sono considerate il simbolo della trasformazione e della rinascita e sono anche protagoniste di molte storie; io ne ho scelta una per voi che s’intitola: “La leggenda della Farfalla Blu” un racconto intriso di saggezza e di profonda consapevolezza che arriva dall’Oriente.

Spero che questa leggenda faccia nascere sul vostro volto un sorriso, e il battito d’ali della farfalla blu renda più leggero il vostro cuore. Continua a leggere

DIEFFE EVENTS PLANNER

Per la nostra rubrica sulle donne imprenditrici, oggi vi parliamo di una società nata a Napoli nel segno delle creatività: la DIEFFE EVENTS PLANNER

La DIEFFE Events Planner è la società di eventi di Diana Dominech e Flavia Marcone. Le due socie da sempre hanno la passione per l’organizzazione di eventi e feste e da qualche anno questa passione è diventata realtà: Diana e Flavia si sono affermate con successo come organizzatrici di eventi.

Nate e cresciute entrambe a Napoli, le due socie lavorano in tutta Italia, e si sono fatte conoscere per i loro progetti innovativi e creativi ma anche per il noleggio delle attrezzature importate proprio dalla patria dei party: il Brasile. Continua a leggere

Lalibela, terra sacra d’Etiopia

Lalibela, nel pronunciare questo nome si emette un suono melodioso, quasi fiabesco. In realtà è una città sacra d’Etiopia, famosa perché custodisce uno dei patrimoni Unesco più belli dell’Africa: le undici chiese copte scavate nella terra.

Il sito religioso è poco distante dal centro abitato e raggiungendolo si nota subito la sua unicità: gli edifici sacri sono scavati nella terra – si differenziano in blocchi monolitici o semimonolitici – ricavati in un blocco roccioso.

Undici Chiese, undici luoghi di culto collegati tra loro da stretti cunicoli totalmente immersi nell’oscurità, capaci di portare i visitatori e i monaci che ci vivono, da una costruzione all’altra. Molti che hanno visitato il sito, non tentennano nel dichiarare che questo luogo sia intriso di misticismo ed energia. Continua a leggere