Intervista ai Council

I Council sono una band composta da tre fratelli originari di Baldwinsville (NY) – Pat, Doug e Andy Reeves – che sono riusciti a fare della musica, loro grande passione, il loro lavoro. Il loro sound originale e le loro performance carismatiche hanno avuto successo a livello nazionale e avendo anche fatto da band di apertura per gruppi come gli Strumbellas, gli All American Rejects e i Kooks, si sono affermati come una delle band più promettenti del panorama musicale contemporaneo.

Noi di Pink Magazine Italia li abbiamo intervistati per voi.

Ok ragazzi iniziamo questa intervista col chiedervi come mai avete deciso di chiamare la vostra band “Council”. Personalmente lo trovo un nome originale. C’è una ragione particolare che vi ha portato a questa scelta?

Doug: Siamo felici che lo trovi originale. Credo che sia già di per se un complimento.

Pat: Stavamo cercando qualcosa che ci descrivesse e che avesse un significato. Mi sono imbattuto nella parola “council” nella Bibbia e ho amato il fatto che avesse un significato religioso e descrive appieno la nostra band: siamo un concilio, una tavola rotonda quando dobbiamo prendere delle decisioni.

Andy: Penso che Doug volesse che il nome della band fosse orecchiabile ma come ha detto Pat anche i nostri fan hanno voce in capitolo: cerchiamo di sentire ciò che dicono perché è importante per noi.

La musica è sempre stata una vostra passione e ha sempre fatto parte delle vostre vite. Quando avete deciso di impegnarvi totalmente nella musica e perché?

Andy: Fin da quando eravamo piccoli nostro padre ci faceva ascoltare la musica dalla sua collezione di dischi. La nostra passione per la musica è il frutto di ore passate ad ascoltare band come gli Who, i Queen, gli U2, Neil Diamond, Meat Loaf e tantissimi altri artisti sul 45 giri.  

Pat: Molti probabilmente non sanno che quando eravamo ragazzi non abbiamo mai suonato uno strumento o cantato. Abbiamo sempre fatto sport ma ascoltare la musica occupava gran parte del nostro tempo libero. È al college che abbiamo deciso di diventare una band. In seguito a ciò abbiamo compiuto l’ardua scelta di abbandonare gli studi per imparare a suonare da autodidatti. Ovviamente essere in grado di suonare come si deve era lontano anni luce.

Doug: Imparare da autodidatti richiede molto più tempo di quello che normalmente si pensa e non avevamo mai messo in conto il fatto che avremmo avuto bisogno di un cantante. Tuttavia, per dirla breve, alla fine siamo riusciti a raggiungere un livello di competenza tale che ci ha permesso di poterci definire una band. Abbiamo iniziato a dedicarci a tempo pieno alla band circa quattro anni fa quando abbiamo rilasciato la nostra prima canzone “Rust to Gold” e abbiamo deciso di giocare il tutto e per tutto. Continua a leggere

Il racconto di speranza dei Dik Dik

 

“Ci sarà”. I DIK DIK realizzano un videoclip con le immagini inviate dai fan

Memoria e speranza nel racconto musicale e fotografico dell’immortale band milanese

https://youtu.be/PzLkqbdYEiE

“Rifondare il nostro repertorio è un modo per rimanere vitali e carichi. Sentirsi arrivati, consolidati, spesso conduce alla fine della creatività e quindi alla morte per un’artista. Potersi stupire davanti a un suono nuovo è tutto”.

Così dichiara Pietruccio Montalbetti, uno degli storici fondatori dei DIK DIK, in occasione della pubblicazione del videoclip “Ci sarà”, singolo estratto che anticipa il nuovo album “Una vita d’avventura”, e realizzato grazie al contributo fotografico di circa 2500 fan.

In tempo di pandemia, è bastato un semplice annuncio sui social al grande pubblico della band milanese richiedendo due foto (una prima del Covid, dalla finestra, l’altra ebbra di serenità immortalante un momento pre-epidemia)

La premessa, oltre 100.000 visualizzazioni in sole 24 ore, è già – come sempre per il gruppo – l’inequivocabile indicatore del grande amore che lo lega in maniera forte al pubblico. Continua a leggere

L’unicità della musica di Mallards

Avete mai conosciuto un musicista straordinariamente unico? Uno di quelli che quando lo ascoltate nelle cuffiette, vi aiuta a stare meglio o sta male con voi, diventando subito il vostro nuovo BestFriendForever.

Vittorio Somma, in arte Mallards, è quel tipo di persona che ha avuto la capacità di rendere la propria vita il sottofondo perfetto per le sue melodie, tanto movimentate, quanto struggenti e di riuscire a catturare la mia attenzione prima con la sua musica e poi col suo sarcasmo innato.

Partiamo con l’intervista!

Ma tu… Chi sei?
Sono Vittorio, ho ventinove anni e non bevo alcool da due mesi.

Posso importunarti con qualche domanda?
Adesso sì, posso risponderti a questa intervista, ma più tardi mi dedicherò alla mia occupazione principale, ovvero contattare persone su internet per spiegargli il motivo per cui “Mean Girls” è l’opera cinematografica più importante del ventunesimo secolo. Nel tempo libero mi piace cimentarmi nella musica sotto lo pseudonimo di Mallards.

Quando hai iniziato a suonare per qualcuno fuori dalla tua camera?
Non me lo ricordo più, forse nel 2015. Ma suono (male) praticamente da sempre.
Ho un paio di band hardcore in pausa da anni, attualmente invece pesto i tamburi per gli Smashkin’, brutti ceffi con la passione dei cartoni animati e mi dedico al mio progetto da solista: Mallards.
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Silvano Calabrese: musicista e stilista Made In Italy

Silvano Calabrese è un giovane napoletano dalle mani d’oro che ha deciso di investire su se stesso e modellare il tessuto della vita in modo fantasioso.

“We have never looked for shortcuts. Melting passion,culture and tradition while always offering an original piece of clothing was the main reason we started this project. Our prerogative has always been the quality and craftsmanship of our clothes, produced and designed entirely in Italy.”

C’è chi sceglie un’esistenza fatta di routine giornaliera e vive in modo tranquillo, senza uscire con la punta del naso dalla propria “zona sicura” e chi, invece, affronta ogni giorno puntando il dito su un mappamondo girevole e parte all’avventura; Silvano è una persona di quest’ultimo tipo: un vero e proprio pioniere della moda, che crea abiti moderni e all’avanguardia, tenendo però sempre un occhio sul passato!

“Our product was born as handicraft product while maintaining tight the passion and craftsmanship of Neapolitan culture melted with a minimal contemporary taste. We bring the style of the classy Italian man researched and demanded all around the world mixed with an international contemporary look.”

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Generazione Spice Girls

Risultato immagini per le spice girls

Era il 1994 quando sul quotidiano inglese The Stage si legge un annuncio in cui vengono selezionate ragazze per formare una band pop tutta al femminile.

Se ne presenteranno davvero a centinaia e, tra tutte, furono scelte le future e iconiche Geri Halliwell, Melanie C, Melanie B, Victoria Adams e  Emma Bunton (quest’ultima fu scelta solo dopo, in quanto la prima ragazza aveva deciso di ritirarsi).

Il loro primo singolo, Wannabe, venne pubblicato due anni dopo, il primo di tanti incredibili successi.

Ricordo che, oltre le loro musiche e la loro danza, il tutto così coinvolgente, ciò che ho davvero sempre apprezzato, era il loro modo di essere sì unite, ma comunque ognuna diversa dall’altra. Ognuna con le proprie caratteristiche che le facevano sentire così vicine e in un certo senso simili alle teenager di quella generazione e perché no: anche di questa. Continua a leggere

Un’attrice dai mille volti

Letizia Dispare nasce a Genova nel 1984 ed è una grande sognatrice; ama, come dice lei, “fare fantasticazioni”; nel suo porsi obiettivi ambiziosi, non ha mai smesso di credere, lavorare sodo e alimentare le sue passioni e questo l’ha sempre portata a fare esperienze importanti, ma soprattutto a dare il giusto valore alle cose.

È un’artista dalle molte sfaccettature; inizia la sua carriera come attrice teatrale e cinematografica, ampliandola negli anni al cabaret, alla tv e posando anche come fotomodella.
Lavora in ambito pubblicitario, sponsorizzando brand nazionali e internazionali. Continua a leggere

Diorhà è su Un Altro Pianeta!

Angela Pinto, in arte Diorhà è una cantautrice italiana dalle mille sfaccettature; dall’amore per la musica alla gioia di vivere, Diorhà mette tutta se stessa in ciò che fa e, prima di ogni altra cosa, diffonde bontà!

Ho avuto la possibilità di parlare con questa splendida donna e di ascoltare qualche aneddoto sulla sua vita: cantautrice, poetessa, volontaria per la clown terapia negli ospedali e mamma, Angela è riuscita a emozionarmi e farmi sorridere all’istante; la sua vita è impegnata in numerose attività benefiche per l’anima! Continua a leggere

Tutta la notte di Mauro Tummolo

MAURO TUMMOLO cantautore lucano.Un artista che colpisce per il suo carattere forte e deciso. I valori sono alla base della sua musica ed il suo impegno costante lo spinge a fare sempre meglio.

Dopo anni trascorsi su per giù tra l’Italia la Svizzera e la Slovacchia facendo concerti con i suoi tributi ai Modà e ai vari Nek Pezzali e Renga,inizia una collaborazione con l’autore ANDREA SANDRI e con il produttore WALTER BABBINI per lo sviluppo del suo prossimo imminente EP (2020 in uscita) che racchiude: il singolo “TUTTA LA NOTTE” uscito a luglio con oltre 74.000 ascolti su SPOTIFY al momento. Continua a leggere

Dirty Dancing è su Netflix e nessuno può mettere Baby in un angolo!

Netflix ha appena annunciato l’inimitabile new entry del catalogo di settembre: Dirty Dancing – Balli proibiti.

Ciò che immagino sia accaduto è che ogni persona, in ogni angolo del mondo, qualunque cosa stesse facendo, abbia ripetuto nella propria mente (i più fedeli, ad alta voce) “NESSUNO PUÒ METTERE BABY IN UN ANGOLO”.

Questo perché Dirty Dancing è sì un film cult, una salda pietra miliare, l’espressione romantica del ritmo del mambo proibito… ma è soprattutto“NESSUNO PUÒ METTERE BABY IN UN ANGOLO”. Al punto che il film avrebbe potuto pure intitolarsi: Dirty Dancing – Nessuno può mettere Baby in un angolo. Continua a leggere

Estate, Reggaeton e non solo…

Alzi la mano chi associa il reggaeton all’estate. Ammettiamolo, con una scansione in quattro o otto quarti, i freschi ritmi latini fanno ancheggiare in modo compulsivo le spalle e i bacini di tutti (inclusa la sottoscritta!) e, alla fine, anche i più refrattari del genere hanno in mente il motivo reggaeton.

Musica caraibica, un cocktail, la brezza marina, ed è subito estate! Ma non per tutti le sfumature estive si “riducono” a questo. Continua a leggere