Ricetta beauty: l’acqua di rose

L’acqua di rose è stata per tantissimi anni l’elisir di bellezza delle nostre nonne. Un rimedio antico, ma con tanti effetti benefici per la nostra pelle.

Ottima per ogni tipo di pelle, ha spiccate proprietà: purifica e tonifica il nostro viso, è ricca di vitamine C e E che contrastano i radicali liberi ossia la principale causa dell’invecchiamento della pelle.

Tempo di preparazione: 20 minuti

Occorrente:

Petali di rosa freschi

Acqua distillata

Boccetta di vetro

Preparazione

Mettere in un pentola l’acqua distillata e i petali di rosa, far bollire per 15 minuti.

Attendere che si raffreddi e filtrarla prima di mettere in boccetta.

Lasciatela riposare per una notte e il vostro elisir di bellezza sarà pronto per essere utilizzato per la vostra beauty routine.

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La storia del profumo

Foto di riserva libera di fiori, di vetro, di trasparente, di lussoUn profumo scelto con cura valorizza il nostro essere ed è proprio dal nostro essere che possiamo tornare indietro nel tempo, per scoprire come è nato. Perché la storia del profumo ha origini davvero antiche: dal latino fumum, che significa “attraverso il fumo”.
Il profumo ha da sempre numerose finalità: sacra (come poi derivante dalla sua nascita nei riti di imbalsamazione), di seduzione, di piacere, aristocratica, di identità e vitalità. Da tutto ciò possiamo davvero capire che è molto più che un vezzo e il fatto che esprima sul serio il nostro essere è una veridicità importante tramandata dai nostri avi.
L’Antico Egitto è il primo e indiscusso testimone dell’utilizzo del profumo, sempre presente nei templi e durante i rituali religiosi per purificare il corpo e la mente dei propri e cari defunti. Ma importante anche come potente arma di seduzione delle donne, dai tempi dei tempi e non solo… Pensate che i faraoni e le loro consorti utilizzavano il Kyphi, una fragranza composta anche da più di cinquanta essenze in grado di dare un senso di pace, favorendo il sonno e spazzando via le preoccupazioni quotidiane.
Tra i diversi ingredienti i più utilizzati erano il pistacchio, la menta, la cannella, il ginepro, l’incenso e la mirra che diventavano, così, anche preziosi profumi che i faraoni donavano ai sovrani alleati.

Chiara bottiglia di profumo su tessuto di pelliccia bianca
L’arte di miscelare gli aromi si diffuse anche in Occidente, in Grecia e a Roma. Fin dall’epoca Cretomicenea (1500 a.C.).
Ma fu in Oriente il vero commercio: la scoperta della distillazione dà il via al mercato dei profumi. E nonostante gli Arabi non siano gli inventori di questa tecnica, l’hanno comunque raffinata e diffusa.
Il primo profumo moderno in soluzione alcolica fu preparato in Ungheria nel 1370 da un monaco esperto di chimica. Il profumo, noto come Eau de Hongrie (Acqua Ungherese), era un estratto di rosmarino, timo e lavanda.
Nel Rinascimento l’arte della profumeria si sviluppò ulteriormente: la chimica sostituì definitivamente l’alchimia migliorando la distillazione e la qualità delle essenze e portando i profumieri del Rinascimento spagnoli e italiani a essere dei grandi profumieri.

Foto di riserva libera di vetro, bottiglia, contenitore, profumo
Nel 1600 nasce l’Acqua di Colonia. Secondo alcuni il suo “inventore” fu Gian Paolo Feminis, originario di Santa Maria Maggiore, cittadina della Val Vigezzo. In origine venditore ambulante, Feminis inventa e produce una sostanza che porterà davvero a cambiamenti significativi: l’Aqua Mirabilis (Acqua Mirabile, dicitura generica per indicare una categoria di acque contenenti sostanze differenti al loro interno).
Nell’Ottocento, poi, una scoperta rivoluziona ulteriormente il mondo dei profumi: la sintesi dell’urea ( ciclo metabolico presente negli organismi ureotelici (es. mammiferi) volto a trasformare l’ammoniaca (altamente tossica) in urea, affinché possa essere eliminata con le urine), ottenuta da Friedrich Wöhler nel 1828. Questa scoperta dà l’avvio alla chimica organica, contribuendo all’evoluzione della profumeria attraverso l’utilizzo degli aldeidi, elementi sintetici che aumentano all’infinito la possibilità di disporre di diverse profumazioni. Componenti naturali e prodotti di sintesi sono poi uniti a sostanze chiamate fissatori, che hanno il compito di “amalgamare” il profumo alla pelle. I fissatori hanno caratteristiche particolari, tra cui quelle di essere poco volatili, incolori, solubili nell’alcol e negli oli essenziali.
Nasce così la profumeria moderna.

Quattro bottiglie di vetro profumate assortite
Conosciamo qualche piccolo trucco o dettaglio su come acquistare la profumazione adatta a noi.
Per prima cosa è importante sapere che vi sono tre diversi tipi di profumazioni:

  • Gli Eau de parfum, profumi creati dalle grandi firme che sono dei veri e propri gioielli, sia nella loro preparazione che per le boccette finemente lavorate che li contengono. Le loro fragranze sono decisamente forti, particolari e indimenticabili a tal punto da diventare dei veri e propri must. Sono adatti a ogni età: dalle profumazioni fresche e fruttate, a quelle più forti e decise. La scelta giusta sta solo nella propria personalità. Affidarsi al nostro gusto personale risulta certamente la scelta giusta.
  • Gli Eau de toilette, invece, sono profumazioni sicuramente meno forti e decise. A differenza dei profumi creati dalle grandi firme, la loro fragranza si disperde nel tempo e sulla nostra pelle, durante il passare delle ore, sarà sempre meno accentuata. Io li trovo alleati perfetti durante l’estate, in quanto danno alla pelle un vero e proprio senso di freschezza.
  • L’Acqua di colonia, a differenza dei primi due, è usata principalmente dagli uomini e, solitamente, ha una fragranza più muschiata e legnosa. Anche se negli ultimi anni è tanto apprezzata anche dalle donne, in quanto spesso pensata per entrambi. Una sorta di profumazione unisex perfetta in tutte le stagioni, proprio come i profumi delle grandi firme.
    Spesso si parla del PH della pelle, di come un profumo, lo stesso profumo, possa risultare differente da una persona a un’altra. In verità questo mito è stato un pochino sfatato: ciò che davvero fa sì che la stessa profumazione cambi un po’ è la levigatezza della pelle. Se tendiamo ad avere la pelle un po’ più secca anche il profumo più deciso può risultare differente in quanto non viene ben assorbito. Invece su una pelle più liscia e morbida l’effetto sarà molto più intenso e duraturo.

Quale profumazione vi rappresenta di più?

Ricetta beauty: maschera alla banana

Dolce, gustosa, delicata la reginetta del potassio: la banana oggi è la protagonista della mostra maschera di bellezza: è ricca di carboidrati, vitamine e oli naturali che aiutano la nostra pelle ad avere un’idratazione perfetta.

Difficoltà: facile

Preparazione: 5 minuti

Occorrente:

1 banana matura

1ciotola

Preparazione :

Tagliate la banana e con una forchetta schiacciate fino a ottenere un composto omogeneo.

Applicazione:

Direttamente con le mani o con l’aiuto di un pennello applicate la maschera su tutto il viso, lasciatela in posa per 25 minuti e risciacquate con acqua tiepida.

La vostra pelle ora è morbida e vellutata!

Attendo i vostri commenti, provate a farla voi e fatemi sapere cosa ne pensate!!

Labbra in primo piano

Le labbra sono le protagoniste dell’estate, quando la pelle del viso abbronzata veste il nostro sorriso di una nuova luce. Allora divertiamoci a truccarle in modo impeccabile, ma anche prepararle correttamente.

Se siete ancora al mare non dimenticate mai di applicare uno stick con protezione totale sulle labbra per evitare che si scottino al sole. La sera prima di andare a dormire applicate uno stick al burro di karité che le renderà morbide e a prova di bacio.

Per quanto riguarda la scelta del rossetto il colore must per risaltare abbronzatura è l’arancio perfetto sia per le bionde che per le brune.

Se sei stravagante e ti piace sperimentare applica un rossetto mat rosa shocking, mentre se non vuoi dare troppo nell’occhio applica un gloss con pigmenti perlati che renderà il tuo sorriso scintillante.

E tu con che colore preferisci vestire le tue labbra? Sono curiosa di sapere cosa ne pensi. Scrivici!

 

I segreti di bellezza di Cleopatra

Su Cleopatra VII, ultima regina d’Egitto, si è scritto e detto tantissimo. Tutto e il contrario di tutto, verrebbe da dire. La Storia si è mescolata con la leggenda, le ipotesi, le congetture e, talvolta, perfino con la fantasia.
Una donna e una sovrana che ha lasciato un segno indelebile nel cammino dell’uomo, un personaggio la cui indole è ancora parzialmente avvolta dal velo del mistero.
Cleopatra erudita, ammaliatrice, avvelenatrice, seduttrice, indipendente, carismatica, intelligente, poliglotta, astuta, determinata a difendere l’Egitto dal potere dilagante di Roma.

Cleopatra era l’Egitto e questo straordinario Paese la rappresentava, era parte di lei.
Gli studiosi, gli artisti, gli scrittori e i registi l’hanno immaginata in modi diversissimi tra loro eppure, nella memoria collettiva, Cleopatra ha il volto della celebre Liz Taylor.
In verità, però, non sappiamo affatto quale fosse l’aspetto di Cleopatra. Il fatto che sia uscita sconfitta dallo scontro con Roma e che di questa fosse nemica ha compromesso inevitabilmente il giudizio estetico e morale che di lei avevano i contemporanei e non solo.

Asterix and Obelix: Mission Cleopatra. Monica Bellucci. (pic by The Pathe Press)

Per Plutarco (46/48-125/127), per esempio Cleopatra era tutt’altro che bella, mentre Cassio Dione (155-235) sosteneva tutto il contrario.
L’effigie riportata sulle monete non è certo un ritratto attendibile, bensì una rappresentazione di potere, un simbolo di comando che poco o nulla aveva a che fare con la realtà e con il concetto di bellezza.
Sempre Plutarco ci rivela dei particolari molto interessanti: Cleopatra aveva una voce suadente ed era una donna molto colta e raffinata. Insomma, forse non era irresistibile a prima vista (ma dobbiamo sottolineare “forse”), però aveva fascino, classe e queste doti, se in parte sono innate, d’altro canto devono essere coltivate per non morire come un fiore senz’acqua.

Cleopatra fu maestra nell’arte di “educare” se stessa, di apprendere con curiosità e vivacità, diventando di giorno in giorno più intelligente. Imparò tutto ciò che le sarebbe servito per diventare una sovrana senza pari, dalla fama immortale.
Del resto un bel visetto dietro al quale non vi è una testa pensante è ben poca cosa, soprattutto nella pericolosa e intrigante corte dei faraoni.
La regina non divenne esperta solo di politica, ma anche di un’arte raffinata, quella della seduzione.

Il fascino, la malia che partivano dal cervello, ma anche dalla capacità di saper valorizzare il corpo, nascondendo i difetti e mettendo in risalto i punti di forza.
Si dice che Cleopatra sia l’autrice di un trattato dedicato alla cosmesi; a quanto pare, infatti, padroneggiava alla perfezione la conoscenza di erbe, profumi e unguenti e questa conoscenza arricchì il suo carattere già intraprendente, consentendole di conquistare Giulio Cesare e Marco Antonio.

Le ricostruzioni della vita quotidiana nell’Antico Egitto e lo studio della vita della sua ultima regina ci raccontano in che modo il potere passasse anche attraverso i cosmetici e la bellezza.
La figlia di Tolomeo XII Aulete usava, per tingere le labbra, l’ocra rossa, (ricca di ferro in quanto derivata dall’ematite), applicava sulle palpebre pigmenti derivati dall’antimonio, che è un minerale di colore argenteo, dal nero di carbone, oppure dalla malachite.
Questi pigmenti, di solito mescolati con grassi animali o vegetali, non dovevano soltanto conferire agli occhi profondità e mistero, ma soprattutto proteggerli dalle infezioni.
La biacca (carbonato basico di piombo, molto tossico) rendeva la sua pelle più luminosa, mentre l’henné e l’alcanna (alkanna tinctoria, una pianta mediterranea dagli stupendi fiori azzurri) dipingevano le sue unghie e i suoi capelli di un colore rosso acceso.
Per i capelli Cleopatra usava l’henné; gli egizi, infatti, amavano il colore rosso vivo conferito dalle foglie di questo arbusto, poiché lo associavano al potere, alla forza e alla seduzione.

Le donne, tra cui l’ultima regina d’Egitto, preferivano le acconciature elaborate, fatte anche con trecce e crocchie e indossavano il cono profumato, ovvero una sorta di copricapo aromatizzato. Il grasso con cui le essenze erano mescolate si scioglieva sui capelli (o sulle parrucche) spandendo un profumo inebriante.
Gli egizi, poi, si prendevano cura della pelle con ricette a base di miele, sale marino e carbonato di soda (natron rosso), oppure di gomma polverizzata per contrastare l’inevitabile presenza, dopo una certa età, delle temibili rughe.
Cleopatra conosceva questi rimedi, come pure l’uso dell’argilla, o degli olii uniti a sostanze alcaline per detergere la pelle.

A quanto pare faceva il bagno nel latte a cui veniva aggiunto l’aloe. Quest’ultimo elemento fu di primaria importanza per gli egiziani, non solo per la qualità puramente cosmetica, ma soprattutto per il valore terapeutico: veniva utilizzato, per esempio, nei casi di acne o alopecia.
Come dimenticare, poi, il valore e il ruolo del profumo nell’antico Egitto? Non si trattava solo di uno strumento di seduzione, ma di un mezzo per comunicare con le divinità, purificando il corpo e lo spirito. Pensiamo agli incensi che bruciavano nei templi e il cui fumo, appunto, saliva verso il cielo, cioè verso Ra.

Abbiamo accennato al cono profumato parlando dei rimedi per capelli, ma tra le essenze più ricercate in Egitto (e di cui la stessa Cleopatra si serviva), vi erano l’incenso e il khyphi.
Il primo, carbonizzato, si usava perfino per produrre il kohl, il tipico trucco per gli occhi, ma anche per profumare i corpi imbalsamati con la mirra.
Il khyphi, invece, era il profumo più celebre nella terra dei faraoni. Di nuovo Plutarco ci spiega che questo composto di essenze (ben sedici, ma su questo numero ci sono pareri discordanti), avesse il potere di tranquillizzare l’anima e conciliare il sonno.
Tra gli ingredienti si trovano il miele, la resina di cedro e lo zafferano. Anche il kyphi veniva bruciato in onore degli dei.

Non mancavano neppure i deodoranti a base di farina d’avena e resine per evitare le spiacevoli conseguenze della sudorazione. Gli egiziani, tra l’altro, conoscevano anche dei rimedi, fatti con mirra e resina di terebinto (Pistacia terebinthus, un arbusto che produce bacche simili al pistacchio) per combattere l’alito cattivo.
Questi sono solo alcuni dei ritrovati cosmetici e terapeutici usati da Cleopatra e dal suo popolo.

Gli egizi furono dei veri e propri esperti nel campo della cosmesi. Seppero inventare, sperimentare, analizzare e servirsi con consapevolezza di ciò che la natura, talvolta capricciosa, del loro Paese poteva offrire loro, benché non disdegnassero di importare da altre zone (per esempio lo Yemen), le materie prime introvabili in Egitto.
Cleopatra accostò consapevolmente la cura del corpo a quella della mente e dello spirito. Apprese le conoscenze tramandate dai suoi avi e le mise in pratica con ingegno e astuzia.
Le terre del Nilo, del resto, avevano bisogno di una sovrana in grado di prendere delle decisioni, non di un involucro bello da guardare, ma vuoto all’interno.
L’ultima dei Tolomei si servì del fascino, ma non ne fu schiava. Nella sua incredibile forza è la sua bellezza ancora oggi.

 

Miele, un prezioso alleato di bellezza!

È dolce, buono, gustoso ma non solo per addolcire i cibi: il miele ha numerose virtù benefiche anche per la pelle.

Il miele può essere utilizzato in diversi modi per la bellezza quotidiana.

Puoi utilizzarlo come pulizia settimanale, miscelando zucchero e miele si ottime un gommage delicato e idratante.

Se invece vuoi donare idratazione al viso, miscela miele e yogurt magro per ottenere una maschera idratante ottima anche per chi ha la pelle mista, infatti, il miele ha un azione antinfiammatoria e antibatterica.

Alla prossima beauty lovers!

I benefici dei sali da bagno!

Hai mai usato i sali da bagno?

Forse non conoscete i loro benefici…

I sali da bagno sono prodotti cosmetici utili quando vogliamo trovare un particolare beneficio da un bagno rilassante.

Un bel bagno caldo aiuta a eliminare le tensioni accumulate durante la giornata ma non solo particolari tipi di sali detergono la pelle in profondità.

I sali da bagno possono essere inseriti nella propria beauty routine quotidiana.

Utilizzando i sali di Epsom e gli olii essenziali estratti dalle scorze di agrumi la pelle avrà un beneficio drenante.

Se siete particolarmente stressati provate ad immergervi in vasca con sale integrale con aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di lavanda e rosmarino.

In questo periodo chi soffre di allergie primaverili consiglio di provare di aggiungere sale integrale e olii di eucalipto, pino, o rosmarino.

Se volete dare sollievo ai vostri piedi effettuate un pediluvio con acqua calda e sali che aiuteranno ad ammorbidire la pelle evitando la formazione di duroni.

Coltiva la bellezza dentro e fuori

Essere belli, piacevoli, ammirati è un desiderio ambito da molti. La bellezza è l’insieme delle qualità percepite dai cinque sensi che creano sensazioni piacevoli. La bellezza si divide in due categorie: interiore e esteriore. A volte capita di non apparire come ci si sente dentro, spesso siamo insoddisfatti della nostra immagine e quei piccoli inestetismi che ci contraddistinguono diventano difetti, dinanzi ai nostri occhi. E allora come si fa a migliorare la propria immagine e sentirsi adeguati in questa società? Prima di tutto bisogna aver cura di sé! Coltivare la propria interiorità ci permette di avere una visione diversa del mondo. Rispettando i propri principi, osservando le proprie azioni e confrontandosi con gli altri si può imparare tanto. Nutrire la mente leggendo buoni libri. Avere uno stile vita sano. Passeggiare all’aria aperta in un bosco o in riva al mare almeno una volta a settimana libera il nostro corpo dallo smog facendo apparire la pelle del viso più luminosa. Riposare almeno otto ore a notte. Bere tanta acqua, e mangiare frutta e verdura ogni giorno aiuta a eliminare i liquidi in eccesso e ad avere una pelle ben idratata. Avere una buona igiene. Insomma volersi bene ci spinge ad avere un immagine piacevole. Spesso si pensa che bastino un po’ di trucco e un taglio di capelli per apparire belle, la bellezza è un processo interiore che va alimentato costantemente.

La manicure natalizia

Si dice che le mani sono il nostro biglietto da visita.

È bene tenerle sempre in ordine e curate.

Che tu abbia le unghie corte o lunghe poco importa,l’importante è non averle mai trascurate.

La manicure natalizia 2017 punta sul classico rosso.

Il rosso fuoco è il colore trendy di questo inverno.

Se volete aggiungere un pizzico di originalità alla vostra manicure applicate sul dito medio i brillantini oro o argento che andranno a donare alle vostre mani l’aria delle feste.

Se amate la manicure con lo smalto semipermanente, il must sono le unghie a effetto specchio, da scegliere i colori oro o argento.

S invece avete le unghie particolarmente corte e preferite non eccedere optate per il bianco latte che donerà alle vostre mani eleganza e raffinatezza!

Rossetto red , quale scelgo?

Il rosso simbolo di vitalità, di passione , d’ amore , è il colore perfetto per le feste!

Utilizzate il rossetto, l’arma di seduzione beauty per eccellenza .

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Coco Chanel disse : “Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettevi il rossetto rosso e attaccate”

Ma come scegliere la tonalità di rossetto rosso giusta?

Semplice…

Se hai la pelle di porcellana e capelli neri scegli una tinta di rossetto rosso carminio.
Se sei mora con occhi chiari(verdi o blu) scegli una tonalità di rossetto rosso ciliegia.
Se sei castana ramata con occhi chiari castani opta per un rosso corallo.
Per gli occhi basterà applicare eyeliner nero e tanto mascara e non dimenticare di mettere in ordine le sopracciglia.

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Se vuoi consigli specifici contattaci su: segreteriapink@gmail.com con oggetto “rubrica beauty”.