I segreti di bellezza di Cleopatra

Su Cleopatra VII, ultima regina d’Egitto, si è scritto e detto tantissimo. Tutto e il contrario di tutto, verrebbe da dire. La Storia si è mescolata con la leggenda, le ipotesi, le congetture e, talvolta, perfino con la fantasia.
Una donna e una sovrana che ha lasciato un segno indelebile nel cammino dell’uomo, un personaggio la cui indole è ancora parzialmente avvolta dal velo del mistero.
Cleopatra erudita, ammaliatrice, avvelenatrice, seduttrice, indipendente, carismatica, intelligente, poliglotta, astuta, determinata a difendere l’Egitto dal potere dilagante di Roma.

Cleopatra era l’Egitto e questo straordinario Paese la rappresentava, era parte di lei.
Gli studiosi, gli artisti, gli scrittori e i registi l’hanno immaginata in modi diversissimi tra loro eppure, nella memoria collettiva, Cleopatra ha il volto della celebre Liz Taylor.
In verità, però, non sappiamo affatto quale fosse l’aspetto di Cleopatra. Il fatto che sia uscita sconfitta dallo scontro con Roma e che di questa fosse nemica ha compromesso inevitabilmente il giudizio estetico e morale che di lei avevano i contemporanei e non solo.

Asterix and Obelix: Mission Cleopatra. Monica Bellucci. (pic by The Pathe Press)

Per Plutarco (46/48-125/127), per esempio Cleopatra era tutt’altro che bella, mentre Cassio Dione (155-235) sosteneva tutto il contrario.
L’effigie riportata sulle monete non è certo un ritratto attendibile, bensì una rappresentazione di potere, un simbolo di comando che poco o nulla aveva a che fare con la realtà e con il concetto di bellezza.
Sempre Plutarco ci rivela dei particolari molto interessanti: Cleopatra aveva una voce suadente ed era una donna molto colta e raffinata. Insomma, forse non era irresistibile a prima vista (ma dobbiamo sottolineare “forse”), però aveva fascino, classe e queste doti, se in parte sono innate, d’altro canto devono essere coltivate per non morire come un fiore senz’acqua.

Cleopatra fu maestra nell’arte di “educare” se stessa, di apprendere con curiosità e vivacità, diventando di giorno in giorno più intelligente. Imparò tutto ciò che le sarebbe servito per diventare una sovrana senza pari, dalla fama immortale.
Del resto un bel visetto dietro al quale non vi è una testa pensante è ben poca cosa, soprattutto nella pericolosa e intrigante corte dei faraoni.
La regina non divenne esperta solo di politica, ma anche di un’arte raffinata, quella della seduzione.

Il fascino, la malia che partivano dal cervello, ma anche dalla capacità di saper valorizzare il corpo, nascondendo i difetti e mettendo in risalto i punti di forza.
Si dice che Cleopatra sia l’autrice di un trattato dedicato alla cosmesi; a quanto pare, infatti, padroneggiava alla perfezione la conoscenza di erbe, profumi e unguenti e questa conoscenza arricchì il suo carattere già intraprendente, consentendole di conquistare Giulio Cesare e Marco Antonio.

Le ricostruzioni della vita quotidiana nell’Antico Egitto e lo studio della vita della sua ultima regina ci raccontano in che modo il potere passasse anche attraverso i cosmetici e la bellezza.
La figlia di Tolomeo XII Aulete usava, per tingere le labbra, l’ocra rossa, (ricca di ferro in quanto derivata dall’ematite), applicava sulle palpebre pigmenti derivati dall’antimonio, che è un minerale di colore argenteo, dal nero di carbone, oppure dalla malachite.
Questi pigmenti, di solito mescolati con grassi animali o vegetali, non dovevano soltanto conferire agli occhi profondità e mistero, ma soprattutto proteggerli dalle infezioni.
La biacca (carbonato basico di piombo, molto tossico) rendeva la sua pelle più luminosa, mentre l’henné e l’alcanna (alkanna tinctoria, una pianta mediterranea dagli stupendi fiori azzurri) dipingevano le sue unghie e i suoi capelli di un colore rosso acceso.
Per i capelli Cleopatra usava l’henné; gli egizi, infatti, amavano il colore rosso vivo conferito dalle foglie di questo arbusto, poiché lo associavano al potere, alla forza e alla seduzione.

Le donne, tra cui l’ultima regina d’Egitto, preferivano le acconciature elaborate, fatte anche con trecce e crocchie e indossavano il cono profumato, ovvero una sorta di copricapo aromatizzato. Il grasso con cui le essenze erano mescolate si scioglieva sui capelli (o sulle parrucche) spandendo un profumo inebriante.
Gli egizi, poi, si prendevano cura della pelle con ricette a base di miele, sale marino e carbonato di soda (natron rosso), oppure di gomma polverizzata per contrastare l’inevitabile presenza, dopo una certa età, delle temibili rughe.
Cleopatra conosceva questi rimedi, come pure l’uso dell’argilla, o degli olii uniti a sostanze alcaline per detergere la pelle.

A quanto pare faceva il bagno nel latte a cui veniva aggiunto l’aloe. Quest’ultimo elemento fu di primaria importanza per gli egiziani, non solo per la qualità puramente cosmetica, ma soprattutto per il valore terapeutico: veniva utilizzato, per esempio, nei casi di acne o alopecia.
Come dimenticare, poi, il valore e il ruolo del profumo nell’antico Egitto? Non si trattava solo di uno strumento di seduzione, ma di un mezzo per comunicare con le divinità, purificando il corpo e lo spirito. Pensiamo agli incensi che bruciavano nei templi e il cui fumo, appunto, saliva verso il cielo, cioè verso Ra.

Abbiamo accennato al cono profumato parlando dei rimedi per capelli, ma tra le essenze più ricercate in Egitto (e di cui la stessa Cleopatra si serviva), vi erano l’incenso e il khyphi.
Il primo, carbonizzato, si usava perfino per produrre il kohl, il tipico trucco per gli occhi, ma anche per profumare i corpi imbalsamati con la mirra.
Il khyphi, invece, era il profumo più celebre nella terra dei faraoni. Di nuovo Plutarco ci spiega che questo composto di essenze (ben sedici, ma su questo numero ci sono pareri discordanti), avesse il potere di tranquillizzare l’anima e conciliare il sonno.
Tra gli ingredienti si trovano il miele, la resina di cedro e lo zafferano. Anche il kyphi veniva bruciato in onore degli dei.

Non mancavano neppure i deodoranti a base di farina d’avena e resine per evitare le spiacevoli conseguenze della sudorazione. Gli egiziani, tra l’altro, conoscevano anche dei rimedi, fatti con mirra e resina di terebinto (Pistacia terebinthus, un arbusto che produce bacche simili al pistacchio) per combattere l’alito cattivo.
Questi sono solo alcuni dei ritrovati cosmetici e terapeutici usati da Cleopatra e dal suo popolo.

Gli egizi furono dei veri e propri esperti nel campo della cosmesi. Seppero inventare, sperimentare, analizzare e servirsi con consapevolezza di ciò che la natura, talvolta capricciosa, del loro Paese poteva offrire loro, benché non disdegnassero di importare da altre zone (per esempio lo Yemen), le materie prime introvabili in Egitto.
Cleopatra accostò consapevolmente la cura del corpo a quella della mente e dello spirito. Apprese le conoscenze tramandate dai suoi avi e le mise in pratica con ingegno e astuzia.
Le terre del Nilo, del resto, avevano bisogno di una sovrana in grado di prendere delle decisioni, non di un involucro bello da guardare, ma vuoto all’interno.
L’ultima dei Tolomei si servì del fascino, ma non ne fu schiava. Nella sua incredibile forza è la sua bellezza ancora oggi.

 

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Cinecittà e la moda romana

Dopo anni vissuti in secondo piano, oggi Cinecittà vive una nuova vita, tra mostre, eventi e glamour. Tra le tante manifestazioni, anche AltaRoma ha scelto la Hollywood sul Tevere come location della sua Fashion Week estiva.

Inaugurato nel 1937 il complesso di Cinecittà è un insieme di teatri di posa. Si trova in via Tuscolana 1055, all’angolo con via di Torre Spaccata, a pochi metri dalla fermata della Metro A. Ancora oggi gli spazi dell’imponente struttura vengono utilizzati per le produzioni televisive e cinematografiche. Definita la Hollywood sul Teveredurante la sua epoca d’oro, a Cinecittà hanno lavorato registi italiani come Federico Fellini (I Vitelloni, 1953), Vittorio De Sica, Luchino Visconti (Bellissima, 1951), Ettore Scola e Sergio Leone; ma anche registi stranieri, tra i quali spiccano William Wyler (Ben Hur, 1959), Marvyn LeRoy (Quo Vadis?,1951), Francis Ford Coppola, Joseph L. Mankiewicz (Cleopatra, 1963), Martin Scorsese (Gangs of New York, 2002) e molti altri ancora. Gli Studiossorgono su una superficie di quattrocentomila metri quadri esono di fatto il centro della produzione cinematografica nazionale.

È possibile visitare la Fabbrica dei Sogni romana. Cinecittà è, infatti, ancora oggi un polo d’attrazione turistico per gli amanti del cinema, ma anche un marchio vero e proprio, che include l’organizzazione di eventi mondani e culturali; nel 2016 è stata creata l’Area Eventi di Cinecittà World e di Civita che hanno dato vita a Cinecittà Events, un nuovissimo brand della società Cinecittà District Entertainment (CDE). Cinecittà Studios, nel suo segmento Movie,mette al servizio di agenzie e grandi marchi alcuni spazi esclusivi, tra i quali due teatri di posa: ovvero il Teatro 10e il Teatro 1, la cosiddetta Palazzina Fellini, ilset permanente Roma Antica e il nuovo caffè di Cinecittà. Per ogni evento, sono così sfruttate le suggestive ambientazioni scenografiche dei set cinematografici e si può persino chiedere l’utilizzo degli effetti speciali. Negli ultimi anni, sono stati ospitati eventi di marchi nazionali e internazionali come Chanel, Enel, Chopard, Ferrari, Bulgari, Fendi, Volkswagen, Fiat, Ungaro, Sky e tantissimi altri ancora.

AltaRoma quest’estate, con la collaborazione dell’Istituto Luce, ha come quartier generale proprio gli studi di Cinecittà. La manifestazione si concluderà domenica 1° luglio, con un programma diviso in tre sezioni di competenza: Fashion Hub, per i progetti di scouting; Atelier per le sfilate; In Town, per le iniziative della moda collocate in svariati e strategici punti nodali di Roma. L’organizzazione di AltaRoma, presieduta da Silvia Venturini Fendi, ha individuato Cinecittà come location della maggior parte degli eventi della Fashion Week dell’alta moda romana per coinvolgere più discipline dello spettacolo sullo sfondo della Hollywood italiana. Storici brand romani sono stati importantissimi per l’industria cinematografica italiana: le Sorelle Fontana, Fernanda Gattinoni e Roberto Capucci.

Giovedì 28 giugno 2018 è stato celebrato proprio il genio di Roberto Capucci con un documentario in anteprima mondiale: “La moda proibita. Roberto Capucci e il futuro dell’alta moda”, di Ottavio Rosati, prodotto da Plays s.r.l. in collaborazione con Jean Vigo Italia. Nel set dell’Antica Roma, AltaRoma ha invece omaggiato lo stilista Renato Balestra con “Tribute to Renato Balestra”, una sfilata che ripercorreva le tappe più importanti della carriera dello stilista.

Grazie ad AltaRoma, è possibile visitare i set della città del cinema. Perché Cinecittà è un luogo magico a prescindere dagli eventi glamour che vi si svolgono. Chi si addentra tra le sue vie non può che restarne affascinato. Se si vuol vivere un giorno passando da un set all’altro, l’offerta delle visite è ampia e sul sito degli Studios troverete orari, prezzi e possibili variazioni dei giorni. Grazie al successo di “Cinecittà si Mostra”, inaugurata il 29 aprile 2011 e che ha ospitato più di trecentocinquantamila visitatori, l’esposizione è diventata permanente. La mostra ripercorre idealmente ogni fase della realizzazione di un film: dalla sceneggiatura alla post produzione, presenta i vari mestieri legati al cinema e permette la visita dei “set residenti”, ovvero quelli che non sono mai stati smantellati: Broadway, Roma Antica e Firenze del Quattrocento.

Per approfondimenti e orari: http://cinecittasimostra.it

Il linguaggio del ventaglio

 

La nostra epoca è decisamente caratterizzata dalle grandi innovazioni tecnologiche e dalla comunicazione veloce, per metterci al riparo dal caldo ricorrere all’aria condizionata ormai è alla portata di tutti. Personalmente non la amo particolarmente e avendo la fortuna di vivere in una casa antica, di quelle con i muri spessi mezzo metro, ritengo di poterne fare a meno; ciononostante, qualche sera fa avevo amici a cena e uno di loro mi ha chiesto se avevo un ventaglio; ovvio che si! Ho tirato fuori dal cassetto la mia “collezione” di ventagli, offrendone uno per ciascuno ai miei ospiti. L’uso di questo strumento da parte dei maschi presenti ha suscitato qualche ilarità e qualche battuta che ci ha portato a parlare del linguaggio del ventaglio.

Il ventaglio fin dal XVIII secolo è un vero e proprio strumento di comunicazione, che si esprime attraverso un linguaggio vero e proprio legato alla gestualità che ne accompagna l’utilizzo.

Per meglio capire, contestualizziamo rapidamente il momento storico in cui l’uso del ventaglio era di moda: uomini e donne nei secoli passati, soprattutto in pubblico, non potevano avere approcci confidenziali e tanto meno intimi come oggi, pertanto, dovevano escogitare dei sistemi di comunicazione, che spesso erano affidati a terzi, come l’invio e la consegna di più o meno brevi missive ma sempre, con il rischio che fossero intercettate da severi genitori, gelose sorelle o fratelli costretti a vigilare sull’onore della famiglia. La ricerca di sistemi per comunicare e sedurre approfittarono della moda per trovare nuove espressioni, fra gli oggetti di moda l’uso del ventaglio ispirò alle dame e ai cavalieri una serie di gesti grazie ai quali potevano inviarsi dei messaggi ben precisi. Non si sa con precisione quando iniziò questa intrigante comunicazione ma sappiamo che la prima codifica di questo linguaggio risale al 1760 grazie al marchese Caraccioli che ne scrisse in un suo libro; inoltre, si narra che ai primi dell’Ottocento furono gli spagnoli, famosi per la fabbricazione dei ventagli, che contribuirono a diffondere in tutto il mondo questo stuzzicante sistema di comunicazione fornendo, con ogni ventaglio, un foglio con le spiegazioni di questo linguaggio dei segni che contribuì anche a un incremento delle vendite e alla lunga durata della moda di questo affascinante oggetto ancora in voga fino alla metà del secolo scorso.

Ecco perché nei giochi di comunicazione e sopratutto di seduzione il ventaglio  divenne un mezzo assolutamente necessario e nessuna lo lasciava a casa, non le grandi dame ma nemmeno le camerierine, le contadine, le donne che lavoravano…

In occasioni mondane come feste da ballo o cerimonie, ma anche nelle passeggiate per strada o nei parchi, il ventaglio non era solo ornamento di moda adatto a tutte le donne ma un necessario strumento di comunicazione, una sorta di smart phone ante-litteram. Dietro al ventaglio si celavano le espressioni del viso, i rossori, i sorrisi, le conversazioni private o “sconvenienti” è tutta una serie di messaggi, vediamone alcuni:

▪     Sostenere il ventaglio con la mano destra di fronte al viso: seguimi.

▪     Sostenerlo con la mano sinistra di fronte al viso: vorrei conoscerti.

▪     Coprirsi per un po’ l’orecchio sinistro: vorrei che tu mi lasciassi in pace.

▪     Lasciarlo scivolare sulla fronte: sei cambiato.

▪     Muoverlo con la mano sinistra: ci osservano.

▪     Cambiarlo alla mano destra: ma come osi?

▪     Lanciarlo con la mano: ti odio!

▪     Muoverlo con la mano destra: voglio bene ad un altro!

▪     Lasciarlo scivolare sulle guance: ti voglio bene!

▪     Mostrarlo chiuso e fermo: mi vuoi bene?

▪     Lasciarlo scivolare sugli occhi: vattene, per favore.

▪     Far scivolare un dito dell’altra mano sui bordi: vorrei parlarti.

▪     Appoggiarlo sulla guancia destra: si.

▪     Appoggiarlo sulla guancia sinistra: no.

▪     Aprirlo e chiuderlo lentamente e ripetutamente: sei crudele!

▪     Abbandonarlo lasciandolo appeso: rimaniamo amici .

▪     Sventagliarsi lentamente: sono sposata.

▪     Sventagliarsi rapidamente: sono fidanzata.

▪     Appoggiarsi il ventaglio sulle labbra:baciami!

▪     Aprirlo molto lentamente con la destra: aspettami.

▪     Aprirlo molto lentamente con la mano sinistra: vieni e parliamo.

▪     Colpirsi la mano sinistra con il ventaglio chiuso: scrivimi.

▪     Chiuderlo a metà: non posso.

▪     Aperto completamente coprendo la bocca: non ho un uomo.

▪     Aperto davanti al viso lasciando scoperti solo gli occhi: ti amo! (*)

 

* Cit. “Il linguaggio del ventaglio“, Focus storia, n.122 dicembre 2016, pag. 28

 

Angela Arcuri

 

Sladana Krstic presenta  la sua nuova collezione 

 

 

Sladana Krstic presenta  la sua nuova collezione  venerdì 22 giugno presso La Griffe McGallery di Roma

La stilista croata Sladana Krstic sarà tra gli artisti presenti al vernissage indetto per venerdì 22 giugno presso La Griffe McGallery di Roma (Via Nazionale, 13). Per l’occasione presenterà la sua nuova e assai attesa collezione. Una collezione ispirata a una donna in continua evoluzione.

Voglio valorizzare la individualità di ogni donna, dare forza alla sua personalità e dare coraggio di mettere a nudo le proprie passioni ed emozioni.

In effetti, anche nei copricapi che non mancano mai nelle mie collezioni imitano o addirittura incorporano la natura. Gli abiti, ampi e lavorati con dettagli che ricordano la natura, piante e foglie con grande utilizzo di lino, setta e finissima nappa. La palette colori e molto accesa, un tripudio di colori proprio come primavera, sulle noti di violino, le modelle sembreranno fluttuare sulla passerella. L’intera natura si rileva attraverso il colore al senso della vista. È il principale protagonista dell’arte e della nostra vita quotidiana. I colori sono dodati di un potere tale da trasmettere sentimenti alle persone e fortemente dipingono la nostra realtà.

Proprio per l’appartenenza al campo dell’esperienza quotidiana il significato dei colori stimola interesse di molti e la curiosità di sapere cosa possono raccontare di noi. I colori ci permettono di fare qualcosa che con il linguaggio verbale non possiamo fare, ci permettono di esprimere le nostre emozioni , perché i colori sono emozioni dirette, non un tentativo di descriverle o di approssimarle. Pensate a come diventerebbe triste, cupo, spento il mondo senza colori. Pensate a quanti sentimenti, a quante emozioni saremo costretti a dover rinunciare. Pensate a che mondo sarebbe senza colori.

La mia donna d’oggi e una donna che fugge da quell’omologazione a qui costringe l’appartenenza a un gruppo.

Ho utilizzato il tono della trasparenza di un colore che non si definisce per la tinta che ha ma per quello che vuole trasmettere.

È trasmette leggerezza, forza individuale, carattere forte, sentimento consapevole.

Trasparenza e sensualità per la donna eclettica che sfilerà in passerella per la prossima Primavera – Estate 2019. A sfilare in passerella con le sue creazioni le modelle dell’ agenzia di Moda di Sabina Prati Eventi Moda. Il trucco sarà invece a cura di Sabrina Brunori make up e di Maria Sole Make-up.

Ma vediamo ora di conoscere meglio l’ evento del 22 giugno: la curatrice d’Arte e Moda Eileen Contreras in collaborazione con La Griffe MGallery  ha organizzato un meraviglioso vernissage per celebrare la centralità del sole oltre che  per  promuovere e valorizzare l’Arte Contemporanea in svariati contesti artistici: Pittura, Illustrazione, Musica, Cinema, Moda & Live Painting.

Artisti:

Antonio Murgia

Francesco Dau

Giulia Iosco

Natalia Ponton

Cristoforo Elefante

Mokodu Fall

Stiliste:

FAshion Show Room:

Eire Mota & Barbara Iacobucci

Catwalk:

Sladana Krstic

Il programma:

Ore 16:00 – 18:00 | Sala Hugo – 1° Piano | Music & Fashion Show Room by Eire Mota & Barbara Iacobucci.

Ore 18:00 – 20:00 Vernissage | Francesco Dau, Antonio Murgia, Natalia Pontòn, Giulia Iosco e Cristoforo Elefante.

Ore 20:00 | Terrazza – 9° Piano | Sfilata di Moda | Sladana Krstic

Ore 20:30 | Terrazza – 9° Piano | Live Painting | “Le jardin de l’Amour” by Mokodu Fall

Ore 21:00 | Terrazza – 9° Piano | Manlio Belpasso Live Jazz Set withe The Stereoloops

Ore 22:00 | Sala Hugo 1° Piano | CINEFORUM | Un chien andalou by Luis Buñuel e Salvador Dalí

Ore 23:00 – 02:00 | Roof Top – 10° Piano | Tiki Tiki Exotic Music & Drink

Madrina della serata la bellissima Natalia Simonova, artista decisamente eclettica. Ballerina, attrice, cantante e performer. È giunta in Italia dopo aver vinto il titolo Vice -Miss Georgia nell’Universo 2000e  ha partecipato a diverse fiction tra le quali- ricordiamo- “Intelligence” con Raul Bova. Ha lavorato tantissimo a teatro, dedicandosi allo studio con i mostri sacri del settore come   Daniele Salvo, Mauro Avogadro e anche il grande Albertazzi. Tra i suoi spettacoli ricordiamo “Lasciando u segno” e “Mata Hari”.

Laura Gorini

Arturo Brachetti Premio all’eccellenza firmato Le Salon de la Mode

palazzo Visconti premiazioni

Grande successo per Excellence, durante la Milano Fashion Week Uomo, domenica 17 giugno a Palazzo Visconti, per l’arrivo di Arturo Brachetti,l’artista di fama internazionale che per l’occasione dell’ evento firmato Le Salon de la Mode  ha ricevuto il Premio all’Eccellenza in the world, realizzato dall’artista contemporaneo Andrea Brandi, consegnato dall’attrice Maria Letizia Gorga. Un appuntamento esclusivo che ha puntato sulle strategie di internazionalizzazione, sull’eccellenza italiana e le nuove opportunità di business nei mercati emergenti dei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina.  All’appuntamento brand di moda e di design, eccellenze del Made in Italy, sono stati protagonisti di un percorso espositivo ricco di emozioni, un viaggio sinergico tra moda, cinema, arte e musica.

“Un salotto dove  la magia delle arti si è fusa con le opportunità di nuovi mercati per il made in Italy come i Paesi dell’America Latina”, spiega Gabriella Chiarappa, fashion manager e referente moda per la  Camera di Commercio Cuba e America Latina, nonché creatrice dell’evento, giunto alla nona edizione.

Alle ore 18.00 una perfomance di tango ha aperto l’evento con un passo a due di Roberto Angelica e Loredana Sartori, sulle note inconfondibili di Santa Maria – Gotan Project. Esposizioni e allestimenti animano le splendide sale del Palazzo: dall’arte pittorica di Alejandro Juan Ferrante alle creazioni di gioielli fatti a mano di Alessandra Attanasi, per gli amanti delle essenze, i Profumi d’Atmosfera di Danhera.

Presenti alla serata i rappresentanti di alcune rilevanti Camere di Commercio italo estere: il Direttore Generale della Camera di Commercio di Cuba – America Latina Area Celac l’Avv. Elettra Giovanna Livreri e il Presidente della Camera di Commercio di Cuba – America Latina, Prof. Giuseppe Frisella, il Presidente della Camera di Cooperazione Italo Araba dott. Mario Mancini e del delegato della Camera di Commercio Italiana negli EAU l’avv. Simone Facchinetti.

A seguire le premiazioni di ospiti illustri una giuria di qualità, composta da : Roberto Ammendola, giornalista Rai, Pino Ammendola, attore, regista e scrittore, Lorella Ridentidirettore del settimanale “Ora e del femminile Lei Style”, Cristina Marquez, produttrice cinematografica Oberonmedia. Tra i premiati lo stilistache ha rivoluzionato la moda da viaggio Alviero Martini, il direttore di Radio Italia Antonio Vandoni per i suoi trent’anni di carriera musicale, il regista internazionale Roberto Pianae per concludere  la stilista dall’anima candida e dall’eleganza inimitabile  Angela Bellomo, che per l’occasione ha incantato il pubblico presente con una defilè d’eccezione, look curato dall’international make-up artist Pablo Ardizzone.  Consegna dei premi con Ivan Damiano Rota, Beppe Convertini e Presidente e Direttore Generale delle Camere Estere. Molti i messaggi di congratulazioni nei confronti dell’evento tra cui da Roberto Grandisil direttore di Cartier e la giornalista di moda Cinzia Malvini.Un vero trionfo con circa trecento ospiti d’eccezione,Le Salon de la mode , anche in questa occasione  ha rivolto  l’attenzione  nei confronti dell’impegno sociale e  ha coinvolto  i presenti in una lotteria di beneficenza per sostenere il progetto della Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano, presente all’evento il vicepresidente dott. Sergio Arrigoni con Donata Berger, l’ideatrice del progetto Arte come terapia. Il totale del ricavato sarà devoluto interamente al progetto. Per concludere il viaggio tra le arti, un cocktail d’autore offerto dalle aziende marchigiane tra le note jazz d’atmosfera  e degustazioni prelibate realizzate dalla Cake Designer Alice’s Noglù. Numerosi i brand partecipanti per questa nuova edizione: IGJ, SV Calzature Kyara, Revenge con i marchi: Norah e Le Gioie di Capri, Marta Jane Alesiani, Caf Calzaturificio con il marchio Giovanni Conti, le sete di  LeiMe, I Duchi Jewels, Belt Bag, Aishha Couture, J’Etrès J’Etrès,Tropical Sweet Colors Grey Est, Viva Argilla Ceramica Chic, Enrico Cuini Shoes.

Alla manifestazione hanno dato il contributo tecnico: Associazione Concappello, Danhera special Parfum, Alice’s Noglu, Italian Design con gli arredi  Black Tie, Creative Live, Mise en place Baci Milano, Anisetta Rosati, Benforte, Sigi, Pasta Corona, De Carlonis, Verdesperanza, Salumi Ciriaci, Trevalli, Az. Agr. Michele, 180° gradi.

Make-up artist Liliana Tugui, hair style Adriana Gheorghita.

L’organizzazione Le Salon de La Mode, responsabile grafica Luca Di Carlo, photo by Gabriele Vinciguerra, Laura Lana.

Media Partner: Fabuk Magazine International, FreeMagazine, Alpi Fashion Magazine, Pink Magazine Italia, Made in Italy Press.

               

 

Excellece: il valore del Made in Italy

 

“EXCELLENCE”

Il valore del Made in Italy

The Elegant Business

Domenica 17 Giugno dalle ore 18.00

Palazzo Visconti  – Milano

Domenica 17 Giugno  2018, nell’elegante Palazzo Visconti in Via Cino Del Duca, 8 a Milano, Le Salon de la Mode – l’organizzazione della brillante manager del fashion – presenta Excellence, un appuntamento esclusivo che punta sulle strategie di internazionalizzazione, sull’eccellenza italiana e le nuove opportunità di business nei mercati emergenti dei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina.  All’appuntamento brand di moda e di design, eccellenze del Made in Italy, protagonisti di un percorso espositivo curato nei minimi dettagli. Un viaggio ricco di emozioni, un incontro sinergico tra le varie arti (moda, cinema, arte e musica).

“L’invito è rivolto ai buyer internazionali e non solo. Ho voluto creare un salotto dove  la magia delle artisi fonde con le opportunità di nuovi mercati per il Made in Italy” – spiega Gabriella Chiarappa, fashion manager e referente moda per la CC-ICRD ideatrice dell’evento giunto alla nona edizione.

La serata verrà aperta alle ore 18.00 da una perfomance di tango con un passo a due di Roberto Angelica e Loredana Sartori, sulle note inconfondibili di Santa Maria – Gotan Project. Esposizioni e allestimenti animeranno le splendide sale del palazzo catturando l’attenzione degli invitati; presenti anche angoli dedicati all’arte contemporanea con le creazioni di Andrea Prandi reduce dal successo dell’ultima edizione della Biennale di Venezia, al  libro con Scarpediem(storie di scarpe straordinarie), alla sinergia di culture diverse tra l’arte pittorica di Alejandro Juan Ferrante e le creazioni uniche fatte a mano di AlessandraAttanasi e per gli amanti delle essenze verrà presentato un percorso olfattivo con Danhera  e i suoi Profumi d’Atmosfera.  La serata vedrà la presenza dei rappresentanti di alcune rilevanti Camere di Commercio italo estere sullo scenario internazionale tra cui la CC-ICRD con la presenza del Direttore Generale Avv. Elettra Giovanna Livreri, del Presidente CC-ICRD Prof. Giuseppe Frisella, del Presidente della CCIA Dr. Mario Mancinie del delegato della CC-EAU.A seguire grandi sorprese e momenti destinati alla premiazione con ospiti d’eccezione, artisti che si distinguono nelle categorie cinema, musica, moda e giornalismo. Una giuria di qualità  composta dal presidente Roberta Ammendola, giornalista Rai,  Pino Ammendola, attore, regista e scrittore, Maria Letizia Gorgaattrice teatrale e cinematografica. Tra i premiati il grande attore trasformista di fama internazionale Arturo Brachetti, il direttore di Radio Italia Antonio Vandoni per i suoi trent’anni di carriera musicale, il regista internazionale Roberto Piana, la stilista dall’anima candida e dall’eleganza inimitabile Angela Bellomo.

Le Salon de la mode si rivela anche in questa occasione attenta nei confronti dell’impegno sociale e coinvolgerà i presenti in una lotteria di beneficenza per sostenere il progetto della Casa Pediatrica del Fatebenefratelli di Milano diretta dal professor Luca Bernardo, nato dall’idea “Arte come terapia”, progettata da Donata Berger, presente all’evento. Il totale del ricavato sarà devoluto interamente al progetto. Per concludere, un cocktail d’autore offerto dalle aziende marchigiane tra le note jazz d’atmosfera  e degustazioni prelibate realizzate dalla Cake Designer Alice’s Noglù. Numerosi i brand partecipanti per questa nuova edizione: IGJ, SV Calzature Kyara, Revenge con i marchi Norah e Le Gioie di Capri, Marta Jane Alesiani, Caf Calzaturificio con il marchio Giovanni Conti, le sete di  LeiMe, I Duchi Jewels, Belt Bag, Aishha Couture, J’Etrès J’Etrès, Marta Jane Alesiani, Tropical Suit Color Grey Est, Viva Argilla Ceramica Chic.

Alla manifestazione hanno dato il contributo tecnico: Associazione Concappello, Danhera special Parfum, Alice’s Noglu, Italian Design con gli arredi Black Tie, Creative Live, Mise en place Baci Milano, Anisetta Rosati, Benforte, Sigi, Pasta Corona, De Carlonis, Verdesperanza, Salumi Ciriaci, Trevalli, Az. Agr. Michele, 180° gradi.

Make up-artist Liliana Tugui. L’organizzazione Le Salon de La Mode, responsabile grafica Luca Di Carlo.

Media Partner:Fabuk magazine International, FreeMagazine, Alpi Fashion Magazine, The Pink Magazine Italia, Cinderella Goes To,

LE SALON DE LA MODE

Contatti : lesalondelamode@gmail.com

– Communication +39 3387707104 –

Domenica 17 Giugno 2018 ore 17.00 Palazzo Visconti  – Milano

 

               

La moda passa, lo stile resta

«La moda passa lo stile resta», diceva Coco Chanel. Niente di più vero.

Ci sono tuttavia alcuni errori in cui spesso si cade per spirito di emulazione (come quando vogliamo imitare lo stile di qualche diva di Hollywood o di una pop star che ci è particolarmente cara). Se siamo fan di Lady Gaga è più facile cadere in tentazioni bizzarre, date le mise a dir poco estroverse della nota cantante. Diverso il discorso se il nostro idolo è, per esempio, Sarah Jessica Parker, alias Carrie Bradshaw di Sex and the City: in questo caso le cose cambiano e in un certo qual modo si complicano. Se Sarah è diventata un’icona di stile è perché ha saputo valorizzare al massimo il suo fisico esile e minuto, mettendo in evidenza (anziché nasconderli) i suoi difetti. Dovremmo imitare il suo spirito ma non i suoi outfit, se non abbiamo lo stesso tipo fisico. Ci sono tuttavia alcune regole base. Vediamo di seguito cosa è Out e cosa è In per quest’estate 2018:

 

OUT

  1. Leggings con i tacchi. I leggings se li possono permettere in poche, e spesso vengono abbinati con tronchetti, scarpe da ginnastica o ballerine. Perfetto. Non mettete mai le décolleté o, peggio, le Chanel e le zeppe. L’effetto è orripilante.
  2. Borse sproporzionate: siete minute? Perfette le borse piccole o medie. Siete alte o robuste? Perfette le borse medio-grandi.
  3. Pendant: scarpe, borse, collane, calze tutto in tinta? Oddio, che noia!

IN

  1. Perle. Di grande tendenza quest’anno, il filo di perle (anche di vari colori: bianche, rosate, nere). Per essere chic in ogni occasione.
  2. Pizzo. Quest’inverno ha visto il grande ritorno di abiti neri, rossi e bianchi in pizzo.
  3. Labbra rosse: valorizzate le vostre labbra con le tonalità di rosso che meglio si abbinano al nostro incarnato e rendono splendente il vostro sorriso.

Che altro aggiungere? Bonne Chance e siate sempre favolose!

 

 

Moda e globalizzazione

In un’epoca come la nostra dominata da comunicazioni estreme e dalla cosiddetta globalizzazione, nell’ambito della moda le contaminazioni culturali sono più che mai il trend che guida gli stilisti siano essi affermati o emergenti.

Le prime sfilate della primavera-estate 2018 ci mostrano ciò che molti giornali hanno definito come: “Il maschio è in crisi anche nella moda…” oppure “L’uomo in gonna!”. Come se in questo ci fosse qualcosa di rivoluzionario, di mai visto prima, mentre  in realtà c’è un persistente ritorno all’antico. Dopo aver rivisitato gli ultimi due secoli non si poteva che guardare al passato più remoto.

L’unica cosa, forse, che oggi possiamo considerare nuova è la tendenza a superare il dualismo di identità, pertanto, avremo sempre più contaminazioni fra maschile e femminile, donne in pantaloni e uomini in gonna sono soltanto una conseguenza.

Come si dice niente di nuovo sotto al cielo,  semplicemente, un ritorno ad antiche mode. Fin dai tempi degli assiri, dei babilonesi, degli egizi gli uomini indossavano tuniche; i  greci e i romani indossavano i pepli  e le toghe sapientemente drappeggiati sui fianchi e sulle spalle; i cinesi e i giapponesi i loro meravigliosi kimono magistralmente ricamati e dipinti.

Alla fine del Seicento abbiamo visto perfino le rhingrave, in pratica delle mutande che si stringevano con una coulisse a formare un volant sopra al ginocchio, molto usati dalla nobiltà dell’epoca; poi i kilt scozzesi, inventati nei primi anni ’30 del Settecento da un quacchero tedesco trasferitosi nelle Highland, è divenuti una tradizione tipica; originariamente il kilt era un rettangolo di tessuto che si arrotolava sui fianchi come una gonna femminile e si portava sulla spalla a mo’ di cappa il tessuto eccedente.

Un ritorno al mondo antico in tempi recenti nei quali tutto sembra correre verso una trasformazione epocale, ma in realtà, percorre strade già note. Insomma, come sempre è una questione culturale, l’unica cosa che dobbiamo salvare è il buon gusto per non cadere nel grottesco!

Angela Arcuri

Altamoda a Cosenza

Gran finale di Altamoda alla seconda edizione di Cosenza Fashion Week, evento ideato e organizzato da Giada Falcone.
Anche quest’anno quattro giorni dedicati alla moda con sfilate, workshop, eventi culturali, dibattiti e open day.
Una città che ha risposto bene ad un format originale e innovativo e che ha ospitato tanti giovani stilisti emergenti e i big dell’alta moda.
Special Guest assoluto Anton Giulio Grande che ha ricevuto da Cosenza Fashion Week e dall’amministrazione comunale nella persona del sindaco Mario Occhiuto, il Telesio d’Argento per i suoi primi 20 anni di carriera.
Un testimonial d’eccezione, un esempio di quanto al sud si può fare moda e diventare noti sul panorama nazionale.
In passerella abiti sensuali ed eleganti, veli e trasparenze, una collezione di alta moda, quella di Anton Giulio Grande, lo stilista amato dalle star della tv.
Grande attesa anche per la stilista Sladana Krstic che é riuscita ad incantare il pubblico di Cosenza per la seconda volta con la sua nuova collezione.
Abiti da favola, fantasie e tessuti originali per la stilista croata che ha partecipato anche ad Altaroma con lo staff della Cosenza Fashion week lo scorso gennaio 2018.

Intanto Cosenza Fashion Week si candida a diventare uno degli eventi moda più importanti del Sud Italia anche per la sua partecipazione, con una sezione off a gennaio 2018, all’Interno del calendario ufficiale di AltaRoma.
Un bilancio positivo per l’edizione a Cosenza tenutasi dal 24 al 27 maggio, che ha incantato tutti in termini di visibilità, numeri e prospettive.

Un progetto ambizioso- come ha affermato Giada Falcone- ma che guarda al futuro, per dire che anche al sud si può fare moda concretamente.

Laura Gorini

Collezione: I colori sono emozioni dirette

P/E2019

Stilista: Sladana Krstic

Brand: QueenMood

Modelle: Alessandra Crocco & Teresa Mancini della A Pois di Giada Falcone

Ph.: Domenico Longo

Castello Svevo

Lake View. I giovani creativi

Il team dei tre giovani fondatori del marchio Lake View è determinato nel proporre nuove idee nel mondo del fashion, brillanti idee e spirito manageriale emergono in modo sorprendente nelle loro creazioni.  La presentazione della seconda Capsule, presentata il 20 aprile 2018, ha riscontrato un grande successo confermando il grande talento di Greta Schettino, Pietro Floris e Pietro Fadda. Insieme nel 2016  hanno fondato  il brand Lake View, tutti classe ’97 hanno frequentato, il Liceo Volta di Como per poi intraprendere studi diversi rispettivamente di sociologia, giurisprudenza e fashion design. La produzione dei capi è stata, come nel caso della prima collezione, totalmente artigianale e volta allo scopo di creare capi unici e dotati di una valenza artistica. I capi sono dunque prodotti in una quantità estremamente limitata ed assumono pertanto un valore aggiunto di unicità e cura al dettaglio, sebbene vi sia l’interesse in futuro di sviluppare il brand verso una produzione industriale.

La collezione è caratterizzata concettualmente da un immaginario punk che non vuole tuttavia connotarsi di sfumature di protesta e ribellione quanto piuttosto incarnare il senso di una gioventù unita, indipendente e creativa.  La presentazione della nuova Capsule, ha rivelato la fusione tra i vari  elementi, quali: la moda, l’arte e la musica,  una sinergia perfetta che ha catturato l’attenzione dei presenti.

Un altro aspetto fondamentale, per il giovane brand Lake View è il riciclo  e la rielaborazione di capi vintage.

In particolare emerge l’idea di selezionare accuratamente di capi unici che già di per sé raccontano una storia, e donare loro una seconda vita tramite la loro attualizzazione.

Tale modernizzazione dei capi vintage vede in questa capsule numerosi passi avanti rispetto a quella dell’anno precedente, esplorando concettualmente il tema del decostruttivismo, con immancabili riferimenti al mondo di Martin Margiela. I capi spalla derivati dal mondo militare quali parka, sahariane e bomber, sono accompagnati dalle giacche ed i pantaloni in denim,  tutti scomposti e riassemblati tra loro al fine di esplorare nuove soluzioni volumetriche e stilistiche.

Un grande traguardo raggiunto per il giovane team, che con uno sguardo al passato si proietta con attenzione  nella modernità del futuro.

Gabriella Chiarappa