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I benefici dei sali da bagno!

Hai mai usato i sali da bagno?

Forse non conoscete i loro benefici…

I sali da bagno sono prodotti cosmetici utili quando vogliamo trovare un particolare beneficio da un bagno rilassante.

Un bel bagno caldo aiuta a eliminare le tensioni accumulate durante la giornata ma non solo particolari tipi di sali detergono la pelle in profondità.

I sali da bagno possono essere inseriti nella propria beauty routine quotidiana.

Utilizzando i sali di Epsom e gli olii essenziali estratti dalle scorze di agrumi la pelle avrà un beneficio drenante.

Se siete particolarmente stressati provate ad immergervi in vasca con sale integrale con aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di lavanda e rosmarino.

In questo periodo chi soffre di allergie primaverili consiglio di provare di aggiungere sale integrale e olii di eucalipto, pino, o rosmarino.

Se volete dare sollievo ai vostri piedi effettuate un pediluvio con acqua calda e sali che aiuteranno ad ammorbidire la pelle evitando la formazione di duroni.

Tom Riley. I miei demoni leonardeschi

 

L’attore britannico Tom Riley racconta del suo ruolo nella serie televisiva Da Vinci’s Demonsin cui interpreta il giovane – e insospettabilmente sexy – Leonardo da Vinci.

Nato a Maidstone – nella regione del Kent in Inghilterra – il 5 aprile del 1981, Tom Riley è un attore versatile e camaleontico. Si è dedicato alla recitazione fin dall’età di quattro anni, nel periodo scolastico aveva già scritto e diretto alcune opere teatrali. Dopo la laurea in letteratura inglese a Birmingham nel 2002 si è specializzato in recitazione alla London Academy of Music and Dramatic Art. Ha recitato poi in film come Happy Ever Afters (Indovina chi sposa Sally,2009), per la regia di Stephen Burke, ed ha anche partecipato a importanti produzioni televisive soprattutto britanniche (Miss Marple, Poirot, Doctor Who, per citarne alcune).

In Italia Tom è conosciuto per il ruolo di Leonardo da Vinci nella serie britannico-statunitenseDa Vinci’s Demons, scritta e ideata da David S. Goyer, già autore di Batman BeginsIl Cavaliere Oscuro. Trasmessa sul canale Starz dalla primavera del 2013 la serie si è da poco conclusa. Ne sono state fate solo tre stagioni e i fan di tutto il mondo chiedono a gran voce che riprendano i lavori per un’eventuale quarta serie. Tom appare piuttosto scettico riguardo alla possibilità che vi sia un prosieguo, ma è commosso per l’affetto che i fan hanno dimostrato fin dalla prima puntata.

La serie ha per protagonista il genio del Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci, e segue la sua vita, romanzando fantasiosamente su eventi della sua gioventù, che sarebbero rimasti ignoti fino ai giorni nostri.

Il casting era cominciato già nel gennaio del 2012, quando Tom Riley venne selezionato tra molti attori per la sua impressionante somiglianza con il genio rinascimentale. Per sceglierlo, pare che si siano basati sul famoso autoritratto leonardesco, ovvero il disegno a sanguigna su carta, databile 1515 circa, e conservato nella Biblioteca Reale di Torino. Sembra che i produttori abbiano chiesto ai loro grafici un ringiovanimento dell’autoritratto torinese e che ne sia uscito un uomo molto somigliante all’attore inglese. Insomma, un’operazione fatta con tutti i crismi. Tra gli altri attori figurano anche Laura Haddock, che interpreta Lucrezia Donati – amante ufficiale di Lorenzo il Magnifico, che si concede più di una scappatella con il nostro Leonardo – e Lara Pulver, la bellissima Clarice Orsini, moglie di Lorenzo. Grande intesa sul set tra Riley e Gregg Chillin, interprete del fedele amico Zoroastro. Notevole anche la colonna sonora, composta da Bear McCreary, autore delle colonne sonore per le serie televisive Battlestar Galacticae The Walking Dead.

“Il mio Leonardo da Vinci”, dice Tom Riley, “è un personaggio moderno, insolente ma brillante. È un artista, un inventore, uno spadaccino, un amante focoso e un inguaribile idealista che ha una gran voglia di imparare e di scoprire il mondo”. A fargli da guida è un personaggio enigmatico, chiamato il Turco, che gli rivela l’esistenza di un misterioso testo esoterico, il “Libro delle Lamine”, che potrebbe condurlo a ritrovare la madre, Caterina oltre l’Atlantico.

Tom ammette di aver voluto dare al suo Leonardo un pizzico di spavalderia, pur sapendo che poteva essere criticato. L’idea, continua, era di far capire al pubblico che Leonardo era un genio, sì, ma “figo”, al quale non importava nulla delle convenzioni perché sapeva il fatto suo. Il mix che ne esce è una sorta di genio-sexy-ninja, poco fedele alla nostra idea di Leonardo. Gli storici dell’arte avrebbero arricciato i nasi e di questo Tom ne era ben consapevole quando aveva letto il copione. Tuttavia, secondo lui, la potenza del genio rinascimentale avrebbe messo tutto in secondo piano.

“Desidero ringraziare tutti i fan della serie tv, senza di loro, senza il loro supporto, tutto questo non sarebbe stato possibile. Siete meravigliosi, è un onore avervi come parte integrante della storia di Da Vinci’s Demons”, dice sorridendo. E ha ragione: la serie è stata un vero successo che rende incomprensibile la sua cancellazione.

Da Vinci’s Demonsè una serie fatta molto bene dal punto di vista tecnico e la si deve vedere sotto l’ottica non di una serie storica, assicura Riley, ma di una sorta di possibile alternativa alla storia ufficiale. Solo così si può arrivare ad amarla.

Leonardo seduttore, poi, a noi italiani fa pensare che se lo siano inventato di sana pianta per fare audience tra i giovani che amano Assassin’s Creede Game of Thornes: le abitudini sessuali dell’artista sono poco note e ci dicono più che altro che avesse tendenze omosessuali. I produttori, Goyer e lo stesso Riley scrollano le spalle: è evidente per loro quanto Leonardo amasse la vita e il sesso. E se lo dicono loro…

 

 

Coltiva la bellezza dentro e fuori

Essere belli, piacevoli, ammirati è un desiderio ambito da molti. La bellezza è l’insieme delle qualità percepite dai cinque sensi che creano sensazioni piacevoli. La bellezza si divide in due categorie: interiore e esteriore. A volte capita di non apparire come ci si sente dentro, spesso siamo insoddisfatti della nostra immagine e quei piccoli inestetismi che ci contraddistinguono diventano difetti, dinanzi ai nostri occhi. E allora come si fa a migliorare la propria immagine e sentirsi adeguati in questa società? Prima di tutto bisogna aver cura di sé! Coltivare la propria interiorità ci permette di avere una visione diversa del mondo. Rispettando i propri principi, osservando le proprie azioni e confrontandosi con gli altri si può imparare tanto. Nutrire la mente leggendo buoni libri. Avere uno stile vita sano. Passeggiare all’aria aperta in un bosco o in riva al mare almeno una volta a settimana libera il nostro corpo dallo smog facendo apparire la pelle del viso più luminosa. Riposare almeno otto ore a notte. Bere tanta acqua, e mangiare frutta e verdura ogni giorno aiuta a eliminare i liquidi in eccesso e ad avere una pelle ben idratata. Avere una buona igiene. Insomma volersi bene ci spinge ad avere un immagine piacevole. Spesso si pensa che bastino un po’ di trucco e un taglio di capelli per apparire belle, la bellezza è un processo interiore che va alimentato costantemente.

Irene #GraphofeelEdizioni

Irene_500x700La biografia romanzata di Maria Vittoria Rossi, giornalista di costume, inviata di guerra, traduttrice, icona fashion del suo tempo, per la quale Leo Longanesi coniò lo pseudonimo di Irene Brin. Estrosa, anticonformista, Irene attraversò la prima metà del ’900 con la forza della sua personalità.Armata di macchina da scrivere, di pantofoline dai tacchi altissimi e di una trousse a forma di colomba disegnata per lei da Salvador Dalì, captò il mondo con le sue antenne da pipistrello (così le definisce Montanelli) e lo descrisse con tono divertito e dissacrante. Un passaggio lieve ma intenso nella cultura e nella società italiana, dagli anni ’30 al boom economico degli anni ’60, che l’autrice ci racconta con appassionata complicità.

 

Leonilde Bartarelli mi ha fatto vivere un bellissimo viaggio letterario nella vita di una donna dalle mille sfaccettature di cui sapevo ben poco. Questo romanzo-biografia è per il lettore un’occasione di scoperta, riflessione, crescita. Una macchina del tempo che ci fa rivivere un passato spesso ancora tanto presente. Dalle inchieste giornalistiche sui luoghi martoriati dalle guerre che hanno segnato il secolo scorso, “Alla fine del viaggio, a Belgrado, ha incontrato la guerra, cruda, spietata. Non quella diretta delle incursioni aeree e dei combattimenti, ma quella susseguente, drammatica e desolante, che lascia i superstiti attoniti, spauriti, sconfortati: la città è bombardata, devastata, silenziosa nella immobilità agghiacciante che segue il dramma. Irene ne rimane smarrita e annichilita. È sola, completamente sola; e tale sensazione in un certo senso l’aggrada, la fa sentire titolare di quella auto‐responsabilità che la fa agire in piena autonomia, rendendo irrilevante ogni pregiudizio di genere.” , al mondo della moda e del costume. “…eccola comunque e dovunque, elegante e raffinata con i sandali Chanel dal tacco vertiginoso, i turbanti stravaganti, gli occhiali a forma di farfalla adorni di strass, i lunghi guanti di pizzo, le fusciacche strette in vita.”

Dietro questa immagine di donna intraprendente, elegante, colta e pronta a vivere ogni situazione, si celano però insicurezze e malesseri non solo psicologici. “Il Male si è presentato con aggressività un anno fa. Al colon. A luglio un intervento chirurgico invasivo sembrava averla riportata in salute, ma la profonda stanchezza e il senso di affaticamento sono continuati. Maria ha provato ad attribuire la responsabilità della sua malattia ai cambiamenti nella società sua contemporanea che non riesce ad accettare; che i nuovi canoni della cultura e dell’arte mortificano indistintamente le sue molteplici personalità, relegandole in ambiti marginali.”

Il romanzo-biografia si conclude con una meravigliosa scena che non posso anticiparvi, posso solo dirvi che l’autrice ha saputo, in modo molto semplice e originale, raccontare non solo una storia di vita, ma anche il suo approccio personale di scrittrice alla stesura “Tutte le biografie sono in un certo senso una bugia. Chi vorrà leggerà per conto suo e sceglierà un’altra sfaccettatura, quella che parla al suo cuore”.

Buona lettura

Link di acquisto: Irene-Graphofeel Edizioni

 

 

Dall’8 marzo in libreria ICONIC FRIDA #CentauriaLibri

“Certe gringas mi hanno imitata; vogliono vestirsi come le messicane, ma quelle povere donne somigliano a delle rape, e a dire il vero hanno un aspetto davvero orribile.”  Frida Kahlo

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Frida Kahlo ha ispirato la moda, l’ha sempre fatto e continua a essere un punto di riferimento per fashion designers che trovano nel suo abbigliamento uno stimolo creativo per reinventare il passato. L’abito per Frida è l’espressione della sua identità, una maschera per esorcizzare il dolore e anche un mezzo per comunicare messaggi politici e d’amore. Con il suo abito tradizionale messicano Frida costruisce una seconda pelle, una nuova tela su cui incidere con forza i suoi valori, il desiderio di centralità della donna e dell’artista nella società contemporanea.

Nel suo primissimo autoritratto, datato settembre 1926, Frida indossa “un romantico vestito di velluto color vinaccia con bavero e polsini, apparentemente di broccato d’oro”. Nulla che faccia pensare a un abito tradizionale, eppure, a soli diciannove anni, la resa semiotica di ciò che indossa è già ben chiara e precisa. Ecco dunque che trova, proprio nella moda, la cornice perfetta per mettersi in mostra, una maschera per esorcizzare il dolore e la solitudine.

La tragicità della sua vita è allora compensata dalla gioia del suo guardaroba ed è così che il mondo del glamour s’inchina e le rende omaggio come testimoniato dall’ampia selezione presentata in questo libro di abiti e collezioni a lei ispirate, dagli anni trenta ad oggi.

Frida ha sempre osteggiato il Fashion System in quanto espressione di splendore effimero, considerato nel suo quadro Il mio vestito è appeso là (1933) alla stregua dei simboli del consumismo americano, dal dollaro all’effige di Mae West. L’abito vuoto da tehuana, con huipil e enauga che si staglia nel quadro contro Manhattan, è lì per ricordarci l’identità meticcia di Frida, che mai potrà fondersi con il capitalismo della società moderna, quella stessa società che, suo malgrado, l’ha trasformata in un’icona di stile.

Marina Corazziari ad AltaRoma

La storica kermesse capitolina AltaRoma, che si svolge a Gennaio, ha coinvolto tutta la città di Roma, oltre al Guido Reni District, le diverse iniziative in calendario sono state ospitate al MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, e alla Galleria Nazionale, istituzioni tra le più rappresentative del polo della cultura e della creatività che si estende tra i quartieri Flaminio e Parioli, dove AltaRoma ha da diverse edizioni creato un nucleo dedicato alla moda e alla ricerca. Ma anche gallerie d’arte e hotel, disseminate in città, hanno ospitato i numerosi eventi, un’occasione per esprimere attraverso il carisma, la determinazione e la capacità di giovani talenti e non solo, l’importanza di un dialogo tra moda, arte, storia e cultura in città.

Grazie al sostegno dei soci (Camera di Commercio, Regione Lazio, Risorse per Roma e Roma Città Metropolitana), al supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane “Altaroma” prosegue avendo come scopo principale l’ampliamento del raggio d’azione a sostegno dei talenti emergenti e dei valori del made in Italy, innalzando il livello di attenzione internazionale sulle proprie iniziative.

La sezione Atelier conferma l’interesse di AltaRoma per l’alta artigianalità e il fatto a mano e la tradizione rivista in chiave contemporanea dai nuovi talenti. Sulle passerelle capitoline è ritornato dopo un periodo di assenza il grande stilista libanese Abed Mahfouz e l’artista Marina Corazziari con i suoi splendidi gioielli. Inoltre un grande “ritorno”, un tributo a Francesco Scognamiglio che ha celebrato i 20 anni della sua Maison con una sfilata-evento, dal 1998 al 2018 vent’anni di storia, scritta da abiti-icona e dalla nuova collezione couture, che hanno sfilato nelle sale della Galleria Nazionale.

Tornano dunque ad AltaRoma le affascinanti creazioni di Marina Corazziari, e, quello che colpisce, al primo sguardo, è la capacità della stilista di contaminare con il proprio sguardo artistico ogni lavoro, con la delicatezza che scivola sulle immagini per una ironica nostalgia, i ricordi fantastici del suo mare, la ricerca di un’anima che crea questi monili, importanti, iconici, indossati da queste donne meravigliose per farli tornare a mettere in discussione il ruolo che viene loro attribuito, quello del bjoux, ma giocando come testimoni surreali di ricordi, di nostalgia, di mari e cieli di paesi lontani, di sogni e suggestioni fantastiche.

E dunque il pubblico di Altaroma ne rimane incantato, e le preziose creazioni gioiello – realizzate con coralli, turchesi, topazi e  avorio, acquemarine e topazi azzurri, giade ed ambre incastonate in lastre d’argento e d’oro –   celebrano linee e colori del Mediterraneo multiculturale, il mondo della jewels designer e scenografa Marina Corazziari.

Crediti ph: Edoardo Tranchese

Press: Le Salon de La Mode

Svetlana Schmidt. Le forme d’Arte

Svetlana Schmidt, architetto e artista, decide di fare indossare l’arte prendendo ispirazione dal Gattopardo cinematografico di Luchino Visconti al Don Giovanni di Mozart, passando per Balzac e i decadenti russi, i pittori francesi Édouard Vuillard e Pierre Bonnard, fino alle ambientazioni alla Barry Lindon. Svetlana, creatura incantevole, in punta di piedi da viaggiatrice instancabile, coglie riferimenti culturali da cui prende ispirazione, vive stanze cariche di un vissuto impercettibile, di tracce e passaggi, che intervengono con la forza della decorazione, segnando, da artista e architetto, squisite temporary location.

Sotto la guida competente di Cristina Vittoria Egger, talent scout di innato talento, passa dai giardini verticali di Milano alla sfolgorante Montecarlo, con gli occhi pieni del mare mediterraneo, un eclettismo fatto di ricerca, curiosità, tecnica, l’Artista Svetlana Schmidt si muove leggera, sembra una danza la sua, mentre porta fra le bracciaun fascio di fiori per una botticelliana primavera, l’artista inaugura a Monaco, alla Galleria Le Carrè Dorè per un mese, una sua personale, un viaggio, arrivando dalla sua concept-gallery Orsorama, luogo di mostre ma anche di design, di oggetti e di abiti creati ad hoccon il Brand Nadir Maut,su progetti di artisti, il suo hub fantastico nel cuore di Milano, in via dell’Orso.

A Monaco Svetlana, nella Galleria che ospita da sempre grandi artisti contemporanei, adeguando le sue creazioni al progetto di Flavia Cannata, ideatrice di “Always Support Talent” , crea un collage, caratterizzando la sua opera d’arte in una tavolozza cromatica sapientemente usata e calibrata, fatta di pensieri, di studi, di ricordi, ma anche profumi di terre, di fiori, grandi prati, e rose….. perché le sue opere profumano, hanno il cuore e l’anima dei fiori che usa per le sue opera, che hanno il potere di sospendere il tempo, rendere immortale un momento, dipinti, fantastici caftani e foulard che sembrano aquiloni, mossi dal vento, pieni di fiori e colori, la costruzione di un mondo come realmente è visto dall’artista tra realtà, sogno e fantasia, mondi e modi del vivere quotidiano per abitare il mondo, codificando linguaggi e comportamenti, costruendo una identità, dunque producendo non solo immagini simboliche e desiderabili ma svelando principalmente la sua realtà di artista.

L’Artista imprime il suo talento su carta o su tessuto, partendo da motivi tradizionali, che però sovverte con geometrie inattese e ci dice «I mieisoggetti si ispirano sempre alla natura, dove il paesaggio è solo l’origine della creazione, un punto di partenza, in una sorta di figurativismo astratto», le sue sono autentiche opere d’arte suggerite da ispirazioni oniriche, un mondo meraviglioso, quello di Svetlana Schmidta Le Carrè Dorè, per raccontano storie, le sue non sono illusioni ma fantastiche suggestioni.

Le Carrè Dorè

5, rue Princesse Caroline 98000Monaco

www.carredor-monaco.com

Svetlana Schmidt – Galleria Orsorama

Via Dell’Orso –Milano

Gabriella Chiarappa

Le meravigliose Pica Bags

Per un Nuovo Anno con i fiocchi regala una Pica Bag

Il Natale è arrivato con un atmosfera magica che incanta chiunque e sotto l’immancabile albero con appesi una miriade di cimeli colorati, è bello poter pensare di regalare o ricevere una stupenda Pica bag della designer Piera Catena, la quale presenta le sue nuove creazioni proiettate ad un concetto apparentemente minimal, ma che si pronunciano con tagli decisamente geometrici e linee pulite, di conseguenza fanno pensare a strutture architettoniche molto raffinate.

Una visione assolutamente contemporanea quella della giovane designer, che esprime eleganza e vera artigianalità italiana, decisamente made in italy, adora trasformare ogni sua idea in una nuova collezione di borse e accessori, che rispecchiano la tradizione ed in questo caso direi che sarebbe un regalo decisamente perfetto.

Pica esprime il vero artigianato italiano, la storia, l’esperienza e la bellezza la vera forza del nostro paese, il materiale che ama in assoluto è la pelle, da sempre affascinata da questo mondo, dal suo odore, dalla consistenza e soprattutto dalla lavorazione. In primis si occupa personalmente  della scelta dei pellami e delle metallerie rivolgendosi a fornitori presenti esclusivamente sul territorio italiano.

Piera da sempre alla ricerca di nuove idee e nuovi stimoli per garantire sempre l’originalità e l’eleganza che continuamente caratterizzano il suo marchio, un brand che si distingue come in questa sua ultima collezione ispirata alle armature indossate dai guerrieri delle antiche civiltà Maya.

Le forme geometriche sono ispirate alle collane indossate dai guerrieri, si trasformano in un susseguirsi di frange sovrapposte l’una all’ altra, tutte completamente intagliate a mano. In questo caso il sogno di Piera è quello di poter entrare nelle vostre idee regalo, quanti di voi desiderano la borsa giusta per un occasione speciale o semplicemente per essere al passo con le tendenze, bene il momento giusto per entrare nel magico mondo dei sogni che si trasformano in realtà è arrivato, allora che aspettate… Buon Anno con Pica Bags!

Gabriella Chiarappa

@Lesalonedelamode