Il culto magdalenico dei d’Angiò nell’arte religiosa di Puglia

Maria Maddalena, figura controversa e discussa, forse una delle più misteriose della storia della Cristianità. Per scriverne in questo articolo mi ci accosto in punta di piedi, riportando qui una presentazione del culto magdalenico dalla Provenza al Sud Italia come introduzione per raccontare le committenze di opere religiose intitolate a Maria Maddalena, o meglio nello specifico in Puglia. Questo articolo pertanto non ha la presunzione di dare risposte sui tanti interrogativi intorno alla figura di colei che è rimasta per secoli in bilico tra l’immagine emblematica della prostituta penitente e redenta e l’Apostola Apostolorum.

Fatta questa premessa, è necessario spostarci dalla penisola italica in una piccola città medievale della Provenza, adagiata tra colline boscose, sono conservati i presunti resti di Maria Maddalena, riconosciute come autentiche reliquie da una bolla pontificia già sul fine del XIII secolo da papa Bonifacio VIII. Siamo nel santuario di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume. Secondo alcune fonti, tra le quali la “Legenda Aurea” scritta dal domenicano Jacopo da Varagine, la donna ebbe un ruolo rilevante nell’evangelizzazione della Francia, o meglio della Provenza, dove approdò insieme agli “amici di Betania”, Lazzaro, Marta e altre due donne: erano arrivati a Saintes Maries de la Mer, incolumi dopo un “miracoloso” viaggio su una barca senza vela e remi, Maddalena diffuse il vangelo finché non si ritirò a vivere in una grotta (La Sainte Baume: la Santa Grotta) in Provenza, nella località dove sorge il santuario dal quale si è diffuso il suo culto, anche in Italia, legandosi al casato dei d’Angiò. Continua a leggere

La Poesia Collettiva di Florence Welch

“Soli, ma uniti / Fili separati, intrecciati in una cosa sola / Mi preoccupa il futuro di mia madre / Accendo un fiammifero per te / Nella quiete della mia stanza”. Questo è l’incipit della “Poesia Collettiva” (“Collective Poem”) pubblicata da Florence Welch, cantante della band britannica Florence + the Machine, sul suo profilo Twitter.

Data l’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta affrontando in questo momento e le conseguenze a livello psicologico che essa comporta, Florence qualche giorno fa ha deciso di fare qualcosa di molto profondo per, in qualche modo, esorcizzare questa paura che ci attanaglia coinvolgendoci in prima persona. Infatti il titolo di questa poesia è da interpretare alla lettera: è una poesia collettiva nel senso stretto del termine in quanto essa è stata letteralmente scritta da tutti suoi fan e non, i quali, su proposta della stessa Welch su Instagram, hanno lasciato nei commenti sotto a un suo post una riga che racchiudesse ed esprimesse le loro emozioni, le loro paure, i loro sentimenti in questo particolare momento. Continua a leggere

Generazione Spice Girls

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Era il 1994 quando sul quotidiano inglese The Stage si legge un annuncio in cui vengono selezionate ragazze per formare una band pop tutta al femminile.

Se ne presenteranno davvero a centinaia e, tra tutte, furono scelte le future e iconiche Geri Halliwell, Melanie C, Melanie B, Victoria Adams e  Emma Bunton (quest’ultima fu scelta solo dopo, in quanto la prima ragazza aveva deciso di ritirarsi).

Il loro primo singolo, Wannabe, venne pubblicato due anni dopo, il primo di tanti incredibili successi.

Ricordo che, oltre le loro musiche e la loro danza, il tutto così coinvolgente, ciò che ho davvero sempre apprezzato, era il loro modo di essere sì unite, ma comunque ognuna diversa dall’altra. Ognuna con le proprie caratteristiche che le facevano sentire così vicine e in un certo senso simili alle teenager di quella generazione e perché no: anche di questa. Continua a leggere

Tegamini: l’arte di raccontare e raccontarsi attraverso i social

Fashionblogger, bookblogger, influencer… ormai sono una realtà consolidata di cui né i produttori né i consumatori sembra possano fare più a meno. Ma è realmente così? Ho girato la domanda a Francesca Crescentini alias “Tegamini”, una delle influencer più conosciute e stimate – nel 2018 IlSole24Ore l’ha inserita tra le bookblogger italiane più influenti – che ha risposto a questa domanda e a molto altro, restituendomi l’immagine di un mondo che forse conosciamo ancora troppo poco.

Chi è Francesca Crescentini alias Tegamini, come nasce professionalmente.

Mi sono laureata alla Bocconi in “Economia per l’arte, la cultura e la comunicazione”, virando verso l’editoria durante la specializzazione. All’ultimo anno di università ho fatto uno stage in Einaudi e, dopo la laurea, sono stata confermata e sono rimasta a Torino per 4 anni. Per ragioni spiccatamente sentimentali mi sono poi trasferita a Milano, dove ho lavorato come copy in un’agenzia digital. Ho sempre pasticciato online, alimentando diverse finestrelle sul mondo e diari che mi servivano a raccontare quel che mi stava succedendo. Una versione del blog molto simile a quella di oggi è spuntata ormai dieci anni fa, quando mi sono spostata a Torino e, di fatto, ho avuto la percezione di essere diventata “grande”. C’era bisogno di uno spazio che rappresentasse e sapesse accogliere questo cambio di passo. Continua a leggere

C’era una volta un soldato di nome Jane

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Sin da piccolissima ho sempre avuto una passione smisurata per le principesse, e per principesse intendo sì quelle eteree fanciulle con abiti pomposi, luminosi e fiabeschi, e per principesse intendo sì quelle eteree fanciulle con abiti da guerriere e un po’ “maschiacci”.

Entrambe le categorie che le fiabe e i film da sempre ci propongono per me sono principesse, quindi non per il ruolo che ricoprono, non per i loro vestiti, ma solo ed esclusivamente per la loro fragilità, per il loro coraggio, per la loro passione, per la loro costanza.

Non credo che Cenerentola, solo perché buona e gentile anche con chi non la rispetta, non sia un esempio forte da seguire; la gentilezza è pur sempre un’arma potente contro il male. Continua a leggere

IN PRINCIPIO ERA IL SILENZIO

MADDALENA- Tu sei bellissimo, ti ricordi quando hai cacciato quei millantatori: “Distruggerò questo tempio e nessuno sarà in grado di ricostruirlo”, hai rovesciato i tavoli dei cambiavalute terrorizzando sacerdoti e scribi… Come ho amato la tua forza.

GESÙ – Era quello che andava fatto

MADDALENA- È lì che ti ho scelto, unico tra tutti e non posso accettare di vederti agonizzare su una croce che tuo padre stesso è stato costretto a inchiodare!

IN PRINCIPIO ERA IL SILENZIO

Un’ipotesi apocrifa per il Vangelo di Maria Maddalena

Di Roberta Calandra

Regia Antonio Serrano

Con Valentina Ghetti, Mauro Racanati

Aiuto regia Gianna Paola Scaffidi, Costumi Michela Marino, Musiche Emanuele Martorelli

 

DAL 27 FEBBRAIO AL 1 MARZO 2020

Dal martedì al sabato ore 21.00 domenica ore 18.00

TEATRO COMETA OFF

Via Luca della Robbia 47, Roma

La figura di Maria Maddalena raccontata attraverso la tradizione apocrifa che dipinge Maddalena come discepola prediletta e immagine del Cristo stesso. Una donna straordinariamente vitale, illuminata, che aveva con Gesù una relazione profondamente intima che l’ha resa erede di un insegnamento di libertà.

Con un occhio al Marat Sade di Peter Brook e un altro a Godot, Gesù e Maddalena nel pieno di una complessa consapevolezza spirituale, come fossero diventati quello che la Storia non ha permesso, ci faranno chiedere a ogni tappa chi sono veramente: santi, barboni, vagabondi, millantatori, illusionisti, pazzi osemplici compagni di viaggio? Continua a leggere

Un tailleur rosa sangue

Se c’è un abito attraverso il quale è passata la storia, è quello di cui sto per raccontarvi.

Dallas, 22 novembre 1963. La Lincoln Continental decappottabile viaggia a passo d’uomo su Elm Street.

Ai lati della strada, dieto le transenne, si accalcano migliaia di persone che sventolano la mano in segno di saluto al passaggio della coppia reale.

Sì, gli Stati Uniti sono una repubblica federale, ma i coniugi Kennedy, negli anni Cinquanta-Sessanta, sono stati per gli USA l’equivalente dei Windsor inglesi.

John Fitzgerald era un delfino predestinato alla presidenza fin da ragazzo tanto che, ancora oggi, è l’uomo più giovane ad aver coperto la carica.

Pur essendo un democratico aveva riferimenti politici più liberali e moderati che strizzavano l’occhio ai conservatori.

E se c’era una che sembrava fatta con lo stampino della conservatrice, quella era sua moglie Jackie. Continua a leggere

Ashley Graham: modello di positività

Ashley Graham è nata il 30 ottobre del 1987, ha due sorelle più piccole, è sposata con Justin Ervin e hanno avuto da poco un bambino. È una modella curvy americana e presentatrice televisiva.

Quando era in terza media, si trasferì a Lincoln, nel Nebraska, con la sua famiglia. Durante la crescita le fu diagnosticata l’ADD e la dislessia. Ha frequentato la Scott Middle School dal 1999 al 2002 e ha frequentato la Lincoln Southwest High School dal 2002 al 2005. È stata notata nel 2000 dall’agenzia I&I mentre faceva shopping al Oak View Mall di Omaha, nel Nebraska. È apparsa sulle copertine delle più importanti riviste di moda, una tra le quali Vogue, ha preso parte a diversi spettacoli televisivi parlando alle giovani donne della positività del proprio corpo e ha ideato una linea di lingerie. Continua a leggere

Hatshepsut, la Donna Faraone

Egitto, Valle dei Re: riposa d’un sonno eterno e statico il rigido corpo di quella che in vita, quasi 3500 anni fa, fu la donna più potente dell’antico egitto. Harshepsut è il suo nome, ed è stata la Regina che divenne Faraone, governò il popolo egiziano per oltre vent’anni – dal 1490 al 1468- consacrando il suo tempo sotto la pace e la prosperità.

Figlia del grande Faraone Thutmose I (1506- 1494) e della sposa reale Ahmenose; si sposò con il suo fratellastro Thutmose II dal quale ebbe una sola figlia, la Principessa Neferura.

Salì al trono come reggente del figliastro e nipote al tempo stesso, Thutmose III (nato dal matrimonio di Thutmose II con una sposa secondaria di nome Iside). Quest’ultimo doveva sposare la figlia Neferura, ma Hatshepsut rinviò il matrimonio a data da destinarsi, rendendo così la sua reggenza solo un momento di transito, attraverso il quale poi divenne Faraone d’Egitto.

Fu la prima Regina a scegliere d’indossare una barba fittizia, relegando i suoi lineamenti e la sua fisicità lontano dallo sguardo di chi doveva rispettare i suoi ordini e accettare le sue scelte. Una Regina, travestita da Faraone. Nel suo lungo governo, concentrò il suo impegno sulla consolidazione economica del paese, incentivando anche molti progetti architettonici. Iniziò facendo erigere degli obelischi in onore del Dio Amon nel tempio di Karnak; ma il tempio che le regalerà l’eternità tra le pagine della storia dopo il suo trapasso si trova a Deir el-Bahari – che in arabo significa: il monastero del mare – ed è considerato una delle costruzioni architettoniche più belle e significative di tutta la storia dell’impero egizio. la sua imponenza e grandezza ancora oggi lascia i visitatori (me compresa, quando lo visitai) letteralmente senza fiato. Hatshepsut l’aveva commissionato per divenire il suo tempio funerario e fu fortunata nel vederlo completato prima della sua morte. Molte le statue a lei dedicate sono arrivate sino a noi, a testimoniare la sua grandezza; addirittura il Metropolitan Museum di New York ne conserva un numero significativo, in una stanza dedicata interamente alla Regina-Faraone. Continua a leggere

8tto Edizioni. Quattro donne, quattro realtà, un amore… per i libri

8tto Edizioni è una nuova casa editrice indipendente specializzata in narrativa inglese, fondata da quattro splendide donne che hanno unito le loro forze e si sono strette in un abbraccio umano e professionale per dare nuova linfa al mondo editoriale, proponendo i loro romanzi.

Quattro donne, quattro realtà: un solo grande amore, quello per i libri.

Alessandra, Benedetta, Cristina & Manola sono il cuore di questo progetto che ha base a Milano e ha già all’attivo la pubblicazione di due romanzi: “Da dove entra la luce” di Clare Fisher e “Talk!” di Linda Rosenkrantz .

Quando ho iniziato a fare delle ricerche per la vostra intervista, mi ha subito colpito il vostro nome, caratteristico intreccio di un numero con delle lettere. Così singolare, che non può non essere apprezzato. Cosa significa: 8tto edizioni?

I numeri vengono spesso considerati qualcosa di inaccessibile e da evitare per gli amanti della letteratura, ma è un’idea limitante. I numeri definiscono ogni cosa che ci circonda e anche noi stessi. Raccontano storie ancora inesplorate, un po’ come vogliamo fare noi di 8tto. Tra i tanti numeri abbiamo scelto 8 prima di tutto perché assomiglia molto al simbolo dell’infinito, si può tracciare più e più volte senza mai staccare la penna dal foglio. Non ha un inizio né una fine, e rappresenta pienamente i viaggi – fisici e interiori – che la letteratura offre. Inoltre 8 è un numero idoneo, potente, pratico e naturale. Oltre che un numero è un nome e indica un’identità, o molte. È il numero atomico dell’ossigeno. Ci farà respirare dentro e fuori da storie vicine o lontanissime che avranno la forza, il coraggio e la presunzione di spiegarci infinitesimi tasselli di ciò che siamo e di ciò che ci circonda. Continua a leggere