Non sei mia moglie!


Maria Doyle Kennedy alias Caterina d’Aragona (The Tudors)

La storia di Caterina d’Aragona

Nel Cinquecento Caterina d’Aragona, figlia di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, incarnava appieno lo spirito della cristianità e del decoro, la moglie perfetta per il principe Arturo, futuro re d’Inghilterra.

Si dice che una vita priva di scelte sia qualcosa di riposante, e in questo caso chi poteva essere più riposata di una regina a cui veniva chiesto unicamente di onorare il marito, generare figli e pregare? Caterina sembrava pronta a compiere il suo dovere e tutti attendevano grandi cose da questa unione. Si dice anche un’altra cosa, però, ovvero che la vita sia quello che succede quando si è impegnati in altri progetti: questo matrimonio fu piuttosto breve, a cinque mesi e un giorno dalle nozze Arturo morì, lasciando una vedova di sedici anni vergine e lontana dalla famiglia. Continua a leggere

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Dimenticate dalla storia: le ragazze fantasma

Mettiti seduta, ti racconto una storia.

È una storia dell’orrore, anche se non è Halloween.

È una storia dimenticata, come la maggior parte delle storie vere.

Ti parlo di Amelia Maggia, detta Mollie, che morì il 12 settembre del 1922, negli USA.

Una strana malattia aveva iniziato a divorarle il corpo. Iniziò tutto dai denti, che le tolsero uno a uno, a causa dei continui ascessi.

In seguito le si sviluppò una forte infezione che contagiò le gengive con gravi ulcere, fino al punto che nel giro di poche settimane perse l’uso della mandibola.

Accusava dolori lancinanti alle ossa e quando le si ruppe l’anca non poté più camminare.

Poco più tardi, l’infezione alla bocca le era scesa fino in gola e, quando le prese la giugulare, Mollie morì per una emorragia inarrestabile.

Sul certificato di morte il medico scrisse: sifilide.

Mollie fu la prima di una lunga serie di donne che morirono in strane circostanze: a decine perirono in giovane età per problemi di salute gravissimi, con sintomi differenti e senza nessun legame all’apparenza.

Nessun legame a parte uno: il lavoro. Continua a leggere

A caccia dell’amore

In amore vince chi fugge, ne era consapevole Atalanta. La figlia di Scheneo rifiutava le nozze e, per scoraggiare i pretendenti, li sfidava in gare di corsa dove lo sconfitto era condannato a morte certa.

Eppure, questo pericolo non spaventava gli aspiranti sposi. Tra questi vi era Ippomene, che poté contare sull’aiuto speciale di Afrodite: la bella Ourania donò al ragazzo tre mele d’oro del giardino delle Esperidi, e il giovane le fece cadere durante la corsa, una dopo l’altra. Attratta dai pomi, per raccoglierli Atalanta rallentò abbastanza da perdere la gara.

Nella Grecia antica, la dinamica amorosa era strettamente collegata al tema della caccia. Uscire a cacciare significava dimostrare la propria crescita davanti a un gruppo di uguali. Al pari del successo sulla preda, l’attrazione verso il sesso opposto indicava una prontezza fisica tale da rendere l’uomo cacciatore, è questa una metafora ben chiara anche a noi contemporanei. Continua a leggere

Rivoluzione… Barbie!

Risultati immagini per le nuove barbie curvy e in carrozzina

Quando si parla di Curvy, riferito alle donne formose, e di Brawn, riferito agli uomini in carne, si parla di rivoluzione nel mondo della moda in prima persona, perché è proprio dalle passerelle, dai media, che si può davvero cominciare a fare la differenza. L’esempio deve sempre partire dai modelli che, volente o nolente, influenzano e non poco una società.

E allora perché non partire dalla più piccola età con un’icona che è stata amata da generazioni e generazioni di bambine? Continua a leggere

Non solo nei tarocchi: la papessa Giovanna

Testiculos qui non habet Papa esse non posset!

Il mistero della sedia in porfido bucata alcentro, tenuta nei Musei Vaticani, si ricollega inevitabilmente a quello dellapapessa Giovanna, vissuta a metà del IX secolo a.C.

Chi come me è affascinato da questa misteriosafigura storica, non potrà fare a meno di ricordare il bellissimo romanzo diLawrence Durrell del 1954 o il più recente di Donna Woolfolk Cross, del 1996.Silenziosa, una prima trasposizione cinematografica sulla papessa è stata realizzatanegli anni Settanta, e ultimamente, con più successo, nel 2009.

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Elena di Troia era davvero così bella?

Che cosa si nasconde dietro a un mito? Che cosa ci insegna ancora oggi la storia della bellissima Elena di Troia?

Nel suo coltissimo e raffinato romanzo La splendente (Feltrinelli editore) Cesare Sinatti ci conduce sulle antiche sponde del “greco mar”, come un moderno Omero, per raccontarci la storia delle storie. Una donna splendente e bella come nessuna viene alla luce e determina la storia. Ma è andata veramente così? Elena è stata davvero il pomo della discordia, la causa di una guerra sanguinosa e tremenda? La spartana Elena lega per sempre il suo destino (e il suo nome) a una città ostile e nemica, Troia.

La colpa non è di nessuno e di tutti. La bellezza non ha colpe ma solo vittime, potremmo azzardare.

Alternando capitoli in cui leggiamo di Achille, Odisseo e Penelope, Menelao e Agamennone, Elena appare quasi muta, immobile. La dea la avvolge, nessun uomo è capace di resisterle. Un’arma a doppio taglio, la bellezza di Elena, che lacera, divide e innamora. Continua a leggere

Dove finiscono le parole di Andrea Delogu

Andrea Delogu

Dove finiscono le parole

Rai Libri

240pp

 

Che cosa leggi, mi chiede mia madre sedendosi sul divano accanto a me.

La storia di una persona a cui non era stata diagnosticata la dislessia. Andrea Delogu, la conosci? 

Sì certo, una presentatrice. Bella, brava, spigliata, preparata. 

Spigliata e preparata Andrea Delogu lo era a quanto pare anche da ragazzina, quando combatteva una lotta impari con quelle lettere che non ne volevano sapere di susseguirsi – a lei che le leggeva – nell’ordine giusto. Che strano: una bambina dall’immaginazione così fervida, così interessata alle cose, così determinata, che però non riesce a scrivere un tema che non sia disseminato di segni rossi e blu. È intelligente ma non si impegna: questo è il giudizio quasi unanime giacché, negli anni Ottanta, di dislessia e di relativi (diversi) metodi di apprendimento non si parlava ancora.

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Così parlò la Gioconda di Carla Cucchiarelli

Cosi parlò la Gioconda. Autobiografia non autorizzata di Lisa Gherardini, la donna più dipinta e rivista della storia.

Che cosa fareste se all’improvviso un vostro ritratto o una vostra foto fosse usata, rimaneggiata, rivisitata e bistrattata nelle maniere più assurde e nei modi meno probabili? Che cosa fareste se il vostro viso venisse usato per pubblicità, cartelloni, battaglie civili e incivili, secondo usi e abusi più o meno comuni?

È ciò che si chiede la giornalista Carla Cucchiarelli nel suo bellissimo libro Cosi parlò la Gioconda (Iacobelli editore), divenuto anche spettacolo teatrale per la regia di Pino Ammendola. Continua a leggere

Persefone, madre della prodezza

Persephone by StefTastan

Cosa ci definisce, in quanto persone?
Forse chi ci sta intorno? Il nostro lavoro? Le nostre passioni?

Capire chi siamo e cosaci identifica costituisce il punto di partenza verso il resto della nostra vita. E se queste sono domande che rendono difficoltoso il nostro presente, provate aimmaginare i dubbi che potevano cogliere i protagonisti di altri tempi!

Come sempre quando sono incerta, cerco le mie risposte nel passato, in questo caso nel mito. Il mito èuno strumento potente, fondatore di realtà ben prima dell’azione dell’uomo. Legesta di dei ed eroi sono vere e proprie linee guida in grado di aiutarci adacquisire una maggior consapevolezza di noi stessi.

Non a caso, di identità e consapevolezza ne sa qualcosa la bella Persefone.
Persefone è una dea, di lignaggio ancor più nobile se ricordiamo che suo padre è proprio il sommo Zeus.
Si pensa che una divinità nasca con ogni onore ben definito, con una sfera d’azione e qualche tempio consegnati come un regalo di Natale. Invece no, Persefone vaga nel limbo dell’indeterminatezza, incerta per gran parte della sua eternità su quella che sarebbe stata la funzione a lei assegnata. Continua a leggere

La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani

Un romanzo che tocca le corde del cuore, La cacciatrice di storie perdute di Sejal Badani (Newton Compton). Non dimenticherete la storia di Jaya, della sua maternità mancata e della sua voglia di vita. È la storia di tutte le donne passionali a caccia della verità, è la storia delle donne che si sono smarrite per poi ritrovarsi, dopo un cammino pieno di difficoltà. Perché Jaya capisce, a un certo punto della sua vita, che per andare avanti ha bisogno di riscoprire se stessa, il suo passato, di fare chiarezza su ciò che è stato per capire ciò che sarà. Capisce che i legami familiari vanno al di là di ogni prevedibile ricaduta sul presente. E noi assistiamo, attraverso le pagine che scorrono fluide, alla rinascita, al fiorire di una donna che diventa sempre più forte, matura e consapevole. L’intreccio con la storia di sua nonna farà capire a Jaya l’importanza delle radici, della verità e della passione.

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