PhFest – See Beyond the Sea

PhEST – See Beyond the Sea: una passeggiata al Festival della fotografia a Monopoli

Per due mesi, dal 6 settembre fino al 3 novembre, Monopoli, cittadina pugliese sull’Adriatico, è stata scelta, per il terzo anno consecutivo, dagli organizzatori di PhEST – See Beyond the Sea, il festival internazionale di fotografia e arte. L’evento è inserito ufficialmente nel calendario dell’anno europeo del patrimonio culturale voluto dal MiBact e dall’Unione Europea, ha il patrocinio di Regione Puglia – assessorato Industria Turistica e Culturale, Comune di Monopoli – Monopoli Tourism, Puglia Promozione, Ministero della cultura albanese e Apulia Film Commission. Anche quest’anno il festival si avvale della direzione artistica di Giovanni Troilo e della curatela fotografica di Arianna Rinaldo.

Il Festival è stato strutturato come un’esposizione “diffusa” che ha coinvolto tutto il centro storico e Monopoli si presenta ai visitatori simile a una galleria d’arte a cielo aperto contaminata dalle fotografia selezionate e dai messaggi che esse intendono trasmettere, all’interno di una serie di progetti da convogliarsi in un unico tema, “Religione e miti”. L’intento di questa edizione è quella di esplorare, giocare, riflettere, immaginare, riportare le religioni e i miti a quello spazio intimo in cui poter dialogare con i sogni, le paure e i desideri di ciascuno di noi.

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Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne  

Il 25 novembre 2019

Euroma2 si tinge di rosa in occasione della

Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

 

Roma, lunedì 25 novembre 2019 alle 18 Euroma2 ospita, in occasione della “Giornata mondiale contro la violenza sulle Donne”, un appuntamento fuori programma con il Caffè Letterario, che per questa data vedrà protagoniste tre autrici donne, in un talk tutto al femminile.

Interverranno all’appuntamento le scrittrici Cinzia Giorgio, Carla Cucchiarelli e Lucia Magionami. L’appuntamento è al secondo piano, nell’area food court, a partire dalle ore 18:00. Uno spazio aperto al confronto di idee, quello del Centro Euroma2, per affrontare un dibattito purtroppo sempre attuale, e riflettere su come, dopo anni di lotte, le donne spesso si trovino a dover abbattere i muri di pregiudizi secolari e a subire violenza psicologica e fisica. Un dibattito per capire a che punto siamo arrivati e per essere sempre al fianco di tutte le donne, ma anche degli uomini che lottano per un mondo migliore.

Introduce: Cinzia Giorgio, autrice per Newton Compton del saggio “Amori Reali”, docente di storia delle donne e direttrice del periodico Pink Magazine Italia.

Intervengono: Carla Cucchiarelli, vicecaporedattrice del Tgr Lazio e autrice, tra l’altro, del libro “Così parlò la Gioconda” (Iacobelli) e Lucia Magionami, psicologa e psicoterapeuta specializzata in terapia breve strategica, autrice del libro “Non è colpa mia” (Morlacchi). Continua a leggere

Chelsea Werner, ginnasta e modella con la sindrome di Down

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La storia della dolcissima Chelsea Werner, della California, è una storia ricca di positività, forza interiore e esempio di vita.

Chelsea è nata con la sindrome di Down ma, nonostante i pareri sui limiti che avrebbe avuto in futuro riguardo alla sua condizione, lei non si è mai arresa: il suo sogno era quello di diventare una ginnasta professionista. Si è allenata, nonostante le difficoltà nel camminare sulla trave, ha continuato.

È caduta, ma ha continuato a rialzarsi più forte di prima. Ha realizzato il suo sogno di diventare una grande campionessa della ginnastica artistica, ma il suo grande successo non finisce qui.

Nel 2016 le si presenta l’opportunità di rappresentare una nuova icona nella moda per la campagna pubblicitaria di H&M dedicata agli atleti che nella vita sono riusciti a superare grandi ostacoli. Comincerà così anche una significativa carriera da modella: prima alla settimana della moda di New York, poi per la campagna #AerieREAL di Aerie che promuove l’inclusione non stereotipata. Continua a leggere

C’era una volta… Cenerentolo!

Mia nipote Eugenia si siede accanto a me, mi fissa ed esclama: “Ancora Zia Mirtilla, leggi ancora?”; le sorrido, ma già so che i libri delle fiabe sono finiti -è una divoratrice seriale peggio della sua fata madrina, che sarei io!- e ricominciare proprio non mi va, ma ciò che più m’attira in questo momento è la consapevolezza nel leggere i titoli:

Biancaneve (sociopatica che scappa in un bosco e va a vivere in subaffitto in una comunità di nanetti)

Cenerentola (dissociata che invece di farsi mettere in regola col contratto da “assistente domiciliare” preferisce andare a ballare per trovare svago e spensieratezza)

La bella addormentata (narcolettica che finge di pungersi un dito, pur di non affrontare le pulizie di Pasqua)

La principessa sul pisello (…mi avvalgo della facoltà di non scrivere!)

Rimango senza parole, sono sconcertata, perché oltre a tifare da sempre -come avrete già letto su Pink- per le loro malefiche ed affascinanti “matrigne”, trovo indecente che ci siano solo e soltanto principesse da salvare…. E I PRINCIPI? Continua a leggere

Teddy Quinlivan, la “Danish Girl” d’oltreoceano

Nella foto vedete una bellissima ragazza di 25 anni, una modella. In questo articolo vi racconterò la sua storia.

La storia di Teddy non è come tutte le altre. Nasce e vive a Boston (Massachusetts) ed è un bambino. Mentre i suoi compagni giocano a fare i supereroi o con le macchinine o a calcio, Teddy si sente di non appartenere a quel mondo. A lui interessano altre cose ma non può dirlo a nessuno. Quando è a casa, di nascosto, si intrufola nell’armadio della mamma e si prova i suoi vestiti: quegli abiti femminili rappresentano per lui un microcosmo nel quale trova finalmente se stesso, sono come una seconda pelle. Continua a leggere

La bella che non voleva la corona

La più bella del reame, che non voleva diventare regina.

C’è un regno lontano lontano incastrato tra le alte montagne Himalayane e magnifici paesaggi, tra leggende e piccoli accenni di modernità. Si narra di tuoni e di draghi; di un Re che per amore, ha deciso d’aspettare la sua Regina per molto tempo; e che per rispetto e fedeltà, abbia addirittura deciso di rinunciare al suo diritto di avere più consorti; lui vuole lei e lei soltanto. Questo regno è storicamente conosciuto con il nome di Lho Pho Mon (terra meridionale delle tenebre), ma in Occidente viene chiamato: Bhutan – che attualmente non ha una traduzione – e dove questa storia d’amore nasce e vede i suoi protagonisti nell’affascinante Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck quinto Re Drago del Bhutan e la bella e indomita ragazza che non voleva essere Regina il cui nome è Jetsun Pema Wangchuck. Continua a leggere

Ricordando Sylvia Plath

Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.
Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato,
la malignità.

Quando questa mattina avete aperto la pagina di Google avrete senz’altro notato il Doodle del 27 ottobre 2019: una figura femminile armata di penna e quaderno che guarda verso un cielo trapunto di stelle circondata da arbusti e alberi spogli. Questa donna è Sylvia Plath, poetessa e scrittrice statunitense, della quale si celebra l’87° anniversario della nascita.

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10 buoni motivi per amare Via col Vento

Uno dei film più famosi della storia del cinema, tratto dall’intenso romanzo di Margaret Mitchell, è ancora oggi considerato un cult. Vediamo perché.

In principio c’era lei, una delle scrittrici più interessanti del Sud degli Stati Uniti: Margaret Mitchell, che con il suo Gone with the Wind (1936) vinse il Premio Pulitzer con un record di 60milioni di copie vendute; poi a qualche anno di distanza dalla pubblicazione del romanzo arrivò nel 1939 il film più famoso della storia del cinema, nonché campione d’incassi. Diretto da Victor Fleming e dallo scenografo Cameron Menzies con contributi di George Cukor e Sam Wood, il colossal fu prodotto da David O. Selznick.

Ecco qui 10 buoni motivi per rileggere il libro e per rivedere il film:

1. Il romanzo è un affresco dell’America del Sud degli Stati Uniti durante la Guerra di secessione, raccontata da un punto di vista inedito: quello delle sue donne. Continua a leggere

Llorona e il suo pianto che ci accompagna da secoli

Accanto al ciglio del fiume, c’è una donna: lunghi capelli neri le incorniciano il viso velato, che rimane sempre nascosto agli occhi di chi la osserva, impossibile da descrivere e ricordare. Piange, grida e si dispera per il suo amore infedele, per i suoi figli perduti. Un urlo stridulo che inquieta l’anima e scuote le membra di chi assiste -attonito- al suo manifestarsi. È eterea e non tangibile, ma quando la sua presenza si manifesta, nessuno ha la forza per smettere di guardarla. Continua a leggere