I rimedi contro l’influenza (che non sono quelli di Studio Aperto)

A novembre ci dicono di evitare i posti molto affollati, bere tanta vitamina C e coprirci bene.

Queste raccomandazioni hanno mai cambiato la vita di qualcuno? Ho dei dubbi.

Per esempio: evitare i luoghi affollati è un consiglio perfetto per un eremita, ma chi svolge un lavoro a contatto con il pubblico, non può mettersi in aspettativa fino a marzo.

Oppure, la vitamina C: c’è un limite alla quantità d’integratori che uno può prendere e se l’alternativa naturale sono gli agrumi, di certo non posso nutrirmi solo di arance.

Coprirci bene: meno male che me lo dite voi, perché altrimenti io a gennaio uscirei in bermuda…

In realtà, nella mia breve ma intensa vita ho messo a punto una serie di strategie per girare alla larga da raffreddore e influenza il più possibile.

Le condivido con voi, chissà che magari, quest’anno non riusciate a sfangarla.

  1. Olio del Re: ho scoperto questo portento in farmacia. È uno spray purificante per ambienti a base di oli essenziali che io tengo nel cassetto della scrivania in ufficio e che spruzzo un paio di volte al giorno nella stanza per purificarla da germi e batteri. Sì, non denuclearizza, d’accordo, ma stempera l’aria viziata, che male non fa.
  2. Amuchina gel o salviette: se lavorate in ufficio o in una situazione in cui vi trovate spesso a stringere mani, un pacchetto o un flaconcino bisogna tenerlo sempre in borsa.
  3. Evitare il contatto mani-faccia: statisticamente ci tocchiamo la faccia una volta ogni tre minuti, la bocca ogni cinque minuti, e tocchiamo qualcun altro ogni 20 minuti, il virus trova un portatore e si riproduce, ecco come avviene un contagio. Ora che sappiamo questo, anche se sembra impossibile, dobbiamo provare a frenare questo riflesso involontario e avremo risolto la metà dei problemi di contagio.
  4. Neo Borocillina: il contagio può avvenire per via orale (anche attraverso micro particelle di saliva disperse nel fiato della respirazione), quindi possiamo creare un ambiente ostile per i germi. La Neo Borocillina è un antisettico (disinfettante) del cavo orale, è disponibile sia in mentine (con o senza zucchero, al sapore di menta) oppure spray. Da studentessa ne facevo uso abituale quando stavo chiusa nelle aule a lezione per le quattro ore filate di progettazione, insieme ad altri cento studenti che respiravano la mia stessa aria pesante: praticamente vivevamo in una incubatrice di germi. Se dovete prendere un treno, un autobus, presenziare a conferenze, andare al cinema o semplicemente lavorate in mezzo a tanta gente per tante ore, una pasticca o una spruzzata vi coprono per almeno un paio di ore.
  5. Vestirsi a cipolla: non è il freddo a fregarci ma lo sbalzo di temperatura. Il freddo-caldo-freddo è uno shock termico e se da sudati usciamo al freddo, l’influenza è già lì ad abbracciarci. Assicuriamoci sempre di avere abiti comodi da togliere al bisogno per non sudar come le cascate delle Marmore.
  6. Bambini: che siate genitori o insegnanti (a volte mi capita di fare da supplente come prof di disegno), la regola in classe è una: a ogni cambio d’ora fare uscire i ragazzi in corridoio e cambiare l’aria in aula. Seconda cosa: divieto assoluto di tenere i fazzoletti smoccolati sul banco, buttarli subito tassativamente. Germi sul fazzoletto, germi sul banco, mani sul banco, germi sulle mani, mani in faccia… ed ecco il contagio.
  7. Cuffia o berretto: fronte e orecchie sono sensibilissimi alle basse temperature o all’aria fredda, e il primo colpo di vento ci farà bloccare subito una mole gigantesca di catarro all’altezza degli occhi, se non li proteggiamo. Non abbiamo cuffie o berretti che ci piacciono? Ora abbiamo una scusa per fare altro shopping! Ma poi, vuoi mettere, quando hai i capelli sporchi e zero tempo per lavarli, come ti salva il berretto?!?!?
  8. Ufficio: l’igiene dell’ufficio è fondamentale e non parlo di bagni e pavimenti, ma dei nostri strumenti di lavoro, ossia, scrivania, tastiera, mouse e telefono (sia quello normale, che cellulare). Puliteli ogni giorno (qualsiasi spray multiuso contenente alcool va benissimo). Pensate a tutto lo schifo che si deposita sul telefono (e che ci mettiamo in faccia e accanto alla bocca) dopo che ci abbiamo parlato noi e tutti i nostri colleghi tutto il giorno. O il mouse che stoccazzano tutti…
  9. Malati in casa: se il nostro lui è malato, letti separati. Non è crudeltà, ma lui guarirà prima e noi non ci ammaleremo. Se abbiamo una seconda camera, possiamo usare quella, altrimenti… divano! Non si può respirare la stessa aria “infetta” per otto ore e sperare di non ammalarsi. Stesso discorso, per gli asciugamani: noi avremo i nostri e il malato i suoi. Poi, una volta guariti, cambiare subito le lenzuola.
  10. Fazzoletti usa e getta: a casa mia vanno ancora di moda i fazzoletti di stoffa e se anche da voi così, in caso di malattia, il fazzoletto di stoffa è vietato perché si trasforma in un nido di germi. Meglio il fazzolettino di carta e via, buttare, così non lasciamo schifezze in giro.

Un consiglio in più: il vaccino anti-influenzale. Se non siete allergici o ci sono motivi di salute che conosce il vostro medico per cui non potete farlo, vale la pena coprirsi le spalle per coprirle anche agli altri.

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Sentirsi Cenerentola tutti i giorni (e con il portafoglio felice)

Bucato, stirare, spolverare, fare la spesa, fare il pieno, rispettare le consegne al lavoro… no, non parlo di questo modo di sentirsi Cenerentola. Ci stiamo tutti i giorni, tutto il giorno, nella fase: “Quando avrò tempo per me?” senza che nessuno ci dia consigli in merito.

Io parlo di quella sensazione inebriante del calzare un paio di scarpe nuove, un paio di scarpe che ci piacciono da morire, che quando le indossiamo ci fanno sentire speciali.

A Cenerentola un paio di scarpe hanno cambiato la vita (alla mia Riley di Una Cenerentola a Manhattan hanno davvero cambiato la vita), a noi, almeno, possono cambiare la giornata.

Ecco qualche idea per sentirsi regine del ballo tutti i giorni, almeno una volta al giorno.

Non c’è designer che non abbia disegnato la sua personalissima versione della scarpa da sera più famosa di sempre, e siccome l’argento va su tutto, ecco qui quella che non deve mancare nel vostro armadio.

A mio parere, la Daisie di Steve Madden vince su tutte. Le calzature di Madden si distinguono da sempre per la loro comodità e portabilità, e la versione Cristal è una rivisitazione riuscitissima del Cinderella Style.

Per 119,99 euro su Zalando, potete portarvi a casa le vostre scarpette di cristallo, ma occhio a non perderle a mezzanotte.

Come? Avete paura di non riuscire a sfruttarle e quindi credete non valga la pena di spendere tanto? Niente paura, ci pensa Top Shop con Gallery, una décolleté demi-d’Orsay molto d’effetto, all’accessibilissimo prezzo di 49,99 (Zalando).

Per l’abbinamento, niente paura, la décolleté Cenerentola-style regala un tocco glamour a qualsiasi paio di jeans sdruciti con camicia bianca oversize, e il look della serata è fatto!

Siete alte o i tacchi proprio non li sopportate?

Le ballerine ci vengono incontro e l’effetto Cenerentola è garantito.

Pretty Ballerinas ci propone Organza, delle ballerine dark silver glitter dal sapore rock, appuntite e con un fiocco in velluto, che si addattano ad outfit sia serali che da giorno (119,99 euro su Zalando).

Se avete paura che le ballerine vi facciano male, con il rischio di non usarle, potete ripiegare su Onlberta di Only Shoes, dal disegno classico, in pelle argentata lucida.

Il grande protagonista dell’inverno è lo stivaletto alla caviglia dal tacco largo e dai colori pazzi, quindi andate sul sicuro con il Chunky heel maya bootdi J.Crew (214,99 euro su Zalando) superglitter e dai dettagli in pelle.

Se non volete spendere più di tanto in un trend stagionale, Even e Odd lancia la sua proposta di stivaletto in simil-pelle argentata di uguale effetto.

Per chi vive la vita ai 200 all’ora, le sneakers sono la soluzione perfetta, ma non per questo dobbiamo rinunciare al nostro sogno cenerentoloso. Una Converse è per sempre e per questo, All Star ha pensato anche a noi, con questa versione in pelle argentata super versatile che ci può accompagnare dalla mattina alla sera senza preoccuparci di vesciche e caviglie. Trovate le One Star Silver Metallic su Zalando a 79,99 e per esperienza, posso dirvi che vi dureranno anni, quindi la spesa si ammortizza da sola.

Il #teamSuperga, invece, ce le propone in lamè con una zeppa sbarazzina in grado di regalarci qualche comodo centimetro anche con un look sporty (in promo a 64,99 euro su Zalando).

Montanare e freddolose, ho due stivali da Cenerentola anche per voi: i Moon Boot Silver (114,99 euro) per i gran balli in baita (sì, nel lontano 2011, ho passato una serata pazzesca in una disco-baita sul cucuzzolo della montagna seguita da discesa notturna in slittino e QUESTI Moon Boot sarebbero stati la ciliegina sulla torta).

Ugg ci ha abituato a qualsiasi style dei celebri stivaletti dall’interno peloso, ma la loro versione Cenerentola è così bella che me la mangerei! I Mini bailey bow sparkle glitterargento con fiocchetto al polpaccio sono in grado di rendere romantico anche l’outfit più invernale, scongiurando il terribile effetto “Omino Michelin” (209,99 euro su Zalando).

Dulcis in fundo, se avete 4.000 euro da investire per una scarpa da sogno, a regalarvi (mica tanto) la vostra favola personale ci ha pensato Jimmy Choo, che a Cenerentola ha dedicato una collezione intera di scarpe e accessori. Queste sono le Avril, décolleté tempestate di cristalli nelle varianti argento, oro e nero.

In alternativa, Dorothy Perkins ci strizza l’occhio con la sua Geneva, a 44,99 euro su Zalando, un centesimo della spesa, ma glam assicurato.

Per sentirsi Cenerentola, non serve andare fino a Manhattan!

Cento capi, un armadio solo

I TOP

Sto per darvi una notizia sconvolgente: in un armadio bastano 100 capi. Già, cento pezzi must, intramontabili, sono sufficienti a coprire ogni outfit e ogni necessità, e siccome sono in una fase particolarmente feng shui che mi sta spingendo a ridurre, essenzializzare, ed eliminare il superfluo, ho deciso di condividere con voi questi trick di riorganizzazione. Magari, se come me, avete un armadio pieno e niente da mettere, vi torneranno utili.

“Cento capi, un armadio solo” sarà una passeggiata nel nostro guardaroba lunga dieci tappe: i sopra, i sotto, i cappotti, gli abiti, le scarpe, gli accessori, le borse, i gioielli, l’intimo e il make-up, e ogni tappa comprenderà dieci pezzi indispensabili come l’aria.

Adesso, più fatti e meno chiacchiere: i top.

  1. Camicia bianca oversize

Potete comprarla da Armani Uomo o fregarla dall’armadio del vostro LUI (io ho fatto così con Azzurro, sequestrando la sua camicia di lino bianca di Grigioperla). La camicia bianca oversize è un passe par tout. È perfetta su un jeans, su un pantalone, con le maniche arrotolate, con una cinturina sottile sul punto vita, o aperta con sotto una canottiera o una maglietta.  A gusto personale, mi piace indossarla con i primi due bottoni slacciati e con un reggiseno nero sotto, che crea quell’effetto “l’ho messa per sbaglio”, anche se per sbaglio non è… ed è subito vedo-non vedo, anche se siamo completamente vestite.

 

  1. Maglione di cachemere

Non è una spesa, è un investimento! Il cachemere dura TUTTA la vita, e a differenza delle lane normali potete portarlo sulle braccia nude senza pruriti e pizzichii fastidiosi. Il maglione in cachemere regala classe anche a un outfit da dieci euro, ma se avete paura di risultare troppo bon-ton, lo possiamo sdrammatizzare tirando su le maniche, o mettendolo su un jeans strappato… o meglio ancora, un pantalone di pelle! Bianco o nero sono i classici intramontabili, ma se volete osare, potete sbizzarrirvi con i multicolor e fantasia della storica Ballantyne. Un nome, una garanzia.

  1. Cardigan boyfriend

I miei preferiti sono quelli spessi, a trama grossa o a treccia, possibilmente con un colletto grande e gli alamari in legno stile montgomery al posto dei bottoni. Anche questo capo potete tranquillamente rubarlo al vostro LUI, ed è perfetto per regalare un sapore boho-chic al vostro outfit. Il cardigan ampio è un abbraccio caldo e coccoloso, ed è perfetto come sopra per qualsiasi indumento, dalla canotta alla camicia, passando per le T-shirt.

  1. T-shirt vintage

Se di un concerto, ancora meglio (io ne ho due, una del Festival di Glastonbury e una di Florence+The Machine), ma non è obbligatorio. Nei negozi si trovano tantissime T-shirt effetto vissuto, altrimenti è un’ottima occasione per scovare qualcosa in un mercatino dell’usato. Il dogma è uno: le T-Shirt devono avere carattere! Più sono uniche, meglio è!

  1. Polo con colletto a nido d’ape

La più famosa e intramontabile è la Lacoste tinta unita a due bottoni e con il coccodrillino sul petto, ma non mi dispiacciono nemmeno quelle a righe. Sportiva ed elegante allo stesso tempo, potete giocarla sia con un jeans che con una gonna, magari contrastando l’effetto sporty con qualcosa dal taglio e dal tessuto iperfemminile.

  1. T-Shirt bianca

Questa ci serve come a un pittore serve una tela, e la mettiamo su tutti quei pantaloni/gonne troppo complessi e strutturati per appesantirli con un top altrettanto impegnativo. Serve a bilanciare per non cadere nel pacchiano. Ovviamente via libera al taglio (aderente o larga), alle maniche (lisce o a sbuffo), agli orli (grezzi o rifiniti). In alternativa, su un look basic (quindi t-shirt bianca più pantalone nero), possiamo divertirci ad arricchirla con spille, collane importanti o foulard. Ecco che una maglietta bianca, con dieci accessori diversi, ci regala dieci outfit diversi!

  1. Maglia a righe bianche/blu marina

Inutile aggiungere spiegazioni, la maglietta a righe blu/bianche è quanto di più essenziale debba esserci in un guardaroba. Se non sai cosa metterti, lei ti salva.

  1. Cardigan con cintura

Da non confondere con il cardigan boyfriend, quello con cintura è lungo almeno fino a metà coscia, con abbondante tessuto da drappeggiarci addosso, tipo vestaglia, ma moooolto più glam. Il cardigan con cintura lo puoi buttare sopra all’abbinamento più banale ed ecco fatto l’outfit per una cena. Il cardigan con cintura mi ha risolto metà delle crisi da invito all’ultimo minuto (sì, quelle che non ti danno tempo per fare la pipì, figurarsi pensare a un outfit!) e, SOPRATTUTTO, è la soluzione perfetta per quando ci sentiamo grasse. La sua avvolgenza, la sua ampiezza, la sua copertura al 60% del nostro corpo (concentrandosi soprattutto su pancia e fianchi) è in grado di restituirci un discreto livello di autostima. Acquistate un buon cardigan e giurategli amore eterno!

  1. Camicia jeans

Che la teniate aperta o abbottonata, dentro o fuori ai pantaloni, la camicia di jeans non morirà mai. Io uso ancora quella che ho comprato quindici anni fa al Lago di Garda e fa sempre la sua porca figura. Diventa casual, rick, o glam a seconda di quello che ci abbinate; è perfetta per l’estate, per l’inverno e per le mezze stagioni. Cosa chiedere di più?

  1. Canottiera bianca+nera+grigia

Ok, con questa ho barato, non è un capo ma tre (uno per colore), a mia discolpa però vi dico che le canottiere sono come le fondazioni per una casa: ci si costruisce sopra il resto! Ergo, è importante avere tutti i colori neutri fondamentali.

Segnato tutto?

Al prossimo giro ci aspettano i bottom, e non farò prigionieri!

 

 

Halloween per tutti i gusti

Tagliamo subito la testa al toro alle polemiche del tipo “Halloween è un’americanata”.

Per questo, chiamo in aiuto Alberto Angela. «Prego, Alberto, parlaci delle origini di Halloween».

«Grazie, Felicia. Halloween è una festività importata negli USA dagli immigrati irlandesi. La celebrazione della notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre risale infatti a un antico culto celtico e, prima ancora, a quello della dea romanaPomona.

L’arrivo di novembre ha sempre segnato per questi popoli (quindi anche per noi italici) la fine dell’estate e dei raccolti, di cui Pomona era la patrona, e l’arrivo dell’inverno.

A questa transizione stagionale era attribuita anche una carica misteriosa, che ha portato a trasformare la celebrazione della dea e del buon raccolto, in una serie di riti apotropaici per scongiurare l’arrivo di spiriti maligni, tra cui, appunto, indossare maschere spaventose».

«Grazie infinite, Alberto».

Dunque, anche noi italiani possiamo tranquillamente festeggiare la notte del trentuno ottobre senza paura di risultare patetici imitatori delle mode d’oltreoceano.

Per non ritrovarsi a corto d’idee all’ultimo minuto, vi suggerisco quattro soluzioni per una serata di Halloween di sicuro successo.

Halloween social

Questa è la soluzione perfetta per tutti quelli che “Io a casa non ci voglio stare!”.

No, nessuna serata in costume in discoteca. Si chiama dis-Ordinaria questa rubrica!!!

Opzione 1: cena con delitto. Io ci sono stata e mi sono divertita come una pazza. È come fare parte di un giallo di Agatha Christie, solo che i protagonisti siamo noi.

Queste cene vengono spesso organizzate in ristoranti, ma per Halloween, le location diventano più esotiche, tipo in castelli, manieri o ville di campagna. Noi invitati alla cena, mentre mangiamo, assistiamo a una vera opera teatrale con attori che inscenano un delitto. Durante la serata verranno rivelati degli indizi che ci serviranno per scoprire il colpevole dell’omicidio. Sono davvero divertentissime e io ho sempre mangiato anche molto bene.

Questo è uno dei siti di riferimento, ma su internet ne troverete tantissime: http://www.cenaconildelitto.com

Mi raccomando! Partite per tempo a organizzarvi, perché di solito fanno il tutto esaurito.

Opzione 2: Escape room. Tu e i tuoi amici sarete intrappolati in una stanza (una cantina, una cripta, una prigione, un sotterraneo… comunque qualcosa di molto creepy) e come in un film dell’orrore dovrete trovare il modo di uscire, e non sarà facile. Avrete un tempo massimo per farlo, e sfuggire al serial killer psicopatico che vi ha rinchiusi. Brividi e adrenalina assicurati.

Qui per tutte le info: http://intrappola.to/it/our-escape-rooms/

Halloween Goloso

Dieta vietata per questa serata all’insegna del cibo. Dolcetto o scherzetto? Ma è ovvio! Dolcetto!

Organizzate una cena (tra amici o con la vostra dolce metà) tutta a base di dolci.

Quante volte ci è capitato di fare cene buonissime e arrivare al dessert ormai sazi? Io, mille.

Bene, stavolta il problema non si pone, perché il dessert èla cena!

Qualche idea? La fonduta di cioccolato è sempre molto apprezzata. Al latte, bianco, fondente, come lo preferite, mettete il pentolino col cioccolato fuso al centro del tavolo e divertitevi a inzupparci biscotti, frutta, marshmallows.

Per stare in tema, servite anche meringhe a forma di osso, dita di strega di pastafrolla (qui la videoricetta: https://www.youtube.com/watch?v=gOj9Ml0h7UQ) e cheesecake di zucca!

Non devono mancare neanche le caramelle gommose a forma di verme e denti di vampiro.

Cosa fare dopo cena? Cluedo e Brivido: il meglio dei giochi da tavolo halloweeniani.

Halloween libroso

Per chi preferisce una serata più intima, la soluzione “divano-coperta-libro” è senza dubbio un evergreen. Ma è halloween e bisogna renderla un po’ spettrale!

Luci spente! Leggiamo con una (o più candele) a farci luce, come se fossimo in un maniero di un romanzo gotico (se avete il camino, ancora meglio. Accendetelo!)

Tè caldo speziato o vin brulè ci faranno compagnia durante la lettura, senza dimenticare qualcosa di buono (e dolce) da smangiucchiare tra una pagina e l’altra. Pagine di libri dell’orrore, ovviamente! Tipo questi:

Storie di fantasmi, Mammut Newton Compton Editori;

Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, Edgar Allan Poe, Mammut Newton Compton Editori;

Tutti i romanzi e i racconti fantastici e dell’orrore, Arthur Conan Doyle, Mammut Newton Compton Editori;

Il sottofondo musicale perfetto è una base da brividi: su YouTube trovate un sacco di playlist con suoni di temporali, tuoni, fulmini, porte che sbattono, passi sul pavimento, catene trascinate, urla raccapriccianti, fantasmi, pianoforti posseduti… il massimo per suggestionare la lettura!

Ecco qui alcuni video sound perfetti… io ho già paura:

Haunted Halloween Mansionhttps://www.youtube.com/watch?v=sCgqiOzXE-g

Haunted Undead Graveyardhttps://www.youtube.com/watch?v=8OjWY60LE8U

Ghastly Gasps and Halloween Screamshttps://www.youtube.com/watch?v=uXhl-InQUaY

Halloween Cult

Niente di meglio di una maratona di film horror lunga tutta la notte per festeggiare Halloween come si deve! E va preparata con tutti i carismi! Pizzette, pop corn freschi (mi raccomando!), gelati mini porzione (tipo gli Häagen-Dazs), divano pieno di cuscini e coperte, e ovviamente VIA TUTTE LE LUCI!

E siccome parliamo di film cult, eccovi cinque horror da guardare e riguardare:

La notte dei mori viventi, Romero, 1968. Brividi vintage in bianco e nero.

Il mistero di Sleepy Hollow, Burton, 1999

From Hell, La vera storia di Jack Lo squartatore, Fratelli Hughes, 2001

Necropolis – La città dei morti, Dowdle, 2014

The Others, Amenabar, 2001

N.d.R.: nessun divulgatore scientifico è stato maltrattato durante la scrittura di questo articolo!

ASMR, la rivoluzione di YouTube parte dal relax

Tutto è iniziato tre anni fa, in un periodo assai stressante di progetti e scadenze, e dopo giornate tesissime in studio, tornavo a casa a pezzi sia fisicamente che mentalmente.

Una di quelle sere mi sono sdraiata a letto, nella speranza di recuperare le forze, e girovagando su YouTube, mi sono trovata a digitare “Video rilassanti” nella barra di ricerca.

Il primo risultato era un video dal titolo “Autorilassamento guidato” e io, ridotta ai minimi termini, ho deciso di dargli fiducia.

L’ho lasciato andare e la riproduzione casuale, al suo termine, ha lanciato un secondo video nel quale una ragazza parlava sottovoce, lentamente, e gesticolava con le mani in modo ipnotico davanti alla cam.

È scattato qualcosa perché in quel momento le mie onde cerebrali si sono armonizzate, facendomi distendere nervi e muscoli e ritrovandomi addormentata nel giro di dieci minuti.

Il titolo di quel video era anticipato dalla sigla “ASMR”. Quando ho digitato quelle quattro lettere nella barra di ricerca, YouTube mi ha restituito un’infinità di risultati.

Ho scoperto che ASMR è l’acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ossia Risposta Autonoma del Meridiano Sensoriale.

In parole povere, quella sensazione di formicolio e brividini al cuoio capelluto, al collo, alle spalle, alla schiena seguito da uno stato di relax fisico e mentale (un po’ come quando il parrucchiere ci pettina i capelli, o qualcuno ci accarezza la testa).

È una sensazione stimolata da particolari suoni, visivi o tattili (altrimenti chiamati trigger, grilletti).

I video ASMR sono di diverso tipo, e poiché si tratta di una sensazione soggettiva, non è detto che tutti facciano effetto allo stesso modo (io per esempio sono sensibile ad alcuni, mentre altri mi infastidiscono).

Che tipo di video sono?

C’è l’ASMR artist (la persona che fa il video) che parla sottovoce (soft spoken), sussurra (whispering) o bisbiglia (inaudible) al microfono (sono dotati di mic speciali, tipo il 3Dio, binaurali, cioè che fanno sentire suoni diversi all’orecchio destro e a quello sinistro), con cadenza lenta e costante, seguendo un copione.

  • Ci sono gli autorilassamenti guidati, dove il protagonista del video, come un maestro zen, ci accompagna in un percorso di meditazione/sensibilizzazione e svuotamento dei pensieri.
  • Ci sono i video tingles/triggers, nei quali anziché la sua voce, l’ASMR artist produrrà suoni particolarmente stimolanti per i nervi uditivi come picchiettando su barattoli di plastica, legno, vetro (tapping), schiacciando spugne, grattando superfici (scratching), etc…
  • Ci sono le videoletture, dove l’ASMR artist legge un libro, un racconto, poesie, tipo favola della buona notte.
  • Abbiamo i roleplay, i giochi di ruolo. L’ASMR artist si cala appunto in un ruolo e recita una parte di un gioco a due, tipo: parrucchiere, make-up artist, dottore, dentista, bibliotecario, agente immobiliare, concierge d’albergo, assistente di volo, e durante il play l’effetto ASMR è scatenato dalla cortesia e gentilezza estrema del protagonista nei confronti del suo assistiti, cioè noi, dalle sue attenzioni personali nei nostri confronti, e dal fatto di sentirci coccolati.
  • Infine abbiamo i video sound, ossia quei video dove nessuno parla, ma si ascolta soltanto un rumore bianco tipo le onde del mare, la pioggia che cade, un temporale, lo scoppiettio del fuoco…

A fare un’ulteriore differenza nella recettività dell’ASMR è l’accento: inglese, francese, spagnolo, russo, portoghese, non importa conoscere le lingue straniere, perché il nostro meridiano sensoriale risulta molto sensibile agli stimoli della parlata. Fateci caso, quando sentiamo parlare persone straniere, spesso ci capita di rimanere incantati, e questo non è tanto per il fascino della lingua, quanto piuttosto per la risposta autonoma del nostro meridiano sensoriale.

I video possono andare dai dieci minuti fino anche a superare l’ora.

Pur non essendo scientificamente provata l’esistenza di questo fenomeno, l’ASMR  è senza dubbio un fatto da non ignorare, lo prova la sempre crescente presenza di video ASMR e tutti con un numero di visualizzazioni altissime (questo video di Gentle Whispering ha raggiunto i 16 milioni https://www.youtube.com/watch?v=B8jUVci17vE) .

Io stessa mi ritrovo, le notti in cui non riesco a prendere sonno, ad ascoltare un video ASMR e cadere addormentata nel giro di poco. In breve? Non riesco a farne a meno.

Se volete sperimentare un po’ di ASMR vi lascio qualche validissimo link, tra i miei ASMR artist preferiti:

Infinitely ASMR si cala nei pani di una assistente personale di una celebrità: https://www.youtube.com/watch?v=Z-zzNsgiv7Y

Diamond ASMR recita il ruolo di un’agente immobiliare di case di lusso:

https://www.youtube.com/watch?v=D0NOxrv9iV4&t=521s

EL ASMR ci guida al rilassamento:

https://www.youtube.com/watch?v=KGbNKyF9dNo

Tito ASMR e il massaggio alla testa:

https://www.youtube.com/watch?v=DSJ7a0yKPOc

Oltre a YouTube ci sono anche tantissime app ASMR per tablet e smartphone, quindi le possibilità per trovare esattamente i suoni che ci rilassano sono infinite.

Se siete stanchi, stressati, le avete provate tutte e non sapete più come rilassarvi, mettetevi un paio di auricolari e datevi all’ASMR!

Sulla pasta col tonno non ci va il parmigiano, e altre massime di vita.

  1. Mai andare a fare shopping con il ciclo: tutto quello che proverai, non ti piacerà come ti sta addosso e tornerai a casa più frustrata di prima. Non odiamoci gratis.
  2. Non comprare una reflex se intendi usarla solo in automatico. È come comprare una Porsche per tagliarci l’erba;
  3. Dormi con un cuscino sotto le caviglie: doppio del riposo, metà della retenzione idrica!
  4. Per qualsiasi problema tecnologico… c’è Aranzulla!
  5. Gli uomini vogliono quello che non possono avere. Se quel ragazzo che hai puntato al bar, ci sta provando con te, digli che stai frequentando un altro (anche se non è vero) … La competizione gli darà uno stimolo in più. Non dirlo in giro, però… Noi ragazze abbiamo i nostri piccoli segreti!
  6. Non andare mai in palestra (o in spiaggia) truccata. Sì, aiuta l’autostima, ma sudando i pori si dilatano e si riempono di schifezze, e per coprire brufoli e punti neri, poi servirà il doppio di fondotinta.
  7. Compra le scarpe la sera, quando il piede è più gonfio, così sarai certa che quando le indosserai non ti faranno (quasi) male;
  8. Tieni un asciugamano apposito ed esclusivo per il viso (e cambialo di frequente); già in una settimana la pelle ringrazia!
  9. Occhio a quello che scrivi in Whatsapp: verba volant, screenshots manent.
  10. Quando ti trovi una doppia punta, non aprire il capello in due come se sbucciassi una banana! Tagliala con le forbici!
  11. Controlla le scadenze dei trucchi. Specie il mascara, se vecchio, non perdona. Ed è subito congiuntivite!
  12. Lava i pennelli almeno una volta al mese, non vorrai spennellarti polvere e cellule epiteliali morte sulla faccia, no?
  13. Nessuno si ricorderà mai che quel vestito lo hai già indossato il terzo martedì di maggio del 2017. Puoi riutilizzarlo senza che Enzo Miccio gridi allo scandalo.
  14. Se non sai cosa regalare a una persona, chiediglielo (e se non te lo dice, insisti!): peggio di un regalo sgradito, ci sono i soldi buttati per un regalo sgradito.
  15. L’aglio non piace a tutti, prima di usarlo nelle tue ricette per una cena tra amici, chiedi!
  16. Non importa se non sei un fan degli 883, quando in radio passa Hanno ucciso l’uomo ragno, la devi cantare. Chi non la canta è un traditore della patria!
  17. L’acqua del lavandino non va giù perché lo scarico è pieno di capelli. Toglili! Sì, non fare la finta tonta, sai di cosa sto parlando.
  18. La potenza è nulla senza il controllo, e la magrezza è nulla senza il tono muscolare. Se hai deciso di metterti a dieta, ricordati di andare anche in palestra: tonica sì, secca e fiappa come un sacchettino dell’umido vuoto, no!
  19. Se tu e lui siete ai primi appuntamenti e potrebbe scattare il bacio, NON ANDATE A MANGIARE IL SUSHI! Non vorrai che il vostro primo bacio sappia di tonno e salsa di soia?
  20. Se c’è una serata hot in vista, di quelle con tante mani e pochi vestiti, non mangiate piccante (tipo chipotle messicano o gamberi Madras indiani). Perché? Qualche maschio può spiegarvelo il perché, ma credetemi, sarà più imbarazzante spiegarlo al pronto soccorso con lui che si tiene la borsa del ghiaccio nei pantaloni.
  21. Jared Leto non invecchia. Mai.
  22. Lo shampoo serve per lavare le radici, non le lunghezze (altrimenti si annodano e basta, a districarli poi c’è da torturarli col pettine); il balsamo serve per ammorbidire le lunghezze non le radici (altrimenti si appesantiscono e si ungono);
  23. L’elastico al polso è comodo è pratico (specie d’estate, quando dopo due minuti fuori di casa hai già il collo sudato), ma spesso i maschietti fraintendono il messaggio. Se avete una cena o una serata in compagnia di sconosciuti meglio tenerlo in borsa.
  24. Tieni un post-it appiccicato sulla web-cam del pc… Non si sa mai che la avvii senza volere o che qualche squilibrato te la hackeri violando la tua privacy (nel deep-web c’è gente che non fa altro tutto il giorno). In fondo, se il post-it lo mette pure Mark Zuckerberg, una ragione valida ci sarà.
  25. Scriviti le password! Nei pressi del pc tieniti un’agenda dove segnarti i siti a cui ti iscrivi, lo user name di registrazione e la password di accesso.  È un consiglio banale, ma l’ho imparato a mie spese.

Fast fashion: una scelta consapevole.

 

 

Se la parola fast fashion vi fa venire in mente la parola fast food, allora ci siamo, il concetto è quello: distribuzione di un prodotto di massa in tempi veloci, a basso costo e con servizio ridotto al minimo.

Tutti almeno una volta nella vita abbiamo mangiato in un fast food. E comprato fast fashion.

Se dico, per esempio, Zara (e tutto il gruppo Inditex di Amancio Ortega composto da Stradivarius, Pull&Bear, Bershka, Oysho, etc…), H&M, Mango, Primark, Top Shop, Forever21? Ok, ora sappiamo di cosa parliamo

Cosa caratterizza questi brand? Prezzi accessibili, vasto assortimento, nuove collezioni che arrivano nei negozi ogni due settimane, somiglianza agli stili presentati dai designers alle passerelle della moda, privilegio della vendita on-line.

E fin qui, ci saltano agli occhi quelli che sono gli aspetti positivi di questo fenomeno.

Ma cosa rende questa fashion così fast, così veloce?

I tempi

In genere, il processo che va dal design della collezione, all’arrivo della collezione nei negozi, impiega circa due settimane. Ciò permette al brand di lanciare dalle dodici fino anche ventiquattro (sì, 24!) collezioni l’anno (Il «Guardian» documenta che Zara arriva a lanciare 12’000 pezzi ogni anno https://www.theguardian.com/business/2012/aug/17/zara-inditex-profits).

La collezione arriva nei negozi, mentre il brand ne sta già preparando una nuova da lanciare tra altri quindici giorni, quindi il ciclo di ricambio tra collezione e collezione è giusto di due settimane, creando nell’acquirente (noi) l’urgenza di comprare un pezzo “novità” ora e subito, prima che questo venga sostituito da quello ancora più nuovo (con la conseguenza di fare passare di moda la collezione precedente, che automaticamente diventa vecchia).

Il design

Anche il dipartimento creativo, che è il cuore e l’anima una grande maison di moda (è famosa la storia di Gianni Versace, che durante un’intervista, venendo a sapere che la giornalista si sarebbe sposata a breve, preso dall’estro, si mise a disegnare un abito da sposa per lei sul momento e a cucirlo il giorno dopo!), nei brand fast fashion pare sia ridotto al minimo, perché più che la capacità di creare moda, è richiesta quella di imitare la moda.

Designer tra i più famosi hanno citato per plagio diversi brand fast fashion perché, a pochi giorni di distanza dalla presentazione delle loro collezioni alle fashion week, nelle vetrine dei negozi fast sono spuntati cloni degli abiti che avevano sfilato in passerella (Zara e Forever21 tra i più coinvolti, come racconta il «Business Insider» https://www.businessinsider.com/zara-forever-21-fast-fashion-full-of-copycats-2018-3?IR=T). Tagliare sul costo di un dipartimento creativo (che in genere impiega mesi e pensare e disegnare una collezione), è uno dei modi che permette al brand di tenere basso il prezzo dei pezzi.

Le quantità

I brand fast fashion producono enormi quantità di ogni pezzo, perché se questo vende bene, non c’è bisogno di farlo produrre ancora (anche perché non c’è il tempo materiale, visto che mentre questo è nei negozi, nelle fabbriche si sta già producendo la collezione nuova).

Per la legge dell’economia di scala, più produci, meno spendi.

La qualità dei tessuti

Basta un giro in un negozio fast fashion, e leggendo le etichette sugli abiti, si vede che la composizione dei materiali di rado prevede 100% cotone, 100% lana, 100% seta, ma piuttosto un misto con altissima percentuale di sintetico (viscosa, elastame, poliammide…) che abbassano ulteriormente il costo del capo.

La produzione

Taglio e confezionamento dei capi avvengo in quei paesi dove la manodopera ha un costo più basso, le condizioni contrattuali per i lavoratori meno stringenti (per non dire assenti) e le normative anti-inquinamento più concessive, tipo Marocco, Turchia, Cina, Bangladesh, Vietnam, Brasile. E il costo del capo scende.

Tutto questo lo scrivo non per fare un pistolotto contro il fast fashion e invitare tutti a unirsi in una crociata di boicottaggio.

Anche io compro fast fashion, quindi sono la prima a non potermi erigere a paladina della moda sostenibile.

Ma scrivo per una questione di consapevolezza, perché quando compriamo fast fashion, sappiamo cosa stiamo portando a casa e che segmento rappresentiamo nel mercato.

A me piace seguire la moda, il fast fashion ha reso accessibili a tutti i trend lanciati dalle passerelle, cosa che prima era di appannaggio solo di pochi privilegiati.

Il cappottino a trentanove euro e novanta ha contribuito a eliminare una barriera sociale che distingueva in modo netto il ricco dal povero e questo, almeno, rappresenta un progresso sociale che era un saldo baluardo dell’Italia del dopoguerra.

Ma una cosa dobbiamo tenerla a mente: la professionalità di un designer (la stessa di quella del dentista che ci cura una carie, e quindi da lui pretendiamo capacità e competenza); la qualità di un tessuto naturale destinato a durare nel tempo; l’equità e dignità del lavoro di chi produce i capi (e che vogliamo anche per noi stessi ogni giorno) hanno un costo, e in genere è un po’ di più di trentanove euro e novanta.

Consapevolezza, dal mio punto di vista, non vuol dire boicottare la fast fashion; significa non comprare esclusivamente fast fashion.

Il mio ragazzo è un motociclista

Prima o poi nella vita succede di frequentare un uomo possessore di una due ruote, e quando quel giorno arriverà, meglio essere preparate. Già, perché per spirito di avventura e condivisione, anche voi salirete su quella moto.

Nella mia vita posso dire di essere stata su qualsiasi tipo di moto e ognuna ha le sue regole, quindi oggi condivido con voi un po’ di tips&tricks di sopravvivenza per la ragazza del motociclista.

Trucchi salvavita:

  1. Vietati gli orecchini a lampadario. Sì, quelli complicati, lunghi, pendenti, grossi, ciondolanti. Il motivo è uno solo: quando vi sfilerete il casco, vi si strapperanno le orecchie;
  2. No agli occhiali da sole. A. dopo un viaggio con gli occhiali infilati sotto il casco, le astine vi avranno provocato una bella emicrania; B. in caso di incidente, non vogliamo correre il rischio che delle lenti di vetro ci si frantumino a un centimetro dagli occhi;
  3. No a tacchi e ciabatte. Al passeggero servono i piedi per garantirsi stabilità in accelerata, frenata e curve;
  4. Vestiti coprenti: lasciando perdere la caduta, anche solo un sassolino o un granello di asfalto staccato, colpendovi in corsa vi causerebbe lividi e tagli;
  5. Tirare sempre giù la visiera del casco se non volete mangiare polvere e moscerini.
  6. Vietate le borse a tracolla, o qualsiasi cosa a tracolla che rischi di impigliarsi nella meccanica, o strozzarvi durante una caduta.
  7. Per chi ha i capelli lunghi la treccia è obbligatoria, se non vogliamo arrivare con dei nodi che neanche il luogotenente alla marina mercantile riuscirebbe a sciogliere. E poi la treccia la infiliamo dentro la giacca, altrimenti si riempie di insetti stile “carta moschicida”.

Lo sportivo

Se il vostro ragazzo ha una moto sportiva (tipo Kawasaki Z1000 o Ducati 1299 Panigale), che Dio vi aiuti!

La supersportiva è la moto in assoluto più scomoda per la passeggera.

Sellino grande come un francobollo, privo di schienale, pedane poggiapiedi altissime e piccolissime (ti ritroverai con le ginocchia all’altezza delle ascelle), punti di presa per le mani assenti (sì, c’è la bandella trasversale al sellino, alias “dispositivo di ritenuta passeggero”, ma sfido CHIUNQUE a tenersi a quella, mentre la moto sfreccia ai 130 km/h).

Viaggerai nella posizione “zainetto” ossia abbarbicata al pilota: sia che tu ti stringa alla sua vita, sia che tu ti tenga appoggiata al serbatoio.

La moto sportiva è scomoda, ma la comodità non è un requisito, l’aerodinamicità sì.

Non è una moto per passeggeri, di base è una monoposto, ma nel caso il vostro uomo proprio voglia portarvi con lui, ecco cosa fare:

  • Con il casco integrale (il più prudente sulle supersportive) il make-up è inutile. Quando ve lo sfilerete, tutto il fondotinta si spalmerà sull’imbottitura interna.
  • Guanti: se non volete farvi venire le vesciche a forza di reggervi al serbatoio, sono fondamentali. Andare in moto, specie sportiva (quindi priva di paravento) impone un grosso sforzo fisico a livello di braccia e addome a causa dell’attrito dell’aria combinato alla velocità.
  • No ai jeans skinny: nella posizione “zainetto”, avere abiti troppo aderenti dà molto fastidio;
  • Ottimizzare le tasche della giacca: chiavi, carta d’identità con soldi e carta di credito, cellulare e fazzoletti. Magari rossetto e mascara travel size. Niente borsa, perché le supersportive non hanno borsoni laterali o sottosella.

Ve l’ho detto! Che Dio vi aiuti!

L’endurista

La moto da enduro è in buona sostanza quella che va fuori strada (Africa Twin, Super Tenerè, tutte quelle della Parigi-Dakar, insomma). Più comoda della sportiva, ma mette a dura prova la resistenza fisica. Il giorno dopo una gita enduro avrete la carne greve come se foste andate in palestra.

Consigli di sopravvivenza:

  • Mangiare leggero e non liquido. L’enduro ti costringe a sterrati, tornanti, sassaiole e avere lo stomaco vuoto aiuta;
  • Bandana da bandito: non stiamo andando per asfalti, quindi coprire bocca e naso per non respirare folate di polvere è fondamentale;
  • Anche qui, guanti tassativi per reggervi alle maniglie o vi ritroverete i palmi viola;
  • Per quanto riguarda la borsa, qui siamo tranquille: le moto da enduro hanno i bauloni nei quali mettere tutto ciò che si serve (non un tostapane, però! In generale, la regola, quando si esce in moto, è di ridurre il superfluo);
  • Se avete degli occhiali da sole, non abbandonateli nella borsa, ma metteteli nella custodia, perché con i su e giù, rischiano di graffiarsi e rompersi);
  • Se soffrite di allergia a pollini e amenità floreali varie, imbottitevi di antistaminico. L’endurista batte sentieri di bosco e di prato, e in primavera rischiereste lo shock anafilattico.

Quando invece la userete su strada normale, allora sarà come viaggiare su una turistica. Cosa vuol dire? Leggi sotto!

Il turista

Oh, qui cadiamo in piedi. È di sicuro la categoria che raccoglie tutte le mie simpatie. La moto turistica è fatta per starci in due, per lunghe tratte, quindi è PENSATA per viaggiare comodi.

Qui troviamo quasi tutte le moto Harley-Davidson (Dio benedica la sella in gel!), la Honda Goldwing e il BMW GS (anche se per versatilità, il vostro uomo potrebbe farci tranquillamente dell’enduro, ma dubito che voglia rischiare di sgorbiare un mezzo da 17’000 euro).

Questa moto è girl-friendly: la passeggera ha una comoda poltrona con schienale imbottito su cui viaggiare, larghissime pedane poggiapiedi ad altezza consona a una posizione rilassata e maniglie a volontà per tenersi (anche se spesso, vista la paciosità del viaggio, io vado sena mani).

Ed è subito gita a Riccione.

A parte le regole generali, con questa moto siamo abbastanza libere. Libere al punto che vi dico che in uno dei borsoni/bauloni della moto potete tenere un cambio vestito, un paio di sandali con il tacco Stuart Weitzman, borsa vintage, necessaire per trucco e tutti i sacchetti degli acquisti che avrete fatto su viale Ceccarini. Insomma, dopo aver accompagnato il vostro lui in moto, un completino di La Perla, vi meritate che ve lo regali, no?