Il culto magdalenico dei d’Angiò nell’arte religiosa di Puglia

Maria Maddalena, figura controversa e discussa, forse una delle più misteriose della storia della Cristianità. Per scriverne in questo articolo mi ci accosto in punta di piedi, riportando qui una presentazione del culto magdalenico dalla Provenza al Sud Italia come introduzione per raccontare le committenze di opere religiose intitolate a Maria Maddalena, o meglio nello specifico in Puglia. Questo articolo pertanto non ha la presunzione di dare risposte sui tanti interrogativi intorno alla figura di colei che è rimasta per secoli in bilico tra l’immagine emblematica della prostituta penitente e redenta e l’Apostola Apostolorum.

Fatta questa premessa, è necessario spostarci dalla penisola italica in una piccola città medievale della Provenza, adagiata tra colline boscose, sono conservati i presunti resti di Maria Maddalena, riconosciute come autentiche reliquie da una bolla pontificia già sul fine del XIII secolo da papa Bonifacio VIII. Siamo nel santuario di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume. Secondo alcune fonti, tra le quali la “Legenda Aurea” scritta dal domenicano Jacopo da Varagine, la donna ebbe un ruolo rilevante nell’evangelizzazione della Francia, o meglio della Provenza, dove approdò insieme agli “amici di Betania”, Lazzaro, Marta e altre due donne: erano arrivati a Saintes Maries de la Mer, incolumi dopo un “miracoloso” viaggio su una barca senza vela e remi, Maddalena diffuse il vangelo finché non si ritirò a vivere in una grotta (La Sainte Baume: la Santa Grotta) in Provenza, nella località dove sorge il santuario dal quale si è diffuso il suo culto, anche in Italia, legandosi al casato dei d’Angiò. Continua a leggere

I passaggi di dogana di Perrone

Tornano i cofanetti con i Passaggi di Dogana di Perrone Editore!

In un momento così complesso per tutti, abbiamo pensato di riproporre i nostri cofanetti di libri, fatti a mano e con il cuore, ad un prezzo speciale per voi lettori e lettrici 🙌🏻❤️⠀

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Hungry Birds

L’ATTORE GIOVANNI AREZZO PROTAGONISTA DI “HUNGRY BIRDS”

SHORT FILM SCRITTO E DIRETTO DAL FILM MAKER RAFFAELE ROMANO ONLINE SU YOUTUBE DA OGGI

 

È online su YouTube, “Hungry Birds”, short film scritto e diretto dal film maker  Raffaele Romano, già vincitore del premio BEST INDIE SHORT al LOS ANGELES FILM AWARDS.

Protagonista l’eclettico e promettente attore e regista ragusano, Giovanni Arezzo, accanto al celebre Dominic Chianese ( indimenticabile Zio Junior de “I Sopranos” e Johnny Ola de “Il Padrino” pt.2) .

“Hungry birds”,  girato e ambientato interamente a Londra , offre una potente riflessione sulle dinamiche economico-sociali della nostra società accostandole al comportamento dei piccioni, attraverso uno stile innovativo e riconoscibile.

Giovanni Arezzo, nell’intenso ruolo di un clochard, rivela il suo eclettismo e la capacità di fondersi nelle storie e nelle scritture, come  ha più volte dimostrato in teatro, dove ha spesso dato voce a vicende e personaggi complessi e dalla forte personalità. Tra questi, Chet Baker, il più celebre trombettista bianco della storia della musica mondiale,  del quale tratteggia un ritratto sincero, sentito ed empatico, dell’uomo e dell’artista, del suo genio e della sua sregolatezza, in CHET!, monologo di cui è anche coregista con Laura Tornambene. Lo spettacolo, che ha debuttato nel 2018,  gira l’Italia da un anno, e sarebbe andato in scena in questi giorni al Teatro Due di Roma. Continua a leggere

La Poesia Collettiva di Florence Welch

“Soli, ma uniti / Fili separati, intrecciati in una cosa sola / Mi preoccupa il futuro di mia madre / Accendo un fiammifero per te / Nella quiete della mia stanza”. Questo è l’incipit della “Poesia Collettiva” (“Collective Poem”) pubblicata da Florence Welch, cantante della band britannica Florence + the Machine, sul suo profilo Twitter.

Data l’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta affrontando in questo momento e le conseguenze a livello psicologico che essa comporta, Florence qualche giorno fa ha deciso di fare qualcosa di molto profondo per, in qualche modo, esorcizzare questa paura che ci attanaglia coinvolgendoci in prima persona. Infatti il titolo di questa poesia è da interpretare alla lettera: è una poesia collettiva nel senso stretto del termine in quanto essa è stata letteralmente scritta da tutti suoi fan e non, i quali, su proposta della stessa Welch su Instagram, hanno lasciato nei commenti sotto a un suo post una riga che racchiudesse ed esprimesse le loro emozioni, le loro paure, i loro sentimenti in questo particolare momento. Continua a leggere

Outfit Curvy: restare a casa con stile

Sappiamo tutti molto bene quanto sia importante dare il nostro contributo stando a casa, uscendo solo lo stretto necessario per vere necessità.

Questo non vuol dire però che non possiamo continuare, seppur in un modo diverso e perché no innovativo, a seguire le nostre passioni quando possiamo. Mi rendo conto che è difficile sia quando si hanno dei bambini e gli impegni diventano molti, sia quando si vive in due o da soli, per non rischiare di indebolire la mente. Continua a leggere

#IORESTOACASA, LEGGO E COLTIVO LA SPERANZA

In stand-by. Sembra essere la formula più giusta per esprimere come ci sentiamo in questo periodo. Sembra che le nostre vite siano state messe in pausa, in casa, rinchiuse e impacchettate per poi essere “riavviate” in tempi migliori. Sembra come se noi stessi ci stessimo preservando in un congelatore in attesa di tornare alla normale funzionalità. Ibernati noi, ibernati i nostri stati d’animo.

Ma, durante questo periodo di dura e necessaria quarantena, che fine fanno i nostri progetti? I nostri sogni? Le nostre emozioni? Le nostre vite? Eppure, pánta rheî,“tutto scorre”. Tutto si muove e cambia. Deve essere così.  

Come ravvivare le proprie emozioni assopite dalla quarantena?

La soluzione è un buon libro: come, per esempio, Stati d’animo di Beniamino Sidoti. Un opuscolo di viaggio, sì, perché l’autore ha immaginato che tutte le emozioni siano Stati e Regioni da percorrere e visitare. Cartoline di viaggio che prendono il nome delle emozioni e degli stati d’animo, appunto: Silenzio, Fantasia, Rabbia, Purificazione, Passione, Solitudine, Invidia, Generosità, Desiderio, Durezza, Crescita, Fine, Mancanza, Menzogna, Rinascita, Speranza, Dissipazione, Malinconia, Errore, Necessità, Nutrimento, Libertà, Gioco, Paura, Felicità.

Così, come una mappa geografica, le parole di Sidoti, conducono il lettore a esplorare i sentieri più nascosti della morfologia interiore.

Il lettore viene sospinto verso la terra del desiderio, respinto dal paese della durezza, accolto nel borgo della necessità, abbandonato tra le strade della menzogna. Continua a leggere

Cape Reinga, dove gli spiriti maori prendono il volo

Cape Reinga (Te Rerenga Wairua in lingua Maori, il cui significato è: Luogo di dipartita dello spirito) sembra essere il tentativo finale della terra, di sfiorare l’Oceano. È la punta estrema dell’isola del Nord della Nuova Zelanda. In questo luogo maestoso, dove la natura vince sempre su tutto, sovrastato dal vento e schiaffeggiato dalle onde dell’oceano, si erge imperioso questo promontorio famoso per la leggenda Maori sul viaggio che gli spiriti fanno da qui per raggiungere il loro “paradiso” e per il bellissimo faro che dal lontano 1941, ogni dodici secondi illumina col suo fascio di luce le notti sull’oceano, agevolando le rotte ai naviganti.

È il punto d’unione tra il Mar di Tasmania e l’Oceano Pacifico; secondo il popolo Maori – che chiama questo fenomeno naturale: “Te Moana-a-Rehua” – è un abbraccio virtuoso e potente di questi due mari, che rappresentano anche l’incontro tra la potenza delle acque “femminili” con le acque “maschili”; il loro scontrarsi per unirsi, crea delle onde alte fino a 10 metri e le turbolenze che ne derivano sembrano essere la rappresentazione della creazione della vita e dell’energia più pura. Onde alte, scrosci potenti e la natura che governa ogni cosa, rende unico questo luogo che da tempo immemore è sacro ai Maori, i quali credono che questo lembo di terra sia l’ultimo posto da cui gli spiriti dei propri defunti partono per intraprendere il viaggio verso Hawaiki – la loro terra spirituale, dove sarà possibile ricongiungersi agli antenati – attraversando il “sentiero degli spiriti” (Te Ara Wairua). Continua a leggere

La magia eterna di Notre Dame de Paris

Notre Dame è avvolta nel silenzio, in lei dal 15 Aprile 2019 (giorno in cui scoppiò un incendio senza precedenti, che sconvolse il mondo e distrusse gran parte della Cattedrale) non risuona nulla di più dell’eco indistinto del brusio che aleggia su Parigi, e il lento rimescolare delle acque della Senna che sembrano quasi proteggerla e cullarla.

Ma come qualcuno ha detto, Notre Dame è “un libro di pietra” e continua da sempre e per sempre ad attrarre e affascinare tantissime persone, e come tutti i migliori romanzi lascia messaggi e racconta storie.

La sua costruzione inizia nel 1163, nell’area dove sorgeva un antico tempio pagano dedicato a Giove. È la Regina delle cattedrali, Chiesa madre del culto cattolico a Parigi, e sovrasta la parte orientale dell’Île-de-la-Cité, nel cuore della capitale francese. Continua a leggere

L’ANTIVIRUS il nuovo format di Claudio Dominech

L’Antivirus è il nuovo format Tv/web ideato, diretto e condotto da Claudio Dominech che esorta a trasformare la quarantena in un’occasione per ritrovarsi e uscirne al meglio, attraverso progetti lavorativi, studio, passioni creative o semplicemente ritrovando gli affetti.

Il programma si struttura in una chiacchierata informale con personaggi attivi in ogni campo, dallo spettacolo allo sport, passando per il sociale e l’imprenditoria, volta a raccontare la giornata tipo della quarantena che non esclude nessuno. Obiettivo ultimo, stimolare chi ci segue a non abbandonarsi alla noia e alla depressione, ma approfittare del tempo a disposizione per fare tutto ciò di cui abbiamo bisogno per ripartire di slancio quando tutto sarà finito.

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Generazione Spice Girls

Risultato immagini per le spice girls

Era il 1994 quando sul quotidiano inglese The Stage si legge un annuncio in cui vengono selezionate ragazze per formare una band pop tutta al femminile.

Se ne presenteranno davvero a centinaia e, tra tutte, furono scelte le future e iconiche Geri Halliwell, Melanie C, Melanie B, Victoria Adams e  Emma Bunton (quest’ultima fu scelta solo dopo, in quanto la prima ragazza aveva deciso di ritirarsi).

Il loro primo singolo, Wannabe, venne pubblicato due anni dopo, il primo di tanti incredibili successi.

Ricordo che, oltre le loro musiche e la loro danza, il tutto così coinvolgente, ciò che ho davvero sempre apprezzato, era il loro modo di essere sì unite, ma comunque ognuna diversa dall’altra. Ognuna con le proprie caratteristiche che le facevano sentire così vicine e in un certo senso simili alle teenager di quella generazione e perché no: anche di questa. Continua a leggere