ASMR, la rivoluzione di YouTube parte dal relax

Tutto è iniziato tre anni fa, in un periodo assai stressante di progetti e scadenze, e dopo giornate tesissime in studio, tornavo a casa a pezzi sia fisicamente che mentalmente.

Una di quelle sere mi sono sdraiata a letto, nella speranza di recuperare le forze, e girovagando su YouTube, mi sono trovata a digitare “Video rilassanti” nella barra di ricerca.

Il primo risultato era un video dal titolo “Autorilassamento guidato” e io, ridotta ai minimi termini, ho deciso di dargli fiducia.

L’ho lasciato andare e la riproduzione casuale, al suo termine, ha lanciato un secondo video nel quale una ragazza parlava sottovoce, lentamente, e gesticolava con le mani in modo ipnotico davanti alla cam.

È scattato qualcosa perché in quel momento le mie onde cerebrali si sono armonizzate, facendomi distendere nervi e muscoli e ritrovandomi addormentata nel giro di dieci minuti.

Il titolo di quel video era anticipato dalla sigla “ASMR”. Quando ho digitato quelle quattro lettere nella barra di ricerca, YouTube mi ha restituito un’infinità di risultati.

Ho scoperto che ASMR è l’acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ossia Risposta Autonoma del Meridiano Sensoriale.

In parole povere, quella sensazione di formicolio e brividini al cuoio capelluto, al collo, alle spalle, alla schiena seguito da uno stato di relax fisico e mentale (un po’ come quando il parrucchiere ci pettina i capelli, o qualcuno ci accarezza la testa).

È una sensazione stimolata da particolari suoni, visivi o tattili (altrimenti chiamati trigger, grilletti).

I video ASMR sono di diverso tipo, e poiché si tratta di una sensazione soggettiva, non è detto che tutti facciano effetto allo stesso modo (io per esempio sono sensibile ad alcuni, mentre altri mi infastidiscono).

Che tipo di video sono?

C’è l’ASMR artist (la persona che fa il video) che parla sottovoce (soft spoken), sussurra (whispering) o bisbiglia (inaudible) al microfono (sono dotati di mic speciali, tipo il 3Dio, binaurali, cioè che fanno sentire suoni diversi all’orecchio destro e a quello sinistro), con cadenza lenta e costante, seguendo un copione.

  • Ci sono gli autorilassamenti guidati, dove il protagonista del video, come un maestro zen, ci accompagna in un percorso di meditazione/sensibilizzazione e svuotamento dei pensieri.
  • Ci sono i video tingles/triggers, nei quali anziché la sua voce, l’ASMR artist produrrà suoni particolarmente stimolanti per i nervi uditivi come picchiettando su barattoli di plastica, legno, vetro (tapping), schiacciando spugne, grattando superfici (scratching), etc…
  • Ci sono le videoletture, dove l’ASMR artist legge un libro, un racconto, poesie, tipo favola della buona notte.
  • Abbiamo i roleplay, i giochi di ruolo. L’ASMR artist si cala appunto in un ruolo e recita una parte di un gioco a due, tipo: parrucchiere, make-up artist, dottore, dentista, bibliotecario, agente immobiliare, concierge d’albergo, assistente di volo, e durante il play l’effetto ASMR è scatenato dalla cortesia e gentilezza estrema del protagonista nei confronti del suo assistiti, cioè noi, dalle sue attenzioni personali nei nostri confronti, e dal fatto di sentirci coccolati.
  • Infine abbiamo i video sound, ossia quei video dove nessuno parla, ma si ascolta soltanto un rumore bianco tipo le onde del mare, la pioggia che cade, un temporale, lo scoppiettio del fuoco…

A fare un’ulteriore differenza nella recettività dell’ASMR è l’accento: inglese, francese, spagnolo, russo, portoghese, non importa conoscere le lingue straniere, perché il nostro meridiano sensoriale risulta molto sensibile agli stimoli della parlata. Fateci caso, quando sentiamo parlare persone straniere, spesso ci capita di rimanere incantati, e questo non è tanto per il fascino della lingua, quanto piuttosto per la risposta autonoma del nostro meridiano sensoriale.

I video possono andare dai dieci minuti fino anche a superare l’ora.

Pur non essendo scientificamente provata l’esistenza di questo fenomeno, l’ASMR  è senza dubbio un fatto da non ignorare, lo prova la sempre crescente presenza di video ASMR e tutti con un numero di visualizzazioni altissime (questo video di Gentle Whispering ha raggiunto i 16 milioni https://www.youtube.com/watch?v=B8jUVci17vE) .

Io stessa mi ritrovo, le notti in cui non riesco a prendere sonno, ad ascoltare un video ASMR e cadere addormentata nel giro di poco. In breve? Non riesco a farne a meno.

Se volete sperimentare un po’ di ASMR vi lascio qualche validissimo link, tra i miei ASMR artist preferiti:

Infinitely ASMR si cala nei pani di una assistente personale di una celebrità: https://www.youtube.com/watch?v=Z-zzNsgiv7Y

Diamond ASMR recita il ruolo di un’agente immobiliare di case di lusso:

https://www.youtube.com/watch?v=D0NOxrv9iV4&t=521s

EL ASMR ci guida al rilassamento:

https://www.youtube.com/watch?v=KGbNKyF9dNo

Tito ASMR e il massaggio alla testa:

https://www.youtube.com/watch?v=DSJ7a0yKPOc

Oltre a YouTube ci sono anche tantissime app ASMR per tablet e smartphone, quindi le possibilità per trovare esattamente i suoni che ci rilassano sono infinite.

Se siete stanchi, stressati, le avete provate tutte e non sapete più come rilassarvi, mettetevi un paio di auricolari e datevi all’ASMR!

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Sulla pasta col tonno non ci va il parmigiano, e altre massime di vita.

  1. Mai andare a fare shopping con il ciclo: tutto quello che proverai, non ti piacerà come ti sta addosso e tornerai a casa più frustrata di prima. Non odiamoci gratis.
  2. Non comprare una reflex se intendi usarla solo in automatico. È come comprare una Porsche per tagliarci l’erba;
  3. Dormi con un cuscino sotto le caviglie: doppio del riposo, metà della retenzione idrica!
  4. Per qualsiasi problema tecnologico… c’è Aranzulla!
  5. Gli uomini vogliono quello che non possono avere. Se quel ragazzo che hai puntato al bar, ci sta provando con te, digli che stai frequentando un altro (anche se non è vero) … La competizione gli darà uno stimolo in più. Non dirlo in giro, però… Noi ragazze abbiamo i nostri piccoli segreti!
  6. Non andare mai in palestra (o in spiaggia) truccata. Sì, aiuta l’autostima, ma sudando i pori si dilatano e si riempono di schifezze, e per coprire brufoli e punti neri, poi servirà il doppio di fondotinta.
  7. Compra le scarpe la sera, quando il piede è più gonfio, così sarai certa che quando le indosserai non ti faranno (quasi) male;
  8. Tieni un asciugamano apposito ed esclusivo per il viso (e cambialo di frequente); già in una settimana la pelle ringrazia!
  9. Occhio a quello che scrivi in Whatsapp: verba volant, screenshots manent.
  10. Quando ti trovi una doppia punta, non aprire il capello in due come se sbucciassi una banana! Tagliala con le forbici!
  11. Controlla le scadenze dei trucchi. Specie il mascara, se vecchio, non perdona. Ed è subito congiuntivite!
  12. Lava i pennelli almeno una volta al mese, non vorrai spennellarti polvere e cellule epiteliali morte sulla faccia, no?
  13. Nessuno si ricorderà mai che quel vestito lo hai già indossato il terzo martedì di maggio del 2017. Puoi riutilizzarlo senza che Enzo Miccio gridi allo scandalo.
  14. Se non sai cosa regalare a una persona, chiediglielo (e se non te lo dice, insisti!): peggio di un regalo sgradito, ci sono i soldi buttati per un regalo sgradito.
  15. L’aglio non piace a tutti, prima di usarlo nelle tue ricette per una cena tra amici, chiedi!
  16. Non importa se non sei un fan degli 883, quando in radio passa Hanno ucciso l’uomo ragno, la devi cantare. Chi non la canta è un traditore della patria!
  17. L’acqua del lavandino non va giù perché lo scarico è pieno di capelli. Toglili! Sì, non fare la finta tonta, sai di cosa sto parlando.
  18. La potenza è nulla senza il controllo, e la magrezza è nulla senza il tono muscolare. Se hai deciso di metterti a dieta, ricordati di andare anche in palestra: tonica sì, secca e fiappa come un sacchettino dell’umido vuoto, no!
  19. Se tu e lui siete ai primi appuntamenti e potrebbe scattare il bacio, NON ANDATE A MANGIARE IL SUSHI! Non vorrai che il vostro primo bacio sappia di tonno e salsa di soia?
  20. Se c’è una serata hot in vista, di quelle con tante mani e pochi vestiti, non mangiate piccante (tipo chipotle messicano o gamberi Madras indiani). Perché? Qualche maschio può spiegarvelo il perché, ma credetemi, sarà più imbarazzante spiegarlo al pronto soccorso con lui che si tiene la borsa del ghiaccio nei pantaloni.
  21. Jared Leto non invecchia. Mai.
  22. Lo shampoo serve per lavare le radici, non le lunghezze (altrimenti si annodano e basta, a districarli poi c’è da torturarli col pettine); il balsamo serve per ammorbidire le lunghezze non le radici (altrimenti si appesantiscono e si ungono);
  23. L’elastico al polso è comodo è pratico (specie d’estate, quando dopo due minuti fuori di casa hai già il collo sudato), ma spesso i maschietti fraintendono il messaggio. Se avete una cena o una serata in compagnia di sconosciuti meglio tenerlo in borsa.
  24. Tieni un post-it appiccicato sulla web-cam del pc… Non si sa mai che la avvii senza volere o che qualche squilibrato te la hackeri violando la tua privacy (nel deep-web c’è gente che non fa altro tutto il giorno). In fondo, se il post-it lo mette pure Mark Zuckerberg, una ragione valida ci sarà.
  25. Scriviti le password! Nei pressi del pc tieniti un’agenda dove segnarti i siti a cui ti iscrivi, lo user name di registrazione e la password di accesso.  È un consiglio banale, ma l’ho imparato a mie spese.

Fast fashion: una scelta consapevole.

 

 

Se la parola fast fashion vi fa venire in mente la parola fast food, allora ci siamo, il concetto è quello: distribuzione di un prodotto di massa in tempi veloci, a basso costo e con servizio ridotto al minimo.

Tutti almeno una volta nella vita abbiamo mangiato in un fast food. E comprato fast fashion.

Se dico, per esempio, Zara (e tutto il gruppo Inditex di Amancio Ortega composto da Stradivarius, Pull&Bear, Bershka, Oysho, etc…), H&M, Mango, Primark, Top Shop, Forever21? Ok, ora sappiamo di cosa parliamo

Cosa caratterizza questi brand? Prezzi accessibili, vasto assortimento, nuove collezioni che arrivano nei negozi ogni due settimane, somiglianza agli stili presentati dai designers alle passerelle della moda, privilegio della vendita on-line.

E fin qui, ci saltano agli occhi quelli che sono gli aspetti positivi di questo fenomeno.

Ma cosa rende questa fashion così fast, così veloce?

I tempi

In genere, il processo che va dal design della collezione, all’arrivo della collezione nei negozi, impiega circa due settimane. Ciò permette al brand di lanciare dalle dodici fino anche ventiquattro (sì, 24!) collezioni l’anno (Il «Guardian» documenta che Zara arriva a lanciare 12’000 pezzi ogni anno https://www.theguardian.com/business/2012/aug/17/zara-inditex-profits).

La collezione arriva nei negozi, mentre il brand ne sta già preparando una nuova da lanciare tra altri quindici giorni, quindi il ciclo di ricambio tra collezione e collezione è giusto di due settimane, creando nell’acquirente (noi) l’urgenza di comprare un pezzo “novità” ora e subito, prima che questo venga sostituito da quello ancora più nuovo (con la conseguenza di fare passare di moda la collezione precedente, che automaticamente diventa vecchia).

Il design

Anche il dipartimento creativo, che è il cuore e l’anima una grande maison di moda (è famosa la storia di Gianni Versace, che durante un’intervista, venendo a sapere che la giornalista si sarebbe sposata a breve, preso dall’estro, si mise a disegnare un abito da sposa per lei sul momento e a cucirlo il giorno dopo!), nei brand fast fashion pare sia ridotto al minimo, perché più che la capacità di creare moda, è richiesta quella di imitare la moda.

Designer tra i più famosi hanno citato per plagio diversi brand fast fashion perché, a pochi giorni di distanza dalla presentazione delle loro collezioni alle fashion week, nelle vetrine dei negozi fast sono spuntati cloni degli abiti che avevano sfilato in passerella (Zara e Forever21 tra i più coinvolti, come racconta il «Business Insider» https://www.businessinsider.com/zara-forever-21-fast-fashion-full-of-copycats-2018-3?IR=T). Tagliare sul costo di un dipartimento creativo (che in genere impiega mesi e pensare e disegnare una collezione), è uno dei modi che permette al brand di tenere basso il prezzo dei pezzi.

Le quantità

I brand fast fashion producono enormi quantità di ogni pezzo, perché se questo vende bene, non c’è bisogno di farlo produrre ancora (anche perché non c’è il tempo materiale, visto che mentre questo è nei negozi, nelle fabbriche si sta già producendo la collezione nuova).

Per la legge dell’economia di scala, più produci, meno spendi.

La qualità dei tessuti

Basta un giro in un negozio fast fashion, e leggendo le etichette sugli abiti, si vede che la composizione dei materiali di rado prevede 100% cotone, 100% lana, 100% seta, ma piuttosto un misto con altissima percentuale di sintetico (viscosa, elastame, poliammide…) che abbassano ulteriormente il costo del capo.

La produzione

Taglio e confezionamento dei capi avvengo in quei paesi dove la manodopera ha un costo più basso, le condizioni contrattuali per i lavoratori meno stringenti (per non dire assenti) e le normative anti-inquinamento più concessive, tipo Marocco, Turchia, Cina, Bangladesh, Vietnam, Brasile. E il costo del capo scende.

Tutto questo lo scrivo non per fare un pistolotto contro il fast fashion e invitare tutti a unirsi in una crociata di boicottaggio.

Anche io compro fast fashion, quindi sono la prima a non potermi erigere a paladina della moda sostenibile.

Ma scrivo per una questione di consapevolezza, perché quando compriamo fast fashion, sappiamo cosa stiamo portando a casa e che segmento rappresentiamo nel mercato.

A me piace seguire la moda, il fast fashion ha reso accessibili a tutti i trend lanciati dalle passerelle, cosa che prima era di appannaggio solo di pochi privilegiati.

Il cappottino a trentanove euro e novanta ha contribuito a eliminare una barriera sociale che distingueva in modo netto il ricco dal povero e questo, almeno, rappresenta un progresso sociale che era un saldo baluardo dell’Italia del dopoguerra.

Ma una cosa dobbiamo tenerla a mente: la professionalità di un designer (la stessa di quella del dentista che ci cura una carie, e quindi da lui pretendiamo capacità e competenza); la qualità di un tessuto naturale destinato a durare nel tempo; l’equità e dignità del lavoro di chi produce i capi (e che vogliamo anche per noi stessi ogni giorno) hanno un costo, e in genere è un po’ di più di trentanove euro e novanta.

Consapevolezza, dal mio punto di vista, non vuol dire boicottare la fast fashion; significa non comprare esclusivamente fast fashion.

Il mio ragazzo è un motociclista

Prima o poi nella vita succede di frequentare un uomo possessore di una due ruote, e quando quel giorno arriverà, meglio essere preparate. Già, perché per spirito di avventura e condivisione, anche voi salirete su quella moto.

Nella mia vita posso dire di essere stata su qualsiasi tipo di moto e ognuna ha le sue regole, quindi oggi condivido con voi un po’ di tips&tricks di sopravvivenza per la ragazza del motociclista.

Trucchi salvavita:

  1. Vietati gli orecchini a lampadario. Sì, quelli complicati, lunghi, pendenti, grossi, ciondolanti. Il motivo è uno solo: quando vi sfilerete il casco, vi si strapperanno le orecchie;
  2. No agli occhiali da sole. A. dopo un viaggio con gli occhiali infilati sotto il casco, le astine vi avranno provocato una bella emicrania; B. in caso di incidente, non vogliamo correre il rischio che delle lenti di vetro ci si frantumino a un centimetro dagli occhi;
  3. No a tacchi e ciabatte. Al passeggero servono i piedi per garantirsi stabilità in accelerata, frenata e curve;
  4. Vestiti coprenti: lasciando perdere la caduta, anche solo un sassolino o un granello di asfalto staccato, colpendovi in corsa vi causerebbe lividi e tagli;
  5. Tirare sempre giù la visiera del casco se non volete mangiare polvere e moscerini.
  6. Vietate le borse a tracolla, o qualsiasi cosa a tracolla che rischi di impigliarsi nella meccanica, o strozzarvi durante una caduta.
  7. Per chi ha i capelli lunghi la treccia è obbligatoria, se non vogliamo arrivare con dei nodi che neanche il luogotenente alla marina mercantile riuscirebbe a sciogliere. E poi la treccia la infiliamo dentro la giacca, altrimenti si riempie di insetti stile “carta moschicida”.

Lo sportivo

Se il vostro ragazzo ha una moto sportiva (tipo Kawasaki Z1000 o Ducati 1299 Panigale), che Dio vi aiuti!

La supersportiva è la moto in assoluto più scomoda per la passeggera.

Sellino grande come un francobollo, privo di schienale, pedane poggiapiedi altissime e piccolissime (ti ritroverai con le ginocchia all’altezza delle ascelle), punti di presa per le mani assenti (sì, c’è la bandella trasversale al sellino, alias “dispositivo di ritenuta passeggero”, ma sfido CHIUNQUE a tenersi a quella, mentre la moto sfreccia ai 130 km/h).

Viaggerai nella posizione “zainetto” ossia abbarbicata al pilota: sia che tu ti stringa alla sua vita, sia che tu ti tenga appoggiata al serbatoio.

La moto sportiva è scomoda, ma la comodità non è un requisito, l’aerodinamicità sì.

Non è una moto per passeggeri, di base è una monoposto, ma nel caso il vostro uomo proprio voglia portarvi con lui, ecco cosa fare:

  • Con il casco integrale (il più prudente sulle supersportive) il make-up è inutile. Quando ve lo sfilerete, tutto il fondotinta si spalmerà sull’imbottitura interna.
  • Guanti: se non volete farvi venire le vesciche a forza di reggervi al serbatoio, sono fondamentali. Andare in moto, specie sportiva (quindi priva di paravento) impone un grosso sforzo fisico a livello di braccia e addome a causa dell’attrito dell’aria combinato alla velocità.
  • No ai jeans skinny: nella posizione “zainetto”, avere abiti troppo aderenti dà molto fastidio;
  • Ottimizzare le tasche della giacca: chiavi, carta d’identità con soldi e carta di credito, cellulare e fazzoletti. Magari rossetto e mascara travel size. Niente borsa, perché le supersportive non hanno borsoni laterali o sottosella.

Ve l’ho detto! Che Dio vi aiuti!

L’endurista

La moto da enduro è in buona sostanza quella che va fuori strada (Africa Twin, Super Tenerè, tutte quelle della Parigi-Dakar, insomma). Più comoda della sportiva, ma mette a dura prova la resistenza fisica. Il giorno dopo una gita enduro avrete la carne greve come se foste andate in palestra.

Consigli di sopravvivenza:

  • Mangiare leggero e non liquido. L’enduro ti costringe a sterrati, tornanti, sassaiole e avere lo stomaco vuoto aiuta;
  • Bandana da bandito: non stiamo andando per asfalti, quindi coprire bocca e naso per non respirare folate di polvere è fondamentale;
  • Anche qui, guanti tassativi per reggervi alle maniglie o vi ritroverete i palmi viola;
  • Per quanto riguarda la borsa, qui siamo tranquille: le moto da enduro hanno i bauloni nei quali mettere tutto ciò che si serve (non un tostapane, però! In generale, la regola, quando si esce in moto, è di ridurre il superfluo);
  • Se avete degli occhiali da sole, non abbandonateli nella borsa, ma metteteli nella custodia, perché con i su e giù, rischiano di graffiarsi e rompersi);
  • Se soffrite di allergia a pollini e amenità floreali varie, imbottitevi di antistaminico. L’endurista batte sentieri di bosco e di prato, e in primavera rischiereste lo shock anafilattico.

Quando invece la userete su strada normale, allora sarà come viaggiare su una turistica. Cosa vuol dire? Leggi sotto!

Il turista

Oh, qui cadiamo in piedi. È di sicuro la categoria che raccoglie tutte le mie simpatie. La moto turistica è fatta per starci in due, per lunghe tratte, quindi è PENSATA per viaggiare comodi.

Qui troviamo quasi tutte le moto Harley-Davidson (Dio benedica la sella in gel!), la Honda Goldwing e il BMW GS (anche se per versatilità, il vostro uomo potrebbe farci tranquillamente dell’enduro, ma dubito che voglia rischiare di sgorbiare un mezzo da 17’000 euro).

Questa moto è girl-friendly: la passeggera ha una comoda poltrona con schienale imbottito su cui viaggiare, larghissime pedane poggiapiedi ad altezza consona a una posizione rilassata e maniglie a volontà per tenersi (anche se spesso, vista la paciosità del viaggio, io vado sena mani).

Ed è subito gita a Riccione.

A parte le regole generali, con questa moto siamo abbastanza libere. Libere al punto che vi dico che in uno dei borsoni/bauloni della moto potete tenere un cambio vestito, un paio di sandali con il tacco Stuart Weitzman, borsa vintage, necessaire per trucco e tutti i sacchetti degli acquisti che avrete fatto su viale Ceccarini. Insomma, dopo aver accompagnato il vostro lui in moto, un completino di La Perla, vi meritate che ve lo regali, no?