La Poesia Collettiva di Florence Welch

“Soli, ma uniti / Fili separati, intrecciati in una cosa sola / Mi preoccupa il futuro di mia madre / Accendo un fiammifero per te / Nella quiete della mia stanza”. Questo è l’incipit della “Poesia Collettiva” (“Collective Poem”) pubblicata da Florence Welch, cantante della band britannica Florence + the Machine, sul suo profilo Twitter.

Data l’emergenza sanitaria che tutto il mondo sta affrontando in questo momento e le conseguenze a livello psicologico che essa comporta, Florence qualche giorno fa ha deciso di fare qualcosa di molto profondo per, in qualche modo, esorcizzare questa paura che ci attanaglia coinvolgendoci in prima persona. Infatti il titolo di questa poesia è da interpretare alla lettera: è una poesia collettiva nel senso stretto del termine in quanto essa è stata letteralmente scritta da tutti suoi fan e non, i quali, su proposta della stessa Welch su Instagram, hanno lasciato nei commenti sotto a un suo post una riga che racchiudesse ed esprimesse le loro emozioni, le loro paure, i loro sentimenti in questo particolare momento. Continua a leggere

Il Giorno Pagano Europeo della Memoria

24 febbraio. Apparentemente un giorno come tanti altri ma non per il Paganesimo. Per i pagani, infatti, questo giorno possiede un significato molto profondo: è il giorno pagano europeo della memoria.

Ma che cos’è il giorno pagano europeo della memoria? L’idea della celebrazione di un Giorno Pagano Europeo della Memoria è nata nel 2006, per stabilire un momento ufficiale in cui ricordare le radici del passato pagano e soprattutto tutte le vittime di quella grande sciagura che fu la Caccia alle Streghe.

Il 24 febbraio del 391 d.C., l’imperatore Teodosio emanò un editto di condanna delle pratiche pagane in seguito al quale il fuoco di Vesta, la dea romana del focolare domestico, che doveva bruciare eternamente a Roma fu spento. Data la sacralità del fuoco in tutte le religioni pagane, è stato scelto questo evento come simbolo dell’inizio dei tentativi (sanguinosi) di eliminazione delle religioni pagane ad opera delle attuali religioni monoteiste. Continua a leggere

Dietro la maschera: Louisa May Alcott

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“Io non ho paura delle tempeste perché sto imparando come governare la mia barca”

Il 9 gennaio 2020 è uscito nelle sale italiane il nuovo adattamento di quel romanzo intramontabile che è “Piccole Donne” di Louisa May Alcott. Questo nuovo adattamento cinematografico del romanzo, diretto e sceneggiato dalla regista due volte candidata all’Oscar Greta Gerwig, enfatizza ancora di più i grandi temi principali dell’opera: la coscienza della propria autonomia, l’orgoglio della propria femminilità e la forza della propria determinazione.

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Tuttavia questo film altro non è che l’ultimo di una lunga serie di produzioni cinematografiche (ma anche televisive) del capolavoro della Alcott. Ma chi era davvero Louisa May Alcott? Chi era davvero la donna dietro “Piccole donne”?

Louisa May Alcott nacque nel 1832 a Germantown, una cittadina della Pennsylvania e morì nel 1888 a Boston (Massachusetts) all’età di 56 anni. Louisa era figlia del trascendentalista Broson Alcott e trascorse la maggior parte della sua infanzia a Boston dove crebbe in compagnia di Ralph Waldo Emerson ed Henry David Thoreau, due tra i più insigni esponenti del trascendentalismo. Il trascendentalismo è un movimento filosofico e poetico sviluppatosi negli Stati Uniti nei primi decenni dell’Ottocento e si presentava come una reazione al razionalismo, esaltando in particolar modo i rapporti tra l’individuo e la natura. Tuttavia il padre di Louisa anche se aveva delle idee rivoluzionare non riusciva a provvedere alla famiglia, la quale viveva in condizioni di povertà. Proprio per questa condizione precaria nella quale viveva la sua famiglia, Louisa iniziò ad insegnare per un breve periodo, poi lavorò come domestica ed infine cominciò a scrivere. Continua a leggere

Ricordando Emily Brontë

Credi in un cuore che crede in te
Pronuncia con forza il tuo addio
Sappi che ovunque io vada
Il mio cuore rimane col tuo”

Ieri, 19 dicembre 2019, per gli appassionati di letteratura inglese e, in particolare delle sorelle Brontë, non è un giorno qualsiasi. In questa giornata ricorre infatti l’anniversario della morte, avvenuta nel 1848 a soli trent’anni, di una delle scrittrici e poetesse spiccatamente romantiche più amate e conosciute: Emily Brontë.

Siccome la figura di Emily Brontë è difficile che non la si conosca (anche solo per sentito dire), in questo articolo ho pensato di proporre delle piccole curiosità che forse non sapevate sull’autrice di “Cime Tempestose”. Continua a leggere

Teddy Quinlivan, la “Danish Girl” d’oltreoceano

Nella foto vedete una bellissima ragazza di 25 anni, una modella. In questo articolo vi racconterò la sua storia.

La storia di Teddy non è come tutte le altre. Nasce e vive a Boston (Massachusetts) ed è un bambino. Mentre i suoi compagni giocano a fare i supereroi o con le macchinine o a calcio, Teddy si sente di non appartenere a quel mondo. A lui interessano altre cose ma non può dirlo a nessuno. Quando è a casa, di nascosto, si intrufola nell’armadio della mamma e si prova i suoi vestiti: quegli abiti femminili rappresentano per lui un microcosmo nel quale trova finalmente se stesso, sono come una seconda pelle. Continua a leggere

L’amore nella morte: Gomez e Morticia Addams

[A Morticia] Tu eri veramente bella: pallida e misteriosa (Gomez)

Oggi 31 ottobre 2019 come ogni anno si celebra in tutto il mondo Halloween. Forse non tutti sanno che questa ricorrenza ha origini celtiche e che solo in un secondo momento fu importata negli Stati Uniti assumendo le forme spiccatamente macabre e commerciali con cui è divenuta nota a livello globale. La caratteristica di questa festa è la simbologia legata alla morte e all’occulto e il colore prediletto è il nero. Se incrociamo tutti questi dati non possiamo non risalire all’identikit di una coppia entrata nell’immaginario collettivo proprio per il fascino che la morte e tutto ciò che è macabro esercitano su di loro: stiamo parlando di Gomez e Morticia Addams. Continua a leggere

Ricordando Sylvia Plath

Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.
Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato,
la malignità.

Quando questa mattina avete aperto la pagina di Google avrete senz’altro notato il Doodle del 27 ottobre 2019: una figura femminile armata di penna e quaderno che guarda verso un cielo trapunto di stelle circondata da arbusti e alberi spogli. Questa donna è Sylvia Plath, poetessa e scrittrice statunitense, della quale si celebra l’87° anniversario della nascita.

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Joker

Joker: l’analisi psicologica di un mondo in cui non splende mai il sole e le ombre scappano da se stesse

“Joker” è un film del 2019 diretto da Todd Phillips e vincitore del Leone d’oro per il miglior film alla 76esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Qualche giorno fa, spinta da recensioni super positive e da interesse personale, decisi di andare a vederlo. A mio parere lo ritengo uno dei film migliori dell’anno ed uno dei migliori ad essere ambientati nell’universo di Batman (anche se con tutto l’universo DC ha ben poco a che spartire). Ciò che ha reso “Joker” un film eccezionale ed, oserei dire, un capolavoro, è il suo andare oltre il semplice intrattenimento: ha tanti dettagli che possono aprirsi a vari livelli di lettura e di analisi del film.

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