Gli AperìPink di Chiara!

È sempre difficile parlare di sé stessi, ma oggi possiamo fare uno strappo alla regola! Sono Chiara (e non vale fare quel genere di battute Ah, ma non sei Chiara, sei scura per via dei miei occhi castani e i capelli tendenti al cioccolato) ho 18 anni suonati e frequento il primo anno di università.

Sono iscritta alla facoltà di Scienze della comunicazione e questo autorizza noi studenti anche a comunicare e socializzare il più del dovuto; insomma usiamo la scusa di essere studenti di scienze della comunicazione per imbucarci alle feste! Ecco la verità!

Sin da piccola ho la passione per la scrittura, ma ancora prima della lettura. Questo mi ha spinta ad aprire il mio blog di libri Living among the books, è stato un gran trampolino di lancio che mi ha permesso di avviare collaborazioni importanti con case editrici/autori e di aprire anche un omonimo canale YouTube! Senza dimenticare la mia pagina instagram in cui il trash è uno dei temi predominanti. Insomma forse sono seria… nel tempo libero.

Al blog ho affiancato la collaborazione con delle riviste a carattere letterario quali Sul Romanzo e Pink Magazine Italia, appunto.

Ah, dimenticavo. Parlavamo della scrittura, beh se scrivo mi sento libera e quando non lo faccio sto male, invece. E siccome uno dei miei difetti (ma in questo caso potrebbe essere visto come un pregio) è essere testarda sono riuscita a farmi spazio nel mondo della media editoria, infatti a maggio ho pubblicato con la casa editrice Lettere Animate, il mio primo romanzo Non giurare sulla luna e non vi dico le lacrime di gioia che ho provato nel vedere il mio “figlio di carta” al Salone di Torino.

Ultime news sulla sottoscritta: mangio in continuazione, amo il “salato” e ho un’avversione per il trash, il rosa e i lama. Dicono tutti che sono un terremoto, ma in realtà sono una persona estremamente sensibile e fragile. E lo so che adesso parte il coro Bugiarda! Non ti crede nessuno!, ma è vero…

Mi fermo qui, ho scritto troppo. Ah, perché un altro mio difetto è essere logorroica.

Chiara Rametta

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Steak House Old Wild West

Ebbene sì, tra i miei posti preferiti c’è di sicuro anche la steak house. Dalla premessa potete chiaramente capire di cosa tratta questa recensione.

Un ottimo posto per pranzi veloci, dall’atmosfera giovanile e allegra. La mia steak house favorita è l’Old Wild West; in questo ambiente si respira la tipica aria del saloon americano, ma con pietanze decisamente italiane.

L’OWW è un locale dai toni country nata dall’idea innovativa del gruppo Cigierre di Udine, è un ottimo rifugio per le pause pranzo o una allegra serata con gli amici.

Tavoli in legno, alcuni sono inseriti in copie di carri del far west con tanto di telone color panna. Gli sgabelli vicino al bancone hanno la seduta che riproduce una sella da cavallo. Alle pareti sono riportate le frasi famose dei nativi americani e alcuni oggetti richiamano i pionieri, cowboy, pistoleri e cacciatori di oro. Addossate alle pareti troviamo delle piccole mangiatoie piene di arachidi che i clienti si possono servire usando dei contenitori di latta; si portano al tavolo e si sgranocchiano, sono un ottimo aiuto calorico in attesa dell’ordinazione. I gusci si buttano a terra.

Passiamo alla parte importante: il cibo. Vasta scelta di piatti per tutti i gusti; per gli amanti della carne o del pesce, per i vegetariani e per i bambini. Si può partire con ottimi e stuzzicanti antipasti, per poi scegliere i piatti del menù tradizionale OWW o quello Tex-Mex. Ogni piatto è completo di contorno e salsa Old Wild West, una delizia. I prodotti sono freschi, la carne è di ottima scelta, si possono gustare le tenere costine di maiale alla BBQ. Una specialità è anche il Galletto Old Wild West. Il tutto annaffiato dall’ottima birra in bottiglia con: Miller, Chill Lemon, Peroni Gran Riserva e Corona. Non dimentichiamoci quelle alla spina: St. Benoit, Urquell, Miller.

Alla fine non si può rinunciare a un buon dessert, anche quelli sulla scia dei nomi americani: American Pancake, Cheesecake, Red Velvet e la classica Apple Pie. Per chi vuole rimanere più leggero, giusto per illudersi, la scelta si può fare tra: coppetta Oreo, affogato Venchi o la classica coppetta Brownie. Scommetto che un leggero languorino vi ha assalito.

Gli Old Wild West sono sparsi per tutta Italia e anche all’Estero. Il primo è quello del Centro Commerciale Città Fiera in provincia di Udine, naturalmente quello dove io mi reco più spesso. Il personale è giovane, dinamico e gentile. Tutti gli OWW accettano pagamenti con le carte di credito e Apple Pay, hanno la connessione internet con Wi Fi free per i clienti.

Stefania P. Nosnan 

Antigone al Macro di Roma


MACRO 17 novembre 2018 – h. 17
ANTIGONE FILM – Le arti, il mito, il cinema, per un viaggio nelle emozioni e nelle libertà umane e femminili
“Non è qui il mio posto.
Il mio amore qui non ha senso,
è peccato, è crimine, è follia.”
La Movie Factory presenta ANTIGONE il nuovo film di Carlo Benso. In occasione dell’uscita ufficiale del teaser del film, attualmente in fase di pre produzione, nella location dell’arte libera tot court, il MACRO ASILO di Roma, ANTIGONE si fa evento d’arte partecipata, coinvolgimento dei sensi in uno svelamento emozionale, visivo, polisensoriale, delle innumerevoli sfaccettature dell’amore e della libertà. Attraverso la figura iconica di Antigone stessa, che sarà interpretata e “vista” ma anche fatta vedere, nelle performance, nelle video art, nelle musiche, nei gesti attoriali, nelle parole.

Antigone, tra mito, realtà, speranza. Se è un mito, appunto, “come ogni mito è inesauribile per provocazione e saggezza, per amore e dannazione. Un mito che percorre le epoche della storia umana rimanendo sempre attuale e vivo in ogni presente. Il suo mistero contiene il nostro mistero, e da ogni punto lo si voglia guardare sembra riflettere una condizione esistenziale e umana tanto vasta che è impossibile non caderci dentro… Antigone va oltre la legge che divide, per una legge nascosta in ogni persona, la legge dell’amore. Tanto individuale il suo gesto quanto universale.” (note del regista).

 

Durante la serata evento, alla presenza della protagonista del teaser e del futuro film, Désirée Giorgetti, del regista a autore Carlo Benso e del cast artistico e tecnico del film, sarà raccontata genesi e volontà di un’opera che unisce in modo armonico, sinergico e originale tutte le arti; sarà anche raccontato il progetto intero, che vorrà coinvolgere i territori in cui sarà girato per creare veri e propri laboratori vivi di cinema, per il presente e per il futuro.
Nel corso dell’evento si esibiranno in performance tra amore, vita, morte, scontro sociale, danza, pittura, distrizione e creazione, mente e spirito, gli artisti Lara Pacilio, Corrado Delfini e Claudia Quintieri.

Bellone. Un vino giovane a avvolgente

Oggi non ho voglia di cucinare, quindi mi preparo una piadina. Il dilemma è con cosa annaffiarla, ma la mia cantinetta è pronta a fornirmi un ottimo vino. Con la piadina farcita ci andrebbe un bel rosso, ma spezzo la tradizione e stappo un Bellone dell’azienda Martino V di Genazzano.

Iniziamo parlando dell’etichetta che si presenta semplice, l’argento del nome dell’azienda si contrappone all’avorio della carta. Non ci sono disegni particolari, possiamo definire una grafica minimalista, il che può lasciare l’acquirente un po’ interdetto. Bisogna superare l’idea delle etichette pesantemente ornamentate.

Quando si stappa la bottiglia, si può chiaramente affermare che il contenuto non rispecchia la grafica. Ci troviamo avvolti da profumi giovani, leggermente vanigliati e fruttati che sono davvero invitanti. Come resistere? E mentre la piadina si scalda, mi lascio tentare da questo nettare.

Al palato si sente tutto il suo gusto pieno, persistente e avvolgente. Posso dire che è ottimo anche come aperitivo o accompagnando un pezzetto di formaggio. I profumi, per una profana come me, non sono totalmente identificabili; mentre lo verso nel calice, emergono chiaramente le fragranze fruttate, che vengono confermate quando lo si sorseggia. Il colore è, come si usa dire in enologia, paglierino deciso.

Ora che il mio pranzo è pronto, vi lascio all’immaginazione di questo abbinamento davvero fantastico. Ebbene sì, il vino Bellone si sposa benissimo con la mia piadina: prosciutto crudo di San Daniele, mozzarella rigorosamente di latte italiano, melanzane grigliate e scaglie di grana padano.

Non mi resta che salutarvi, alzando il calice e darvi appuntamento alla prossima recensione.

Dati informativi del Bellone:

Azienda: Martino V di Genazzano nel Lazio

Grado: 13° vol

Varietà: Bellone 100%

Zona di produzione: Colline dell’alto Lazio.

http://www.martinoquinto.it/

https://www.instagram.com/explore/tags/martinoquinto/

Stefania P. Nosnan

 

 

Birthday Girl di Penelope Douglas

Birthday Girl di Penelope Douglas (Newton Compton, 2018) è a tutti gli effetti un libro “intrecciato”. Intrecciato come i bellissimi abbracci che si concedono i protagonisti: Jordan e Pike; intrecciato come il loro folle e chiacchierato amore. Un sentimento che nasce dalla convivenza forzata tra la giovane Jordan e il maturo Pike; in quanto Jordan, inizialmente, è la fidanzata di Cole, figlio di Pike.

Questo sentimento tra i protagonisti cresce in ogni pagina. Scava sempre più in profondità, in modo incalzante e diretto. È un tuffo tra l’incontro di due generazioni distanti, ma che l’amore e la passione avvicinano fino alla fusione.

Jordan che ha tutta la vita davanti, Pike che ferma la sua, per aspettare questa giovane ragazza che l’ha portato di nuovo a credere nell’amore. Un libro accattivante, la cui scrittura senza troppi filtri è intensamente imbevuta di romanticismo, e ci porta a sognare di quest’amore contrastato per antonomasia, chiacchierato e colpito da pregiudizi. I protagonisti lottano per viverlo senza rimorsi.

“Il tempo ti passa davanti come un proiettile, e la paura ti offre le scuse che cerchi per non fare quello che sai che dovresti fare. Non dubitare di te stessa, non mettere in dubbio le decisioni che hai preso; non lasciarti bloccare dal timore, non essere pigra e non basare le tue decisioni sulle aspettative e la volontà degli altri. Prenditi quello che vuoi e basta, va bene?”

Mirtilla Amelia Malcontenta

One World Trade Center Restaurant

Il sogno si è avverato! Cena al OneDine o meglio conosciuto come One World Observatory Restaurant. Dove ci troviamo? Naturalmente a New York in cima al “One World Trace Center” o Freedom Tower. D’obbligo è la visita e le fotografie all’osservatorio che domina l’intera città.

Mettere sulla carta le sensazioni provate è assai difficile, ma vi assicuro che erano infinite. Lo spettacolo mozzafiato sulla metropoli, che questo grattacielo offre, è indescrivibile specie se a tale visione si unisce anche un incredibile tramonto; inoltre il luogo è suggestivo e possiede quella lieve malinconia che non serve nemmeno spiegarla. Eppure è tutto allegro, leggiadro e spudoratamente U.S.A.

Torniamo al ristorante che accetta i clienti solo previa prenotazione anche online; io ho prenotato il tavolo dall’Italia poco prima di partire. L’arredo è tipicamente americano e moderno; si è circondati da ampie vetrate. Si può mangiare anche al bancone del bar, come si vede nei film. I tavoli sono disposti strategicamente per allietare la cena con il tramonto sul Hudson River e poco più in là si può ammirare lo Stato del New Jersey. I colori incantano, come l’atmosfera in cui si è avvolti.

Come da prassi si cena sulla nuda tavola, non ci sono nemmeno le classiche tovagliette americane. L’acqua viene servita immediatamente ed è gratuita. Il menù non è molto vario, ma troviamo anche la classica pasta. Preparatevi psicologicamente ai prezzi che sono vergognosamente alti, rigorosamente senza iva e senza la tipo mancia, che in America è d’obbligo. Ma siamo seduti al OneDine quindi tutto il resto non conta, gli si può perdonare tutto anche pagare un piatto di bucatini 24$. Bisogna sempre tenere a mente che una pietanza dal nome italiano non equivale e non interpreta la vera cucina italiana, quindi arrendetevi al senso di adattamento. Come bisogna rassegnarsi ai loro dolci: burrosi, asciutti, abbondanti e accompagnati sempre da una pallina di gelato. Adorato e morbido pan di spagna in America non ti conoscono.

Servizio impeccabile e cordiale, i camerieri sono gentili e sorridenti, hanno bene a mente che siete voi a elargire la mancia, che varia dal 15% al 20%, al momento del conto e non è un’opzione.

Alla fine della cena ci si alza con rammarico dal tavolo, non tanto per la succulenta cena quanto per il panorama che ha allieto i nostri occhi, ma la discesa verso il piano terra è qualcosa di sorprendente. Gli ascensori ultramoderni, silenziosi e veloci ti accompagnano in una realtà virtuale che difficilmente dimenticherai, con immagini ad alta risoluzione che scorrono a mano a mano che procedi verso la vetta.

Il One World Trace Center ha 104 piani e la velocità degli ascensori è di 37km/h, impiega 60 secondi dal piano terra al 102° piano. Il ristorante è al 103° piano ed è raggiungibile tramite le scale.

Informazioni utili:

La prenotazione è necessaria sia per la vita all’osservatorio sia al ristorante.

https://oneworldobservatory.com/en-US/ticket-packages

Stefania P. Nosnan

 

 

AnNike… un sorso di Paradiso

Anniversario di matrimonio sinonimo di festeggiamenti, quindi come da prassi si visiona la riserva vinicola e dalla cantina vede la luce lei, AnNike Sauvignon Blanc 2016 della Cantina Del Tufaio di Zagarolo.

Questa bottiglia fa parte di una serie limitata che gentilmente il Sig. Loreti, titolare dell’azienda, mi ha regalato. Quest’esclusiva linea comprende anche AmMARIA, un altro superbo vino questa volta di color rubino. I nomi dei due vini sono un omaggio amorevole e unico verso la figlia e la moglie.

AnNike

Presentiamo questo nettare, nel vero senso della parola.

È un vino bianco prodotto da uve 100% Sauvignon Blanc e ha una gradazione alcolica di 13,40°. Alla vista si presenta di colore giallo paglierino brillante con riflessi d’oro verde. All’olfatto è intenso, ampio e fine. Sicuramente un sommelier avrebbe saputo indentificare ogni singolo profumo; non me ne vogliate se io non li elenco per ignoranza in materia, posso solo dire che l’ho trovato fruttato. Il miracolo avviene in bocca, quando lo si assaggia; è un’esplosione di fragranze e freschezza, che riesce a rapire con il suo gusto persistente e avvolgente.

È un vino davvero completo, che ha accompagnato in modo egregio il pranzo a base di pesce che avevo preparato, ma a mio parere può essere un ottimo aperitivo; anche d’inverno davanti al calore del caminetto in compagnia di amici o per un tête-à-tête, AnNike è la scelta migliore. Fateci un pensierino, ma ricordatevi che questa prelibatezza è limitata, infatti ho avuto l’onore di assaggiare la bottiglia n°539 di 800. Che cosa altro si può dire di questo vino? Credo si possa fare solo un plauso alla Cantina Del Tufaio e naturalmente menzionare che l’etichetta è stata creata dall’artista Salvatore Marchese.

Metodo di Vinificazione AnNike:

Vinificazione: 12 giorni fermentazione senza bucce | temperatura controllata di 16°. Affinamento in acciaio: sosta sulle fecce nobili per 6 mesi.

Informazioni:

Cantina Del Tufaio – Zagarolo (Roma)

Email: info@cantinadeltufaio.it

https://www.instagram.com/cantina_del_tufaio/

http://www.cantinadeltufaio.it/

Stefania P. Nosnan

Chantal Pistelli McClelland e la bellezza delle unicità

La bellezza delle donne è nella loro forza. La loro forza è nel loro coraggio. E di coraggio, bellezza e fascino la modella Chantal Pistelli McClelland ne ha da vendere. Conosciamola insieme…

Mi chiamo Chantal, sono italoamericana e vivo a Pisa.
Da molto tempo sto percorrendo una battaglia personale, che spero possa invece aiutare molte altre persone.
Credo fermamente nella bellezza delle unicità, a tutto ciò che da valore alle caratteristiche di ognuno. Siamo purtroppo abituati dalla moda e televisione a una bellezza stereotipata, irreale e questo porta a non accettarsi, a vergognarsi delle proprie caratteristiche fisiche.
Per molti anni mi sono nascosta, vergognata della mia situazione, vittima di pregiudizi e discriminazioni fin quando ho deciso di alzare la testa e considerare la mia caratteristica un’unicità. Da quel momento la mia vita è cambiata radicalmente.
Sono nata con un’aplasia al piede e porto una protesi da tutta una vita.
Grazie allo sport ho messo alla prova me stessa superando molti limiti, sono arrivata terza alla prima regata al mondo di Windsurf per diversamente abili, ad oggi pratico surf e snowboard e continuo ad affrontare i limiti che ogni giorno mi si presentano con determinazione e ottimismo.

Nella vita sono una modella. Modella. Punto. Senza etichette! Non sono una modella disabile, sono semplicemente una modella, perché la mia battaglia sta proprio in questo, eliminare le etichette che siamo abituati ad affibbiare alle persone: disabili, normodotati, siamo tutti semplicemente persone e ognuna con la propria meravigliosa unicità.
Essendo la mia protesi il mio personale must have non potendone farne a meno, ho deciso di valorizzarla, di renderla ancora più mia, considerandola un accessorio moda. Grazie a un caro amico artista la mia protesi è stata vestita di foglie d’oro a tema Klimt rendendola un vero e proprio pezzo d’arte non da nascondere ma bensì da esaltare.

L’arte e la moda sono un perfetto veicolo comunicativo e il concetto di bellezza può essere espresso attraverso l’esaltazione delle proprie unicità.
Mi piacerebbe essere rappresentata da un’agenzia senza etichette di genere, al momento cosa molto difficile dato che l’Italia in questo ambiente è ancora molto indietro con il concetto dell’inclusione.
Mi sto battendo per annullare l’etichetta di modella disabile, mi sto battendo per tutte quelle persone che ancora si nascondono.
Non vergognatevi delle vostre unicità, non ascoltate le voci di chi in realtà ha poco da dire, vivete a testa alta e lasciate che siano gli altri a guardare in basso.

Chantal

CONdivertimentoCERTO

 

 

Il 14 ottobre inaugura l’ottava edizione di La Voce di ogni Strumento.

Ad aprire la rassegna in Savoia Cavalleria a Grosseto il Duo Baldo.  

Appuntamento con il Duo Baldo domenica 14 ottobre alle ore 17.30 in Savoia Cavalleria, a Grosseto, per l’inaugurazione dell’ottava edizione della Stagione Musicale La Voce di Ogni Strumento diretta dal M° Gloria Mazzi.

La rassegna, realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Ministero della Difesa, la Provincia di Grosseto, il Comune di Grosseto, la Proloco di Grosseto, il Savoia Cavalleria, il Centro Militare Veterinario, il 4°Stormo Caccia Intercettori, il Lions Club Grosseto Aldobrandeschi, il Pasfa, Soroptimist, AscomConfConfcommercio, la Camera di Commercio Maremma e Tirreno, la Fondazione Grosseto Cultura e Agimus, esordisce con uno spettacolo musicale il cui titolo è già un programma: “CONdivertimentoCERTO”.

Il Duo Baldo, composto dal violinista Brad Repp e dal pianista Aldo Gentileschi, proporrà infatti una serata all’insegna della grande musica e del divertimento.

Le partiture di Debussy, Brahms, Paganini, Gershwin e di molti autorevoli compositori che hanno segnato con la loro opera l’evoluzione della storia musicale saranno la materia prima di una performance che proporrà al pubblico un nuovo modo di fruire questo repertorio.

Con spirito giocoso, gusto dello scherzo e della provocazione, naturale propensione alla comicità, il Duo Baldo offre allo spettatore un esempio concreto di un concerto cameristico dall’approccio inusuale ma efficace, che ha il duplice pregio di proporre musica colta superbamente eseguita dai due musicisti e contemporaneamente sottrarre questa stessa musica al rito tradizionale del concerto classico facilitandone così la fruizione.

Attraverso uno spiccato senso dell’umorismo e il naturale affiatamento tra i due musicisti da cui scaturiscono gag esilaranti, questa musica cattura il pubblico immediatamente e lo avvicina al repertorio dei grandi compositori. Numerosi gli ingredienti che Brad Repp e Aldo Gentileschimescolano in questa ricetta particolare del Duo Baldo: in primo luogo talento, abilità, virtuosismo strumentale, il loro essere soprattutto eccellenti musicisti, in secondo luogo un naturale senso di comicità nell’espressione e nella fisicità. Il risultato è un irresistibile e travolgente spettacolo che lungi dal farsi beffe della musica classica la porge e la rende godibile al suo pubblico con leggerezza. Non a caso il verbo “to play” in ingleseha la doppia accezione di “giocare” e “suonare”, che è proprio quello che farà il Duo Baldo al Savoia Cavalleria il 14 ottobre.

Gloria Mazzi, direttore artistico della rassegna, afferma: “Sono molto lieta di inaugurare questa edizione della Stagione con questo spettacolo che, per la sua particolare concezione, rappresenta per me la realizzazione di una delle finalità più importanti della rassegna. Oltre agli obiettivi primari di solidarietà con cui La Voce di ogni Strumento nasce e che ci porta a operare in stretta collaborazione con le Associazioni ADMO, AVIS, AISM, La Farfalla e AIPAMM, infatti, sin dalle prime edizioni ho voluto fortemente coinvolgere un pubblico molto ampio, portare la musica, la buona musica, ad un numero sempre maggiore di persone, in un’ottica di condivisione della bellezza e di divulgazione culturale a 360 gradi. Il Duo Baldo adempie pienamente aquesto fine proponendo un concerto divertente ma allo stesso tempo di elevata qualità artistico-musicale.

Il Duo Baldo, composto da Brad Repp al violino e Aldo Gentileschi al pianoforte, ha avuto il suo primo importante successo il 24 aprile 2004 quando è stato invitato dalla “Fondazione Arpa” per accompagnare il tenore Andrea Bocelli. In seguito si è esibito, in Italia e all’estero, calcando palcoscenici prestigiosi tra i quali ricordiamo il Festival di Salisburgo nel 2010, il Musashino Cultural Foundation di Tokyo, la Shanghai Concert Hall, Il Festival Mozaic di S. Luis Obispo in California, il Centro Culturale “Roberto Cantoral” di Città del Messico, il Teatro Grande di Brescia, i concerti dell’Associazione Musicale Lucchese e quelli della Società dei Concerti di Trieste. L’11 settembre 2011 il duo ha suonato un concerto col pianoforte di Giacomo Puccini accompagnando il soprano Maria Luigia Borsi al Teatro Giglio di Lucca nell’esecuzione di quattro fantasie su quattro opere Pucciniane arrangiate da Aldo Gentileschi e Brad Repp.

Ricordiamo infine la presenza al maxiconcerto Pax Mundi in ricordo di Papa Giovanni Paolo II trasmesso da RAI2 e il successo ottenuto alla trasmissione “Tu Si Que Vales” su Canale5.

Il violinista Repp suona un prestigioso violino di Testore del 1736.

Il pianista Gentileschi suona il pianoforte che trova sul palco.

IMPORTANTE

L’ingresso al concerto è a offerta libera, prenotazione obbligatoria entro 3 giorni prima comunicando: NOME E COGNOME, via email o sms al num telefonico.

Per informazioni e prenotazioni: 339 – 7960148

e-mail: lavocediognistrumento@gmail.com

https://lavocediognistrumento.it/

Ufficio stampa Madia Mauro

In Vino Veritas!

Quante volte ci poniamo questa domanda: Che vino posso offrire? Che vino regalo? È un dilemma per molti e devo dire che non è facile scegliere in un mare di aziende vinicole più o meno famose. Con onestà bisogna ammettere che la prima cosa che si guarda è il prezzo, almeno io, questo è uno dei punti dolenti; quando si compra una bottiglia di vino non bisogna guardare l’etichetta del prezzo. Un ottimo vino non è mai a buon prezzo e noi vogliamo fare bella figura, specie se la cena è importante, anzi fondamentale; magari un anniversario o una bella notizia. C’è un però in agguato, non è detto che il prezzo rispecchi il vino acquistato. Come si fa a sapere se la scelta è stata oculata? Bisogna affidarsi a Eat Drink Love di Pink Magazine, che con questa rubrica cercherà di sviscerare i segreti, i trucchi e sfatare i falsi miti sulla bevanda degli Dei e che Bacco che la mandi buona, anzi una bottiglia del migliore.

I latini dicevano: In Vino Veritas, quindi per scrivere questo post un calice di ottimo prosecco è d’obbligo. Conosciamo questa bevanda millenaria, le cui radici risalgono ai Sumeri. Successivamente ha avuto un’espansione in tutto il mondo grazie alla sua versatilità nel trovare habitat ovunque, tranne all’Antartide, ma lì poche cose resistono. Cenni storici ci portano in Egitto, poi in Grecia e da qui l’introduzione in tutta Europa dove ha trovato terreno fertile. Furono gli Etruschi e successivamente i Romani a perfezionare le tecniche di vinificazione, quindi grazie a loro se l’Italia è uno dei migliori produttori di questo nettare.

Venendo ai nostri giorni nella nostra amata patria si possono contare 310.000 aziende vinicole per un fatturato di 12,4 miliardi di Euro, con una produzione di 47 milioni di ettolitri. Che dire? Bei numeri! Tornando a questa inebriante delizia possiamo e dobbiamo fare delle distinzioni, perché ci sono varie tipologie: bianco, rosso, rosato, passito, novello, spumante e liquoroso.

Il mondo del vino è immenso, quando si parla di vini autoctoni si intende vini originali di un certo luogo. Poi si varia tra D.O.C., D.O.C. G e I.G.T. Ogni vino è indicato per una tipologia di piatto, avvenimento e se vogliamo anche bicchiere. Siete frastornati o ubriacati? Effettivamente quando si parla con uno del settore, poco dopo si esce completamente alticci e non per gli assaggi. Chi opera in questo bellissimo ambiente ha un amore reverenziale per questo prodotto; un amore il più delle volte corrisposto. Personalmente vivo in questa realtà da ben trent’anni e non si finisce mai di imparare. Una cosa importante da sapere e che tutti gli enologi ripetono: il vino è vivo! Respira, si alimenta, cresce e invecchia; se viene trattato con amore diventerà un grande vino.

Questa piccola introduzione è per spiegare la nuova rubrica Eat Drink Love Food & Wine di Pink Magazine. Premetto che non è una sponsorizzazione, ma un racconto sulle mie esperienze nel settore, date da degustazioni e visite alle aziende vitivinicole. Questo angolo vuol essere un aiuto per arricchire la tavola con un tocco di eleganza, ammaliando gli invitati. Nel prossimo articolo parleremo di vino bianco, il mio preferito tra l’altro, mi concentrerò su determinate caratteristiche, gli abbinamenti e naturalmente su alcune aziende più o meno famose. Perché non è importante il marchio, ma il prodotto che sia gradevole al palato, persistente in bocca e che esalti la pietanza.

Ricordatevi di bere bene, ma con giudizio e di non guidare dove aver bevuto.

Stefania P. Nosnan