L’eterno movimento di Veronica Ventavoli

Veronica Ventavoli si classificò terza a Sanremo Giovani 2005 con il brano L’IMMAGINARIO. Dopo un periodo di assenza dalla scena musicale, periodo in cui si è dedicata al conseguimento della Laurea in Storia e a esperienze nel campo del giornalismo, è tornata alla musica lo scorso anno con un nuovo singolo intitolato SENZA DI TE. Oggi, a distanza di qualche mese da quella uscita, torna a proporre alle radio un nuovo brano intitolato ETERNO MOVIMENTO, pop dal passo molto radiofonico e caratterizzato da belle sonorità anni ‘90 che mettono in luce la particolare espressività vocale dell’artista. Scritto da A. Ianni, S. Pulvirenti (compositore candidato al David di Donatello 2014) e A. Simeone, produzione Antonio Ianni/A&P Amati, edizioni musicali APbeat.

Veronica ha iniziato a cantare all’età di 15 anni collaborando con diverse agenzie di spettacolo e associazioni musicali, in veste di solista o all’interno di formazioni pop/rock. Ha partecipato a svariati programmi televisivi su reti regionali e nazionali (ospite fissa di “Vivere Meglio” 2003-2004 su Rete4, di cui era anche interprete della sigla) e a concorsi, forte di un’ottima presenza scenica e di una voce potente e molto espressiva. Nel 1997 vince il “Festival Nazionale degli Interpreti”. Nel 2000 diventa la voce degli Ultraviolet, band electro pop con la quale registra un disco con la Warner. Nel 2004, conclusa l’esperienza con gli Ultraviolet, partecipa come solista all’Accademia della Canzone di Sanremo, e vincendola acquisisce il diritto a partecipare al FESTIVAL DI SANREMO 2005 nella categoria Giovani, firmando contemporaneamente un contratto con la Universal. Alla kermesse sanremese presenta il brano L’immaginario, con il quale si classifica al 3° posto. A tale esperienza, nel 2006, ha fatto seguito l’uscita dell’album L’amore è semplice, per Platinum Studio/Universal e la partecipazione a numerose serate musicali organizzate da radio e televisioni tra cui Rai, Mediaset, Video Italia, Odeon TV, RTL 102,5 e Radio Italia Network. Nel 2009 e nel 2010, con la produzione di Antonio Ianni, incide i singoli “Ma l’amore che cos’è?” e “L’amore si deve imparare”, che superano le preselezioni per il Festival di Sanremo senza però riuscire ad accedere alle serate finali. Successivamente si dedica al completamento degli studi universitari e a un Master in Giornalismo, concedendosi di tanto qualche ospitata e qualche concerto col progetto Acusticanto Project Live. Nel 2017 torna alla discografia originale con un nuovo singolo intitolato “Senza di te”.

 

 

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Premio Strega Mixology

Presentati i cinque cocktail che saranno serviti alla 72a edizione del Premio Strega, il prossimo 5 luglio a Roma.
Tra i finalisti una barlady: oltre il 10 percento delle iscrizioni sono donne

Grande evento di mixology presso il Gin Corner e il Ristorante Baccano di Roma, per la presentazione dei cinque cocktail del Premio Strega MixologyNovità assoluta del format, la possibilità, per i cinque barman di servire i propri cocktail originali agli oltre mille partecipanti della settantaduesima edizione del Premio Strega letterario, che si terrà giovedì 5 luglio 2018, a Roma,nella consueta, splendida, cornice del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. 

Più di 200 le ricette giunte da tutta Italia, oltre il 10 percento delle quali provenienti da barlady, con un sostanziale incremento della partecipazione femminile: la storica azienda Strega Alberti Benevento richiedeva ricette originali a tecnica libera con almeno 3 cl di Liquore Strega e ispirate a uno dei 71 libri vincitori delle passate edizioni del Premio Strega. I cinque drink – tra questi la creazione di una barlady – sono: Testa Dura (composto da Liquore Strega, Amaro Braulio, sherbet limoni e camomilla home made, succo di limone e ginger beer) di Ugo Acampora del Twins, cocktail, wine, coffee di Napoli; Ancora una volta (Liquore Strega, Tanqueray Ten Gin, succo di limone, honey mix Dzenevrà e foglie di menta) di Jonathan Bergamasco del Caffè Imperiale di Vercelli; Ottovolante (Liquore Strega, Vermouth al Pop Corn homemade, Fernet, ginger ale e twist d’arancia) di Gianluca Di Giorgio del Bocum Mixology di Palermo; Cosmo Stregato (Liquore Strega, Vodka Torrone Mix, succo di limone, spuma di bacche e fiori di sambuco con yuzu) di Solomiya Grytsyshyn del Chorus Cafè di Roma e Il compositore stregato (Liquore Strega, whisky torbato, succo di limone, uovo aromatizzato, acqua sciroppata camomilla e menta, grattata di noce moscata) di Edoardo Nervo del Les Rouges di Genova


Il Liquore Strega
Nel lontano 1860 nasce in Campania, a Benevento, lo stabilimento in cui ancora oggi si produce il liquore Strega. Lo Strega é un prodotto completamente naturale ottenuto dalla distillazione di circa 70 tra erbe e spezie, provenienti da varie parti del mondo. Con le sue intense note aromatiche, con il suo inconfondibile profumo, questo liquore crea, con gli altri ingredienti, un sorprendente contrasto fra elementi speziati ed erbacei, corposi e leggeri, senza perderne l’anima raffinata.

Per maggiori informazioni
www.premiostregamixology.strega.it
premiostrega@strega.it
www.facebook.com/StregaAlberti/

Ufficio Stampa
Carlo Dutto

Delitto nel campo di girasoli

Ovvero le disavventure di un vice commissario con tre figli, un marito rintronato, un superiore da prendere a schiaffi, una madre da mandare alla gogna e una arzillissima campagna nella frazione di paese di provincia di altra campagna ( … che al mercato mio padre comprò!).

Ah, per non parlar della ragazzina crime-dipendente, del Parlamento di ottantenni e del gatto Sigismondo.

Chi dice che la vita in un paesino di provincia è tanto rilassante quanto noioso deve essere cresciuto in città.

A Borghereto, ridente paesello incastrato tra i campi umbri, per combattere la noia ci sia attrezza da sempre: chi si occupa di ricostruzioni storiche, chi una volta raggiunti gli ottanta si aggiunge al Parlamento, chi si dà alla scrittura, chi all’omicidio… e chi riesuma cadaveri dal letto dei torrenti.

In particolare quest’ultima sembra essere l’attività preferita di Leyla Prasad, dodicenne indo italiana con tanti spigoli, Duracel incorporate nel sistema linfatico e una passione decisamente fuori forma per i misteri. Sarà deformazione familiare, visto che la madre, Mirella Vergari, è il vice commissario del paese?

In ogni caso la ragazzina, appena lascata libera per le vacanze estive, in una ricognizione per il circondario campagnolo insieme alla sorellina, scopre il cadavere di una coetanea sconosciuta nel letto secco di un torrente.

Grande spavento.

Anzi no.

Grande eccitazione. Potrebbe essere il primo passo della sua vita da brillante detective, sulle orme di Poirot e degli squali della legge di Law & Order.

Tanto più che delle indagini si occuperà la madre. Mirella Vergari, indaffaratissima a barcamenarsi tra una famiglia da gestire (che il dolcissimo marito buddhista non è troppo d’aiuto), un lavoro senza mezze misure, un gatto da educare e una madre che ha fatto del rompere le scatole una vera crociata, col suo carattere da maschiaccio e i suoi modi pratici sa benissimo come impostare un’indagine. Il problema è che l’omicidio della bambina presenta da subito parecchi lati oscuri, troppe piste aperte, e una presunta soluzione troppo facile che finisce per complicare ancora di più le cose. Quante maschere può indossare una sola persona? E quanti fantasmi possono aggirarsi tra le spighe di grano?

Ma non c’è problema! Ci penserà Leyla a dare una mano ai poliziotti finiti immancabilmente a brancolare nel solito buio. Zaino mimetico in spalla e tanta inventiva, Leyla non vede l’ora di lanciarsi nell’avventura e scalare le classifiche dei detective più in gamba della letteratura.

Delitto nel campo di girasoli è stato pubblicato dalla casa editrice Newton Compton a seguito di un concorso che ormai è arrivato alla sua ottava edizione, Il mio esordio. Si tratta di un concorso online aperto e gratuito che ogni anno vede premiati quattro vincitori in altrettante categorie (narrativa, poesia, saggi e fumetti), con la pubblicazione della loro prima opera. L’autrice di Delitto nel campo dei girasoli è Marzia Elisabetta Polacco, nata a Bari, residente a Orvieto, vincitrice della categoria di narrativa del concorso dello scorso anno. Facile capire il perché della vittoria: a parte lo stile di scrittura frizzante e mai banale, sono i personaggi della storia a colpire. Leyla che legge come un treno, si fa i film romantici appena il ragazzino che le piace le dice ciao, tenta in tutti i (goffi) modi di estorcere informazioni riservate ai collegi della madre e parla come i detective delle serie tv americane, intenerisce e fa scoppiare a ridere di cuore. E Mirella, sua controparte adulta, non fa che rafforzare l’idea che #girlspowerè un mantra, soprattutto se abbinato a infradito comode, tutona antisesso e ettolitri di caffè per mandare avanti la baracca.

Con forza, risate e un bel po’ di mistero.

Diletta Adalgisa Parisella

A Firenze l’arte incontra la tecnologia

A FIRENZE L’ARTE INCONTRA LA TECNOLOGIA
la nuova Classe A della GMG Mercedes e l’EnoArte di Elisabetta Rogai

 “Ehi Mercedes!”, allegria e ironia per una ventata d’aria nuova  – a sorpresa – per la quarta generazione della baby Benz, dove la tecnologia è l’elemento chiave del rinnovamento con un inedito infotainment e un motore entry level e dunque entrare in un nuovo mondo interagendo con la propria auto, sfiorando con mano il touchpad, il touchscreen e i tasti al volante, limiti inimmaginabili per l’interazione tra uomo e macchina, due parole ed ecco che nuova Classe A non solo ti ascolta ma risponde anche alle richieste consentendo di gestire facilmente e con un comando vocale tante funzioni del sistema di navigazione, dell’autoradio, del climatizzatore e altro ancora.

Dopo un debutto in privato ad Amsterdam  la nuova Classe A, che sarà una delle protagoniste del salone di Ginevra 2018, è stata presentata in tutta Italia il 12 di maggio ma la presentazione a Firenze effettuata dalla GMG Mercedes su intuizione di Giovanni Birindelli nella Piazza Strozzi, ha sorpreso il mondo degli appassionati e la stampa per un inedito concentrato di eleganza e stile.

Infatti Piazza degli Strozzi è stato teatro di un evento che ha abbinato l’Arte e  la bellezza alla tecnologia più avanzata, l’EnoArte di Elisabetta Rogai alla Classe A, una inedita performance live,  l’abile uso del  pennello dell’Artista abbinato al  Chianti Classico del vino dell’Azienda Agricola Colle Bereto per un momento che celebra la passione per il mondo dell’Auto con l’Arte, il glamour di autovetture di sogno mostrate in anteprima nazionale dalla concessionaria GMG Mercedes di Giovanni Birindelli.

Non nuova ad avere consensi e definizioni della sua tecnica EnoArte “innovativa” l’Artista Elisabetta Rogai e l’imprenditore Giovanni Birindelli – GMG Mercedes – hanno riunito autorità, collezionisti e amici, clienti, stampa e campioni dello sport  al Colle Bereto, l’american bar più glamour di Firenze, dove la concessionaria GMG Mercedes, main sponsor dell’evento, ha creato su red carpet un isola statica di stile, presentando in anteprima la nuova Classe A Mercedes, autovettura compatibile con la bellezza della Piazza Strozzi, facendola diventare, da memoria storica, il luogo privilegiato dello scambio di arte e tecnologia, un crocevia di cultura, mutando armoniosamente, un simbolo della storia di questi luoghi antichi, rendendoli moderni e vivibili.

Press Cristina Vannuzzi

Firenze, maggio 2018

Colle Bereto – Piazza degli Strozzi, 5R – 50123 Firenze

www.elisabettarogai.it

www.gmgspa.com

www.cafecollebereto.com

 

 

La città dei lettori

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Dal 1 al 3 Giugno la città di Firenze si vestirà a festa e diventerà La Città dei Lettori. Libri, letture e tanti incontri nel verde di Villa Bardini: il giardino più bello della città che per tre giorni farà fiorire la cultura (e anche diversi alberi grazie al progetto Treedom) che volge lo sguardo su tutta Firenze, a due passi da Ponte Vecchio

Una location mozzafiato, dunque, dove per tre giorni si avvicenderanno letture itineranti, approfondimenti culturali, spettacoli, incontri con i tanti autori nazionali ed internazionali che interverranno con lo scopo ultimo di mettere al centro di tutto il libro e i lettori. Una prima edizione che sarà l’inizio di un percorso culturale, per il libro, per i lettori, per Firenze.

“Con Firenze nel cuore abbiamo creato un programma che ha l’intento di far divertire e festeggiare i lettori con proposte varie e originali”

Con queste parole dei direttori artistici Gabriele Ametrano e Martina Donati si è aperta oggi la conferenza stampa per presentare La città dei lettori insieme al presidente della Fondazione Villa Bardini Carlo Sisi che ospiterà l’evento e della Fondazione CR Umberto Tombari e al vicesindaco di Firenze Cristina Giachi.
C’è grande entusiasmo e grande fermento intorno a questo Festival che rappresenterà una vera svolta culturale, ma non solo, per questa città, cercando di avvicinare alla lettura anche una fascia di pubblico solitamente più distratta nei confronti del “libro”. Ma l’attenzione del Festival non sarà incentrata soltanto sulla cultura e sui libri ma anche sull’ambiente. La città dei lettori è il primo appuntamento letterario nazionale che si impegna per ottenere un impatto zero sull’ecosistema. Grazie al supporto di Treedom, azienda leader nel settore ambientale, verrà infatti creata la foresta della città dei lettori, in cui verranno piantati già ad inizio manifestazione una ventina di alberi. Durante i tre giorni  del Festival il numero degli alberi crescerà fino a riequilibrare la produzione delle emissioni. Anche la solidarietà e l’impegno sociale
saranno al centro del festival. L’associazione Wimbledon sostiene infatti le attività di Busajo Onlus u progetto nato a Firenze che promuove accoglienza, istruzione e reintegro di bambine e bambini di strada in Etiopia, a cui verrà devoluto parte del ricavato ottenuto dal progetto di crowdfounding attivato per la Città dei Lettori

Per la prima volta Firenze ospiterà il Premio Strega con il tour ufficiale dei dodici autori candidati.
Il festival vedrà la nascita del Premio Book Blogger Italia 2019, il primo premio letterario che celebra blogger, instagrammer, youtuber e il loro determinante contributo in campo editoriale. Inoltre torneranno nuovamente in città nomi che da tanto, troppo tempo, non passeggiavano per le nostre strade.

COSA C’E’ IN PROGRAMMA

Il premio Strega a Firenze

Il Festival della Città dei Lettori porta per la prima vota a Firenze il tour di presentazione ufficiale del Premio Strega 2018 con la partecipazione dei 12 autori candidati (venerdì 1 giugno). Questo incontro è inserito nel progetto “Talk a Villa Bardini” e sarà all’insegna del piacere di leggere e permetterà di conoscere i protagonisti oltre le loro pagine.

Florence Book Party

&

Premio Book Blogger 2019

In occasione del Florence Book Party – in collaborazione con il nostro blog – gli amanti del genere Fantasy, Young Adult, fiction contemporanea e romance potranno incontrare i loro autori più amati per un firma copie. Più di 20 autori saranno a disposizione del pubblico per un autografo, una foto, una stretta di mano e qualche chiacchiera in vostra compagnia in un contesto assolutamente unico ed innovativo: una festa nella festa!
Cinzia Giorgio, Virginia De Winter, Manlio Castagna, Felicia Kingsley, Tea Ranno, Alessandra Angelini, Diego Galdino, Silvia Ciompi, Chiara Parenti, Cassandra Rocca, Patrisha Mar, Bianca Marconero, Silvia Montemurro, Anna Chiatto, Sabrina Grementieri, Adele Vieri Castellano, Camilla Dell’Orto Necchi, Loretta Tarducci e Elisa Trodella, Angela Iezzi, Jules Hofman, LF Koraline, Viviana Picchiarelli e Chiara Panzuti vi aspettano per conoscervi e farvi conoscere i loro libri.
Verrà lanciato il Premio Bookblogger 2019, il premio letterario che riconosce il determinante ruolo che, ormai da anni, svolgono blogger, instagrammer, youtuber e del contributo che negli ultimi anni hanno dato al settore dell’editoria. Potranno partecipare tutti coloro che dimostreranno di gestire un blog o di collaborare con interviste agli autori e recensioni; che hanno un canale You Tube o un profilo Instagram attivi dedicati ai libri, e tra questi verranno premiati anche i migliori influencer di libri. Verranno premiati inoltre i romanzi italiani e stranieri per ciascuna delle categorie scelte: fantasy, Young Adult, Thriller e Fiction Contemporanea.

Le novità e gli incontri

Alcuni autori saranno protagonisti del festival con i loro libri appena usciti, non ancora presentati a Firenze. Paolo Giordano con “Divorare il cielo” (Einaudi). Chiara Francini con “Mia madre non lo deve sapere” (Rizzoli). Il giornalista statunitense Ben Greeman con il suo “Purple Life. Genio, funk, sesso ed enigma della musica di Prince” (EDT).
Nel programma anche gli incontri con Lorenzo Mattotti, Lia Levi, Riccardo Facinelli, Federica Bosco, Corrado Fortuna, Alessandro Zaccuri, Gabriella Genisi, Sasha Naspini, Simona Atzori e Pinuccio, Marcello Simoni e Matteo Strukul, Claudio Marazzini e Vera Gheno. Carlo Crabba, Enzo Fileno e tantissimi altri di cui vi parleremo dettagliatamente presentandovi il programma completo nei prossimi giorni, sul blog.

Spazio Ragazzi

Un ricco programma di incontri sarà dedicato ai ragazzi per la sezione curata da Teresa Porcella in collaborazione con l’Associazione Scioglilibro. Per i più piccoli sono stati pensati appuntamenti mirati alla fantasia, grazie agli incontri con Jessica Joelle Alexander, Nadia Terranova, Antonella Ossorio; Patrizia Rinaldi, Enzo Fileno Carabba, Giuseppe Girimonti Greco e il Premio Strega Giovani 2018 Paola Zannoner.
Ogni giorno spettacoli e laboratori didattici in cui ragazzi e famiglie potranno immergersi nelle storie.

Letture, teatro, laboratori

Il giardino di Villa Bardini sarà animato da letture itineranti a cura del gruppo Interazioni Elementari mentre la collaborazione con Murmuris + Atto Due porterà in scena nel suo luogo naturale, il giardino, lo spettacolo Il migliore dei mondi possibili” di Magdalena Barile e ispirato al “Candido” di Voltaire.
Ma anche l’editoria e i suoi aspetti social saranno protagonisti al festival: Copertine da Favola sarà il tema del laboratorio di IED Firenze proposto ai ragazzi delle scuole secondarie mentre per gli amanti dei social e in particolar modo di Instagram, The book is on the tablet” è l’incontro organizzato con i giovani influencer per sperimentare e approfondire le tecniche che portano sul piccolo schermo i libri e le letture più appassionanti.
Perciò… non prendete impegni.
Il 1-2-3 Giugno vi aspettiamo a Firenze:

Lake View. I giovani creativi

Il team dei tre giovani fondatori del marchio Lake View è determinato nel proporre nuove idee nel mondo del fashion, brillanti idee e spirito manageriale emergono in modo sorprendente nelle loro creazioni.  La presentazione della seconda Capsule, presentata il 20 aprile 2018, ha riscontrato un grande successo confermando il grande talento di Greta Schettino, Pietro Floris e Pietro Fadda. Insieme nel 2016  hanno fondato  il brand Lake View, tutti classe ’97 hanno frequentato, il Liceo Volta di Como per poi intraprendere studi diversi rispettivamente di sociologia, giurisprudenza e fashion design. La produzione dei capi è stata, come nel caso della prima collezione, totalmente artigianale e volta allo scopo di creare capi unici e dotati di una valenza artistica. I capi sono dunque prodotti in una quantità estremamente limitata ed assumono pertanto un valore aggiunto di unicità e cura al dettaglio, sebbene vi sia l’interesse in futuro di sviluppare il brand verso una produzione industriale.

La collezione è caratterizzata concettualmente da un immaginario punk che non vuole tuttavia connotarsi di sfumature di protesta e ribellione quanto piuttosto incarnare il senso di una gioventù unita, indipendente e creativa.  La presentazione della nuova Capsule, ha rivelato la fusione tra i vari  elementi, quali: la moda, l’arte e la musica,  una sinergia perfetta che ha catturato l’attenzione dei presenti.

Un altro aspetto fondamentale, per il giovane brand Lake View è il riciclo  e la rielaborazione di capi vintage.

In particolare emerge l’idea di selezionare accuratamente di capi unici che già di per sé raccontano una storia, e donare loro una seconda vita tramite la loro attualizzazione.

Tale modernizzazione dei capi vintage vede in questa capsule numerosi passi avanti rispetto a quella dell’anno precedente, esplorando concettualmente il tema del decostruttivismo, con immancabili riferimenti al mondo di Martin Margiela. I capi spalla derivati dal mondo militare quali parka, sahariane e bomber, sono accompagnati dalle giacche ed i pantaloni in denim,  tutti scomposti e riassemblati tra loro al fine di esplorare nuove soluzioni volumetriche e stilistiche.

Un grande traguardo raggiunto per il giovane team, che con uno sguardo al passato si proietta con attenzione  nella modernità del futuro.

Gabriella Chiarappa

 

Storia di una famiglia perbene

 

“Tu si ‘na mala carna, essa si’, ‘na mala carna.”  Con queste parole della nonna materna, sibilate in barese stretto sulla soglia di casa e sull’orlo di un guaio sfiorato, inizia la storia di Maria De Santis.

Maria è una ragazza di carta e sogni, protagonista e voce narrante di Storia di una famiglia perbene, edito da Newton Compton e appena uscito in libreria, fresco fresco di stampa.

Il romanzo è il terzo parto letterario di Rosa Ventrella, autrice presso lo stesso editore di Innamorarsi a Parigi, e Il giardino degli oleandri. A quanto pare la Ventrella ha un debole per le storie familiari, ma questa volta ha ambientato il suo racconto nella natia Bari, o meglio, in un quartiere preciso della città: peraltro, sembra che siano già stati venduti i diritti per farne una serie tv.

Si potrebbe dire che il fulcro del romanzo sia una storia d’amore, ma sarebbe piuttosto riduttivo.

Tutta la storia è soprattutto un grande, imponente, dettagliato affresco del quartiere più disgraziato di Bari, il cuore della città vecchia, San Nicola. La storia incomincia a metà degli anni Ottanta, ma il tempo è una dimensione aliena a questo luogo. Potrebbe essere il Medioevo, il pieno Risorgimento, o i primi del novecento: tutto appare immobile ed eterno come il movimento di una macina. Al di fuori dei cinquanta passi del rione, nulla ha importanza. Varcarne la soglia significa entrare in un mondo crudo, scarno, dove il tempo è sospeso e anche la distanza tra vivi e morti, fede e superstizione si fa labile. La pietra bianca, ogni viottolo e panno steso, le voci diverse delle comari, tutto rivive con prepotenza, ruba la scena e anche la fastidiosa presunzione della voce narrante si stempera in un ritratto a tinte forti di un mondo contrastato i cui colori sbociano sulla pagina più vivi che mai.

Il quartiere è una creatura viva, e malvolentieri cede ciò che gli appartiene. Lo sa benissimo Maria, o Malacarne come la chiamano tutti, perché in quel luogo il soprannome è ciò che da l’identità. Cresciuta con un padre difficile, una madre silenziosamente amorevole e due fratelli che sono il giorno e la notte, Maria subisce e attacca quel grembo di pietra scomodo che l’ha vista crescere. San Nicola sembra aver fatto della disgrazia e della povertà la sua bandiera, e a reggerla c’è Senzasagne, il padre di Michele, unico amico di Maria: la loro vita sarà un continuo intrecciarsi e sfuggire, osteggiato tenacemente dal padre di lei. La piccola Malacarne farà dello studio la sua arma di difesa e offesa. Una ragazza che pur essendo fragile si ostina a sbandierare la sua immagine di donna forte, e che come tutte le donne smarrite che si credono indistruttibili finirà per trovare un’identità negli occhi di un ragazzo. Un ragazzo che non può avere.

La storia della famiglia di Maria si snoda pigramente sul flusso di un tempo immaginario, fin quando una tragedia inaspettata non accelera i tempi verso un finale a sorpresa. Si può davvero sfuggire alle proprie radici? O il quartiere bianco e grigio getterà sempre la sua ombra sulla vita di Malacarne e Michele Senzasagne?

Diletta Adalgisa Parisella

Questione di pelle… e di allergeni!

Aprile dolce dormire, ma non solo. Questo periodaccio è anche universalmente noto come il regno delle allergie. La proliferazione di pollini rende la vita difficile ad un bel mucchio di noi (come se il caldo improvviso non fosse già sufficiente). Il gruppo di abbonati stagionali al mai ’na gioia però sarà felice di sapere di avere una nuova indiscussa regina. Costei fa di nome Jubelee Jenkins, vive poco distante dalla Grande Mela, ed è nata dalla penna della scrittrice statunitense Colleen Oakley, ora tradotta in italiano da Newton Compton.

Gli editori italiani hanno pubblicato il romanzo col titolo Confusa e innamorata, ma l’originale, Too close to touch, rende meglio l’idea. Già, perché la protagonista Jubilee non è allergica ai fiori, al pelo del gatto o alle fragole, no. Lei è allergica agli esseri umani. Che sarebbe anche un punto di vista condivisibile se fosse, appunto, solo un punto di vista. Purtroppo Jubilee è affetta da una rarissima patologia che la espone ad un rischio costante di shock anafilattico se per sbaglio entra in contatto, anche solo per pochi istanti, con la pelle di un altro essere umano. Comprensibilmente, la ragazza finisce per chiudersi in casa per nove lunghi anni, all’inizio più come un gioco (“vediamo quante cose riesco a fare dal computer di camera mia”), andando avanti sempre più come una necessità. Copertine calde, un wifi potente e tanti libri. Quasi la vita perfetta, se non fosse spezzata dalla morte improvvisa della madre di Jubelee, il suo unico sostegno economico.

Ora l’unico modo per la ragazza, sola al mondo, di sopravvivere, è trovarsi un lavoro. Dopo moltissimi tentativi e una enorme dose di ansia da combattere, Jubelee si ritroverà dietro al banco dei prestiti di una biblioteca, pronta per fare la conoscenza dell’altra voce narrante del romanzo, Eric Keegan. Eric di allergie non ne ha, ma il mai’nagioia scorre potente in lui. Divorziato, trasferito, una figlia adolescente che non gli parla da mesi, un figlio adottivo traumatizzato dalla morte dei genitori, brillante ma decisamente problematico e fissato con la telecinesi. Dal loro incontro potrebbe, forse, nascere qualcosa di finalmente positivo per entrambi?

La Oakley, in patria, non è al suo primo romanzo, e si vede. Sa mantenere un registro narrativo fluido e pulito, e l’idea dell’allergia agli umani è sicuramente insolita e molto accattivante. Però. C’è un però. Anzi, due. Il primo riguarda il ritmo del libro: è lento, un po’ troppo forse, e soprattutto nelle prime 100 pagine, si rischia spesso di sfiorare la noia. Il secondo è il protagonista maschile, Eric. La narrazione si svolge a capitoli alternati, in prima persona, dal punto di vista di Jubelee e di Eric. E non è che l’autrice non sia brava a calarsi nei panni e nella testa di un personaggio maschile, è che proprio lui non va. È irrimediabilmente inetto, verrebbe voglia ogni pagina su due di saltare nel libro e prenderlo a schiaffoni, possibilmente strillandogli “Svegliati, bello di mamma!!”. Un vero peccato. Per fortuna Jubelee è un personaggio interessante, ben descritto e con cui è facile entrare in sintonia. La sua metà del racconto scorre che è un piacere ed è impossibile far finta di non capire, almeno un po’, le sue ansie. In un certo senso è terapeutico…

Da leggere accanto a un flaconcino di Rinazina, che di questi giorni non si sa mai.

Diletta A. Parisella

Martha Hill, Spiderman e lo Spritz

Drinking with L. A.

Un drink con Alessandra Lumachelli

di Alessandra Lumachelli 
In questa ricerca costante di noi stessi, che è la vita, mi è capitato di imbattermi in una canzone bellissima, “Surrender” di Martha Hill, che esprime il desiderio di arrendersi alle proprie emozioni e di viverle appieno. Come immaginerete, era un invito subliminale ad intervistarla! Mossa anche dalla curiosità di ascoltare la sua bella voce live, accompagnata da pochi essenziali strumenti. Amici, per voi: Martha Hill.
Se tu fossi una supereroina, che supereroina saresti e che superpoteri avresti?
Oh! Non conosco a fondo la storia della maggior parte dei supereroi. Ma so esattamente quale superpotere desiderare. Hai presente le scimmie quando saltano da un albero all’altro, e si arrampicano molto rapidamente? Vorrei potermi arrampicare così, come Spiderman. Sì, vorrei essere Spiderman.
Se tu avessi la macchina del tempo, dove andresti? Passato? Futuro? Resteresti qui?
Mi piacerebbe andare in America e in Australia, prima della loro colonizzazione. Nel periodo dei Nativi americani, e degli Aborigeni australiani.
Sono rimasta colpita dal testo del tuo brano “Surrender”.
“Surrender” parla di auto-conoscenza, dell’accettare la propria vulnerabilità, la propria debolezza. Arrendersi dentro di sé. Vivere le proprie emozioni e non cercare sempre di combatterle.
Il tuo drink preferito?
In Italia, lo Spritz! È il mio preferito, quando sono in Italia. Mi piace anche il whisky, mi piace anche il caffè, ma l’acqua in realtà è il mio drink preferito. Mi piace bere tanta acqua.
Che cosa puoi fare tu per salvare, o per migliorare il mondo?
Penso che la cosa migliore sia cercare di aiutare le persone a stare meglio, a tirarsi su. Anche spingere la gente a sentirsi realmente coinvolta con i fatti della vita. Credo che attualmente ci sia troppa vita virtuale (sui social): si scrive, ci si arrabbia per qualcosa, ma rimane tutto lì, sui “post”. Io intendo dire che le persone dovrebbero essere davvero coinvolte nelle lotte sociali per la difesa dei propri valori. Sono le azioni che muovono il mondo. Agire, ecco tutto.
Che dire? Sensibilità, talento, cervello. Nella moltitudine di femminucce, che hanno perso completamente l’individualità e il rispetto per se stesse. Ma la voce di Martha Hill risuona alta, diversa, potente. Come la speranza. La speranza in un mondo composto (anche) da donne che siano degne di essere chiamate tali. In alto i calici da vino, Amici! (O, se preferite, i tumbler). Alla prossima!
Who’s Who
Per chi non lo sapesse …
Martha Hill è una cantautrice inglese, originaria di Newcastle, che ha iniziato a girare per il Regno Unito dall’età di 17 anni, con le sue canzoni in versione voce e chitarra. Polistrumentista ed eccellente performer, Martha ha dato vita ad un nuovo progetto. La sua musica, un misto di jazz, soul folk, elettro-pop, è stata affiancata a quella di artisti del calibro di Tom Waits, Janis Joplin e Alt-J.

Il genio di Stanley Kubrick

Autoscatto del giovane Stanley Kubrick nel 1949

Stanley Kubrick è considerato uno dei più grandi e geniali cineasti della storia del cinema, candidato tredici volte al Premio Oscar, e vincitore  solo nel 1969 per gli effetti speciali di 2001 Odissea nello spazio.

Le sue riprese rivoluzionarie nel campo cinematografico sono ben note alla maggior parte del pubblico: come non ricordare la scena del piccolo Danny sul  triciclo lungo i labirinti dell’Overlook Hotel nel thriller Shining , che terrorizza ancor oggi a distanza di quasi quarant’anni dalla sua uscita; o il colorito discorso iniziale del Sergente Hartman in Full Metal Jacket?

Ma una cosa che non tutti sanno è che il noto regista americano, naturalizzato britannico, nasce come fotografo.

Che strano il destino. Come successe a Elvis Presley, che ricevette in dono una chitarra  al posto della tanto sognata  bicicletta, al piccolo Stanley, introverso e mai a suo agio con i bambini della scuola altoborghese, a 13 anni gli fu regalata una macchina fotografica.

La sua carriera iniziò con la straordinaria foto di un edicolante rattristato della notizia della morte del Presidente  Roosvelt, che vendette alla nota rivista Look.

Il passo per lanciarsi in quel meraviglioso mondo di immagini fu breve e così iniziò  gli studi artistici di fotografia che però gli rallenteranno parecchio il percorso scolastico.

Grazie ai soldi che guadagnava lavorando come uno dei più giovani fotoreporter di New York  ebbe modo, a soli diciannove anni, di trascorre diverse sere della settimana nella sala di proiezione del Museo of Modern Art (MoMA) a guardare vecchi film e, dopo quattro anni di studio all’accademia di arte cinematografica, si dedicherà ai suoi primi cortometraggi che lo porteranno a essere il grande regista da tutti conosciuto.

In giro per il mondo spesso e volentieri oggi vengono allestite mostre fotografiche di Stanley Kubrick, come è avvenuto a Palazzo Ducale a Genova nel 2013. Sono foto che che coprono il lustro che va dal 1945 al 1950 e che rappresentano scene di vita quotidiana nella “Grande Mela”  stampate direttamente dal Museo della città di New York che ne custodisce un patrimonio di oltre ventimila negativi.

Claude del Gaiso