Lalibela, terra sacra d’Etiopia

Lalibela, nel pronunciare questo nome si emette un suono melodioso, quasi fiabesco. In realtà è una città sacra d’Etiopia, famosa perché custodisce uno dei patrimoni Unesco più belli dell’Africa: le undici chiese copte scavate nella terra.

Il sito religioso è poco distante dal centro abitato e raggiungendolo si nota subito la sua unicità: gli edifici sacri sono scavati nella terra – si differenziano in blocchi monolitici o semimonolitici – ricavati in un blocco roccioso.

Undici Chiese, undici luoghi di culto collegati tra loro da stretti cunicoli totalmente immersi nell’oscurità, capaci di portare i visitatori e i monaci che ci vivono, da una costruzione all’altra. Molti che hanno visitato il sito, non tentennano nel dichiarare che questo luogo sia intriso di misticismo ed energia. Continua a leggere

Il diamante Hope e la sua maledizione

Per definizione i diamanti sono le pietre più belle e luminose del mondo (nonché “I migliori amici delle ragazze”); ce ne sono alcuni che hanno fatto la storia per bellezza e significato, come per esempio:

Il Golden Jubilee (estratto in Sudafrica – 545,67 carati, taglio a rosa, colore giallo dorato): il più grande diamante mai tagliato al mondo; dal 1997 appartenente ai gioielli reali in Thailandia,

Il Centenario (estratto in Sudafrica – 273,85 carati, taglio a cuore, incolore): appartiene a una collezione privata ed è tutt’oggi uno dei diamanti più puri, tra le gemme più grandi mai estratte finora,

Il Fiorentino (estratto in India – 137,27 carati, taglio a goccia, colore: giallo pallido): una pietra leggendaria, conosciuta anche con il nome di “Granduca di Toscana”, appartenuto a molteplici personaggi storici; risulta ad oggi scomparso.

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L’isola dei fiori rossi di Alan Brennert

L’isola dei fiori rossi di Alan Brennert – Newton Compton Editori

Hawaii, fine Ottocento. La piccola Rachel Kalama vive serena insieme alla sua famiglia ; un nucleo numeroso e allegro: il padre marinaio, la madre che invece dedica tutto il suo tempo e le sue energie a lei e ai suoi fratelli. La vita scorre tranquilla, tutto è normale sino a quando il morbo di Hansen – più comunemente conosciuto come lebbra – s’insinua in lei distruggendole la vita e l’infanzia. Rachel, nel rispetto della legge di quel periodo, viene letteralmente strappata alla sua famiglia per essere condotta ed inserita sull’isola di Moloka’i – passata alla storia come l’isola dei lebbrosi. Continua a leggere

Il tempo che resta di Michelle Grillo

Il tempo che resta (Michelle Grillo – Alessandro Polidoro editore)

“Nel tempo dell’attesa che si dilata, i fantasmi mi vengono a trovare. In fila sul soffitto hanno l’aspetto delle mie paure, di ciò che ero e di quello che sono adesso. Mi guardano da quando sono qui…”

Anna è giovane, e la sua vita le sta stretta. Vive con la sua famiglia disarticolata in un prefabbricato lontano dal paese, troppo lontano dai suoi sogni.

Lei vuole continuare a studiare ma non può, sua sorella maggiore ha smesso per imparare un mestiere e quindi lei farà lo stesso.

Anna è insicura e teme la madre, tanto quanto ama e si fa scudo dei silenzi del padre. Non vuole più vivere avendo la continua responsabilità di suo fratello Michele, troppo diverso dagli altri bambini, troppo impegnativa la sua unicità.

Anna, Luca… e l’Amore. Continua a leggere

Cape Reinga, dove gli spiriti maori prendono il volo

Cape Reinga (Te Rerenga Wairua in lingua Maori, il cui significato è: Luogo di dipartita dello spirito) sembra essere il tentativo finale della terra, di sfiorare l’Oceano. È la punta estrema dell’isola del Nord della Nuova Zelanda. In questo luogo maestoso, dove la natura vince sempre su tutto, sovrastato dal vento e schiaffeggiato dalle onde dell’oceano, si erge imperioso questo promontorio famoso per la leggenda Maori sul viaggio che gli spiriti fanno da qui per raggiungere il loro “paradiso” e per il bellissimo faro che dal lontano 1941, ogni dodici secondi illumina col suo fascio di luce le notti sull’oceano, agevolando le rotte ai naviganti.

È il punto d’unione tra il Mar di Tasmania e l’Oceano Pacifico; secondo il popolo Maori – che chiama questo fenomeno naturale: “Te Moana-a-Rehua” – è un abbraccio virtuoso e potente di questi due mari, che rappresentano anche l’incontro tra la potenza delle acque “femminili” con le acque “maschili”; il loro scontrarsi per unirsi, crea delle onde alte fino a 10 metri e le turbolenze che ne derivano sembrano essere la rappresentazione della creazione della vita e dell’energia più pura. Onde alte, scrosci potenti e la natura che governa ogni cosa, rende unico questo luogo che da tempo immemore è sacro ai Maori, i quali credono che questo lembo di terra sia l’ultimo posto da cui gli spiriti dei propri defunti partono per intraprendere il viaggio verso Hawaiki – la loro terra spirituale, dove sarà possibile ricongiungersi agli antenati – attraversando il “sentiero degli spiriti” (Te Ara Wairua). Continua a leggere

La magia eterna di Notre Dame de Paris

Notre Dame è avvolta nel silenzio, in lei dal 15 Aprile 2019 (giorno in cui scoppiò un incendio senza precedenti, che sconvolse il mondo e distrusse gran parte della Cattedrale) non risuona nulla di più dell’eco indistinto del brusio che aleggia su Parigi, e il lento rimescolare delle acque della Senna che sembrano quasi proteggerla e cullarla.

Ma come qualcuno ha detto, Notre Dame è “un libro di pietra” e continua da sempre e per sempre ad attrarre e affascinare tantissime persone, e come tutti i migliori romanzi lascia messaggi e racconta storie.

La sua costruzione inizia nel 1163, nell’area dove sorgeva un antico tempio pagano dedicato a Giove. È la Regina delle cattedrali, Chiesa madre del culto cattolico a Parigi, e sovrasta la parte orientale dell’Île-de-la-Cité, nel cuore della capitale francese. Continua a leggere

Il matrimonio dei segreti di Samantha Downing

Il matrimonio dei segreti, bestseller internazionale della scrittrice americana Samantha Downing, appena pubblicato in Italia da Newton Compton, diventa un film. Amazon Studios ha acquisito i diritti cinematografici del romanzo che verrà adattato insieme alla Blossom Films di Nicole Kidman. La nostra recensione.

“Io ho dei segreti. Perché non dovrebbe averli anche lei?

Sembrano essere la coppia perfetta, che racchiude tutti gli elementi tipici del sogno americano: una bella casa, uno status sociale ottenuto con i sacrifici, due figli, una bella macchina e la volontà di mettere al centro di tutti e tutto la propria famiglia. Lui: attraente, atletico, istruttore di tennis, padre e marito presente, che per tutto il romanzo presterà la sua voce alla storia, raccontandola sempre e solo in prima persona. Narrando del suo matrimonio, reso concreto da un amore profondo e passionale sbocciato all’improvviso con la donna perfetta per eccellenza; lei, Millicent: agente immobiliare in carriera, elegante, mai fuori luogo, organizzatissima, che si divide tra il lavoro e la famiglia. Hanno due figli, una lenta e imperiosa routine scandita da regole e consuetudini tutte controllate e decise da lei, e lei soltanto. Continua a leggere

Da oggi voglio essere felice di Valeria Benatti

Da oggi voglio essere felice di Valeria Benatti – Giunti editore

Nino è un bambino piccolo- “un mucchietto d’ossa”- sballottato come un pacco; malnutrito, malvissuto, silenzioso spettatore d’una vita nella quale sua madre Gianna, non lo vuole. Lo vorrebbe amare, ma non può. Gianna è arrabbiata, imprigionata in una vita che non le permette di dimenticare i demoni che ha incontrato e che le hanno distrutto i sogni di bambina, perchè ha poco più di 16 anni quando diventa ragazza madre. Ragazza madre, tossicodipendente, che si trascina di giorno in giorno, verso la prossima dose con una piccola ombra accanto: suo figlio.

Ma la loro maledetta routine – fortutamente – viene spezzata quando Gianna viene ricoverata per overdose e il piccolo Nino preso in custodia dagli assistenti sociali. Per la ragazza ora c’è l’obbligo di riprendere in mano la sua vita, disintossicandosi; per Nino è l’inizio di tutto: entra in una comunità dove verrà accudito e custodito come mai finora, incrocerà sguardi di altri bambini come lui, vittime di adulti e di dinamiche familiari non umanamente comprensibili… in questa struttura fatta di pareti pulite, aria, vita, quotidianità e operatori volenterosi di donare tranquillità e amore, senza chiedere nulla di viscido in cambio; Nino e il suo cuore troveranno nuova linfa per cominciare a battere ritmi non più serrati, al contrario di quando viveva in apnea emotiva, in mezzo alla caotica vita con sua madre. Continua a leggere

HULDUFÓLK, il popolo nascosto

Esiste un popolo nascosto, invisibile agli occhi degli umani che abita da sempre le gelide e primitive terra d’Islanda, sono gli HULDUFÓLK.

L’80% della popolazione islandese ancora oggi, crede fermamente nella loro esistenza e il restante 20% non ne esclude l’esistenza.

Sono folletti che possono manifestarsi agli uomini qualora lo volessero o perchè disturbati; vivono tra le rocce, nei campi di lava, o nelle piccole case che gli Islandesi costruiscono per loro e che i turisti possono trovare sia in mezzo a lande sperdute, incastrate in paesaggi mozzafiato; oppure negli agglomerati urbani come la capitale Reykjavik.

Gli Huldufòlk hanno una storia antichissima che attinge da varie fonti, dalla tradizione pagana a quella cristiana che vede protagonisti Adamo ed Eva: si narra che quando Dio andò a trovarli, Eva gli nascose i suoi figli sporchi e non lavati, omettendo addirittura la loro esistenza; quindi Dio sentenziò: “Ciò che l’uomo nasconde a Dio, Dio nasconderà all’uomo”.

Secondo altre fonti, gli Huldufòlk sono i figli di Lilith – figura della mitologia ebraica che viene descritta come un potente demone della notte, che rapisce i bambini nell’oscurità – o angeli caduti, costretti a vivere tra il paradiso e l’inferno. Certo è, che sono molto considerati dagli Islandesi i quali cercano da sempre una convivenza pacifica tra il loro mondo e quello degli esseri invisibili.

Questi folletti vivono in totale simbiosi con la natura e ne sono i suoi custodi; gli islandesi stessi prima di costruire un edificio o una strada, studiano attentamente il sito e – qualora gli Huldufòlk rendessero chiaro il loro dissenso, che si manifesta in modo palese, come ad esempio: incidenti o malfunzionamento dei macchinari impegnati sul cantiere in apertura- tutto si ferma per rispetto della volontà dei piccoli elfi. Il caso più famoso fu quello del 2014 quando venne interrotta la costruzione di una strada di collegamento perchè si ritenne che la terra sottoposta ai lavori, fosse abitata dai folletti. Nel 2004 invece, una multinazionale Americana che aveva la concessione per l’edificazione di una nuova fabbrica, dovette aspettare il beneplacito del funzionario locale che doveva sincerarsi che il sito in questione non fosse terreno abitato dai folletti; perchè sia chiaro che gli Huldufòlf odiano essere disturbati! Continua a leggere

Hatshepsut, la Donna Faraone

Egitto, Valle dei Re: riposa d’un sonno eterno e statico il rigido corpo di quella che in vita, quasi 3500 anni fa, fu la donna più potente dell’antico egitto. Harshepsut è il suo nome, ed è stata la Regina che divenne Faraone, governò il popolo egiziano per oltre vent’anni – dal 1490 al 1468- consacrando il suo tempo sotto la pace e la prosperità.

Figlia del grande Faraone Thutmose I (1506- 1494) e della sposa reale Ahmenose; si sposò con il suo fratellastro Thutmose II dal quale ebbe una sola figlia, la Principessa Neferura.

Salì al trono come reggente del figliastro e nipote al tempo stesso, Thutmose III (nato dal matrimonio di Thutmose II con una sposa secondaria di nome Iside). Quest’ultimo doveva sposare la figlia Neferura, ma Hatshepsut rinviò il matrimonio a data da destinarsi, rendendo così la sua reggenza solo un momento di transito, attraverso il quale poi divenne Faraone d’Egitto.

Fu la prima Regina a scegliere d’indossare una barba fittizia, relegando i suoi lineamenti e la sua fisicità lontano dallo sguardo di chi doveva rispettare i suoi ordini e accettare le sue scelte. Una Regina, travestita da Faraone. Nel suo lungo governo, concentrò il suo impegno sulla consolidazione economica del paese, incentivando anche molti progetti architettonici. Iniziò facendo erigere degli obelischi in onore del Dio Amon nel tempio di Karnak; ma il tempio che le regalerà l’eternità tra le pagine della storia dopo il suo trapasso si trova a Deir el-Bahari – che in arabo significa: il monastero del mare – ed è considerato una delle costruzioni architettoniche più belle e significative di tutta la storia dell’impero egizio. la sua imponenza e grandezza ancora oggi lascia i visitatori (me compresa, quando lo visitai) letteralmente senza fiato. Hatshepsut l’aveva commissionato per divenire il suo tempio funerario e fu fortunata nel vederlo completato prima della sua morte. Molte le statue a lei dedicate sono arrivate sino a noi, a testimoniare la sua grandezza; addirittura il Metropolitan Museum di New York ne conserva un numero significativo, in una stanza dedicata interamente alla Regina-Faraone. Continua a leggere