Blair Waldorf – Quando la Regina salva il Re!

 

Un po’ di leggerezza non fa mai male, quindi oggi chiacchieriamo di serie tv e nello specifico di un personaggio femminile forte e deciso, proprio come le protagoniste della rubrica Pink Velvet

Per noi series addicted il nome Blair Waldorf è una leggenda!
Interpretata da Leighton Meester, Blair esce vincente per tutte le sei stagioni di Gossip Girl dal dualismo con la storica amica-rivale Serena Van der Woodsen (Blake Lively).

Queen Bee è il soprannome di Blair dal doppio significato di ape regina e Regina B., che, adoratrice di Audrey Hepburn, detta legge nell’Upper East Side e decide chi è In e chi è Out.

Egocentrica, furba, orgogliosa e subdola, Blair ama stare al centro dell’attenzione e muovere le fila delle dinamiche Newyorkesi.

Cresciuta tra l’élite di Manhattan, tagliente, snob e viziata, con il suo atteggiamento impositivo, Queen B. riesce a gestire quasi tutto e tutti, tutti tranne Chuck Bass, il suo grande amore e suo  alter ego maschile, che sposerà nell’ultima puntata della sesta serie con un matrimonio a sorpresa, quando finalmente: “La Regina salverà il Re”.
Perché cosa sarebbe mai stato Chuck senza Blair?
Eh sì! Infatti, miei cari uomini in ascolto, fareste meglio ad abbandonare per sempre vane  idee di gloria senza una regina che vi guardi le spalle e vi regga il gioco!

Blair, la regina di ghiaccio dal cuore tenero come un soffice macaron, nonostante il suo atteggiamento apparentemente cinico, ci ha fatto tifare e soffrire per lei durante i sei anni della serie Gossip Girl mentre ci regalava perle di saggezza e lezioni di vita.

Ecco le venti frasi più belle di Blair Waldorf:

#1 “Anna Bolena pensava col cuore, e le hanno tagliato la testa.”

#2 “Non puoi obbligare le persone ad amarti, però puoi fare in modo che ti temano.”

#3  “Hai una vaga idea della tortura psicologica a cui mi sottopongo per riuscire a essere carina con te?”

#4  “Una ragazza vuole Romeo, non Amleto.”

#5 “Tu sei la prova vivente che la classe non può essere comprata.”

#6 “Il destino è per perdenti. È solo una stupida scusa per stare ad aspettare qualcosa che dovresti andarti a prendere.”

#7 “Tu? Ma per favore tu sei solo una mia copia riuscita male. Tesoro la classe non è acqua è Chanel n. 5.”

#8  “Io non sono una fermata lungo la via. Sono la destinazione.”

#9  “Tre parole, sette lettere. Dille e sarò tua.” (La soluzione è I love you)

#10  “Non sei nessuno finché qualcuno non parlerà male di te.”

#11 “Non ho bisogno di un fidanzato per sentirmi soddisfatta di me.”

#12 “Non è che sono snob… È che per me non esisti!”

#13 “La mia filosofia è mai dire mai… Ma per te farei un eccezione.”

#14 “Non conta il vestito se l’indossatrice non vale nulla.”

#15 “Bisogna essere dei veri masochisti per amare un tale cinico.”

#16 “È di Vivier , vale molto di più di una scarpetta di cristallo.”

#17 “Fatti un favore: smetti di parlare. Adesso.”

#18 “Sono davvero felice per te. Ora vado a vomitare.”

#19 “Se vuoi davvero qualcosa non ti fermi per niente e per nessuno finché non l’hai ottenuta.”

#20 “Ogni volta in cui tu fai qualcosa, ricorda che io posso farlo meglio.”

A voi la scelta!

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Dovremmo essere tutti femministi – Chiamamanda Ngozi Adichie

Dovremmo essere tutti femministi è un saggio della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie, tratto dal suo discorso alla TEDxEuston Conference in cui cerca di chiarire il significato della parola femminista e l’idea del femminismo stesso, a suo parere troppo spesso travisate e limitate da stereotipi e schemi mentali.

“Femminista: una persona che crede nell’eguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi.”

Chimamanda ama definirsi una Femminista Felice Africana Che Non Odia Gli Uomini e che Ama Mettere il Rossetto e i Tacchi Alti, Per Sé e NON Per Gli Uomini, contro ogni stereotipo che vuole le femministe tutte donne infelici, arrabbiate con il mondo e sciatte.

La scrittrice esorta le donne a non abituarsi a un mondo ingiusto che vuole gli uomini sempre un passo avanti, sempre uno scalino più in alto ai posti di potere.
“Se facciamo di continuo una cosa, diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale.”

Essere femministi non significa desiderare un mondo dove le donne siano considerate più degli uomini, significa desiderare l’uguaglianza di genere.
A oggi il genere conta in tutte le culture, e Chimamanda ci sprona a cambiare lo status quo, senza aver paura. Sognare e progettare un mondo diverso. Un mondo dove uomini e donne possano essere più felici e uguali.

In questo saggio, l’autrice analizza il problema dalle radici, che affondano nel tipo di educazione impartita oggi ai bambini da parte dei genitori. I maschi sono spinti a crescere come “duri”, rendendoli in questo modo tanto più fragili, e le femmine vengono educate a prendersi cura del fragile ego maschile.
Dalle donne ci si aspetta che trovino la loro massima realizzazione nel matrimonio , e se ciò non avviene è vissuto come un fallimento personale. Se invece è un uomo a non sposarsi, è perché non ha trovato la persona giusta.
Il matrimonio se vissuto nella perfetta uguaglianza è un’esperienza bellissima in cui ci si supporta a vicenda, ma spesso nonostante le apparenze, la situazione è diversa. Le donne crescono con l’idea di dover compiacere gli uomini, mentre è molto raro che agli uomini sia insegnato a rendere felice una donna.
Il mondo manca di equilibrio di genere.

Chiamamanda ci parla di condizionamento sociale: “Siamo tutti esseri sociali. Interiorizziamo idee che derivano dalla società in cui siamo inseriti.”

Per secoli il mondo è stato diviso in due categorie di genere: uomini e donne, opprimendo ed escludendo uno dei due gruppi.
Il “femminismo” è strettamente legato ai diritti umani  e negare il problema legato al genere, significa negare che le donne siano state escluse per anni.

Consiglio la lettura di questo breve e intenso saggio alla donne quanto agli uomini. Anche un uomo infatti può essere femminista, perché un uomo femminista non è altro che un uomo giusto!