Mai più senza cerchietto!

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Il cerchietto nasce con gli antichi greci che portavano ghirlande tra i capelli. Sia i greci che i romani li indossavano per occasioni speciali: cominciarono a decorare le loro ghirlande con gioielli in oro e argento. Col passare del tempo, però, l’uso dei cerchietti è cambiato, portandoli a diventare veri e propri accessori di moda adatti a qualsiasi occasione. Oltre a essere belli sono anche molto comodi e permettono di acconciare non solo i capelli lunghi, ma anche i capelli corti. Sono tornati molto alla ribalta per l’inizio della nuova stagione primaverile e ne potete trovare di eleganti o più semplici, non solo per le più piccole, non vi è età per portare il cerchietto, e tra queste foto potreste trovare proprio quello che fa per voi.

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Ci sono amori che vanno al di là del tempo

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Ci sono storie d’amore che spesso ci sembrano irreali, impossibili. Le troviamo nei libri che tanto amiamo, ci immedesimiamo, ci chiediamo se davvero nella realtà possano accadere situazioni magiche, colpi di fulmine. Poi ascoltiamo storie di vita vere e allora sì che ci rendiamo conto che, quelle che leggiamo nei libri, non sono storie d’amore semplici, in verità, o impossibili, comuni… Specialmente quando veniamo a sapere di amori che vanno oltre il tempo e la morte.

Mi ha tanto colpita una storia in particolare, una storia che racconta di Margaret McCollum. Margaret si reca ogni giorno, da dodici anni a seguito della morte del marito nel 2007, il celebre attore inglese Oswald Laurence, presso il capolinea della Northern Line, nella stazione di Embankment, a Londra, per poter ascoltare la voce di lui, registrata nel lontano 1950 e che dice: “Mind the gap”, per avvisare i passeggeri di fare attenzione allo spazio tra treno e banchina.

Lo ha fatto ogni giorno fino a che è stato introdotto un nuovo annuncio creato con il computer. Sconsolata, Margaret, ha subito inviato un reclamo alla TfL per richiedere una copia dell’annuncio inciso dal marito, per poterlo così ascoltare a casa. Nigel Holness, il direttore della compagnia, è rimasto così colpito dalla sua richiesta da aver deciso, insieme allo staff, di ripristinare il vecchio annuncio alla stazione di Embankment.

“Mi siedo sulla piattaforma e salto un paio di treni solo per poterlo sentire”, ha detto Margaret. “Sapere di potere andare lì e ascoltare ancora la sua voce mi è di grande conforto. Lui non è mai andato via dalla mia testa e dal mio cuore”.

“So che può sembrare ridicolo, ma non sentire più la voce di Oswald mi ha devastato. Ero sotto choc”, aveva raccontato Margaret McCollum alla Bbc. “Oswald sarebbe commosso da tutta questa grande attenzione nei suoi confronti e per me sarà il modo migliore per ricordarlo. Sapere di potere andare lì e ascoltare ancora la sua voce mi è di grande conforto. Lui non è mai andato via dalla mia testa e dal mio cuore”, ha detto ancora Margaret.

Abbiamo proprio bisogno di storie così, di continuare a credere e a sperare nella forza dell’amore.

Diorama come fermalibri

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I libri aprono le porte su tanti mondi, reali o fantastici, che ci permettono di viaggiare con la fantasia, di sognare. Ed è proprio ciò che ha voluto rappresentare Monde, un artista giapponese che ha creato bellissimi fermalibri diorama che, messi sugli scaffali delle librerie tra un libro e un altro, rappresentano in maniera visiva ciò che suscita la lettura. Si entra anche con gli occhi non solo con la mente, nelle pagine, nelle storie raccontate su carta. Il suo progetto presentato entro la fine del 2018 alla Design Fiesta di Tokyo ha avuto subito un grande successo. Questi bellissimi oggetti che prendono il nome di diorama (simili a modellini, plastici) hanno una funzione decorativa in quanto rappresentano una situazione o un evento, proprio come quelli creati da questo artista e che rappresentano in tutto il magico mondo dei libri.

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Il coraggio di Irena Sendler

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Irena Sendler nacque a Varsavia nel 1910 da una famiglia socialista. Polacca e cattolica, cominciò la sua attività di opposizione alle persecuzioni antisemite già dall’università dalla quale proprio per questo motivo venne espulsa per tre anni.

Diventò assistente sociale nell’amministrazione comunale e dal 1939 al 1942 diede aiuto a numerose famiglie ebree residenti a Varsavia fornendo loro documenti falsi. Si unì al Consiglio di Aiuto degli ebrei fondato nel dicembre del 1942 noto con lo pseudonimo Zhegota, un gruppo clandestino di polacchi, ma anche di ebrei appartenenti a schieramenti politici di destra e sinistra, rimasto attivo fino a gennaio del 1945.

All’associazione clandestina guiderà il dipartimento per l’infanzia, porterà in salvo 2500 bambini, sottraendoli al destino previsto per loro presso il ghetto di Varsavia, il più grande ghetto europeo nel quale furono uccise 450.000 persone.

Ottenne un lasciapassare come infermiera addetta ai controlli per la diffusione delle epidemie sotto lo pseudonimo di Jolanta, una rete di soccorso interna al ghetto. Indossava sempre una stella di David per essere del tutto credibile. Nelle sue lettere scrisse: «L’enorme numero di bambini messi in salvo da Zhegota andava catalogato e ricordato, nonostante l’enorme pericolo che questo tipo di operazione comportava, perché era l’unico modo per consentirne, a guerra finita, il ritorno alle famiglie d’origine e perché basandosi sull’elenco in cui erano annotati gli indirizzi ai quali ciascun bambino veniva destinato, potevano essere recapitati i soldi per coprire le spese di soggiorno».

Le liste venivano scritte su foglietti nascosti in casa della stessa Irena e poi trasferiti in un barattolo sotterrato nel giardino di un amico fidato della Sendler.

Per far sì che il suo compito potesse essere compiuto, i bambini venivano sedati e rinchiusi in sacchi per farli sembrare morti di tifo, nascosti tra stracci sporchi di sangue all’interno di ambulanze o dentro casse di attrezzi trasportate nel furgone di un tecnico del comune che teneva sul sedile anteriore il suo cane addestrato ad abbaiare in presenza di soldati nazisti, per poter coprire il pianto dei bambini.

Una volta in salvo, alcuni bambini venivano affidati a famiglie residenti nelle campagne, altri portati in conventi cattolici o presso i preti che li nascondevano nelle canoniche.

Irena scrisse, ancora: «Dopo la fine del conflitto ho affidato gli elenchi ad Adolf Berman, tesoriere di Zhegota che a guerra conclusa divenne presidente del Comitato ebraico di aiuto sociale.  Egli, con l’aiuto degli attivisti a lui subordinati, prelevò i bambini dagli istituti polacchi gestiti da ordini cattolici o dalle famiglie private che li nascondevano. Il mio ruolo si esaurì sostanzialmente qui; non ricordo i loro nomi e loro non seppero mai il mio, dopo tutto, ciò fu indispensabile per la sicurezza di tutti. Per loro io ero solo “Auntic Jolanta”».

Riuscì nel suo nobile intento, se non che nel 1943 venne arrestata dalla Gestapo e torturata, ma ciò non bastò a farla parlare. Venne condannata a morte, ma proprio quando il suo triste destino stava per compiersi, la rete della resistenza polacca riuscì a farla fuggire facendo scrivere il suo nome tra i prigionieri già morti.

Dopo la guerra, ormai abituati a quella nuova vita, i bambini non volevano tornare dalle loro famiglie di origine e in diversi casi fu necessario l’intervento del giudice.

Le istituzioni ebraiche si trovarono a dover gestire l’adattamento dei bambini alle nuove e diverse condizioni. Fu necessario un lungo lavoro per rintracciare i parenti più o meno lontani così da ricreare un legame con le famiglie d’origine, nella maggior parte dei casi sterminate nel ghetto.

Dopo la fine della guerra, Irena, ottenuto il divorzio dal suo primo marito Mietek Sendler, si risposò con Stefan Zgyzebski dal quale ebbe due figli: Adam e Janka. Tornò presso i Servizi Sociali di Varsavia ma non alla normalità, in quanto ormai marchiata come sovversiva dal partito comunista polacco, e le sue azioni, seppur incredibili e coraggiose, costarono ai suoi figli, nonostante il conflitto concluso, la possibilità di iscriversi e frequentare l’università di Varsavia.

Irene morì il 12 maggio del 2008 a Varsavia, e venne sepolta nel cimitero polacco della città. Venne proposta come premio Nobel per la pace nel 2007, ma il premio non le fu assegnato.

Il coraggio di Irena Sendler è il film biografico del 2009, diretto da John Kent Harrison, con Anna Paquin e Marcia Gay Harden e che narra la vita di questa donna coraggiosa, e chi con lei. Un film molto bello e curato, da vedere per comprendere in modo totale questa dura e crudele realtà.

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Little Free Library

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Il movimento del Little Free Library si sta espandendo sempre più in giro per il mondo: l’idea iniziale era partita dal Book Crossing qualche anno fa, ovvero il lasciare libri in giro per le città e i paesi, ovunque ci si trovasse, perché questi libri venissero presi e poi letti dai passanti, continuando poi questa sorta di tradizione che aveva come scopo diffondere la lettura. Un’idea che pian piano nel tempo si è sviluppata sempre più sino a portare al riutilizzo di piccoli spazi (cassette della posta, cabine del telefono, vecchi tronchi d’albero, ecc…), o abbandonati o ristrutturati, che contengano i libri che i passanti possono lasciare e scambiare con altri. Ed è proprio così che nasce Little Free Library, un vero e proprio movimento con un suo sito web a cui registrarsi se si vuole creare la propria piccola libreria e che ha tracciato una mappa, a cui potete accedere online per trovare, ovunque voi siate, queste piccole e originali librerie, fenomeno che sta conquistando sempre più anche l’Italia.

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Borse e pochette come libri

Un libro, di qualsiasi genere tratti, è un piccolo mondo che contiene tante vite, tante emozioni, conoscenza, carattere. In un certo senso lo paragonerei alla borsa di una donna, poco importa che sia capiente o meno, al suo interno troverete sempre il suo mondo, il suo modo di essere, tutto ciò che la rappresenta… Non a caso un noto brand spagnolo, P.S. Besitos, ha ideato e proposto originali e bellissime borse e pochette a forma di libro e per tutti i gusti letterari. Le appassionate lettrici come me, possono sceglierle non solo per la forma e la capienza che più si addice alle proprie necessità, ma anche in base all’autore preferito, o al genere letterario che più emoziona.

Oltre a essere molto belle all’esterno, anche l’interno è molto ben curato e rifinito: rivestite con tessuti francesi dalle stampe raffinate, possono contenere il nostro piccolo mondo, proprio come i nostri amati libri.

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Domeniche da Tiffany: dal libro al film

 

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Sinossi: Jane è una bambina solitaria e sensibile. Sua madre, la potente e cinica Vivienne Margaux è una produttrice teatrale di Broadway e non ha tempo per lei: giusto un bacino ogni tanto e qualche rimprovero per un gelato di troppo. Il padre è stato uno dei molti mariti di Vivienne e solo saltuariamente fa capolino nella vita della figlia, accompagnato dalla nuova – e giovane – compagna. Ma per fortuna c’è Michael: bello, comprensivo, affettuoso, sempre disponibile ad accompagnare Jane a scuola, a portarla a fare merenda al lussuoso Astor Court del St. Regis Hotel, a rimboccarle le coperte la sera. Solo che… Solo che Michael è un amico immaginario, e il compito degli amici immaginari è quello di accudire i bambini fino ai nove anni di età. Dopo dovranno cavarsela da soli. Per fortuna la loro scomparsa non lascia traccia nella memoria. Ma Jane è diversa da tutti gli altri e non ha dimenticato. A trent’anni ancora pensa con rimpianto a Michael. Lavora per la casa di produzione di Vivienne, è sempre lievemente sovrappeso, è sempre sensibile e solitaria, nonostante un bellissimo fidanzato che sta con lei solo per far carriera. E poi un giorno accade l’impensabile: Jane e Michael si incontrano casualmente a New York. Sono passati più di vent’anni, ma lui è identico, perfetto, non è invecchiato di un giorno. Jane pensa di essere impazzita: Michael esiste? È un uomo? Un angelo? In fondo ha importanza? Quel che conta è che Jane è innamorata e che Michael è l’uomo perfetto per lei… Una storia d’amore divertente e commovente, incredibile e meravigliosa. Come tutti noi sogniamo di avere.

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Quei gelati da Tiffany non possono essere dimenticati e, pagina dopo pagina, la storia ti porta con sé, ti emoziona, ti fa vivere sensazioni, momenti di felicità alternati a momenti di malinconia.

Ho letto questo romanzo diverse volte, una non era sufficiente per comprendere appieno il messaggio tra le righe che il bravissimo scrittore, James Patterson, insieme a una collaboratrice d’eccezione, Gabrielle Charbonnet, fa scoprire solo ad occhi attenti e a menti aperte, ricordandoci quando anche noi eravamo piccoli e avevamo un nostro amico immaginario.

Questo romanzo è diventato un bellissimo film, uscito nel 2010 e diretto da  Mark Piznarski e, e devo dire che, seppure un libro è solitamente notevolmente superiore alla sua trasposizione cinematografica, in questo caso non è così. Ogni situazione è stata presentata nella sua totalità, molto fedele al libro, e interpretata da due attori protagonisti davvero bravi: Alyssa Milano nel ruolo di Jane ed Eric Winter nel ruolo di Michael.

Un film dolcissimo che consiglio di vedere dopo aver letto il romanzo.

Come vivi l’amore romantico?

Amore, Coppia, Romanticismo, San Valentino

L’amore romantico ha mille sfaccettature e ognuno di noi lo vive in modo diverso. Qui di seguito un semplice test per scoprire come noi lo viviamo.

 

1 Quando guardi alla televisione delle commedie romantiche, cosa pensi:

A Non mi piacciono molto, preferisco cambiare canale.

B Che siano storie impossibili nella realtà, ma che mi piacerebbe vivere.

C Mi emoziono e vivo ogni sensazione che le commedie romantiche mi trasmettono.

 

2 Il panorama che tra questi più ti affascina:

A I grattacieli illuminati di notte.

B Monti innevati.

C Le onde che si infrangono sulla scogliera.

 

3 Quale tra queste canzoni potrebbe essere la colonna sonora delle tue giornate:

A La Donna Cannone, di Francesco De Gregori.

B Piccola stella senza cielo, di Luciano Ligabue.

C Sei nell’anima, di Gianna Nannini.

 

4 Tra questi colori, qual è il tuo preferito:

A Rosso.

B Bianco.

C Celeste.

 

5 La cena romantica perfetta per te:

A Su una terrazza illuminata in centro città.

B In una baita in montagna.

C In un ristorante sulla spiaggia.

 

6 Quale tra questi doni apprezzi di più:

A Un profumo.

B Fiori.

C Un libro.

 

7 Come vivi le festività:

A Non amo molto le feste, mi creano un po’ di malinconia.

B Serenamente, mi piace stare con i miei cari.

C Mi mettono allegria e le aspetto sempre con gioia.

 

8 In una storia d’amore, quali sono tra questi i primi due elementi fondamentali:

A Pazienza e comprensione.

B Rispetto e collaborazione.

C Fiducia e dialogo.

 

9 Per te è importante dire spesso ‘Ti amo’:

A No, solo in momenti particolari.

B Preferisco dimostrarlo con i gesti.

C Sì, mi viene spontaneo e naturale.

 

10 Quali tra queste coppie di film famosi rappresentano il vero amore, per te:

A Rose e Jack, Titanic.

B Sissi e Franz, La principessa Sissi.

C Michael e Jane, Domeniche da Tiffany.

 

Più risposte A:

Vivi l’amore come un traguardo difficile da raggiungere, e ci vuole tempo perché tu possa dire di amare veramente. Credi nell’amore anche se ti spaventa un po’ e, quando ami, dai tutta te stessa con impegno e dedizione, anche nelle difficoltà.

 

Più risposte B:

Vivi l’amore in modo razionale ma questo non vuol dire che non sei una persona romantica, anzi: credi fortemente nel potere dell’amore ma vivi le emozioni con la giusta misura tra testa e cuore.

 

Più risposte C:

Sei innamorata dell’amore, ti emozioni facilmente quando questo sentimento si insinua in te. Non sei molto cauta, ma poco importa: è il tuo cuore che si esprime e vivi l’amore romantico con intensità senza pensare troppo al domani.

La storia di Tiffany & Co.

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Tiffany & Co. è un’azienda statunitense fondata da Charles Lewis Tiffany e John B. Young a Manhattan nel 1837 e che si occupa della vendita di gioielli tramite migliaia di punti vendita situati in diversi paesi. Dovete sapere che, inizialmente, il negozio vendeva una gran varietà di articoli che comprendevano la cancelleria e il nome originale era soltanto Tiffany. Solo in un secondo tempo, quando John B. Young divenne a tutti gli effetti socio di Charles Lewis Tiffany, il nome venne modificato in Tiffany & Co.

Il primo negozio venne inaugurato il 14 settembre 1837 al n°259 di Broadway.

Undici anni dopo, Charles Lewis Tiffany, acquista i gioielli della Corona di Francia e in seguito viene pubblicato il primo Blue Book che, da allora, viene pubblicato con cadenza annuale per presentare la collezione autunnale di Tiffany.

Nel 1878, Tiffany & Co. partecipa all’Esposizione Universale di Parigi e, qualche anno dopo, grazie alla collaborazione del gemmologo George Kunz, introduce nuovi materiali per la creazione dei suoi gioielli: la Kunzite, la Morganite, la Tanzanite blu, la Tsavorite. Nel 2012, alla ricorrenza del 175º anniversario, Tiffany & Co. propone una nuova lega metallica chiamata Rubedo.

Durante tutta la sua storia Tiffany & Co. ha prodotto spade da cerimonia durante la guerra civile, nel 1968 ha creato il servizio di porcellana della Casa Bianca richiesto dal presidente Lyndon B. Johnson. Ha ridisegnato, nel 1880, lo stemma degli Stati Uniti, riprodotto poi sulla banconota da un dollaro. Ha prodotto, dal 1900 al 1910, la spilla American Flag e disegnato, dal 1917 al 1942, la Medaglia d’Onore del Congresso, conosciuta come Tiffany Cross.

Dal 1860 a oggi ha prodotto trofei sportivi per gare importantissime di baseball, per il Super Bowl e il Tennis…

Nella seconda metà del 2017, insieme a Francesco Trapani diventato azionista importante di Tiffany, ha aperto in luglio, a Milano in piazza Duomo, la terza boutique più grande d’Europa!  E Pensate che i giornali di New York incoronano Charles Lewis Tiffany come “The King of diamonds”, il ‘re dei diamanti’.

La Tiffany & Co. dispone di un laboratorio periodicamente certificato (Laboratorio Gemmologico di Tiffany) per la valutazione dei diamanti. Il laboratorio gemmologico si affida a professionisti diplomati in gemmologia che devono superare un corso formativo prima di poter procedere alla valutazione di un diamante Tiffany. La valutazione di un diamante viene effettuata in base alle 4 C:

  • Cut (taglio);
  • Color (colore);
  • Clarity (purezza);
  • Carat weight (peso in carati).

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Infine, per una qualità superiore, Tiffany valuta i diamanti anche in base alla “presenza”, ossia la simmetria e la lucidatura della pietra. Tiffany & Co., oltre a un livello elevato dei prodotti di cui si occupa, ha un livello elevato anche per quanto riguarda l’etica: le compagnie minerarie con cui collabora devono garantire il rispetto dell’ambiente e responsabilità sociale, e questa è davvero una cosa importante. Inoltre, vengono acquistati diamanti solo dagli Stati che partecipano al Kimberley Process Certification Scheme, creato per certificare la provenienza dei diamanti e, di conseguenza, eliminare il loro contrabbando dalle zone di guerra.

Il diamante giallo di Tiffany venne trovato nel 1878 a Kimberley, in Sud Africa. Con i suoi 287,2 carati è uno dei più grandi diamanti gialli mai scoperti e fu tagliato da George Frederick Kunz nella forma a cuscino fino a raggiungere il peso di 128,54 carati con un totale di 90 sfaccettature. Il diamante è stato esposto allo Smithsonian National Museum of Natural History a Washington D.C. dal 18 aprile 2007 al 23 settembre 2007, poi esposto nel negozio Tiffany & Co di New York ed è stato indossato solamente due volte nella sua storia: dalla signora Sheldon Whitehouse al Tiffany Ball nel 1957, incastonato, per l’occasione, in una collana di diamanti bianchi e da Audrey Hepburn nel 1961 per presentare il film Colazione da Tiffany. Nel 1995, il diamante venne incastonato su “Bird on a Rock”, una creazione di Jean Schlumberger e rimase così per diciassette anni. Nel 2012, il diamante giallo è stato incastonato su di una collana per celebrare il 175º anniversario della nascita di Tiffany & Co.

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Nel 1996, Tiffany & Co. si è opposta allo scavo di una miniera d’oro che minacciava il parco nazionale di Yellowstone. Per preservare le barriere coralline, dal 2002, non vende coralli e nel 2004, con un annuncio pubblicato sul Washington Post, ha spronato il servizio forestale degli Stati Uniti a negare il permesso per lo sviluppo di una miniera nel Montana che avrebbe messo a rischio l’acqua e la fauna selvatica del Paese. Inoltre, insieme alla Bristol Bay Protection Pledge, si occupa di salvaguardare la Bristol Bay, in Alaska, opponendosi allo sviluppo di una miniera di oro e rame a cielo aperto. Per aumentare l’attenzione su questo problema, nel 2010, Tiffany & Co., pubblicò sul National Geographic Magazine un annuncio di un’intera pagina.

Questi sono tutti motivi non da poco per apprezzare Tiffany, ma non solo… per anni ci ha affascinato perché presentata in diversi romanzi e film di grande successo che ci hanno fatto emozionare. Proprio come il celeberrimo film Colazione da Tiffany interpretato da Audrey e di cui ho accennato prima. Ma non solo… ricordiamo anche molti romanzi scritti da grandi autrici e sulla cui copertina non poteva mancare il riferimento alla gioielleria, sino ad arrivare al best seller scritto da James Patterson e Gabrielle Charbonnet (a cui dedicherò presto un articolo a parte) e diventato poi un grandissimo film: Domeniche da Tiffany.

C’è poco da fare: il fascino di Tiffany sarà sempre intramontabile.

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Christmas in Paris!

Christmas in Paris (Pink Magazine Italia) di [Spring, Viola]

Sinossi

Charlotte Blake ha deciso: passerà il Natale a Parigi! Sua zia Georgie ha appena aperto una libreria a Montmartre, così lei non esita nemmeno per un istante a prendere il primo volo diretto in Francia, dove l’aspetta Pierre, il suo grande amore. Troppi chilometri li hanno separati per mesi e mesi, ma ora è giunto il momento di prendere decisioni sul loro futuro insieme. Chiaro, no? Così sembra, almeno fino a quando mette piede sull’aereo che da New York vola verso la capitale francese. Tra le nuvole, dopo qualche turbolenza e un paio di cocktail, Charlotte si ritrova a raccontare la sua vita a un perfetto sconosciuto, che forse non è così tanto sconosciuto come crede…

E se colui che ti fa battere tanto forte il cuore fosse proprio la persona che più al mondo detesti?

Charlotte è una protagonista scoppiettante, crede nell’amore tra lei e il suo ragazzo francese sino a che un affascinante compagno di volo per la Francia non insinua in lei qualche dubbio, per poi ritrovarsi incredibilmente attratta da questo personaggio tanto sfacciato, arrogante, ma che in verità ha un cuore d’oro e vuole veramente il bene di lei. La incoraggia, in un certo senso, nonostante i suoi modi forti, troppo diretti e sinceri. Quello che cerca Charlotte è conforto tra le braccia del suo amore parigino, quando in realtà quelle sono braccia da cui stare ben bene alla larga…

La storia si svolge a Parigi nel periodo più magico dell’anno, ci si ritrova a chiudere gli occhi e a immaginare la Tour Eiffel, le luminarie della città, e tutto ciò che fa da contorno a un amore che vuol sbocciare anche quando i presupposti non sembrano esserci.

Un libro da leggere e assaporare, scritto in maniera fluida e intelligente da una penna delicata che vi farà sognare.

Acquista qui: Viola Spring – Christmas in Paris

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