Leonardo. La macchina dell’immaginazione

Leonardo. La macchina dell’immaginazione

19 aprile – 14 luglio 2019

Palazzo Reale – Milano

Per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, promuovono un’esposizione multimediale affidata a Studio Azzurro che integrando linguaggi e competenze diverse – dal video all’animazione grafica ai sistemi interattivi – ha intrapreso un percorso progettuale complesso, affiancato dalla competenza scientifica dello storico dell’arte Edoardo Villata. Continua a leggere

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Book Club – Tutto può succedere

È stato il film più visto nel weekend appena passato e si stima che continuerà a mantenere il suo primo posto sul podio anche nel prossimo fine settimana. Stiamo parlando del film Book Club – Tutto può succedere un film diretto da Bill Holderman. Un film con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen, Craig T. Nelson, Andy Garcia e Don Johnson. Uscito nelle sale italiane il 4 aprile 2019 Book Club è un film godibilissimo che cattura fin da subito gli spettatori di ogni età. 104 minuti di battute intelligenti e di spunti di riflessione che ci offrono uno spaccato interessante sulla cosiddetta “terza età”.

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Sua maestà il rosso. Quanto ci piace e come indossarlo

È il colore della passione, del sangue e del buon vino. È il colore preferito da molte donne per le labbra e gli psicologi lo ascrivono tra i colori che vengono più volte citati nella letteratura e negli articoli di giornale. Stiamo parlando di sua maestà il rosso. “L’abito va reso gioioso con l’impiego di stoffe di colori e iridescenze entusiasmanti. Vanno impiegati colori muscolari, violettissimi, rossissimi, turchinissimi, verdissimi, gialloni, arancioni e vermiglioni”, con queste parole Aldo Palazzeschi diceva la sua sull’uso dei colori sgargianti nei vestiti da indossare. Il rosso appare dunque tra questi colori.

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Cosa indosseremo questa estate?

L’estate del 2019 è la stagione dei grandi ritorni: fiori, tessuti leggeri, colori pastello.

Non ci sono dubbi. Questa sarà l’estate della leggerezza. Sulle passerelle abbiamo visto sfilare capi quasi impalpabili dai tenui colori pastello. Uno su tutti, il lilla. Un ritorno quasi inaspettato dal momento che non lo si vedeva da anni. Un lilla declinato in tutte le possibili sfumature che vanno dal violetto al glicine passando attraverso inserti di viola glitterati e porpora ramati.

Grande ritorno anche dei fiori che impreziosiscono abiti dai tessuti delicati come lo chiffon in seta e il velo. Nuvole di colori che ricordano lo stile Bohemian Chic ma con una virata più sul termine chic. Gli abiti da cerimonia sono decisamente eleganti e ricordano le dive della Hollywood dei tempi d’oro.

Ce n’è per tutti i gusti. Si tratta di abiti fascianti ma che cadono lievi su ogni tipo di corporatura e che stanno bene davvero a tutte. Inoltre sono abiti che non necessitano di troppi accessori. Dalle calzature che possono variare dal tacco a spillo, al sandalo gioiello fino alle ballerine; alle borse dalle forme più inconsuete. Belle quelle proposte da Prada, in colori forti che danno un tocco glam alla mise romantica. Continua a leggere

Progetto Angelica

PROGETTO ANGELICA

presenta

“Pandora che aprì il vaso, storia di vita e di donne”

Per la realizzazione di un pieno e assoluto riconoscimento della parità delle donne e di una società priva di barriere culturali e sociali.

CAMERA DEI DEPUTATI, Sala della Regina

Martedì 26 Marzo ore 10:00

Perché Pandora? Pandora è la dimostrazione di come, anche nella mitologia greca, la visione delle donne fosse distorta. Aprendo il vaso la ragazza liberò tutti i mali dell’umanità; la sua curiosità e la voglia di conoscenza sono state quindi foriere di sciagure? No, perché Pandora portò soprattutto la speranza.

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Giornata mondiale sindrome di Down

Oggi è la giornata mondiale dedicata alla sindrome di Down, ecco una bella storia.

Marco, un ragazzo con la sindrome di Down, nasce in una famiglia che riesce a rendere positivo un evento vissuto male da altri; Marco è felice, vive intensamente i rapporti con il suo gruppo familiare.

Ama il basket, segue tutti gli incontri della Roma, portando con sé il fratello.

I cestisti ben presto si accorgono della presenza di questo scatenato tifoso, sicché in molte occasioni di punti si avvicinano per scambiare attimi di gioia. Continua a leggere

Au bout de la rue: cosa c’è in fondo alla strada?

È uscito a febbraio di tre anni fa il cortometraggio Au bout de la rue del regista francese Maxime Gaudet; un piano-sequenza notturno, in cui si segue il rientro a casa di una ragazza che, dopo aver salutato i suoi amici, percorre un paio di isolati fino a giungere al suo appartamento. E fin qui, tutto bene. O forse no? Cosa si nasconde in fondo alla strada? La tensione della giovane è palpabile mentre attraversa le vie poco illuminate di una città (che potrebbe essere una qualsiasi metropoli occidentale). Dietro l’angolo si potrebbe celare un pericolo senza nome né volto pronto però a risucchiarla. Continua a leggere

A GROSSETO L’UNICA DATA ITALIANA DEI KING’S SINGERS

L’ENSEMBLE VOCALE INGLESE AL TEATRO MODERNO PER IL CARTELLONE DI LA VOCE DI OGNI STRUMENTO

La grande musica internazionale sbarca a Grosseto grazie a La Voce di ogni Strumento. La rassegna, diretta da Gloria Mazzi, il 24 marzo alle ore 17.30 porta infatti al Teatro Moderno l’unica data italiana dei King’s Singers, gruppo vocale britannico che nel 2018 ha celebrato i suoi 50 anni di attività artistica.

I King’s Singers ufficialmente nascono il 1° maggio 1968, da sei allievi freschi di laurea del King’s College di Cambridge. Negli anni i componenti del gruppo sono cambiati, ma non è mai cambiata la formazione originale composta da due controtenori, un tenore, due baritoni e un basso. Attualmente i King’s Singers sono: Patrick Dunachie (controtenore), Edward Button (controtenore), Julian Gregory (tenore), Christopher Bruerton (baritono), Nicolas Ashby (baritono) e Jonathan Howard (basso).

Il concerto al Teatro Moderno di Grosseto prevede un programma che spazia dalla musica di Orlando di Lasso a quella di Richard Rodney Bennett e Bob Chilcott, dall’antichità alla contemporaneità, per approdare, nella seconda parte della serata, a un racconto più personale.

Come scrive il gruppo: “La seconda parte del concerto è animata della stessa linfa vitale che ha guidato i sei King’s Singers originali, quando si misero insieme nel 1968: uno spirito anticonformista che portò grande qualità musicale, un desiderio di raccontare storie e di intrattenere il pubblico sopra ogni cosa. Rinvigoriamo la nostra ricca eredità musicale con qualche inattesa nuova sorpresa, Up close and personal apre la nostra cassaforte di musica con racconti che la nostra storia singolare ha aggiunto, dandoci anche la possibilità di darvi una idea di come tutto sia successo.”

Tratto distintivo dei King’s Singers è da sempre un repertorio ampio e senza limiti di genere, dalla musica colta a quella popolare, dalla musica antica a quella tardo-rinascimentale, dal jazz al folk allo spiritual, sempre con straordinaria cura filologica a livello interpretativo ed estrema abilità a livello tecnico, un repertorio in costante divenire grazie anche a numerosi brani commissionati dal gruppo a noti compositori del nostro tempo come Sir John Tavener, Toru Takemitsu, John Rutter, Luciano Berio, Nico Muhly, György Ligeti e Eric Whitacre.

I concerti dei King’s Singers sono sempre un viaggio attraverso linguaggi musicali di ogni epoca, percorsi che nel loro concretizzarsi sul palcoscenico traggono forza dalla intensa carica comunicativa del gruppo, in grado di trasmettere al pubblico quella gioia che il canto genera in chi lo pratica e in chi lo ascolta.

Il successo dei King’s Singers nei 50 anni della loro attività è stato ed è un successo internazionale. L’ensemble vocale si è esibito nelle principali sale da concerto in tutto il mondo, dalla Royal Albert Hall di Londra all’Opera House di Sydney o alla Carnegie Hall di New York, solo per fare un esempio, ottenendo numerosi riconoscimenti, come due Grammy Awards, un Emmy Award, e un posto riservato nella Hall of Fame della rivista Gramophone.

Un evento imperdibile dunque questa data dei King’s Singers, l’unica in Italia al momento, portata in scena al Teatro Moderno di Grosseto da Gloria Mazzi, direttore artistico de La Voce di ogni Strumento, la rassegna realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Ministero della Difesa, la Provincia di Grosseto, il Comune di Grosseto, la Proloco di Grosseto, il Savoia Cavalleria, il Centro Militare Veterinario, il 4° Stormo Caccia Intercettori, il Lions Club Grosseto Aldobrandeschi, il Pasfa, Soroptimist, AscomConfConfcommercio, la Camera di Commercio Maremma e Tirreno, la Fondazione Grosseto Cultura e Agimus.

Un’occasione per assistere a un evento unico e contemporaneamente essere partecipi del progetto di solidarietà che La Voce di ogni Strumento realizza in collaborazione con le associazioni, AVIS, ADMO, AISM, La Farfalla e AIPAMM. Infatti parte del ricavato delle vendite dei biglietti sarà devoluto a queste associazioni.

Sono previsti sconti per ragazzi e studenti universitari.

http://www.lavocediognistrumento.it

…Prima del click di Vincenzo De Feo

Oggi 11 marzo dalle 10 alle 13, presso la Regione Lombardia in via Fabio Filzi 22 (Sala Pirelli), si terrà il convegno “Le trappole della Rete – I rischi che ne discendono. Educazione e prevenzione” con l’Onorevole Massimiliano Capitanio, primo firmatario della legge sull’insegnamento dell’educazione civica a scuola, nonché Segretario della Commissione interparlamentare per la Vigilanza Rai, membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera e l’Ingegnere Informatico Vincenzo De Feo, esperto di bullismo, cyberbullismo, dipendenze, tutela dei dati e autore di un libro, …prima del CLICK.

Nel suo libro De Feo racconta di come ha salvato suo figlio dai pericoli metropolitani. Per lui ormai è una vera missione parlare ai ragazzi e metterli al corrente dei pericolo della rete. Un libro scorrevole, necessario che apre gli occhi e genitori e ragazzi su tante insospettabili trappole che si velato talvolta dietro al sito apparentemente più innocuo.

Saranno pesante al convegno anche Marco Gregoretti, vincitore del Premio Saint Vincent, giornalista investigativo e scrittore, attualmente a “Quarto Grado”, coordinatore della cronaca del settimanale “Voi”, Vicedirettore “Nuova Cronaca”, nuovo magazine in uscita, Direttore del portale di informazione Italia News e Gianmarco Senna, presidente Quarta Commissione Attività Produttive Istruzione, Formazione  e Occupazione Regione Lombardia

Il dibattito sarà moderato dalla giornalista Brunella Bolloli del quotidiano Libero. L’incontro è aperto agli studenti, agli insegnanti, ai genitori e a tutti coloro che sono interessati ai temi trattati. L’incontro mira a fare informazione e prevenzione su temi di attualità che coinvolgono i nostri ragazzi,  le famiglie, gli educatori.

Il mito della Dea

“Intendevamo semplicemente raccogliere le storie e le immagini delle dee per come erano state espresse nelle differenti culture […]. Ci sembrava valesse la pena farlo perché uno dei modi in cui le creature umane comprendono la propria esistenza è proiettandola nelle immagini delle loro dee e dei loro dèi”, scrivono le due autrici del volume Il mito della Dea (Venexia edizioni). Anne Baring e Jules Cashford vanno oltre la mera raccolta, si accorgono fin da subito, infatti, che nel corso della storia e in culture all’apparenza differenti vi erano similitudini e parallelismi nei miti riguardanti la Dea. La continuità era così impressionante da spingerle parlare del mito della Dea come di un’unica entità, dalle constanti varianti e raffigurazioni. Perché raffigurare la Dea era raffigurare la vita come unità. La Dea Madre è un’immagine che focalizza l’espressione dell’universo come un tutt’uno sacro in cui l’umanità è figlia.

Nella nostra epoca, a parte l’immagine della Vergine Maria come Regina del Cielo, le raffigurazioni della Dea sembravano scomparse, continuano le autrici. Così è nato in loro il desiderio di capirne il perché. Ai nostri giorni la natura è stata desacralizzata e la Terra non è più percepita come essere vivente. È avvenuto, per Baring e Cashford, un inquinamento del mito: la stessa parola pollution (che in inglese e in francese ha il significato di inquinamento) ha origini dal latino pollutio che etimologicamente vuol dire “profanazione di ciò che è sacro”. Ed era esattamente ciò che era avvenuto: era stato profanato il mito. Ma per quali ragioni?

Nel saggio è ricostruita la storia dell’evoluzione della coscienza umana dalla fase della sintonia e della sacralità della Natura, venerata come Grande Madre per lunghissimi millenni (dal Paleolitico e all’Età del Bronzo), a quella tuttora dominante affermatasi con la vittoria delle religioni monoteiste e trascendenti, con effetti disastrosi sia sulla psiche umana che sul rapporto con la vita del pianeta.

Uno studio monumentale che si presenta come una sintesi di agile lettura e riccamente illustrata su temi di vitale attualità non solo per la spiritualità femminile. L’archeologa Marija Gimbutas (Il Linguaggio della Dea) ha definito questo testo “un magnum opus indispensabile per chiunque si accosti allo studio della genesi e dello sviluppo delle idee religiose”.

L’obiettivo di questo poderoso saggio è dunque capire il modo in cui il mito della Dea è stato perso; quando, dove e come sono emerse le immagini di un Dio uomo e come si è relazionato con la Dea; nel corso della lettura si giunge così alla conclusione che negli ultimi quattromila anni il principio femminile come espressione di santità è stato perso ma non è affatto sparito. Continua anzi a vivere in “incognito” e attraverso le immagini e le credenze popolari.

Joseph Campbell ha scritto che il mito è un sogno che ognuno di noi ha: “Non sarebbe eccessivo sostenere che il mito è la porta segreta attraverso cui le inestinguibili energie del cosmo si riversano nella manifestazione culturale umana”. Sognare il sogno perpetuo dandogli un abito moderno, secondo Jung.