Ransie la strega

Quante volte abbiamo ripensato ai cartoni animati della nostra infanzia? Quante volte ci siamo inteneriti al ricordo di alcune scene degli anime che ci hanno accompagnato durante il tortuoso ma stimolante percorso della nostra crescita?

Quando ripenso alle mie passioni infantili non posso fare a meno di indugiare sul confortevole e confortante ricordo di cartoni animati come Lady Oscar, Georgie, Creamy e tanti altri. Tra tutti però, uno dei più divertenti è sicuramente stato Ransie la Strega.

Batticuore notturno – Ransie la strega (ときめきトゥナイト Tokimeki Tunait) è tratto dal manga di Koi Ikeno del 1982 e pubblicato dalla Shūeisha in Giappone. Nello stesso anno il Group TAC ne ha tratto anche un anime diviso in 34 episodi, diretto da Hiroshi Sasagawa, andato in onda in Italia con il titolo Ransie la strega, mentre il manga è stato pubblicato dalla Star Comics solo nel 2002.

Nei primi volumi del manga la trama corrisponde a quella dell’anime: la protagonista è appunto Ransie Lupescu (Ranze Eto), una tranquilla studentessa delle scuole medie, che in realtà nasconde un grande segreto: è la figlia di un vampiro di nome Boris (Mori), uno pseudoscrittore, e di un lupo mannaro, la bionda Shiira. Tutta la famiglia di Ransie proviene dal Mondo Magico (noto in Italia come “Regno Supremo” o “Inferno”), dove vivono mostri e figure mitologiche di ogni genere dotate di poteri soprannaturali.

Anche Ransie ha dei superpoteri: assume le sembianze delle vittime del suo morso, lasciandole in stato incosciente, il tutto fino a quando Ransie non starnutisce riprendendo in tal modo il suo aspetto originario e le vittime non ricordano nulla.

Ransie viene educata come un’umana: frequenta la scuola pubblica e si innamora di un compagno di classe, Paul Cavor (Shun Makabe), destando l’ira dei suoi genitori che preferirebbero naturalmente un genero proveniente dal Regno Supremo e dotato di poteri soprannaturali; inoltre c’è una legge del Regno Supremo che vieta le unioni “miste”. Il suo amore all’inizio non sembra ricambiato: Paul è più concentrato sullo sport che ama – la boxe – e inoltre Ransie ha anche una rivale, Lisa (Yoko), innamorata del ragazzo, orfana di madre e figlia di un boss della yakuza, a sua volta innamorato della madre di Paul.

La trama del manga, così come quella dell’anime, ruota intorno all’amore contrastato di Ransie per Paul, e si arricchisce a mano a mano di particolari più o meno comici e di frequenti colpi di scena.

Il manga ha diversi livelli di lettura ed è adatto a un pubblico di ragazzi così come a quello di adulti. La strega vampira Ransie è un perfetto personaggio che ammalia e nel contempo intenerisce. Che morde, piange, ride e ama. Una di noi, insomma.

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Fuori! Tre domande a Daniele Gattano

Venerdì 26 Ottobre, al Teatro Filodrammatici di Milano, alle 19.30 in apertura della kermesse Festival Lecite/Visioni, andrà in scena “FUORI”, stand-up comedy di e con Daniele Gattano, che ricorderete sicuramente tra gli artisti di Colorado su Italia1 e Comedy Central su SKY.

“FUORI” è un insieme di esperienze, traumi, scoperte che, con linguaggio schietto, Daniele racconta allo spettatore. «Esattamente dieci anni fa ho fatto coming out con i miei genitori e col senno di poi è bello ripensare alle loro reazioni», ci racconta. nel suo spettacolo  si parte dall’esperienza personale per abbracciare quella di tutti, giocando sui punti in comune e sulle differenze culturali che ci sono nel rapporto tra persone.

“FUORI”  è il tema pulsante dello spettacolo, uno sfogo dove la risata non è l’obiettivo principale ma il mezzo per parlare di temi e esperienze comuni. Daniele quando parla non si scompone e il suo punto di vista diventa subito quello di molti, il tragico evolve in comico e l’ironia si fa pungente.

“Fuori” parla di te, della tua storia familiare e personale. Come mai hai deciso di raccontarti e di metterti a nudo davanti al pubblico?

Non potendo permettermi lo psicologo ho pensato a un modo più proficuo per rielaborare i miei vari traumi. Al posto del lettino c’è un palco. Non spendo ma guadagno. E poi vuoi mettere la soddisfazione di avere in mezzo al pubblico proprio chi è stato la causa dei tuoi mali?

L’ironia quanto è importante nella tua vita oltre che nel tuo lavoro?

Quando mi succede qualcosa di negativo di getto telefono a qualche mio amico e nel riferirgli la cosa lo sento ridere, mi rendo conto che senza volerlo già la sto raccontando in chiave comica, di fatto smorzandola. Serve tantissimo, anche su episodi gravi. L’ironia non deve discriminare niente e nessuno.

Desideri, progetti, piani per il futuro?

Desideri tanti! Vorrei girare un documentario su Giuni Russo, imparare a fare le torte quelle belle, tornare in palestra e vederne i risultati, andare in Perù, girare un film con Xavier Dolan e riuscire ad addormentarmi prima delle 3 di notte. Se riuscissi a fare almeno una di queste cose entro la fine dell’anno sarei già soddisfatto!

Fuori, la stand-up comedy di Daniele Gattano

FUORI

Stand-up comedy di e con Daniele Gattano

Venerdì 26 Ottobre, in apertura della kermesse Festival Lecite/Visioni, andrà in scena “FUORI”, stand-up comedy di e con Daniele Gattano, noto al grande pubblico per le sue esilaranti performance a Colorado su Italia1 e Comedy Central su SKY.

Un microfono, uno sgabello e una bottiglietta d’acqua questi gli elementi in scena sufficienti per dar vita a uno spettacolo che crea da subito l’atmosfera di una chiacchierata informale dove lo spettatore può, anzi deve intervenire.

“FUORI” è il riassunto dello spettacolo stesso. Un vero e proprio lancio di esperienze, traumi, scoperte che, con linguaggio schietto, racconta in maniera autobiografica il rapporto tra il protagonista e la sua sessualità.

«Esattamente dieci anni fa ho fatto coming out con i miei genitori e col senno di poi è bello ripensare alle loro reazioni», racconta Daniele. «A otto anni chiesi a mia mamma una Barbie… me la regalò».

Gattano ci fa conoscere la sua famiglia, le sue amiche, gli amici con la sindrome da Chuck Norris tipica dei maschi alfa, e Clara: la sua Barbie clandestina nascosta sotto al letto per non farla scoprire dal padre. «Mentre le mie amiche avevano ‘Barbie Principessa’, ‘Barbie Cenerentola’, ‘Barbie Happy-hour’ io avevo ‘Barbie Clandestina’: viveva in camera mia sprovvista di regolare permesso di soggiorno…»

In “FUORI” si parte dall’esperienza personale per abbracciare quella di tutti, giocando sui punti in comune e sulle differenze culturali che ci sono nel rapporto tra persone.

L’incontro a un bar con un ragazzo sieropositivo diventa all’interno dello spettacolo lo spunto di riflessione sull’immaginario anni Ottanta dell’HIV, che continua ad aleggiare con il suo alone viola anche ai giorni nostri, il pensiero del “Un po’ se l’è cercata” trova quindi forma e viene analizzato e condiviso con il pubblico.

Si passa poi al tema dell’amore, quello platonico scaturito dalle immagini social di uno sconosciuto, foto che diventano l’involucro, il packaging in cui poterci mettere sogni e mancanze personali.

Senza retorica vittimista si parla di omofobia, compresa quella presente all’interno del mondo gay stesso: “A oggi l’omosessualità è come l’età… ce lai ma non la devi dimostrare!”

Insomma “FUORI” oltre a essere il titolo è il tema pulsante dello spettacolo, uno sfogo dove la risata non è l’obiettivo principale bensì il mezzo per parlare di temi e esperienze comuni. Daniele quando parla non si scompone e il suo punto di vista diventa subito quello di molti, il tragico evolve in comico e l’ironia si fa pungente.

Uno spettacolo ironico e intelligente che fa ridere, sorridere ma soprattutto riflettere.

Teatro Filodrammatici di Milano

Venerdì 26 ottobre 2018 ore 19.30

http://www.teatrofilodrammatici.eu

 

Les Journées Particulières de Fendi #LVMH

Maestri calzaturieri o orologiai, stilisti, gioiellieri… tutti gli artigiani sono a disposizione del pubblico, per condividere la storia e i segreti della Maison Fendi dal 12 al 14 ottobre al Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur.

Les Journées Particulières sono l’espressione della generosità dei creatori, artigiani e talenti delle nostre Maison, mossi dal desiderio di condividere ciò che li unisce, nella diversità: l’amore per il proprio mestiere, la passione creativa e la ricerca della perfezione nell’elaborazione di prodotti ed esperienze eccezionali. Un invito a scoprire un patrimonio architettonico e culturale unico, così come i savoir-faire in cui si incontrano innovazione e tradizione”, dice Antoine Arnault, membro del Consiglio di Amministrazione del Gruppo LVMH.

È cominciata ieri nel palazzo della Civiltà Italiana all’Eur (sede della storica Maison romana) la rassegna Les Journées Particulières di Fendi dedicata alle maestranze della casa di moda. Un vero e proprio patrimonio storico e culturale che rende famosa la maison in tutto il mondo.

La scoperta del patrimonio e del savoir-faire  costituisce il filo conduttore delle Journées Particulières. Un laboratorio aperto al pubblico in cui si può parlare direttamente con chi rende vive e palpabili le visioni del genio di Karl Lagerfeld e non solo: sarte, artigiani del mobile (perché Fendi è anche arredamento), gioiellieri e pellettieri ci offrono l’opportunità di fare l’esperienza di una  visita in totale libertà o in compagnia di una guida della maison e di  partecipare a conferenze e dimostrazioni.

Ogni luogo riserva un percorso di visita unico e originale, immaginato dalla Maison ospite. L’obiettivo è offrire un’esperienza “immersiva” e interattiva, come quelle proposte durante i tanti workshop organizzati dagli artigiani o nelle esclusive master class con gli esperti e i designer del Gruppo LVMH. Il programma è inoltre arricchito da numerosi happening: performance, proiezioni, esplorazione di luoghi segreti, incontri inediti, workshop esclusivi.

È un’occasione unica, questa delle Journées, per poter parlare con le sarte che creano preziosi ricami e straordinari intrecci tra tessuti, pellicce e sete, farsi spiegare come nasce la pelliccia-non-pelliccia, uno dei punti di forza della collezione di Haute Couture che ha appena sfilato alla Parigi Fashion Week di settembre. O per vedere come nascono le famose scarpe e borse della Maison; la cura e la dedizione con cui i maestri pellettieri assemblano i pezzi.

Les Journées ci permettono di vivere nel cuore della moda, di entrare in uno dei palazzi dell’eccellenza italiana, che tutto il mondo ci invidia. Perché la moda non è solo ciò che vediamo in passerella, è l’insieme di arte, cultura, lavoro certosino e passione.

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La donna dei miei sogni di Nicolas Barreau

“Oggi ho incontrato la donna dei miei sogni. Era seduta al Café Flore, al mio tavolo preferito. Sfortunatamente però non era sola. Un uomo piuttosto attraente le stava accanto e le stringeva la mano. Sono un libraio, e se hai a che fare con i libri tutti i giorni, se vivi immerso nei romanzi, a un certo punto inizi a credere che nella vita possano accadere molte più cose del previsto. Forse sono un inguaribile romantico, ma chi dice che quello che capita in un libro non possa succedere anche nella realtà? Ed ecco infatti che qualcosa è successo davvero. La donna dei miei sogni si è alzata e ha lasciato un bigliettino sul mio tavolo mentre mi passava vicino. Un nome, un numero. Nient’altro. Il mio cuore ha fatto un salto. E così sono iniziate le ventiquattr’ore più eccitanti della mia vita.”

Ma quel che promette di essere un rendez-vous romantico si trasforma ben presto in una cocente delusione: il numero di telefono non si legge bene e Antoine, l’intraprendente proprietario della Librairie du Soleil a Saint-Germain-des-Prés, deve buttarsi in una rocambolesca avventura per ritrovare la donna con l’ombrello rosso che lo ha stregato.

Nicolas Barreau è nato a Parigi nel 1980 da madre tedesca e padre francese, motivo per cui è perfettamente bilingue. Ha studiato Lingue e letterature romanze alla Sorbonne, poi ha lavorato in una piccola libreria sulla Rive gauche. Ha scritto sei romanzi, tutti pubblicati da un piccolo editore tedesco che non ha potuto permettersi di lanciarli con una massiccia campagna promozionale, ma che ciononostante hanno ottenuto un ottimo successo, cresciuto sempre più soprattutto grazie al passaparola dei lettori. Gli ingredienti segreti dell’amore (Feltrinelli, 2011) è un vero e proprio caso editoriale: è stato un bestseller internazionale tradotto in 34 paesi, è rimasto per oltre quattro mesi in vetta alle classifiche italiane ed è diventato un film per ZDF. Con te fino alla fine del mondo (Feltrinelli, 2012), Una sera a Parigi (Feltrinelli, 2013), La ricetta del vero amore (Feltrinelli, 2014), prequel di Gli ingredienti segreti dell’amore, Parigi è sempre una buona idea (Feltrinelli, 2015), Il caffè dei piccoli miracoli (2017) e La donna dei miei sogni (2018; il suo esordio letterario) hanno confermato il talento di Nicolas, rendendolo uno dei giovani scrittori più amati dalle lettrici di tutto il mondo. Feltrinelli ha anche pubblicato, nella collana “Kids”, la fiaba La tigre azzurra (2016), con le illustrazioni di Simona Mulazzani.

La ragazza e la notte di Guillaume Musso

Un campus prestigioso cristallizzato sotto la neve. Tre amici legati da un tragico segreto. Una ragazza portata via nella notte. Dal maestro del noir il nuovo palpitante romanzo che ha scalato ancora una volta la vetta delle classifiche francesi.

Costa Azzurra, inverno del 1992. In una notte glaciale, mentre il campus del suo liceo è paralizzato da una tempesta di neve, Vinca Rockwell, diciannove anni, una delle studentesse più brillanti dell’ultimo anno, fugge insieme al suo professore di filosofia, con il quale aveva una relazione segreta. Per la ragazza “l’amore è tutto o niente”. Nessuno la rivedrà mai più. Costa Azzurra, primavera del 2017 Fino alla fine del liceo erano inseparabili, ma da allora Fanny, Thomas e Maxime – i migliori amici di Vinca – non si sono più rivolti la parola. Si ritrovano ora a una riunione di ex alunni. Venticinque anni prima, in terribili circostanze, hanno tutti e tre commesso un omicidio, murando il cadavere nella palestra della scuola. Proprio la palestra che oggi deve essere demolita per fare spazio a un altro edificio. D’ora in poi, niente potrà più impedire che la verità sul caso di Vinca venga a galla. Sconvolgente, dolorosa, demoniaca.

Ha fatto di nuovo centro, Musso, con il suo ultimo romanzo, La ragazza e la notte, edito in Italia da La Nave di Teseo. Una scrittura fluida, senza tempo, quasi impalpabile che si traveste di nero, giallo e rosa all’occorrenza. Un’atmosfera in sospeso tra la realtà e l’immaginazione, tra l’incubo e la bizzarria. Un romanzo che non dimenticherete, e che dovete leggere se avete letto gli altri scritti di Musso o se non avete mai letto nulla di questo straordinario autore. Per chi ha amato Dio di illusioni di Donna Tart e L’ospite inatteso di Agatha Christie vi ritroverà qualche eco, che si perde però nell’aria tipicamente francese che si respira in questo piccolo capolavoro. Un gioco di specchi che vi lascerà senza fiato.
Guillaume Musso è figlio di una bibliotecaria da cui ha ereditato l’amore per i libri, scrive di notte, nei fine settimana oppure in treno, mentre si reca a Parigi dalla compagna. Il suo romanzo d’esordio L’uomo che credeva di non avere più tempo (Sonzogno, 2005) è un bestseller internazionale, e altrettanto successo ha avuto La donna che non poteva essere qui (Sonzogno, 2006). Ha pubblicato diversi altri romanzi, dei quali si citano: Chi ama torna sempre indietro (Sonzogno, 2007), Quando si ama non scende mai la notte (Rizzoli, 2008), La ragazza di carta (Sperling & Kupfer, 2011), Il richiamo dell’angelo (Sperling & Kupfer, 2012), Sette anni senza di te (Sperling & Kupfer, 2013), Aspettando domani (Sperling & Kupfer, 2014), Central Park (Bompiani, 2015), La ragazza di Brooklyn (La nave di Teseo, 2016).
Quasi tutte le sue storie sono state fatte oggetto – o sono in procinto di esserlo – di adattamenti cinematografici.

Euphonia: creatività, impegno e passione

La splendida voce della cantante lirica, originaria di Sacile, Valentina Volpe Andreazza reinterpreta l’Inno Europeo. Un omaggio alla musica, alla passione civile e all’Europa.
Di Valentina Volpe Andreazza i lettori di Pink Magazine Italia avevano già sentito parlare: la sua meravigliosa voce li aveva sedotti, ammaliati e conquistati (leggi articolo: Valentina Volpe Andreazza). Ora per chi l’attende con ansia e per chi ancora non la conosce, torniamo a parlare di lei e del suo importante progetto Euphonia, che vede coinvolti quindici superbi artisti e la loro reinterpretazione dell’Inno Europeo: una versione che lascia decisamente senza fiato. Abbiamo chiesto a Valentina com’è nato il progetto e quali siano invece i suoi impegni futuri.
Com’è nato il progetto Euphonia? Quanti artisti sono coinvolti e qual è il vostro fine? 
Quando a gennaio l’Associazione Europa Nostra lancia la Challenge Ode2Joy, attraverso un video il cui protagonista è il Maestro Placido Domingo, iniziava a svilupparsi in me l’idea di partecipare a questa chiamata di creativi verso l’Europa: reinterpretare l’Inno europeo in chiave nuova.
Non è così facile portare la propria voce in Europa e secondo me queste sono occasioni da non perdere, in cui potersi esprimere a un pubblico molto più ampio. Così, da un sogno, è iniziata la mia ricerca di artisti che credessero con me in questo progetto. Siamo una quindicina tra compositore (Marco Cazzuffi), librettista (Diego Marani, fondatore dell’europanto, una lingua artificiale che coniuga in un’unica lingua la maggior parte di quelle europee), cantanti (Viviana Nebuloni, soprano, Filippo Lepre, baritono, Marco Cazzuffi, baritenore e la sottoscritta, mezzosoprano), ballerino (Francesco Pacelli), coreografo (Riccardo Buscarini), regista (Giacomo Costa) fotografo di scena (Guido Giannone), social media manager (Marco Nebuloni), promozione e staff del management (Lucia Bottecchia, Mattia Pivato)… una super squadra!
Siamo partiti dal motto dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018 “where the past meets the future” per scrivere la nostra reinterpretazione. Con il compositore Marco Cazzuffi abbiamo ripensato ai nostri grandi compositori italiani, a Giuseppe Verdi, il cui punto di riferimento musicale era la polifonia del Cinquecento e in contemporanea mi era venuta in mente un’altra grande figura italiana, che appartiene ormai al mondo, e che ha saputo creare un dialogo tra innovazione e creatività: Leonardo da Vinci.
Il linguaggio tra forme diverse di arti, unite dalla musica, ecco il nostro messaggio all’Europa. Abbiamo avuto, inoltre, dei partner eccezionali senza i quali non avremmo potuto realizzare il nostro progetto: Base Milano, il nuovo hub culturale milanese che ci ha messo a disposizione i suoi fantastici spazi, rinnovati e rivalorizzati per essere a disposizione della collettività e creare cultura; CLA Studios, un nuovo studio registrazione alle porte di Milano, nato da due amici che stanno investendo in nuovi talenti musicali e WOA Creative Company che ha creato la meravigliosa sorpresa nel finale del video. Giornate intere di lavoro, idee, telefonate con l’instancabile amica Lucia Bottecchia per studiare soluzioni alle varie complicazioni dei momenti più concitati, numerosi caffè con Marco Nebuloni e Guido Giannone per lavorare di grafica e comunicazione, Skypecall con il coreografo Riccardo Buscarini, in diretta da Madrid, io da Bruxelles, dove vivo, ed il compositore Marco Cazzuffi, che all’epoca si trovava a Biella: anche questa è l’Europa. Corse contro il tempo per creare un finale spettacolare, grazie alla passione e alla tenacia di Giuliana Pajola, Davide Asker e il loro team di creativi della WOA Creative Company. Ognuno è stato fondamentale ed è questo che ci ha fatto vincere in termini di qualità e di seguito tra la gente.
Il video si può ascoltare e vedere sulla pagina Facebook di BASE Milano e su YouTube. Arrivato al Convegno della Cultura di Berlino,  è risultato tra i migliori video della Challenge Europea. Poco dopo, è stato proiettato a Bruxelles, al Parlamento Europeo nelle giornate dedicate al patrimonio culturale e alla musica, e a Roma, a Palazzo Venezia, a luglio, durante il convegno dedicato al programma di Europa Creativa, grazie al supporto dell’Onorevole Silvia Costa, che con forza crede nell’importanza della cultura e dei giovani e che ringrazio di cuore.
Parlaci della tua esperienza all’Ambasciata italiana del Belgio e del tuo impegno con le Istituzioni.
La mia missione di portare la musica al di là dei teatri e delle sale da concerto, in una visione di dialogo culturale con altri popoli, mi ha portato anche ad accettare con onore e onere la chiamata dell’Ambasciata Italiana presso il Regno del Belgio per le celebrazioni della Festa della Repubblica del 2 giugno 2018. Un’emozione unica ed una grande responsabilità. Quando la gente continua ad emozionarsi per il nostro Inno cantato con amore e passione, allora vuol dire che la missione è riuscita. In Ambasciata ho proposto anche un’aria rossiniana che amo molto: la Tarantella Napoletana, nel 150eimo anniversario della morte di Giacchino Rossini.
Inoltre, sono reduce da un concerto organizzato a Cortina in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, del territorio e del mare, la Convenzione delle Alpi, la Fondazione Cortina 2021 e il Circolo della Cultura e del Bello di Sacile dedicato alla figura femminile nel territorio alpino. Focus del momento musicale è stato il suono di un violino fantastico, costruito con le essenze della Val di Fiemme e suonato magistralmente dalla violinista Karen Granieri. Alla fine, abbiamo pensato ad un piccolo omaggio dedicato alla figura femminile, in cui ho interpretato l’Habanera, dalla Carmen di Bizet. Abbiamo cercato così di creare un legame tra musica, cultura e filiera del legno, nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018.
Progetti futuri?
A Settembre mi aspettano i concerti tra i Castelli del Belgio, in trio con arpa e violino tra chasons francesi e arie da camera italiane.
Che consigli daresti a chi vuole intraprendere la tua carriera  musicale e artistica?
La resilienza! Sacrificio, studio e strategia. Credere con passione nei propri talenti, migliorali sempre, come missione di vita, puntare a un obiettivo e portarlo avanti con rispetto e amore per se stessi e gli altri.

Pink Magazine Italia – Estate 2018

Carissimi amici, è arrivata l’estate e con l’estate sono arrivate tante novità in redazione. Abbiamo realizzato il nostro primo servizio fotografico di moda: siamo andati a Firenze durante le giornate di Pitti. Il volto di Pink Magazine Italia di questo nu­mero è Karen Swan, autrice di bestseller di fama internazionale. Ma troverete tanto altro ancora tra le pagine del nostro numero estivo. Non mancano recensioni, interviste, focus su moda, arte, musica, cinema e viaggi.

Buona estate e buona lettura!

Cinzia Giorgio

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Cinecittà e la moda romana

Dopo anni vissuti in secondo piano, oggi Cinecittà vive una nuova vita, tra mostre, eventi e glamour. Tra le tante manifestazioni, anche AltaRoma ha scelto la Hollywood sul Tevere come location della sua Fashion Week estiva.

Inaugurato nel 1937 il complesso di Cinecittà è un insieme di teatri di posa. Si trova in via Tuscolana 1055, all’angolo con via di Torre Spaccata, a pochi metri dalla fermata della Metro A. Ancora oggi gli spazi dell’imponente struttura vengono utilizzati per le produzioni televisive e cinematografiche. Definita la Hollywood sul Teveredurante la sua epoca d’oro, a Cinecittà hanno lavorato registi italiani come Federico Fellini (I Vitelloni, 1953), Vittorio De Sica, Luchino Visconti (Bellissima, 1951), Ettore Scola e Sergio Leone; ma anche registi stranieri, tra i quali spiccano William Wyler (Ben Hur, 1959), Marvyn LeRoy (Quo Vadis?,1951), Francis Ford Coppola, Joseph L. Mankiewicz (Cleopatra, 1963), Martin Scorsese (Gangs of New York, 2002) e molti altri ancora. Gli Studiossorgono su una superficie di quattrocentomila metri quadri esono di fatto il centro della produzione cinematografica nazionale.

È possibile visitare la Fabbrica dei Sogni romana. Cinecittà è, infatti, ancora oggi un polo d’attrazione turistico per gli amanti del cinema, ma anche un marchio vero e proprio, che include l’organizzazione di eventi mondani e culturali; nel 2016 è stata creata l’Area Eventi di Cinecittà World e di Civita che hanno dato vita a Cinecittà Events, un nuovissimo brand della società Cinecittà District Entertainment (CDE). Cinecittà Studios, nel suo segmento Movie,mette al servizio di agenzie e grandi marchi alcuni spazi esclusivi, tra i quali due teatri di posa: ovvero il Teatro 10e il Teatro 1, la cosiddetta Palazzina Fellini, ilset permanente Roma Antica e il nuovo caffè di Cinecittà. Per ogni evento, sono così sfruttate le suggestive ambientazioni scenografiche dei set cinematografici e si può persino chiedere l’utilizzo degli effetti speciali. Negli ultimi anni, sono stati ospitati eventi di marchi nazionali e internazionali come Chanel, Enel, Chopard, Ferrari, Bulgari, Fendi, Volkswagen, Fiat, Ungaro, Sky e tantissimi altri ancora.

AltaRoma quest’estate, con la collaborazione dell’Istituto Luce, ha come quartier generale proprio gli studi di Cinecittà. La manifestazione si concluderà domenica 1° luglio, con un programma diviso in tre sezioni di competenza: Fashion Hub, per i progetti di scouting; Atelier per le sfilate; In Town, per le iniziative della moda collocate in svariati e strategici punti nodali di Roma. L’organizzazione di AltaRoma, presieduta da Silvia Venturini Fendi, ha individuato Cinecittà come location della maggior parte degli eventi della Fashion Week dell’alta moda romana per coinvolgere più discipline dello spettacolo sullo sfondo della Hollywood italiana. Storici brand romani sono stati importantissimi per l’industria cinematografica italiana: le Sorelle Fontana, Fernanda Gattinoni e Roberto Capucci.

Giovedì 28 giugno 2018 è stato celebrato proprio il genio di Roberto Capucci con un documentario in anteprima mondiale: “La moda proibita. Roberto Capucci e il futuro dell’alta moda”, di Ottavio Rosati, prodotto da Plays s.r.l. in collaborazione con Jean Vigo Italia. Nel set dell’Antica Roma, AltaRoma ha invece omaggiato lo stilista Renato Balestra con “Tribute to Renato Balestra”, una sfilata che ripercorreva le tappe più importanti della carriera dello stilista.

Grazie ad AltaRoma, è possibile visitare i set della città del cinema. Perché Cinecittà è un luogo magico a prescindere dagli eventi glamour che vi si svolgono. Chi si addentra tra le sue vie non può che restarne affascinato. Se si vuol vivere un giorno passando da un set all’altro, l’offerta delle visite è ampia e sul sito degli Studios troverete orari, prezzi e possibili variazioni dei giorni. Grazie al successo di “Cinecittà si Mostra”, inaugurata il 29 aprile 2011 e che ha ospitato più di trecentocinquantamila visitatori, l’esposizione è diventata permanente. La mostra ripercorre idealmente ogni fase della realizzazione di un film: dalla sceneggiatura alla post produzione, presenta i vari mestieri legati al cinema e permette la visita dei “set residenti”, ovvero quelli che non sono mai stati smantellati: Broadway, Roma Antica e Firenze del Quattrocento.

Per approfondimenti e orari: http://cinecittasimostra.it

Pink Magazine Italia – Maggio 2018

Ebbene sì, stavolta ci siamo superati. Abbiamo preparato per voi un numero speciale con attori, scrittori, registi e artisti importanti, che ci hanno svelato particolari interessanti e inediti del loro lavoro: Davide Mariella, Giuseppe Verzicco, Alison Belsham, Francesca Pels, Alessio Inturri, Marco Randazzo, Sara Rattaro. Un numero che non dimenticherete anche per il reportage dal Salone del Libro di Torino, per la retrospettiva su Frida Kahlo e per l’anniversario di Harry Potter. Siamo andati a vedere il musical Dirty Dancing, una produzione tutta italiana che ha conquistato anche il resto d’Europa. Proseguono, come sempre, le nostre rubriche dedicate ai libri, alla cura di sé e alla cucina letteraria. Pink Magazine Italia è sempre più bello, più innovativo e a renderlo tale siete voi lettori. Grazie!

Cinzia Giorgio

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