La più meglio gioventù a Modena

La più meglio gioventù 

Scritto e diretto da: Alessandro Bardani

Sabato 15 dicembre 2018 – ore 21.00

Teatro Michelangelo – Modena

 

La più meglio gioventù”, divertente spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Alessandro Bardani, in scena con Francesco Montanari, rappresenta il lato più leggero e dissacrante della scrittura di Bardani, con uno stile che si ispira a film come “clerks” e “coffee and cigarettes” e al teatro canzone di Gaber. non mancano richiami a Woody Allen, Ben Stiller, ma anche Pier Paolo Pasolini, Marco Tullio Giordana (“la meglio gioventù”) e a Samuel Beckett (“Aspettando Godot”).

Sul palcoscenico interagiscono Francesco Montanari e Alessandro Bardani nel ruolo di due trentenni, Aurelio e Niccolò. Si ritrovano seduti allo stesso tavolino di un locale a scambiare opinioni sul mondo che li circonda, a esprimere e condividere ansie del tempo attuale, in un’atmosfera che vede mischiare sacro e profano parlando apertamente a ruota libera, con un’unica convinzione: “Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…”.
Battute fulminanti, sarcastiche, ironiche e frizzanti sono alla base del reading.
Montanari e Bardani sono alla loro settima collaborazione, hanno già recitato insieme nella serie tv “Romanzo Criminale”, nella sketch-comedy per Repubblica.it “Felici & Contenti – Pillole di Becchinaggio”, scritta da Bardani stesso, collaborato ancora nel cortometraggio pluripremiato e Nominato ai David di Donatello “Ce l’hai un minuto?”, scritto e diretto da Bardani, che vede tra gli interpreti oltre a Montanari anche Giorgio Colangeli, poi ancora insieme nel reading tributo a Giorgio Gaber “Grazie ancora Signor Gaber”, nello spettacolo teatrale campione di incassi “Il più bel secolo della mia vita”, con Bardani impegnato come autore e regista insieme a Luigi Di Capua dei The Pills e Montanari come co-protagonista nuovamente con Giorgio Colangeli.

Teatro Michelangelo –  Via Pietro Giardini 255, 41124, Modena


Info
: 059 343662 – info@teatromichelangelo.com

http://www.teatromichelangelo.com

Ufficio Stampa: Madia Mauro

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È online il nuovo Pink Book: Un Natale da Strega

È online il nuovo eBook natalizio targato Pink Magazine Italia disponibile in esclusiva su Amazon.

Si tratta di Un Natale da Strega, la commedia romantica dai toni fantastici della scrittrice francese Margot Valois.

La trama: Arlette è una strega parigina che vive a New York, dove dirige una galleria d’arte a due passi da Madison Avenue. È indaffarata come non mai per i preparativi di Natale e non si aspetta davvero di ricevere una richiesta molto particolare da una ricca e viziata cliente dell’Upper East Side. A farle compagnia, durante la bufera di neve che investe Manhattan, una serie di personaggi bizzarri tra cui anche Merlino, il suo bellissimo gatto nero. L’ombra del passato sta per tornare nella vita di Arlette, per sconvolgerle tutti i piani. Un passato che porta il nome di Lance…

Ecco qui il link per scaricare il nostro eBook natalizio a soli € 0,99:

MARGOT VALOIS – UN NATALE DA STREGA

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Il favoloso mondo di Heidi_Lab

Heidi_Lab è un progetto creativo, artigianale di abbigliamento per donna e bambina. Il logo è un piccolo fumetto con la sua iniziale,  perché Heidi è davvero il suo nome! La passione per le stoffe, gli abbinamenti e i colori nasce nel 1994 quando Heidi aveva sedici anni e cuciva minigonne per sé e per le sue amiche, di nascosto dalle mamme! Costumista, sarta, designer, vetrinista con laurea in belle arti, ha frequentato numerosi corsi di formazione. Ogni capo è realizzato interamente nel suo laboratorio romano; i tessuti che usa sono in prevalenza naturali, e molti sono in fibre eco-sostenibili certificati “Gots”.

Spesso disegna le grafiche che verranno stampate sulle sue stoffe preferite. Per completare ogni capo Heidi pensa al suo accessorio più adatto, spesso firmato dalla designer di gioielli Valentina Mancini, con cui si è instaurata una collaborazione che dura ormai da anni. Indossare un capo proveniente dal Lab di Heidi vuol dire unicità, attenzione per i dettagli e per le materie prime di pregio.

Tre domande a Heidi

Come si svolge la giornata lavorativa?

Sveglia presto 6:30 del mattino, rapide coccole nel lettone con i bimbi, ci tuffiamo in tazzoni di latte&cioccalto (caffè per manna&papà), e di corsa ci si prepara per la giornata! Dalle 10:00 pronta nel Lab con le mie compagne di viaggio: la musica (rock anni ’70 in primis) e soprattutto le due macchine da cucire (Janome e Singer) una ha circa vent’anni, l’altra è una modernissima taglia e cuci: senza di loro non esisterebbero le mie creazioni!

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Devo dire in verità, che non seguo realmente la moda… le uniche sfilate che non perdo mai sono quelle della famiglia Missoni, ma per pura gioia personale, non per ispirarmi, semplicemente mi riempiono il cuore! Le mie vere ispirazioni vengono dai materiali: quando immagino un qualsiasi oggetto da indossare provo a capire la tipologia di materiale più adatto per realizzarlo, il momento della giornata in cui si potrebbe usare e soprattutto a quali fisici potrebbe star bene, perché ci tengo a poter vestire tutte le età e tutte le taglie! Per questo le mie creazioni spaziano da oggetti particolarissimi, ma comunque indossabili, ad abiti per la tutti i giorni.

Progetti futuri?

Il mio sogno è un laboratorio, aperto al pubblico, nel cuore di Roma! Sto lavorando con immensa passione per raggiungere questo obbiettivo. Gli altri progetti che porto avanti sono le collaborazioni (che spero non finiscano mai) con designer emergenti e con i professionisti dell’immagine, così da proporre sempre un total look, ma non per forza tutto coordinato… mi piace inserire sempre un particolare che “stona”, perché adoro la perfetta casualità!

Dove trovare Heidi:

Su Facebook Heidi_Art

Su Instagram @Heidi_Lab

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Le quattro regine

“Le quattro regine” è una sfilata evento che si terrà venerdì 23 novembre alle ore 21 presso l’Accademia L’Oreal, in piazza Mignanelli 23 (Palazzo della Maison Valentino, Piazza di Spagna). La sfilata, che si configura negli eventi dedicati alla diffusione del messaggio di contrasto alla violenza di genere attraverso la moda, sarà l’occasione per rendere pubblico il progetto “Riprenditi la bellezza”, creato assieme all’accademia di parrucchieri di Orazio Anelli, e dedicato alle utenti del centro antiviolenza Marie Anne Erize.

Una Cenerentola a Manhattan di Felicia Kingsley #GliSpecialiDiPink

“Gli unici perdenti veri, sono quelli che non provano.”

È stato bellissimo leggere il nuovo romanzo di Felicia Kingsley (Newton Compton Editori), un onore poterlo recensire per Pink Magazine Italia perché anche nella sua ultima talentuosa dimostrazione d’autrice, Miss Kingsley non sbaglia una virgola… anzi, una cosa la sbaglia: il finale! Sì, il romanzo finisce e io non lo posso tollerare! Felicia Kingsley, con il suo stile unico, narra una delle più classiche storie d’amore, ambientandola nella città più cool del mondo: New York. Al posto della zucca, c’è la metropolitana. Al posto del castello, un attico nell’upper east side.

La protagonista è Riley, una Cenerentola forte, moderna e grintosa. La vita non le ha mai regalato nulla, e la ragazza si ritrova a vivere un amore da favola con Jesse, un giovane uomo d’affari in una metropoli che si presta a essere lo specchio magico per realizzare i propri sogni.

Ogni personaggio in questo romanzo è al posto giusto, scritto e descritto nell’unicità tipicamente Kingsleyiana. Pagina dopo pagina, sorriso dopo sorriso, sospiro dopo sospiro, s’inizia ad avere la netta sensazione che la favola che ci leggevano da bambine, abbia sprigionato un bel po’ della sua magia tanto da incantare la penna dell’autrice, permettendo a questo romanzo di potersi definire quasi  “magico”.

Prendete un attimo di tempo tutto per voi, leggete il romanzo della Kingsley perché: “Per sognare abbiamo le favole, per tutto il resto…. c’è google.”

Mirtilla Amelia Malcontenta

Tre domande a Felicia Kingsley 

Come nasce la storia di Riley, protagonista di Una Cenerentola a Manhattan?

L’ho presa un po’ alla larga, a dirti la verità. Riflettevo su come il focus, negli ultimi anni, si sia spostato sulla celebrità, specie quella gratuita e un po’ ingiustificata che regalano i social. Come tanti ho notato lo sbocciare di nomi che da un giorno all’altro, da perfetti sconosciuti, erano sulla bocca di tutti, e di solito senza un merito reale. I quindici minuti di celebrità di cui parlava Andy Warhol. Mi guardavo intorno e vedevo che anche alcune mie amiche, o conoscenti, seppur nella loro quotidianità, cercavano a tutti i costi il momento di gloria, chi con il gossip, chi con il contenuto virale, chi con challenge sconclusionati, insomma, era caccia aperta al trend, così come una volta, per le “giovani in età da marito”, era caccia aperta al buon partito da sposare. Più che da Cenerentola, la storia è partita dalle sorellastre: immaginavo che nel 2018, Anastasia e Genoveffa avrebbero ambito, più che al principe, a diventare star dei social (pur nella loro mediocrità). A me piacciono i social, li frequento anche perchè sono quasi l’unico modo per entrare in contatto con chi legge i miei lavori, ma mi rendo conto che c’è anche tanto nulla (esempio: selfie di ragazze seminude o ragazzi iperpalestrati, accompagnati da improbabili citazioni di Leopardi o Kant). Ecco, Anastasia e Genoveffa le colloco proprio in questa fetta. Da lì, mi sono domandata: e cosa vorrebbe Cenerentola nel 2018? Autorealizzarsi. Me la sono immaginata determinata (meno incantata della favola), con degli obiettivi personali, dei traguardi professionali importanti, ma purtroppo sempre accompagnata da quella componente di svantaggio (economico, sociale e affettivo) della protagonista della favola di Perrault. Su queste premesse, poi è nata tutta la storia.

Perché a New York? Cosa ti ha spinto ad ambientare il tuo romanzo nella Grande Mela?

Stavolta, siccome stavo mettendo le mani su una favola da sogno, mi sono detta “Sognamo alla grande!”. Siccome Cenerentola è una favola pregna di coincidenze, incontri dettati dal destino, e soprattutto magia, e visto che la magia, quella vera, nel romanzo non l’ho messa (la lascio a J.K. Rowling che è materia sua), avevo bisogno di una città che la magia ce l’avesse dentro. New York, what else? Le ho provate tutte, ma Una Cenerentola a Fossoli non funzionava. E neanche Una Cenerentola a Paderno Dugnano. Saluto e abbraccio gli amici di Fossoli e di Paderno Dugnano.

C’è un fil-rouge che lega tutti i tuoi romanzi? Cosa ti preme trasmettere ai tuoi lettori?

Vorrei essere quel tipo di persona che ha grandi piani, tra loro collegati, ma no. I romanzi sono tra loro indipendenti nella maniera più totale. L’unica cosa che li accomuna è l’intrattenimento. Il mio scopo è intrattenere il lettore, divertirlo quanto mi diverto io a scrivere e l’unica cosa che mi auguro, una volta chiuso un mio romanzo e che ciò che ha letto, lo ispiri a trovare nuovi slanci, che so… fare un viaggio, comprarsi un disco, andare a vedersi un film, iscriversi a quel corso che da anni si ripromette di frequentare ma poi non fa mai…

Cinzia Giorgio

HORNY Crostatina Stand up vol.II di Antonio Ornano

Sabato 17 novembre il Teatro Sociale di Camogli ospiterà Hornyl’ideale prosecuzione di Crostatina Stand Up, un monologo da stand up comedian dal ritmo incalzante e senza orpelli scenografici o travestimenti di e con Antonio Ornano.

Chi è Horny? Horny è il soprannome di Antonio Ornano, un uomo adulto che ancora deve capire cosa si aspetta dalla vita. Horny è la cronaca spietata delle sue fragilità come marito e come padre. Un inno all’incompiutezza emotiva e sentimentale del maschio “adulto”, un’ode all’imperfezione che in chiave comica si propone di squarciare l’ipocrisia di una società che ci vorrebbe sempre infallibili e di successo.

Ed è così che prenderanno voce molti pensieri intimi e alle volte inconfessabili. L’importanza del rock e di Bruce Springsteen nel complesso processo di crescita e formazione del protagonista, le sue prime pulsioni sessuali, il ruolo salvifico delle piccole menzogne intuitive e riflessive nel rapporto con la moglie Crostatina, il sesso matrimoniale dopo l’avvento dei figli, i viaggi in traghetto con tutta la famiglia, le proiezioni erotiche sulle mamme dell’asilo e molte altre . Ma si proverà anche a riflettere su come ci vediamo proiettati nella terza età e su come un immaginario collettivo inzuppato di luoghi comuni spesso condizioni il nostro approccio all’ omosessualità, e in generale a tutto quello che erroneamente reputiamo diverso ma che semplicemente abbiamo paura di conoscere.

Teatro Sociale Camogli

Piazza Giacomo Matteotti, 5

Info e prenotazioni: tel. 01851770529- emailbiglietteria@teatrosocialecamogli.it

www.teatrosocialecamogli.it

Ufficio stampa

Madia Mauro

Pink Magazine Italia – Autunno Inverno 2018-19

 

 

Carissimi lettori, questa stagione porta con sé tantissime novità, prima fra tutte la cadenza semestrale di Pink Magazine Italia. Il nostro periodico online uscirà, infatti, ogni sei mesi (salvo numeri speciali). La decisione è stata presa per potenziare l’edizione web e il sito, per essere più presenti sui canali social e per preparare un programma radiofonico di cui vi sveleremo in seguito.  In questo numero troverete tanti  servizi fotografici di moda che dalle strade di Roma arriveranno nelle suggestive lande della Camargue della stilista Marion Mestre. I volti di Pink Magazine Italia di questo nu­mero sono: il nostro testimonial, l’attore Luca Mannocci (seconda cover),che posa per un servizio sullo stile italiano; Letizia Asciano e Maria José Piccardo (in cover), due ragazze di cui sentirete parlare molto presto. Ma troverete tanto altro ancora tra le pagine del nostro numero invernale. Abbiamo intervistato il giornalista Roberto Parodi, l’attrice Giulia Sofia Paolucci, lo scrittore Domenico Notari, l’artista Giacomo Rizzo e non mancano recensioni, interviste, focus sull’arte, la musica, il cinema e i viaggi.

Buona lettura!

Cinzia Giorgio

Scarica gratuitamente la tua copia ciccando sul link: Pink Magazine Italia Autunno Inverno

Ransie la strega

Quante volte abbiamo ripensato ai cartoni animati della nostra infanzia? Quante volte ci siamo inteneriti al ricordo di alcune scene degli anime che ci hanno accompagnato durante il tortuoso ma stimolante percorso della nostra crescita?

Quando ripenso alle mie passioni infantili non posso fare a meno di indugiare sul confortevole e confortante ricordo di cartoni animati come Lady Oscar, Georgie, Creamy e tanti altri. Tra tutti però, uno dei più divertenti è sicuramente stato Ransie la Strega.

Batticuore notturno – Ransie la strega (ときめきトゥナイト Tokimeki Tunait) è tratto dal manga di Koi Ikeno del 1982 e pubblicato dalla Shūeisha in Giappone. Nello stesso anno il Group TAC ne ha tratto anche un anime diviso in 34 episodi, diretto da Hiroshi Sasagawa, andato in onda in Italia con il titolo Ransie la strega, mentre il manga è stato pubblicato dalla Star Comics solo nel 2002.

Nei primi volumi del manga la trama corrisponde a quella dell’anime: la protagonista è appunto Ransie Lupescu (Ranze Eto), una tranquilla studentessa delle scuole medie, che in realtà nasconde un grande segreto: è la figlia di un vampiro di nome Boris (Mori), uno pseudoscrittore, e di un lupo mannaro, la bionda Shiira. Tutta la famiglia di Ransie proviene dal Mondo Magico (noto in Italia come “Regno Supremo” o “Inferno”), dove vivono mostri e figure mitologiche di ogni genere dotate di poteri soprannaturali.

Anche Ransie ha dei superpoteri: assume le sembianze delle vittime del suo morso, lasciandole in stato incosciente, il tutto fino a quando Ransie non starnutisce riprendendo in tal modo il suo aspetto originario e le vittime non ricordano nulla.

Ransie viene educata come un’umana: frequenta la scuola pubblica e si innamora di un compagno di classe, Paul Cavor (Shun Makabe), destando l’ira dei suoi genitori che preferirebbero naturalmente un genero proveniente dal Regno Supremo e dotato di poteri soprannaturali; inoltre c’è una legge del Regno Supremo che vieta le unioni “miste”. Il suo amore all’inizio non sembra ricambiato: Paul è più concentrato sullo sport che ama – la boxe – e inoltre Ransie ha anche una rivale, Lisa (Yoko), innamorata del ragazzo, orfana di madre e figlia di un boss della yakuza, a sua volta innamorato della madre di Paul.

La trama del manga, così come quella dell’anime, ruota intorno all’amore contrastato di Ransie per Paul, e si arricchisce a mano a mano di particolari più o meno comici e di frequenti colpi di scena.

Il manga ha diversi livelli di lettura ed è adatto a un pubblico di ragazzi così come a quello di adulti. La strega vampira Ransie è un perfetto personaggio che ammalia e nel contempo intenerisce. Che morde, piange, ride e ama. Una di noi, insomma.

Fuori! Tre domande a Daniele Gattano

Venerdì 26 Ottobre, al Teatro Filodrammatici di Milano, alle 19.30 in apertura della kermesse Festival Lecite/Visioni, andrà in scena “FUORI”, stand-up comedy di e con Daniele Gattano, che ricorderete sicuramente tra gli artisti di Colorado su Italia1 e Comedy Central su SKY.

“FUORI” è un insieme di esperienze, traumi, scoperte che, con linguaggio schietto, Daniele racconta allo spettatore. «Esattamente dieci anni fa ho fatto coming out con i miei genitori e col senno di poi è bello ripensare alle loro reazioni», ci racconta. nel suo spettacolo  si parte dall’esperienza personale per abbracciare quella di tutti, giocando sui punti in comune e sulle differenze culturali che ci sono nel rapporto tra persone.

“FUORI”  è il tema pulsante dello spettacolo, uno sfogo dove la risata non è l’obiettivo principale ma il mezzo per parlare di temi e esperienze comuni. Daniele quando parla non si scompone e il suo punto di vista diventa subito quello di molti, il tragico evolve in comico e l’ironia si fa pungente.

“Fuori” parla di te, della tua storia familiare e personale. Come mai hai deciso di raccontarti e di metterti a nudo davanti al pubblico?

Non potendo permettermi lo psicologo ho pensato a un modo più proficuo per rielaborare i miei vari traumi. Al posto del lettino c’è un palco. Non spendo ma guadagno. E poi vuoi mettere la soddisfazione di avere in mezzo al pubblico proprio chi è stato la causa dei tuoi mali?

L’ironia quanto è importante nella tua vita oltre che nel tuo lavoro?

Quando mi succede qualcosa di negativo di getto telefono a qualche mio amico e nel riferirgli la cosa lo sento ridere, mi rendo conto che senza volerlo già la sto raccontando in chiave comica, di fatto smorzandola. Serve tantissimo, anche su episodi gravi. L’ironia non deve discriminare niente e nessuno.

Desideri, progetti, piani per il futuro?

Desideri tanti! Vorrei girare un documentario su Giuni Russo, imparare a fare le torte quelle belle, tornare in palestra e vederne i risultati, andare in Perù, girare un film con Xavier Dolan e riuscire ad addormentarmi prima delle 3 di notte. Se riuscissi a fare almeno una di queste cose entro la fine dell’anno sarei già soddisfatto!