Futilità Necessarie (o forse no?). Le scarpe con la zeppa non solo calzature.

Ciao carissimi amici e lettori, sono di nuovo qui per proporvi una nuova (ma neanche tanto) Futilità Necessaria, eh sì oggi si parla al singolare e non delle 5 futilità che solitamente vi racconto. Oggi ho deciso di raccontarvi una storia… la storia di una calzatura che nonostante la moda passi e ritorni a cicli regolari in un modo o nell’altro ritorna sempre nelle scarpiere e nelle collezioni di scarpe delle donne: la scarpa con la zeppa.

Oggi vi racconto la favola di una calzatura che confesso fa parte della mia memoria fin dalla più tenera età, perché mia mamma pensa che io abbia rimosso il ricordo della sua passione per le scarpe con la zeppa che corredavano i suoi outfit composti da coloratissimi pigiama Palazzo molto in voga negli anni Settanta del Novecento, ma i miei ricordi d’infanzia sono pregni di quest’immagine, oltre all’immagine dei suoi capelli cotonati tinti di rosa confetto (eh sì da qualcuno avrò pur ereditato questa mia follia…), per cui siete pronti? ecco a voi la storia delle scarpe con la zeppa!

Si narra che un tempo, lontanissimo e perso nella storia (parliamo dell’antica Grecia), la zeppa aveva fatto in qualche modo la sua apparizione nel mondo. Nonostante i greci preferissero i sandali o, meglio ancora, camminare scalzi esistevano alcune categorie sociali che adottavano calzature dotate di tacco

Coturni e Baucides… la genesi

Una di queste categorie erano gli attori tragici che, per avere maggiore visibilità, dovevano avere una presenza imponente per cui, oltre a maschere e parrucche, indossavano delle scarpe con suola alta fatta di sughero, i coturni, poco aggraziate e nascoste dalle lunghe vesti, ma che facevano il loro dovere conferendo una maggior altezza.

Un’altra categoria sociale che indossava scarpe/zeppe erano le cortigiane o etere (già allora c’era un po’ questa convinzione che una donna alta fosse più attraente, mito che io ritengo da sfatare soprattutto perché personalmente supero di pochissimo il metro e sessanta e riesco a cadere da tacchi di due centimetri, per cui basta con questi luoghi comuni!). Comunque torniamo alle nostre cortigiane. Le scarpe che usavano indossare venivano chiamate baucides, erano di colore giallo zafferano, con zeppa di sughero e, pensate un po’, sotto di esse venivano incisi messaggi per pubblicizzare il loro servizio. Quando la donna camminava lasciava sulla sabbia messaggi che venivano letti da potenziali clienti. Una sorta di marketing promozionale ante litteram. Duplice utilità: alzavano la statura della professionista e gettavano i primi semi per far germogliare quella che sarebbe poi diventata la web comunication prima ancora che venissero inventati i ben più moderni e attuali Facebook o Instagram. Ma la zeppa resistette anche in epoche successive e non perse la sua utilità oltre che il suo fascino Continua a leggere

Futilità Necessarie (o forse no?). 5 futili e curiose leggi che arrivano dalla Gran Bretagna

Ciao amici, eccomi ancora qui per proporvi nuove (ma neanche tanto) Futilità Necessarie, oggi voglio ritornare su un argomento che ho già parzialmente trattato ma che potrebbe essere ripreso, e ripreso, e ripreso per numerosissime volte da tanto materiale esiste disponibile, sto parlando di leggi, e precisamente di leggi assurde. Ma questa volta non andiamo negli Stati Uniti, oggi facciamo un viaggio in un altro Paese proprio attraverso queste cinque divertenti e curiose leggi che arrivano dalla impassibile e compassata Gran Bretagna.

Ed ecco a voi: 5 leggi davvero assurde che vigono in Gran Bretagna.

Lo sapevate che in Gran Bretagna…

  1. esiste il Salmon Act una legge del 1986 che afferma che è illegale maneggiare un salmone in circostanze sospette. E va bene ma specifichiamo cosa intendiamo con circostanze sospette… nel senso che non possiamo lanciare ai salmoni bombe molotov? oppure si intende che quando lo dobbiamo pescare dobbiamo identificarci fornendogli le nostre generalità come quando si arresta un sospetto? del tipo un chiaro e forte: pinne in alto sono un pescatore! no giusto per avere chiare le dinamiche e non incappare in chissà quale pena inglese. Va bene che si tratta di una legge creata per ridurre il bracconaggio del salmone ma come fanno le forze dell’ordine britanniche a decidere quali siano queste circostanze sospette con cui non si dovrebbe maneggiare e pertanto anche pescare un salmone? Continua a leggere

Futilità Necessarie (o forse no?). 5 futili curiosità sul nostro cervello

Ciao amici carissimi, sono di nuovo qui con voi con una nuova cinquina di Futilità Necessarie. Oggi niente paure o timori, anche se sappiamo che il periodo difficile non si è ancora concluso, però noi cerchiamo di sorridere (che magari ci aiuta a sviluppare maggiori anticorpi, no questo non è vero, ma un sorriso non fa mai male).

Oggi carissimi vi voglio parlare di un qualcosa che io rispetto profondamente ma che per qualcuno sembra pressoché inutile utilizzarlo… il cervello!

È l’organo più potente e affascinante che noi possediamo e che ci consente di essere considerati animali superiori (anche se a vedere come lo utilizza qualcuno forse qualche dubbio ci sovviene in merito a questa definizione). Comunque anche il cervello ha delle bizzarre curiosità che lo contraddistinguono e io oggi ve ne voglio svelare alcune.

Ed ecco una carrellata di 5 curiosità sul cervello… e poi sfido chiunque a dire che non è l’organo più importante che possediamo…

Lo sapevate che…

  1. È possibile impiantare nel cervello un falso ricordo. Incredibile ma è così. E non sto parlando di fantascienza o roba simile, sto parlando di realtà scientifica. Karim Benchenane con la sua equipe francese ha condotto un esperimento con lo scopo di verificare se fosse possibile trasferire un falso ricordo nel cervello umano. Servendosi di cinque topi da laboratorio, l’equipe ha provveduto ad impiantare (nel vero senso della parola) un falso ricordo riguardante il posto in cui era stato nascosto del cibo. Esperimento che ha avuto un esito più che positivo: gli animali, al risveglio, si sono recati nel posto indicato dal falso ricordo per cercare il cibo. Che strano questa notizia mi ricorda qualcosa… sarà un falso ricordo? no, no mi ricorda proprio un romanzo: Falsa Memoria di Dean Koontz (ne ho già parlato in un altro pezzo che parlava di fobie, potete leggere l’articolo qui) in cui uno psichiatra impianta, tramite suggestione ipnotica, una paura (un timore assurdo, permettetemi di dirlo, la paura del fighissimo Keanu Reeves che a me personalmente suscita ben altre emozioni) in una sua paziente per divertimento, adesso confesso che non so se mi fa più paura la fantasia di un romanzo oppure la realtà… forse questa notizia non dovevo darla, come si dice parafrasando una famosa canzone: a questi esseri umani non mettete in testa strane idee che hanno già le loro… Continua a leggere

Futilità Necessarie (o forse no?). 5 futili fobie e 4 assurde paure per affrontare il Coronavirus

Ciao a tutti gli amici vicini e lontani, eccomi ancora di ritorno con le mie ormai note Futilità Necessarie nonostante il periodo di crisi che tutti stiamo vivendo, condito da parolone come pandemia e quarantena (giustificatissime e legittime in questo momento non c’è che dire) che anche oggi però, come lo è sempre stato, generano ansia, timori e paure.

Siamo bloccati in casa, stiamo affrontando un momento difficile di crisi mondiale (perché il problema non riguarda solo la nostra penisola ovviamente), siamo costretti a stare lontano dalle persone che amiamo, siamo costretti a rinunciare a fare ciò che ci piace, non possiamo baciarci e abbracciarci (sigh!) e sicuramente tutti quanti, come me, stiamo mettendo su chili perché ci consoliamo con manicaretti mentre siamo stravaccati sul divano a guardare serie TV (negatelo se avete il coraggio)… ma per quanto cerchiamo di affrontare la situazione con ironia e forza interiore non possiamo negare di provare paura!

Abbiamo tutti paura, è inutile che fingiamo che non ce ne freghi nulla o che riempiamo la bacheca del nostro profilo Instagram con post che dicono quanto siamo contenti senza gli altri, mentiamo dicendo che finalmente si concretizza il mondo dei nostri sogni, tutti asociali, tutti individualisti… lo faccio anch’io, lo ammetto, anche perché l’unico metodo che ho imparato e che per me funziona quando affronto le difficoltà è quello dell’ironia, dell’autoironia e del sarcasmo dissacrante. Continua a leggere

Futilità Necessarie (o forse no?): 5 futili curiosità sul cibo

Ciao a tutti i lettori, eccomi di nuovo a voi con le mie ormai note Futilità Necessarie.

Oggi vorrei parlarvi di cibo e alimenti… sì perché anche sulla nostra tavola spesso si trovano strane cose, in tanti sensi, cose bizzarre e curiose, stranezze di cui spesso siamo a conoscenza, però si annidano in quello che ingurgitiamo senza nemmeno rendercene conto, per non parlare poi delle pessime abitudini che adottiamo a tavola e non solo. Insomma il nostro rapporto con il cibo è davvero già di per sé una stranezza.

Ma adesso bando alle ciance, che qui si sta delirando, preparatevi a questa carrellata di 5 stranezze, curiosità (e naturalmente futilità) che anche se ne siamo ignari esistono nel mondo degli alimenti.

Lo sapevate che…

  1. Avete mai pensato di mangiare una coccinella? immagino già le vostre espressioni disgustate al solo pensiero, forse non tutti sanno che ne mangiamo di continuo. Ebbene sì, scritto così sembra folle ma questi carinissimi (anche se cattivissimi) insettini si trovano anche in cibi apparentemente insospettabili sotto forma di un colorante denominato comunemente E120 (o anche Colorante Naturale Cocciniglia). Si pensi che ne occorrono ben 100.000 per formare circa un chilo di questo colorante usato per un sacco di prodotti che ingeriamo, spessissimo senza nemmeno saperlo, (perché ovviamente non leggiamo le etichette), come caramelle rosse, rosa o viola, yogurt, nel mitico Campari, nei gelati, in bibite e in tanti altri cibi oltre che in alcuni cosmetici e medicine. E va beh dai, c’è chi propone di assaggiare insetti ben più impressionanti delle nostre amiche a pallini, tipo locuste o roba simile. E comunque curiosità nella curiosità: lo sapete che esistono popoli che mangiano abitualmente le cimici? bleah! adesso lo dico io, se c’è un insetto che veramente mi farebbe disgusto mettere in bocca è proprio la cimice… e poi puzza, però è anche vero che ci sono formaggi belli puzzolenti ma che sono deliziosi. Che dite? dovrei provare? non saprei dire però se sono più preoccupata del fatto che si utilizzino coccinelle per fare un colorante o all’idea di quanti alimenti ingurgitiamo senza preoccuparci minimamente del fatto che contengano coloranti (naturali o meno) e non solo… ma leggere le etichette pare brutto? Continua a leggere

Futilità Necessarie (o forse no?). 5 futili curiosità sulla Francia.

Ciao a tutti i lettori e a tutti i curiosi che vogliono con noncuranza gettare uno sguardo alle mie Futilità Necessarie.

Ormai lo sapete tutti (o quasi) che dopo aver conseguito il prestigioso premio a me riservato Aiuto arriva l’Adele! non posso certo deludere i miei lettori e abbandonare questa mia ricerca di Futilità Necessarie da condividere, per cui anche oggi sono qui, per voi, con 5 Futilità nuove di zecca (con le quali o senza le quali il mondo, per inciso, continua a girare, giusto per essere proprio onesta con tutti voi) e questa volta ho deciso di proporvi delle vere curiosità che riguardano uno dei Paesi che io adoro maggiormente, la Francia.

5 stranezze che contraddistinguono questo magico e romantico Paese. Perché i francesi sono avanti in tante cose ma talune peculiarità potrebbero davvero strapparvi un sorriso da tanto sono strane… se non mi credete leggete le amene notizie che troverete nelle righe seguenti e non potrete fare a meno di stupirvi magari esclamando anche: ce n’est pas possible, ça ne semble même pas vrai!

Lo sapevate che…

  1. La Francia vanta il maggior numero di fusi orari rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo, se ne possono contare ben 12, comprendendo ovviamente anche i territori oltremare ma francesi, che vanno dalla Guiana alla Polinesia. E pensa che io ho viaggiato talmente poco che non so cosa sia soffrire il jet-leg e sono talmente provinciale da avere sempre avuto enormi difficoltà perfino ad abituarmi al cambio dell’ora in Italia! Continua a leggere

Futilità Necessarie (o forse no?)

Ed eccomi ancora a voi con le mia rubrica di Futilità Necessarie (o forse no?).

Come molti di voi sapranno (e per chi non lo sa sono qui io per informare e confermare) tra le mie bizzarre abitudini ce n’è una che sinceramente mi ha fatto conquistare il premio (creato appositamente per me) Aiuto arriva l’Adele! (praticamente l’unico premio che abbia mai vinto nella mia vita), oltre alla pizza, il gelato, i giochi da tavolo e naturalmente i libri io ho un’insana e quasi maniacale passione per raccogliere notizie futili e inutili. Di qualsiasi genere, natura e riguardanti qualsiasi argomento. Insomma tutto ciò che non serve a nessuno e, spesso, non interessa quasi nessuno io lo attraggo come una calamita, ne faccio tesoro e lo condivido. Ebbene sì, mi pongo domande, trovo risposte e (caratteristica che mi ha fatto vincere il premio di cui sopra) dispenso le mie informazioni, spesso e volentieri senza che mi vengano richieste.

Ed ecco le 5 Futilità Necessarie di oggi che ho trovato in giro per la rete e di cui ho deciso di mettervi a conoscenza… si parla di leggi, si parla di assurdità, ma soprattutto si parla di leggi assurde e abitudini strampalate che ancora vigono in giro per questo vecchio pazzo mondo, per la precisione in un Paese che essendo una delle maggiori potenze mondiali dovrebbe essere decisamente all’avanguardia, gli Stati Uniti d’America.

Lo sapevate che…

  1. In Alaska è considerato offensivo scagliare alci vivi da aeroplani in volo. E permettetemi di dirlo, io credo che gli alci si potrebbero sentire molto più offesi di chiunque altro.

  2. In Florida se si lega un elefante a un parchimetro bisogna pagare la sosta come per qualunque altro veicolo. E vorrei ben vedere! sarebbe chiaramente una discriminazione, come se chi ha il macchinone non prendesse la multa e chi ha un’utilitaria sì. Continua a leggere

La libreria dei desideri di Claire Ashby

Titolo: La libreria dei desideri
Autore: Claire Ashby
Genere: Sentimentale

E anche oggi eccomi a farvi compagnia dopo essere andata a caccia di un nuovo libro di cui voglio proprio parlarvi… siete pronti? comodi in poltrona? mi raccomando perché il mio intimo desiderio, dopo che avrete finito di leggere la mia recensione, è proprio quello di vedervi schizzare a prendere questo libro e tornare nella vostra comoda poltrona per leggerlo…

Sto parlando del romanzo La libreria dei desideri di Claire Ashby.

Ammetto che anche questo è uno di quei libri che mi sono ritrovata per caso tra le mani. Non l’ho scelto. Anche qui (come spesso mi capita) non conoscevo né il titolo, né l’autrice. Ma quando l’ho visto il titolo mi ha ispirato, così come la copertina.

Ora però prima di partire a raccontarvi le mie impressioni, come sempre, vi anticipo qualche parola sulla trama.

Meg Michaels, giovane proprietaria di una libreria, si sta leccando ancora le ferite per aver chiuso, una dopo l’altra, due storie con due uomini sbagliati. Durante una festa a casa di amici conosce Theo Taylor, un medico dell’esercito in congedo, che per puro caso scopre il suo segreto: Meg è incinta. Theo è stato ferito in guerra e sembra un tipo scontroso e orgoglioso, ma nasconde in realtà un lato dolce, discreto e premuroso. Tra i due, giorno dopo giorno, nasce un legame strano, fatto di dettagli e confessioni, di comprensione… e di una straordinaria attrazione fisica che coglie entrambi di sorpresa. Tra uno scaffale da riordinare, una pila di bestseller da spolverare e una vita che nasce, Meg sarà capace di darsi di nuovo la possibilità di essere felice? Continua a leggere

Tutte le mattine del mondo di Pascal Quignard

Tutte le mattine del mondo di Pascal Quignard, una trama sulle note di un concerto per viola

Titolo: Tutte le mattine del mondo
Autore: Pascal Quignard
Genere: narrativa

Ed eccomi di nuovo a voi con un’altra delle mie recensioni… sono andata a caccia di libri un po’ particolari perché a me piace andare a scovare cose che sembrano perdute o dimenticate o semplicemente ignorate dalla massa e vi assicuro che di libri che meriterebbero di essere condivisi ce ne sono parecchi, tant’è che dalla mia ricerca ho portato a casa un bottino di tutto rispetto…

Oggi vi parlerò di Tutte le mattine del mondo, romanzo ambientato nella Francia del Seicento e scritto da Pascal Quignard, autore francese che, confesso, fino a ora non avevo mai sentito nominare, ma che, a seguito di qualche ricerca, ho scoperto avere all’attivo diversi volumi tra saggi, romanzi e ricerche erudite, nonché essere considerato come una figura di intellettuale eclettico dotato di molteplici talenti. Figlio di un insigne latinista e di un altrettanto stimato grammatico, è stato anche consigliere della prestigiosa casa editrice Gallimard grazie alla sua autorevolezza.

Eh sì, ammetto che io l’ho scoperto per caso perché i suoi libri non hanno mai, fino ad oggi, incrociato la mia strada ma devo altresì dire che è stata una fortuna poterci inciampare (perché anche per noi cacciatori e cacciatrici di libri è sempre bello essere sorpresi da autori che si incontrano quasi per caso). Continua a leggere

Lettere d’amore da Montmartre di Nicolas Barreau

Un bacio di buona giornata a tutti voi lettori dalla vostra Adele Ross… e qualcuno si chiederà chi è questa Adele Ross? E io ritengo doveroso rispondere a questa domanda, per cui poche parole brevi (ma veramente brevissime) su di me: scrivo, leggo, amo ma soprattutto mi piace ridere e vivere (ecco visto? oltre all’ironia anche la sintesi è un mio dono, no, non è vero, ve ne accorgerete leggendomi!).
Comunque per primissima cosa devo ringraziare Cinzia Giorgio per avermi dato la possibilità di poter scrivere tra le pagine di questo bellissimo magazine e ringrazio anche tutto il Pink Staff per avermi accolto in questa famiglia.
Adesso però arrivo davvero al nocciolo della questione, il perché sono qui oggi. Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che ho recentemente letto e di cui mi sono innamorata (va beh lo ammetto per lui avevo già preso una cotta tempo fa, almeno da quando avevo letto il suo
Gli ingredienti segreti dell’amore, per poi capitolare decisamente con il suo Con te fino alla fine del mondo), sto parlando di Nicolas Barreau e del suo romanzo Lettere d’amore da Montmartre.
Ma bando alle ciance, passiamo subito alla mia opinione sul romanzo partendo però dalla trama (giusto per informare chi ancora non la conoscesse).
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